Wall Street punta a nuovi record

Oggi trimestrale di Citigroup alle 8 (le 14 in Italia). Fiat Chrysler Automobiles presenta un nuovo Cherokee (Suv di Jeep) alle 8:30 (le 14:30 in Italia)

azionario
Wall Street: netto cambio di rotta, chiusura in calo. Il Dow non tiene i 26mila punti

La seduta a Wall Street è finita in calo, non lontano dai minimi di seduta. La giornata era inizia all'insegna dei record con il Dow Jones Industrial Average che aveva conquistato quota 26.000 per la prima volta dopo solo sette sedute dal raggiungimento di quota 25.000. Il netto cambio di rotta è stato il più forte da quasi due anni.

Ad alimentarlo sono state rinnovate preoccupazioni politiche, che hanno controbilanciato trimestrali societarie e dati economici che fino ad ora avevano alimentato l'ottimismo degli investitori. Le preoccupazioni sono montate non appena il New York Times ha riferito che Steve Bannon, l'ex stratega del presidente americano Donald Trump, dovrà testimoniare davanti al gran giur" istituito dal procuratore speciale che sta indagando sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni americane del 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna Trump e Mosca. Inoltre si teme una paralisi del governo Usa; entro venerdì i legislatori devo trovare un accordo per mantenere i livelli di spesa pubblica pena il cosiddetto shutdown.

Arrivato a guadagnare fino a 283 punti, il Dow ne ha persi 10,33, lo 0,04%, a quota 25.792,86.

L'S&P 500, che nel durante aveva conquistato i 2.800 punti per la prima volta, ha ceduto 9,82 punti, lo 0,35%, a quota 2.776,42.

Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 37,38 punti, lo 0,51%, a quota 7.223,69.

Il petrolio al Nymex è scivolato di 57 centesimi a 63,73 dollari al barile.

Wall Street chiude in rosso. Timori per fine fondi del governo americano

I principali indici quotati a Wall Street hanno chiuso la seduta di martedì 16 gennaio in negativo. A preoccupare i trader è la minaccia dello shutdown, la paralisi del governo federale per la mancanza di fondi. Il Congresso infatti deve approvare una legge entro venerd" sera per rifinanziare le operazioni federali ed evitare il collasso. Un punto di contesa tra i democratici e i repubblicani è la riforma dell'immigrazione che starebbe rallentando le discussioni sullo shutdown.

Per i democratici solo attraverso un accordo per salvare gli immigrati senza documenti arrivati da bambini in Usa, è possibile discutere su una legge per finanziare il governo. Per quanto riguarda il Dow siano di fronte al più grande cambio di segno dal febbraio 2016: questa mattina all'apertura infatti il Dow aveva superato i 26.000 punti, un record mai raggiunto nella storia.

Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 10,33 punti, lo 0,04%, a quota 25.792,86. L'S&P 500 ha lasciato sul terreno 9,82 punti, lo 0,35%, a quota 2.776,42. Il Nasdaq è sceso di 37,38 punti, lo 0,51%, a quota 7.223,69. Il contratto febbraio del greggio al Nymex ha perso 57 centesimi, terminando a 63,73 dollari al barile.

Petrolio: chiude a NY in rosso di 57 centesimi a 63,73 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso in rosso la prima seduta della settimana, dopo che venerd" scorso era riuscito a terminare in rally. A fare pressioni sul greggio sono le prese di profitto dei trader, dopo che i contratti avevano raggiunto i massimi di tre anni. Il contratto febbraio al Nymex ha perso 57 centesimi, terminando a 63,73 dollari al barile.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in rialzo di due centesimi, lo 0,58%, a quota 3,48 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in ribasso di 4 centesimi, lo 0,95%, a quota 4,16 dollari e un mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a marzo hanno guadagnato 7 centesimi e un mezzo, lo 0,78%, a 9,68 dollari a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha perso 34 punti, l'1,13%, a 32,79 centesimi al pound. FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha guadagnato 5,80 dollari, l'1,83%, a 322,80 dollari a tonnellata.

