Wall Street digerisce le decisioni della Fed

Annunciato un rialzo dei tassi, come previsto. Attese altre due strette nel 2018

azionario
Wall Street chiude in calo e sui minimi di seduta dopo la riunione della Fed

La seduta a Wall Street è finita in calo e sui minimi di seduta. Gli indici si sono lasciati andare alle vendite mentre gli investitori digerivano le scelte della Federal Reserve e tornavano a temere una guerra commerciale tra Usa e Cina.

Come previsto, la banca centrale americana ha alzato i tassi di 25 punti base all'1,75-2%. E come in molti si aspettavano, l'istituto ha detto di avere messo in conto altre due strette per il resto del 2018 contro le tre calcolate fino allo scorso marzo.

Una normalizzazione della politica monetaria americana, dimostrazione di una economia Usa "molto forte", preoccupa gli investitori. A pesare sul loro umore sono state anche indiscrezioni secondo cui l'amministrazione Trump intende tirare dritto con il suo piano di imporre dazi su prodotti tecnologici cinesi per 50 miliardi di dollari. Il mercato teme ritorsioni da parte di Pechino. L'elenco dei prodotti presi di mira dovrebbe essere diffuso venerdì 15 giugno e le tariffe doganali dovrebbero scattare poco dopo.

Il DJIA ha perso 119,53 punti, lo 0,47%, a quota 25.201,20.

L'S&P 500 ha ceduto 11,22 punti, lo 0,4%, a quota 2.775,63.

Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 8,10 punti, lo 0,11%, a quota 7.695,70 all'indomani di una seduta record.


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Fed, Powell: salari bassi una sorta di mistero

Un'inflazione ostinatamente al palo nel 2017 era stata definita da Janet Yellen un "mistero". Ora è il suo successore, Jerome Powell, a parlare di un'altra sorta di mistero: la crescita lenta dei salari orari. Alla luce del calo del tasso di disoccupazione al 3,8% a maggio (minimi dell'aprile 2000), lui si sarebbe aspettato una accelerazione maggiore dei salari ma la produttività che stenta a decollare potrebbe avere fatto da freno. Powell comunque si aspetta che i salari salgano con la discesa del tasso di disoccupazione. Sull'inflazione, Powell ha avvertito: non aspetteremo che balzi. Ecco perché i tassi saliranno gradualmente.

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    Il taglio alle tasse approvato in Usa prima dello scorso Natale e l'aumento della spesa pubblica forniranno un sostegno "significativo" alla domanda nei prossimi tre anni. Lo ha detto il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, sottolineando però che c'è molta incertezza sugli effetti della politica fiscale americana.
Fed: Powell, no comment su politica commerciale Trump ma è un rischio

Per ora l'economia americana sta andando "davvero bene" e la preoccupazione espressa da varie aziende sentite dalla Federal Reserve per la politica commerciale dell'amministrazione Trump non si è ancora tradotta nei dati macroeconomici. La politica fatta di controversi dazi "è per ora solo un rischio", ha affermato il governatore Jerome Powell sulla scia di un G7 particolarmente teso.

Fed: Powell, presto per cantare vittoria su raggiungimento target inflazione

L'inflazione negli Stati Uniti si è avvicinata al target di crescita annua del 2% fissato dalla Federal Reserve ma è ancora presto per cantare vittoria. Lo ha detto il governatore della banca centrale Usa, Jerome Powell, parlando in conferenza stampa successivamente alla riunione in cui è stata decisa una stretta monetaria. Il successore di Janet Yellen ha spiegato che il Federal Open Market Committee sarebbe preoccupato se l'inflazione corresse "in modo costante" sopra o sotto il 2% ma di certo l'Fomc vuole una sua stabilizzazione intorno al livello desiderato.

Petrolio chiude a NY +0,4% a 66,64 dollari al barile

Il petrolio a NY ha chiuso la seduta odierna in rialzo grazie a un rapporto bullish sulle scorte settimanali Usa. Gli stock di greggio sono scesi molto più delle stime permettendo una inversione di rotta delle quotazioni. Quelle di benzina e distillati sono inaspettatamente calate. Il contratto luglio al Nymex ha aggiunto lo 0,4% a 66,64 dollari al barile.

Fed: Powell, le conferenze ci saranno alla fine di ogni riunione da gennaio

Come anticipato ieri dal Wall Street Journal, il governatore della Federal Reserve Jerome Powell vuole che ci siano conferenze stampa dopo ogni riunione del suo braccio di politica monetaria. Il successore di Janet Yellen ha spiegato che sarà cos" a partire dal prossimo gennaio. La banca centrale continuerà a produrre le sue stime economiche ogni trimestre. Le conferenze post-meeting sono state introdotte nel 2011 e fino ad ora erano previste una riunione s" e una no. Il prossimo meeting dell'Fomc è previsto il 31 luglio e l'1 agosto ma la prossima conferenza dopo quella odierna è in calendario il 25 e 26 settembre.

