Wall Street, comincia la stagione delle trimestrali delle banche

Oggi in programma quelle di JpMorgan e Citigroup

Azionario
Wall Street: chiusura sotto la parità dopo i record

La seduta a Wall Street è finita sotto la parità all'indomani di una tripletta di record e dopo nuovi massimi intraday raggiunti nel corso della giornata dal Dow Jones Industrial Average e dal Nasdaq Composite.

A livello settoriale, sul fondo sono finiti i titoli delle tlc (-3%) con AT&T (-5,7%) che ha annunciato il terzo trimestre di fila con abbonati ai suoi servizio video in calo. Anche il settore finanziario (-0,8%) ha sofferto con JP Morgan (-1,24%) e Citigroup (-3,4%) che non sono riesciuti a festeggiare conti comunque positivi. A Washington, tornano intanto a montare i dubbi sulla riforma fiscale promessa da Donald Trump e sul cosiddetto "reflation trade". Secondo l'ex segretario al Tesoro, Larry Summers, quel piano "non è difendibile".

Il DJIA ha perso 31,88 punti, lo 0,14%, a quota 22.841,01.

L'S&P 500 ha lasciato sul terreno 4,31 punti, lo 0,17%, a quota 2.550,93.

Il Nasdaq Composite ha ceduto 12,04 punti, lo 0,18%, a quota 6.591,51.



Equifax ha forse subito un nuovo attacco hacker

Nuovo grattacapo per Equifax, agenzia americana di controllo dei crediti che il sette settembre scorso annunciò un'intrusione informatica a danno di 143 milioni di clienti americani (cifra poi rivista al rialzo di 2,5 milioni di unità). Il gruppo ha messo offline una pagina del suo sito internet usata dalla clientela per chiedere assistenza mentre cerca di capire se questa settimana i pirati informatici hanno cercato di intrufolarsi di nuovo nel suo sistema informatico. Secondo un esperto di cybersicurezza - Randy Abrams, citato dal Wall Street Journal - il sito di Equifax richiedeva aggiornamenti fraudolenti del software Adobe Flash a chi faceva domanda di un'analisi gratuita della propria posizione creditoria. Il titolo Equifax cede l'1,5% a Wall Street.

Petrolio chiude a NY -1,4% a 50,6 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in calo. Il contratto novembre ha perso 70 centesimi, l'1,4%, a 50,6 dollari al barile; era arrivato a perdere fino al 2,2%. E questo nonostante un calo superiore alle stime delle scorte settimanali di greggio in Usa. Gli stock di benzina sono invece cresciuti.

Powell (Fed): ripresa globale sostenibile si sta materializzando

Jerome Powell - tra gli uomoni presi in considerazione da Donald Trump per la guida della Federal Reserve - ha usato toni ottimisti per descrivere l'andamento dell'economia globale. L'attuale membro del board della banca centrale Usa ha detto che "ci sono segni che una ripresa globale generalizzata e sostenibile si sta materializzando". Parlando a alla conferenza organizzata dall'Institute of International Finance a Washington in concomintanza con i lavori autunnali del Fondo monetario internazionale, Powell si è concentrato sulle economie dei mercati emergenti che secondo lui gestiranno "relativamente bene" la normalizzazione delle condizioni economiche mondiali. Per lui il debito aziendale in quelle economie "non è allarmante" per il momento ma pone rischi significativi che vanno monitorati. Parlando della normalizzazione della politica monetaria della Fed, Powell ha detto di aspettarsi una reazione sotto controllo da parte dei mercati diversamente da quella che ci fu nel 2013 con il cosiddetto "taper tantrum", quando il mercato temeva una riduzione del ritmo con cui la Fed comprava mensilmente Treasury e bond ipotecari. Rispetto ad allora, "c'è un clima globale molto più salutare", ha dichiarato.

Azionario
Wall Street: indici poco mossi ma record per Dj e Nasdaq

Gli indici a Wall Street - ieri protagonisti di una seduta record - sono poco mossi ma frazioniali rialzi hanno permesso al Dow Jones Industrial Average e al Nasdaq Composite di raggiungere nuovi record intraday. Gli investitori stanno digerendo le prime trimestrali arrivate dal settore bancario americano.

Nonostante un calo dei ricavi derivanti dal trading di bond, JP Morgan (-0,9%) ha chiuso il terzo trimestre con profitti in rialzo grazie alle attività ai consumatori e alle piccole aziende. Anche per Citigroup (-2,1%), la resilienza di 'Main Street' ha permesso di controbilanciare la debolezza di Wall Street. Domani sarà la volta dei conti di Bank of America (-0,9%) e Wells Fargo (-0,3%).

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese per la seconda settimana di fila e più delle stime e i prezzi alla produzione sono saliti a settembre come previsto. Da Washington, dove sono in corso i lavori autunnali del Fondo monetario internazionale, il governatore Mario Draghi ha ribadito gli obiettivi di politica monetaria della Bance centrale europea. Jerome Powell, membro del board della Federal Reserve, ha echeggiato le parole di Christine Lagarde usando toni ottimisti sull'andamento dell'economia globale.

Il DJIA sale di 7,42 punti, lo 0,03%, a quota 22.880,31. L'S&P 500 cede 0,64 punti, lo 0,03%, a quota 2.55,62. Il Nasdaq aumenta di 6,46 punti, lo 0,10%, a quota 6.609,87. Il petrolio a novembre al Nymex segna un -0,8% a 50,89 dollari al barile nonostante un calo superiore alle stime delle scorte settimanali Usa di greggio. Gli stock di benzina sono invece balzati.

