Wall Street, attesa per le trimestrali

Trimestrali di JP Morgan, Goldman Sachs e Wells Fargo

azionario
Wall Street chiude in calo, dubbi su trattative Usa-Cina

La seduta a Wall Street è finita in calo all'indomani della seconda tripletta consecutiva di record.

La giornata era iniziata poco mosso ma le vendite si sono accentuate dopo i commenti di Donald Trump: il presidente americano ha detto che manca ancora molto prima del raggiungimento di un accordo tra Usa e Cina, che hanno siglato una nuova tregua commerciale a fine giugno. Il leader statunitense ha anche detto che se volesse, potrebbe imporre nuovi dazi. Intanto la Cina aveva giudicato come "fuorvianti" i commenti di ieri dello stesso Trump, secondo cui Pechino vuole un accordo perché la sua economia sta rallentando (il Pil cinese del secondo trimestre è cresciuto del 6,2%, il passo più lento da 27 anni).

Da Parigi, il governatore della Fed ha segnalato un possibile taglio dei tassi a fine mese citando un aumento delle "incertezze".

Il Dow ha ceduto lo 0,09% a 27.334,71. L'S&P 500 ha perso lo 0,34% a quota 3.004,04. Il Nasdaq Composite ha registrato un ribasso dello 0,43% a 8.222,80 punti.

Il petrolio ad agosto al Nymex è scivolato del 3,3% a 57,62 dollari al barile. Secondo Mike Pompeo, segretario americano di Stato, l'Iran è pronto a trattare sul suo programma missilistico.

Petrolio crolla, Pompeo: Iran pronto a negoziare su programma missilistico

Il petrolio ha accelerato repentinamente al ribasso arrivando a perdere circa il 2,4% a New York a 58,15 dollari al barile dopo avere toccato il top intraday a 60,06 dollari.

A pesare sulle quotazioni sono le affermazioni fatte dal segretario di Stato, Mike Pompeo, durante una riunione della squadra di governo alla Casa Bianca. Il capo della diplomazia Usa ha spiegato che "per la prima volta l'Iran ha detto di essere pronto a negoziare sul suo programma missilistico". Per il presidente Donald Trump, sono stati fatti progressi con Teheran, dove Washington "non punta a un cambiamento di regime".

L'America di Trump nel maggio del 2018 si è ritirata dallo storico accordo sul nucleare iraniano portando l'Iran a violare recentemente i limiti sull'arricchimento dell'uranio stabiliti da quell'intesa e mettendo sotto pressione i partner Ue che hanno sempre difeso quell'accordo. Per Pompeo, l'Iran "non può ottenere la bomba nucleare".

Secondo indiscrezioni dello scorso fine settimana, il ritiro degli Usa voluta da Trump non è stato altro che un modo per rinnegare un'iniziativa firmata dal predecessore Barack Obama.

Powell ribadisce, "incertezze" aumentate, verso taglio tassi Fed

Il numero uno della Federal Reserve è tornato a dire che le "incertezze" sono aumentate e che dunque la banca centrale americana "agirà in modo appropriato" per permettere all'economia di continuare a espandersi (cosa che fa da 10 anni, un record).

In un discorso preparato per un intervento a Parigi in occasione del 75esimo anniversario di Bretton Woods, Jerome Powell ha ricordato quanto emerso dai verbali della riunione dello scorso giugno e quanto detto la settimana scorsa in due giornate di audizioni al Congresso Usa: "Molti partecipanti del Fomc hanno creduto che le probabilità di una politica monetaria in qualche modo più accomodante siano aumentate".

Powell ha promesso che alla Fed "stiamo attentamente monitorando gli sviluppi globali e le loro implicazioni per l'outlook dell'economia e dell'inflazione Usa". Salgono le attese per un taglio dei tassi, attualmente al 2,25-2,5%, nella riunione del 30-31 luglio.

commercio
Trump, manca molto a un accordo con Cina. E torna a minacciare altri dazi

Il presidente americano, Donald Trump, ha fatto venire meno le speranze per un rapido raggiungimento di un accordo commerciale con la Cina. Parlando dalla Cabinet Room, il leader Usa ha detto che "manca ancora molto" per siglare un'intesa. Trump ha poi detto che può sempre "imporre altri dazi" contro le importazioni dalla nazione asiatica, "se lo volessi".

