Wall Street continua in positivo dopo nuova stretta della Federal Reserve

In calendario oggi anche una carrellata di dati macroeconomici. Trump a Detroit, parlerà del settore auto

Wall Street: indici verso chiusura in rialzo dopo la stretta della Fed

La borsa americana, a pochi minuti dalla chiusura, ha messo a segno un rialzo in risposta alla decisione della Federal Reserve di alzare di un quarto di punto i tassi di interesse americani ma di mantenere per il momento invariate le previsioni di far scattare non piu' di altre due strette di politica monetaria entro dicembre. Alcuni analisti di mercato avevano previsto fino a un totale di quattro strette entro l'anno. L'indice Dow Jones e' salito dello 0,6% a 20.964 punti, lo S&P 500 ha preso lo 0,9% a 2.386 punti e il Nasdaq e' lievitato dello 0,86% a 5.904 punti. Il dollaro ha tuttavia perso terreno contro l'euro, cedendo quasi l'1% a quota 1,07. Il petrolio ha guadagnato il 2,4% a 48,85 dollari al barile.

Fed: Yellen, messaggio rialzo tassi è che economia va bene, può resistere a shock

Il messaggio che la Federal Reserve intendeva dare alzando i tassi "è semplicemente che l'economia americana sta andando bene" e ci sono motivi per essere ottimisti. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen, durante la conferenza stampa a chiusura dei lavori del Fomc, il comitato monetario. Yellen ha spiegato che il mercato del lavoro "sta certamente migliorando", gli americani "possono avere fiducia nell'outlook economico" e anche la Fed "ha fiducia nel fatto che l'economia è robusta e resistente agli shock".

Fed: Yellen non si esprime su reintroduzione su Glass-Steagall

"Non sono a conoscenza di qualcosa di concreto" in merito alla reintroduzione del Glass-Steagall, l'insieme di misure nate dopo la Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso per contenere la speculazione da parte degli intermediari finanziari ed eleminato nel 1999 quando al Tesoro c'era Larry Summers (alla Casa Bianca c'era Bill Clinton). La legge prevedeva la separazione delle banche commerciali da quelle d'investimento. Lo ha detto Janet Yellen, il governatore della banca centrale Usa, spiegando che la rimozione del Glass-Steagall "non è stata la causa principale dell'ultima crisi finanziaria". Per lei, la priorità della riforma finanziaria era garantire che le banche fossero adeguatamente capitalizzate. Durante la campagna elettorale, Donald Trump aveva promesso una versione del Glass-Steagall "del 21esimo secolo".

Fed: Yellen, politica monetaria non in conflitto con amministrazione Trump

La politica monetaria della Federal Reserve non ha raggiunto un punto in cui si trova in conflitto con l'amministrazione Trump. Lo ha detto Janet Yellen, il governatore della banca centrale Usa, aggiungendo che politiche volte a fare crescere la produttività sono un cambiamento "benvenuto". La prima donna alla guida della Fed lo ha spiegato nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione in cui l'istituto centrale ha annunciato un aumento dei tassi di 25 punti base allo 0,75-1%.

Fed: Yellen, avviata discussione per ridurre bilancio monstre

La Federal Reserve ha iniziato a discutere di cosa fare degli asset che ha in portafoglio e che valgono circa 4.500 miliardi di dollari. Il governatore Janet Yellen lo ha detto nella conferenza stampa in corso. In essa ha ribadito che è l'uso dei tassi ad essere uno strumento attivo di politica monetaria.

Fed: Yellen ha incontrato brevemente Trump, si aspetta relazione forte con Mnuchin

Janet Yellen, il governatore della Federal Reserve, ha detto di essere stata presentata al presidente americano Donald Trump, con cui ha avuto un "breve" incontro che lei ha "apprezzato". Lo ha detto nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione in cui la Fed ha deciso di alzare i tassi dello 0,25% allo 0,75-1%. Yellen ha aggiunto di avere visto "un paio di volte" il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, con il quale si aspetta una relazione "forte": la prima donna alla guida dell'economia Usa ha spiegato di avere avuto con Mnuchin una "buona discussione sull'economia e sugli obiettivi regolatori".

Fed: Yellen, troppo presto per commentare politica fiscale di Trump

E' "troppo presto" per sapere come sarà la politica fiscale americana. Lo ha detto Janet Yellen, governatore della Federal Reserve, nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione della banca centrale Usa, che oggi ha annunciato un rialzo dei tassi dello 0,25 allo 0,75-1%. La prima donna alla guida della banca centrale Usa ha spiegato che modifiche nelle politiche economiche e fiscali potrebbero avere conseguenze sulle prospettive dell'economia Usa. Come al solito, Yellen non ha nominato il presidente Donald Trump né la sua amministrazione.