Fed: lasciare salire l'inflazione? Fischer promuove proposta Bernanke

Stanley Fischer, il vicepresidente uscente della Federal Reserve, promuove il suggerimento arrivato dall'ex governatore Ben Bernanke, secondo cui dopo periodi di recessione la banca centrale dovrebbe permettere un surriscaldamento dell'inflazione prima di alzare i tassi. Per l'ormai ex braccio destro di Janet Yellen, l'idea di un target flessibile dell'inflazione "sembra avere senso". Fischer - che il sei settembre annunciò che intorno al 13 ottobre avrebbe lasciato il suo incarico - ha spiegato che la sua tendenza è credere in più discrezione piuttosto che in meno discrezione.

Usa
Trump firma ordine esecutivo su sanità, primo passo per abrogazione Obamacare

Donald Trump ha fatto un primo passo per smantellare l'Obamacare: non riuscendo a ottenere in Congresso i progressi sperati sull'abrogazione e la sostituzione della riforma della sanità voluta da Barack Obama nel 2010, il presidente americano ha deciso di andare avanti da solo, cancellando alcuni degli emendamenti della legge con un ordine esecutivo, che non ha bisogno del via libera di Camera e Senato. "Iniziamo il processo per abrogare e sostituire l'Obamacare", che "è stato un incubo per gli americani", ha detto Trump, parlando dalla Casa Bianca alla firma del documento, considerato un modo "per dare sollievo agli americani messi in ginocchio dall'Obamacare". L'ordine esecutivo, che riguarda in particolare le assicurazioni, è il passo più significativo fatto finora sulla sanità da Trump, che aveva messo la cancellazione dell'Affordable Care Act tra le priorità della sua campagna elettorale.

Il documento elimina alcuni dei requisiti imposti alle compagnie di assicurazione dall'Obamacare e consente alle compagnie di assicurazione di offrire piani meno costosi, ma anche con meno coperture per chi le stipula. "I costi dell'Obamacare sono stati oltraggiosi, mentre l'ordine esecutivo sostanzialmente non costerà nulla al Governo", ha detto Trump. L'ordine esecutivo dà inoltre alle piccole aziende, e potenzialmente anche ai singoli individui, la possibilità di comprare polizze cumulative. Toglie inoltre le limitazioni sulla vendita di assicurazioni di breve termine, che appunto danno copertura limitata e sono spesso riservate alle persone che non hanno particolari problemi di salute. Il rischio, dicono gli esperti, è che questo possa finire per lasciare "scoperte" le persone che ne hanno più bisogno, ovvero quelle affette da patologie più gravi o esposte a maggiori rischi. Va detto che serviranno mesi prima che i cambiamenti entrino in vigore, tanto più che ampia parte dei dettagli dell'ordine esecutivo sono lasciati alla discrezione del dipartimento del Lavoro.

Economia
Draghi conferma approccio Bce su costo del denaro e QE, tassi negativi "un successo"

Il governatore della Banca centrale europea ha usato il suo intervento al Peterson Institute a Washington per confermare la politica monetaria dell'Eurotower. Mario Draghi ha detto che il programma di acquisto di bond "durerà fino alle fine del 2017 o oltre, se necessario". E che i tassi resteranno al livello attuale "ben oltre" l'orizzonte temporale del programma stesso. "Quel 'ben oltre' è molto importante per ancorare le aspettative di inflazione". Draghi ha anche spiegato che i tassi negativi imposti sui depositi degli istituti di credito presso le casse della Bce "sono stati un successo"; "non è vero che hanno leso pesantemente i profitti delle banche".

Bernanke (ex Fed), lasciare salire l'inflazione dopo recessioni

Ben Bernanke, il governatore della Federal Reserve che ha preceduto Janet Yellen, è tornato a suggerire che prima di alzare i tassi la banca centrale Usa dovrebbe permettere all'inflazione di correre temporaneamente oltre il suo target di crescita annua del 2% successivamente a una frenata dell'economia. Bernanke ha presentato una sua ricerca al Peterson Institute for International Economics a Washington, nell'ambito di una conversazione a cui ha partecipato anche il numero uno della Banca centrale europea Mario Draghi.

"Determinando i target dei prezzi, periodi con inflazione sotto gli obiettivi prefissati (che probabilmente si verificano quando i tassi sono fermi [vicino allo zero]), dovrebbero essere seguiti da periodi in cui la banca centrale permette all'inflazione di portarsi sopra il target, arrivando a una politica di tassi 'più bassi per più tempo'".

Lo studio di Bernanke - la cui tesi ricalca quella di due economisti della Fed, Michael Kiley e John Roberts - è giudicato interessante da Lael Brainard, ma il membro del Board della Fed ritiene che un approccio cos" controverso sarebbe difficile da comunicare e da calibrare con altre misure come l'acquisto di asset. Inoltre, la combinazione di tassi e di una disoccupazione bassi che ci sarebbero durante periodi di inflazione oltre i target, potrebbe portare alla creazione di rischi per la stabilità finanziaria. Bernanke ha poi smontato la tesi di chi crede che l'allentamento monetario della Fed abbia dato benefici soprattutto ai ricchi.

Usa 2016
Sandberg (Facebook): scuse agli americani per le pubblicità russe per influenzare il voto

Facebook deve al popolo statunitense "delle scuse", visto che la Russia ha usato il social network per provare a influenzare le ultime elezioni presidenziali; "quello che è successo sulla nostra piattaforma non sarebbe dovuto succedere [...] Non solo ci scusiamo, siamo arrabbiati, turbati". Lo ha detto Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook, in un'intervista rilasciata ad Axios.

Sandberg non ha però risposto alla domanda se Facebook, in questo modo, abbia avuto un ruolo nella sconfitta di Hillary Clinton contro Donald Trump. Ha però detto che Facebook sta facendo tutto il possibile per aiutare il governo nelle indagini sulle intrusioni russe e ha riconosciuto che le pubblicità pagate dai russi e le notizie false che girano sul social network sono "una nuova minaccia" che va affrontata e di cui si prende la responsabilità: "Faremo tutto il possibile per sconfiggerle". Facebook ha consegnato al Congresso le copie di 3.000 pubblicità politiche comprate da entità russe.

