Wall Street, attenzione rivolta sempre ai rapporti Usa-Cina

Il presidente Trump continua ad attaccare la Cina su Twitter

azionario
Wall Street ribalza all'indomani del sell-off

Wall Street ha chiuso la seduta un rialzo all'indomani del peggiore sell-off del 2019. Il balzo odierno non è bastato a recuperare tutte le perdite di ieri, quando il Dow Jones Industrial Average aveva ceduto 617 punti. Oggi l'indice delle 30 blue chip è arrivato a guadagnarne 363 per poi finire in aumento di 207 punti circa, lo 0,8%, a quota 25.532. Per i tre principali listini, quella odierna è stata la terza seduta del mese di maggio in rialzo.

Tra gli investitori è tornata la speranza che Usa e Cina riescano alla fine a raggiungere un accordo commerciale che solo ieri sembrava impossibile. Oggi il presidente americano, Donald Trump, ha confermato che le due nazioni continuano a trattare e che un'intesa è "assolutamente" raggiungibile. Sullo sfondo resta comunque lo spettro di altri dazi del 25% su ulteriori 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

L'S&P 500 è salito dello 0,8% a quota 2.834,41. Il Nasdaq Composite è aumentato dell'1,14% a quota 7.734,49.

materie prime
Il petrolio chiude in rialzo a NY con tensioni geopolitiche

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in rialzo grazie a due fattori: rinnovate speranze in un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina e tensioni geopolitiche che chiamano in causa Arabia Saudita e Iran. Il contratto giugno al Nymex è salito di 74 centesimi, l'1,2%, a quota 61,78 dollari al barile.

Sul primo fronte, il presidente americano, Donald Trump, ha detto che un'intesa commerciale tra le due maggiori potenze economiche al mondo "è assolutamente" possibile.

Sul secondo, l'Arabia Saudita oggi ha detto di avere fermato un oleodotto lungo 1.200 Km dopo che due stazioni petrolifere sono state colpite da droni, un attacco rivendicato dai ribelli Houthi in Yemen. Si tratta del secondo attacco dopo quello avvenuto domenica scorsa a danno di due sue petroliere vicino allo Stretto di Hormuz, un crocevia da cui passa quasi un terzo del petrolio mondiale. Washington e Riad accusano Teheran di fornire armi, missili e droni agli Houthi, una tesi respinta dall'Iran (che ha preso le distanze anche da quanto successo nel fine settimana).

Dal punto di vista iraniano, gli Usa sembrano volere un conflitto con l'Iran (da cui un anno fa hanno preso le distanze ritirandosi dallo storico accordo sul nucleare siglato nel 2015 dalle principali potenze mondiali inclusa l'America di Barack Obama). "Non cerchiamo la guerra con l'Iran, ma se i nostri interessi vengono compromessi, risponderemo in modo vigoroso", ha detto oggi il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, durante una conferenza stampa con Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, da Sochi, in Russia. Per Teheran, a volere lo scontro sono i falchi dell'amministrazione Trump tra cui il consigliere della Sicurezza nazionale John Bolton, oltre al premier israeliano Benjamin Netanyahu, al principe erede al trono saudita Mohammed bin Salman e quello degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed (il cosiddetto "B-Team").

azionario
Wall Street allunga il passo dopo le parole di Trump, Dj +1,3%

Partiti in leggero rialzo, gli indici a Wall Street non hanno fatto altro che accelerare e hanno raggiunto il top di giornata. La spinta ulteriore è stata data dalle parole di Donald Trump, secondo cui un accordo commerciale tra Usa e Cina può essere "assolutamente" raggiunto e che le dispute recenti a colpi di dazi sono solo "battibecchi". Peccato che ieri gli indici a Wall Street abbiano registrato la giornata peggiore dell'anno e le borse mondiali abbiano bruciato mille miliardi di dollari di capitalizzazione temendo una guerra commerciale. Sia a Washington sia a Pechino è stato detto che i negoziati commerciali continuano e questo nonostante venerd" scorso il governo americano abbia alzato al 25% i dazi adottati lo scorso settempre su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi e nonostante ieri l'amministrazione cinese abbia reagito aumentando a sua volta i dazi al 25% su 60 miliardi di dollari di importazioni americane (dal prossimo primo giugno). Forse se ne riparlerà a fine giugno, quando Trump vedrà il presidente cinese Xi Jinping durante i lavori del G20 in Giappone.

Il DJIA sale dell'1,3% a 25657. L'S&P 500 aumenta dell'1,3% a 2.848,6. Il Nasdaq Composite avanza dell'1,6% a 7.767 punti. Il petrolio a giugno al Nymex corre dell'1,65% a 62,05 dollari con le tensioni geopolitiche riguardanti Arabia Saudita e Iran.

commercio
Trump: accordo Usa-Cina "può assolutamente esserci"

Un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina "può assolutamente esserci". Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, parlando alla stampa fuori dalla Casa Bianca. Il leader statunitense ha definito "straordinaria" la sua relazione con il presidente cinese, Xi Jinping.

