Wall Street, anche Goldman Sachs batte le stime

Attenzione rivolta alle nuove stime del Fmi sulla crescita mondiale

Commercio
Trump cambia idea, niente ritorno Usa nella Tpp

Il presidente americano sembra avere cambiato idea. Quattro giorni dopo avere segnalato un'apertura per un ritorno degli Stati Uniti nella Trans-Pacific Partnership, Donald Trump appare nuovamente contrario all'accordo di libero scambio a cui lavorò il suo predecessore Barack Obama e da cui Trump sottrasse gli Usa non appena arrivò alla Casa Bianca nel gennaio 2017.

Nella notte americana il leader Usa ha scritto su Twitter: "Anche se al Giappone e alla Corea del Sud piacerebbe che tornassimo nella Tpp, quell'accordo non mi piace per gli Usa. Troppe condizioni e nessun modo di uscirne se non funziona. Gli accordi bilaterali sono molto più efficienti, redditizi e migliori per i NOSTRI lavoratori. Guardate a quanto è cattivo il WTO con gli Usa", ha scritto su Twitter facendo riferimento all'Organizzazione mondiale del commercio.

Le 11 nazioni con cui lavorò Obama hanno tirato dritto anche senza gli Usa e lo scorso marzo hanno sottoscritto quello che ora si chiama Comprehensive and Progressive Agreement for Tpp. Ne fanno parte Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam.

Borse Usa
Wall Street chiude in rialzo. Nasdaq vola grazie a Netflix

Il buon andamento dei conti trimestrali e la diminuzione delle paure per un possibile scontro in Siria dà fiducia agli investitori. Ieri i principali indici quotati a Wall Street hanno chiuso la seduta in rialzo, con il Dow che ha guadagnato quasi 300 punti ed è tornato in positivo da inizio anno. Il Nasdaq ha aggiunto oltre 120 punti, il record dallo scorso 22 marzo.

Per il secondo giorno consecutivo Wall Street ha messo da parte i timori geopolitici e si è concentrata sulle trimestrali: a pesare in positivo sugli andamenti è stato Netflix che ha chiuso in rally aggiungendo il 9,21% dopo che nei conti di lunedì aveva mostrato di aver aggiunto un numero di nuovi abbonati superiore alle attese. E ancora ha sostenuto Wall Street UnitedHealth, il gruppo di assicurazioni sanitarie che ha chiuso in aumento del 3,6%.

Il DJIA ha terminato in rialzo di 213,59 punti, lo 0,87%, a quota 24.786,63. L'S&P 500 è salito di 28,25 punti, l'1,07%, a quota 2.706,39. Il Nasdaq ha aggiunto 124,81 punti, l'1,74%, a quota 7.281,10. L'indice della volatilità Vix ha terminato ai minimi del 16 marzo. Il contratto maggio del petrolio al Nymex ha guadagnato 30 centesimi, lo 0,5%, a 66,52 dollari al barile.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a luglio ha chiuso in ribasso di 1 centesimi e tre quarti, lo 0,45%, a quota 3,89 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a luglio ha guadagnato 2 centesimi e un mezzo, lo 0,52%, a quota 4,81 dollari e mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a luglio hanno chiuso in rialzo di 4 centesimi, lo 0,38%, a 10,57 dollari e un quarto a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio è invariato a 31,45 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio è salito di 3,40 dollari, lo 0,89%, a 385,40 dollari a tonnellata.

materie prime
Petrolio chiude a NY +0,5% a 66,52 dollari al barile

In attesa dei dati sulle scorte settimanali Usa, il petrolio è riuscito a portarsi in positivo dopo avere rotto al ribasso la soglia tecnica dei 66 dollari al barile. Il contratto maggio al Nymex ha guadagnato 30 centesimi, lo 0,5%, a 66,52 dollari al barile.

