Wall Street: torna l'incertezza, il Dow riduce i guadagni

Il rischio di guerre commerciali continua a essere monitorato

Usa
Ponte pedonale crollato a Miami: 1 morto, 6 feriti e 8 auto intrappolate

Nel crollo del ponte pedonale avvenuto oggi a Miami ci sono un morto, sei feriti e otto auto sono intrappolate sotto le macerie. Il ponte pedonale è crollato oggi a Miami su una strada molto trafficata era stato installato il 10 marzo, ma non era ancora stato aperto: sarebbe servito per collegare il campus della Florida International University alla città di Miami in modo sicuro, visto che la strada su cui è crollato ha tre corsie per senso di marcia ed è sempre molto trafficata. Il presidente Donald Trump è stato informato e il governatore della Florida, il repubblicano Rick Scott, ha detto di essere in viaggio verso la sede dell'università dove verrà aggiornato dalla polizia sulla situazione.

azionario
Wall Street: chiusura mista, la quarta di fila in calo per l'S&P 500

La seduta a Wall Street è finita contrastata con gli investitori alle prese con dati macronomici incoraggianti, timori di guerre commerciali e un apparente intensificarsi del pressing sul presidente americano in merito al cosiddetto Russiagate.

Il tutto, nel giorno in cui Donald Trump ha imposto nuove sanzioni su Mosca per la sua interferenza nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016 e per i suoi cyber-attacchi che prendono di mira le infrastrutture cruciali americane. In campo di infrastrutture, un ponte pedonale completato sabato scorso è crollato su una superstrada a Miami (Florida) ore dopo le dichiarazioni fatte al Congresso da vari ministri Usa, tornati a chiedere una riforma infrastrutturale visto che strade e ponti si stanno "sbriciolando".

Sul fronte macroeconomico, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 4mila unità alle 226mila unità attese. L'attività manifatturiera nello Stato di New York è migliorata a marzo battendo le stime degli analisti; anche quella nell'area di Philadelphia ha superato le previsione pur essendo calata. I prezzi alle importazioni invece sono saliti il mese scorso più del previsto, e questo nonostante un calo dei prezzi all'importazione di petrolio. Di questo la Fed terrà conto quando il 20 e 21 marzo prossimi si riunirà per annunciare con ogni probabilità il primo rialzo dei tassi del 2018.

Nel reddito fisso, il decennale ha finito con rendimenti al 2,812% dal 2,815% di ieri.

Arrivato a guadagnare fino a 295 punti, il Dow Jones Industrial Average ne ha aggiunti 115,54, lo 0,47%, a quota 24.873,66.

L'S&P 500 ha finito poco mosso a 2.747,33 punti. Il frazionale calo, di 2,15 punti, lo 0,08%, ha provocato per l'indice benchmark la quarta seduta di fila in rosso, la serie negativa più lunga del 2018.

Il Nasdaq Composite ha perso 15,07 punti, lo 0,2%, a quota 7.481,74.

A livello societario, Snapchat è stato messo a tappeto (-3,5%) da Rihanna: la cantante ha criticato una pubblicità apparsa sulla app che ha mancato di sensibilità sul tema della violenza domestica. 

Russiagate: Trump Organization, collaboriamo "pienamente" nelle indagini

La Trump Organization ha emesso una nota in seguito alle indiscrezioni del New York Times, secondo cui all'impero della famiglia del presidente Usa è stato ordinato dal procuratore speciale che si sta occupando del cosiddetto Russiagate di consegnare documenti, inclusi quelli legati alla Russia.

"Dal luglio 2017, abbiamo fatto sapere che la Trump Organization sta cooperando pienamente con tutte le inchieste, inclusa quella del procuratore speciale [Robert Mueller], e sta rispondendo alle richieste" ricevute. Nel comunicato, il gruppo ha aggiunto: "Questa è una vecchia notizia e la nostra assistenza e cooperazione nelle varie indagini resta ad oggi la stessa". Va detto che l'indiscrezione del Nyt aveva innervosito Wall Street, dove gli indici avevano perso ulteriormente slancio.

Wynn Resorts: Finito scontro legale tra il magnate dei casinò Wynn ed ex moglie

Steve e Elaine Wynn hanno finalmente trovato un accordo. Dopo sei anni di battaglie legali, il fondatore ed ex Ceo dell'impero dei casinò Wynn Resorts potrà finalmente vendere tutta o parte della sua quota, pari al 12%. Così potrà anche fare la ex moglie, che detiene invece una partecipazione del 9%.

I due hanno infatti annunciato di aver sciolto un accordo preesistente, che impediva a entrambi di cedere la propria partecipazione scatenando - dopo il divorzio avvenuto nel 2010 - una guerra per il controllo della società.

L'accordo venuto meno includeva anche l'ex socio Kazuo Okada e la sua società Aruze Usa (con cui recentemente è stata archiviata una battaglia legale cominciata 6 anni fa). In base agli accordi originari nessuno dei tre poteva vendere le proprie azioni senza il consenso degli altri.

L'accordo concedeva inoltre a Steve Wynn, allora presidente e amministratore delegato, di controllare una grossa fetta di Wynn Resorts. Il gruppo di casinò ha spiegato che la vendita della partecipazione del suo magnate caduto recentemente in disgrazia avverrà "in modo ordinato e in collaborazione con la società". Il 6 febbraio scorso, Steve Wynn ha dato le dimissioni in seguito a un'ondata di accuse di molestie sessuali da parte di alcune sue dipendenti.

