Wall Street digerisce un rialzo dell'inflazione

Reazione diversa tra l'azionario, in rialzo, e l'obbligazionario, oggetto di sell-off

Teva vola nel dopo mercato: Buffett ha comprato titoli, giù le quote in Gm e Wells Fargo

Il titolo del gruppo farmaceutico Teva è arrivato a guadagnare l'11% nel dopo mercato. A fare scattare il rally è stato il documento depositato presso la Sec dalla Berkshire Hathaway di Warrenn Buffett, che ha acquistato 19 milioni di titoli di Teva. La conglomerata ha aumentato la partecipazione in Apple mentre ha ridotto quella in Wells Fargo e in Gm. Leggi qui i dettagli.

Azionario
Wall Street chiude quarta seduta di fila in rialzo

A Wall Street gli indici hanno chiuso in rialzo la quarta giornata di fila, cosa che ha permesso al Dow Jones Industrial Average e all'S&P 500 di riportare in positivo il bilancio da inizio anno. Quella in corso è destinata a essere una settimana in rialzo dopo la scorsa, la peggiore da oltre due anni. Per il Nasdaq potrebbe essere la seconda migliore del 2018. 

Il rally c'è stato nonostante l'indice dei prezzi al consumo a gennaio sia cresciuto più del previsto. Il dato ha causato un sell-off dei Treasury ma l'azionario sembra si sia concentrato su fattori stagionali che potrebbero avere condizionato il dato. Resta da capire quante volte la Fed alzerà i tassi nel 2018.

Il settore finanziario è volato del 2,32%.

Il Dow ha aggiunto 253,04 punti, l'1,03%, a quota 24.893,49.

L'S&P 500 ha guadagnato 35,69 punti, l'1,34%, a quota 2.698,63.

Il Nasdaq Composite è salito di 130,10 punti, l'1,86%, a quota 7.143,62.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in rialzo di mezzo centesimo, lo 0,14%, a quota 3,67 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a maggio ha finito in ribasso di 4 centesimi e mezzo, lo 0,95%, a quota 4,69 dollari e un quarto a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a maggio hanno chiuso in rialzo di 5 centesimi e mezzo, lo 0,54%, a 10,27 dollari e tre quarti a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a maggio è aumentato di 23 punti, lo 0,72%, a 32,01 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a maggio ha guadagnato 5,10 dollari, l'1,39%, a 371,8 dollari a tonnellata.

Usa: Trump "totalmente contrario a violenza domestica"

Sembrerà un'ovvietà, ma anche Donald Trump ha detto di essere "totalmente contrario a qualsiasi tipo di violenza domestica". L'affermazione del presidente americano è arrivata mentre la Casa Bianca è impantanta nel caso Rob Porter, ex segretario di gabinetto dimessosi la settimana scorsa dopo che due ex mogli hanno descritto pubblicamente (e con tanto di foto) le violenze da lui subite.

Porter ha avuto accesso a materiale top secret nonostante l'amministrazione, stando a quanto sostenuto dall'Fbi, avesse ricevuto avvertimenti sul suo conto già lo scorso luglio.

La settimana scorsa Trump aveve sollevato nuove polemiche rifiutandosi di prendere le distanze da Porter, a cui aveva augurato "il meglio". Al leader Usa non era nemmeno venuto in mente di dire due parole a favore del gentil sesso o di denunciare in generale gli abusi domestici come avevano fatto (seppur a scoppio ritardato) il capo di gabinetto John Kelly e il vicepresidente Mike Pence.

Tutti e due avevano dichiarato che "in questa Casa Bianca e nella nostra società non c'è posto per la violenza domestica". E a dimostrazione di come tenda a schierarsi dalla parte degli uomini, sabato Trump aveva scritto su Twitter: "Le vite della gente stanno per essere distrutte da semplici accuse. Non c'è modo di riprendersi per chi è falsamente accusato - vita e carriera distrutte. Non c'è più un giusto processo?". Forse qualcuno ha suggerito al presidente di aggiustare il tiro.

materie prime
Petrolio chiude a NY +2,4% a 60,60 dollari al barile

Il petrolio è tornato a correre. Il contratto marzo ha aggiunto il 2,4% a 60,60 dollari al barile. A sostenere i prezzi è stato il rialzo più contenuto delle stime delle scorte di petrolio in Usa nella settimana al 9 febbraio.

