Wall Street, la Fed alza i tassi di un quarto di punto per la prima volta dal giugno 2006

L'annuncio atteso per le 20 (ora italiana)

Wall Street brinda al rialzo dei tassi Fed, chiusura vicino a massimi intraday

La seduta a Wall Street è finita vicino ai massimi intraday: la Federal Reserve non ha deluso le attese del mercato annunciando il primo rialzo dei tassi di interesse dal giugno 2006. La stretta è stata di 25 punti base, quanto previsto. Il costo del denaro - fino ad ora fermo sui minimi storici dal dicembre 2008 - sale così allo 0,25%-0,50%. A rincuorare gli investitori è stato anche il fatto che gli aumenti futuri dei tassi saranno graduali.

Lo ha scritto la Fed nel suo comunicato e lo ha ribadito in conferenza stampa il governatore Janet Yellen, sottolineando che la decisione è stata presa all'unanimità.

Sceso nel durante per pochi istanti in territorio negativo, il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 224,18 punti, l'1,3%, a quota 17.749,09. L'S&P 500 ha aggiunto 29,66 punti, l'1,5%, a quota 2.073,07. Il Nasdaq Composite ha registrato un rialzo di 75,77 punti, l'1,5%, a quota 5.071,13.

Nel giorno di scorte settimanali Usa inaspettatamente cresciute, il petrolio a gennaio al Nymex ha chiuso in calo del 4,9% a 35,52 dollari al barile interrompendo la serie di due sedute consecutive al rialzo.

Yellen: meno rischi da estero, inflazione frenata da fattori passeggeri

Gli sviluppi economici all'estero "continuano a porre un rischio per la crescita americana", ma i rischi sono "diminuiti rispetto all'estate scorsa". Dovrebbero invece perdurare "alcune debolezze cicliche" sul mercato del lavoro. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a commento della riunione del Fomc, durante la quale i tassi di interesse sono stati alzati di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

Per quanto riguarda invece l'inflazione, Yellen ha spiegato che il fatto che non sia ancora tornata ai valori considerati ottimali (secondo le stime della Fed il target del 2% dovrebbe essere raggiunto nel 2018) "dipende da fattori transitori" e "riflette il calo dei prezzi dell'energia" e il rafforzamento del dollaro. Questi fattori "si attenueranno" nel corso del tempo.

Yellen: fine era straordinaria, rialzo modesto tassi appropriato

L'aumento di tassi di interesse, il primo dal 2006, "segna la fine di un'era straordinaria. La decisione "riflette la fiducia nel fatto che l'economia continuerà a rafforarsi", ma andando avanti "la politica monetaria americana resterà accomodante". 

Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a commento della riunione del Fomc, durante la quale i tassi di interesse sono stati alzati di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%. Secondo Yellen, l'aumento "modesto" del costo del denaro è stato appropriato e "future azioni dipenderanno da come evolverà l'economia americana". Secondo il numero uno della Fed, per esempio "c'è ancora margine di miglioramento del mercato del lavoro".

Fed usa parola "graduale" per indicare ritmo futuri rialzi tassi

La Federal Reserve mette nero su bianco la parola "graduale" per indicare il ritmo con cui intende normalizzare la sua politica monetaria. Nel comunicato con cui annuncia un rialzo dei tassi (il primo dal giugno 2006) di 25 punti base allo 0,25-0,50%, il Federal Open Market Committee usa due volte quella parola rassicurando così il mercato. La banca centrale americana dice di aspettarsi che "con graduali aggiustamenti della politica monetaria, l'attività economica continuerà ad espandersi a un passo moderato e gli indicatori del mercato del lavoro continueranno a rafforzarsi".

Il Comitato inoltre "si aspetta che le condizioni economiche evolvernno in modo tale da giustificare solo incrementi graduali dei tassi", che "probabilmente rimarrano, per un po', sotto i livelli che sono attesi prevale nel lungo termine. Tuttavia, il reale passo dei tassi dipenderà dall'outlook economico così come riflesso dai dati in arrivo".

Fed: decisione primo rialzo tassi dal giugno 2006 è unanime

Il Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, ha votato all'uninimità in favore di un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base allo 0,25-0,50%. E' successo nel giorno in cui cade il settimo anniversario della riduzione del costo del denaro Usa sui minimi storici pari allo 0-0,25% a cui è rimasto fino a oggi.

A votare per la mossa odierna, ampiamente attesa dal mercato, sono stati: il governatore Janet Yellen; il vicepresidente della Fed di New York William Dudley; il membro del Board della Fed Lael Brainard; il presidente della Fed di Chicago Charles L. Evans; il vicegovernatore Stanley Fischer; il presidente della Fed di Richmond Jeffrey M. Lacker; il presidente della Fed di Atlanta Dennis P. Lockhart; i membri del Board della Fed Jerome Powell e Daniel Tarullo; il presidente della Fed di San Francisco John C. Williams.

Fed alza stime Pil 2016, invariate quelle 2017 e 2018

Per il 2016 la Banca Centrale americana prevede un aumento del Pil del 2,4% (a settembre era 2,3%), un tasso di disoccupazione al 4,7% (meno del 4,8% di settembre) e un'inflazione "core" all'1,9%, in linea con la stima di settembre. Per il 2017, a fronte di una crescita del 2,2% (invariato da settembre), è previsto un tasso di inflazione “core” all'1,9% (invariato dal precedente) e un tasso di disoccupazione al 4,7%, contro il 4,8% stimato a settembre.