Fed: Powell, altro passo verso normalizzazione "graduale" politica monetaria

Con la stretta annunciata oggi, la Federal Reserve ha compiuto "un altro passo" verso la normalizzazione della politica monetaria americana. Lo ha detto il governatore Jerome Powell, secondo cui un ritorno "graduale" a quella normalizzazione è il modo migliore per sostenere le famiglie e le aziende. Per lui, l'economia Usa sta "andando molto bene" ma le decisioni della Fed non sono scelte attraverso un "pilota automatico" perché l'stituto è pronto ad adeguarsi a cambiamenti dell'andamento dell'economia, il cui outlook "resta favorevole".

Fed: con Powell il comunicato si accorcia, due le modifiche

Sotto la guida di Jerome Powell, il comunicato che la Federal Reserve diffonde alla fine delle sue riunioni si è fatto più corto. Quello pubblicato oggi e nel quale è stata annunciata un rialzo dei tassi di 25 punti base all'1,75-2% è diventato di una sola pagina. Inoltre ci sono state delle leggere modifiche al testo. Per esempio, è scomparso il riferimento al fatto che la Fed "monitora" l'andamento dell'inflazione, che ormai "si è avvicinato" al tasso di crescita annua del 2% fissato nel mandato dell'istituto. E' saltata anche la frase, usata fino alla riunione precedente di inizio maggio, secondo cui i tassi sarebbero rimasti probabilmente e per un po' "sotto i livelli che ci si aspetta prevalgano nel lungo termine". Con il costo del denaro che è destinato a salire, la politica monetaria americana è destinata a normalizzarsi e dunque quella frase non serve più.

Economia
Fed: Fomc alza stime Pil 2018 da 2,7 a 2,8%, disoccupazione al 3,6%

La Federal Reserve ha ritoccato al rialzo le stime sulla crescita dell'anno in corso e quelle per il 2019 e 2020. Migliorano inoltre le previsioni sulla disoccupazione per il 2018 e i due anni successivi. In particolare, per il 2018, la Banca Centrale americana attende una crescita del prodotto interno lordo al 2,8%, contro il 2,7% di marzo.

Quest'anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 3,6%, mentre a marzo aveva parlato del 3,8%. Le stime diffuse dalla Banca Centrale americana sono arrivate al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, durante la quale i tassi di interesse sono stati alzati, come previsto, al range 1,75-2%.

Nel 2018 l'inflazione si dovrebbe attestare al 2,1%, mentre a marzo si era parlato dell'1,9%. La componente "core", quella epurata dalle componenti più volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, è stimato un 2%, rispetto a 1,9% di marzo. Per il 2019, a fronte di una crescita del 2,4% (come la stima di marzo), è previsto un tasso di inflazione “core” al 2,1% (invariato dalla stima precedente) e un tasso di disoccupazione al 3,5%, contro il 3,6% di marzo.

Per il 2020 la Banca Centrale americana prevede un aumento del Pil del 2% (come a marzo), un tasso di disoccupazione al 3,5% (meno del 3,6% della stima precedente) e un'inflazione "core" al 2,1%, in linea con la stima precedenti. Per il lungo termine le previsioni parlano di un Pil all'1,8% (dato invariato) e un tasso di disoccupazione al 4,5% (invariato dalla stima precedente).

  • Fedcontinua a vedere come "bilanciati" i rischi all'outlook
    La Federal Reserve continua a vedere come "sostanzialmente bilanciati" i rischi all'outlook economico americano. Il linguaggio ricalca quello usato in precedenti occasioni dalla banca centrale Usa alla fine delle sue riunioni. Questo significa che la Fed vede la probabilità di una crescita più forte degli Usa in linea con i rischi per una crescita più debole.
Fed: come previsto alza i tassi di 25 pb all'1,75-2%

La Federal Reserve ha annunciato esattamente quello che la quasi totalità degli analisti si aspettava. Un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base all'1,75-2%. Si tratta della seconda stretta del 2018 e della settima da quando, nel dicembre 2015 sotto la guida di Janet Yellen, la banca centrale americana iniziò una lenta normalizzazione della sua politica monetaria (prima di allora l'ultimo aumento dei tassi risaliva al giugno 2006).

Il ritocco del costo del denaro è stato comunicato dalla Fed alla fine della riunione, iniziata ieri, del Federal Open Market Committee ossia il suo braccio di politica monetaria.

Per il governatore Jerome Powell quella conclusa oggi è la terza riunione dell'Fomc da lui presieduta. E' da febbraio che è stato promosso al vertice della banca centrale Usa su volere del presidente americano Donald Trump. Powell ha preso il posto di Yellen, la prima donna a capo della Fed e il cui primo e unico mandato non è stato rinnovato.