Inoltre il ministro saudita dell'Energia ha detto che i produttori di petrolio parte e no dell'Opec che dal gennaio 2017 alla fine del 2018 si sono impegnati a ridurre la produzione preferirebbero continuare a farlo piuttosto che abbandonare l'intesa storica prima del previsto. Parlando alla stampa da Riad, Khalid al-Falih ha detto che "è prematuro" discutere di un'uscita dall'accordo siglato dall'Opec e da nazioni che non ne fanno parte come la Russia. I loro sforzi rischiano di essere compromessi dal boom dello shale oil americano, che potrebbe permettere agli Usa di superare Arabia Saudita e Russia diventado quest'anno il principale produttore al mondo di greggio e che rischia di creare le condizioni che portarono al crollo dei prezzi nel 2014. L'avvertimento è stato lanciato ieri dall'Agenzia internazionale dell'energia, che ha comunque rivisto leggermente al rialzo le stime sulla domanda sulla scia del buon andamento dell'economia globale.

Microsoft investe 500 milioni di dollari in nuovo programma per startup

Microsoft ha annunciato un investimento di 500 milioni di dollari nei prossimi due anni in "Microsoft for Startups", un nuovo programma globale che offre agli startupper la possibilità di accedere a risorse tecnologiche, modelli di business e a un network di partner e contatti con l’obiettivo di accrescere la base clienti e di conseguenza il business delle startup stesse.

Microsoft contribuirà a sostenere le nuove idee imprenditoriali attraverso la propria tecnologia, le proprie competenze e l’ampio ecosistema di partner – oltre 800.000 a livello globale - promuovendo cos" l’innovazione e la crescita delle nuove imprese in tutto il mondo.

Inoltre, come già succede a Redmond, Seattle, New York e San Francisco, Microsoft aprirà entro il prossimo mese nuovi Microsoft Reactors a Londra, Sydney, Tel Aviv, Berlino, Shanghai e Pechino. Si tratta di spazi fisici in cui imprenditori, sviluppatori e investitori possono incontrarsi e condividere progetti e idee di business.

Le startup potranno accedere a ScaleUp per adattare il prodotto al mercato di riferimento, perfezionare la propria infrastruttura e fare leva su servizi quali Azure e Microsoft Dynamics. Potranno anche entrare in contatto con Microsoft Ventures, il team di venture capital investment di Microsoft, che ha curato le acquisizioni recenti di LinkedIn e di Solair, la prima startup italiana entrata a far parte della galassia Microsoft poco meno di due anni fa.

T-Bond: rendimento decennale torna ai massimi di 4 anni, sopra il 2,9%

I Treasury continuano a essere venduti nel giorno in cui l'indice dei prezzi al consumo ha registrato a gennaio un balzo superiore alle stime. Mentre l'azionario si è portato sui massimi intraday, rincuorato dal fatto che forse quel balzo c'è stato per via di fattori stagionali, il rendimento del decennale ha raggiunto nuovi massimi di quattro anni fa portandosi sopra il 2,9%. Gli investitori in generale continuano a domandarsi con che passo la Federal Reserve aumenterà i tassi nel 2018. Il timore è che un aumento dell'inflazione - che erode il valore dei titoli di stato - possa portare la banca centrale Usa a effettuare più delle tre strette preventivate. Si tratta di un'ipotesi che alcuni iniziano a mettere in conto.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,904% dal 2,837% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,58%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,16%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento al 2,627%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,17%.

azionario
Wall Street ignora il balzo dell'inflazione, ecco perché

Gli indici a Wall Street restano in rialzo e viaggiano sui massimi intraday nonostante un balzo dell'inflazione superiore alle stime. Non appena l'indice dei prezzi al consumo di gennaio è stato pubblicato, alle 14.30 italiane, i future hanno invertito rotta e sono precipitati; la seduta è iniziata in calo ma poi gli indici hanno saputo cambiare direzione.