Per il 2018 la Banca Centrale americana prevede un aumento del Pil del 2% (in linea con settembre), un tasso di disoccupazione al 4,7% (meno del 4,8% di settembre) e un'inflazione "core" al 2%, in linea con la stima di settembre. Per il lungo termine le previsioni parlano di un Pil al 2% (invariato da settembre) e un tasso di disoccupazione al 4,9% (in linea con il precedente).

Fed: lascia invariate le stime Pil Usa 2015 a 2,1%; ferme stime disoccupazione a 5%

La Federal Reserve ha lasciato invariate le stime sulla crescita dell'anno in corso e non ha toccato neppure quelle sull'occupazione. Per il 2015, la Banca Centrale americana attende una crescita del prodotto interno lordo al 2,1%, in linea con il dato di settembre. Quest'anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 5%, in linea con quanto previsto a settembre.

Le stime diffuse dalla Banca Centrale americana sono arrivate al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, durante la quale i tassi di interesse sono stati alzati per la prima volta dal 2006 di un quarto di punto a un intervallo tra 0,25 e 0,50%. Nel 2015 l'inflazione si dovrebbe attestare allo 0,4%, invariato rispetto alla previsione di settembre. La componente "core", quella epurata dalle componenti più volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, è stimato un 1,3%, in ribasso dall'1,4% previsto in precedenza.

Fed alza tassi di 25 punti base allo 0,25%-0,50%, la prima volta dal 2006

La Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base a un range tra 0,25 e 0,50%, dal precedente intervallo tra 0 e 0,25%, il minimo storico dove erano stati portati a dicembre 2008. E' il primo rialzo dal giugno 2006.

La mossa era ampiamente attesa dagli investitori e mette fine a un'era caratterizzata da una politica monetaria decisamente accomodante, conseguenza della crisi finanziaria del 2008-2009 che portò la Fed stessa a tagliare i tassi su livelli mai visti prima di allora e a lanciare tre round di un programma di acquisto di Treasury e bond ipotecari chiamato allentamento monetario (o quantitative easing). Il primo round risale al 2008, il secondo al 2010 e il terzo al settembre 2012 (quest'ultimo portato a termine nell'ottobre 2014).

T-Bond: continuano le vendite, atteso rialzo tassi Fed

I Treasury continuano a essere venduti per il terzo giorno di fila in anticipazione del primo rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Il timore è che la mossa renda meno attraenti i titoli in circolazione riducendone il valore. I più colpiti, perché i più sensibili a un cambiamento nell'outlook della politica monetaria della banca centrale Usa, sono i Treasury a due anni il cui rendimento ha raggiunto a livello intraday l'1% per la prima volta dal 3 maggio 2010.

Questo rendimento è quasi raddoppiato negli ultimi due mesi ma resta comunque su livelli storicamente bassi. Secondo gli analisti, la Fed annuncerà una stretta di 25 punti base e segnalerà l'intenzione di alzare in futuro il costo del denaro in modo graduale. Se così fosse, il mercato dei Treasury potrebbe rafforzarsi ma un messaggio meno "dovish" del previsto potrebbe al contrario ampliarne le vendite. Non mancano gli esperti che fanno notare come il mercato stia sottovalutando il ritmo della stretta del 2016. I rendimenti dei titoli di stato Usa a lunga scadenza potrebbe balzare se l'inflazione accelererà, cosa che spingerà la Fed a stringere la cinghia più rapidamente del previsto. L'inflazione erode il valore di bond e rappresenta la principale minaccia per i Treasury a lunga scandenza. Il decennale vede rendimenti salire al 2,3102% dal 2,269% di ieri. Il 2014 era finito al 2,173%. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,2518%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimenti in aumento allo 0,9924% dallo 0,968% (massimo del maggio 2010) di ieri.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo all'1,739%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,019%.

Fed, Yellen: rialzo "modesto" tassi segna fine di un'era "straordinaria", stretta sarà lenta

Il primo rialzo dei tassi dal 2006 deciso oggi dalla Federal Reserve "segna la fine di un'era straordinaria". Lo ha detto il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, durante la conferenza stampa a commento della riunione del Federal Open Market Committee, durante la quale il costo del denaro è stato alzato di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

Il rialzo "modesto" dei tassi è definito da Yellen "appropriato" dal momento che "riflette la fiducia nel fatto che l'economia continuerà a rafforarsi". Le azioni future di politica monetaria, ha spiegato la prima donna alla guida della Fed, "dipendereanno da come l'economia si evolve". Ancora una volta Yellen sottolinea come i tassi siano ancora "insolitamente bassi e destinati a salire probabilmente solo in modo lento". E ancora una volta Yellen dichiara che "l'importanza dell'iniziale rialzo dei tassi non dovrebbe essere esagerata".

Wall Street reagisce positivamente a rialzo tassi deciso da Fed

Wall Street reagisce positivamente all'attesa decisione della Fed di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, a un range tra lo 0,25 e lo 0,50 per cento. Lo S&P guadagna 13 punti e sale a 2.056, il Dow Jones è in rialzo di 70 punti a 17.594 e il Nasdaq cresce di 12 punti a 5.007 punti. A reagire negativamente sono i future dell'oro, scesi sotto i 1.070 dollari all'oncia, dopo un inizio di giornata in forte rialzo. Continua la discesa del prezzo del petrolio Wti: il barile vale 35,65 dollari. Per quanto riguarda i cambi, l'euro è in rialzo a 1,0976 dollari.

