Wall Street protagonisti di un altro rally

Dopo il rimbalzo di venerdì, i listini corrono. Rendimenti dei Treasury ai massimi di quattro anni

Usa
Nonostante incidenti ferroviari, budget Trump dimezzerebbe fondi Amtrak

Poco importa che dallo scorso dicembre ci siano già stati tre incidenti ferroviari di alto profilo, l'ultimo a inizio febbraio in South Carolina dove un treno merci e uno per passeggeri si erano scontrati provocando due morti e circa 70 feriti.

Nella sua proposta di budget per l'anno fiscale 2019, il presidente Donald Trump ha chiesto di dimezzare i sussidi federali per Amtrak, il servizio ferroviario che oltre all'indicente in South Carolina ne ha vissuto un altro il 31 dicembre scorso in Virginia; in quel caso un treno su cui viaggiavano legislatori repubblicani si è scontrato contro un camion uccidendo una delle persone nel veicolo. In sei furono portati in ospedale. Il 18 dicembre, invece, tre vite andarono perse e in 70 rimasero feriti quando un treno Amtrak deragliò nello Stato di Washington, a Sud di Seattle. Il treno viaggiava a 80 miglia all'ora in un punto con un limite di 30 miglia all'ora.

In base al piano di spesa fatto dall'amministrazione Trump, i fondi ad Amtrak scederebbero a 738 milioni di dollari nei 12 mesi che inizieranno il primo ottobre prossimo da 1,495 miliardi. Per ridurre il peso del servizio ferroviario sui conti pubblici, il governo propone agli Stati di condividerne i costi. "Ciò farebbe degli Stati dei partner alla pari del governo federale e rafforzerebbe la reattività di Amtrak nei confronti delle comunità che serve", si legge nel budget. Amtrak ha spiegato che le vendite di biglietti e altre entrate coprono il 94,7% dei costi operativi complessivi della rete ferroviaria.

"Anche se non abbiamo ancora visto i dettagli, siamo preoccupati che il taglio enorme dei costi possa avere un impatto negativo su oltre 31 milioni di persone che dipendono da Amtrak in tutta la nazione, in 46 Stati e in oltre 500 comunità grandi e piccole", ha spiegato il gruppo in una nota.

L'amministrazione Trump aveva fatto una proposta simile nel budget per l'anno fiscale in corso ma il Congresso l'aveva respinta e non sembra che farà diversamente questa volta.

azionario
Wall Street chiude in rally

Gli indici a Wall Street hanno chiuso la seduta in rialzo,continuando il rally di venerdì, quando avevano archiviato la peggiore settimana dal gennaio del 2016. Per il Dow Jones Industrial Average è stata la migliore due giorni dall'agosto 2015; per l'S&P 500 è stata la migliore dal giugno 2016. L'indice delle 30 blue chip si trova il 7,5% al di sotto del record intraday raggiunto il 26 gennaio scorso.

Arrivato a guadagnare fino a un massimo di 574 punti  e un minimo di 99, il Dow ne ha guadagnati 410,37, 1,70%, a quota 24.601,27. A fare da traino sono stati Boeing (+3,44%) e Apple (+4,18%).

L'S&P 500 è salito di 36,45 punti, l'1,39% a quota 2.656.

Il Nasdaq ha chiuso con un rialzo di 107,47 punti, l'1,56%, a quota 6.981,96 punti.

mercati
Bridgewater : hedge fund-anti Italia avverte, mercati verso nuova era di volatilità

Il più grande hedge fund al mondo, quello che negli ultimi tre mesi ha triplicato le sue scommesse contro banche e gruppi assicurativi italiani in vista delle elezioni del 4 marzo, si aspetta ulteriore turbolenza sui mercati. E un aumento dei rischi di recessione. Leggi qui le previsioni di Bridgewater.

