Wall Street aspetta indicazioni dalla Fed

Tra oggi e i prossimi giorni, attesi i discorsi di sette dirigenti della Federal Reserve

Wall Street
Ieri chiusura in rosso. Ge e dati cinesi pesano sulla borsa americana

Ieri Wall Street ha chiuso in rosso, mettendo a segno la seconda giornata di fila sotto la parità. Come luned" anche ieri è stata General Electric a trascinare la borsa americana in basso, dopo aver deluso i suoi investitori con la pubblicazione del piano industriale e la decisione di tagliare i dividendi del 50%. Ge ha raggiunto il minimi del 2011 e ha bruciato più del 10% in due giorni, terminando in ribasso del 5,2%.

Ma a preoccupare Wall Street sono anche i possibili ritardi della riforma fiscale americana promessa da Donald Trump, che potrebbe vedere slittare la parte dedicata alle aziende al 2019: il taglio delle tasse sulle aziende è molto atteso e dovrebbe passare dall'attuale 35% al 20%. Tuttavia non c'è un accordo tra Senato e Camera: il primo vorrebbe aspettare il 2019, mentre la seconda intende applicare da subito la riduzione sulla pressione fiscale al mondo dell'industria americana.

Infine gli indici americani hanno subito le pressioni dei dati macroeconomici cinesi: Pechino ha pubblicato i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale, senza battere le stime degli analisti. Il DJIA è sceso di 30,23 punti, lo 0,13%, a quota 23.409,47. L'S&P 500 ha perso 5,97 punti, lo 0,23%, a quota 2.578,87. Il Nasdaq Composite è sceso di 19,72 punti, lo 0,29%, a quota 6.737,87. Il contratto del petrolio a dicembre quotato a New York ha chiuso in ribasso del 2% a 55,70 dollari al barile.

A livello societario, come dicevamo anche ieri è continuato il crollo di General Electric (-5,89%). AirBnb ha messo a segno conti positivi, con ricavi in rialzo di oltre il 50%. TJX Companies (-3,99%), il proprietario del outlet TJ Maxx, ha messo a segno conti in linea con le attese, anche se ha deluso il mercato nelle previsioni per i prossimi mesi. Sempre ieri Berkshire Hathaway (-0,6%) ha acquistato nuove azioni di Apple (-1,5%), prima che il colosso facesse l'ultimo grande balzo, e ha venduto una parte delle sue partecipazioni in IBM (+0,3%).

Petrolio: chiude a NY -2% a 55,70 dollari al barile. Preoccupa la domanda globale e rialzo produzione Usa

Il contratto del petrolio a dicembre quotato a New York ha chiuso in ribasso del 2% a 55,70 dollari al barile. A condizionare l'andamento del greggio è da una parte l'annuncio del governo americano di voler alzare la produzione di shale oil anche a dicembre, per il dodicesimo mese di fila.

Al contrario la International Energy Agency ha tagliato le stime sulla domanda di greggio per quest'anno e il prossimo, dando come motivazione un aumento delle temperature a livello mondiale e una produzione in aumento da parte dei Paesi esterni all'Opec.

Ge: continua in rosso a Wall Street. Perde il 6,8%

Il titolo di General Electric continua a perdere quota a Wall Street. Dopo aver chiuso ieri ai minimi dell'Aprile 2009, oggi continua in ribasso con perdite di quasi il 7%.

Il gruppo pubblicando il suo piano industriale ha deluso gli investitori: ci sarebbero tagli al personale in vista e ha diminuito i dividendi del 50%.

Questa mattina l'amministratore delegato, John Flannery, ha detto che non è stupito dalle perdite in borsa: "Abbiamo deluso i nostri investitori", ha detto in una intervista a Cnbc. Poi ha ricordato di conoscere bene il gruppo e controllare completamente la situazione.

Petrolio
Wti a picco dopo revisione stime Aie, -2,5% a 55,30 $/barile

Brusco calo del petrolio, che al Nymex già cedeva più del 2,5%, è arrivato a perdere più del 2,7% e si è assestato ora attorno a un -2,6%. Pesa il fatto che l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha tagliato le previsioni di crescita della domanda di greggio per il 2017 e 2018 a causa di temperature moderate e del rialzo dei prezzi.

Al momento i future con scadenza a dicembre arretrano, che appunto erano arrivati a perdere il 2,78% a 55,18 dollari al barile, limano leggermente in cali e sceondono del 2,63% a 55,27 dollari al barile. La crescita della domanda è stata rivista al ribasso di 0,1 milioni di barili al giorno nei due anni: dovrebbe raggiungere 97,7 milioni di barili al giorno nel 2017 e 98,9 milioni nel 2018.