Fed: Yellen, rialzo tassi "modesto" segna fine di un'era "straordinaria", stretta lenta

Il primo rialzo dei tassi dal 2006 deciso oggi dalla Federal Reserve "segna la fine di un'era straordinaria". Lo ha detto il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, durante la conferenza stampa a commento della riunione del Federal Open Market Committee, durante la quale il costo del denaro è stato alzato di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

Il rialzo "modesto" dei tassi è definito da Yellen "appropriato" dal momento che "riflette la fiducia nel fatto che l'economia continuerà a rafforarsi". Le azioni future di politica monetaria, ha spiegato la prima donna alla guida della Fed, "dipendereanno da come l'economia si evolve". Ancora una volta Yellen sottolinea come i tassi siano ancora "insolitamente bassi e destinati a salire probabilmente solo in modo lento". E ancora una volta Yellen dichiara che "l'importanza dell'iniziale rialzo dei tassi non dovrebbe essere esagerata".

Fed: Yellen, rialzo tassi "graduale" non significa "meccanico"

Dopo il primo rialzo dei tassi dal giugno 2006 - che "dovrebbe essere considerato un segno di fiducia" nell'economia Usa - una futura stretta monetaria da parte della Federal Reserve sarà "graduale" ma quest'aggettivo "non sta a signicare rialzi dei tassi meccanici, della stessa misura e con la stessa cadenza temporale". Lo ha detto il governatore Janet Yellen, durante la conferenza stampa a commento della riunione dell'Fomc, durante la quale il costo del denaro è stato alzato di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

Fed, Yellen: junk bund? Sistema finanziario più resistente del '08

La Federal Reserve "continua a monitorare attentamente gli sviluppi nei mercati finanziari" alla luce delle recenti tensioni registrate nei mercato dei cosiddetti junk bond, obbligazioni ad alto rendimento e dunque più rischiosi, ma attraverso il suo governatore sottolinea che "il sistema finanziario è più resistente ora del 2008", quando scoppiò la peggiore crisi dalla Grande Depressione degli '30.

A dirlo è Janet Yellen durante la conferenza stampa a commento della riunione dell'Fomc, nella quale il costo del denaro è stato alzato di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

Il nervosismo sui junk bond si è accentuato venerdì scorso quando il gestore americano Third Avenue Management ha deciso di chiudere il suo fondo bandiera da 800 milioni di dollari perché senza la liquidità necessaria per ripagare gli investitori che avevano optato per un riscatto. Il fondo - Focus Credit Fund, centrato su bond spazzatura - ha perso il 27% del suo valore nel 2015. Anche l'hedge fund Stone Lion Capital Partners ha deciso di non accettare richieste di riscatti per un fondo da 400 milioni di dollari e lunedì il londinese Lucidus Capital Partners ha liquidato il suo portafoglio dopo avere ricevuto un avviso di un riscatto "significativo".

Secondo Yellen quello di Third Avenue, "che è in contatto con la Sec", è un caso isolato.

Petrolio: chiude a NY -4,9% a 35,52 dollari al barile, minimi del febbraio 2009

Dopo due giorni di rally il petrolio ha chiuso in forte ribasso, sui minimi del febbraio 2009. Il contratto a gennaio ha ceduto il 4,9%, 1,83 dollari, a 35,52 dollari al barile, appesantito da scorte settimanali Usa inaspettatamente cresciute.

A condizionare l'andamento della materia prima è stato anche l'annuncio della banca centrale americana di alzare i tassi di 25 punti base allo 0,25-0,5%. Tassi più alti potrebbero sostenere il dollaro e rafforzarlo ancora di più. In questo modo il greggio sarebbe più costoso per chi compra il greggio (denominato in dollari) con valute straniere.

Fed: tassi attesi a 1,375% a fine 2016 e 2,375% a fine 2017

La Federal Reserve prevede che i tassi si attesteranno all'1,4% nel 2016. Il costo del denaro dovrebbe salire al 2,4% nel 2017 e al 3,3% nel 2018, per poi portarsi al 3,5% nel più lungo termine. E' questa la stima mediana, arrotondata, dei membri del Fomc, segnalata nel documento che accompagna il comunicato finale della riunione odierna, durante la quale il costo del denaro è stato alzato, per la prima volta dal 2006, a un range tra 0,25 e 0,50%.

Senza arrotondare le cifre, come si legge ancora nel documento, la previsione mediana di 17 membri del Fomc è pari all'1,375% alla fine del 2016, al 2,375% a fine 2017 e al 3,25% a fine 2018. Una stima di questo tipo implica quatro aumenti di un quarto di punto percentuale il prossimo anno, quattro nel 2017 e tre o quattro l'anno ancora successivo.

Fed: Yellen, sorpresa da ulteriore calo dei prezzi del greggio

Janet Yellen, il governatore della Federal Reserve, si dice "sorpresa" dell'ulteriore calo dei prezzi del petrolio di cui non si aspetta un rimbalzo ma una stabilizzazione. Lo ha detto il governatore Janet Yellen, durante la conferenza stampa a commento della riunione del Federal Open Market Committee, durante la quale il i tassi di interesse sono stati alzati di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%. Si tratta della prima stretta dal giugno 2006.