Wall Street accelera sui massimi intraday

Gli indici a Wall Street accelerano ulteriormente portandosi sui massimi di seduta. Il tutto succede dopo il rally di venerdì scorso, con cui si era chiusa la peggiore settimana da oltre due anni per gli indici americani.

Il Dow aggiunge 523 punti, il 2,16%, a quota 24.7133,73. L'S&P 500 sale di 48 punti, l'1,83%, a quota 2.667,10. Il Nasdaq aumenta di 128,58 punti, l'1,85%, a quota 7.001,41. Il petrolio a marzo al Nymex aumenta dello 0,86% a 59,71 dollari al barile.

T-Bond continuano a essere venduti

I Treasury continuano a essere venduti mentre l'azionario globale rimbalza. I titoli di stato Usa, riscoperti la settimana scorsa come un bene rifugio, sono da tempo oggetto di sell-off per via di timori per una rapida accelerazione dell'inflazione, che di suoi erode il valore di questi bond. Inoltre, un rally dell'inflazione potrebbe spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi più del previsto, cosa che a sua volta peserebbe sui titoli di stato.

Anche in questa asset class, come nell'azionario, i fari sono già puntati sull'indice dei prezzi al consumo Usa di gennaio, in arrivo mercoledì.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in aumento al 2,868% (massimi di quattro anni) dal 2,829% di venerdì scorso. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,572%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,086%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento al 2,567%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,15%.

Nafta: Trump, negoziati procedono, non ci faremo sfruttare da altri Paesi

Gli Stati Uniti continuano a sperare in un aggiornamento del North American Free Trade Agreement (Nafta), l'accordo di libero scambio firmato nel 1994 da Usa, Canada e Messico. "Come sapete, siamo alle prese con i negoziati", ha detto il presidente Usa Donald Trump secondo il quale le alternative sono sempre state due: "O lo rinegozieremo o lo concluderemo". Parlando dalla State Dining Room della Casa Bianca, dove ha presentato il suo piano infrastrutturale da 1.500 miliardi di dollari, Trump ha aggiunto: "Se andrà tutto bene, i negoziati avranno successo. In caso contrario avremo più successo ancora". Il leader Usa ha inoltre ripetuto, come fatto già in altre occasioni, che "gli Usa hanno perso una grossa quantità di soldi" a causa di quest'accordo. "Non possiamo continuare a essere sfruttati dagli altri Paesi", ha concluso. Il settimo round di negoziati è previsto a Città del Messico dal 26 febbraio al 6 marzo.

Usa
Trump minaccia partner commerciali con tassa su importazioni

Donald Trump è tornato a minacciare i partner commerciali degli Stati Uniti con una potenziale tassa sui prodotti importati dall'estero. "Faremo pagare i Paesi anche al di fuori della nostra nazione, i Paesi che si avvantaggiano degli Stati Uniti. Alcuni di loro sono cosiddetti alleati ma non sono alleati in ambito commerciale", ha detto oggi dalla State Dining Room della Casa Bianca. Il 45esimo presidente americano ha promesso una "tassa reciproca, ne sentiremo parlare in settimana e nei mesi a vanire", ha aggiunto durante l'evento con cui ha presentato il suo piano infrastrutturale da 1.500 miliardi di dollari. Non è chiaro cosa Trump intenta per "tassa reciproca". L'anno scorso aveva proposto una "border adjustment tax", poi finita in soffitta. Trump sembra intenzionato ad aumentare le misure commerciali: a gennaio aveva imposto dazi su lavatrici e pannelli solari.

azionario
Wall Street intorno ai massimi intraday

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street viaggiano intorno ai massimi intraday. Continua il rimbalzo iniziato - non senza forti scossoni - venerdì scorso, quando però il DJIA e l'S&P 500 avevano archiviato la settimana peggiore dal gennaio 2016 con cali del 5,2% ciascuno.

A livello settoriale, cede terreno soltanto quello immobiliare (-0,28%). Volano quello energetico (+2%) e finaziario (+1,7%).