Petrolio
Wti riduce cali (-1,7%) dopo dato scorte Usa, resta sotto 51 $/barile

Il petrolio quotato al Nymex, in calo attorno all'1,9% prima del dato sulle scorte settimanali americane, ha ridotto le perdite dopo la pubblicazione dei numeri, ma resta sotto la soglia dei 51 dollari raggiunta ieri. Incide il fatto che le scorte di greggio sono calate molto più delle previsioni (-2,747 milioni di unità nella settimana chiusa il 10 ottobre, contro il calo di 1,7 milioni di barili atteso).

Il ribasso ha colto di sorpresa l'American Petroleum Institute, che aveva anticipato un rialzo di 3,1 milioni di unità. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a novembre scendevano di 85 centesimi, l'1,7% a 50,45 dollari al barile, mentre in precedenza erano scambiati in calo a 50,25 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 51,30 dollari al barile). Al momento il contratto a novembre scende dell'1,79% a 50,38 dollari al barile.

Energia
In calo scorte settimanali petrolio e distillati Usa, in rialzo stock benzina

Nella settimana conclusa il 10 ottobre le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate di 2,727 milioni di unità a 462,216 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,7 milioni, dopo la discesa di 6,023 milioni di unità precedente.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in aumento di 2,49 milioni di unità a 221,426 milioni, dopo la salita di 1,644 milioni di barili dei sette giorni precedenti e il ribasso di 600.000 unità previsto. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono scese di 1,48 milioni di unità a 133,959 milioni di barili, dopo il calo di 2,606 milioni di barili della settimana precedente e la discesa di 1,4 milioni di unità prevista. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato all'89,2%, più dell'88,1% del dato precedente e più anche dell'88% atteso.

Economia
Fmi: fondo monetario Ue? Lagarde, non ho paura ma ho aspettative

"Non ho paura ma ho aspettative". Ha risposto cos" Christine Lagarde in merito all'ipotesi ventilata dal ministro tedesco delle Finanze di un fondo monetario europeo. Parlando da Washington, dove sono in corso i lavori autunnali dell'Fmi, il suo direttore generale ha spiegato: "Essendo stata ministro delle Finanze [in Francia] e come tale lavorando con l'Fmi nel 2010-11 ed essendo ora a capo dell'Fmi stesso, so che la cooperazione era e continuerà a essere necessaria". Secondo lei, "la rete di sicurezza finanziaria cos" necessaria deve avere l'Fmi al suo centro. Continueremo a giocare quel ruolo, a fornire sostegno laddove necessario e laddove richiesto". Come a dire, se anche il Meccanismo europeo di Stabilità verrà trasformato in un fondo monetario europeo, quello a Washington resterà protagonista.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

Andamenti poco mossi e appena al di sopra della parità in avvio di seduta per i cereali quotati al Chicago Board of Trade. Gli investitori optano per la cautela in attesa del rapporto sulla domanda e l'offerta che il dipartimento all'Agricoltura americano pubblicherà nelle prossime ore. L'aspettativa è che la domanda abbia subito un rallentamento, cosa che potrebbe incidere in negativo sui prezzi.

In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in aumento, sulla stessa traiettoria del comparto della soia. In particolare, i future del mais a dicembre sono sostanzialmente invariati a 3,46 dollari a bushel, mentre quelli a marzo sono in aumento di mezzo centesimo a 3,59 dollari a bushel. I contratti del frumento a dicembre avanzano di un centesimo e un quarto a 4,32 dollari a bushel. Andamenti in discesa anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in rialzo di 2 centesimi a 9,67 dollari a bushel, mentre quelli a gennaio salgono di un centesimo e tre quarti a 9,77 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre sale di 20 centesimi a 315,10 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre acquistano 6 punti a 33,21 centesimi al pound.

Fmi: Europa è uno dei leader della crescita nella ripresa mondiale

"L'Europa è uno dei leader della crescita nell'attuale ripresa mondiale". Lo ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, parlando da Washington e ricordando le stime contenute nel World Economic Outlook, riviste al rialzo per il 2017 e il 2018 nell'Eurozona.

Economia
Usa: Powell (Fed), outlook economia buono, ma ritorno a tassi normali sia graduale

Le prospettive dell'economia globale sono positive e l'outlook è ottimistico, anche per gli Stati Uniti, ma la Federal Reserve non deve farsi prendere la mano e proseguire sulla via di una progressiva normalizzazione della propria politica monetaria.

"Una ripresa globale sostenibile potrebbe finalmente essere vicina a materializzarsi", ma "il ritorno verso un contesto di tassi di interesse normali dovrebbe continuare a essere graduale, a patto che l'economia americana evolva come previsto", ha detto Jerome Powell, membro del Board dei governatori della Fed e uno dei candidati considerati papabili per prendere il posto del presidente Janet Yellen, quando il suo mandato scadrà all'inizio del 2018.

Finanza
Citigroup studia spostamento parte attività Ue in Lussemburgo in caso di hard Brexit

Citigroup si prepara all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e guarda al Lussemburgo come nuova sede per alcune attività europee. Come riporta il Financial Times, la banca newyorkese sta lavorando all'apertura di un booking center da dove gestire i conti in caso di una "hard Brexit", che potrebbe includere l'imposizione di dazi e barriere commerciali.