Se resteranno in positivo, quella odierna sarà la quarta giornata di fila in aumento. E quella in corso potrebbe essere una settimana in rialzo dopo la scorsa, la peggiore da oltre due anni. Per il Nasdaq potrebbe essere la seconda migliore del 2018. Al momento il Dow segna un rialzo settimanale di oltre il 2% e ha riportato in positivo la performance da inizio annno come l'S&P 500 (durante il recente sell-off l'indice tech aveva saputo restare in positivo da gennaio).

C'era grande attesa per il dato, specialmente dopo l'aumento dei salari orari - il maggiore dal 2009 - emerso il 2 febbraio scorso dal rapporto sull'occupazione Usa del mese scorso. Quel dato mandò in tilt i mercati finanziari perché gli investitori hanno iniziato a temere un balzo dell'inflazione e dunque un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve superiore alle stime degli analisti. Visto che il dato odierno è stato deludente, perché allora l'azionario sale?

Secondo gli osservatori, vari fattori stagionali rendono difficile stabilire quanto sostenibile sia il rialzo dei prezzi. Per esempio, i capi di abbigliamento hanno visto i prezzi salire dell'1,7% su dicembre, il balzo maggiore dal 1990. La peggiore stagione dell'influenza dal 2009 inoltre ha forse provocato un aumento dello 0,6% del costo dei servizi medici.

Oltre al dato sull'inflazione, anche quello delle vendite al dettaglio ha deluso essendo sceso inaspettatamente. Ciò ha portato vari analisti ha ridurre le stime sul Pil Usa del primo trimestre: per Morgan Stanley ci sarà un'espansione del 2,9% e non più del 3,3%; per Barclays sarà del 2,3% e non del 2,5%; per Bank of America Merrill Lynch sarà del 2% e non del 2,3%. Questi dati sono forse interpretati come segni del fatto che l'economia Usa non si sta surriscaldando come temuto.

Il Dow sale di 130,59 punti, lo 0,53%, a quota 24.771. L'S&P 500 aumenta di 25 punti, lo 0,94%, a quota 2.687. Il Nasdaq aggiunge 95 punti, l'1,36%, a quota 7.108,73. Il petrolio a marzo al Nymex aumenta dello 0,6% a 59,55 dollari al barile.

21st Century Fox sotto pressing per alzare offerta su Sky

La corsa al London Stock Exchange del titolo Sky (+2%) mette sotto pressione 21st Century Fox affinché il colosso americano dell'intrattenimento alzi l'offerta lanciata nel dicembre 2016 per prendere il controllo della quota del 61% dell'operatore britannico di tv via cavo che ancora non possiede. Per la prima volta da allora, Sky è infatti arrivato a valere in borsa più delle 10,75 sterline per titolo messe sul piatto da Rupert Murdoch. La seduta odierna a Londra è finita a 10,82 sterline.

Il rialzo del titolo è dovuto al fatto che Sky si è aggiudicato i diritti per trasmettere la Premier League; gli investitori brindano all'accordo sui diritti tv, che è stato esteso per tre anni a partire dal 2019 a un costo di 1,2 miliardi di sterline, il 16% in meno per partita rispetto all'asta precedente. Due giorni fa 21st Century Fox ha offerto una serie di garanzie per ottenere dalle autorità britanniche il via libera all'acquisto della quota del 61% di Sky promettendo una totale indipendenza editoriale della sua controllata Sky News. Presupponendo che 21st Century Fox riceva semaforo verde, avrebbe bisogno dell'ok del 75% dei soci di Sky (esclusa la quota di Fox) per concludere l'operazione. Se Murdoch alla fine alzerà l'offerta, come l'hedge fund e socio di Sky Crispin Odey ha già chiesto, potrebbe avere bisogno del via libera di Walt Disney, a cui venderà asset per 52,4 miliardi di dollari come annunciato lo scorso dicembre.