Per gli analisti di Goldman Sachs, "il sell-off della settimana scorsa è stato soprattutto di tipo tecnico. La storia delle correzioni di mercato durante fasi di forti dati economici suggerisce che questa correzione sarà breve e poco profonda piuttosto che lunga e protratta nel tempo".

Parlando oggi dal World Government Summit a Dubai, il Ceo del Nasdaq Adena Friedman, ha detto che il sell-off è stato dovuto alle emozioni umane e non a trading basato su algoritmi.

La settimana scorsa, l'uscente numero uno della Fed di New York, Bill Dudley, disse che il sell-off dell'azionario era stato "insignificante" e che tre rialzi dei tassi da parte della banca centrale Usa nel 2018 rappresentano una stima "ragionevole".

Non manca chi teme che le banche centrali siano troppo rilassate in merito a un surriscaldamento dell'economia. Bob Prince, co-direttore investimenti di Bridgewater (il più grande hedge fund al mondo), ha detto all'FT che "l'inflazione non è un problema ma potrebbe diventarlo se la paura dell'inflazione porta le banche centrali a commettere un errore".

A determinare la direzione delle varie asset class sarà l'indice dei prezzi al consumo Usa, in arrivo mercoledì. Dopo essere salito a livello annuale del 2,1% a dicembre, per gennaio il dato è visto crescere dell'1,9%; la parte core - quella depurata dalle componenti volatili di prezzi energetici e generi alimentati - è attesa in aumento dell'1,7% dopo il +1,8% del mese precedente. Se le previsioni si riveleranno corrette, le preoccupazioni per un balzo improvviso dell'inflazione potrebbero calmarsi almeno per un po'.

Dopo essere arrivato a guadagnare 455 punti, il Dow ne aggiunge 401, l'1,7%, a quota 24.592,5. L'S&P 500 sale di 34,5 punti, l'1,3%, a quota 2.654. Il Nasdaq aumenta di 91 punti, l'1,3%, a quota 6.965. Il petrolio a marzo al Nymex aumenta dell'1% a 59,82 dollari al barile.

Cbot
Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano in rialzo

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano in rialzo. Le preoccupazioni per la siccità che sta colpendo le piantagioni dell'Argentina sta facendo crescere i prezzi dei future sulla soia. Intanto il dipartimento dell'Agricoltura americano (USDA) ha fatto sapere che un esportatore privato ha cancellato un ordine di 445.000 tonnellate di soia che doveva essere consegnata in Cina. Questo significa che il Brasile potrebbe avere superato gli Stati Uniti nella corsa a vendere la soia alla Cina, principale consumatore mondiale.

I future dei semi di soia con scadenza a marzo viaggiano in rialzo di 13 centesimi e tre quarti, l'1,40%, a 9,96 dollari a bushel. Il contratto dell'olio di soia con scadenza a marzo scende di 3 punti, lo 0,09%, a 32,12 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a marzo sale di 11,30 dollari, il 3,26%, a 357,90 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a marzo sale di 4 centesimi, l'1,10%, a quota 3,66 dollari a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a marzo è in rialzo di 10 centesimi e mezzo, il 2,34%, a quota 4,59 dollari e un mezzo a bushel.

Usa
Trump svela budget da 4.400 miliardi di dollari

Un aumento delle spese militari e di quelle per la costruzione del muro lungo il confine tra Usa e Messico. Un calo di quelle per programmi sociali tra cui Medicaid e Medicare (che forniscono una copertura medica assicurativa, rispettivamente, ai poveri e a chi ha almeno 65 anni). E' quello che prevede la proposta di budget da 4.400 fatta dall'amministrazione Trump per l'anno fiscale 2019 (che inizierà il prossimo primo ottobre).