Non è chiaro se sarà spostato personale né se saranno creati posti di lavoro, come ha spiegato la banca in una nota al quotidiano finanziario. A luglio Citigroup aveva detto che avrebbe spostato a Francoforte i broker europei, che si occupa di trading e attività di mercato. All'epoca, Jim Cowles, numero uno dell'area Emea, aveva anticipato che altre attività sarebbero state trasferite ad Amsterdam, Parigi, Dublino, Madrid e, appunto, Lussemburgo.

Brexit: Lagarde (Fmi), non mi aspetto 'hard exit'

Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, ha detto di non aspettarsi una 'hard exit' del Regno Unito dall'Unione europea. Parlando in conferenza stampa nell'ambito dei lavori autunnali dell'"stituto di Washington, l'ex ministro francese delle Finanze ha dichiarato: "Non lo posso immaginare", insinuando che a farne le spese sarebbero le persone.

Brexit: Lagarde (Fmi), negoziati rapidi per ridurre incertezza

Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, si augura che i negoziati sulla Brexit "siano condotti con la giusta tempistica per ridurre l'incertezza e l'ansietà sull'esito" dei negoziati stessi volti a definire la nuova relazione tra l'Unione europea e il Regno Unito. Il pressing di Lagarde è dovuto al fatto che ad esserne toccati "sono persone e aziende".

Economia
Lagarde (Fmi), triste dell'addio di Schauble, sua forza e determinazione servono

Christine Lagarde si dice "triste" della decisione di Wolfgang Schauble di lasciare l'incarico di ministro tedesco delle Finanze. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale ha ammesso di "non essere sempre stata d'accordo" con lui ma ha riconosciuto la sua "forza e determinazione, che sono necessari nell'Unione" europea. "Possiamo tutti essere criticati, ma in momenti difficili [Schauble] ha mantenuto il focus e ha dato forza al gruppo". A chi, durante una conferenza durante i lavori autunnali del Fondo, gli ha chiesto se era sorpresa dell'addio del ministri tedesco, Lagarde ha risposto: "Sono felice che sia durato cos" tanto". Secondo lei "ha dato molti contributi".

Lagarde (Fmi) avverte, rischi potenziali da stretta mercati capitali

Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, lancia un avvertimento. Rischi potenziali che potrebbero ledere la ripresa in corso - "più forte ma non completa" - potrebbero arrivare da una "stretta dei mercati dei capitali e da una fuga dei capitali dai mercati emergenti dove c'è stata una caccia ai rendimenti". Parlando durante la conferenza stampa che apre ufficialmente i lavori annuali del Fondo, Lagarde è tornata a consigliare di monitorare le innovazioni finanziarie: "Non vanno ignorate perché trasformeranno i mercati". Per l'ex ministro francese delle Finanze, serve garantire anche che il commercio continui lungo la sua strada di ripresa. Salari bassi e un aumento delle disuguaglianze rappresentano ulteriori sfide.

Tech
Facebook punta su realtà virtuale, fissa obiettivo 1 mld utenti e presenta Oculus Go

Facebook moltiplica gli sforzi sulla realtà virtuale e scommette con convinzione ancora maggiore su Oculus. L'amministratore delegato Mark Zuckerberg, che durante la conferenza degli sviluppatori Oculus Connect ha presentato Oculus Go, un dispositivo con prezzo più basso (da 199 dollari) che sarà sul mercato a partire dall'anno prossimo, ha fissato anche l'obiettivo ambizioso di arrivare a un miliardo di utenti.

"Vogliamo essere certi che sia sicuro, un motore per le cose buone e accessibile per tutti", ha detto Zuckerberg, spiegando che la realtà virtuale non deve essere considerata un sostituto delle relazioni reali con le persone, ma che, quando queste non sono possibili, può contribuire a rendere il mondo migliore.

Lagarde (Fmi): trasformare armonia che vediamo in stagione di azioni

Dopo avere citato il 35esimo presidente americano John F. Kennedy - "aggiustare il tetto quando fuori c'è il sole" - Christine Lagarde è tornata a lanciare un messaggio ai legislatori affinché sfruttino il momento caratterizzato da una ripresa "più forte e generalizzata" ma "non completa". Il direttore generale del Fondo monetario internazionale vuole che "l'armonia che vediamo sia trasformata in una stagione di azioni". Questo significa fare in modo che la ripresa sia duratura, che le nazioni che hanno spazio fiscale agiscano per fare investimenti infrastrutturali e che chi ne ha bisogno adotti riforme strutturali. Lagarde vuole che la regolamentazione finanziaria sia difesa, che la cooperazione sia alimentata tra i 193 Paesi membri del Fondo per rendere la crescita più inclusiva.

Onu
Unesco: Usa lasciano agenzia Onu criticando politica filo-palestinese

L'amministrazione Trump ha deciso di fare uscire gli Stati Uniti dall'Unesco, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura. Il ritiro sarà effettivo dalla fine del 2018. Washington, che da anni prende le distanze dalla politica dell'agenzia, considerata a favore della Palestina e anti-israeliana.

Gli Stati Uniti avevano smesso di finanziare l'Unesco dopo la sua decisione di includere la Palestina come membro nel 2011, ma avevano mantenuto un ufficio nel quartier generale dell'agenzia a Parigi, per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni. "La decisione non è stata presa alla leggera", si legge in una nota del dipartimento di Stato, in cui si cita anche "la necessità di una fondamentale riforma" dell'agenzia. Pur uscendo dall'Unesco, gli Stati Uniti intendono continuare a lavorare con l'agenzia in qualità di "osservatore non membro", in modo da fornire "il punto di vista e l'esperienza americana".