Cereali Chicago viaggiano in generale rialzo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot viaggiano in generale rialzo. A livello di fondamentali, in Argentina resta la siccità; secondo Commodity Weather Group, le piogge stimate saranno troppo limitare per ridare fiato alle piantagioni. Nemmeno nella parte meridionale delle Grandi Pianure Usa il clima secco sembra destinato a finire. Nella parte settentrionale invece è attesa la neve.

I future dei semi di soia con scadenza a maggio viaggiano in aumento di 1 centesimo e mezzo, lo 0,15%, a 10,23 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto dell'olio di soia con scadenza a maggio scivola di 13 punti, lo 0,41%, a 31,65 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a maggio guadagna 2,4 dollari, lo 0,65%, a 369,10 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a marzo sale di 1 centesimo, lo 0,27%, a quota 3,67 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a marzo è in ribasso di 3 centesimi e un quarto, lo 0,69%, a quota 4,70 dollari e mezzo a bushel.

Petrolio annulla le perdite e torna sopra i 59 dollari al barile dopo scorte

Il petrolio al Nymex ha annullato le perdite dopo un aumento più contenuto delle stime delle scorte settimanali in Usa, salite comunque per la terza volta di fila. Il contratto a marzo cede lo 0,08% a 59,14 dollari al barile; prima del dato si era spinto a 58,20 dollari al barile.

A sostenere i prezzi sono anche le parole del ministro saudita dell'Energia, secondo cui i produttori di petrolio parte e no dell'Opec che dal gennaio 2017 alla fine del 2018 si sono impegnati a ridurre la produzione preferirebbero continuare a farlo piuttosto che abbandonare l'intesa storica prima del previsto. Parlando alla stampa da Riad, Khalid al-Falih ha detto che "è prematuro" discutere di un'uscita dall'accordo siglato dall'Opec e da nazioni che non ne fanno parte come la Russia. I loro sforzi rischiano di essere compromessi dal boom dello shale oil americano, che potrebbe permettere agli Usa di superare Arabia Saudita e Russia diventado quest'anno il principale produttore al mondo di greggio e che rischia di creare le condizioni che portarono al crollo dei prezzi nel 2014. L'avvertimento è stato lanciato ieri dall'Agenzia internazionale dell'energia, che ha comunque rivisto leggermente al rialzo le stime sulla domanda sulla scia del buon andamento dell'economia globale.

Usa: DoE, scorte settimanali petrolio +1,841 mln brl, sotto delle stime

Nella settimana conclusa il 9 febbraio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate per la terza volta di fila ma meno delle stime. Il dato è salito di 1,841 milioni di unità a 422,095 milioni, mentre gli analisti attendevano un aumento di 2,6 milioni, dopo il rialzo di 1,895 milioni di unità nella settimana precedente.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in rialzo di 3,599 milioni di unità a 249,073 milioni, dopo l'aumento di 3,414 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la salita di 1,4 milioni di unità prevista.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono calate di 459.000 unità a 141,367 milioni di barili, dopo l'aumento di 3,926 milioni di barili della settimana precedente; gli analisti si aspettavano un calo di 600.000 di unità.

L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 89,8%, meno del 91,1% del dato precedente e corrispondente alle attese. La produzione è arrivata a 10,27 milioni di barili al giorno.

azionario
Wall Street: indici virano in positivo nonostante timore inflazione

Dopo una partenza in calo, gli indici a Wall Street hanno virato in rialzo. E questo, nonostante un indice dei prezzi al consumo cresciuto a gennaio più delle stime, cosa che ha alimentato nuovamente i timori di un'accelerazione dell'inflazione e dunque di un numero maggiore di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Il Dow sale di 40,72 punti, lo 0,17%, a quota 24.681. L'S&P 500 aggiunge 5,6 punti, lo 0,2%, a quota 2.668,94. Il Nasdaq aggiunge 46 punti, lo 0,66%, a quota 7.059. A24-Spa