Nonostante la riduzione delle spese per complessivi 3.000 miliardi di dollari in 10 anni (di cui 1.700 miliardi di tagli obbligatori), non ci sarà un avanzo né un pareggio di bilancio alla fine del decennio. Si tratta di un cambio di rotta rispetto alla priorità storica del partito repubblicano, dimostrazione di come i conti pubblici americani verranno messi sotto pressione dall'aumento di certe spese e dal taglio alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni. Al 2028 è atteso un deficit federale di 363 miliardi di dollari o dell'1,1% del Pil, comunque un calo da quello di 873 miliardi o del 4,4% del Pil previsto per l'anno fiscale 2018. Al 2027 il deficit sarà di 450 miliardi contro l'avanzo di 16 miliardi promesso lo scorso anno dalla Casa Bianca. Non solo.

In quell'anno le entrate dovrebbero essere inferiori di 200 miliardi rispetto ai calcoli dello scorso anno, quando l'amministrazione Trump aveva promesso che la riforma fiscale si sarebbe finanziata da sola. In base al piano proposto, tra il 2019 e 2020 il debito salirà di 2.000 miliardi. Come già emerso, il budget prevede 18 miliardi di dollari per finanziare la costruzione del muro tra Usa e Messico e 200 miliardi per il piano infrastrutturale. Il documento parla dell'intenzione dell'amministrazione di "generare investimenti infrastrutturali da mille miliardi di dollari".

Xerox: investitore attivista Icahn ai soci, votare contro merger con Fujifilm

Votate contro l'accordo da 6,1 miliardi di dollari con Fujifilm. E' questo il messaggio lanciato ai soci di Xerox dagli investitori attivisti Carl Icahn e Darwin Deason, secondo cui l'acquisto del produttore americano di stampanti da parte della multinazionale giapponese e la successiva combinazione nella joint venture esistente Fuji Xerox rappresenta "la campana a morto finale" di Xerox.

L'accordo, annunciato il 31 gennaio scorso, prevede che Fujifilm controlli il 50,1% della jv e il versamento di 2,5 miliardi di dollari di dividendi in contanti, o circa 9,8 dollari per azione, ai soci Xerox. Oggi Icahn e Deason - rispettivamente il terzo e primo socio di Xerox - hanno scritto in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission americana che l'accordo "sottovaluta enormemente Xerox e favorisce Fuji in modo sproporzionato".

Secondo loro la transazione non è altro che "l'ennesima dimostrazione deprimente dell'incompentenza del cda di Xerox". Secondo Ican e Darwin - che hanno rispettivamente una quota del 9,7% e del 15,2% (alzata dal 6% come annunciato oggi) - Xerox dovrebbe sfruttare scandali contabili già emersi dalla jv esistente per "sbarazzarsi di questo peso" e mettere fine all'accordo.

"Facciamo pressione affinché voi, soci come noi, non permettiate a Fuji di rubare a noi quest'azienda. Ci sono ancora opportunità enormi per aumentarne il valore per conto nostro se troviamo la giusta leadership", hanno scritto i famosi inversitori che da tempo spingono affinché Xerox studi alternative strategiche.

Il titolo Xerox sale dello 0,7% a 29,82 dollari. Da inizio anno ha aggiunto l'1,4% e negli ultimi 12 mesi è salito dell'1,2%.

Media
21st Century Fox offre ai regolatori Gb garanzie per prendere controllo di Sky

21st Century Fox ha offerto una serie di garanzie per ottenere il via libera all'acquisto della quota del 61% che ancora non possiede in Sky, l'operatore britannico di tv via cavo che controlla Sky News.

Il gruppo americano parte della galassia di Rupert Murdoch si impegna a mantenere per almeno cinque anni le attività associate a Sky News nel Regno Unito; nel canale di informazione creerà inoltre un board editoriale indipendente a cui spetterà - tra le altre cose - la nomina del numero uno di Sky News, che a sua volta "avrà la sola responsabilità di decidere la strategia editoriale e la direzione della produzione radio, televisiva e digitale di Sky News e la scelta e il licenziamento di dipendenti di alto livello di Sky News". Nessun dipendente di Fox né alcun membro del suo board "influenzerà o cercherà di influenzare" le scelte editoriali del canale.