Wall Street
Avvio positivo per Citigroup e JPMorgan dopo i conti, sale Apple, in calo Wal-Mart

Nei primi minuti di scambi, i listini confermano gli andamenti dell'apertura. Per quanto riguarda i titoli, partono in modesto rialzo JPMorgan (+0,1%) e Citigroup (+0,7%) dopo le rispettive trimestrali. La prima ha visto salire i profitti del 7% e il fatturato del 3%, grazie in particolare al miglioramento del credito, che ha bilanciato i risultati deboli delle attività di trading. La seconda ha registrato un aumento dell'8% dell'utile e del 2% del fatturato, sulla scia della buona performance delle attività di consumer banking, che hanno bilanciato i risultati non del tutto convincenti nel trading.

Domani a pubblicare i conti del terzo trimestre saranno Bank of America (-0,43%) e Wells Fargo (-0,27%). Avvio in ribasso dell'1,5% per General Motors, che prevede di sospendere per sei settimane (da metà novembre a fine anno) la produzione in una fabbrica di Detroit e di lasciare a casa una parte dei lavoratori. Tra i tecnologici, partenza poco mossa per Apple (+0,17%), dopo che Cupertino ha ottenuto il via libera dalla Giustizia irlandese per costruire un centro dati nell'ovest del Paese, un cantiere bloccato da due anni e mezzo per proteggere una foresta. L'Alta Corte di Giustizia ha respinto il ricorso di tre privati preoccupati per le ripercussioni ambientali del progetto. Sul fronte retail da segnalare il ribasso di Wal-Mart (-0,73%), che ha presentato la nuova strategia per avvicinarsi di più alla fascia dei consumatori Millennials.

Borsa
Wall Street: apre in calo in avvio (Dj -0,1%), dopo conti banche Usa e verbali Fed

Dopo i record di ieri, quando S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno raggiunto nuovi massimi in chiusura, Wall Street riparte oggi all'insegna della cautela, con i listini in ribasso, seguendo la via imboccata nel premercato e allontanandosi per il momento dai livelli record. I riflettori sono puntati sui lavori del Fondo monetario internazionale a Washington, dove parla il presidente Christine Lagarde, ma soprattutto sulla Federal Reserve, che ieri nei verbali della riunione di settembre ha segnalato che un giro di vite sui tassi entro fine anno, il terzo del 2017, è ancora una possibilità concreta.

Sul fronte economico, da segnalare il ribasso delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (il totale è sceso al minimo dal 1973) e l'aumento dei prezzi alla produzione, il secondo di fila, segno che le pressioni inflazionistiche ricominciano a salire. Sul versante aziendale, la stagione delle trimestrali americane è entrata nel vivo con i conti di JPMorgan e Citigroup: entrambe hanno battuto le stime, pur avendo registrato un rallentamento delle attività di trading, complice la scarsa volatilità dei mercati. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow scende di 15,06 punti, lo 0,08%, a quota 22.854,73. L'S&P 500 cala di 3,37 punti, lo 0,13%, a quota 2.551,71. Il Nasdaq scende di 7,84 punti, lo 0,11%, a quota 6.596,92. Il petrolio si conferma in ribasso al Nymex in attesa dei dati settimanali sulle scorte di energia (sono pubblicati oggi, diversamente dal solito quando arrivano di mercoled", a causa della festività del Columbus Day di luned"): i future del Wti a novembre salgono dell'1,64% a 50,46 dollari al barile.

Economia
Fmi: Lagarde, politiche strutturali "vitali" per crescita produttività

Secondo Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, le politiche strutturali "sono vitali per sprigionare la crescita della produttività e migliorare le prospettive di espansione" dell'economia. Nella sua Global Policy Agenda, intitolata "Una finestra di opportunità" e pubblicata nell'ambito dei lavori autunnali dell'istituto di Washington, l'ex ministro francese delle Finanze spiega che quel tipo di politiche "sono più potenti" durante fasi di ripresa dell'economia.

Anche per questo i legislatori delle economie avanzate dovrebbero approfittare del momento. Ancora una volta, la donna a capo del Fondo sostiene che "laddove lo spazio fiscale è disponibile, le politiche fiscali dovrebbero aiutare la crescita" anche attraverso investimenti infrastrutturali. Dove invece un tale spazio è limitato dalla necessità di evitare dinamiche destabilizzanti del debito, la ripresa in corso "offre un'opportunità per ricostituire cuscinetti, anche se le politiche vanno calibrate per sostenere la crescita e l'equità sociale il più possibile". Per molti Paesi, conclude Lagarde, un abbassamento delle barriere nei mercati del lavoro e dei prodotti aiuterà a distribuire le risorse in modo più efficiente". Per lei "la priorità dovrebbe andare ad aumentare l'offerta di lavoro e gli investimenti infrastrutturali di alta qualità".

Economia
Fmi: Lagarde, con politica monetaria accomodante, rischi a stabilità finanziaria in rialzo

Per quanto necessaria per sostenere la crescita e riportare l'inflazione ai target predefiniti dalle varie banche centrali, una politica monetaria che ha continuato a essere accomodante "ha incoraggiato l'aumento di alcuni rischi alla stabilità finanziaria". E' questo il messaggio di Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale. Nella sua Global Policy Agenda, intitolata "Una finestra di opportunità" e pubblicata nell'ambito dei lavori autunnali dell'istituto di Washington, l'ex ministro francese delle Finanze spiega comunque che nelle economie avanzate, la politica monetaria dovrebbe restare accomodante "data l'inflazione bassa e la debolezza rimanente in molti Paesi".

Ciò conferma quanto emerso nei giorni scorsi dai rapporti pubblicati dal fondo. Nel suo Global Financial Stability Report, il Fondo ha scritto che è "importante" che la Banca centrale europea rispetti il suo impegno a mantenere i tassi al loro livello attuale ben oltre l'orizzonte temporale del suo programma di acquisto di bond. Nel suo World Economic Outlook, il Fondo ha fatto capire di non aspettarsi da parte della Federal Reserve un terzo rialzo dei tassi nell'anno in corso: nel documento, ha scritto che "i tassi Usa sono visti rimanere sostanzialmente invariati all'1-1,25% per il resto del 2017" ma la banca centrale americana ha ribadito a settembre l'intenzione di alzare il costo del denaro un'altra volta nel 2017 dopo le strette di marzo e giugno.