Fed: Yellen, non serve aspettare ritorno inflazione al 2% per altra stretta

I membri del Federal Open Market Committee non hanno bisogno di vedere l'inflazione raggiungere il target del 2% fissato dalla Federal Reserve prima di alzare nuovamente i tassi di interesse. Lo ha detto il governatore Janet Yellen, durante la conferenza stampa a commento della riunione dell'Fomc, durante la quale il costo del denaro è stato alzato di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

Il governatore si rifiuta di fornire una formula che leghi l'andamento dell'inflazione e di future strette ma dice che la Fed si prenderebbe una pausa nell'aumentare ulteriormente il costo del denaro nel caso in cui le attese della Fed - che stima una ripresa del'inflazione nel medio termine - dovessero rivelarsi sbagliate.

Fed: Yellen, normalizzazione politica monetaria andrà via liscia

La Federal Reserve è "fiduciosa" che la normalizzazione della sua politica monetaria, iniziata oggi con il primo rialzo dei tassi dal giugno 2006, andrà via "liscia".

Lo ha detto il governatore Janet Yellen, durante la conferenza stampa a commento della riunione del Federal Open Market Committee, durante la quale il costo del denaro è stato alzato di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%.

A chi le ha chiesto se la mossa annunciata oggi sia stata dettata almeno in parte da un rischio di perdita di credibilità, visto che il mercato si aspettava senza esitazione una stretta, Yellen ha risposto che il Comitato "ha deciso di muoversi perché sentiamo che le condizioni prestabilite per una mossa - ulteriore miglioramento del mercato lavoro e fiducia nella risalita dell'inflazione - sono state soddisfatte".

Yellen: tempo prima di effetto su economia, aggiustamenti strumenti se servirà

I tassi di interesse americani, alzati oggi per la prima volta dal 2006, "dovrebbero continuare a salire in modo graduale" e comunque lento. Detto questo, "non bisognerebbe dare eccessiva importanza al primo rialzo". La Federal Reserve è comunque convinta che "la normalizzazione delle politica monetaria proseguirà in modo tranquillo".

Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a commento della riunione del Fomc, durante la quale i tassi di interesse sono stati alzati di 25 punti base a un range tra lo 0,25 e lo 0,50%. Secondo Yellen, "ci vorrà del tempo prima che le azioni di politica monetaria incidano effettivamente sull'economia". In ogni caso, la Banca centrale americana, continuerà a monitorare gli sviluppi economici, in particolare i progressi verso gli obiettivi sull'inflazione. Per quanto riguarda i tassi, ha spiegato il numero uno della Fed, "sono ancora al di sotto della media storica" e si trovano a un livello "insolitamente basso". Detto questo, la Fed è pronta a "fare necessari aggiustamenti alla politica monetaria" se si dovesse rivelare necessario.

Wall Street: a metà seduta indici vicini a minimi intraday, attesa per Fed

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano vicino ai minimi di seduta, appesantiti dal sell-off che sta colpendo il petrolio. A trascinarne al ribasso le quotazioni è il dato sulle scorte settimanali Usa, salite di 4,8 milioni di barili contro attese per un calo di 1,4 milioni. Intanto gli investitori attendono il termine della riunione della Federal Reserve, che alle 20 italiane annuncerà le sue decisioni sui tassi.

Le stime sono per un primo rialzo dal 2006. Il focus è sui toni del comunicato e delle parole del governatore Janet Yellen, che parlerà in conferenza stampa dalle 20.30 italiane.

Il Dow Jones aggiunge 27,35 punti, lo 0,16%, a quota 17.552. Reduce da due sedute consecutive al rialzo per la prima volta da oltre un mese, l'S&P 500 sale di 7,93 punti, lo 0,39%, a quota 2.051. Il Nasdaq aggiunge 16 punti, lo 0,32%, a quota 5.011. Il petrolio a gennaio cede il 4,2% a 35,78 dollari al barile.

Whirlpool accusa Samsung e LG di dumping

Il gruppo americano degli elettrodomestici Whirlpool ha chiesto al governo Usa di imporre tariffe alle lavatrici prodotte della rivali sudcoreane Samsung Electronics Co. and LG Electronics in Cina. La tesi è che i due competitor hanno conquistato una quota del mercato statunitense più ampia vendendo lavatrici a un prezzo inferiore al costo che hanno affrontato per produrle.

La petizione di Whirlpool arriva meno di tre anni dopo la decisione del dipartimento americano del Commercio di imporre tariffe del 9% e 13% ai prodotti incriminati realizzati dai due rivali in Messico e Corea del Sud ed esportati in Usa. Secondo Whirlpool quella decisione ha spinto Samsung e LG a trasferire la produzione in Cina. A pronunciarsi sul caso sarà il dipartimento del Commercio. L'americana International Trade Commission determinerà se il gruppo Usa è leso dalle presunte pratiche anticoncorrenziali.

Wall Street: future in rally nel Fed-Day

I future a Wall Street si muovono al rialzo nel Fed-Day. Oggi il Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, terminerà la sua riunione annunciando con ogni probabilità il primo rialzo dei tassi dal 2006. Reduci da due giorni di guadagni sull'azionario, gli investitori attendono le 20 italiane, quando arriverà il comunicato della banca centrale Usa a cui seguirà mezz'ora dopo la conferenza stampa del governatore Janet Yellen.

Il predecessore di Ben Bernanke - colui che esattamente sette anni fa come oggi tagliò il costo del denaro sui minimi storici pari allo 0-0,25%, dove sono rimasti da allora - dovrebbe confermare che le strette future saranno graduali. Per questo trader e gestori parlano di (e sperano in) una "stretta dovish".