Casa Bianca valuta vice presidenza Fed a Mohamed El-Erian

La Casa Bianca sta valutando la possibilità di nominare come vicepresidente della Fed Mohamed El-Erian. Lo scrive Dow Jones che cita fonti interne, sottolineando che il processo di scelta è iniziato dopo la nomina di Jerome Powell, all'inizio del mese.

L'amministrazione Trump si starebbe focalizzando su una figura con una forte esperienza in politica monetaria, per il posto di vice di Powell e ci sarebbero diversi candidati. El-Erian è attualmente capo dei consiglieri economici di Allianz. E' stato amministratore delegato di Pacific Investment Management, che aveva lasciato in rotta con Bill Gross. Il prossimo vice andrà a coprire la posizione di Stanley Fischer, che ha annunciato le sue dimissioni.

Economia
Usa: debito famiglie III trim +0,9% a 12.955 mld $, mai così alto

Il debito delle famiglie americane è cresciuto nel terzo trimestre del 2017 ai massimi storici, aggiornando ulteriormente al rialzo i record dei due trimestri precenti, che già avevano superato i livelli toccati durante la crisi finanziaria del 2008. Come emerge dal rapporto stilato trimestralmente dalla Federal Reserve di New York, nel periodo tra luglio e settembre il dato è aumentato dello 0,9%, a 12.955 miliardi di dollari, il tredicesimo rialzo trimestrale consecutivo e appunto una cifra mai toccata prima.

Tra il 2008 e il 2013 il debito era calato del 12%, ma ha poi ricominciato a salire: complessivamente, rispetto ai minimi di quattro anni fa, il rialzo è stato del 16%. Come percentuale del Pil, il debito delle famiglie è pari al 66%, contro il picco dell'87% dell'inizio del 2009. Per quanto riguarda la composizione del debito, più di due terzi del totale sono mutui (8.743 miliardi di dollari, 52 miliardi in più rispetto al secondo trimestre), le linee di credito home-equity sono calate di 4 miliardi a 448 miliardi, i prestiti per l'acquisto di auto sono saliti di 23 miliardi a 1.213 miliardi e i prestiti agli studenti sono cresciuti di 13 miliardi a 1.357 miliardi. La Fed di New York ha inoltre fatto notare che il 4,9% del debito totale era in ritardo con i rimborsi.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

Andamenti in modesto ribasso in avvio di seduta per i cereali quotati al Chicago Board of Trade. I volumi di contratti che passano di mano sono relativamente bassi, con gli investitori che, come già era successo durante le contrattazioni overnight, preferiscono la cautela in attesa di notizie in grado di orientare con più decisione il mercato. Nelle ultime settimane, infatti, i fondamentali non sono sostanzialmente cambiati e, quindi, anche i prezzi sono rimasti abbastanza stabili. Si guarda in particolare ai dati finali sul raccolto, ormai completato in ampie parti degli Stati Uniti. In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in ribasso, sulla stessa traiettoria del comparto della soia.

In particolare, i future del mais a dicembre calano di un centesimo e mezzo a 3,40 dollari a bushel, mentre quelli a marzo sono in ribasso di un centesimo e un quarto a 3,53 dollari a bushel. I contratti del frumento a dicembre lasciano sul campo un centesimo e un quarto a 4,25 dollari a bushel. Andamenti in discesa anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a gennaio calano di tre quarti di centesimo a 9,73 dollari a bushel, mentre quelli a marzo scendono di tre quarti di centesimo a 9,84 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre perde 10 centesimi a 311,40 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre scivolano di 17 punti a 34,16 centesimi al pound.

Usa
Poste Usa ancora in difficoltà, in anno fiscale 2017 rosso da 2,7 mld $

Da tempo in forte difficoltà, lo United States Postal Service (Usps) ha chiuso in rosso un altro anno fiscale, ma hanno mostrato qualche segnale di miglioramento. Nel 2017 le Poste americane hanno riportato perdite nette per 2,7 miliardi di dollari, in progressivo calo dai 5,1 miliardi di due anni fa, ma il fatturato è calato del 2,6% a 69,6 miliardi.