Lagarde non manca di fare notare che il "peso" di sostenere la domanda "continua" a essere sulle banche centrali "mentre alcuni Paesi stanno esplorando varie opzioni per rendere la loro politica fiscale più favorevole alla crescita". Peccato che le riforme strutturali "stiano avanzando solo gradualmente".

Fmi: Lagarde, ripresa globale continua ma non completa, sfruttare momento

Sfruttare una "congiuntura favorevole" per affrontare le sfide attuali al fine di "prevenire nel medio termine" rischi che potrebbero frenare l'economia, ricostruire 'cuscinetti' protettivi e aumentare la crescita potenziale. Il tutto mentre "la ripresa globale continua" anche se "non è completa". E' questo il messaggio di Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale. Nella sua Global Policy Agenda, intitolata non a caso "Una finestra di opportunità" e pubblicata nell'ambito dei lavori autunnali dell'istituto di Washington, l'ex ministro francese delle Finanze spiega che i Paesi dovrebbero adottare riforme "per aumentare la produttività, migliorare la governance e ridurre l'incertezza politica e i rischi futuri".

Come già spiegato nei rapporti pubblicati nei giorni scorsi, dal World Economic Outlook al Global Financial Stability Report passando per il Fiscal Monitor, Lagarde sottolinea l'importanza della "cooperazione" tra i 189 Paesi membri del Fondo e delle iniziative volte a fare in modo che i benefici dati dalla tecnologia e dall'integrazione economica possano essere "ampiamente condivisi".

Banca Mondiale: Kim "estremamente ottimista", accordo su aumento capitale "significativo" ci sarà

Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, è "estremamente ottimista" che i soci dell'istituzione di Washington riconoscano la domanda crescente dei suoi membri di fare di più e si rendano dunque conto della necessità di un "aumento di capitale significativo". Lo ha detto nella conferenza che apre ufficialmente i lavori autunnali dell'istituto e del Fondo monetario internazionale. Kim ha definito come "incoraggiante" il fatto che gli Stati Uniti siano ora parte della discussione: "Una nuova amministrazione impiega sempre un po' di tempo per insediarsi".

Peccato che un funzionario del dipartimento di Stato abbia fatto venire meno le speranze per un aumento di capitale nel breve termine; Washington vuole prima che la Banca Mondiale svolga un'analisi del suo bilancio affinché i fondi vadano laddove ce n'è più bisogno. "Non dovrebbe essere una sorpresa che un aumento di capitale richieda tempo", ha concluso Kim rispondendo allo scetticismo di chi guarda alla tempistica offerta due anni fa dalla Banca Mondiale, che aveva fissato come target il raggiungimento entro questo periodo del 2017 di un accordo per un aumento di capitale del suo braccio chiamato International Bank for Reconstruction and Development, quello che concede prestiti ai governi di Paesi a basso e medio reddito.

Auto Usa
Gm sospenderà produzione in una fabbrica Detroit, ridurrà posti lavoro (Wsj)

Per fare fronte al rallentamento delle vendite di alcuni modelli di auto, General Motors prevede di tagliare la produzione, chiudendo temporaneamente una fabbrica di Detroit e lasciando a casa una parte dei lavoratori del gruppo durante il periodo natalizio. Come riporta il Wall Street Journal, a partire da metà novembre il colosso automobilistico fermerà la produzione della fabbrica Detroit-Hamtramck per sei settimane.

Saranno coinvolti circa 1.500 lavoratori. Inoltre, quando le attività riprenderanno, Gm prevede di ridimensionare la linea di assemblaggio, producendo circa il 20% di vetture in meno, cosa che provocherà il taglio di 200 posti di lavoro. All'inizio dell'anno la società aveva già ridotto la produzione della fabbrica, eliminando il turno di lavoro serale e riducendo di conseguenza la forza lavoro. Nello stabilimento Detroit-Hamtramck, aperto 32 anni fa, sono prodotti tra gli altri modelli l'ibrida Chevrolet Volt e la Cadillac Ct6, una berlina di grandi dimensioni presentata l'anno scorso.

Banca Mondiale, Kim: ripresa procede ma investimenti restano deboli

"La ripresa procede ma è ancora fragile e gli investimenti restano deboli". Lo ha detto Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, nella conferenza che apre ufficialmente i lavori autunnali dell'istituto e del Fondo monetario internazionale. Come quest'ultimo, anche la Banca Mondiale invita i legislatori a sfruttare il momento per fare progressi. Kim ha sottolineato come gran parte del calo della povertà arriva dalla Cina.

Titoli di stato
T-bond: prezzi su con possibile rialzo tassi Usa, rendimenti decennali giù al 2,337%

All'inizio della seduta di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani sono in rialzo, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in calo. Gli investitori valutano il contenuto dei verbali della Federal Reserve, pubblicati ieri: la banca centrale americana ha segnalato che un terzo giro di vite sui tassi entro fine anno è ancora possibile.

Attenzione anche alle aste di titoli di stato a 29 anni e 10 mesi, per un totale di 12 miliardi di dollari, in calendario per oggi. I rendimenti decennali, benchmark del settore, sono in discesa al 2,337%, contro il 2,346% della chiusura di ieri. Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,517% Titoli a 5 anni, rendimenti in calo all'1,955%. Titoli a 30 anni, rendimenti in discesa al 2,873%.

Wall Street: future sotto la parità, focus sulle banche

I future a Wall Street restano in leggero calo dopo i dati relativi alle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, scese per la seconda settimana di fila e più delle stime, e dei prezzi alla produzione, saliti a settembre come previsto.