Trump ha aggiunto che i negoziati "non sono saltati", che gli scontri recenti sono "un bisticcio" e che il dialogo tra le due nazioni "è molto buono". Il presidente Usa ha insistito nel dire che la Cina ha fatto saltare un accordo ormai a portata di mano, cosa che la nazione asiatica ha smentito. Ieri Pechino ha annunciato che dal primo giugno prossimo alzerà al 25% dal 5-10% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni statunitensi. La mossa è una risposta all'aumento adottato venerdì scorso dei dazi (passati al 25% dal 10%) che Washington ha imposto lo scorso settembre su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. L'amministrazione Trump ieri sera ha pubblicato la lista di articoli su cui potrebbe imporre dazi del 25% su altri 300 miliardi di dollari circa di importazioni cinesi.

Uber rimbalza dopo due sedute di vendite

Dopo due sedute in calo, Uber rimbalza. L'azienda che venerd" scorso aveva debuttato al Nyse all'insegna del sell-off (-7,6%) e che ieri aveva continuato a frenare (-10,8%), sta recuperando un po' del terreno perso. Oggi il titolo ha iniziato gli scambi in rialzo del 3,5% a 38,5 dollari. L'azione resta lontana dal prezzo di collocamento a 45 dollari e dai 42 dollari a cui aveva debuttato al Nyse venerdì scorso. Venerd" scorso l'azienda valeva 69,7 miliardi. Ora la capitalizzazione è di 63,3 miliardi.

Wall Street rimbalza all'indomani di un sell-off

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo all'indomani del peggiore sell-off del 2019. Rispetto a ieri, nulla è cambiato nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, peggiorate dalla settimana scorsa quando Washington ha prima accusato Pechino di essersi tirata indietro rispetto a impegni già presi per siglare un accordo commerciale e poi, venerdì, ha alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Ieri la Cina ha reagito annunciando un aumento al 25% di dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni statunitensi, effettivo dal primo giugno.

Inoltre, ieri sera l'amministrazione Trump ha pubblicato l'elenco di prodotti cinesi per circa 300 miliardi di dollari su cui potrebbe imporre altri dazi del 25%. Il presidente americano, Donald Trump, ha confermato che vedrà Xi Jinping al G20 in Giappone di fine giugno e nel frattempo ha sostenuto che se la Federal Reserve tagliasse i tassi, la guerra commerciale sarebbe vinta facilmente.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA avanza dello 0,4% a quota 25.385. L'S&P 500 cresce dello 0,5% a 2.821. Il Nasdaq Composite cresce dello 0,77% a quota 7.371. Il petrolio a giugno al Nymex avanza dello 0,7% a 61,47 dollari al barile.

intrattenimento
Disney prende il controllo operativo di Hulu, tra 5 anni comprerà quota Comcast

Le uniche due aziende rimaste a controllare la piattaforma di video in streaming Hulu, hanno trovato un accordo sulla proprietà e sulla gestione. In un comunicato congiunto, Walt Disney e Comcast hanno annunciato che la prima prenderà il totale controllo operativo di Hulu "con effetto immediato". In cambio, le due aziende hanno siglato un accordo "put/call" riguardante la proprietà della quota del 33% che NBCUniversal (divisione di Comcast) ha in Hulu.

In pratica, non prima del gennaio 2024 Comcast potrà chiedere a Disney di comprare quella quota e Disney potrà chiedere a NBCUniversal di venderla alla stessa Disney al valore di mercato di quel momento. Un tale valore verrà determinato da esperti indipendenti, si legge nel comunicato, ma "Disney ha garantito un prezzo di vendita per Comcast che rappresenta un valore minimo totale di Hulu di 27,5 miliardi".

Il colosso dell'intrattenimento simboleggiato da Topolino aveva aumentato la sua quota in Hulu grazie all'acquisto degli asset dell'intrattenimento di 21st Century Fox. Il 16 aprile scorso AT&T aveva venduto per 1,43 miliardi di dollari la sua partecipazione del 9,5% in Hulu alla joint venture che controlla il servizio di video in streaming. In base all'accordo odierno, Comcast e Disney finanzieranno insieme l'acquisto di quella quota.

commercio
Trump: se Fed tagliasse i tassi, per Cina sarebbe "game over"

Donald Trump torna a suggerire alla Federal Reserve di tagliare i tassi mentre gli Stati Uniti sono protagonisti di tensioni commerciali con la Cina. In uno dei suoi tweet mattutini, il 45esimo presidente americano ha scritto: "La Cina inietterà denaro nel suo sistema e probabilmente taglierà i tassi, come sempre, per compensare il business che sta perdendo e che perderà. Se la Federal Reserve dovesse mai fare altrettando, sarebbe game over, vinciamo! In ogni caso, la Cina vuole un accordo!".

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi all'importazione per il mese di aprile alle 8:30 (le 14:30 in Italia).


Appuntamenti societari

Trimestrale di Ralph Lauren alle 8 (le 14 in Italia).

Trimestrali di Aurora Cannabis e Tilray dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, parla alle 9:15 in Italia da Zurigo (Svizzera). Esther George, presidente della Federal Reserve di Kansas City, parla alle 12:45 (le 18:45 in Italia).