Le Poste hanno segnalato che il volume di posta consegnata è diminuito di 5 miliardi di buste, il 3,6% in meno rispetto al 2016, mentre il volume di pacchi consegnati è salito dell'11,4%, ovvero di 589 milioni, grazie alla crescita dell'e-commerce. Le spese operative si sono attestate a 72,2 miliardi di dollari nell'anno fiscale. L'Usps ha segnalato di non essere stato in grado di effettuare nessuno dei pagamenti dovuti al Governo alla fine dell'anno fiscale.

Economia
Fed: Bullard (Fed St. Louis) fuori dal coro, rialzo tassi a dicembre non serve

Un rialzo dei tassi di interesse a dicembre non serve, perché è improbabile che l'inflazione si riporti nel breve termine verso il target considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%. E' di questa idea il governatore della Fed di St. Louis James Bullard, una delle colombe della politica monetaria americana e una voce fuori dal coro rispetto alla maggioranza di economisti e osservatori, che considera probabile un giro di vite durante la riunione del 12 e 13 dicembre.

La stessa Banca centrale americana ha anticipato tre rialzi del costo del denaro nel 2017, ovvero un altro entro fine anno dopo quelli di marzo e giugno. "I dati sull'inflazione nel 2017 hanno sorpreso al ribasso e questo mette in discussione l'idea che torneranno presto verso i target", ha detto Bullard, spiegando che, di conseguenza, "l'attuale livello dei tassi è appropriato, anche considerando i dati macroeconomici". Secondo il governatore, inoltre, i segnali di minore stress sui mercati finanziari non sono rilevanti ai fini della politica monetaria: "Questi indici hanno un'asimmetria importante: un alto stress è associato con una debolezza dell'economia, ma un basso stress non necessariamente anticipa in modo affidabile un miglioramento", ha detto.

Ge: a.d. Flannery: non sorpreso da crollo in borsa, abbiamo deluso investitori

"Non sono sorpreso dal fatto che in due giorni abbiamo perso quasi il 9%. Abbiamo deluso gli investitori". Lo ha detto l'amministratore delegato di General Electric, John Flannery, commentando il crollo del titolo del gruppo dopo che ha presentato un piano industriale poco convincente, prospettando un taglio dei dividendi del 50% e una diminuzione dei posti di lavoro. Il gruppo ieri ha chiuso la seduta a Wall Street ai minimi dell'Aprile 2009 e in questo momento viaggia in ribasso del 2,2%.

Wall Street: aperture in leggero ribasso, pesano Ge, riforma fiscale e dati cinesi

Wall Street ha aperto la seduta di marted" 14 novembre in leggero ribasso, con gli investitori che guardano i dati macroeconomici, al cattivo andamento di Ge, ma anche alla riforma fiscale, alla Fed e ai pessimi dati della Cina, che creano dubbi sulla salute dell'economica globale. Il dato sui prezzi alla produzione in ottobre è cresciuto dello 0,4%, più delle stime, segno di un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche.

La Cina invece ha pubblicato i suoi dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale, senza battere le stime degli analisti. Sul listino delle Blue Chip, pesa General Electric: la conglomerata non sembra in grado di recuperare il crollo del 7,17% di ieri, seguito alla pubblicazione del piano industriale. Gli investitori attendono inoltre indicazioni sulla riforma fiscale: il presidente Donald Trump torna ogni negli Stati Uniti al termine del suo viaggio in Asia e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha fatto sapere che non è disposto a fare marcia indietro sulla riduzione dell'aliquota corporate. Infine occhi anche su Janet Yellen: il governatore della Fed si trova a Francoforte per partecipare a un incontro con i governatori delle principali banche mondiali.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones cede 61,51 punti, lo 0,26%, a quota 23.378,19 e l'S&P 500 perde 9,82 punti, lo 0,38%, a quota 2.575,04. Il Nasdaq Composite scende di 26,79 punti, lo 0,41%, a quota 6.730,03. Il petrolio a dicembre al Nymex segna un -0,30% a 56,59 dollari al barile.

Dal punto di vista societario, Ge (-1,6%) continua a soffrire in borsa, dopo aver rivelato un piano industriale di tagli. Il titolo è stato abbassato a "outperform" e ieri il gruppo ha messo a segno la peggior chiusura dal'aprile 2009. Home Depot (+0,41%) ha pubblicato conti sopra le stime del mercato e ha alzato le previsioni di andamento per tutto l'anno. Goldman Sachs (-0,1%) ha deciso di eliminare le sue partecipazioni nella casa di produzione Weinstein Co., dopo lo scandalo sessuale che ha travolto il suo fondatore. Wal-Mart (-0,2%) ha annunciato di aprire un negozio online di vestiti stringendo un patto con l'americana Lord & Taylor, nel tentativo di competere con Amazon. AT&T (-0,5%) vuole chiedere l'apertura di una inchiesta su possibili interferenze della Casa Bianca e di Trump sul dipartimento della Giustizia, se quest'ultimo il prossimo mese dovesse bloccare l'acquisto di Time Warner, proprietaria anche di CNN.