Al momento Washington impone dazi del 25% su 250 miliardi di dollari di import cinese e, nel peggiore dei casi, potrebbe lanciarne altri del 25% su 300 miliardi addizionali. Trump ha siglato con il presidente cinese, Xi Jinping, una tregua commerciale lo scorso 29 giugno nell'ambito del G20 che si è svolto a Osaka, in Giappone. Le trattative sono riprese telefonicamente e un viaggio a Pechino della delegazione Usa la settimana scorsa era atteso "a breve".

politica monetaria
Trump: Xi è di fatto il presidente della sua Fed, fissa i tassi come vuole

Il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad accusare la Cina e l'Europa di "pompare denaro nei loro sistemi e di abbassare i tassi" mettendo sotto ulteriore pressione affinché la Federal Reserve riduca il costo del denaro. Parlando dalla Cabinet Room della Casa Bianca, il leader Usa ha affermato che in Cina "i tassi sono al livello voluto dal presidente Xi" Jinping. Per Trump, "di fatto Xi è presidente della sua Fed".

Jpm, Dimon: non perdiamo tempo su Libra, ne parleremo per anni

Il Ceo di Jpm, Jamie Dimon, consiglia di non perdere tempo a pensare alla criptovaluta che Facebook intende lanciare nel 2020. Nella call a commento dei conti, l'amministratore delegato della banca ha risposto a richieste di commenti sul progetto di Facebook criticato dal presidente americano, Donald Trump (secondo cui il social network dovrebbe essere regolato come un banca). "Per mettere le cose in prospettiva, si discute di blockchain [la tecnologia sottostante Bitcoin] da sette anni e ben poco è successo. Staremo parlando di Libra tra tre anni. Non ci dedicherei troppo tempo". Dimon è d'accordo con l'amministrazione Trump, che non vuole che Libra sia usata in attività criminali come il riciclaggio di denaro.

"La competizione non ci dispiace", ha dichiarato il Ceo di una banca lo scorso febbraio diventata la prima in Usa a creare una valuta digitale (si tratta di JPM Coin, legata al dollaro americano e che può essere usata come veicolo per pagamenti internazionali). "La nostra richiesta è sempre la stessa: vogliamo un campo da gioco equo. E i governi insisteranno nel volere che la gente detenga e trasferisca denaro rispettando le regole in vigore. Nessuno vuole facilitare il terrorismo e le attività criminali".

tech
Facebook prova a convincere legislatori Usa su Libra

La criptovaluta che Facebook intende lanciare nel 2020 è tornata al centro dell'attenzione dei legislatori americani, che chiedono garanzie. Alla commissione Bancaria del Senato, il gruppo è tornato a difendere Libra sostenendo che non è un investimento e che non intende soppiantare le valute tradizionali. David Marcus, l'uomo che si sta occupando di Libra, è stato messo sotto torchio sia dai democratici sia dai repubblicani.

Il presidente della commissione, il repubblicano Mike Crapo, ha voluto sapere perché Facebook abbia scelto la Svizzera come quartier generale del suo progetto. Marcus ha spiegato che l'obiettivo non è quello di sottrarsi alla supervisione regolatoria sottolineando che la Svizzera è un centro finanziario consolidato.

Sherrod Brown, il senatore democratico di più alto grado nella commissione, non ha usato mezze termini quando si è rivolto a Marcus dicendo: "Ci vuole tanta arroganza" per pensare che il gruppo può di fatto funzionare come una banca. Brown ha espresso anche timori sulla tutela della privacy dei miliardi di utenti che potenzialmente userebbero Libra. Marcus ha risposto spiegando che "ci prenderemo il tempo che serve per fare le cose bene" e che il faro delle autorità federali è benvenuto. Brown ha poi messo sotto torchio Marcus chiedendo una risposta categorica con un "sì" o con un "no" alla domanda: "Avreste una tale fiducia in Libra da accettare che il vostro stipendio sia pagato in Libra?". Dopo una serie di giri di parole, Marcus ha risposto affermativamente: "Mi fiderei nell'avere i miei asset in Libra".