Fca: Manley, un Suv su cinque di Jeep? "Giusta aspirazione"

Detroit, 16 gen - "Tempistica a parte, è possibile che un Suv su cinque sia Jeep". Lo ha detto Mike Manley, responsabile del marchio di Suv di Fiat Chrysler Automobiles. Parlando alla stampa italiana dallo stand di Fca al salone dell'auto di Detroit, Manley ha spiegato che "con il giusto portafoglio di prodotti, è possibile raggiungere [consegne annue pari a] cinque milioni di vetture", come aveva detto il Ceo Sergio Marchionne in una intervista a Bloomberg domenica scorsa. "E' la giusta aspirazione", ha concluso Manley ricordando che "nei mercati dove siamo maturi, abbiamo una quota pari a oltre il 20%".

Fca: Manley, Marchionne chiaro su piano successione, deciderà cda

Detroit, 16 gen - Mike Manley, il responsabile dei marchi Jeep e Ram di Fiat Chrysler Automobiles, non si sbilancia sul piano di successione allo studio all'interno del gruppo. Parlando alla stampa dallo stand di Fca al salone dell'auto di Detroit, Manley ha detto che sul tema il Ceo Sergio Marchionne "è stato chiaro sul processo. A decidere sarà il consiglio di amministrazione". Per lui, "ci vorrà un po' prima che un annuncio sia fatto"; ieri l'a.d. di Fca aveva spiegato che prima ci sarà la presentazione alla comunità finanziaria del nuovo piano industriale. A chi gli ha chiesto se si sente sotto pressione di fronte alla potenzialità di succedere a Marchionne, Manley ha risposto: "Una delle cose di cui sono stato fortunato è che nel 2009 Marchionne mi abbia affidato Jeep. Essendo un marchio cos" iconico". Colui che dall'ottobre del 2015 è diventato responsabile anche del marchio di pickup truck Ram, ha concluso: "Mi metto sotto pressione da solo".

Fca: nel 2017 vendute 1,4 mln di Jeep, leggermente meno sul 2016

Detroit, 16 gen - Per la prima volta dopo cinque anni di fila, Jeep - il marchio di Suv di Fiat Chrysler Automobiles - ha chiuso il 2017 con vendite non da record seppur stabili. L'anno scorso è stato comunque il quarto anno di fila con vendite sopra il milione di unità e l'ottavo con vendite in crescita. In un incontro con la stampa presso lo stand di Fca al salone dell'auto di Detroit, il responsabile del marchio Mike Manley ha detto che nel 2017 Jeep ha venduto circa 1,4 milioni di unità contro quota 1,41 del 2016. Il dato riflette la strategia del gruppo di ridurre le vendite alle società di noleggio. Quella riduzione "sarà completata" nel 2019, ha spiegato Manley sottolineando che comunque si aspetta che "il canale retail continui a crescere". In termini di aree geografiche, "Asia ed Europa continuano davvero a essere un'opportunità per noi". Anche in America Latina Jeep crede di continuare a potere andare bene, oltre il Brasile dove la performance "è molto buona".

Borsa
Wall Street: a metà seduta si conferma positiva, ma cala da massimi, Dj sotto 26.000

Alla soglia di metà giornata di contrattazioni, Wall Street prosegue in netto rialzo, ma cala dai massimi visti in avvio, quando il Dow Jones ha sfondato per la prima volta la soglia dei 26.000 punti. Al momento il listino delle blue chip, che aveva superato per la prima volta i 25.000 punti il 4 gennaio, si attesta sotto quota 26.000, ma non è escluso che trovi il guizzo per chiude al di sopra quella soglia. Anche lo S&P 500 si è riportato sotto i 2.800 punti, superati in avvio.

Gli investitori guardano alle poche notizie arrivate dal fronte macroeconomico (sotto le stime l'indice manifatturiero dell'area di New York), alle trimestrali (Citigroup ha battuto le stime, ma ha virato in rosso sotto il peso di oneri straordinari per 22 miliardi) e al fronte industriale, con gli oneri messi a bilancio, per motivi differenti, da General Electric e General Motors. Nel frattempo, il Dow Jones sale di 156,22 punti, lo 0,61%, a quota 25.959,09. L'S&P 500 aggiunge 7,07 punti, lo 0,25%, a quota 2.793,08. Il Nasdaq Composite aumenta di 23,58 punti, lo 0,32%, a quota 7.284,03. Il petrolio a febbraio al Nymex scivola dello 0,96% a 63,75 dollari al barile.