Aziende
Bene manifatturiero Usa in primo anno Trump, anche se mancano riforme settore

Dall'elezione di Donald Trump, a novembre 2016, ad oggi, il settore manifatturiero americano ha fatto passi avanti, anche se le riforme promesse dal presidente per sostenere il comparto sono ancora di là da venire. Come riporta il Wall Street Journal, che ha sentito una serie di analisti, a sostenere il manifatturiero è stato il costante miglioramento dell'economia, negli Stati Uniti e a livello globale, cosa che ha portato a un'accelerata dell'occupazione e a un ritorno degli investimenti. "Il manifatturiero è assolutamente migliorato rispetto a un anno fa", ha detto William Strauss, economista della Federal Reserve di Chicago.

Vari indicatori, tra cui la produzione industriale, le spese, la fiducia dei consumatori e delle aziende e l'occupazione si sono attestati in rialzo, di pari passo anche con il balzo di Wall Street, che si è portata ai massimi storici. "Le condizioni macroeconomiche sono solide", ha detto Blake Moret, amministratore delegato di Rockwell Automation, che ha tra l'altro parlato di un miglioramento degli ordini e ha previsto un incremento delle vendite organiche del 6,5% nell'anno fiscale 2018, con un possibile ulteriore +2,5% in caso di indebolimento del dollaro. Anche i colossi industriale sembrano ottimisti. Caterpillar, per esempio, ha aggiunto 3.200 posti di lavoro tra marzo e settembre: "Il contesto è più favorevole alle aziende e si sta rafforzando la fiducia", ha detto il direttore finanziario Brad Halverson.

Settore farmaceutico
Gli Usa approvano la prima pillola intelligente: avverte se la prendi

Le autorità statunitensi hanno approvato la prima pillola digitale. La compressa contiene un sensore che registra quando il paziente la ingerisce; si tratta di un passo significativo verso la convergenza tra sanità e tecnologia.

La pillola è una versione dell'Abilify della Otsuka Pharmaceutical, autorizzata per il trattamento della schizofrenia, della depressione e del disturbo bipolare, che contiene un sensore sviluppato da Proteus Digital Health.

Secondo la Food and Drug Administration, l'ente che ha fornito l'autorizzazione, la capacità di registrare il momento dell'ingestione di un farmaco prescritto per le malattie mentali potrebbe essere utile "per alcuni pazienti".

Il sensore manda un messaggio a un cerotto sulla pelle, che trasmette l'informazione a un'applicazione mobile che mostra l'avvenuta ingestione del farmaco sullo smartphone. Grande quanto un granello di sale, il sensore non ha batterie e si attiva quando è bagnato dai succhi gastrici all'interno dello stomaco. Nel lungo termine, questo tipo di pillola potrebbe essere usato per pazienti con patologie cardiache o affetti da diabete.

Usa
Mnuchin: Trump non tratterà su taglio aliquota corporate, ci deve essere

Per Donald Trump l'abbassamento dell'aliquota corporate dal 35 al 20% nell'ambito della riforma fiscale non è un punto su cui si può trattare, visto che il presidente americano non è disposto a fare marcia indietro. Lo ha detto il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, durante il Wall Street Journal Ceo Council, spiegando che "è una di quelle cose a cui il presidente tiene molto".

Tutto da capire, però, come i repubblicani alla Camera e al Senato usciranno dallo stallo e arriveranno a un documento armonizzato: attualmente la versione della legge di riforma fiscale della Camera prevede il taglio già nel 2018, mentre quella del Senato lo posticipa al 2019 ed è diversa anche su una serie di altri punti (per esempio, non prevede l'abrogazione della tassa di successione ed elimina varie deduzioni delle tasse locali e statali). Mnuchin, che ha promesso "completa trasparenza" nelle stime sull'impatto della riforma sull'economia, ha ribadito che i costi del piano (circa 1.400 miliardi di dollari in dieci anni secondo le stime del Congresso), saranno bilanciati dalla più solida crescita della congiuntura.