Dal fronte macroeconomico, buone notizie sul piano immobiliare. I nuovi cantieri sono rimbalzati del 10,5% a novembre dopo il -12% di ottobre e i permessi edilizi - che indicano l'attività futura nei cantieri - sono saliti dell'11% battendo le stime. In calendario restano la produzione industriale, il pmi manifatturiero flash e le scorte di petrolio.

I future del Dow Jones salgono di 103 punti, lo 0,59%, quelli dell'S&P 500 guadagnani 10,5 punti, lo 0,52%, quelli del Nasdaq salgono di 23,75 punti, lo 0,525.

Dopo due sedute di fila in rialzo, il petrolio a gennaio scivola dello 0,5% a 37,15 dollari al barile. L'American Petroleum Institute - gruppo privato che calcola le scorte di greggio settimanali alla vigilia del dato ufficiale del governo Usa - ha comunicato un rialzo delle scorte di 2,3 milioni di barili contro attese per una contrazione. Le stime per il dato in arrivo alle 16.30 italiane è pari a -1,4 milioni di barili. A tenere a freno il greggio è anche l'accordo tra i leader al Congresso alla rimozione del divieto alle esportazioni di petrolio in Usa, in vigore da 40 anni. Serve però il via libera di Capitol Hill.

Avvio nuovi cantieri Usa +10,5% a novembre, permessi +11%

A novembre l'attività edilizia negli Stati Uniti ha riguadagnato slancio, guadagnando trazione nonostante la prospettiva di un incremento dei tassi di interesse sui mutui in scia delle scelte monetarie della Federal Reserve. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri è balzato del 10,5% a 1,173 milioni di unità, controbilanciando il ribasso del 12% di ottobre (rivisto al ribasso dal -11% della prima stima).

Gli analisti attendevano un rialzo a 1,14 milioni di unità. Su base annuale il dato sale del 16,5% rispetto a novembre 2014. I cantieri per abitazioni unifamigliari, che escludono gli appartamenti e rappresentano quasi due terzi del mercato americano, sono saliti del 7,6%, al massimo da gennaio 2008, mentre quelli di unità multifamigliari, che includono appartamenti e condomini, sono cresciuti del 18,1%. Inoltre, i permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono saliti dell'11% a 1,289 milioni, mentre gli analisti attendevano un dato a 1,15 milioni. I permessi per le case multifamigliari sono bazati del 30,8%, il rialzo maggiore da marzo 2012.

Euro stabile a 1,0938 dollari, biglietto verde in rialzo a 121,85 yen

Euro stabile a 1,0938 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0463 e 1,2571 dollari. Il biglietto verde in rialzo dello 0,15% a 121,85 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 115,58 e i 125,85 yen.

Halliburton: fusione con Baker Hughes deve attendere, Giustizia Usa rimanda ok

La maxi fusione da 35 miliardi di dollari tra il colosso dei serivizi petroliferi Halliburton e la più piccola rivale Baker Hughes, annunciata oltre un anno fa, dovrà attendere: il dipartimento alla Giustizia americano non ha preso una decisione sull'accordo e ha rimandato a data da destinarsi il via libera antitrust. Come hanno fatto sapere le società in una nota congiunta, la Giustizia americana ritiene che le due società non abbiano finora previsto sufficienti misure per rispondere alle preoccupazioni sulle possibili violazioni antitrust, ma prenderà in considerazione ulteriori proposte delle due aziende.

Detto questo, "non ci sono garanzie" sul fatto che un'intesa sarà trovata, motivo per cui la chiusura dell'accordo di fusione è stata posticipata al 30 aprile 2016. A complicare ulteriormente la vicenda è il brusco calo del petrolio Wti, oggi attorno ai 37 dollari al barile, ma sceso nei giorni scorsi anche sotto i 35: i prezzi più bassi incidono sulla domanda e sulla necessità di trivellare e questo rende più difficile trovare acquirenti per gli asset che dovrebbero essere venduti appunto per ricevere il via libera alla fusione.

Oro in rialzo a 1.064,60 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,27% a 1.064,60 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.045 e i 1.306 dollari all'oncia.

Valeant taglia stime utile e fatturato IV trim. e 2015, outlook 2016 delude

Il titolo di Valeant Pharmaceuticals International, che aveva ceduto il 53% negli ultimi tre mesi, perde il 4,2% nel premercato a Wall Street, dopo che il colosso farmaceutico ha tagliato le stime per il trimestre in corso e per l'intero anno e ha dato guidance deludenti per il 2016. Pesano i problemi avuti con la distribuzione di medicinali a Philidor: a ottobre era scoppiato lo scandalo per possibili frodi messe in atto dalla catena di farmacie specializzate, che vendeva prodotti Valeant e su cui il gruppo farmaceutico aveva un'opzione d'acquisto. Dopo avere perso capitalizzazione di mercato per oltre 50 miliardi, Valeant aveva tagliato i ponti con Philidor.

La vicenda sembra però destinata ad avere ricadute notevoli sui conti. Come si legge in una nota, la società prevede per il quarto trimestre profitti tra 2,55 e 2,65 dollari per azione, in calo dal precedente intervallo tra 4 e 4,20 dollari e sotto i 3,47 dollari attesi dagli analisti. Il fatturato si attesterà tra 2,7 e 2,8 miliardi, meno della guidance precedente per 3,25-3,45 miliardi. Per l'intero anno Valeant attende profitti adjusted tra 10,23 e 10,33 dollari per azione, con un fatturato tra 10,4 e 10,5 miliardi. In precedenza aveva parlato di profitti per 11,67-11,87 dollari per azione con un giro d'affari tra 11 e 11,2 miliardi. Gli analisti attendevano profitti per 11,11 dollari per azione su vendite per 10,77 miliardi. Per il 2016 il gruppo attende profitti adjusted tra 13,25 e 13,74 dollari per azione, con un fatturato tra 12,5 e 12,7 miliardi. Gli analisti stimano profitti per 14,27 dollari per azione su vendite per 12,55 miliardi.