May: "relazione speciale" Usa-Gb significa che ci possono essere disaccordi

La relazione stretta tra gli Stati Uniti e il Regno Unito implica che le due nazioni possono essere in disaccordo su certe questioni. Lo ha detto il premier britannico Theresa May nel corso di una intervista esclusiva alla Cnbc.

"Ci sono alcune questioni su cui non siano d'accordo. Non lo siamo sui dazi sull'acciaio e sull'alluminio che sono stati imposti contro l'Unione europea" lo scorso primo giugno, ha spiegato May aggiungendo che c'è divergenza di vedute anche sull'accordo nucleare iraniano siglato dalle principali potenze mondiali nell'estate del 2015 e da cui gli Usa si sono ritirati.

"Siamo in grado di essere in disaccordo e parlarne ma la relazione speciale tra gli Usa e il Regno Unito continua e credo durerà a lungo in futuro".

L'intervista di May segue un G7 ad alta tensione in cui, in un colpo di scena dell'ultimo minuto, il presidente americano Donald Trump sabato scorso ordinò il ritiro della firma di Washington dal comunicato congiunto. Trump non apprezzò quanto detto in conferenza stampa dal premier canadese Justin Trudeau: "I canadesi sono gentili, siamo ragionevoli ma non ci faremo maltrattare" sul piano commerciale. Anche nei confronti del Canada e del Messico sono scattati i dazi sui metalli.

Microsoft: con la francese Thales svilupperà sistema cloud per esercito

Microsoft ha siglato una partnership con la francese Thales per lo sviluppo di un sistema cloud per l'esercito. Lo hanno annunciato le due aziende. Il sistema si baserà sulla piattaforma del gruppo informatico americano chiamato Azure Stack e, stando a quanto comunicato, "sarà cyber-sicuro" e adattato dall'azienda francese dell'aerospazio per l'uso militare. "Gli eserciti nel mondo stanno investendo pesantemente nella trasformazione digitale, specialmente nella digitalizzazione dei loro sistemi di comunicazione sul campo e quelli di comando e controllo", hanno spiegato Microsoft e Thales. I termini finanziari della partnership non sono stati svelati.

Salesforce investirà 2,5 mld di dollari in 5 anni nel Regno Unito, May festeggia

Salesforce intende investire oltre 2,5 miliardi di dollari nell'arco dei prossimi cinque anni per alimentare la crescita delle aziende britanniche. Il gruppo americano specializzato nel cloud computing ha dato l'annuncio in vista della partecipazione alla Tech Investment Roundtable ospitata dal premier britannico Theresa May a 10 Downing Street.

La mossa di Salesforce segue la recente apertura di un centro di innovazione (il primo in Europa) nella Salesforce Tower London e la decisione di allargarsi con un secondo data center nel Regno Unito nel 2019.

Marc Benioff, Ceo del gruppo, ha spiegato in una nota che "il Regno Unito è il più grande mercato di Salesforce in Europa e il nostro impegno per aumentare la crescita, l'innovazione e il successo dei clienti nella regione non è mai stato così forte".

Il premier May - alle prese conla Brexit - ha detto che l'azienda "offre un esempio perfetto dei benefici che un'azienda tecnologica di successo può portare nell'economia Gb e do il benvenuto al loro continuo investimento, che ceerà posti di lavoro interessanti e ad alta competenza per la nostra forza lavoro".

Al Nyse, il titolo Salesforce sale dello 0,36% a 136,75 dollari. Da inizio anno ha aggiunto quasi il 34% e negli ultimi 12 mesi il 57%.

Wall Street incerta aspettando la Fed, Fox il vincitore dopo le nozze AT&T-Time Warner

Gli indici a Wall Street stanno riducendo i loro guadagni con l'avvicinarsi delle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve. Il DJIA e l'S&P 500 viaggiano appena sotto la parità mentre il Nasdaq Composite resta in territorio record.

Un rialzo dei tassi di 25 punti base all'1,75-2% è dato per scontato. E' visto come molto probabile anche un aumento a quattro da tre del numero di strette previste nel 2018. Sono poi attese le nuove stime economiche, che dovranno tenere conto di un calo più rapido del previsto del tasso di disoccupazione (a maggio arrivato al 3,8%, minimo dell'aprile 2000). Mentre il governatore Jerome Powell prenderà la parola alle 20.30, ci si domanda quando sarà la prossima volta che si presenterà davanti alla stampa. Teoricamente la prima occasione utile sarà il 26 settembre ma il prossimo meeting della Fed è previsto il 31 luglio e l'1 agosto. Se le indiscrezioni di ieri del Wall Street Journal saranno confermate, Powell potrebbe apparire davanti ai giornalisti anche in quell'occasione. Secondo il quotidiano, il successore di Janet Yellen vorrebbe infatti che ci sia una conferenza dopo ogni riunione, cosa che per altro rende ogni meeting "live" ossia idoneo ad annunciare una stretta.