Gli investitori restano in attesa del dato elaborato ogni martedì pomeriggio dal gruppo privato American Petroleum Institute; ad esso seguirà domani quello del dipartimento americano dell'Energia. I rapporti della settimana scorsa furono "bearish" con gli stock di greggio e benzina saliti inaspettatamente. Le tensioni geopolitiche che la settimana scorsa avevano innescato un rally sono venute meno ma il 12 maggio resta monitorato dai trader: entro quella data il presidente americano Donald Trump deciderà se rinnovare il congelamento di sanzioni draconiane contro l'Iran facendo saltare lo storico accordo sul nucleare siglato nell'estate 2015 tra Teheran e le principali potenze mondiali (Usa inclusi).

Retail
Toys "R" Us: respinta l'offerta del produttore bambole Bratz per negozi Usa e Canada

Toys "R" Us non ha accettato l'offerta di acquisto arrivata dal miliardario a capo del produttore delle bambole Bratz, con cui alcuni dei negozi Usa della catena di giocattoli finita in bancarotta sarebbero rimasti aperti. Stando a quanto risulta al Wall Street Journal, i legali e i consulenti di Toys "R" Us hanno respinto la proposta fatta la settimana scorsa da Isaac Larian, il fondatore e Ceo del produttore di giocattoli MGA Entertainment che aveva messo sul piatto 675 milioni di dollari per gli store Usa; a ciò si aggiungevano 215 milioni per le attività canadesi di Toys "R" Us. Stando al Wsj, la proposta di Larian non ha raggiunto i criteri stabiliti dal tribunale fallimentare. Larian ha detto di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito alla decisione. "Se è così, ha spiegato al giornale, "è davvero un peccato che lascino finire in liquidazione questa società invece di rispondere e dire che hanno bisogno di più o vogliono determinate cose".

Stati Uniti
Starbucks chiude per un giorno i negozi in Usa per formazione antirazzismo

Dopo l'arresto di due afroamericani in una caffetteria di Starbucks a Philadelphia, il gruppo di Seattle ha deciso di dare un segnale molto forte: chiuderà tutti i suoi bar per un intero pomeriggio, il 29 maggio, per fare formazione contro i pregiudizi razziali ai suoi dipendenti.

Qualche giorno dopo l'arresto - un dipendente aveva chiamato la polizia perché i due uomini volevano usare il bagno e si erano seduti senza avere consumato - l'amministratore delegato di Starbucks, Kevin Johnson, si era scusato pubblicamente, sostenendo che avrebbe preso provvedimenti. Oggi Johnson ha incontrato personalmente i due uomini per scusarsi per il modo in cui sono stati trattati. In questo momento a Wall Street il titolo del gruppo sale dello 0,73% a quota 59,86 dollari.

azionario
Wall Street continua in rialzo, record intraday per Netflix

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street restano ben comprati con l'attenzione degli investitori concentrata sulla stagione delle trimestrali mentre dal Fondo monetario internazianel sono arrivati avvertimenti contro le barriere commerciali e sulla crescita economica, che procede con slancio ma che rallenterà dal 2020.

Il titolo Netflix (+9,9%) ha raggiunto un record intraday all'indomani di conti e un outlook migliori del previsto. Il sito di video in streaming si aspetta che nel trimestre in corso le vendite generate all'estero superino per la prima volta quelle in Usa, il suo mercato di riferimento.

Goldman Sachs è oggetto di prese di beneficio (-1,4%): i suoi profitti trimestrali sono saliti del 27% grazie al rimbalzo della divisione trading; il RoE ha raggiunto i massimi di cinque anni.

Southwest Airlines si è portato sui minimi intraday (-0,55%) dopo un atterraggio di emergenza a Philadelphia per quello che sembra un danno al motore sinistro.

Dal fronte macroeconomico, a marzo i permessi e i nuovi cantieri edilizi sono cresciuti più delle previsioni, merito soprattutto delle unità multifamigliari. Anche la produzione industriale è salita più delle attese.

Il DJIA aggiunge 217 punti, lo 0,88%, a quota 24.790. L'S&P 500 aumenta di 27 punti, l'1%, a quota 2.704. Il Nasdaq Composite aggiunge 117 punti, l'1,6%, a quota 7.273. Il petrolio a maggio scivola dello 0,09% a 66,16 dollari al barile.

