Wall Street, pesano le tensioni commerciali

Venerdì, chiusa la peggiore settimana del 2019

Wall Street: lunedì nero, Dj chiude in calo del 2,4%, Nasdaq -3,4%

Lunedì nero a Wall Street. Gli indici americani hanno archiviato la peggiore seduta del 2019 a causa dell'escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Il Dow ha perso il 2,4% a quota 25.324, giornata peggiore dal 3 gennaio come anche per l'S&P 500, che ha ceduto il 2,4% a quota 2.811. Il Nasdaq è scivolato del 3,4% a 7.647, seduta peggiore dal 4 dicembre scorso.

materie prime
Petrolio chiude a NY -1% a 61,04 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso in calo al Nymex. L'effetto negativo delle tensioni commerciali tra Usa e Cina ha fatto invertire rotta alle quotazioni, che erano iniziate in rialzo sulla scia delle tensioni geopolitiche legate all'Iran. Il contratto giugno del Wti è scivolato di 62 centesimi, l'1%, a quota 61,04 dollari al barile.

A un certo punto il Wti era arrivato a guadagnare il 2%. L'Arabia Saudita ha detto che due sue petroliere sono state attaccate ieri al largo degli Emirati Arabi Uniti, che a sua volta il giorno prima aveva detto che quattro sue navi commerciali erano state sabotate. Né Riad né Abu Dhabi - alleati di Washington nel mettere sotto pressione l'Iran - hanno detto chi ne è stato responsabile. Teheran ha preso le distanze dagli incidenti, definiti "preoccupanti".

Trump, nessuna decisione su dazi addizionali su 325 mld $ di import cinese

Il presidente americano, Donald Trump, ha detto di non avere ancora deciso se adottare dazi su altri 325 miliardi di dollari di importazioni cinesi, un'ipotesi ventilata due settimane fa. Lo ha detto parlando dalla Casa Bianca, dove sta ricevendo il primo ministro ungherese, Viktor Orbán. Trump si è detto convinto che "ci troviamo in una posizione fantastica", a prescindere che un accordo commerciale sia raggiunto con la Cina.

Trump: vedrò Xi al G20 in Giappone, spero in incontro fruttuoso

Il presidente americano, Donald Trump, ha confermato che vedrà la controparte cinese, Xi Jinping, al prossimo G20 previsto a giugno in Giappone. "Spero in un incontro fruttuoso", ha detto parlando dalla Casa Bianca, dove sta ricevendo il primo ministro ungherese, Viktor Orbán. "Magari qualcosa succederà", ha aggiunto Trump tornando a lamentarsi del fatto che "per troppi anni la Cina si è approfittata degli Usa.

azionario
Wall Street tocca nuovi minimi intraday, DJ -2,7%, Nasdaq -3,5%

Gli indici a Wall Street non sembrano avere ancora toccato il fondo, raggiungendo nuovi minimi intraday e i minimi del 2019. Per il Nasdaq Composite è la seduta peggiore da dicembre. Il Russell 2000 e il Dow Jones Transportation Average sono di nuovo in correzione, status definito da un calo di almeno il 10% dagli ultimi massimi.

Gli investitori temono una escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. La nazione asiatica oggi ha annunciato ritorsioni alla decisione di Washington, effettiva da venerd" scorso, di alzare al 25% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Pechino aumenterà a sua volta al 25% i dazi su 60 miliardi di importazioni americane e lo farà dal primo gennaio. Aziende esposte al mercato cinese soffrono come Boeing, Apple, Caterpillar e Intel. Anche i retailer soffrono nella settimana che vedrà gruppi come Macy's, J.C. Penney e Ralph Lauren pubblicare i loro conti. Si teme che i consumatori americani finiscano per pagare di più per la merce in arrivo dalla Cina.

Il DJIA cede il 2,7% a quota 25.241. Il DJTA perde il 3,4% a quota 10.240. Il Russell 2000 segna un -3,1% a 1.524. L'S&P 500 retrocede del 2,7% a 2.802 punti. Il Nasdaq Composite lascia sul terreno il 3,55% a quota 7.635. Il Vix accelera al rialzo (+32% a 21,21 punti).