Fed: Yellen, troppo presto per commentare politica fiscale di Trump

E' "troppo presto" per sapere come sarà la politica fiscale americana. Lo ha detto Janet Yellen, governatore della Federal Reserve, nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione della banca centrale Usa, che oggi ha annunciato un rialzo dei tassi dello 0,25 allo 0,75-1%. La prima donna alla guida della banca centrale Usa ha spiegato che modifiche nelle politiche economiche e fiscali potrebbero avere conseguenze sulle prospettive dell'economia Usa. Come al solito, Yellen non ha nominato il presidente Donald Trump né la sua amministrazione.

Fed: Yellen, troppo presto per commentare politica fiscale di Trump

E' "troppo presto" per sapere come sarà la politica fiscale americana. Lo ha detto Janet Yellen, governatore della Federal Reserve, nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione della banca centrale Usa, che oggi ha annunciato un rialzo dei tassi dello 0,25 allo 0,75-1%. La prima donna alla guida della banca centrale Usa ha spiegato che modifiche nelle politiche economiche e fiscali potrebbero avere conseguenze sulle prospettive dell'economia Usa. Come al solito, Yellen non ha nominato il presidente Donald Trump né la sua amministrazione.

Fed: Yellen, rialzo tassi "modesto" è appropriato

Janet Yellen, il governatore della Federal Reserve, giudica "modesto" e "appropriato" il rialzo dei tassi di 25 punti base deciso oggi e che porta il costo del denaro allo 0,75-1%. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa successiva alla riunione della banca centrale Usa, iniziata ieri e conclusa oggi.

Fed: Yellen, rialzo tassi riflette progressi economia Usa, outlook non cambiato

Il rialzo dei tassi annunciato oggi dalla Federal Reserve "riflette i progressi dell'economia Usa" e non rappresenta un cambiamento dell'outlook. Lo ha detto il governatore Janet Yellen aprendo la conferenza stampa successiva alla riunione del braccio di politica monetaria della banca centrale americana.

Fed: rischi di breve termine "equilibrati", monitora sviluppi globali

"I rischi di breve termine all'outlook economico [Usa] sembrano sostanzialmente equilibrati". E' quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Federal Reserve al termine della sua riunione, nella quale ha deciso di alzare i tassi di 25 punti base allo 0,75-1%. La frase è identica a quella contenuta nel comunicato pubblicato alla fine del meeting precedente, quello del 31 gennaio e 1 febbraio scorsi. Come allora, anche questa volta la banca centrale Usa ha detto che "continua a monitorare attentamente gli indicatori dell'inflazione e gli sviluppo economici e finanziari globali".

Economia
Fed: invariate stime Pil 2017 a 2,1%, disoccupazione 4,5%

La Federal Reserve ha lasciato invariate le stime sulla crescita dell'anno in corso e per il 2019, mentre ha alzato leggermente quelle per il 2018. Invariate anche le previsioni sulla disoccupazione dell'anno in corso e per i due anni successivi. In particolare, per il 2017, la Banca Centrale americana attende una crescita del prodotto interno lordo al 2,1%, come a dicembre. Quest'anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 4,5%, come previsto anche a dicembre. Le stime diffuse dalla Banca Centrale americana sono arrivate al termine della seconda riunione dell'anno del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, durante la quale i tassi di interesse sono stati alzati, come previsto, da un range tra 0,50 e 0,75% a un intervallo tra 0,75 e 1%. E' stato il primo aumento da dicembre 2016, finora l'unico del 2017 e il terzo dal 2006, includendo quello di dicembre 2015.

Nel 2017 l'inflazione si dovrebbe attestare all'1,9%, come anticipato a dicembre. La componente "core", quella epurata dalle componenti più volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, è stimato un 1,9%, in rialzo dall'1,8% previsto in precedenza. Per il 2018, a fronte di una crescita del 2,1% (contro il 2% di dicembre), è previsto un tasso di inflazione “core” al 2% (invariato dalla stima precedente) e un tasso di disoccupazione al 4,5%, come la stima di dicembre. Per il 2019 la Banca Centrale americana prevede un aumento del Pil dell'1,9% (in linea con dicembre), un tasso di disoccupazione al 4,5% (come la stima precedente) e un'inflazione "core" al 2%, in linea con la stima precedenti. Per il lungo termine le previsioni parlano di un Pil all'1,8% (dato invariato) e un tasso di disoccupazione al 4,7% (in calo dal 4,8% della stima precedente).