Stati Uniti
Nel giorno delle tasse, problemi al sistema informatico dell'agenzia delle entrate Usa

Il sistema informatico dell'Internal Revenue Service, l'agenzia delle entrate degli Stati Uniti, sta avendo problemi. Oggi è l'ultimo giorno in cui i cittadini americani possono pagare le tasse, per evitare di dover pagare delle multe oltre la loro dichiarazione dei redditi. "Stiamo lavorando per risolvere il problema e i contribuenti possono continuare a inviare le loro tasse normalmente", ha fatto sapere in una lettera al Congresso il commissario David J. Kautter che guida l'Irs. Secondo il Washington Post, che cita una fonte interna a Capitol Hill, i tecnici dell'agenzia americana stanno provando a far ripartire il sistema sperando di risolvere il problema.

Twitter: verso migliore seduta dall8 febbraio (+10%) grazie a promozione Morgan Stanley

Twitter vola a Wall Street e si prepara ad archiviare la migliore seduta dall'8 febbraio scorso. Il merito va alla promozione degli analisti di Morgan Stanley, che hanno alzato l'obiettivo di prezzo di 1 dollaro a 29 dollari e hanno portato la raccomandazione a “equal weight” da “underweight”. Secondo gli analisti, il titolo del sito di microblogging ha un miglior rapporto qualità-prezzo rispetto ad altri considerando l'aumento delle inserzioni pubblicitarie e la crescita degli utenti.

"In passato siamo stati cauti sulla durata del rilancio della piattaforma Twitter, ma conversazioni migliori con gli inserzionisti e (crediamo) un miglioramento della crescita degli utenti rendere il rischio/rendimento più attraente", hanno scritto gli esperti. A Wall Street il titolo sale quasi del 10% a 31,43 dollari. Dall'inizio dell'anno a oggi ha guadagnato il 31,45% e negli ultimi dodici mesi è cresciuto del 119%.

Tesla: Bernstein, scettica su redditività Model 3, altro aumento di capitale "probabile"

Mentre Tesla fa i conti con l'interruzione mometanea della produzione di Model 3, Bernstein ha espresso scetticismo sui margini e sulla qualità della berlina pensata per il mercato di massa da cui dipende il raggiungimento dei target di crescita del gruppo. Toni Sacconaghi, analista della società, ha scritto in una nota agli investitori che ritiene probabile "un altro aumento di capitale, a meno che Tesla sia capace di limitare notevolmente le spese per capitali nel breve termine".

Bernstein ha confermato il proprio rating "market perform" e l'obiettivo di prezzo a 265 dollari, il 9% in meno del valore registrato ieri alla chiusura dei mercati. A Wall Street Tesla perde lo 0,6% a quota 289,44 dollari. Dall'inizio dell'anno a oggi ha ceduto il 6,75% e negli ultimi dodici mesi ha lasciato sul terreno il 3,9%.

Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta di marted" 17 aprile in rialzo. Dopo giorni in rosso i contratti trovano fiducia. Il frumento ha ritrovato la via dei rialzi dopo che una ispezione del dipartimento dell'Agricoltura americano ha rivisto in positivo le condizioni delle piantagioni: le condizioni sono buone o eccellenti nel 31% delle piantagioni. Intanto gli Stati Uniti sono divisi: a sud continua una forte ondata di siccità che potrebbe portare a incendi e influire negativamente sulle piantagioni. Al nord invece sono attese altre nevicate.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio viaggiano in rialzo di mezzo centesimo, lo 0,07%, a 10,53 dollari e un quarto a bushel. Il contratto dell'olio di soia a maggio sale di 10 punti, lo 0,32%, a 31,55 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio guadagna 0,90 dollari, lo 0,24%, a 382,90 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a luglio è in calo di 1 centesimo e un mezzo, lo 0,38%, a quota 3,89 dollari e un mezzo a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in rialzo di 3 centesimi e un quarto, lo 0,68%, a 4,82 dollari e un quarto a bushel.

Borsa Usa
Wall Street, apertura in rialzo, listini sostenuti da Netflix e da Goldman

Wall Street apre in positivo la seduta di marted" 17 aprile, con il Dow che guadagna 200 punti. A sostenere la borsa americana e la fiducia dei trader sono da una parte la diminuzione dei timori per un possibile scontro in Siria, dall'altro il buon andamento delle trimestrali, in particolare quelle di Netflix e di Goldman Sachs.