Per quanto riguarda i titoli, a metà seduta Citigroup si conferma in aumento dell'1% dopo la trimestrale. Domani alla prova dei conti saranno chiamati altri due colossi di Wall Street, ovvero Bank of America e Goldman Sachs (i titoli viaggiano in aumento rispettivamente dello 0,64 e dell'1,25%). Tra i tecnologici vanno bene Facebook (+0,41%) e Amazon (+1,13%), mentre Apple guadagna un più modesto 0,28%. Prosegue in aumento General Motors (+2,11%), con gli investitori che danno più peso al fatto che l'utile è atteso nella parte alta delle stime precedenti che non al fatto che il colosso di Detroit metterà a bilancio oneri straordinari per 7 miliardi di dollari a causa della riforma fiscale voluta da Donald Trump.

Nestle vende a Ferrero divisione cioccolati Usa per 2,8 miliardi

Nestle ha appena confermato di aver venduta a Ferrero la sua divisione che produce cioccolati in America per 2,8 miliardi di dollari. La divisione comprende marchi come Crunch, Butterfinger, Baby Ruth, Sno-Caps e Laffy Taffy. Con questa mossa il colosso dolciario di Alba è diventato il terzo più grande gruppo Usa nel settore dopo Hershey e Mars.

Nestle vende a Ferrero divisione cioccolati Usa per 2,8 miliardi

Nestle ha appena confermato di aver venduta a Ferrero la sua divisione che produce cioccolati in America per 2,8 miliardi di dollari. La divisione comprende marchi come Crunch, Butterfinger, Baby Ruth, Sno-Caps e Laffy Taffy. Con questa mossa il colosso dolciario di Alba è diventato il terzo più grande gruppo Usa nel settore dopo Hershey e Mars.

Industria
Ge: valuta separazione attività. Ceo Flannery: esaminiamo struttura migliore

General Electric ha preso in considerazione la possibilità di dividere la società, icona e colosso dell'industria americana, alla luce dei problemi maggiori del previsto emersi in North American Life & Health, il portafoglio assicurativo in run-off di Ge Capital. Ge ha fatto sapere oggi che dovrà mettere a bilancio oneri straordinari per 6,2 miliardi nel quarto trimestre e accantonare 15 miliardi in sette anni per rafforzare le riserve di Ge Capital.

Come riporta il Wall Street Journal, i problemi, che si pensava fossero ormai alle spalle, sembrano dunque più profondi del previsto e questo ha messo in allarme gli investitori. "Stiamo esaminando in modo aggressivo quale sia la migliore struttura, o le migliori, per il nostro portafoglio per massimizzare il potenziale delle attività", ha detto l'amministratore delegato John Flannery, alla guida della conglomerata dalla scorsa estate. Flannery ha promesso di dare aggiornamenti agli investitori entro la primavera: "I nostri risultati, negli ultimi anni, compresi quelli del 2017, e gli oneri sulle attività assicurative rafforzano ulteriormente la mia convinzione che dobbiamo continuare con l'obiettivo di dare nuova forma a Ge", ha detto. Un'eventuale separazione arriverebbe pochi mesi dopo che il Ceo ha presentato il proprio piano per ricalibrare le attività della società sulle divisioni "core", ovvero aviazione, energia e sanità.

Colloquio Trump-Xi: deficit commerciale con la Cina "non è sostenibile"

Il deficit commerciale che gli Stati Uniti hanno nei confronti della Cina "non è sostenibile". Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente cinese, Xi Jinping.

Lo scrive in una nota la Casa Bianca, sottolineando che la conversazione tra i due leader è avvenuta ieri. "Il deficit commerciale statunitense con la Cina continua a crescere", ha continuato Trump. Trump e Xi hanno discusso soprattutto della situazione nella penisola coreana e hanno visto in modo positivo la riapertura del dialogo tra i due Paesi, sperando che questo possa portare a un cambiamento del "comportamento distruttivo" della Corea del Nord.

Trump infine ha rinnovato l'impegno americano alla guida della campagna internazionale per fare pressioni su Pyongyang affinché inizi il processo di denuclearizzazione.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

All'inizio della seduta di contrattazioni, la prima della settimana dopo la pausa per la festa nazionale del Martin Luther King Day, i cereali quotati al Chicago Board of Trade mostrano andamenti contrastati, con il frumento in calo e gli altri due comparti al di sopra della parità. In particolare, a sostenere i prezzi della soia è il fatto che il dipartimento all'Agricoltura americano ha abbassato le stime sulla produzione, cosa che potrà incidere sull'offerta. In avvio di seduta, mais e frumento viaggiano in direzioni opposte, con il primo in aumento e il secondo in ribasso.