Fed: inflazione si stabilizzerà intorno al 2% nel medio termine

L'inflazione negli Stati Uniti "si stabilizzerà intorno al 2% nel medio termine". E' quanto si legge nel comunicato diffuso dalla Federal Reserve al termine della sua riunione, nella quale ha deciso di alzare i tassi di 25 punti base allo 0,75-1%. Su questo, l'analisi della banca centrale Usa non è cambiata rispetto al meeting del 31 gennaio e primo febbraio scorso. "L'inflazione è salita negli ultimi trimestri, avvicinandosi" al target di crescita annuale del 2% fissato dal mandato della Fed nel lungo termine. Secondo la Fed, al netto di prezzi energetici e di generi alimentati, l'inflazione è cambiata poco e continua a restare sotto quel 2%. Anche le aspettative sull'inflazione sono pressoché invariate.

Fed: si aspetta rialzi "graduali" dei tassi, occupazione "solida"

La banca centrale americana si aspetta rialzi "graduali" dei tassi. E' quanto emerge dal comunicato diffuso dalla Federal Reserve alla fine della sua riunione, iniziata ieri, e da cui è scomparsa la parola "solo". La banca centrale Usa infatti si aspetta che "le condizioni economiche evolveranno in modo tale da richiedere incrementi graduali dei tassi", che "probabilmente" resteranno "per un po'" al di sotto dei livelli che ci si aspetta prevalgano nel lungo termine. Nel documento si apprende che "l'attività economica ha continuato a espandersi a passo moderato" e che il mercato del lavoro ha continuato a "rafforzarsi" con la creazione di posti di lavoro che "resta solida". Le spese delle famiglie americane sono salite "moderatamente" - come scritto nel comunicato della riunione dell'1 febbraio scorso - e gli investimenti fissi aziendali "si sono rafforzati", un po' meglio del "sono rimasti soft" del comunicato precedente.

Fed: Fomc prevede tre rialzi tassi in 2017, come a dicembre, poi rialzi graduali

La Federal Reserve ha alzato il costo del denaro da un range tra 0,50 e 0,75% a un intervallo tra 0,75 e 1% e prevede di aumentarlo ancora nel 2017 e nei prossimi anni. La previsione mediana, come mostrano le tabelle allegate al documento finale del Fomc, è per tre rialzi nel 2017 e altri tre nel 2018. Lo scorso dicembre la Fed aveva anticipato tre aumenti per l'anno in corso e altri tre rispettivamente nel 2018 e 2019. Nel 2016 la Fed ha alzato i tassi di interesse una sola volta, anche se a dicembre 2015, quando li aveva aumentati per la prima volta dal giugno 2006, aveva anticiparo quattro giri di vite nel corso dell'anno scorso, idea appunto abbandonata progressivamente nei mesi successivi.

Fed: come previsto, alza tassi di 25 punti base allo 0,75-1%

Come previsto, la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base allo 0,75-1%. Lo ha annunciato il suo braccio di politica monetaria, il Federal Open Market Committee, alla fine della sua riunione, iniziata ieri. Si tratta della prima stretta monetaria del 2017 e la terza dal giugno 2006.

Le altre, tutte di un quarto di punto percentuale, sono arrivate nel dicembre del 2015 e del 2016.

Bisogna tornare all'ottobre 2008 per avere un costo del denaro dell'1%; due mesi dopo - ossia nel pieno della peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso - fu portato praticamente a zero (allo 0-0,25%, per l'esattezza).

Con questa mossa, l'istituto centrale guidato da Janet Yellen continua la normalizzazoone della sua politica monetaria.

T-Bond in rialzo aspettando decisione Fed

I titoli di stato americano restano in rialzo mentre, anche in questa asset class, si attende la decisione della Federal Reserve in materia di tassi. Un aumento di 25 punti base allo 0,75-1% è dato per scontato. Si rischia il sell-off se la banca centrale americana segnalerà l'intenzione di effettuare più di tre strette totali nel corso del 2017.

Il decennale vede i rendimenti scendere al 2,571% dal 2,595% di ieri. Alla fine del 2016 il rendimento del titolo benchmark era al 2,446%; i minimi record risalgono allo scorso luglio all'1,366%. Il rendimento del titolo a tre mesi è in ribasso allo 0,7592%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, il più sensibile a un cambiamento delle attese sulla Fed, rendimenti in salita all'1,393%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,119%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 3,142%.