A Wall Street, Wynn Resorts sale dello 0,37%. Dall'inizio dell'anno il titolo è salito del 10,31% e negli ultimi dodici mesi ha guadagnato il 77,54%.

Petrolio chiude a NY +0,4% a 61,19 dollari al barile

Per il secondo giorno di fila, il petrolio ha chiuso in rialzo. Il contratto aprile al Nymex ha aggiunto 23 centesimi, lo 0,4%, a 61,19 dollari al barile.

Il greggio è stato sostenuto da segnali per una domanda globale in aumento: secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, la domanda mondiale dovrebbe salire di 1,5 milioni di barili al giorno a 99,3 milioni barili giornalieri nel 2018. Il dato, contenuto nel rapporto mensile dell'ente parigino, rappresenta un incremento di 90.000 barili al giorno rispetto all'edizione del mese scorso. Una domanda robusta dovrebbe controbilanciare il boom dello shale oil americano, che rischia di compromettere gli sforzi dell'Opec e delle nazioni come la Russia che non fanno parte del cartello; insieme si sono impegnati a ridurre la produzione di petrolio dal gennaio 2017 alla fine dell'anno in corso.

Usa: crolla un ponte a Miami, vari morti

Un ponte è crollato su un'autostrada a Miami (in Florida) provocando vari morti. E' quanto riportano i media americani. Il fatto è avvenuto nel giorno in cui cinque ministri si sono presentati a una commissione parlamentare americana dicendo che "le infrastrutture della nazione si stanno sbriciolando". Il segretario al Commercio, Wilbur Ross, ha detto che abbiamo "un disperato bisogno di sistemare e realizzare nuove strade, ponti, superstrade, ferrovie".

Usa
Russiagate: procuratore ordina a Trump Organization consegna documenti (Nyt)

Alla Trump Organization - l'impero della famiglia del presidente Usa - è stato ordinato dal procuratore speciale che si sta occupando del cosiddetto Russiagate di consegnare documenti, inclusi quelli legati alla Russia. Lo riferisce il New York Times, secondo cui è la prima volta che Robert Mueller ha richiesto informazioni legate alle attività imprenditoriali di Donald Trump.

Così facendo, l'inchiesta pensata per gettare luce sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa del 2016 e sulla presunta collusione tra la campagna Trump e Mosca si concentra sempre più sul leader Usa. Trump ha sempre detto che l'indagine è una "caccia alle streghe" e che non c'è mai stata alcuna collusione tra lui, il suo staff e il Cremlino, oggi sanzionato da Washington proprio per la sua interferenza e le sue cyber-attività.

Bitcoin torna sopra 8mila $ ma in 24 ore capitalizzazione criptovalute -60 mld $

Bitcoin si è riportato sopra gli 8.000 dollari, soglia persa nell'overnight, ma gli investitori fanno i conti con un sell-off delle criptovalute, che in 24 ore hanno visto andare in fumo 60 miliardi di dollari di capitalizzazione a quota 310,4 miliardi.

Stando a coinmarketcap.com, ora la capitalizzazione complessiva si è portata a 326,6 miliardi e quella della valuta digitale più diffusa (Bitcoin appunto) è pari a 139,3 miliardi, il 3% in meno rispetto a 24 ore fa. Su Coinbase, Bitcoin perde l'1,7% a 8.174 dollari.

Ad avere pesato è stato un mix di fattori, in primis le vendite di Bitcoin da parte di un trustee dell'ormai defunto Mt.Gox; l' exchange giapponese - chiuso nel 2014 dopo un mega attacco hacker - ancora possiede Bitcoin che usa per rimborsare i creditori.

C'è stato poi l'annuncio di Google, che come Facebook vietarà la pubblicità di criptovalute sui suoi siti (YouTube incluso).

Inoltre, c'è sempre il rischio di ulteriori strette regolatorie. In vista del G20, il direttore generale del Fondo monetario internazionale ha scritto in un blog che "c'è spazio per sviluppare principi regolatori internazionali per i cripto-asset, incluse le initial coin offering" (Ico). Queste ultime non sono altro che un modo per le start-up di raccogliere investimenti: invece che passare da società di venture capital, possono organizzare Ico permettendo alla gente di investire in una criptovaluta in cambio di un token emesso dalla start-up stessa. Il 'gettone' può essere usato poi in cambio di servizi futuri offerti dall'azienda. Non è escluso che il suo valore superi quello al momento dell'investimento iniziale ma le truffe nel campo delle Ico non mancano.

T-Bond in calo con dati buoni, ignorati venti di guerre commerciali

I titoli di stato sono tornati a indebolirsi mentre l'azionario ha ritrovato slancio dopo le vendite di ieri. A sorpresa almeno per qualche operatore, gli investitori di questa asset class per oggi ignorano i rischi di guerre commerciali tra Usa e Cina.