economia
Fmi: Lagarde (verso la Bce) dà le dimissioni, fuori dal 12 settembre

Christine Lagarde ha dato le sue dimissioni definitive dal Fondo monetario internazionale, che lascerà il prossimo 12 settembre. Colei che dal 2011 è stata direttore generale dell'istituto di Washington aveva già temporaneamente lasciato le sue responsabilità lo scorso 2 luglio, quando era stata scelta per diventare governatrice della Banca centrale europea al posto dell'uscente Mario Draghi.

Oggi l'ex ministro francese delle Finanze ha annunciato l'addio definitivo al Fondo. “Ho incontrato [i membri] del Board esecutivo e ho dato le dimissioni dal Fondo con effetto dal 12 settembre del 2019. L'abbandono delle mie responsabilità da direttore generale annunciato in precedenza resterà in effetto fino a quel giorno. Con una maggiore chiarezza sull'iter della mia nomina alla presidenza della Bce e il tempo che ciò richiederà, ho deciso che è nel migliore interesse del Fondo visto che [le dimissioni] accelereranno la selezione del mio successore". Per il momento il numero ad interim del Fondo resta David Lipton.

azionario
Wall Street: avvio poco mosso, Goldman avanza dopo i conti, Jpm giù

La seduta a Wall Street è iniziata con indici poco mossi. All'indomani della seconda tripletta di record di fila, gli investitori stanno analizzando le trimestrali arrivate dalle banche. Dopo Citigroup, oggi anche Goldman Sachs (+1%) ha battuto le stime degli analisti con i suoi conti e ha alzato il dividendo trimestrale a 1,25 dollari da 85 centesimi. JP Morgan (-0,8%) ha superato le previsioni ma ad avere deluso è stato il calo dei profitti generati dai prestiti. Il gruppo ha per altro tagliato l'outlook degli utili generati dagli interessi, ossia dalla differenza tra i ricavi che genera dai prestiti e il costo per finanziarli.

Dal fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio sono salite per il quarto mese di fila a giugno (+0,4%) superando le stime. I prezzi all'importazione sono scesi più del previsto (-0,9%), dimostrazione che l'inflazione non è fonte di preoccupazione per una Federal Reserve da cui è atteso un taglio dei tassi a fine mese.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede lo 0,02% a 27.353,46. L'S&P 500 perde lo 0,07% a quota 3.012,39. Il Nasdaq Composite segna un -0,11% a 8.250,24. Il petrolio ad agosto al Nymex è poco mosso a 59,63 dollari.

Usa: produzione industriale invariata a giugno, era atteso un rialzo dello 0,2%

A giugno, la produzione industriale negli Stati Uniti è rimasta invariata, un segnale di indebolimento del settore. Lo ha reso noto la Federal Reserve; gli analisti attendevano un rialzo dello 0,2% su maggio. Il dato di maggio è stato lasciato a +0,4%. Rispetto a un anno prima, a giugno è stato registrato un +1,3%.

L'utilizzo della capacità degli impianti - che misura la produzione industriale rispetto al potenziale - è sceso di 0,2 punti percentuali al 77,9%, contro attese per un dato invariato al 78,1%, restando sotto la media di lungo termine del 79,8% registrata tra il 1972 e il 2017. Prima dell'ultima recessione, il dato era solitamente oltre l'80%.

tech
Google un traditore infiltrato da spie cinesi? Trump promette analisi

Il presidente americano, Donald Trump, ha promesso che "guarderà" al caso Google dopo che il finanziere (e suo supporter) Peter Thiel ha sostenuto che Google sia un traditore. Secondo colui che per primo ha investito in Facebook e in altri gruppi tech, l'Fbi e la Cia dovrebbero indagare per determinare se in Google si sono "infiltrate" spie cinesi.