Petrolio in ribasso a 36,88 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dell'1,26% a 36,88 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 34,53 e i 65,56 dollari al barile.

Accordo al Congresso Usa, verso il via libera all'export del petrolio

Con un'intesa che sembrava impensabile solo pochi mesi fa, i leader del Congresso statunitense hanno deciso di rimuovere il divieto di esportazione del petrolio, in vigore da oltre 40 anni. Leggi l'articolo.

T-Bond: rendimento titolo a 2 anni vicino all'1%, atteso rialzo tassi Fed

Per il terzo giorno di fila i Treasury perdono quota in anticipazione di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Il titolo a due anni - il più sensibile a un cambiamento nell'outlook della politica monetaria della banca centrale Usa - vede i rendimenti puntare a quota 1%, un livello che fu toccato l'ultima volta a livello intraday nel maggio 2010.

I trader si aspettano che i rendimenti di titoli di stato Usa - che si muovono inversamente ai prezzi - salgano dopo il rialzo dei tassi da parte della Fed. Quello dei titoli a due anni è quasi raddoppiato negli ultimi due mesi. Se i toni usati dall'istituto centrale e dal governatore Janet Yellen saranno meno dovish del previsto, segno che la stretta potrebbe essere più rapita delle attese, allora i trader si aspettano un sell-off dei Treasury.

Il decennale vede rendimenti salire al 2,2818% dal 2,269% di ieri. Il 2014 era finito al 2,173%. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,2645%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimenti in aumento allo 0,9802% dallo 0,968% (massimo del maggio 2010) di ieri.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo all'1,7141%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,0055%.

Produzione industriale Usa -0,6% a novembre, calo maggiore da 2012

La produzione industriale degli Stati Uniti si è attestata in ribasso in novembre, per il terzo mese di fila e al passo più rapido da marzo 2012. Il ribasso dei prezzi del petrolio pesa sulla domanda di beni di lunga durata e il clima tutto sommato mite per il periodo incide sulla richiesta di utility. Secondo quanto reso noto dalla Federal Reserve, la produzione industriale è calata dello 0,6%, mentre la stima era per un ribasso dello 0,2%. In ottobre il dato era sceso dello 0,4% (rivisto al ribasso dal -0,2% della prima stima).

Rispetto al mese precedente, l'utilizzo della capacità degli impianti è sceso dal 77,5 al 77%, mentre gli analisti attendevano un ribasso al 77,4, e resta al di sotto dell'80% di prima della recessione. Il dato di ottobre è rimasto invariato al 77,5%. Da segnalare che la produzione nel settore manifatturiero, che rappresenta quasi tre quarti del totale, è rimasta invariata, dato che il calo della produzione di auto, apparecchiature elettriche, metalli ed elettrodomestici ha annullato il rialzo di generi alimentari e beni non durevoli. La produzione nel settore minerario, seconda maggiore componente, è calata dell'1,1% da ottobre e del'8,2% da novembre 2014. In ribasso anche la produzione di utilities (acqua, luce e gas), scesa del 4,3% su base mensile, in particolare a causa del ribasso dell'output di elettricità.

Wall Street: apertura positiva nel Fed-Day (Dj +0,76%), si spera in una "stretta dovish"

Wall Street ha aperto la seduta in rialzo con gli investitori che scommettono su una "stretta dovish" da parte della Federal Reserve. Oggi è dato per scontato che il Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, annunci il primo rialzo dei tassi di interesse dal 2006. Il vero focus è di conseguenza sulle indicazioni riguardanti il passo con cui il costo del denaro verrà aumentato in futuro.

Per Art Cashin, direttore delle attività sul floor del Nyse per Ubs, l'eventuale presenza di più di un dissidente nell'Fomc (ossia governatori contrati a un rialzo dei tassi) sarebbe vista come una buona notizia perché starebbe a indicare che la Fed non ha alcuna fretta di stringere ulteriormente la cinghia.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones aggiunge 133,58 punti, lo 0,76%, a quota 17.658,49. Reduce da due sedute consecutive al rialzo per la prima volta da oltre un mese, l'S&P 500 sale di 15,99 punti, lo 0,79%, a quota 2.059,86. Il Nasdaq aggiunge 40,76 punti, lo 0,82%, a quota 5.036,29. Il petrolio a gennaio cede l'1,77% a 36,68 dollari al barile in attesa del dato sulle scorte settimanali Usa.

Sul fronte societario, nel giorno dell'Investor Day Valeant Pharmaceuticals (+4,52%) ha tagliato le stime sugli utili per il 2015 e ha fornito un outlook per il 2016 inferiore al consensus ma i toni usati sono ottimisti. Separatamente, l'amministratore delegato Michael Pearson sarà chiamato a testimoniare a una commissione della Camera che sta indagando sul balzo dei prezzi di certi farmaci.

CVS Health (+2%) ha invece alzato le sue previsioni per l'anno prossimo e ha annunciato un aumento della cedola 2016 del 21%.