In particolare, i future del mais a marzo salgono di un centesimo a 3,47 dollari a bushel, mentre quelli a maggio avanzano di un centesimo a 3,55 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo calano di 3 centesimi e mezzo a 4,17 dollari a bushel. Andamenti in aumento per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo crescono di 5 centesimi e un quarto a 9,65 dollari a bushel, mentre quelli a maggio avanzano di 5 centesimi e un quarto a 9,77 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo cresce di 3 dollari a 320 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo avanzano di 19 punti a 32,94 centesimi al pound.

Finanza
BlackRock: Fink ai Ceo, svolta più "sociale" o non vi sosterremo più

Gli amministratori delegati delle maggiori società quotate globali riceveranno oggi un lettera da parte di uno degli investitori più influenti del mondo, Larry Fink, fondatore e amministratore delegato di BlackRock. Chiederà loro di fare di più sul fronte della responsabilità sociale, contribuendo al benessere della società e a non pensare solo ad aumentare i profitti, pena la perdita di sostegno da parte di BlackRock, maggiore gestore di asset e una delle maggiori società di investimento al mondo con asset gestiti per oltre 6.000 miliardi di dollari.

"La società chiede che le aziende, pubbliche e private, abbiano uno scopo sociale. Per prosperare nel tempo, ogni società non deve solo ottenere risultati finanziari, ma anche mostrare di potere dare un contributo positivo alla società", si legge nella lettera, ottenuta dal New York Times. Fink spiega quello che secondo lui sta succedendo nel mondo aziendale: "Molti governi non si stanno preparando al futuro, su questioni come le pensioni, le infrastrutture per l'automazione e le strategie per non fare andare via i lavoratori. Come risultato, la società sempre più spesso guarda al settore privato e chiede alle aziende di rispondere su tematiche sociali più ampie".

Fca: Marchionne, riforma fisco Usa "scelta intelligente"

Senza la riforma fiscale che il presidente americano Donald Trump ha firmato, trasformandola in legge, prima di Natale, "parecchie delle decisioni che abbiamo preso, compreso il pagamento del bonus [speciale da 2.000 dollari] ai nostri dipendenti non sarebbero state prese". Lo ha detto Sergio Marchionne, l'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, definendo quel provvedimento una "scelta intelligente".

L'11 gennaio scorso Fca ha annunciato oltre al bonus ai circa 60.000 dipendenti Usa (leadership eslcusa) un investimento da oltre un miliardo di dollari in un impianto a Warren (Michigan) che porterà alla creazione di 2.500 posti di lavoro nuovi. Quell'investimento servirà per trasferire entro il 2020 dal Messico agli Stati Uniti la produzione dell’heavy duty di Ram, mossa che riduce i rischi del gruppo legati a un cambiamento del Nafta (Trump ha minacciato l'uscita degli Usa se l'accordo di libero scambio con Messico e Canada non verrà rinegoziato a suo piacimento). Quel trasferimento, ha proseguito Marchionne, "era sul tavolo da parecchio tempo ma avevamo bisogno di una valutazione molto chiara del vantaggio fiscale nel farlo.

Dal punto di vista del costo unitario del mezzo, costa molto piu produrlo qui" in Usa. Per il top-manager italo-canadese "la riforma fiscale ci ha aiutato a compensare l’aumento del costo". In riferimento alle varie aziende tra cui AT&T. Comcast e Wal-Mart che hanno reagito immediatamente all'approvazione della riforma alzando i salari o annunciando bonus e investimenti, Marchionne ha concluso: "Io credo che [la riforma] funzionerà. Tra un paio d anni si vedranno i risultati di quello che stiamo facendo adesso".

Auto
Fca: Marchionne, "sta decollando", non aspettiamo "famigerato matrimonio"

Fiat Chrysler Automobiles "sta decollando" e non ha alcuna intenzione di "aspettare che si verifichi il famigerato matrimonio", quello che il Ceo Sergio Marchionne tentò di realizzare nel 2015. Parlando al salone dell'auto di Detroit, il top manager italo-canadese ha aggiunto: di quel matrimonio "non me ne frega e di certo non succederà mentre sono qui", al comando di un'azienda da cui intende uscire all'inizio del 2019, dopo il completamento del piano industriale al 2018.