Apple ha venduto più orologi della Svizzera a fine 2017

Apple ha battuto la Svizzera consegnando più orologi della nazione simbolo di questo tipo di prodotto. Secondo dati elaborati dalla società di ricerca Canalys, l'Apple Watch ha vissuto il suo migliore trimestre negli ultimi tre mesi del 2017, cosa che conferma le indicazioni arrivate dal gruppo secondo cui in quel periodo l'orologio smart ha messo a segno un record (il numero di pezzi venduti non viene fornito da Apple). Stando a Canalys, in quei tre mesi ne ha consegnati 8 milioni portando il totale del 2017 a quota 18 milioni di pezzi. Stando a una tabella di Statista, quei dati mettono il colosso di Cupertino (California) davanti alla Svizzera e dunque a marchi come Rolex e Swatch. Ciò conferma le indicazioni del Ceo di Apple, Tim Cook, secondo cui l'Apple Watch è stato lo watch più venduto al mondo.

economia
Usa: +0,4% scorte aziendali a dicembre, sopra le stime

Le scorte aziendali in Usa a dicembre sono salite dello 0,4%, sopra le stime degli analisti per un rialzo dello 0,3%. Lo ha comunicato il dipartimento americano del Commercio, secondo cui è stato raggiunto un valore stagionalizzato di 1.902,2 miliardi di dollari. Il dato di novembre è stato rivisto a un +0,4% a 1.895,1 miliardi. Le scorte nel settore manifatturiero sono cresciute dello 0,5%, quelle retail sono aumentate dello 0,2% e quelle all'ingrosso dello 0,4%. Questi dati faranno parte della prossima stima del Pil del quarto trimestre del 2017; una lettura iniziale mostrò un'espansione dell'economia Usa del 2,6%.

Feste
Per San Valentino, gli statunitensi spenderanno 19,6 miliardi

Gli statunitensi spenderanno 19,6 miliardi di dollari per San Valentino, di cui 654 milioni in regali per i colleghi di lavoro. È il dato presentato dalla National Retail Federation, citato dalla Cnbc.

In media, gli statunitensi spenderanno 88,98 dollari per il coniuge o la persona amata/desiderata; molto più staccate le altre categorie di persone prese in considerazione: 25,29 dollari per i familiari, 7,26 dollari per gli insegnanti o i compagni di classe dei figli, 7,19 dollari per gli amici, 5,50 dollari per gli animali e, infine, 4,79 dollari per i colleghi.

Il dato complessivo si avvicina molto al record del 2016, quando gli statunitensi spesero 19,7 miliardi di dollari. A spendere di più saranno le persone tra i 25 e i 34 anni, con 202,76 dollari ciascuna.

Media: incontro tra Cbs e Viacom per valutare riunificazione

Venerdì scorso i vertici di Cbs e Viacom si sono incontrati per valutare una loro riunificazione, altro capitolo della saga riguardante l'impero mediatico del miliardario 94enne Sumner Redstone. Lo hanno riferito alcune fonti a Cnbc. Le discussioni sembrano coinvolgere Les Moonves (Cbs) e Bob Bakish (Viacom) dopo che i due gruppi - dal 2000 al 2006 sotto lo stesso tetto - avevano detto che i rispettivi consigli di amministrazione hanno creato comitati speciali per "valutare una potenziale combinazione". I due comitati non si sono ancora riuniti, dice Cnbc, ma le due aziende hanno chiesto materiale per una due diligence.

La mossa indica che Cbs e Viacom sono consapevoli che per restare competitivi in un settore media in forte trasformazione devono unire le forze per diventare più grandi. L'anno scorso Walt Disney ha siglato un accordo per l'acquisto di gran parte degli asset di 21st Century Fox, per i quali Comcast sembra tornare alla carica. AT&T sta cercando di comprare Time Warner ma il dipartimento di Giustizia ha bloccato le nozze da quasi 85 miliardi di dollari. Il tutto succede mentre servizi di video in streaming come Netflix conquistato sempre più utenti e nuovi competitor come Apple e Facebook puntano sempre di più su contenuti video.