Il produttore di attrezzature per il settore minerario Joy Global (-4,6%) ha pubblicato conti sopra le attese ma le stime per l'anno prossimo hanno deluso. Il gruppo ha tagliato il dividendo trimestrale a un centesimo da 20 centesimi per azione.

La radio via Internet Pandora (+0,42%) è in attesa della decisione odierna del Copyright Royalty Board, un panel composto da tre giudici che decideranno sulle royalty che devono essere versate alle etichette musicali nei prossimi cinque anni. Le royalty sono la più grande spesa per servizi come Pandora e Spotify.

L'agenzia di rating Moody's (+1,3%) ha aumentato il dividendo trimestrale a 37 da 34 centesimi per azione e ha annunciato un nuovo programma di buyback da 1 miliardo di dollari.

Anche il gruppo farmaceutico Amgen (+0,77%) è più generoso con gli azionisti: la cedola trimestrale sale del 27% a 1 dollaro per azione.

Nel giorno dell'Investor Day, General Electric sale dello 0,5%.

Wall Street: indici annullano i guadagni con crollo greggio, attesa per Fed

Dopo quasi due ore di scambi, gli indici a Wall Street hanno annullato i loro guadagni con il crollo del greggio. Dopo due sedute consecutive in rialzo, l'azionario americano sembra volersi prendere una pausa mentre si avvicina l'ora in cui la Federal Reserve annuncerà le sue decisioni in materia di tassi. Il mercato scommette ampiamente in un primo rialzo dei tassi dal giugno 2006.

Se così non fosse, la delusione avrebbe conseguenze notevoli su tutte le asset class. Il focus è sulle 20 italiane. Mezz'ora dopo il governatore Janet Yellen terrà una conferenza stampa dalla quale gli operatori di borsa sperano emergano toni "dovish" sul passo con cui verranno effettuate strette future.

Il Dow Jones aggiunge 12 punti, lo 0,07%, a quota 17.537. Reduce da due sedute consecutive al rialzo per la prima volta da oltre un mese, l'S&P 500 sale di 4,21 punti, lo 0,2%, a quota 2.047,51. Il Nasdaq aggiunge 9,45 punti, lo 0,18%, a quota 5.004.

Il petrolio a gennaio cede il 3,99% a 35,85 dollari al barile complice il dato sulle scorte settimanali Usa, salite di 4,8 milioni di barili contro attese per un calo di 1,4 milioni.

T-Bond: rendimento titolo a 2 anni all'1%, prima volta dal maggio 2010

In anticipazione del primo rialzo dei tassi di interesse dal 2006 da parte della Federal Reserve, continuano le vendite sui Treasury. Il più colpito, perché il più sensibile a un cambiamento nell'outlook della politica monetaria della banca centrale Usa, è il titolo a due anni.

Di conseguenza il rendimento - che si muove inversamente ai prezzi - ha raggiunto l'1% per la prima volta dal maggio 2010. Il rendimento è quasi raddoppiato negli ultimi due mesi ma resta comunque su livelli storicamente bassi.

Congresso Usa approva legge spesa da 1.150 mld $ per anno fiscale 2016

Accordo fatto al Congresso americano sulla finanziaria, cosa che scongiura definitivamente la paralisi del Governo federale e apporta significativi cambiamenti alla riforma della sanità del 2010 e alla politica energetica americana. La legge di spesa da 1.150 miliardi di dollari, che arriva dopo settimane di negoziati intensi a Capitol Hill, finanzierà le attività federali per l'anno fiscale 2016 e, tra le altre cose, elimina il bando alle esportazioni di petrolio, in vigore da quarant'anni. Il Congresso ha anche dato il via ibera a una serie di sgravi fiscali ormai scaduti o che dovevano essere prolungati.

In realtà, la precedente finanziaria copriva i costi del Governo fino alla mezzanotte di oggi, motivo per cui è stato necessario approvare anche un provvedimento ponte che estendesse la scadenza fino al 22 dicembre, in modo da dare alla Camera e al Senato americano tempo per votare sulla legge. Tra le varie cose, il documento rende permanenti alcuni sgravi fiscali, sospende per due anni l'imposizione di una tassa sulle apparecchiature mediche e rimanda di due anni l'entrata in vigore della cosiddetta "cadillac tax", un provvedimento per fare salire i costi a carico dei datori di lavoro per le assicurazioni sanitarie dei dipendenti e che sarebbe dovuto diventare effettivo a partire dal 2018. Per quanto riguarda gli emendamenti sull'energia, in cambio della rimozione del bando alle esortazioni di greggio, chiesta dai repubblicani, sono state introdotte alcune misure a favore di tutela ambientale ed energie rinnovabili chieste dai democratici, per esempio dei crediti fiscali per l'energia eolica e solare, la riautorizzazione per tre anni di un fondo per la conservazione ambientale e l'esclusione di provvedimenti contro la regolamentazione ambientale voluta dall'amministrazione Obama.

Petrolio scivola dopo calo a sorpresa stock Usa, -2,5% poco sopra 36 $/barile

Il petrolio quotato al Nymex rallenta il passo e scende verso i 36 dollari al barile, dopo il dato sulle scorte settimanali americane, che si sono attestate a sorpresa in rialzo, dopo il calo della settimana precedente. Gli analisti attendevano il secondo ribasso dopo undici aumenti consecutivi, ma sono rimasti delusi.