Dal fronte macroeconomico, però, le buone notizie non sono mancate: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 4mila unità alle 226mila unità attese. L'attività manifatturiera nello Stato di New York è migliorata a marzo battendo le stime degli analisti; anche quella nell'area di Philadelphia ha superato le previsione pur essendo calata. I prezzi alle importazioni invece sono saliti il mese scorso più del previsto, e questo nonostante un calo dei prezzi all'importazione di petrolio.

Le pressioni inflative restano monitorate perché, in caso di un loro forte aumento, potrebbero spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto.

Il decennale Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - al 2,828% dal 2,815% di ieri. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,772%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,287%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,625%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,062%.

Tech
Spotify si quoterà al Nyse il 3 aprile

Spotify si aspetta di quotarsi al New York Stock Exchange il 3 aprile prossimo. Lo ha detto il servizio di musica in streaming svedese nel corso del suo Investor Day. Quello dell'arcirivale di Apple Music potrebbe essere il maggiore debutto tecnologico del 2018.

Il gruppo, che ha scelto una quotazione diretta (che non prevede l'emissione di nuove azioni), intende diffondere il 26 marzo prossimo le guidance del primo trimestre e dell'intero anno fiscale in corso.

In un documento depositato alla Securities and Exchange Commission il 28 febbraio scorso, Spotify disse che nel 2017 aveva generato 4,09 miliardi di euro di ricavi, in rialzo dai 2,952 miliardi del 2016 e 1,940 miliardi del 2015. L'anno scorso è finito con una perdita di 1,24 miliardi di euro, più ampia di quella da 539 milioni del 2016 e di 230 milooni del 2015. Il gruppo ha spiegato di avere 159 milioni di utenti attivi al 31 dicembre scorso, di cui 71 milioni premium.

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano contrastati

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano contrastati. Il mais e il fumento continuano in ribasso. La soia invece cresce grazie alle notizie provenienti dall'Argentina dove continua un forte periodo di siccità. Inoltre si attendono due rapporti che potrebbero essere positivi: da una parte le esportazioni della settimana passate che dovrebbero essere positive, dall'altra il tasso di spremitura dei semi che dovrebbe essere cresciuto del 5%.

Il contratto del mais con scadenza a maggio scende di mezzo centesimo, lo 0,13%, a 3,88 dollari e un quarto a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a maggio cede 6 centesimi e un quarto, l'1,28%, a quota 4,82 dollari e un mezzo a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a maggio viaggiano in rialzo di 12 centesimi e tre quarti, l'1,24%, a 10,45 dollari a bushel. Il contratto dell'olio di soia sale di 41 punti, l'1,29%, a 32,12 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a maggio sale di 1,30 dollari, lo 0,35%, a 372,20 dollari a tonnellata.

azionario
Wall Street: indici in rialzo ma perdono slancio, Dj +0,8%

Gli indici a Wall Street continuano a viaggiare in rialzo ma sotto i massimi intraday che avevano permesso al Dow Jones Industrial Average di recuperare i 25mila punti; il Nasdaq Composite è appeso alla parità.

Dal fronte macroeconomico, le buone notizie non sono mancate: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 4mila unità alle 226mila unità attese. L'attività manifatturiera nello Stato di New York è migliorata a marzo battendo le stime degli analisti; anche quella nell'area di Philadelphia ha superato le previsione pur essendo calata. I prezzi alle importazioni invece sono saliti il mese scorso più del previsto, e questo nonostante un calo dei prezzi all'importazione di petrolio.

Le pressioni inflative restano monitorate perché, in caso di un loro forte aumento, potrebbero spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto. Il 21 marzo prossimo è attesa la prima stretta del 2018 da parte della banca centrale Usa, che annuncerà la nuova stima mediana sul numero di rialzi dei tassi del 2018. Fino ad ora ne ha previsti tre.

Sullo sfondo a Wall Street restano i rischi di un riaccendersi di guerre commerciali, con l'amministrazione Trump che sembra avere nel mirino la Cina.

Il Dow sale di 199 punti, lo 0,8%, a quota 24956,8 sostenuto da Boeing (ieri entrato in correzione per timori di ritorsioni commerciali da Pechino). L'S&P 500 aumenta di 4 punti, lo 0,16%, a quota 2.753. Il Nasdaq sale di 2 punti, lo 0,02%, a quota 7.498. Il petrolio ad aprile al Nymex segna un +0,43% a 61,22 dollari al barile.

Wall Street: Monsanto -4,4%, antitrust Usa potrebbe bloccare nozze con Bayer

Il titolo Monsanto ha subito un improvviso tracollo (-4,4% a 116,25 dollari) non appena sono iniziate a circolare indiscrezioni secondo cui l'antitrust Usa potrebbe mettere a repentaglio le nozze da 66 miliardi di dollari tra il gruppo americano dell'agrochimica e la tedesca Bayer. Le dismissioni proposte da Bayer per garantirsi il via libera regolatorio non sembrano sufficienti per fare venire meno le preoccupazioni dei regolatori Usa. Il mese scorso il gruppo tedesco aveva detto di aspettarsi l'ok delle autorità, incluse quelle Usa, nel secondo trimestre del 2018. Probabilmente Bayer dovrà promettere la vendita di ulteriori asset per convincere Washington della bontà della transazione. Il titolo Monsanto, che oggi si era spinto fino a 123,35 dollari, da inizio anno ha guadagnato lo 0,8% e negli ultimi 12 mesi quasi il 4%.