Trump ha risposto al consiglio dato dall'uomo che nel 2016 si schierò a sostegno della sua candidatura alle presidenziati scrivendo il seguente Tweet e citando la sua trasmissione preferita, Fox and Friends: "L'investitore miliardario del tech Peter Thiel crede che Google dovrebbe essere indagato per tradimento. Accusa Google di lavorare per conto del governo cinese". Per Trump, Thiel "è un ragazzo brillante che conosce l'argomento meglio di chiunque altro! L'amministrazione Trump guarderà al caso".

Lo stesso Thiel ha sostenuto che Elizabeth Warren è la candidata democratica "più pericolosa" alle presidenziali del 2020. In una intervista trasmessa nella serata americana di ieri su Fox, Thiel ha detto che la senatrice progressista "è quella che di fatto sta discutendo di economia, che è la cosa che conta di più". Per lui, gli altri aspiranti alla Casa Bianca sono tutti non interessanti.

azionario
Wall Street: future poco mossi, conti JPM deludono, bene Goldman Sachs

I future a Wall Street sono poco mossi con gli investitori impegnati a digerire le trimestrali delle banche e dati macroeconomici che potrebbero avere implicazioni sulle decisioni della Federal Reserve.

Come fatto ieri da Citigroup, oggi Goldman Sachs (+1,2% nel pre-mercato) ha battuto le stime degli analisti con i suoi conti e ha alzato il dividendo trimestrale a 1,25 dollari da 85 centesimi. JP Morgan (-1% nel pre-mercato) ha superato le stime sugli utili solo grazie a sgravi fiscali. Sebbene la banca di Jamie Dimon abbia superato le attese anche sul fronte dei ricavi, l'attenzione del mercato è sul calo dei profitti generati dai prestiti. Il gruppo ha tagliato l'outlook degli utili generati dagli interessi, ossia dalla differenza tra i ricavi che genera dai prestiti e il costo per finanziarli. Wells Fargo (-0,6% nel pre-mercato) ha superato le attese con i suoi utili.

Dal fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio sono salite per il quarto mese di fila a giugno (+0,4%). I prezzi all'importazione sono scesi più del previsto (-0,9%). L'ennesima prova che in Usa non ci sono pressioni inflative, dà alla Fed maggiore spazio di manovra per tagliare i tassi a fine mese come la quasi totalità degli investitori si aspetta.

I future del Dow salgono dello 0,08%, quelli dell'S&P 500 avanzano dello 0,05% e quelli del Nasdaq guadagnano lo 0,04%. Il petrolio ad agosto al Nymex segna un +0,4% a 59,8 dollari.

Wells Fargo
Wells Fargo: utile II trim. +20% a 6,21 mld usd, sopra stime

Wells Fargo ha chiuso il secondo trimestre del 2019 con un utile di 6,21 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; l'utile per azione è stato pari a 1,30 dollari, contro stime per 1,17 dollari. La quarta banca statunitense per asset ha registrato ricavi per 21,6 miliardi, in linea con lo scorso anno, superiori ai 20,93 miliardi attesi dagli esperti.

Dati
Usa: prezzi all'importazione a giugno -0,9%, stime -0,8%

I prezzi all'importazione negli Stati Uniti sono diminuiti a giugno più di quanto previsto dagli analisti. Stando a quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro, i prezzi all'importazione hanno registrato un ribasso mensile dello 0,9%, contro attese per un -0,8%; il dato di maggio è stato rivisto da -0,3% a +0%. Rispetto al giugno 2018, i prezzi all'importazione sono diminuiti del 2%. Da segnalare che il prezzo del petrolio è sceso in un mese del 6,2%. I prezzi alle esportazioni a giugno sono scesi mensilmente dello 0,7% e annualmente dell'1,6%.

Dati
Usa: +0,4% vendite al dettaglio a giugno, stime +0,1%

A giugno, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute per il quarto mese consecutivo e lo hanno fatto a un passo solido. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio, è cresciuto dello 0,4% su base mensile, mentre gli analisti attendevano un +0,1%; il dato del mese precedente è stato rivisto da +0,5 a +0,4 per cento. Rispetto a un anno prima, si registra un +3,4 per cento. Escludendo le vendite di veicoli, a giugno c'è stato un rialzo dello 0,4%; escludendo anche i carburanti, c'è stata una crescita dello 0,7 per cento.