Wti vira in calo, tensioni commerciali vincono su quelle geopolitiche

Le tensioni geopolitiche non bastano a sostenere i prezzi del petrolio. Al Nymex il contratto giugno ha mandato in fumo i rialzi iniziali virando in calo (-0,1% a 61,64 dollari al barile). Il greggio insegue al ribasso l'azionario, oggetto di sell-off per via delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

Prima dell'avvio degli scambi a Wall Street il Wti era arrivato a guadagnare il 2%. L'Arabia Saudita ha detto che due sue petroliere sono state attaccate ieri al largo degli Emirati Arabi Uniti, che a sua volta il giorno prima aveva detto che quattro sue navi commerciali erano state sabotate. Né Riad né Abu Dhabi - alleati di Washington nel mettere sotto pressione l'Iran - hanno detto chi ne è stato responsabile. Teheran ha preso le distanze dagli incidenti, definiti "preoccupanti".

azionario
Wall Street sempre più giù con tensiomi commerciali Usa-Cina, Dj -2,3%

Gli indici a Wall Street stanno peggiorando ulteriormente la loro performance, colpa delle tensioni tra Stati Uniti e Cina. La decisione (per quanto attesa) di Pechino di reagire al rialzo dei dazi adottato da Washington venerd" scorso fa temere una guerra commerciale tra le due principali economie al mondo, con ripercussioni potenziali su tutta l'economia globale.

Il Dow Jones Industrial Average perde il 2,3% a 25.350 punti. L'S&P 500 cede il 2,3% a 2.814. Il Nasdaq Composite lascia sul terreno il 3,10% a 7671. Il Vix, il cosiddetto indice della paura o della volatilità, vola del 28% a 20,57 punti, massimi di inizio 2019.

TECH
Corte Suprema Usa: ok a causa antitrust contro Apple, focus su App Store

La Corte Suprema americana ha permesso a una causa antitrust di procedere contro Apple, che rischia una multa di centinaia di milioni di dollari. Il massimo organo giudiziario Usa ha dato ragione ai consumatori, convinti che il produttore dell'iPhone stia monopolizzando il mercato delle applicazioni obbligandoli a pagare più del dovuto. Con cinque voti a favore e quattro contro, la Corte Suprema ha confermato quanto era stato deciso da un tribunale di più basso livello e che aveva già dato il suo via libera a una class action contro l'azienda di Cupertino.

Il titolo Apple, già appesantito dalle tensioni commerciali tra Usa e Cina, perde quota per la quinta volta su sei (-5,2% a 186,89 dollari).

Wall Street: è sell-off con tensioni commerciali Usa-Cina

La seduta a Wall Street è iniziata all'insegna del sell-off, colpa dei timori associati a una escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Oggi Pechino ha fatto sapere che dal primo giugno alzerà dal primo giugno al 25% dal 5-10% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. La mossa è in risposta a quella di venerd" scorso di Washington, che aveva alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni Usa.

La nazione asiatica ha ignorato gli avvertimenti odierni del presidente americano, Donald Trump, veicolati in una serie di tweet mattutini. Tutte le asset calss ne risentono: il rame - di cui la Cina è il principale consumatore - è sceso sui minimi del 29 gennaio scorso (-2%). I Treasury corrono con l'avversione al rischio. Boeing (-3%) potrebbe finire per essere vittima delle tensioni tra le due nazioni; circola voce che Pechino possa ridurre gli ordini dei suoi jet. Apple soffre a sua volta (-4,8%) essendo esposta al mercato cinese.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede l'1,8% a 25.484. L'S&P 500 perde l'1,8% a 2.829,94. Il Nasdaq Composite segna un -2,3% a quota 7.737. Il petrolio a giugno al Nymex vola del 2,4% a 63,12 dollari con tensioni geopolitiche legate all'Iran.

Cina: non solo dazi, studia ritorsioni che peserebbero su Boeing e T-Bond

Oltre ad alzare al 25% dal 5-10% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane, la Cina sta valutando altre misure tra cui una riduzione degli ordini di Boeing, la vendita dei Treasury che ha in portafoglio (che la rende il principale creditore degli Stati Uniti) e lo stop all'acquisto di prodotti agricoli ed energetici Made in Usa.

A scriverlo è su Twitter il direttore del Global Times, giornale in lingua sia cinese sia inglese che è espressione di Pechino. L'account Twitter di Hu Xijin è seguito anche a Wall Street, anche perché quanto da lui scritto in un tweet venerd" scorso - il giorno in cui gli Usa hanno alzati dazi sulla Cina - è stato poi detto nel fine settimana dal vice premier cinese Liu He (il principale negoziatore cinese reduce dall'undicesimo round di negoziati conclusosi venerd" scorso a Washington).