Tecnologia
Lyft: azienda canadese Magna investe 200 milioni per veicoli autonomi

Il fornitore di componenti per auto canadese, Magna, ha appena investito 200 milioni di dollari in Lyft grazie a quali collaborerà con la startup rivale di Uber per sviluppare veicoli a guida autonoma. Si tratta di un progetto di lungo termine per sviluppare un sistema di auto senza conducente che possa essere messo in commercio: saranno veicoli di Level 4, ovvero in grado di spostarsi senza alcun intervento umano.

Per Lyft Magna è un partner molto importante: nel 2017 ha registrato ricavi per 38 miliardi di dollari, arrivando a un valore di mercato di 19 miliardi di dollari. Inoltre fa parte di un consorzio insieme a Bmw, Mobileye e Intel che prevedono di creare entro il 2020 una piattaforma per far gestire i veicoli autonomi ai produttori di auto. Magna fornisce pezzi, che vanno da gli specchietti retrovisori ad avanzati sistemi di assistenza al conducente. Ha tra i suoi clienti Tesla, Volkswagen, BMW, and Toyota. L'investimento di Magna in Lyft fa parte dell'ultima raccolta fondi della startup per prenotare auto con conducente che grazie anche a il denaro messo da CapitalG di Google ha portato il suo valore di mercato a 11,7 miliardi di dollari.

azionario
Wall Street: indici accelerano sui massimi intraday, Dj +1,2%

Gli indici a Wall Street hanno accelerato al rialzo portandosi sui massimi intraday mentre il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso brevemente sotto il 2,8%. A fare da traino sono i settori industriale (+0,8%), tecnologico (+0,6%) e sanitario (+0,6%).

Gli investitori sembrano ignorare le tensioni geopolitiche che potrebbero crearsi dopo le nuove sanzioni degli Usa contro la Russia per via della sua interferenza nelle elezioni presidenziali americane del 2016; per altro Washington si è schierata con Londra, Parigi e Berlino nell'accusare Mosca dell'uso dell'agente nervino con cui il 4 marzo scorso su suolo britannico si è tentato di avvelenare l'ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia.

I mercati continuano a monitorare gli sviluppi commerciali: il Fondo monetario internazionale è tornato a criticare il protezionismo invitando i Paesi a non reagire ai dazi di Trump con ritorsioni. Secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione Usa sta pensando di adottare nuove tariffe su prodotti Made in China importati in Usa per un valore annuo di 30 miliardi di dollari, la metà della cifra citata nei giorni scorsi da indiscrezioni di Reuters. A Cnbc Peter Navarro, il consigliere protezionista del presidente Usa, ha detto che "nelle settimane a venire" Trump avrà sulla sua scrivania raccomandazioni per punire Pechino per i suoi "furti" di proprietà intellettuale americana.

Il Dow sale di 266,66 punti, l'1,2%, a quota 25.024,78. L'S&P 500 avanza di 11 punti, lo 0,4%, a quota 2.760. Il Nasdaq Composite segna un +24 punti, lo 0,3%, a quota 7.520. Il petrolio ad aprile al Nymex avanza dello 0,5% a 61,628 dollari al barile.

Fmi: bene la crescita mondiale, ma i rischi aumentano

In vista della riunione del G20 a Buenos Aires (Argentina) il 19 e 20 marzo, il Fondo monetario internazionale ha confermato le sue stime di crescita per l'economia globale (+3,9% nel 2018 e 2019) e ha spiegato che "nel breve termine la crescita potrebbe stupire nuovamente al rialzo", anche se "stanno aumentando i rischi" che potrebbero frenare la crescita stessa.

Nella consueta Surveillance Note diffusa prima di un G20, l'istituto di Washington ha affermato che "la crescita globale ha continuato a rafforzarsi", ma lo slancio atteso nell'anno in corso e nel prossimo rallenterà, ponendo delle sfide di medio termine a molti Paesi.

"Alcune forze cicliche verranno meno: i tassi di interesse stanno salendo e le condizioni finanziarie probabilmente saranno più stringenti con la normalizzazione della politica monetaria", si legge nel documento intitolato "Global prospects e policy challenges".

economia
Fmi, Lagarde: protezionismo nocivo, no a ritorsioni dopo dazi Trump

Il protezionismo è "dannoso". In un blog pubblicato in vista della prossima riunione del G20, la numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha scritto: "Ledere il commercio fa male all'economia e alle persone", specialmente quelle più povere che comprano prodotti importati relativamente meno costosi.

Per questo, "i legislatori devono lavorare insieme in modo costruttivo per ridurre le barriere commerciali e risolvere i disaccordi commerciali senza ricorrere a misure eccezionali", come i dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio imposti dall'amministrazione Trump.

Lagarde ha quindi invitato gli altri Paesi a non reagire alla decisione degli Stati Uniti con una "escalation di misure protezionistiche [...] La storia economica mostra chiaramente che le guerre commerciali ledono la crescita globale e non possono essere vinte".

Fmi: Eurozona verso quinto anno di espansione, bene l'Italia

L'Eurozona sta vivendo la miglior crescita economica dell'ultimo decennio e va verso "il suo quinto anno consecutivo di espansione". Lo scrive il Fondo monetario internazionale nella Surveillance Note diffusa prima del G20 in calendario a Buenos Aires (Argentina) il 19 e 20 marzo.