Goldman Sachs
Goldman Sachs: utili -6% a 2,42 mld usd II trim., sopra attese

Secondo trimestre con un utile in calo per Goldman Sachs. La banca statunitense ha registrato un calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2018 a 2,42 miliardi di dollari, o 5,81 dollari ad azione, migliore dei 5,03 dollari previsti dagli analisti. I ricavi sono stati pari a 9,46 miliardi, in ribasso del 2% rispetto allo stesso trimestre del 2018, ma comunque superiori agli 8,88 miliardi attesi dagli esperti.

JpMorgan
JpMorgan: utile +16% nel II trim. a 9,65 mld usd, sopra stime

JpMorgan, la maggiore banca statunitense, ha registrato un profitto in rialzo del 16% a 9,65 miliardi di dollari, o 2,82 dollari ad azione, nel secondo trimestre dell'anno, rispetto allo stesso trimestre del 2018 (8,32 miliardi, o 2,29 dollari ad azione); gli analisti avevano previsto un profitto di 2,50 dollari ad azione. L'ottimo risultato è in parte dovuto ai benefici fiscali per 768 milioni di dollari, che hanno fatto salire il profitto per azione di 23 centesimi. I ricavi sono cresciuti da 27,75 a 28,83 miliardi di dollari, poco meno dei 28,84 miliardi attesi dagli esperti.

Usa 2020
Usa 2020: delusione O'Rourke, raccolti 3,6 mld usd nel II trim.

Raccolta fondi deludente, nel secondo trimestre, per Beto O'Rourke, candidato alle primarie democratiche per le presidenziali statunitensi. L'ex deputato del Texas ha ottenuto solo 3,6 milioni di dollari, dopo i 9,3 milioni del primo trimestre; O'Rourke, nonostante la sconfitta (di misura) contro il repubblicano Ted Cruz, era riuscito a mobilitare i democratici per la sua campagna elettorale per il Senato, raccogliendo oltre 80 milioni di dollari, più del doppio del rivale. Per ora, invece, sta affrontando seri problemi a tenere il passo dei maggiori candidati, anche a causa di una performance deludente durante il primo dibattito per le primarie. Nel secondo trimestre, l'ex vicepresidente Joe Biden ha raccolto 21,5 milioni di dollari, il senatore Bernie Sanders 18 milioni, il sindaco Pete Buttigieg 24,8 milioni di dollari; le senatrici Elizabeth Warren e Kamala Harris hanno ottenuto rispettivamente 19,1 e poco meno di 12 milioni di dollari. Nei sondaggi, O'Rourke resta molto staccato dai primi: secondo la media di Real Clear Politics, occupa la sesta posizione con il 2,6% dei consensi.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Vendite al dettaglio per il mese di giugno alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,5%. Consensus: +0,1%.

Prezzi all'importazione per il mese di giugno alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -0,3%. Consensus: -0,5%.

Produzione industriale per il mese di giugno alle 9:15 (le 15:15 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,2%.

NAHB per il mese di luglio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 64. Consensus: 64.

Scorte aziendali per il mese di maggio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,5%. Consensus: +0,4%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Charles Schwab a un orario non precisato.

Trimestrale di Johnson & Johnson alle 6:45 (le 12:45 in Italia).

Trimestrale di JP Morgan alle 7 (le 13 in Italia).

Trimestrale di Goldman Sachs alle 7:30 (le 13:30 in Italia).

Trimestrale di Wells Fargo alle 8 (le 14 in Italia).


Altri appuntamenti

Raphael Bostic, presidente della Federal Reserve di Atlanta, e Michelle Bowman, membro del board della Fed, parlano alle 8:15 (le 14:15 in Italia).

Audizione alla commissione Bancaria del Senato su Libra dalle 10 (le 16 in Italia).

Audizione alla commissione Giustizia della Camera Usa sulle piattaforme online dalle 14 (le 20 in Italia).

Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago, parla alle 15:30 (le 21:30 in Italia).

Esther George, presidente della Federal Reserve di Kansas City, parla all'Agricultural Symposium.

Rober Kaplan, presidente della Federal Reserve di Dallas, parla all'Annual Economic Measurement Seminar.