Ci sono tuttavia analisti che credono che Fca si stia mettendo nelle condizioni per arrivare all'altare con qualcuno. Dave Sullivan, analista di AutoPacific, ha spiegato a Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, che Fca non solo "è ben posizionata per vincere in Usa con un portafoglio prodotti pieno di quello che i consumatori americani desiderano" ma anche che la sua leadership "stia davvero preparando il gruppo per una vendita. Tagliare il debito, eliminare i prodotti che fanno perdere soldi, puntare su prodotti ad alti margini cmostra che Fca sta cercando di essere in ottima forma per un matrimonio". In riferimento a una simile tesi, Marchionne ha risposto con una metafora a una domanda de Il Sole 24 Ore Radiocor Plus: "L'ultima volta che ho controllato non c'era nessun cibo, nessun tavolo preparato per alcun matrimonio. Se lei vuole venire, è la ben venuta ma non credo che mangerà. La casa [automobilistica] sta decollando. Sta facendo altro e deve fare qualcosa d'altro. Abbiamo attraversato la fase di cercare un consolidamento. Quella fase è finita". Per Marchionne la sua convinzione che il comparto abbia bisogno di un consolidamento "è stato un concetto abusato dal mercato. Siamo stati intellettualmente onesti nel posizionare il problema, l'industria non ha reagito e ora andiamo avanti".

Usa
Usa: Marchionne, da Trump si aspetta rilassamento standard su emissioni e consumi

Fiat Chrysler Automobiles "ha tutte le intenzioni di lavorare con questa amministrazione", quella del presidente americano Donald Trump da cui il Ceo Sergio Marchionne si aspetta "un qualche rilassamento degli standard" sulle emissioni e sui consumi delle quattro ruote. Una revisione è attesa entro aprile da parte della Casa Bianca.

Parlando a margine del salone dell'auto di Detroit, il top manager italo-canadese ha aggiunto: "Credo ci sia un riallineamento più vicino del settore con l'amministrazione che noi stessi non vedevamo da un po'". Secondo Marchionne, "l'amministrazione attuale sembra certamente avere una visione diversa sulle emissioni e sulla compliance di quella precedente", ma a chi gli ha chiesto se userà come leva nelle trattavd su questo argomento gli investimenti annunciati in Usa, il Ceo di Fca ha detto: "Sono due discussioni separate". Marchionne non ha voluto dire se gli manca l'amministrazione Obama, che ha salvato il comparto delle quattro ruote tra il 2008 e il 2009. "Non sta a me giudicare, Obama ha avuto otto anni per governare e non può tornare". Come a dire, alla Casa Bianca c'è Trump e con lui si deve lavorare.

Tecnologia
BlackBerry: presenta il software di sicurezza per veicoli autonomi Jarvis

BlackBerry ha appena presentato un software che permette di proteggere la sicurezza dei sistema di guida autonomi. Il programma si chiama Jarvis ed è in grado di identificare le vulnerabilità dei software delle auto. In questo momento si trova in fase di test da parte di importanti gruppi automobilistici, tra cui Jaguar Land Rover. I veicoli autonomi sono costituiti da decine di camere e sensori che possono essere facilmente attaccabili da hacker. Allo stesso tempo anche il controllo vocale, sostengono diversi esperti, potrebbe essere un punto debole dei sistemi.

Jarvis potrà essere anche trasformato a seconda delle esigenze dei singoli produttori di auto. BlackBerry, un tempo il principale produttore di smartphone, dopo la profonda crisi sta cercando di trasformare il suo business puntando soprattutto sullo sviluppo software. Da sempre il gruppo canadese investe in sicurezza e negli anni ha assunto una posizione prominente nel settore.

Sanità
Sanità Usa: numero di non assicurati aumentato dell'1,3% nel 2017

La percentuale di cittadini statunitensi senza assicurazione sanitaria è aumentata di 1,3 punti nel 2017, finendo l'anno al 12,2%, secondo gli ultimi dati di Gallup. Nonostante sia una percentuale molto più bassa rispetto agli anni precedenti all'Affordable Care Act, ovvero la riforma dell'ex presidente Barack Obama, si tratta dell'anno peggiore sotto la legge del 2010. Una legge che l'attuale amministrazione Trump, non riuscendo a cancellarla, sta cercando di svuotare nei contenuti.