Nel documento, sono state riportate le stime di crescita aggiornate a gennaio, migliori alle precedenti grazie alle revisioni al rialzo di quelle relative a Germania, Italia e Paesi Bassi. Nel 2018, le previsioni per il Pil dell'area sono per una crescita del 2,2%, mentre per il 2019 le attese sono per un'espansione del 2 per cento. Per l'Italia, si prevedono un +1,4% e un +1,1 per cento.

A proposito dell'Italia, il Fondo monetario sostiene che, come anche altri Paesi, dovrebbe sfruttare il momento di slancio della crescita globale per spingere ulteriormente sulle misure di consolidamento fiscale. Nel documento, il Fondo cita il nostro Paese tra quelli dove il debito pubblico è "alto" o la posizione fiscale è "vulnerabile".

Usa: Trump, Mosca dietro avvelenamento ex spia russa in Gb

"Sembra proprio che ci siano i russi dietro" al tentativo di avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia su suolo britannico. Lo ha detto Donald Trump, il presidente americano, nel corso di un incontro nello Studio Ovale con il primo ministro irlandese Leo Varadkar. Quell'avvelenamento "non sarebbe mai dovuto esserci", ha aggiunto il leader Usa spiegando che Washington e Londra sono protagonisti di "discussioni intense" su una "situazione triste" che Trump "prende molto seriamente, come molti altri".

Oggi i leader di Francia, Germania, Usa e Regno Unito hanno emesso una nota congiunta in cui condannano l'attacco contro i Skripal avvenuto a Salisbury il 4 marzo scorso; secondo loro, l'agente nervino "appartenente a una tipologia sviluppata dalla Russia" (ma apparentemente non in possesso esclusivamente di Mosca) "rappresenta il primo uso di un agente nervino in Europa dalla Seconda guerra mondiale". Esso è visto -recita la nota - come un "assalto alla sovranità del Regno Unito" e una "violazione della Convenzione sulle armi chimiche e delle leggi internazionali".

Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

Continua l'incertezza al Cbot, che ha aperto la seduta di oggi contrastato, con il mais e il frumento in rosso e la soia che sta cercando di recuperare terreno dopo le perdite di ieri. A far cambiare il segno dei semi di soia sono le attese per due rapporti che potrebbero essere positivi: da una parte le esportazioni della settimana passate che dovrebbero essere positive, dall'altra il tasso di spremitura dei semi che dovrebbe essere cresciuto del 5%.

Il contratto del mais con scadenza a maggio scende di 2 centesimi e un mezzo, lo 0,64%, a 3,86 dollari e un quarto a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a maggio cede 10 centesimi, il 2,05%, a quota 4,78 dollari e tre quarti a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a maggio viaggiano in rialzo di 3 centesimi e un quarto, lo 0,31%, a 10,35 dollari e un mezzo a bushel. Il contratto dell'olio di soia sale di 19 punti, lo 0,60%, a 31,90 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a maggio sale di 0,10 dollari, lo 0,03%, a 371,00 dollari a tonnellata.

Russiagate
Usa impone sanzioni su Russia per interferenza in elezioni

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni contro diversi cittadini russi e aziende per il loro ruolo nelle interferenze nella campagna elettorale del 2016. La persona più importante colpita dai provvedimenti è Yevgeniy Viktorovich Prigozhin, conosciuto come "lo chef di Putin", molto vicino presidente russo Vladimir Putin. Prigozhin è tra le 13 persone che sono state anche accusate dal procuratore speciale Robert Mueller che sta indagando sul Russiagate. Secondo un gran giurì degli Stati Uniti Prigozhin sarebbe intervenuto nelle elezioni Usa per cercare di aiutare Donald Trump. Il presidente Usa ha sempre negato qualsiasi collegamento della sua campagna elettorale con il Cremlino. Quelle di oggi sono le prime sanzioni imposte dagli Stati Uniti alla Russia per il Russiagate.

Iran
Usa fa pressioni su paesi Ue per "cambiare" l'accordo sul nucleare con l'Iran

Gli Stati Uniti stanno facendo forti pressioni sui paesi dell'Unione europea (Francia, Germania e Gran Bretagna) affinché cambino in parte alcuni dettagli dell'accordo sul nucleare iraniano, firmato nel 2015 da Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania e Iran. Proprio oggi alcuni funzionari americani si incontreranno a Berlino con i funzionari dei tre Paesi, nel terzo incontro formale per cercare di non fare uscire Washington dall'intesa. Sin dall'inizio della sua campagna elettorale, infatti, il presidente americano, Donald Trump, ha criticato l'accordo e ha detto di essere pronto a uscirne, definendolo "il peggior accordo di sempre".

Trump ha dato ai paesi europei una scadenza, il 12 maggio, data entro la quale dovranno fare alcuni cambiamenti per evitare l'uscita degli Stati Uniti. Un portavoce del dipartimento di Stato - che si trova in un momento di transizione, visto che Rex Tillerson è stato licenziato - ha detto che "questa è l'ultima possibilità". Gli Usa dovrebbero assumere posizioni ancora più dure quando alla guida del dipartimento arriverà Mike Pompeo, che si è più volte espresso contro l'Iran. I tre Paesi europei e gli Stati Uniti stanno cercando di arrivare a un accordo separato per dare una risposta alle richieste di Trump che vuole ispezioni più rigorose e maggiore chiarezza sul programma missilistico dell'Iran. Teheran ha invece detto che non ha alcuna intenzione di riaprire le trattative sull'accordo.