Con queste mosse il colosso americano dell'intrattenimento cerca di mettere fine agli ostacoli a una operazione annunciata nel dicembre 2016 e con un valore di 11,7 miliardi di sterline. La garanzie per la proposta scalata di Sky sono state sottoposte all'attenzione dell'autorità per la competizione e i mercati (Cma) d'Oltremanica, che il 23 gennaio scorso aveva detto che la proposta acquisizione sarebbe contraria all'interesse del pubblico in merito alla pluralità dei media ma aveva lasciato aperta la porta a un possibile deal. Secondo Fox, una tale analisi contiene errori.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo (Dj +1%), continua il rally di venerdì scorso

La seduta a Wall Street è iniziata all'insegna degli acquisti. Continua così il rally di venerdì scorso, con cui era finita una settimana sull'ottovolante, la peggiore dal gennaio 2016 per il DJIA e l'S&P 500 con cali del 5,2% per ognuno dei due indici. L'andamento della borsa americana segue quello delle piazze mondiali.

L'attenzione degli investitori sembra essere sul piano infrastrutturale da 1.500 miliardi di dollari in 10 anni che il presidente americano Donald Trump si appresta a presentare; il rischio è che il mercato resti deluso visto che il governo federale ci mette solo 200 miliardi e che una legislazione in materia da parte del Congresso sembra tutt'altro che garantita.

Per il momento gli investitori ignorano i timori all'origine del recente sell-off: quelli associati a una possibile ripresa dell'inflazione, che potrebbe portare la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 260,66 punti, l'1%, a quota 24.451,56. L'S&P 500 aumenta di 26,92 punti, l'1%, a quota 2.646,9. Il Nasdaq aggiunge 66,40 punti, lo 0,97%, a quota 6.940. Il petrolio a marzo al Nymex guadagna l'1,1% a 59,85 dollari al barile.

T-Bond: rendimento balza di nuovo sui massimi di quattro anni

I Treasury tornano a essere venduti, cosa che spinge nuovamente i rendimenti del decennale ai massimi di quattro anni. Per la prima volta dopo cinque settimane di fila in rialzo, i rendimenti del titolo benchmark venerdì scorso avevano archiviato una settimana con il declino maggiore dell'anno in corso. Il decennale era stato riscoperto come bene rifugio in una settimana in cui l'azionario Usa aveva viaggiato sull'ottovolante e aveva archiviato la settimana peggiore da due anni. Oggi tornano a farsi sentire timori che in realtà non sono mai venuti meno: quelli per una ripresa dell'inflazione e dunque per un rialzo dei tassi nel 2018 da parte della Federal Reserve più aggressivo delle stime degli analisti. Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in aumento al 2,862% dal 2,829% di venerdì scorso. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,575%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,081%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento al 2,564%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,15%.

azionario
Wall Street: future in netto rialzo

I future a Wall Street sono in netto rialzo preannunciando un avvio della seduta in rally. L'azionario americano sembra pronto a continuare la corsa di venerdì scorso, quando gli indici hanno saputo cambiare rotta in una giornata altamente volatile che aveva comunque messo fine a quella che per il DJIA e l'S&P 500 è stata la peggiore settimana dal gennaio 2016 con un calo (per ciascun indice) del 5,2%.

I listini ignorano, almeno per il momento, il balzo dei rendimenti dei Treasury ai massimi di quattro anni; il focus è sull'indice dei prezzi al consumo che arriverà mercoledì e con cui verranno confermate o smentite le paure per un balzo dell'inflazione e dunque per una Federal Reserve che potrebbe essere meno accomodante del previsto. Dal fronte politico, oggi il presidente americano Donald Trump presenterà il suo piano infrastrutturale e il budget.