A livello societario 21st Century Fox (+7,3%) è visto dagli analisti come il vincitore dell'ok alle nozze di AT&T (-4,8%) e Time Warner (+3%). E' attesa infatti una guerra tra Comcast (+0,3%) e Disney (+3,2%) per aggiudicarsi gli asset del gruppo di Rupert Murdoch.

Il DJIA perde 3,69 punti, lo 0,01%, a quota 25.317. L'S&P 500 cede 0,68 punti, lo 0,02%, a quota 2.787,58. Il Nasdaq aggiunge 26,43 punti, lo 0,34%, a quota 7.730. Il petrolio a luglio al Nymex segna un +0,3% a 66,55 dollari al barile grazie a scorte settimanali Usa scese più del previsto.

Casa Bianca: Kudlow dimesso dopo infarto, si sta riprendendo bene

Larry Kudlow, il consigliere economico del presidente americano Donald Trump, è stato dimesso dall'ospedale. Era stato ricoverato lunedì per un "lieve" infarto. Lo ha annunciato la Casa Bianca spiegando che secondo i dottori Kudlow "si sta riprendendo bene".

Caterpillar alza cedola trimestrale del 10% a 86 centesimi di dollaro

Il consiglio di amministrazione di Caterpillar ha votato in favore di un aumento del dividendo trimestrale del 10% a 86 centesimi di dollari. Sarà pagato il 20 agosto prossimo a chi risulterà detentore di titoli ordinari al 20 luglio.

"Aumentare il nostro dividendo va ad allungare la nostra lunga storia di crescita della cedola", ha dichiarato in una nota il Ceo di Caterpillar, Jim Umpleby. "Dimostra anche la nostra fiducia nella nostra strategia per perseguire una crescita redditizia nel lungo termine al fine di garantire un valore in aumento per i soci", ha aggiunto l'a.d. del colosso delle macchine movimento terra.

Stando all'azienda, è da 24 anni che Caterpillar paga cedole più alte ai suoi soci. Rispetto al 2009, il dividendo è più che raddoppiato. Caterpillar ha pagato un dividendo in contanti ogni anno da quando l'azienda è stata creata. E' invece dal 1933 che versa cedole trimestrali.

Al Nyse il titolo Caterpillar cede l'1,5% a 155,14 dollari. Nel 2018 ha ceduto l'1,6% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 46,6%. Per un confronto, CNH Industrial al Nyse perde lo 0,25% a 11,85 dollari. Da gennaio ha perso l'11,6% e nell'ultimo anno ha aggiunto il 5% circa.

T-Bond in calo aspettando le decisioni della Fed

I titoli di stato americani restano in generale calo. Gli investitori sono in attesa delle decisioni della Federal Reserve, che oggi alle 20 italiane dovrebbe alzare i tassi e potrebbe segnalare un totale di quattro strette nel 2018 contro le tre fino ad ora segnalate.

I rendimenti sono saliti sulla scia dell'ennesima prova di un aumento delle pressioni inflative, che erodono il valore dei titoli di stato in circolazione e giustificano una normalizzazione della politica monetaria. E' di oggi il dato dei prezzi alla produzione di maggio, saliti annualmente al passo più rapido dal gennaio 2012 (+3,1%); è di ieri l'indice dei prezzi al consumo di maggio, cresciuto su base annua al passo più rapido da oltre sei anni (+2,8%).

Domani l'attenzione sarà invece sulla Banca centrale europea, che discuterà di una riduzione del suo programma di acquisto di bond.

Il titolo benchmark Usa, quello a 10 anni, vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - poco mossi al 2,957% dal 2,959% di ieri. Maggio era finito al 2,824%. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,936%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,545%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,811%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 3,084%.

Argentina: Lagarde, il 20 giugno atteso ok board a piano di aiuti da 50 mld $

Il prossimo 20 giugno il board del Fondo monetario internazionale si riunirà per valutare formalmente il piano di aiuti da 50 miliardi di dollari accordato tra l'istituto di Washington e l'Argentina. Lo ha detto il direttore generale dell'Fmi, Christine Lagarde, in una nota che segue l'annuncio fatto il 7 giugno scorso dalle due parti sulla linea di credito in tre anni.

Secondo l'ex ministro francese delle Finanze, i negoziati sono stati "completati in modo soddisfacente" e il piano economico messo a punto da Buenos Aires "crea basi solide" per il piano di aiuti. Dicendo che oggi il presidente argentino Mauricio Macri ha fornito dettagli di quel piano in una Lettera di Intenti e Memorandum, Lagarde ha precisato che "le autorità hanno richiesto che un terzo del sostegno [targato Fmi] sia sborsato con l'approvazione del programma [di aiuti] e che la metà di quell'ammontare (7,5 miliardi di dollari) sia reso disponibile a sostegno del budget".

Aggiungendo che oggi l'analisi dello staff del Fondo arriverà sul tavolo del board esecutivo, Lagarde ha concluso: "Siamo impazienti di aiutare a rafforzare l'economia argentina attraverso questo pacchetto di finanziamenti".