Titoli di stato
T-bond: prezzi in rialzo, rendimenti decennali in calo al 2,393%

All'inizio della seduta di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani sono in rialzo, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in calo. Gli investitori guardano alle notizie dal fronte economico americano: i prezzi alla produzione sono cresciuti più delle stime e più tardi sono in arrivo indicazioni sul debito delle famiglie. Riflettori anche sulla Federal Reserve, con gli interventi dei governatori Robert Kaplan e James Bullard.

Il primo ha detto di prendere attivamente in considerazione un aumento dei tassi di interesse a dicembre. I rendimenti decennali, benchmark del settore, sono in calo al 2,393% contro il 2,4% della chiusura di ieri. Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,683% Titoli a 5 anni, rendimenti in discesa al 2,078%. Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 2,856%.

Borsa
Wall Street: future listini in calo dopo dato prezzi produzione Usa, Ge ancora giù

Dopo avere chiuso ieri in modesto aumento, Wall Street si avvia oggi a iniziare la seduta di scambi all'insegna dei ribassi. Gli investitori guardano alle indicazioni dal fronte macroeconomico, con il dato sui prezzi alla produzione, che in ottobre sono cresciuti dello 0,4%, più delle stime, segno di un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche. Sul listino delle Blue Chip, che appunto è in calo nel premercato, pesa General Electric: la conglomerata, che scende dello 0,37% prima dell'avvio, non sembra in grado di recuperare il crollo del 7,17% di ieri, seguito alla pubblicazione del piano industriale.

Occhi anche su Home Depot, un'altra Blue Chip, che sale dello 0,1% dopo avere pubblicato conti migliori delle previsioni, con vendite comparate in rialzo. Gli investitori attendono inoltre indicazioni sulla riforma fiscale: il presidente Donald Trump torna ogni negli Stati Uniti al termine del suo viaggio in Asia e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha fatto sapere che non è disposto a fare marcia indietro sulla riduzione dell'aliquota corporate. Nel frattempo, i future del Dow Jones scendono di 34 punti, lo 0,15%, quelli del Nasdaq arretrano di 2,25 punti, lo 0,04%, e quelli dello S&P 500 calano di 4,25 punti, lo 0,16%. Il petrolio si attesta in ribasso, dopo che l''Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha tagliato le previsioni di crescita della domanda di petrolio per il 2017 e 2018: i future a dicembre scendono dello 0,44% a 56,41 dollari al barile. I future dell'oro a dicembre scendono al minimo in una settimana: cedono lo 0,28% a 1.275,20 dollari l'oncia.

Economia
Usa: +0,4% prezzi alla produzione in ottobre, più alto delle stime

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti più delle previsioni in ottobre. Il dato segnala che le pressioni inflazionistiche restano nel complesso basse, ma cominciano ad aumentare. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,4%, mentre le stime erano per un rialzo dello 0,1%. In settembre l'indice era salito dello 0,4% (invariato rispetto alla prima stima).

Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, il dato è salito del 2,8%, l'aumento più sostenuto da febbraio 2012. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è aumentata dello 0,4%, anche in questo caso più dello 0,2% previsto. Su base annuale la componente "core" sale del 2,4% rispetto a ottobre dell'anno scorso. Da segnalare che i consumi personali sono cresciuti dello 0,4% il mese scorso.

Economia
Usa: Kaplan (Fed Dallas) valuta rialzo tassi a dicembre, bisogna evitare squilibri

Robert Kaplan, governatore della Federal Reserve di Dallas e una delle "colombe" della politica monetaria americana, sta "attivamente prendendo in considerazione" la possibilità di sostenere un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, spiegando che "il rischio di surriscaldamento del mercato del lavoro creerebbe squilibri ed eccessi sui mercati finanziari". In un'intervista al Financial Times, il governatore ha detto che, a fronte di un'inflazione "ostinatamente bassa", un tasso di disoccupazione a livelli storicamente bassi (in ottobre ha toccato il minimo in 17 anni al 4,1%) "richiede una maggiore vigilanza".

Anche se il governatore è ancora indeciso sul da farsi, è comunque convinto che la Banca centrale americana debba agire in fretta, in modo che non ci siano distorsioni delle decisioni delle aziende sugli investimenti e conseguenti eccessi di mercato. "La storia mostra che quando ci sono surriscaldamenti la Fed deve infine prendere provvedimenti per bilanciare. E in quei casi l'atterraggio non è mai morbido", ha detto Kaplan, che è uno dei membri con diritto di voto del Fomc. Il comitato monetario della Fed si riunisce il 12 e 13 dicembre, la previsione è che i tassi saranno alzati di un quarto di punto percentuale, per la terza volta nel 2017 dopo i giri di vite di marzo e giugno. "Il motivo per cui è meglio agire prima è che questo aumenterebbe la possibilità di potersi successivamente muovere in modo graduale, evitando la situazione in cui, per recuperare terreno, bisogna agire più rapidamente sui tassi", ha detto.