I future del Dow salgono di 292 punti, l'1,22%; quelli dell'S&P 500 aggiungono 29,75 punti, l'1,14%; quelli del Nasdaq aumentano di 67,5 punti, l'1%. Il petrolio a marzo al Nymex aumenta del 2% a 60,33 dollari al barile.

Media
Comcast torna a puntare sugli asset Fox pronti a essere ceduti a Disney

Comcast sta considerando se tornare alla carica per acquisire gli asset di 21st Century Fox di cui Walt Disney ha annunciato il 14 dicembre scorso l'acquisto per 52,4 miliardi di dollari (o per 66,1 miliardi di dollari se si include il debito). Il colosso americano della tv via cavo aveva partecipato alle trattative ma la sua offerta era stata respinta dal gruppo di Rupert Murdoch nonostante fosse il 15% superiore a quella dell'azienda guidata da Bob Iger. E' quanto riferisce la stampa americana.

Secondo il Wall Street Journal, gli asset in gioco nelle due offerte erano gli stessi, inclusi lo studio cinematografico, le pay tv internazionali e alcune reti via cavo Usa.

Pare che la principale preoccupazione di 21st Century Fox per un'intesa con Comcast fosse legata a ostacoli antitrust. Un'acquisizione di asset Fox da parte di Comcast sarebbe "verticale", come l'acquisizione di Time Warner da parte di AT&T che è stata bloccata dal dipartimento americano di Giustizia e che arriverà in tribunale il mese prossimo. Comcast, tuttavia, era convinto di avere messo sul tavolo garanzie notevoli per ridurre un tale rischio.

Il titolo Comcast è fermo nel pre-mercato; da inizio anno ha perso il 3,7% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 2,8%.

Le azioni di Classe A di 21st Century Fox avanzano nel pre-mercato dell'1,6% a 36,30 dollari l'una; nel 2018 il guadagno è del 3,48% e nell'ultimo anno del 18,6%.

Walt Disney corre dell'1,65% nel pre-mercato; da gennaio ha ceduto il 4,11% e nell'ultimo anno ha lasciato sul terreno il 5,85%.

Difesa
General Dynamics compra società IT CSRA per 6,8 miliardi di dollari

General Dynamics ha siglato un accordo per comprare CSRA per 6,8 miliardi di dollari. Acquisendo la società di information-technology per 40,75 dollari per azione, il contractor americano della difesa conta di ampliare le sue attività IT. Il valore della transazione, che verrà pagata in contanti, sale a 9,6 miliardi di dollari se si prende in considerazione anche il debito di CSRA per 2,8 miliardi di dollari.

Il titolo CSRA, che venerdì scorso aveva chiuso la seduta al Nyse in calo dello 0,1% a 30,82 dollari, vola nel pre-mercato del 32% a 40,67 dollari.

La società IT nello scorso anno fiscale vantava ricavi per 5 miliardi di dollari contro quelli da 31 miliardi di General Dynamics. Il contractor conta di raggiungere entro il 2020 risparmi sui costi pari al 2% del fatturato di gruppo. Il completamento della transazione è atteso nella prima parte del 2018.

Da inizio anno il titolo CSRA ha guadagnato il 3% e negli ultimi 12 mesi lo 0,85%. General Dynamics è salito del 4,25% da gennaio e del 16% nell'ultimo anno.

materie prime
Petrolio: a NY torna sopra i 60 dollari al barile

A New York il petrolio ha riconquistato la soglia dei 60 dollari al barile, persa venerdì scorso quando a un certo punto era stata rotta al ribasso anche quella dei 59 dollari. In quella seduta il contratto marzo aveva chiuso in ribasso del 3,19% a 59,20 dollari al barile con un bilancio settimanale pari a un -9,5%, il peggiore dal novembre 2016. Ora il contratto sale dell'1,6% a 60,14 dollari. A risollevare le quotazioni, oltre al rimbalzo dell'azionario mondiale, è l'ultimo rapporto mondiale dell'Opec. Il cartello è ottimista sulla domanda globale.