Panama Papers: lo studio legale Mossack Fonseca chiuderà

Lo studio legale panamese al centro dei cosiddetti Panama Papers chiuderà i battenti alla fine del mese. Si tratta di Mossack Fonseca, il fulcro dello scandalo esploso nell'aprile 2016, quando 11,5 milioni di documenti dello studio legale furono diffusi anonimamente portando a galla account offshore di politici e personalità di spicco nel mondo.

In un documento ottenuto dall'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), il gruppo spiega che "il deterioramento reputazionale, la campagna mediatica, l'assedio finanziario e le azioni irregolari di alcune autorità panamesi hanno causato danni irreparabili". Ecco perché ci sarà una "cessazione totale delle attività al pubblico alla fine del mese dopo 40 anni".

Secondo ICIJ, già a novembre lo studio legale aveva detto ai suoi clienti che aveva dovuto "ridurre significativamente" le sue attività per via di un cambiamento regolatorio e di un "ambiente di business avverso".

Economia
Fed: sondaggio Wsj, attesi 4 rialzi tassi nel 2018, rischi da dazi Trump

Gli economisti sentiti in un sondaggio del Wall Street Journal sembrano aspettarsi quattro rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve e temono i rischi associati ai dazi voluti dall'amministrazione Trump. In media, il campione prevede che l'anno in corso termini con un costo del denaro al 2,25%, in rialzo dal 2,21% di febbraio e dal 2,17% di gennaio. La nuova stima implica quattro rialzi dei tassi da 25 punti base l'uno rispetto al valore attuale a cui si trovano, pari all'1,25-1,5%. La prima stretta del 2018 dovrebbe essere annunciata alla fine della riunione del 20 e 21 marzo prossimi.

Stando al sondaggio, nel 2019 sono previsti due rialzi dei tassi, tanti quanti quelli attesi dalla Fed nella sua riunione dello scorso dicembre (ad allora risalgono le ultime stime mediane su questo fronte; le prossime arriveranno il 21 marzo); per il 2018 la banca centrale Usa fino ad ora ha anticipato tre strette.

Gli economisti sono ottimisti sull'andamento dell'economia Usa (si attendono un +2,9% quest'anno), e si aspettano una ripresa dell'inflazione, vista crescere a un tasso annuo del 2,1% nel quarto trimestre dell'anno in corso; è da ormai cinque anni che il target del 2% fissato dalla Fed non viene centrato. Il 51% del campione, contro il 30% di febbraio, tuttavia ha detto che ci sono rischi di un rallentamento della congiuntura. C'è preoccupazione per le conseguenze delle possibili ritorsioni che potrebbero scattare sulla scia dei dazi voluti dagli Usa su acciaio e alluminio importati.

Usa: scende a 70 indice Nahb mercato immobiliare marzo, peggio stime

A marzo l'indice che misura la fiducia dei costruttori di case è calato dopo la flessione di gennaio e dopo avere toccato in dicembre il massimo in oltre 18 anni. Il dato si mantiene a livelli abbastanza elevati, segno che si vanno sempre più attenuando le difficoltà create al settore immobiliare americano dagli uragani che si sono abbattuti tra agosto e settembre nel Sud degli Stati Uniti. L'indice, redatto dalla National Association of Home Builders, è sceso a 70 dai 71 punti di gennaio (dato rivisto rispetto alla prima stima, pari a 72 punti). Gli analisti si aspettavano 71 punti. Una lettura al di sopra della soglia dei 50 punti è solitamente associata a condizioni positive del mercato.

Amazon: raid nell' ufficio di Tokyo delle autorità giapponesi antitrus

Il quartier generale di Amazon in Giappone è stato perquisito dalle autorità locali per presunta violazione delle norme antitrust del Paese. La Fair Trade Commission giapponese, che ha ordinato l'ispezione della sede del gruppo Usa a Tokyo, ha dichiarato che Amazon Japan è sotto inchiesta per avere presumibilmente chiesto ai fornitori di accollarsi una parte degli sconti adottati sui prodotti in vendita sulla piattaforma e-commerce.

La divisione nipponica del gruppo di Jeff Bezos ha detto che sta "collaborando pienamente" con le autorità senza fornire dettagli sulle accuse. Secondo i media giapponesi, il nodo ruota intorno a una sorta di "tassa di collaborazione", calcolata come percentuale del prezzo di vendita del prodotto. Stando alla tv pubblica giapponese NHK, ai fornitori di Amazon sarebbe stato detto che il gruppo non avrebbe più lavorato con loro nel caso in cui si fossero rifiutati di pagare le tasse.