All'indomani di una tripletta di record da parte dei principali indici, gli investitori digeriscono i primi bilanci arrivati dalle banche Usa: JP Morgan (+0,7% nel pre-mercato) ha superato il consensus e ha messo a segno utili record nella divisione di asset management; secondo il suo Ceo Jamie Dimon, l'economia globale continua ad andare bene e i consumatori Usa restano in buona salute.

Citigroup (+0,5%) ha registrato utili in aumento e sopra le attese degli analisti. Come i suoi gruppi rivali, anche questa banca ha sofferto un calo dei ricavi da trading, cosa prevista a fronte di una volalità bassa nel trimestre. Domani arriveranno i conti di Bank of America e Wells Fargo.

Intanto a Washington l'amministrazione Trump continua a difendere la sua proposta di riforma fiscale accusando il Fondo monetario internazionale di volerla vedere fallire; secondo Michael Allison (che ha in gestione oltre 400 miliardi di asset) una riforma - se approvata dal Congresso - garantirà un rally del 5-10% all'azionario.

I future del Dow cedono 19 punti, lo 0,08%; quelli dell'S&P 500 perdono 4 punti, lo 0,16%; quelli del Nasdaq lasciano sul terreno 5,25 punti, lo 0,09%. Il petrolio a novembre al Nymex scivola dell'1,4% a 50,57 dollari al barile.

Economia
Usa: -15mila a 243mila richieste iniziali sussidi lavoro, totale a minimo da 1973

Nei sette giorni conclusi il 7 ottobre il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si è attestato in ribasso per la seconda settimana di fila, ma gli uragani Harvey e Irma, che hanno colpito il sud del Paese tra agosto e settembre, provocano comunque turbolenze del mercato del lavoro. Il numero totale di richieste è sceso al minimo in 44 anni.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 15.000 unità a 243.000, contro le 258.000 della settimana precedente (rivisto al ribasso dalle 260.000 della prima stima). L'indice è migliore delle previsioni, visto che gli analisti attendevano un dato in ribasso a 252.000 unità. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da due anni e mezzo, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è scesa a 257.500 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 3o settembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso a 1,889 milioni, il minimo da dicembre 1973.

Economia
Usa: +0,4% prezzi alla produzione in settembre, in linea con stime

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti in linea con le previsioni in settembre. Il dato segnala che le pressioni inflazionistiche restano nel complesso basse, ma cominciano ad aumentare. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,4%, appunto come previsto. In agosto l'indice era salito dello 0,2% (invariato rispetto alla prima stima).

Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, il dato è salito del 2,6%, l'aumento più sostenuto da febbraio 2012. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è aumentata dello 0,2%, anche in questo caso come previsto. Da segnalare che i consumi personali sono cresciuti dello 0,5% in settembre.

Banche
Citigroup: +8% utile III trim. a 4,133 mld $, sopra stime, fatturato +2%

Nel terzo trimestre Citigroup, seconda tra le grandi banche americane a pubblicare i conti, ha visto salire utile e fatturato, battendo le previsioni. Nei tre mesi a settembre, la banca newyorkese ha messo a segno profitti netti per 4,133 miliardi di dollari, 1,42 dollari per azione, in aumento dell'8% rispetto ai 3,84 miliardi, 1,24 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Gli analisti attendevano un utile di 1,32 dollari per azione. Il fatturato è salito del 2% a 18,173 miliardi di dollari, contro i 17,76 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso e meglio dei 17,9 miliardi previsti dal consensus. Il rapporto Common Equity Tier 1 è salito dal 12,6 al 13%, sopra il 12,9% atteso dagli analisti. La banca ha visto salire del 10% il fatturato da trading nell'equity, mentre quello nel reddito fisso è sceso dell'11%.

A fare da traino ai conti è stata la buona performance delle attività di consumer banking, che hanno bilanciato i risultati non del tutto convincenti nel trading (il fatturato da trading nel reddito fisso è sceso a 2,877 miliardi di dollari, contro i 2,84 miliardi attesi dagli analisti), cosa per altro prevista, vista la bassa volatilità dei mercati nel trimestre. Bene anche le attività di investment banking. "Abbiamo avuto un trimestre molto positivo, che dimostra l'equilibrio del franchise", ha detto l'amministratore delegato Michael Corbat, soddisfatto dei risultati delle aree Global Consumer Bank e Institutional Clients Group. Nell'ambito del piano patrimoniale da 19 miliardi di dollari, la banca ha restituito agli azionisti 6,4 miliardi di dollari nel trimestre e "resta focalizzata sull'aumento del ritorno sul capitale e del capitale restituito agli azionisti", ha detto Corbat. Nel trimestre il costo del credito è stato di 1,999 miliardi di dollari, in aumento del 15% su base annuale, il valore contabile per azione è stato di 78,81 dollari, in rialzo del 6%, mentre il ritorno sui titoli ordinari è stato del 7,3%, contro il 6,8% del trimestre precedente e dello stesso periodo dell'anno scorso. Le spese operative sono calate del 2% a 10,2 miliardi, mentre i depositi sono aumentati del 3% a 964 miliardi.

Valute digitali
Bitcoin: continua a salire, aggiorna nuovamente record, ora sopra 5.200 $

Appare inarrestabile la cavalcata di bitcoin, che, dopo avere toccato in precedenza nuovi record portandosi sopra la soglia dei 5.000 dollari, ha aggiornato ulteriormente i massimi, superando anche i 5.200. Il rialzo dell'8,13% ha portato la valuta digitale a un massimo di 5,231 dollari, stando ai dati di CoinDesk.