Stati Uniti
Seattle si piega ad Amazon: niente tassa per senza tetto

La città di Seattle ha bloccato una legge che aveva approvato a maggio e che avrebbe permesso di aumentare le tasse ai colossi che hanno sede nella città, tra cui Amazon e Starbucks, e usare il denaro raccolto per combattere il problema dei senzatetto. Il provvedimento si chiamava "head tax", per mesi aveva fatto discutere la metropoli americana che alla fine, scrivono i media Usa, si è piegata al volere di Amazon.

Decine di attivisti si sono presentati al consiglio comunale nel quale per 7 a 2 i membri hanno deciso di eliminare la legge: avrebbe raccolto 47 milioni di dollari l'anno. La legge era già stata firmata dal sindaco, Jenny Durkan, e prevedeva che le aziende con più di 20 milioni di dollari di ricavi avrebbero pagato 275 dollari di tasse alla città in più ad impiegato ogni anno.

Il 60-70% dei questo denaro avrebbe dovuto essere usato per costruire case a prezzi calmierati mentre il resto per potenziare i centri di aiuto ai senzatetto e altri servizi. Seattle da anni cerca di fermare l'aumento del numero di senzatetto: si tratta di una emergenza che colpisce tutta la contea della città e che per essere risolta necessita di almeno 400 milioni di dollari l'anno.

Stati Uniti
A San Francisco aumentano le startup di scooter elettrici

A San Francisco aumenta il numero di startup che producono scooter elettrici. La startup Bird sta cercando di arrivare a una valutazione di 2 miliardi di dollari dopo aver raccolto 150 milioni di dollari in nuovi finanziamenti. Dietro a questa nuova tendenza potrebbe arrivare il denaro (e magari anche l'interesse a un acquisto) da parte di colossi come Uber e Lyft, che stanno cercando di diversificare il loro business.

Nei prossimi anni lo sharing libero di scooter elettrici potrebbe aumentare moltissimo a San Francisco: per ora la città ha prima provato a metterli al bando, poi ha stabilito un tetto massimo (1.250 permessi), nei prossimi mesi dovrebbe aumentare il numero. Inoltre la città ha un problema di traffico e di parcheggi per le auto (che sono insufficienti). Per questo gli scooter elettrici aumenteranno sempre di più. I 150 milioni di dollari a Bird sono arrivati da Sequoia Capital. Una settimana dopo, l'hedge fund GV ha investito 250 milioni di dollari in Lime, rivale di Bird.

Tecnologia
ZTE, dopo due mesi di sospensione è tornata in borsa perdendo oltre il 40%

Dopo aver trovato un accordo con il governo americano, pagando una multa da 1 miliardo di dollari e versando 400 milioni in un fondo, il colosso cinese ZTE è tornato agli scambi a Hong Kong e sulla borsa di Shenzhen, in Cina. Il titolo era stato sospeso due mesi fa dopo che Washington aveva vietato alle aziende americane di vendere componenti al gruppo cinese: ZTE era stato accusato di avere violato sanzioni Usa contro Iran e Corea del Nord.

Per arrivare a un accordo con gli Stati Uniti, ZTE, che è il secondo gruppo di telecomunicazioni in Cina, ha anche cambiato completamente i suoi vertici e ha aperto i suoi impianti di produzione alle ispezioni, promettendo di migliorare la trasparenza nelle comunicazioni. A Hong Kong il titolo ha perso oltre il 40%, mentre a Shenzhen il 10%.

Intanto il Senato ha chiesto di ribaltare la decisione di Donald Trump, che ha dato il via libera all'accordo. Tuttavia la Casa Bianca ha appena fatto sapere che sta lavorando con alcuni senatori per riscrivere il provvedimento e non ostacolare l'accordo.

Nordcorea, Pompeo: gran parte della denuclearizzazione entro il 2020

Gran parte della denuclearizzazione della Corea del Nord avverrà entro la fine del primo mandato del presidente americano Donald Trump, ossia entro la fine del 2020. Lo ha detto Mike Pompeo, il segretario americano di Stato, parlando dalla Corea del Sud. All'indomani dello storico summit tra Trump e il presidente nordcoreano Kim Jong Un, Pompeo ha in un certo senso difeso quella che è stata interpretata una concessione da parte del leader Usa a Pyongyang: lo stop alle esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud. Stando al capo della diplomazia americana, Trump ha detto a Kim che le esercitazioni riprenderanno se le trattive non saranno produttive.

Cereali Chicago: aperture in calo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta odierna in calo. Tornano le prese di beneficio all'indomani di un rally capitanato dal frumento, che aveva corso dopo il taglio da parte del dipartimento americano dell'Agricoltura delle stime sulla produzione mondiale. Le quotazioni del frumento risentono delle piogge nella parte meridionale delle Grandi Pianure americane. La soia è invece condizionata da indiscrezioni secondo cui la Cina, il più grande importatore al mondo della materia prima, sta puntando più sul Brasile che sugli Usa per i suoi rifornimenti.