Non è la prima volta che la sede nipponica di Amazon viene sottoposta a raid. Già nel 2016 la Fair Trade Commission aveva perquisito gli uffici concludendo che l'azienda aveva chiesto ai fornitori di vendere i propri articoli su Amazon Japan allo stesso prezzo o a un prezzo inferiore rispetto a quello di qualsiasi altra piattaforma. Amazon è attivo in Giappone sin dal 1998.

azionario
Wall Street: apertura in lieve rialzo, focus su rischi guerre commerciali

La seduta a Wall Street è iniziata in lieve rialzo con gli investitori che continuano a monitorare sviluppi di potenziali guerre commerciali, specialmente tra Cina e Usa. L'S&P 500 sta cercando di evitare quella che sarebbe la quarta seduta di fila in calo; una serie negativa così lunga non c'è mai stata nel 2018. Anche il Dow Jones Industrial Average ha perso quota per tre giornate di fila, mentre il Nasdaq Composite è scivolato per due volte consecutive dopo due record di fila. I rialzi di inizio seduta non implicano che durino per il resto della giornata visto che nei giorni scorsi i guadagni iniziali si sono tradotti in perdite.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 4mila unità alle 226mila unità attese. L'attività manifatturiera nello Stato di New York è migliorata a marzo battendo le stime degli analisti; anche quella nell'area di Philadelphia ha superato le previsione pur essendo calata. I prezzi alle importazioni invece sono saliti il mese scorso più del previsto, e questo nonostante un calo dei prezzi all'importazione di petrolio.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 48 punti, lo 0,19%, a quota 24.806 ma l'indice delle 30 blue chip aveva aperto con un +0,4%. L'S&P 500 aumenta di 2,4 punti, lo 0,09%, a quota 2.751,89. Il Nasdaq ha virato in calo di 0,48 punti, lo 0,01%, a quota 7.496,4. Il petrolio ad aprile al Nymex segna un +0,43% a 61,22 dollari al barile.

T-Bond: andamento misto, focus su dati e commercio

I titoli di stato Usa si muovono in modo contrastato. Gli investitori stanno digerendo una serie di dati macroeconomici che confermano la tonicità del mercato americano e la tenuta del settore manifatturiero nello Stato di New York e nell'area di Philadelphia. Allo stesso tempo, continuano a monitorare gli sviluppi sul fronte commerciale: resta il timore di uno scoppio di guerre commerciali dopo l'introduzione di dazi su acciaio e alluminio voluti dagli Usa. Il decennale Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - poco mossi al 2,817% dal 2,815% di ieri. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,762%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,274%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,611%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 3,051%.

Usa-Canada
Trump: "Non avevo idea" di cosa detto a Trudeau sul commercio

Sono emerse indiscrezioni secondo cui nel corso di un evento di raccolta fondi ieri il presidente americano Donald Trump ha ammesso che durante un incontro con il premier canadese Justin Trudeau non aveva la minima idea di quello di cui stesse parlando. Stando a un audio ottenuto dal Washington Post, Trump aveva insistito che gli Usa hanno un deficit commerciale con il Canada, ma è vero il contrario.

azionario
Wall Street: future in rialzo, focus su guerre commerciali

I future a Wall Street sono rimasti in rialzo dopo una serie di dati macroeconomici: le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 4mila unità alle 226mila unità attese. L'attività manifatturiera nello Stato di New York è migliorata a marzo battendo le stime degli analisti; anche quella nell'area di Philadelphia ha superato le previsione pur essendo calata. I prezzi alle importazioni invece sono saliti il mese scorso più del previsto, e questo nonostante un calo dei prezzi all'importazione di petrolio.

All'indomani di una seduta in calo per via di timori di guerre commerciali, l'attenzione degli investitori resta sulle potenziali ritorsioni con cui vari Paesi - Cina in primis - potrebbero reagire ai dazi su acciaio e alluminio voluti dagli Usa. Ieri Boeing aveva sofferto per paure che possa diventare una vittima di eventuali scontri come potrebbero esserlo gli agricoltori americani, che vendono gran parte dei semi di soia prodotti alla Cina.

I future del Dow salgono di 80 punti, lo 0,3%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 4,25 punti, lo 0,16%; quelli del Nasdaq Composite aumentano di 7,5 punti, lo 0,11%. Il petrolio ad aprile al Nymex avanza dello 0,6% a 61,35 dollari al barile.

Usa: scende a 22,3 indice manifatturiero Fed di Philadelphia a marzo, sopra stime

Le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia sono peggiorate a marzo. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è sceso a 22,3 punti, dai 25,8 punti di febbraio. Il dato è superiore alle previsioni degli analisti, che prevedevano un dato a 22 punti. Guardando alle singole componenti, quella sui nuovi ordini è salita da 24,5 punti a 35,7 e quella relativa alle consegne è salita da 15,5 punti a 32,4. Il dato sui prezzi pagati è sceso da 45 punti a 42,6, mentre quella sull'occupazione è migliorato da 25,2 punti a 25,6. Infine, la componente relativa alle scorte è salita -0,9 punti a 16,5.

Usa: sale a 22,5 indice manifatturiero Empire State a marzo, sopra stime

L'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, a marzo si è confermato in territorio positivo, ovvero sopra lo zero, ma ha rallentato il passo rispetto al mese precedente. Il dato, redatto dalla Federal Reserve di New York, è salito a 22,5 punti, rispetto ai 13,1 punti di febbraio. Il dato è superiore alle stime, visto che gli analisti attendevano 15 punti. La componente che tiene conto dei nuovi ordini è salita da da 13,5 punti a 16,8, quella sull'occupazione è scesa da 10,9 punti a 9,4. Quella sui prezzi della merce ricevuta è passata da 21,5 punti a 27 punti.