L'anziano Redstone prese il controllo di Viacom nel 1987 attraverso National Amusements, catena privata di cinema avviata da suo padre che controlla l'80% delle azioni con potere di voto di Viacom e Cbs. Successivamente acquis" Cbs nel 2000 in un affare da quasi 40 miliardi di dollari. Redstone aveva separato le due società nel 2006 alla luce dell'incertezza che aleggiava sul futuro delle due aziende. Nel settembre 2016 Redstone e sua figlia, Shari Redstone, avevano chiesto la riunificazione di Cbs e Viacom dopo un anno tumultuoso in cui l'amministratore delegato di Viacom, Philippe P. Dauman, era stato cacciato. Tre mesi dopo i piani saltarono.

Il titolo Cbs cede lo 0,9% e quello di Viacom sale dello 0,6%.

azionario
Wall Street: apertura in calo, l'inflazione torna a preoccupare

La seduta a Wall Street è iniziata in calo con l'inflazione che torna a preoccupare gli investitori.

L'indice dei prezzi al consumo a gennaio è cresciuto dello 0,5% su dicembre, massimi di cinque mesi e più dello 0,4% atteso. Il dato "core", ovvero quello depurato dalle componenti volatili dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è salito dello 0,3%, più dello 0,2% previsto dagli analisti. Su base annuale il dato generale è aumentato del 2,1% rispetto al gennaio 2016 e oltre il +1,9% del consensus.

Come se non bastasse, le vendite al dettaglio sono inaspettatamente calate il mese scorso dello 0,3%, il calo maggiore da 11 mesi.

Chiaramente, gli operatori di borsa temono che un aumento delle pressioni inflative possa spingere la Fed ad alzare i tassi più del previsto. Stando ai future sui Fed Funds, sono in aumento le probabilità che nell'anno in corso ci siano quattro strette, una in più di quelle previste fino ad ora dalla banca centrale Usa. Le nuove previsioni arriveranno alla fine della riunione della Fed del 21 marzo, la prima con al comando il neo governatore Jerome Powell. In quell'occasione, il successore di Janet Yellen parlerà per la prima volta con la stampa.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede 59 punti, lo 0,24%, a quota 24.581,5. L'S&P 500 perde 6,82 punti, lo 0,34%, a quota 2.653,84. Il Nasdaq lascia sul terreno 13,5 punti, lo 0,2%, a quota 6.999. Il petrolio a marzo al Nymex segna un -1,25% a 58,45 dollari al barile in attesa dal dato sulle scorte Usa, atteso in rialzo per la terza settimana di fila.

Economia
Fed: aumentano probabilità di 4 rialzi tassi dopo dato inflazione

Gli investitori sembrano scommettere che la Federal Reserve aumenterà il passo con cui alzerà i tassi nel 2018. E lo fanno dopo il balzo superiore alle stime dell'indice dei prezzi al consumo di gennaio. Stando ai future sui Fed Funds, usati dai trader per scommettere sulle mosse future della Fed, c'è il 23% di probabilità di quattro strette entro la fine dell'anno in corso; ieri erano al 17%.

T-Bond in calo dopo balzo inflazione, decennale verso il 2,9%

I Treasury si sono indeboliti dopo la diffusione dell'indice dei prezzi al consumo, a gennaio cresciuto più delle stime. Ciò cementa le preoccupazioni di pressioni inflative in aumento, che potrebbero spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto.

Il dato, salito mensilmente a gennaio dello 0,5% contro attese per un +0,4%, non preoccupa ING, che in vista del dato aveva detto che un indice forte potrebbe anticipare eventuali strette della Fed ma farà poco per cambiare il livello finale a cui i tassi saranno portati.