Tech
Amazon vende alcuni asset cloud in Cina a partner locale per attenersi a nuove leggi

Amazon venderà una parte delle infrastrutture usate per i servizi cloud in Cina a Beijing Sinnet Technology, un partner locale. Come si legge in una dichiarazione, pubblicata dai media americani, la società ha deciso di percorrere questa strada per attenersi alla nuova regolamentazione del Paese asiatico. "La legge cinese vieta a società non cinesi di controllare o gestire alcune specifiche tecnologie per la fornitura dei servizi cloud", ha fatto sapere Amazon Web Services, spiegando che "di conseguenza, per attenersi alla legge cinese, Aws ha venduto alcuni asset fisici a Sinnet, partner cinese di vecchia data".

Il colosso dell'e-commerce ha fatto sapere di mantenere il proprio impegno affinché i clienti cinesi continuino a ricevere i servizi cloud di Aws. La società ha precisato che l'accordo non include il trasferimento di proprietà intellettuale. Sinnet, come si legge nella documentazione presentata alle autorità di regolamentazione locali, pagherà fino a 2 miliardi di yuan (circa 300,8 milioni di dollari) per gli asset, in modo da "ulteriormente migliorare la sicurezza e la qualità del servizio".

Retail
Home Depot: +10% utile III trim. a 2,165 mld $, sopra stime, ricavi +8,1%

Nel terzo trimestre fiscale Home Depot, il colosso americano del fai da te per la casa, ha riportato profitti superiori alle previsioni e ha alzato le stime per l'intero anno. Il giro d'affari è salito dell'8,1%, anche grazie al fatto che gli americani hanno fatto più acquisti per riparare i danni subiti dalle abitazioni a causa degli uragani che hanno colpito il sud del Paese. Nei tre mesi a ottobre la società di Atlanta ha messo a segno un utile di 2,165 miliardi di dollari, 1,84 dollari per azione, in rialzo del 10% dagli 1,969 miliardi, 1,60 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Gli analisti attendevano un dato a 1,82 dollari per azione. Il fatturato è salito a 25,03 miliardi, mentre le spese operative sono cresciute del 5,2% a 4,97 miliardi. Le vendite comparate, quelle dei negozi aperti da almeno un anno, sono cresciute del 7,9%. Gli uragani che si sono abbattuti sugli Stati Uniti hanno pesato in negativo sull'utile operativo per 51 milioni di dollari, ma hanno sostenuto le vendite per 282 milioni di dollari. Per l'intero anno Home Depot attende un rialzo del 6,5% delle vendite comparate, meglio del +5,5% precedente, e un utile per azione di 7,36 dollari, il 14% in più rispetto al 2016, meglio del +13% a 7,29 dollari stimato in precedenza.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi alla produzione per ottobre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,2%.


Appuntamenti societari

Trimestrale Home Depot prima dell'apertura di Wall Street.


Altri appuntamenti

Il governatore della Fed di St. Louis James Bullard parla alle 8:15 (le 14:15 in Italia). La Federal Reserve di New York pubblica il rapporto trimestrale sul debito delle famiglie americane alle 11 (le 17 in Italia). Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin parla di riforma fiscale all'Ohio Council of Retail Merchants alle 12 (le 18 in Italia). 

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1724 dollari, biglietto verde stabile a 113,65 yen

Euro in rialzo dello 0,47% a 1,1724 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde stabile a 113,65 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.273,20 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,45% a 1.273,20 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.139,70 e i 1.362,40 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 56,55 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,37% a 56,55 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,08 e i 58,44 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa poco mossi nel premercato

Future degli indici Usa poco mossi nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,02%, lo S&P cede lo 0,12%, il Nasdaq cresce dello 0,02%.

Ieri Wall Street ha chiuso in leggero rialzo, con gli investitori che hanno iniziato a perdere entusiasmo dopo una striscia positiva che va avanti quasi da un anno. Il DJIA è salito di 17,49 punti, lo 0,07%, a quota 23.439,70. L'S&P 500 ha guadagnato 2,54 punti, lo 0,10%, a quota 2.584,84. Il Nasdaq Composite è aumentato di 6,66 punti, lo 0,10%, a quota 6.757,60.