Uber: altra giornata di sell-off dopo il flop del debutto al Nyse

Uber continua a frenare al New York Stock Exchange, dove venerdì ha debuttato all'insegna di un sell-off. Nel pre-mercato il titolo cede il 7% a 38,65 dollari. La prima seduta di scambi era finita in calo del 7,6% a 41,57 dollari con una capitalizzazione di 69,7 miliardi. Il prezzo di collocamento era stato fissato a 45 dollari, nella parte bassa della forchetta che andava da 44 a 50 dollari.

Anche la rivale più piccola Lyft soffre (-3,8% a 49,15 dollari); a parte il rally della prima giornata in borsa (il 29 marzo scorso), questo titolo è stato venduto a piene mani tanto da avere chiuso venerdì scorso a 51 dollari contro il prezzo di collocamento a 72 dollari. L'andamento di questi due titoli dimostra lo scetticismo degli investitori a puntare su aziende non redditizie.

azionario
Wall Street: sell-off dei future con ritorsioni della Cina contro gli Usa

I future a Wall Street, già in forte calo, hanno accelerato ulteriormente al ribasso dopo che la Cina ha annunciato ritorsioni commerciali contro gli Stati Uniti. Gli investitori temono una guerra a colpi di dazi tra le due principali economie al mondo.

Venerdì scorso Washington aveva alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni Usa. Oggi Pechino ha fatto sapere che dal primo giugno a sua volta alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. La Cina di Xi Jinping ha ignorato la retorica dura dell'America di Donald Trump, che la settimana scorsa aveva accusato la nazione asiatica di essersi tirata indietro rispetto agli impegni già presi. Nel fine settimana Pechino ha respinto una tale accusa e oggi il presidente Usa ha scritto una serie di tweet minacciosi dicendo che "la Cina sarà ferita molto gravemente" se non siglerà un accordo con gli Usa "perché le aziende saranno obbligate a lasciare la Cina a favore di altri Paesi". Boeing ha accelerato al ribasso con il timore che finisca per essere vittima delle tensioni tra le due nazioni, come indicato da Global Times (sito in lingua inglese che è espressione di Pechino).

Uber si prepara al secondo giorno di scambi all'insegna delle vendite: nel pre-mercato cede il 5,5% a 39,30 dollari.

I future del Dow perdono l'1,8%, quelli dell'S&P 500 cedono l'1,9% e quelli del Nasdaq lasciano sul terreno il 2,6%.

Il petrolio a giugno al Nymex sale dell'1,85% a 62,8 dollari. L'Arabia Saudita ha detto che due sue petroliere sono state attaccate ieri al largo degli Emirati Arabi Uniti, che il giorno prima aveva detto che quattro sue navi commerciali erano state sabotate. Né Riad né Abu Dhabi - alleati di Washington nel mettere sotto pressione l'Iran - hanno detto chi ne è stato responsabile.

commercio
Cina ignora Trump: dall'1 giugno alzerà dazi su 60 mld $ di import Usa

Nonostante le minacce di Donald Trump, la Cina ha optato per le ritorsioni commerciali dopo che venerdì gli Usa avevano alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Pechino ha fatto sapere che dal primo giugno prossimo alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. Sono 2.493 i beni Made in Usa colpiti.

Commercio
Commercio, Trump a Xi: se non fate un accordo, sarete colpiti duramente

"Dico apertamente al presidente Xi e ai miei tanti amici in Cina che la Cina sarà colpita molto duramente se non farà un accordo, perché le aziende saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi. Troppo costoso comprare in Cina. Avevate un grande accordo, quasi completato, e vi siete tirati indietro!". Con questo tweet, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha di nuovo lanciato un avvertimento alla Cina.

"Molte società lasceranno la Cina per il Vietnam e altri Paesi simili in Asia. Per questo la Cina vuole cos" disperatamente un accordo! Non rimarrà nessuno in Cina con cui fare affari. Molto male per la Cina, molto bene per gli Stati Uniti!" ha aggiunto Trump, che ha poi detto, come tante volte in passato, che la Cina si è approfittata degli Stati Uniti per molti anni (grazie alla debolezza, secondo Trump, dei precedenti presidenti). Infine, un avvertimento: "La Cina non dovrebbe rivalersi, perché le cose peggiorerebbero soltanto!".

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Non ci sono dati.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, parla alle 8:30 (le 14:30 in Italia).

Richard Clarida, vicepresidente della Federal Reserve, parla alle 9:10 (le 15:10 in Italia).

Il presidente americano, Donald Trump, riceve alla Casa Bianca il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, alle 14 (le 20 in Italia).