L'inizio in rialzo di oggi arriva dopo il rally di ieri che aveva portato il Dow a chiudere in rialzo di oltre 200 punti. Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA avanza di 232 punti, lo 0,95%, a quota 24.805,35. L'S&P 500 sale di 16,97 punti, lo 0,63%, a quota 2.694. Il Nasdaq Composite cresce di 53,87 punti, lo 0,75%, a quota 7.210. Il petrolio a maggio al Nymex scivola dello 0,60% a 65,82 dollari al barile.

Dal punto di vista societario, Netflix (+7%) ha aperto in rialzo dopo la pubblicazione dei conti trimestrali ieri. Il gruppo di video in streaming ha registrato ricavi e utili in linea con le attese e ha stupito nel numero di nuovi abbonati, che sono cresciuti sia negli Stati Uniti che a livello internazionale. Goldman Sachs (+0,15%) cresce dopo la pubblicazione dei conti positivi prima dell'apertura dei mercati.

Walt Disney (+1%) ha visto migliorare il rating sul titolo che è passato da "vendere" a "tenere". Lo stesso è successo a Coca Cola (+0,5%) con le azioni che sono passate da "vendere" a "neurali". Facebook (+1,4%) rischia di dover affrontare delle class action nei prossimi mesi per l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale per analizzare le foto dei suoi utenti. Questa sera alla chiusura dei mercati sono attesi i conti di IBM (+0,49%).

Usa: +0,5% produzione industriale a marzo, sopra le stime

A marzo la produzione industriale degli Stati Uniti è cresciuta leggermento più del previsto. Secondo quanto reso noto dalla Federal Reserve, il mese scorso la produzione industriale è aumentata dello 0,5% su febbraio, quando ci fu un +1% (dato rivisto da un +1,1% della prima stima). Gli analisti attendevano un aumento dello 0,4%. La produzione è salita del 4,3% rispetto al marzo 2017. Rispetto a febbraio, l'utilizzo della capacità degli impianti è salita di 0,3 punti percentuali al 78%, massimi di tre anni e oltre il 77,9% previsto. Prima della recessione, il dato era solitamente oltre l'80%. La produzione manifatturiera - la componente più grande della produzione industriale - è cresciuta dello 0,1% a marzo dopo il +1,5% del mese precedente; su base annuale c'è stato un +3%. La produzione delle utility è salita del 3% mensile dopo il declino del 5% di febbraio.

Economia
Commercio: Obstfeld (Fmi) a Trump, dazi faranno ben poco per ridurre deficit

Il Fondo monetario internazionale ha lanciato un messaggio alla Casa Bianca di Donald Trump: i dazi su acciaio e alluminio fatti scattare il 23 marzo scorso e i vari negoziati bilaterali avviati "faranno ben poco" per ridurre il deficit complessivo degli Stati Uniti, che si spiega con una spesa aggregata Usa "che continua a essere superiore alle entrate totali".

Maurice Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale, prevede che le misure fiscali recenti adottate in Usa (taglio alle tasse e aumento della spesa pubblica) "amplieranno il deficit delle partite correnti", nel quarto trimestre del 2017 arrivato a 128,16 miliardi di dollari. Per il 2019, il Fondo si aspetta che quel dato peggiori di circa 150 miliardi di dollari rispetto alle stime dell'ottobre 2017, che hanno preceduto la riforma fiscale e l'approvazione del budget per il prossimo biennio.

Obstfeld sostiene che anche in assenza di squilibri delle partire correnti - che portano con sé rischi - "la gestione di pratiche commerciali non eque, incluse le preoccupazioni legate alla proprietà intellettuale, richiedono soluzioni in un ambito multilaterale basato su regole forti".

Per l'esperto del Fondo, "c'è spazio per rafforzare il sistema attuale piuttosto che rischiare una frammentazione bilaterale del commercio internazionale". Ovviamente, Obstfeld non cita mai l'amministrazione Trump, protagonista di tensioni commerciali con la Cina ancora da risolvere. Ma è a Washington che lui pensa, anche quando dice che "l'interdipendenza globale continuerà a crescere e a meno che i Paesi non ne prendano atto in uno spirito di collaborazione, non di conflitto, l'economia mondiale non potrà prosperare".