BlackBerry estende contratto Ceo al novembre 2023

BlackBerry ha detto di avere raggiunto un accordo con il suo Ceo estendendone il contratto al novembre 2023. Il gruppo canadese un tempo famoso per i suoi smartphone e trasformatosi in una società di software non prevede un cambiamento dei compensi per John Chen, che oltre a essere a.d. è anche presidente del consiglio di amministrazione dell'azienda. Chen arrivò in BlackBerry nel novembre 2013. Nel pre-mercato il titolo BlackBerry sale dello 0,4%. Ieri aveva chiuso in aumento dell'1,5% a 12,80 dollari. Nel 2018 ha guadagnato il 14,6% e negli ultimi 12 mesi è salito di quasi l'82%.

Usa: +0,4% prezzi all'importazione a febbraio, stime erano +0,2%

I prezzi all'importazione negli Stati Uniti sono cresciuti a febbraio più delle stime nonostante il primo calo da oltre sei mesi dei prezzi sul petrolio importato. Stando a quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi all'importazione sono saliti dello 0,4% sul mese precedente, più dell'aumento dello 0,2% atteso dagli analisti. L'incremento del mese scorso è stato il settimo di fila. Su base annuale, ovvero rispetto al febbraio 2017, il dato è in rialzo del 3,5%. I prezzi delle importazioni di petrolio sono scesi nel mese dello 0,5% mentre quelli dei prodotti non petroliferi sono saliti dello 0,5%. I prezzi alle esportazioni a gennaio sono aumentati mensilmente dello 0,2% e annualmente del 3,3%.

  • Usa: richieste sussidi di disoccupazione scese come previsto
    Nei sette giorni conclusi il 10 marzo scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso come previsto. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 4.000 unità a 226.000. Gli analisti esattamente quel dato. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da 158 settimane di fila, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è scesa di 750 unità a 221.500 unità, non lontano dai minimi del 27 dicembre del 1969 raggiunti due settimane fa. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 3 marzo, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è salito di 4.000 unità a 1,879 milioni
Tech
Alibaba pianifica una seconda quotazione, oltre a NY anche in Cina (Wsj)

Il colosso cinese del commercio elettronico Alibaba intende quotarsi in patria oltre tre anni dopo il suo sbarco in borsa a New York. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui una seconda quotazione potrebbe verificarsi già la prossima estate se però le leggi cinesi verranno cambiate per permettere ad aziende stranieri di vendere direttamente azioni proprie agli investitori locali attraverso una Ipo.

E' vero che la maggior parte delle attività di Alibaba sono in Cina ma l'azienda è registrata formalmente alle Isole Cayman. Inoltre, attualmente alle aziende come Alibaba che hanno una doppia classe di azioni è impedito quotarsi nella Cina continentale.

Il gruppo sbarcò al New York Stock Exchange nel 2014 in quella che resta la Ipo più grande di sempre con un valore di 25 miliardi di dollari.

Nel pre-mercato Alibaba sale del 2,85%. Ieri aveva chiuso in rialzo del 2,2% a 192,56 dollari. Nel 2018 ha guadagnato quasi il 12% e negli ultimi 12 mesi quasi l'85%.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macro

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 10 marzo alle 8:30 (le 13:30 in Italia). Precedente: +21mila a 231mila. Consensus: 226.000.

Indice prezzi all'importazione per il mese di febbraio alle 8:30 (le 13:30 in Italia). Precedente: +1%. Consensus: +0,2%.

Indice manifatturiero Fed di Philadelphia per il mese di marzo alle 8:30 (le 13:30 in Italia). Precedente: 25,8. Consensus: 22.

Indice manifatturiero Fed di New York per il mese di marzo alle 8:30 (le 13:30 in Italia). Precedente: 13,1. Consensus: 15.

Indice Nahb sull'andamento del mercato immobiliare per il mese di marzo alle 10 (le 15 in Italia). Precedente: 72 punti. Consensus: 71.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Dollar General a un orario non precisato. Trimestrali di Adobe Systems e Broadcom dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale pubblica alle 11 (le 16 in Italia) la sua Surveillance Note in vista del prossimo G20.

Wall Street
Euro in leggero ribasso a 1,2361 dollari, biglietto verde in ribasso a 105,91 yen

Euro in ribasso dello 0,06% a 1,2361 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0571 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,39% a 105,91 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 105,25 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.323,20 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,18% a 1.323.20 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.218,50 e i 1.370,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio stabile a 60,96 dollari al barile

Future del petrolio stabili a 60,96 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,17 e i 66,39 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa poco mossi nel premercato

Future degli indici Usa poco mossi nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,12%, lo S&P sale dello 0,02%, il Nasdaq perde lo 0,04%.

La seduta a Wall Street è finita in calo con il ritorno di preoccupazioni di guerre commerciali, specialmente tra gli Usa e la Cina. Il DJIA ha perso oltre 262 puntim l'1%, a quota 24.744. L'S&P 500 ha ceduto 16 punti, lo 0,6%, a quota 2.749. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 15 punti circa, lo 0,2%, a quota 7.497.