Wall Street: indici sui massimi intraday con il greggio, attesa per la Fed

A circa un'ora dalla decisione della Federal Reserve, gli indici Wall Street viaggiano sui massimi intraday. Il mercato si aspetta una stretta di 25 punti base, che porterebbe il costo del denaro allo 0,75-1%. Bisogna tornare all'ottobre del 2008 per vedere tassi all'1%; due mesi dopo furono portati praticamente allo zero sulla scia della peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso.

La cosa più importante per gli analisti sarà il cosiddetto "dot-plot", dal quale si evincerà il numero dei rialzi dei tassi stimato per il 2017. Gli investitori sperano che resti a tre, come indicato lo scorso dicembre dalla Fed, ma c'è chi come Jp Morgan se ne aspetta quattro. L'azionario è sostenuto dal rimbalzo del settore energetico (+1,24%), merito dell'effetto traino del petrolio: è in rialzo per la prima volta dopo sette sedute di fila in calo: il merito va a un inatteso calo delle scorte settimanali Usa (il primo dopo nove settimane consecutive in aumento).

Il Dow Jones sale di 76,98 punti, lo 0,14%, a quota 20.867,43. L'S&P 500 aumenta di 11,57 punti, lo 0,49%, a quota 2.377. Il Nasdaq guadagna 21,78 punti, lo 0,37%, a quota 5.878. Il petrolio ad aprile al Nymex rimbalza dell'1,76% a 48,56 dollari al barile.

Tech
Yahoo: ufficializzate accuse contro hacker e spie russe per cyberattacco del 2014

Dopo le indiscrezioni riportate dai media americani è arrivata l'ufficialità. Il dipartimento di Giustizia americano ha incriminato quattro persone legate al Governo russo per l'attacco hacker che ha provocato la violazione di 500 milioni di account di utenti di Yahoo. I fatti risalgono al 2014, ma sono stati resi noti dalla società solo lo scorso settembre. A dicembre il gruppo aveva anche fatto sapere di avere subito nel 2013 un altro attacco, ancora più grave.

Come annunciato durante una conferenza stampa, sono stati incriminati Dmitry Dokuchaev e il suo superiore Igor Sushchin, agenti della Fsb, i servizi segreti russi. Sotto accusa anche due hacker che sarebbero stati ingaggiati dai russi: si tratta di Alexsey Belan, nella lista dei cybercriminali più ricercati, detenuto in Grecia per un certo periodo ma poi tornato in Russia, dove secondo la Giustizia americana sarebbe protetto dalle autorità, e di Karim Baratov, nato in Kazakistan, ma con cittadinanza canadese (è stato arrestato ieri in Canada). I capi di accusa includono hackeraggio, truffa telematica, furto di segreti commerciali e spionaggio economico. Le accuse non sono collegate ai cyberattacchi a danno della Democratic National Committe né alle indagini dell'Fbi su possibili interferenze russe nell'ultima campagna elettorale per la Casa Bianca.

Usa
Fed: Frenkel (JPMorgan), attesi 3-4 aumenti tassi Usa nel 2017

La Federal Reserve, che tra meno di tre ore annuncerà le decisioni sul costo del denaro e, secondo gli esperti, alzerà i tassi di un quarto di punto percentuale, proseguirà poi con gli aumenti nei prossimi mesi, con tre o quattro giri di vite nel corso del 2017.

E' di questa opinione Jacob Frenkel, presidente di JPMorgan Chase International, convinto che tutte le condizioni economiche fissate dalla Fed come base per una normalizzazione della politica monetaria sono state soddisfatte. "L'attività economica negli Stati Uniti è ora molto più robusta di prima, il tasso di disoccupazione è molto molto basso, le persone stanno senza lavoro per un periodo più basso e l'inflazione sta andando verso il target del 2%", ha detto a Cnbc. Attualmente il costo del denaro è in un range tra lo 0,50 e lo 0,75% e oggi potrebbe essere alzato di un quarto di punto percentuale: "Siamo ancora molto vicini allo zero e la configurazione normale è attorno al 3% circa, bisogna compiere il viaggio per arrivare a quel livello", ha detto Frenkel, spiegando che "non si dovrebbe pensare a un passo unico, ma appunto a un percorso, a una strategia".