Secondo Gallup, l'aumento di 1,3 punti percentuali si traduce in circa 3,2 milioni di persone non assicurate in più. I dati peggiori si sono registrati tra le persone di età compresa tra i 18 e i 25 anni, tra gli afroamericani e i latinoamericani, e tra le persone con un reddito familiare pari o inferiore a 36.000 dollari all'anno. Il numero di persone che hanno acquistato una polizza sui mercati online creati dall'Obamacare è diminuito dell'1 per cento.

Wall Street
Bene Citigroup dopo conti, General Electric in calo, sale Gm

Nei primi minuti di scambi, i listini di Wall Stret confermano i guadagni dell'apertura: il Dow Jones sale dello 0,87% e si conferma sopra i 26.000 punti, il Nasdaq aumenta dello 0,74% e lo S&P 500 guadagna lo 0,54%. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il rialzo di Citigroup (+1,3%), che nel quarto trimestre ha virato in rosso, riportando perdite nette per poco meno di 18,3 miliardi di dollari, ma ha superato le stime degli analisti. Sui conti hanno pesato oneri straordinari per 22 miliardi di dollari, legati al cambiamento della regolamentazione previsto dalla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump.

Si attesta in calo General Electric (-2,8%), dopo che il colosso industriale americano ha fatto sapere che la revisione di North American Life & Health, il portafoglio assicurativo in run-off di Ge Capital, porterà a oneri straordinari per 6,2 miliardi di dollari al netto delle tasse nel quarto trimestre. In rialzo General Motors (+2,4%), che prevede utili oltre le stime per il 2017, ma oneri straordinari per 7 miliardi di dollari legati alla riforma fiscale. Si attesta in aumento del 23,15% Blackhawk Network Holdings, sull'annuncio dell'acquisizione da parte delle private equity SilverLake e P2 Capital Partners per circa 3,5 miliardi di dollari in contante. Viacom apre in calo del 2,81%, sulla scia delle indiscresioni riportate venerd" scorso su una possibile fusione con Cbs.

Borsa
Wall Street: Dj sfonda per prima volta soglia 26.000 punti in avvio, S&P sopra 2.800

Al ritorno dalla pausa per il Martin Luther King Day, festa nazionale negli Stati Uniti, Wall Street torna agli scambi e aggiorna subito al rialzo i record della settimana scorsa. In particolare, il Dow Jones ha sfondato per la prima volta la soglia dei 26.000 punti. Il listino delle blue chip, che aveva superato per la prima volta i 25.000 punti il 4 gennaio, ha guadagnato più di 1.000 punti in otto sedute di scambi: non era mai successo prima nei 121 anni di storia dell'indice.

Finora il passaggio più veloce era stato quello da 24 a 25.000 punti, in 23 sedute, mentre il record precedente era stato fissato nel 2017 e nel 1999, in entrambi i casi 24 sedute, per passare rispettivamente da 20 a 21.000 punti e da 10 a 11.000 punti. Inoltre, lo S&P 500 ha superato la soglia dei 2.800 punti e il Nasdaq si conferma sopra i 7.300 punti, dopo avere oltrepassato quota 7.000 punti per la prima volta la settimana scorsa. A fare da traino sono il generale apprezzamento sulla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump, l'ottimismo sulla solidità dell'economia, non intaccato dal deludente dato sul manifatturiero nell'area di New York pubblicato oggi, e l'outlook positivo sulla stagione delle trimestrali in corso (non pesano per il momento le perdite di Citigroup, determinate dall'impatto dei cambiamenti introdotti dalla riforma fiscale). Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones sale di 215,93 punti, lo 0,83%, a quota 26.018,92. L'S&P 500 aggiunge 15,70 punti, lo 0,57%, a quota 2.802,5. Il Nasdaq Composite aumenta di 48,77 punti, lo 0,70%, a quota 7.312,79. Il petrolio a febbraio al Nymex scivola dello 0,45% a 64,01 dollari al barile.

Ibm lancia piattaforma blockchain per commercio internazionale

Ibm ha firmato un accordo con A.P. Moller-Maersk, la più grande azienda di spedizioni di container, per creare una piattaforma per il commercio digitale basata sulla tecnologia blockchain. Il colosso informatico Usa sostiene che il prodotto che sta creando velocizzerà gli scambi commerciali a livello globale e allo stesso tempo permetterà di risparmiare miliardi di dollari. L'industria delle spedizioni non ha visto grandi innovazioni da quando sono stati inventati i container, negli anni '50, e il commercio tra Stati si basa ancora su documenti di carta e burocrazia senza fine.