Intanto si continuano a monitorare le trattative commerciali. Quelle sul North American Free Trade Agreement sono sempre più difficili dopo che gli Usa hanno deciso di fare scattare, dal primo giugno scorso, i dazi su acciaio e alluminio anche per Canada e Messico (oltre alla Ue). Resta poi da vedere se Washington poco dopo il 15 giugno attiverà dazi su prodotti tecnologici cinesi per 50 miliardi di dollari; Pechino potrebbe rispondere colpendo la soia americana.

Il contratto del mais con scadenza a settembre perde 1 centesimo, lo 0,26%, a quota 3,85 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in ribasso di 10 centesimi e mezzo, l'1,96%, a 5,24 dollari a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a novembre sono in calo di 9 centesimi e tre quarti, l'1%, a 9,64 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto della farina di soia con scadenza ad agosto perde 2,5 dollari, lo 0,7%, a 352,7 dollari a tonnellata. Il contratto dell'olio di soia a dicembre scivola di 1 punto, lo 0,03%, a 30,84 centesimi al pound.

Titolo Netflix corre grazie a Goldman, arriverà a 490 dollari

Gli analisti di Goldman Sachs sono diventati i più ottimisti su Netflix, almeno tra i 36 presi in considerazione da FactSet. Nonostante i forti guadagni messi a segno dal titolo da inizio anno (+94%) e negli ultimi 12 mesi (+144%), gli esperti hanno alzato di 100 dollari a 490 dollari il loro obiettivo di prezzo. Questo significa che si aspettano un rialzo del 35% rispetto al valore registrato da Netflix ieri alla fine della seduta. In questo momento l'azione segna un +2,5% a 373 dollari.

In una nota, l'analista Heath Terry ha scritto di credere che "l'offerta crescente di contenuti e l'espansione dell'ecosistema della distribuzione continuerà a spingere l'aumento degli abbonati oltre le aspettative del consensus. Sulla base dell'andamento di entrambi, stiamo alzando le nostri stime sui ricavi e sul target price". Goldman Sachs sia spetta che il gruppo nel 2019 conquisti 32,5 milioni di utenti contro i 26 milioni attesi dal mercato.

Facendo riferimento all'intenzione di Netflix di spendere 2 miliardi di dollari in marketing nell'anno fiscale in corso, Goldman Sachs ha scritto nel suo report: "Crediamo che la capacità di Netflix di spendere ancora di più nell'acquisizione di clienti e allo stesso tempo di fare crescere i margini operativi nell'anno intero, secondo noi permetterà all'azienda di fare crescere ancora di più il numero degli utenti, specialmente nei mercati dove la presenza del marchio aziendale non è forte come negli Usa".

Netflix vanta una capitalizzazione di 162,2 miliardi di dollari, 96 miliardi circa in più di 12 mesi fa.

Petrolio vira in rialzo dopo calo delle scorte Usa superiore alle stime

Il petrolio ha virato in rialzo dopo il calo superiore alle stime delle scorte settimanali di petrolio in Usa. Inoltre, quelle di benzina e di distillati sono scese inaspettatamente. Il contratto a luglio del greggio al Nymex guadagna lo 0,4% a 66,60 dollari al barile; prima della diffusione dei dati viaggiava in calo a 66,12 dollari al barile.

Usa: le scorte settimana di greggio calate più delle stime

Nella settimana conclusa il 9 giugno scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un calo superiore alle stime. Il dato ha registrato un ribasso di 4,143 milioni di barili a 432,441 milioni di unità mentre gli analisti attendevano una contrazione di 1,6 milioni di barili dopo il rialzo nei sette giorni precedenti pari a 2,072 milioni di barili.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in flessione di 2,271 milioni di barili a 236,763 milioni di barili dopo l'aumento di 4,603 milioni di barili della settimana precedente; le previsioni erano per un incremento di 0,7 milioni di barili.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono scese di 2,101 milioni di barili a 114,693 milioni di barili dopo essere cresciute di 2,165 milioni di barili nella settimana precedente; gli analisti si aspettavano una crescita di 0,4 milioni di unità.

L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestata al 95,7% dal 95,4% di sette giorni prima e contro attese per un dato invariato.

21st Century Fox tocca un record (+7,4%), attesa guerra Comcast-Disney per suoi asset

Il titolo di Classe A di 21st Century Fox ha raggiunto un record al Nasdaq, dove sale del 7,4% a 43,38 dollari. E' l'effetto del via libera di un giudice federale, giunto ieri a mercati Usa ormai chiusi, alle nozze tra AT&T e Time Warner. La mossa del magistrato Richard Leon spiana la strada che porterà forse già oggi Comcast a lanciare la sua offerta in contanti stimata in 60 miliardi di dollari sugli stessi asset che 21st Century Fox ha promesso il dicembre scorso a Walt Disney in una operazione da 52,4 miliardi di dollari in azioni.