Tech
Yahoo: in arrivo da Giustizia accuse contro spie e hacker russi per cyberattacco

E' in arrivo oggi l'incriminazione ufficiale da parte del dipartimento di Giustizia americano a carico di due spie russe e due hacker, in relazione alla violazione di 500 milioni di account di utenti di Yahoo. Come ricorda il Washington Post, i fatti risalgono al 2014, ma sono stati resi noti dalla società solo lo scorso settembre. A dicembre il gruppo aveva anche fatto sapere di avere subito nel 2013 un altro attacco, ancora più grave.

Si tratta delle prime accuse penali negli Stati Uniti a carico di persone legate al Governo di Mosca, ovvero due agenti della Fsb, i servizi segreti russi, e due hacker che sarebbero stati ingaggiati dai russi. Secondo le fonti sentite dal quotidiano, i capi di accusa includono hackeraggio, truffa telematica, furto di segreti commerciali e spionaggio economico. Le accuse non sono collegate ai cyberattacchi a danno della Democratic National Committe né alle indagini dell'Fbi su possibili interferenze russe nell'ultima campagna elettorale per la Casa Bianca.

Petrolio
Wti conferma rialzi a 48,58 $/barile dopo calo a sorpresa stock Usa

Il petrolio quotato al Nymex, che si attestava in aumento vicino al 2% prima del dato sulle scorte settimanali americane, prosegue nello stesso senso dopo che il dipartimento all'Energia ha pubblicato i numeri. Gli stock di petrolio sono calati a sorpresa dopo nove rialzi consecutivi e si sono allontanati lievemente dai massimi storici (-237.000 unità nella settimana chiusa il 10 marzo, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 3 milioni di barili) e le scorte di benzina e distillati sono diminuite più delle stime.

Il ribasso degli stock di greggio è stato leggermente inferiore alle attese dell'American Petroleum Institute, che aveva anticipato un calo di 531.000 barili. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti ad aprile si attestavano a 48,50 dollari al barile, in aumento dell'1,6%, mentre in precedenza erano scambiati in salita a 48,70 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 47,72 dollari al barile). Al momento il contratto ad aprile si conferma in rialzo e acquista l'1,78% a 48,58 dollari al barile.

Energia
In calo scorte settimanali Usa petrolio, benzina e distillati

Nella settimana conclusa il 10 marzo le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate a sorprsa di 237.000 unità a 528,156 milioni, mentre gli analisti attendevano un aumento di 3 milioni di barili, dopo la salita di 8,209 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in ribasso di 3,055 milioni di unità a 246,279 milioni, dopo il calo di 6,555 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la discesa di 2 milioni di barili attesa.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono scese di 4,229 milioni di unità a 157,303 milioni di barili, dopo il ribasso di 2,676 barili della settimana precedente e la frenata di 1,1 milioni di unità prevista. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato all'85,1%, meno dell'85,9% del dato precedente e meno anche dell'86,1% atteso dagli analisti.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

All'inizio della seduta di contrattazioni al Chicago Board of Trade i cereali si attestano in rialzo, trainati in particolare dai comparti di mais e soia. Gli investitori, dopo le vendite dei giorni precedenti, tornano agli acquisti per approfittare del ribasso dei prezzi. A sostenere i prezzi è anche il perdurare dell'ondata di maltempo che ha investito il nord-est degli Stati Uniti, ma anche ampie parti del Missouri e delle aree di coltivazione nella parte meridionale del Paese.

In apertura mais e frumento si attestano in aumento, con rialzi sostanzialmente in linea con quelli del comparto della soia. In particolare, i future del mais a maggio avanzano di 2 centesimi e un quarto a 3,64 dollari a bushel. I contratti del frumento a maggio acquistano 5 centesimi e tre quarti a 4,36 dollari a bushel. Andamenti in salita anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a maggio aumentano di 7 centesimi e mezzo a 10,06 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a maggio avanza di 1,70 dollari a 328,90 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a maggio sono in crescita di 38 punti a 32,68 centesimi al pound.

Economia
Usa: +0,3% scorte magazzino aziende a gennaio, in linea con le stime

A gennaio le scorte di magazzino delle aziende americane sono cresciute in linea con le stime. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le scorte sono aumentate dello 0,3%, appunto come previsto. In dicembre il dato era salito dello 0,4% (invariato rispetto alla prima stima).

Le vendite sono cresciute dello 0,2%, dopo il balzo del 2% del mese precedente. Il rapporto scorte/vendite - che misura quanti mesi sono necessari a un'azienda per esaurire completamente le proprie scorte - è calato a 1,34 mesi (a inizio 2015 era a 1,29).