Per il momento, stando ai future sui Fed Funds, c'è oltre il 50% di probabilità di tre strette da parte della Fed nel 2018.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,868% dal 2,837% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,601%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,151%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento al 2,60%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,131%.

azionario
Wall Street: future virano in forte calo, inflazione torna a preoccupare

I future a Wall Street hanno immediatamente annullato i loro rialzi non appena c'è stata la diffusione dell'indice dei prezzi al consumo, che ha confermato i timori di pressioni inflative in aumento. I contratti sono in pesante calo. Gli investitori tornano a domandarsi se la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse più delle tre volte previste nel 2018.

A gennaio l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% su base mensile dopo il rialzo dello 0,1% di dicembre. Le stime erano per un aumento dello 0,4%. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,3%, più dello 0,2% atteso dagli analisti. Su base annuale il dato generale è in aumento del 2,1% rispetto al gennaio 2016 e oltre il +1,9% del consensus.

Come se non bastasse le vendite al dettaglio il mese scorso sono inaspettatamente calate.

I future del Dow cedono 322 punti, l'1,31%; quelli dell'S&P 500 perdono 34,25 punti, l'1,3%; quelli del Nasdaq segnano un -81,5 punti, l'1,24%. Il petrolio a marzo al Nymex segna un -1,45% a 58,33 dollari al barile.

Usa: -0,3% vendite al dettaglio a gennaio, peggio delle stime

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a gennaio sono inaspettatamente calate dopo essere salite per quattro mesi consecutivi; con dicembre si era chiuso l'anno migliore dal 2014. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio americano, è calato dello 0,3% su base mensile, dopo una performance invariata del mese precedente (dato rivisto da un +0,4%). Il dato di gennaio è peggiore delle stime, che erano per un +0,2%, e corrispondente al calo maggiore da 11 mesi. Escludendo le vendite di veicoli e carburanti il dato generale è sceso dello 0,2% il mese scorso contro previsioni per un +0,5%. Nel mese le vendite di auto sono scese dell'1,3%. Su base annuale le vendite al dettaglio sono salite del 3,6%. Le spese per consumi rappresentano un'ampia parte, circa il 70%, del prodotto interno lordo degli Stati Uniti, che è a sua volta un termometro dell'andamento dell'economia del Paese.

Economia
Usa: +0,5% prezzi al consumo a gennaio, sopra le stime

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti a gennaio per il sesto mese di fila e a un passo superiore alle stime. Il dato è destinato a innervosire i mercati, che già temevano un aumento dell'inflazione e dunque una Federal Reserve meno accomodante del previsto.

Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% su base mensile dopo il rialzo dello 0,1% di dicembre. Le stime erano per un aumento dello 0,4%. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,3%, più dello 0,2% atteso dagli analisti.

Su base annuale il dato generale è in aumento del 2,1% rispetto al gennaio 2016 e oltre il +1,9% del consensus mentre il dato "core" è in aumento dell'1,8% rispetto a un anno prima, sotto il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%, e sotto le attese per un +1,7%.

Il mese scorso i prezzi dell'energia sono cresciuti del 3% rispetto al mese precedente, mentre quelli di generi alimentari sono saliti dello 0,2%. Da segnalare che i salari medi settimanali sono scesi dello 0,8%.

Finanza
Bitcoin corre sopra i 9.000 dollari (+9%), Corea del Sud fa marcia indietro

Bitcoin sta correndo consolidandosi sopra i 9.000 dollari. Su Coinbase, la criptovaluta sale del 9% a 9.300 dollari. Il rally è reso possibile dalla Corea del Sud, dove il governo ha fatto una sorta di marcia indietro.

Seul consentirà agli exchange di valute digitali di continuare a operare nella nazione. In un video pubblicato sul sito della presidenza, il ministro per il coordinamento delle politiche governative Hong Nam-ki ha detto che il Paese si concentrerà sulla trasparenza piuttosto che sulla messa al bando degli exchange di criptovalute, ipotesi ventilata a dicembre.