Il rally arriva dopo i cali dei giorni scorsi, cosa che conferma la volatilità della valuta virtuale. A fare da traino sono oggi indiscrezioni sulla possibilità che la Cina dia il via libera alla ripresa del trading di bitcoin, dando alle piattaforme di scambio le necessarie licenze. Il mese scorso Pechino aveva imposto forti limitazioni, cosa che aveva contribuito al rallentamento di bitcoin.

Sport
Lo sport Usa boicotta Trump: 16 squadre non vanno più nei suoi hotel

Il presidente statunitense, Donald Trump, da settimane è in aperta polemica con la Nfl, il campionato di football americano, perché non vieta la protesta inscenata ormai da molti giocatori, che non ascoltano l'inno nazionale in piedi, ma poggiando un ginocchio a terra. Lo scontro con i proprietari delle squadre dello sport professionistico statunitense è però iniziato molto tempo prima, sotto traccia: secondo il Washington Post, almeno 16 squadre hanno smesso di frequentare gli alberghi di proprietà di Trump negli ultimi due anni, privandolo così di un ingente introito.

Secondo il quotidiano, i suoi alberghi non sono più frequentati da 12 squadre della Nba, ovvero il campionato di basket, tra cui i Dallas Mavericks, gli Indiana Pacers e i campioni in carica dei Golden State Warriors; da tre squadre della Nhl, il campionato di hockey su ghiaccio, e da una franchigia della Mlb, la lega di baseball, ovvero i Los Angeles Dodgers.

Trimestrali
JPMorgan: utile III trim. +7%, batte stime, bene credito

JPMorgan Chase, primo tra i colossi bancari americani a pubblicare i conti del terzo trimestre, ha battuto le previsioni degli analisti su utile e fatturato. A fare da traino è stato il miglioramento del credito, che ha bilanciato i risultati deboli delle attività di trading. Nei tre mesi a settembre, la banca newyorkese, maggiore negli Stati Uniti per asset, ha riportato profitti netti per 6,732 miliardi di dollari, 1,76 dollari per azione, in rialzo del 7% dai 6,286 miliardi, 1,58 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano 1,65 dollari per azione. Leggi l'articolo sui conti di JPMorgan.

E-commerce
Amazon assumerà 120.000 persone in Usa per stagione acquisti natalizi

Amazon si prepara alla stagione degli acquisti natalizi, una delle più frenetiche dell'anno. Per non farsi trovare impreparato a fronte del previsto aumento degli ordini, il colosso dell'e-commerce recluterà oltre 120.000 persone con contratto stagionale, per lavorare nei centri di smistamento, consegne e assistenza clienti negli Stati Uniti.

Come si legge in una nota, migliaia dei posti di lavoro creati durante la stagione degli acquisti natalizi sono poi stati trasformati in posizioni stabili e a tempo pieno. "Ci prepariamo per le feste e siamo felici di assumere oltre 120.000 persone per la stagione per contribuire a soddisfare i clienti", ha detto Dave Clark, responsabile della divisione Gobal Customer Fulfillment, spiegando che una parte delle persone che saranno messe sotto contratto torna ogni anno. "Molti continueranno con posizioni regolari e a tempo pieno dopo le festività", ha detto Clark.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi alla produzione per il mese di settembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,2%. Consensus: +0,4%.

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 7 ottobre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -12.000 a 260.000 unità. Consensus: 252.000 unità.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 6 ottobre alle 11 (le 17 in Italia). Precedente: -6,023 milioni di barili a 464,963 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +1,644 milioni di barili a 218,936 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: -2,606 milioni di barili a 135,439 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 88,1%.

Bilancio del Tesoro per il mese di settembre alle 14 (le 20 in Italia).


Appuntamenti societari

Trimestrale di JP Morgan alle 7 (le 13 in Italia).

Trimestrale di Citigroup Lines alle 8 (le 14 in Italia).


Altri appuntamenti

Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, apre ufficialmente gli Annual Meetings a Washington con una conferenza stampa alle 8:45 (le 14:45 in Italia).

Christine Lagarde, d.g. del Fondo monetario internazionale, parla in conferenza stampa nell'ambito degli Annual Meetings alle 9:30 (le 15:30 in Italia). Poi alle 12:30 (le 18.30 in Italia) partecipa a un dibattito sulla Cnn con - tra gli altri - i ministri dell'Economia di Francia e Canada.

David Lipton, vice direttore generale del Fondo monetario internazionale, parla a un evento sugli eccessi globali alle 10:30 (le 16:30 in Italia) insieme a Claudia Buch, vicepresidente della Bundesbank.

Wolfgang Schauble, ministro delle Finanze della Germania, parla alle 12:05 (le 18:05 in Italia) a un evento a Washington dell'Institute of International Finance. 

I ministri delle Finanze e i governatori centrali del G20 si riuniscono a Washington. È prevista una cena di lavoro. 

Wall Street
Euro stabile a 1,1854 dollari, biglietto verde in ribasso a 112,42 yen

Euro stabile a 1,1854 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,07% a 112,42 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 101,19 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.296,60 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,60% a 1.296,60 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.139,70 e i 1.362,40 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 50,84 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,90% a 50,84 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 42,84 e i 58,37 dollari.

Wall Street
Future degli indici Usa in leggero ribasso nel premercato

Future degli indici statunitensi in leggero ribasso nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,04%, lo S&P cede lo 0,11%, il Nasdaq scivola dello 0,02%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita con una tripletta di record. L'S&P 500, il Nasdaq Composite e il Dow Jones Industrial Average hanno raggiunto nuovi massimi in chiusura. Il DJIA ha aggiunto 42,21 punti, lo 0,18%, a quota 22.872,89. L'S&P 500 ha guadagnato 4,6 punti, lo 0,18%, a quota 2.555,24. Il Nasdaq è salito di 16,30 punti, lo 0,25%, a quota 6.603,55.