Economia
Usa: sale a 71 punti indice Nahb mercato immobiliare a marzo, sopra stime

In marzo l'indice che misura la fiducia dei costruttori di case è salito più delle stime, portandosi al massimo da giugno 2005. L'indice, redatto dalla National Association of Home Builders, è aumentato a 71 punti, dai 65 di febbraio (invariato rispetto alla prima stima) e al di sopra dei 65 punti attesi dagli analisti.

Una lettura al di sopra della soglia dei 50 punti è solitamente associata a condizioni positive del mercato. Per fare un paragone, l'indice si attestava a 54 punti un anno fa, ma aveva toccato un picco di 65 punti a ottobre 2014, prima di cominciare a scendere. La componente che misura la fiducia sulle condizioni attuali è salita di 7 punti a 78 punti, quella sulle aspettative per i prossimi sei mesi è passata da 73 a 78 punti.

Gm gioca d'anticipo su Trump, annuncia nuovi posti di lavoro

General Motors gioca d'anticipo su Donald Trump. A poche ore dall'arrivo del presidente americano nell'area di Detroit (Michigan), il gruppo guidato da Mary Barra ha annunciato che nei prossimi 12 mesi "aggiungerà o manterrà circa 900 posti di lavoro" nello Stato simbolo del settore automobilistico americano. Come spiegato in una nota, Gm sostiene che quei posti vanno ad aggiungersi ai 7.000 annunciati a durante il Salone dell'auto di Detroit (di cui 6.000 che saranno riportati nel Paese) insieme a un investimento in Usa da 1 miliardo di dollari.

"L'impegno sull'occupazione annunciato oggi dimostra la fiducia che abbiamo nei nostri prodotti e nella nostra gente e le generali prospettive positive per il settore auto e l'economia Usa", ha detto Barra.

Indicando una serie di iniziative volte a promuovere lo sviluppo di competenze ingegneristiche e tecniche, Barra ha aggiunto che "con il passo rapido del cambiamento nella nostra industria, è molto importante che gli Usa e il Michigan siano capaci di attrarre i migliori talenti tecnici al mondo".

All'inizio del 2017 Trump aveva accusato Gm di importare a zero spese in Usa le Chevy Cruze prodotte in Messico: il gruppo guidato aveva precisato che "tutte le berline Chevrolet Cruze vendute negli Stati Uniti sono prodotte nello stabilimento di Lordstown, in Ohio", mentre in Messico sono costruiti modelli per il mercato globale e che solo "una piccola parte è venduta negli Stati Uniti".

Settore auto aspetta incontro con Trump

Fiat Chrysler Automobiles (+1%), Ford Motor (+0,24%) e General Motors (+0,27%) si scaldano in attesa dell'arrivo nell'area di Detroit (Michigan) di Donald Trump per - come ha scritto il presidente americano su Twitter - un "grande incontro volto a riportare la produzione di auto nello Stato e in Usa. Sta già succedendo". Al settore delle quattro ruote, Trump dovrebbe fare un favore: l'annuncio della riapertura di un'analisi sugli standard relativi ad emissioni e consumi delle auto; dovevano essere rivalutati nel 2018 ma sul finire del suo mandato, l'amministrazione Obama adottò alcuni provvedimenti per bruciare sul tempo Trump. 

Wall Street: apertura in rialzo aspettando la Fed, greggio rimbalza

La seduta a Wall Street è iniziata all'insegna di timidi rialzi con gli investitori che aspettano, alle 19 italiane, il comunicato con cui il Federal Open Market Committee della Federal Reserve annuncerà le sue decisioni in materia di tassi e le sue nuove stime economiche.

Una stretta di 25 punti base allo 0,75-1% è data per scontata. A non esserlo è il passo con cui la banca centrale Usa procederà con la normalizzazione della sua politica monetaria nel corso del 2017. Il mercato conta su tre rialzi del costo del denaro, tanti quanti quelli stimati dall'istituto centrale lo scorso dicembre. JP Morgan invece ne prevede quattro, cosa che non sarebbe gradita dai trader. Il focus è dunque sul cosiddetto "dot-plot".

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones sale di 30 punti, lo 0,14%, a quota 20.867,43. L'S&P 500 aumenta di 4,56 punti, lo 0,21%, a quota 2.370,39. Il Nasdaq guadagna 10,48 punti, lo 0,18%, a quota 5.867,67.

