Wall Street, svanisce l'ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Pechino vuole approfondire alcune questioni prima di firmare la 'fase uno' dell'accordo

Wall Street chiude in lieve ribasso su dubbi per accordo Usa-Cina

Gli indici a Wall Street hanno terminato la seduta in lieve ribasso alla vigilia della pubblicazione dei conti della stragrande maggioranza delle grandi banche Usa. A pesare sugli indici sono le incertezze sull’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina annunciato lo scorso venerd" dal presidente americano Donald Trump. Da ‘sostanziale’, l’accordo è ora caratterizzato come un’intesa ‘di principio’. Stando a Bloomberg, i cinesi vorrebbero un ulteriore round di negoziati e maggiori rassicurazioni sulla rimozione dei dazi che dovrebbero entrare in vigore il prossimo dicembre. A pesare sono anche le persistenti incertezze sulla crescita globale dopo la pubblicazione di deludenti dati sulle esportazioni. I volumi sono stati ridotti su Wall Street a causa del Columbus Day (o Indigenous People’s Day) che ha tenuto il mercato dei T-bond chiuso. Il petrolio sul Nymex ha perso 1,11 dollari, il 2,0%, a 53,59 dollari a barile sull’emergere dei dubbi sull’accordo tra Pechino e Washington. Il DJIA ha perso 29,30 punti, lo 0,11%, a quota 26.787,36. L’S&P 500 ha chiuso in ribasso di 4,12 punti, lo 0,14%, a quota 2.966,15. Mentre il Nasdaq Composite ha ceduto 8,39 punti, lo 0,10%, a quota 8.048,65.

Facebook, anche Booking lascia valuta digitale Libra

Anche Booking volta le spalle a Libra. L’azienda statunitense di prenotazioni online segue l’esempio di Visa, MasterCard, Stripe, Mercado Pago ed eBay e abbandona il progetto di valuta digitale di Facebook. Come gli altri soci fondatori, anche Booking teme infatti ripercussioni negative da parte dei regolatori americani ed internazionali che sono preoccupati della possibilità che la nuova valuta rischia di minare la stabilità finanziaria globale, mettendo a rischio la privacy degli utenti e facilitando il riciclaggio di denaro. I fondatori dell’associazione che sarà responsabile della gestione della moneta virtuale sono riuniti oggi a Ginevra per la firma di uno statuto.

Commercio
Mnuchin: accordo di base con Cina, presto parlerò di nuovo con Liu

Il segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, ha detto che la prossima settimana, insieme al rappresentante per il Commercio, Robert Lighthizer, parlerà con il vicepremier cinese, Liu He, per un accordo commerciale tra i due Paesi. Parlando alla Cnbc, Mnuchin ha detto che l'aumento dei dazi previsto a dicembre scatterà il 15 del mese, se non sarà firmato un accordo. La Cina vuole nuovi colloqui prima di firmare un'intesa con Washington, dopo i segnali positivi della scorsa settimana. Mnuchin ha espresso ottimismo per il raggiungimento di un accordo: "Abbiamo fatto progressi significativi la scorsa settimana, abbiamo un accordo di base". "Mi aspetto che avremo un accordo" ha aggiunto, ricordando che l'intesa prevede che Pechino acquisti tra i 40 e i 50 miliardi di dollari in prodotti agricoli: "Un grande accordo per i nostri agricoltori"; nel 2017, gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi sono stati pari a 24 miliardi. Venerdì, Trump ha annunciato che è stato raggiunto un accordo parziale con la Cina, la cosiddetta 'fase uno', anche se i funzionari di entrambi gli Stati hanno detto che c'è ancora del lavoro da fare.

Commercio
Cina vuole altri colloqui prima di firma intesa con Usa (Bloomberg)

La Cina vuole ulteriori colloqui prima di firmare la cosiddetta 'fase uno' dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti, annunciato venerdì dal presidente statunitense Donald Trump. A sostenerlo è Bloomberg, che cita fonti a conoscenza della questione, secondo cui il vicepremier Liu He potrebbe guidare una delegazione cinese negli Stati Uniti entro la fine del mese per discutere dei dettagli della 'fase uno'. La Cina, secondo le fonti, vuole che Trump elimini anche il previsto aumento dei dazi a dicembre, dopo quello di ottobre. Venerd", Trump ha annunciato che è stato raggiunto un accordo parziale con la Cina, anche se i funzionari di entrambi gli Stati hanno detto che c'è ancora del lavoro da fare; l'accordo parziale, che copre agricoltura, valuta e alcuni aspetti della proprietà intellettuale, rappresenta un primo passo verso la fine della guerra commerciale iniziata 15 mesi fa. Secondo molti analisti, si tratta più di una "tregua temporanea" che di un reale accordo commerciale.

Usa-Turchia
Trump: "Grosse sanzioni in arrivo per la Turchia"

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato su Twitter che "grosse sanzioni sono in arrivo per la Turchia!". Trump ha ribadito che "non entreremo in un'altra guerra tra persone che si combattono da oltre 200 anni. L'Europa ha avuto la possibilità di prendere i prigionieri dell'Isis, ma non voleva affrontarne i costi. 'Lasciate che paghino gli Usa', dicevano". Poi, il presidente ha ribadito che "le guerre interminabili finiranno!". "Davvero le persone pensano che dovremmo andare in guerra contro la Turchia, che è un membro della Nato?" ha concluso Trump.

Wall Street
La giornata a Wall Street

Dati macroeconomici

Non verrà pubblicato alcun dato in occasione del Columbus Day (o Indigenous People’s Day).


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Nulla da segnalare.