La piattaforma dovrebbe essere pronta a metà del 2018: la sfida di Ibm è quella di convincere gli spedizionieri, i porti, le autorità, i gradi gruppi che possiedono le navi a lavorare sulla piattaforma. L'uso della tecnologia blockchain semplificherà i passaggi (che per ogni spedizione sono oltre 200). Le autorità di Usa, Singapore, Cina e Olanda hanno già detto di essere interessati alla piattaforma.

T-Bond: rendimenti in ribasso in attesa delle aste di oggi

In attesa di tre aste separate di titoli del tesoro americano, i prezzi dei Treasury - che si muovono inversamente ai rendimenti - tornano a guadagnare terreno dopo i ribassi di venerd" scorso. Oltre alle aste oggi non sono attese altre notizie di rilievo e non è previsto alcun discorso da parte della Federal reserve. Settimana scorsa il mercato dei bond americani aveva subito uno scossone, dopo la notizia, che il governo cinese volesse diminuire il suo acquisto di titoli di stato americani. La notizia è stata poi smentita dalle autorità di Pechino. Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,531 dal 2,579% di venerd". Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi è in rialzo all'1,45%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,01%

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,364% dal 2,366% di venerd".

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 2,836% dal 2,891% di ieri.

Auto
Fca: Marchionne ai dipendenti italiani, stesso impegno che in Usa

"L'impegno come lo abbiamo preso qui [in Usa], lo prendiamo anche in Italia. Stiamo aumentando l'organico a 60.000 negli Stati Uniti. Adesso aggiungiamo 2.500 persone [all'impianto di Warren, in Michigan].

Se lo gestiamo bene questo tipo di futuro arriverà anche in Italia. Dateci il tempo per farlo". E' questo il messaggio che Sergio Marchionne, Ceo di Fca, lancia ai dipendenti italiani del gruppo dal salone dell'auto di Detroit.

Auto
Fca: Nuova Jeep in Italia? Marchionne, "possibile"

E' "possibile" che Fiat Chrysler Automobiles produca una nuova Jeep in Italia. Lo ha detto Sergio Marchionne, Ceo del gruppo, parlando a margine del salone dell'auto di Detroit.

Lavoro
Piena occupazione in Italia? Marchionne: "non lo so"

"Non lo so". Così Sergio Marchionne, Ceo di Fiat Chrysler Automobiles, ha risposto a chi gli ha chiesto se prevede la piena occupazione in Italia entro fine anno. Il numero uno del gruppo ha tuttavia espresso ottimismo: "Dobbiamo completare lo sviluppo di Alfa Romeo e Maserati, è un atto dovuto, fa parte del piano".

Parlando a margine del Salone dell'auto di Detroit, il top manager italo-canadese ha spiegato: "Mi devo vedere con Alfredo [Altavilla, direttore operativo di Fca per l'area Emea]. Una maggiore chiarezza, come detto ieri, emergerà dal nuovo piano industriale che verrà presentato il primo giugno prossimo.

Elezioni Italia
Marchionne: Renzi? Quello che appoggiavo non lo vedo da un po'

Matteo Renzi "mi è sempre piaciuto come persona, quello che [gli] è successo non lo capisco. Quel Renzi che appoggiavo io non l'ho più visto da un po'".

Lo ha detto Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, a margine della presentazione di una nuova Jeep al salone dell'auto di Detroit.

Wall Street: future in rialzo, Dow verso apertura sopra i 26.000 punti

I future a Wall Street viaggiano in rialzo, dopo la chiusura di Wall Street di luned" per il Martin Luther King Jr. Day. I future del Dow sono in rialzo di 213 punti e si preparano a una apertura sopra i 26.000 punti, segnando un nuovo record. Gli indici americani continuano nella striscia positiva iniziata nel 2018, grazie a un buon andamento dell'economia, alla riforma fiscale e all'ottima stagione delle trimestrali: l'85% delle aziende quotate sullo S&P 500 hanno superato le attese del mercato. I future del Dow salgono di 213 punti, lo 0,83%; quelli dell'S&P 500 guadagnano 11,50, lo 0,41%; quelli del Nasdaq crescono di 34,25 punti, lo 0,51%. Il petrolio a febbraio si sgonfia cedendo lo 0,56% a 63,94 dollari al barile.