Il petrolio ad aprile al Nymex rimbalza dell'1,6% a 48,49 dollari al barile all'indomani della settima seduta di fila in calo. Si attende il dato sulle scorte Usa, viste in rialzo per la decima settimana di fila a nuovi livelli record.

T-Bond poco mossi aspettando una rialzo dei tassi della Fed

I Treasury sono poco mossi nel giorno in cui la Federal Reserve dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi, il terzo da quando nel dicembre 2008 li portò praticamente allo zero. La decisione è attesa alle 19 italiane. Il sell-off dei titoli di stato Usa sembra garantito se la banca centrale Usa segnalerà un passo più rapido delle stime della normalizzazione della sua politica monetaria. Il mercato ha messo in conto un totale di tre strette nel corso del 2017, come indicato dalla Fed lo scorso dicembre. Il decennale vede i rendimenti scendere al 2,58% dal 2,595% di ieri. Venerdì scorso, quando era stato pubblicato un solido rapporto sull'occupazione Usa a febbraio, la seduta era terminata al 2,582%. Alla fine del 2016 il rendimento del titolo benchmark era al 2,446%; i minimi record risalgono allo scorso luglio all'1,366%. Il rendimento del titolo a tre mesi è in ribasso allo 0,772%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in salita all'1,385%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,115%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 3,154%.

Wall Street: future restano in lieve rialzo dopo dati, attesa stretta Fed

I future a Wall Street sono rimasti in leggero rialzo dopo i dati macroeconomici che segnalano un rallentamento della crescita dell'inflazione e spese continue, seppur moderate, dei consumatori americani.

A febbraio, l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,1% rispetto a gennaio, il rialzo più contenuto da metà ottobre; su base annuale tuttavia il dato è cresciuto del 2,7%, il maggiore aumento dal marzo 2012. Sempre il mese scorso, le vendite al dettaglio sono salite in Usa dello 0,1% dopo il +0,6% di gennaio; c'è chi sostiene che ci sarà un'accelerazione in primavera.

Tutto ciò non cambia il quadro che la Federal Reserve analizzerà nel decidere oggi se alzare o meno i tassi. Una stretta è ormai data per scontata. Resta da vedere se la banca centrale Usa continuerà ad aspettarsi, come annunciato a dicembre, un totale di tre rialzi del costo del denaro nel corso dell'anno.

I future del Dow Jones salgono di 29 punti, lo 0,14%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 4,75 punti, lo 0,20%; quelli del Nasdaq crescono di 8,75 punti, lo 0,16%. Il petrolio ad aprile al Nymex rimbalza dell'1,9% a 48,63 dollari dopo essere scivolato ieri per la settimana seduta di fila sui minimi di tre mesi.

Economia
Usa: +0,1% vendite al dettaglio a febbraio, in linea con le stime

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono salite il mese scorso in linea con le previsioni, ma al passo più lento da agosto. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio americano, è cresciuto dello 0,1% a 473,99 miliardi di dollari, dopo il rialzo dello 0,6% di gennaio (rivisto al rialzo dal +0,4% della prima stima). Il dato di febbraio è stato in linea con le stime.

Le vendite al dettaglio sono salite del 5,7% su base annuale, ovvero rispetto a febbraio 2016. Gli acquisti di benzina sono scesi dello 0,6% in febbraio, ma balzano del 19,6% rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre quelli di auto e componenti sono calate dello 0,2% su base mensile. Escludendo le vendite di veicoli il dato generale è cresciuto dello 0,2% il mese scorso, mentre escludendo sia auto sia benzina è salito dello 0,2%. Le vendite di bar e ristoranti sono calate dello 0,1%, dopo il rialzo del mese precedente. Le spese per consumi rappresentano un'ampia parte, circa il 70%, del prodotto interno lordo degli Stati Uniti, che è a sua volta un termometro dell'andamento dell'economia del Paese.

Economia
Usa: +0,1% prezzi al consumo in febbraio, in linea con le stime

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti in febbraio per il settimo mese consecutivo, cosa che sarà tenuta in considerazione dalla Federal Reserve nel determinare la propria strategia monetaria. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,1%, in linea con le previsioni.

Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2%, anche in questo caso come previsto. Su base annuale il dato generale è in aumento del 2,7% rispetto a febbraio 2016, il massimo da marzo 2012 e sopra il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%, mentre il dato "core" è in aumento del 2,2% rispetto a un anno fa. In febbraio i prezzi dell'energia sono calati dell'1%, ma sono in aumento del 15% su base annuale, mentre quelli di generi alimentari salgono dello 0,2% rispetto a gennaio.