Gli investitori si aspettano una guerra tra Comcast e Disney, che con gli asset di Rupert Murdoch punta a rafforzarsi nello streaming per contrastare l'avanzata di Netflix e Amazon. Intanto gli analisti di Goldman Sachs hanno alzato di 100 dollari a 490 dollari l'obiettivo di prezzo di Netflix (+2,4% a 372,5 dollari), diventando i più ottimisti di Wall Street sul gruppo di video in streaming. Ciò implica un rialzo del 35% sul valore di Netflix ieri in chiusura.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo in attesa della Fed, Nasdaq da record

La seduta a Wall Street è iniziata in lieve rialzo con il Nasdaq Composite che ha subito toccato un nuovo record con Netflix (+1,8%) dopo quello raggiunto ieri alla fine degli scambi.

Tra gli investitori c'è attesa per il termine della riunione della Federal Reserve, che alle 20 italiane annuncerà un quasi certo aumento dei tassi di 25 punti base all'1,75-2%. Trader e gestori analizzeranno non solo il comunicato finale ma anche le nuove stime economiche e soprattutto la mediana delle stime dei vari governatori del numero complessivo di strette attese nel 2018. E' possibile che si passi a quattro dalle tre indicate a marzo.

La Fed terrà certamente conto di un aumento delle pressioni inflative, dimostrato dai dati recenti: è di oggi quello dei prezzi alla produzione di maggio, saliti annualmente al passo più rapido dal gennaio 2012 (+3,1%); è di ieri l'indice dei prezzi al consumo di maggio, cresciuto su base mensile dello 0,2%, come previsto, e su base annua al passo più rapido da oltre sei anni (+2,8%).

A livello societario si aspetta una serie di mega merger e il contrattacco di Comcast (-3,3%) su Disney (+0,9%) per gli asset di 21st Century Fox (+7,3%) dopo il via libera di un giudice alle nozze tra AT&T (-4,4%) e Time Warner (+3,5%).

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA sale di 28,67 punti, lo 0,11%, a quota 25.349. L'S&P 500 avanza di 1,7 punti, lo 0,06%, a quota 2.788,53. Il Nasdaq Composite avanza di 12 punti, lo 0,16%, a quota 7.715. Il petrolio a luglio al Nymex segna un -0,56% a 65,99 dollari al barile.

Immigrazione
La Camera voterà per trovare soluzione ai dreamer

La settimana prossima la Camera voterà due bozze di legge sull'immigrazione che conterranno provvedimenti per la protezione dei dreamer, residenti americani senza permesso di soggiorno arrivati negli Stati Uniti da bambini. Secondo i media americani è molto improbabile che i documenti siano approvati: la questione dell'immigrazione è un tema molto delicato, soprattutto all'interno di questa amministrazione.

Il fatto che si stiano avvicinando le elezioni di Midterm non aiuta, visto che molto repubblicani e lo stesso partito non intendono sbilanciarsi, temendo di perdere voti. Anche se la bozza dovesse passare alla Camera, al Senato non ce la farebbe. Già all'inizio dell'anno i senatori non erano riusciti a trovare un accordo sul Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), il provvedimento voluto da Barack Obama per aprire la strada alla regolarizzazione dei dreamer e che il presidente Donald Trump ha invece cancellato.

azionario
Wall Street: future in lieve rialzo aspettando Fed, focus su M&A con nozze AT&T-Time Warner

I future a Wall Street si muovono in leggero rialzo con gli investitori in attesa delle decisioni della Federal Reserve. Alle 20 italiane di oggi la banca centrale americana dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base all'1,75-2%. La Fed diffonderà anche le nuove stime economiche e quelle relative al numero di strette complessive previste nel 2018. Non è escluso che su questo fronte ci sia una revisione a quattro da tre strette. Mezz'ora dopo il governatore Jerome Powell terrà una conferenza stampa nella quale dovrà commentare i dati recenti che dimostrano un aumento delle pressioni inflative, come i prezzi alla produzione di maggio (cresciuti su base annua al passo più rapido dal gennaio 2012, +3,1%). Il successore di Janet Yellen dovrà anche rispondere a domande su indiscrezioni circolate ieri secondo cui lui intende avere una conferenza dopo ogni riunione e non ogni due. Ciò significherebbe che ogni meeting sarebbe buono per alzare i tassi.

A livello societario, si attende un intensificarsi dell'M&A dopo il via libera alle nozze tra AT&T e Time Warner. E' attesa oggi l'offerta di Comcast per gli stessi asset che 21st Century Fox ha promesso a Disney.

I future del Dow salgono di 3 punti, lo 0,13%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 3,75 punti, lo 0,13%; quelli del Nasdaq aggiungono 14,75 punti, lo 0,2%.