I commenti di Hong rappresentano la risposta formale a una petizione contraria alla messa al bando delle piattaforme di criptovalute. "Al momento, il governo dà priorità alla trasparenza delle transazioni di valute virtuali nell'ambito delle leggi attuali", che per altro dal mese in corso impediscono account anonimi di traiding.

azionario
Wall Street: future in rialzo aspettando dato inflazione

I future a Wall Street sono in rialzo a meno di mezz'ora della diffusione dell'indice dei prezzi al consumo di gennaio, lo stesso mese in cui stando all'ultimo rapporto sull'occupazione Usa i salari orari sono cresciuti su base annuale del 2,9%, il balzo maggiore dal 2009.

Quel dato, diffuso il 2 febbraio scorso, mandò in tilt i mercati finanziari. L'azionario Usa ha saputo stabilizzarsi negli ultimi tre giorni, chiudendo in positivo, ma il timore di un'accelerazione dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante è rimasto. Il dato di oggi potrebbe essere determinante nel cementare o meno quel timore.

Per gli esperti di analisi tecnica, la media mobile a 200 giorni dell'S&P 500 - rotta al ribasso a livello intraday venerdì scorso e testata per la prima volta dal novembre 2016 - rappresenta un supporto chiave.

I future del Dow salgono di 118 punti, lo 0,48%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 9,75 punti, lo 0,37%; quelli del Nasdaq aggiungono 28,5 punti, lo 0,43%. Il petrolio a marzo al Nymex scivola dello 0,76% a 58,74 dollari al barile in attesa del dato sulle scorte settimanali Usa, viste in rialzo per la terza volta di fila.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 9 febbraio alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: +0,7%.

Indice dei prezzi al consumo per il mese di gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente mensile: +0,1%. Consensus: +0,4%. Componente core. Precedente: +0,3%. Consensus: +0,2% Precedente annuale: +2,1%. Consensus: +1,9%. Componente core annuale: precedente +1,8%. Consensus: +1,7%.

Vendite al dettaglio per il mese di gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,2%.

Scorte aziendali per il mese di dicembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,3%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 9 febbraio alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: +1,895 milioni di barili a 420,254 milioni di barili. Consensus: +2,6 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +3,414 milioni di barili a 245,474 milioni di barili. Consensus: +1,4 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: +3,926 milioni di barili a 141,826 milioni di barili. Consensus: -600.000 barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 92,5%. Consensus: 91,1%.


Appuntamenti societari

Trimestrale Molson Coors Brewing alle 7 (le 13 in Italia). Trimestrale Hilton prima dell'apertura dei mercati. Trimestrali di Cisco, Hyatt Hotels, Liberty Global, Marathon Oil, Marriott, SunPower, TripAdvisor dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Steven Mnuchin, il segretario americano al Tesoro, testimonia alla commissione Finanza del Senato sulla proposta di budget per il 2019.

Wall Street
Euro stabile a 1,2356 dollari, biglietto verde in ribasso a 107,45 yen

Euro stabile a 1,2356 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata ra 1,0494 e 1,2536 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,34% a 107,45 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 106,84 e i 115,51 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.334 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,27% a 1.334 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.218,50 e i 1.370,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 58,81 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,64% a 58,81 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,91 e i 66,66 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici azionari statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,46%, lo S&P sale dello 0,39%, il Nasdaq cresce dello 0,42%.

Gli indici a Wall Street hanno chiuso ieri la terza seduta di fila in rialzo, ma con meno slancio rispetto al rally di venerdì e lunedì scorsi. Arrivato a perdere fino a 180 punti e a guadagnarne 104 punti, il Dow ne ha aggiunti 39,18 punti, lo 0,16%, a quota 24.640,45. L'S&P 500 è aumentato di 6,94 punti, lo 0,26%, a quota 2.662,94. Il Nasdaq Composite è salito di 31,55 punti, lo 0,45%, a quota 7.013,51. Il petrolio a marzo al Nymex è scivolato dello 0,2% a 59,19 dollari al barile alla vigilia del dato sulle scorte Usa, viste in rialzo per la terza volta di fila.