Economia
Usa: cala a 16,4 punti indice Empire State manifatturiero a marzo, sopra stime

L'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, in marzo si è confermato in territorio positivo per il quinto mese di fila, ma ha rallentato il passo rispetto al mese precedente. 

Il dato, redatto dalla Federal Reserve di New York, è calato a 16,4 punti questo mese, rispetto ai +18,7 punti di febbraio (invariato dalla prima stima). Il dato è comunque superiore alle attese degli analisti, che avevano previsto un indice in ribasso a 14,5 punti. La componente che tiene conto dei nuovi ordini è migliorata da 13,5 a 21,3 punti, mentre quella sull'occupazione è passata da +2 a +8,8 punti. Quella sui prezzi è scesa da 19,4 a 8,8 punti.

Usa
Trump in 2005 ha avuto reddito 153 mln $ e pagato tasse federali per 38 mln

Nel 2005 Donald Trump ha dichiarato un reddito di 153 milioni di dollari e ha pagato tasse federali per 38 milioni di dollari, un'aliquota tra il 24 e il 25%. E' quanto emerge dai documenti ottenuti da DCReport.org, sito che monitora l'attività del Governo, e poi rimbalzati sui principali media americani. I dati, confermati dalla Casa Bianca, mostrano che il presidente americano, spesso criticato per i toni considerati esagerati con cui parla della propria ricchezza, ha effettivamente guadagnato cifre considerevoli in quell'anno.

Dai documenti si evince anche che la maggior parte di quanto versato al Fisco dal magnate repubblicano deriva dalla "alternative minimum tax", imposta alternativa minima, ovvero un sistema fiscale parallero studiato per garantire che gli individui con più alto reddito non utilizzino deduzioni e crediti fiscali per evitare di pagare le tasse sui redditi. "Prima di essere eletto, Trump era uno dei businesmen di maggiore successo al mondo e aveva la responsabilità verso la sua società, la famiglia e i dipendenti di non pagare più tasse di quanto previsto dalla legge", ha fatto sapere la Casa Bianca.

M&A
Time Warner: ok Ue acquisizione da parte di AT&T

La Commissione Ue ha dato il via libera all'acquisizione di Time Warner da parte di AT&T. L'operazione e' stata esaminata sotto procedura semplificata.

Calendario
Gli appuntamenti di oggi a Wall Street

Dati macroeconomici

Richieste settimanali di nuovi mutui per la settimana conclusa il 10 marzo alle 7 (le 12 in Italia). Precedente: +3,3%.

Indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio alle 8.30 (le 13.30 in Italia). Precedente: +0,6% mensile. Consensus: +0,1%.

Vendite al dettaglio per il mese di febbraio alle 8.30 (le 13.30 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,1%.

Indice manifatturiero Empire State per il mese di marzo alle 8.30 (le 13.30 in Italia). Precedente: 18,7. Consensus: 14,5.

Scorte di magazzino delle aziende per il mese di gennaio alle 10 (le 15 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,3%.

Indice Nahb sull'andamento del mercato immobiliare per il mese di marzo alle 10 (le 15 in Italia). Precedente: 65 punti. Consensus: 65 punti.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 10 marzo alle 10.30 (le 15.30 in Italia). Precedente: +8,209 milioni di barili a 528,393 milioni di barili. Consensus: +3 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: -6,555 milioni di barili a 249,334 milioni di barili. Consensus: -2 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: -2,676 milioni di barili a 161,532 milioni di barili. Consensus: -1,1 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 85,9%. Consensus: 86,1%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Guess a un orario non precisato.

Trimestrale di Oracle dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Federal Open Market Committee della Federal Reserve termina la sua riunione, iniziata ieri, con l'annuncio sui tassi e la pubblicazione delle nuove stime economiche alle 14 (le 19 in Italia). Mezz'ora dopo il governatore Janet Yellen tiene una conferenza stampa.

Economia
Usa: Mba, +3,1% richieste settimanali mutui, +4,1% rifinanziamenti

Le richieste settimanali (al 10 marzo) di mutui negli Usa sono aumentate del 3,1% con l'indice misurato dalla Mortgage Bankers Association salito a 418,1 punti dai 405,7 della settimana scorsa.

L'indice degli acquisti ha registrato un incremento del 2,3% a 240,3 punti dai 235 dell'ultima rilevazione mentre l'indicatore dei rifinanziamenti ha segnato un incremento del 4,1% a 1.413,3 punti dai 1.357,6 punti di una settimana fa.