Auto Usa
Gm attende oneri per 7 mld $ da riforma fiscale, ma utile sarà sopra stime

I profitti al lordo delle tasse del 2017 saranno superiori alle previsioni, ma General Motors metterà a bilancio svalutazioni per 7 miliardi di dollari legati all'applicazione della riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump. Peserà, come per altre società, la modifica della valutazione dei "deferred tax asset", ovvero del modo in cui sono usate perdite passate per controbilanciare il pagamento di tasse future su certi asset.

Il colosso di Detroit, che pubblicherà i conti il 6 febbraio, ha fatto sapere che i profitti saranno "nella parte alta della forchetta tra 6 e 6,50 dollari per azione prevista in precedenza", mentre la media delle stime degli analisti di Wall Street è di 6,29 dollari. Gm prevede risultati simili anche per l'anno in corso, grazie alla solidità dei due mercati principali, Stati Uniti e Cina, e alla ripresa dei mercati più piccoli. La società stima inoltre "un'accelerazione ulteriore dei profitti nel 2019".

Economia
Usa: cala a 17,7 punti indice Empire State manifatturiero a gennaio, sotto stime

L'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, in gennaio si è confermato in territorio positivo, ovvero sopra lo zero, ma ha rallentato il passo rispetto al mese precedente. Il dato, redatto dalla Federal Reserve di New York, è calato a 17,7 punti questo mese, rispetto ai 19,6 punti di dicembre (rivisto al rialzo dai 18 punti della prima stima).

Il dato è appunto al di sotto delle stime, visto che gli analisti attendevano 18,5 punti. La componente che tiene conto dei nuovi ordini è scesa da 19 a 11,9 punti, quella sull'occupazione è crollata da 22,9 a 3,8 punti. Quella sui prezzi è passata da 11,6 a 21,7 punti.

Banche
Citigroup: perdite nette 18,3 mld $ in IV trim., pesano oneri per 22 mld per riforma fiscale

Nel quarto trimestre Citigroup ha virato in rosso, riportando perdite nette per poco meno di 18,3 miliardi di dollari. Come si legge in una nota, hanno pesato oneri straordinari per 22 miliardi di dollari, legati al cambiamento della regolamentazione previsto dalla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump. Leggi l'articolo sui conti di Citigroup.

M&A
Energizer: compra asset batterie e illuminazione portatile di Spectrum Brands per 2 mld $

Energizer Holdings rileverà le attività legate a batterie e illuminazione portatile di Spectrum Brands per 2 miliardi di dollari in contante. Come si legge in una nota, l'accordo "espanderà la presenza di Energizer su una serie di mercati internazionali, amplierà il portafoglio di prodotti e la capacità manifatturiera della società e fare aumentare le risorse per ricerca e sviluppo".

Le attività hanno generato un fatturato di 866 milioni di dollari nel 2017. L'accordo, secondo le previsioni, inciderà "in modo modesto" sull'utile per azione e sul flusso di cassa nel primo anno dopo la chiusura della transazione, attesa prima della fine del 2018. Nel premercato a Wall Street il titolo di Energizer è poco mosso, ma sale del 7% negli ultimi dodici mesi.

Industria
General Electric -2,8% nel premecato su oneri per 6,2 miliardi

Cala del 2,8% nel premercato a Wall Street il titolo di General Electric, dopo che il colosso industriale americano ha fatto sapere che la revisione di North American Life & Health, il portafoglio assicurativo in run-off di Ge Capital, porterà a oneri straordinari per 6,2 miliardi di dollari al netto delle tasse nel quarto trimestre. Leggi l'articolo su Ge Capital.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Indice manifatturiero dello Stato di New York per il mese di gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: 18.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Citigroup alle 8 (le 14 in Italia).

Fiat Chrysler Automobiles presenta un nuovo Cherokee (Suv di Jeep) alle 8:30 (le 14:30 in Italia). 

Wall Street
Euro in ribasso a 1,2211 dollari, biglietto verde in rialzo a 110,71 yen

Euro in ribasso dello 0,43% a 1,2211 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0494 e 1,2298 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,16% a 110,71 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 115,63 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.333,70 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,09% a 1.333,70 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.199,70 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 64 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,50% a 64 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,76 e i 64,89 dollari al barile.

Wall Street
Future in rialzo nel premercato

Future degli indici statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,94%, lo S&P sale dello 0,53%, il Nasdaq cresce dello 0,62%. Ieri, mercati chiusi per il Martin Luther King Day.