Disattese anche le previsioni dell'American Petroleum Institute, che aveva anticipato un rialzo di 2,3 milioni di unità. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a gennaio erano arrivati a cedere il 2,7% a 36,33 dollari al barile, mentre prima del dato erano in calo a 36,70 dollari (ieri aveva chiuso in buon rialzo a 37,35 dollari). Al momento, i future a gennaio riducono leggermente i ribassi e cedono il 2,5% a 36,41 dollari al barile.

Rialzo a sorpresa scorte settimanali petrolio Usa, in rialzo anche benzina e distillati

Nella settimana conclusa l'11 dicembre le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono cresciute di 4,801 milioni di unità a 490,657 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,4 milioni di barili, dopo la discesa di 3,568 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono saliti di 1,731 milioni di unità a 219,384 milioni, dopo l'aumento di 786.000 barili dei sette giorni precedenti e il rialzo di 1,3 milioni di unità previsto.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono aumentate di 2,536 milioni di unità a 151,976 milioni, mentre le stime erano per una crescita di 1,6 milioni di unità, dopo il rialzo di 4,998 milioni di barili della settimana precedente. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 91,9%, meno del 93,1% del dato precedente e meno anche del 93,6% atteso dagli analisti.

Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

All'inizio della seduta di contrattazioni, i cerali quotati al Chicago Board of Trade mostrano andamenti contrastati. Gli investitori optano per la cautela, in attesa delle decisioni della Federal Reserve sul costo del denaro, in arrivo alle 14, le 20 in Italia. Secondo gli analisti la Banca centrale americana alzerà il costo del denaro per la prima volta dal 2006. I tassi sono fermi al minimo storico, in un intervallo tra 0 e 0,25%, da dicembre 2008.

All'avvio, i future del mais con scadenza a marzo calano di mezzo centesimo a 3,76 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo arretrano di un centesimo a 4,93 dollari a bushel. Per quanto riguarda il comparto della soia, i future dei semi con scadenza a gennaio avanzano di un quarto di centesimo a 8,67 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a gennaio sale di 60 centesimi a 272,40 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a gennaio scendono di 44 punti a 30,26 dollari al pound.

Congresso Usa verso ratifica riforma Fmi con 5 anni di ritardo

Con cinque anni di ritardo, i legislatori americani sembrano pronti a ratificare la riforma della governance e delle quote del Fondo monetario internazionale, riforma che darebbe maggiore peso alle economie emergenti inclusa la Cina.

Stando a quanto scrive il Wall Street Journal, i leader al Congresso hanno trovato un accordo per includere i cambiamenti necessari nella legge di spesa, quella che potrebbe includere anche la rimozione del divieto alle esportazioni di greggio Usa. "Siamo impazienti di vedere l'esito del processo legislativo", ha detto il portavoce dell'Fmi Gerry Rice.

La riforma dell'istituto guidato da Christine Lagarde è considerata dalla stessa "cruciale per rafforzare la credibilità, la legittimità e l'efficacia del Fondo e per garantire che il Fondo stesso abbia sufficienti risorse permanenti per soddisfare le esigenze dei suoi membri". Viste le resistenze del Congresso Usa, l'Fmi ha allo studio "opzioni alternative".

Wall Street: FedEx +1,6% in vista dei conti, atteso rialzo utile e fatturato

Prima parte della seduta in buon rialzo per FedEx, che oggi dopo la chiusura pubblicherà i conti del suo secondo trimestre ficale 2016, quello concluso a novembre. Quando la seduta a Wall Street è iniziata da poco più di mezz'ora, il titolo del colosso delle spedizioni internazionali guadagna l'1,6% a 147 dollari per azione, dopo essere arrivato a un massimo di giornata di 147,32 dollari. La capitalizzazione cresce a 41,48 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i conti, gli analisti attendono profitti per 2,50 dollari per azione, in rialzo dai 2,14 dollari di un anno fa, mentre il fatturato dovrebbe salire del 4,1%.

Gli investitori vogliono inoltre vedere chiari segnali di ripresa, dopo il rallentamento degli ultimi trimestri, e vogliono avere risposte chiare alle preoccupazioni sulle attività internazionali e sull'esposizione alla Cina. Per quanto riguarda le consegne del periodo natalizio, FedEx attende un incremento del 12% per le settimane tra il Black Friday, a fine novembre, e la vigilia di Natale, grazie soprattutto al previsto aumento degli acquisti online.

Future in rialzo nel premercato: Dow Jones +85 punti, S&P +8 punti, Nasdaq +18,75 punti

Future degli indici azionari statunitensi in rialzo nel premercato, in attesa della decisione della Fed sui tassi: il Dow Jones cresce di 85 punti, il Nasdaq sale di 18,75 punti, lo S&P di 8 punti.

Oggi in programma: le richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa l'11 dicembre, l'avvio di nuovi cantieri edilizi per il mese di novembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia), i permessi edilizi per il mese di novembre alla stessa ora, la produzione industriale per il mese di novembre alle 9:15 (le 15:15 in Italia), il Pmi manifatturiero flash per il mese di dicembre alle 9:45 (le 15:45 in Italia) e le scorte di petrolio per la settimana conclusa l'11 dicembre alle 10:30 (le 16:30 in Italia).

Il Federal Open Market Committee della Federal Reserve conclude la sua riunione con l'annuncio delle sue decisioni sui tassi e delle stime economiche alle 14 (le 20 in Italia). Mezz'ora dopo il governatore Janet Yellen tiene una conferenza stampa.