Il petrolio a luglio al Nymex segna un -0,6% a 65,93 dollari al barile in attesa delle scorte settimanali Usa.

Usa: +0,5% prezzi alla produzione a maggio, su base annua +3,1%, balzo maggiore da 2012

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti a maggio e più delle stime degli analisti segnalando che le pressioni inflative stanno aumentando. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,5% sul mese precedente, contro attese per un +0,3%. Ad aprile l'indice era cresciuto dello 0,1% (dato rimasto invariato). Rispetto al maggio 2017 il dato è salito del 3,1%, il balzo maggiore dal gennaio 2012.

La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è cresciuta dello 0,3% mentre le attese erano per un +0,2%. Su base annuale il dato core ha registrato un rialzo del 2,4%.

materie prime
Trump: prezzi del petrolio "troppo alti", bacchetta l'Opec

"I prezzi del petrolio sono troppo alti". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump in un tweet in cui insinua che la colpa è dell'Opec. "Non va bene!". Al Nymex, il contratto luglio del greggio perde lo 0,5% a 66,01 dollari al barile, con gli investitori in attesa del dato sulle scorte settimanali di petrolio in Usa.

Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni che gli Usa avessero fatto pressione sull'Arabia Saudita - leader di fatto del cartello di Paesi produttori - affinché tornasse ad aumentare la produzione prima che Washington torni a imporre sanzioni contro l'Iran (mossa legata al ritiro degli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano).

E' dal gennaio 2017 che l'Opec e nazioni come la Russia che non ne fanno parte sono impegnati a ridurre l'output per riequilibrare il mercato petrolifero, una missione quasi compiuta. Due giorni fa il ministro petrolifero iracheno, Jabar al-Luaibi, aveva fatto sembrare meno probabile un ritorno a un aumento della produzione da parte dell'Opec. Secondo il ministro del secondo maggiore produttore del cartello, i produttori di greggio non dovrebbero essere influenzati dal pressing a estrarre più petrolio. Teoricamente Opec e Russia si sono impegnati a tenere a freno alla produzione fino a fine 2018. I fari sono puntati sulla riunione dell'Opec prevista a Vienna il 22 e 23 giugno.

Trump si congratula con Usa, Canada e Messico per assegnazione Mondiali 2026

"Gli Stati Uniti, insieme al Messico e al Canada, si sono appena aggiudicati la Coppa del Mondo. Congratulazioni - fatto tanto lavoro sodo!".

Con questo tweet, il presidente americano Donald Trump ha brindato all'assegnazione dei mondiali di calcio del 2026, i primi che si svolgeranno in tre Paesi (ma soprattutto su suolo Usa).

Calcio a parte, le tre nazioni restano protagoniste di difficili negoziati per la riscrittura del Nafta, l'accordo di libero scambio da loro siglato nel 1994 e dal quale trump ha più volte minacciato di ritirare gli Usa. Le trattative si sono complicate con la decisione di Trump di fare scattare dal primo giugno scorso anche per i due partner (e la Ue) i controversi dazi su acciaio e alluminio.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 2 giugno alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -2,9%.

Prezzi alla produzione per il mese di maggio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,1%. Consensus: +0,3%. Componente core. Precedente: +0,2%. Consensus: +0,2%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 9 giugno alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: +2,072 milioni di barili a 436,584 milioni di barili. Consensus: -1,6 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +4,603 milioni di barili a 239,034 milioni di barili. Consensus: +700mila barili. Scorte di distillati. Precedente: +2,165 milioni di barili a 116,794 milioni di barili. Consensus: +400mila barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 95,4%. Consensus: 95,4%.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

La Federal Reserve annuncia alle 14 (le 20 in Italia) le sue decisioni di politica monetaria e diffonde le nuove stime economiche e sui tassi. Mezz'ora dopo il governatore Jerome Powell tiene una conferenza stampa.

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1755 dollari, biglietto verde a 110,61 yen

Euro in rialzo dello 0,09% a 1,1755 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1119 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,22% a 110,61 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.297,80 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,14% a 1.297,80 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.230,70 e i 1.379,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 66,10 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,39% a 66,10 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 45,18 e i 72,90 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,05%, lo S&P sale dello 0,08%, il Nasdaq cresce dello 0,14%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita mista: il Dow Jones Industrial Average ha perso terreno per la prima volta in cinque giornate mentre il Nasdaq Composite e il Russell 2000 hanno raggiunto nuovi record. Il DJIA ha perso 1,58 punti, lo 0,01%, a quota 25.320,73. L'S&P 500 ha guadagnato 4,85 punti, lo 0,17%, a quota 2.786,85. Il Nasdaq Composite ha aggiunto 43,87 punti, lo 0,57%, a quota 7.703,79. Il petrolio a luglio al Nymex è salito dello 0,4% a 66,36 dollari al barile: nonostante abbia aumentato la sua produzione a maggio, l'Opec ha continuato a prevedere una domanda solida di greggio.