Commercio: Obstfeld (Fmi), crescita può deragliare "prematuramente" con restrizioni

Maurice Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale, ha lanciato un avvertimento: "La prospettiva di restrizioni commerciali e di conseguenti ritorsioni minaccia di mettere a repentaglio la fiducia e di fare deragliare prematuramente la crescita globale".

Nel commentare il World Economic Outlook, il rapporto in cui il Fondo stima un Pil mondiale in aumento del 3,9% nel 2018 e nel 2019, Obstfeld non usa mezzi termini: "Le dispute commerciali [innescate da certi Paesi] rischiano di distrarre altri dai passi costruttivi che hanno bisogno di fare ora per migliorare e garantire le prospettive di crescita".

Secondo l'esperto del Fondo, "il fatto che le principali economie (quelle americana e cinese in primis, ndr) stiano flirtando con una guerra commerciale in un momento di espansione economica generalizzata può sembrare paradossale, specialmente quando l'espansione è cos" dipendente da investimenti e commercio". Per Obstfeld "le lotte in ambito commerciale distraggono, piuttosto che avanzare, l'agenda vitale" che dovrebbe essere concentrata sul rendere più inclusiva la crescita e sull'aumento del senso di sicurezza tra i lavoratori di fronte ai cambiamenti tecnologici. Solo cos" - è la tesi - potrebbe venire meno lo scetticismo del pubblico e la disillusione degli elettori; quest'ultima "aumenta la minaccia di sviluppi politici che in futuro potrebbero destabilizzare una gamma di politiche economiche che vanno ben oltre quelle commerciali".

Fmi: alza stime di crescita Usa con taglio tasse Trump, nel 2018 +2,9%, nel 2019 +2,7%

Il Fondo monetario internazionale ha alzato le stime di crescita degli Stati Uniti per quest'anno e l'anno prossimo, effetto del taglio delle tasse voluto dal presidente americano Donald Trump. L'istituto di Washington però avverte: dal 2022 in poi lo slancio rallenterà.

Stando alle tabelle contenute nel World Economic Outlook (Weo), il rapporto sull'economia globale redatto nell'ambito degli Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde, il Pil statunitense è visto salire del 2,9% nel 2018 e del 2,7% nel 2019 dopo un +2,3% del 2017. I due dati si confrontano con le stime del Weo aggiornate lo scorso gennaio, che erano più basse dello 0,2% in ambo i casi. Rispetto all'edizione del rapporto dello scorso ottobre, il miglioramento delle previsioni è dello 0,6% sul 2018 e dello 0,8% sul 2019.

Il ritocco all'insù delle stime, spiega il Fondo nel documento, "riflette un'attività più forte delle previsioni, una domanda esterna solida e l'impatto macroeconomico atteso della riforma fiscale" approvata dal Congresso Usa prima di Natale e che prevede un taglio delle aliquote aziendali e agevolazioni sugli investimenti che hanno un "effetto stimolante per l'attività economica nel breve termine".

La revisione tiene conto anche dell'aumento della spesa pubblica approvata nel febbraio 2018. I cambiamenti della politica fiscale statunitense dovrebbero, stando al Fondo, aumentare la crescita al 2020 in modo tale che entro quell'anno il Pil reale Usa sia l'1,2% più alto di dove altrimenti sarebbe stimato senza quei cambiamenti. L'Fmi precisa che alla luce di un aumento del deficit - "che richiederà aggiustamenti" più avanti nel tempo - e della natura temporanea di alcuni provvedimenti, la crescita è vista essere più bassa rispetto a precedenti stime per un po' di anni a partire dal 2022, cosa destinata a "controbilanciare alcuni dei rialzi precedenti".

Fmi: alza stime crescita Eurozona, nel 2018 Pil +2,4%, Spagna batte tutti

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2018 dell'Eurozona, riflesso "di una domanda interna più forte delle attese, di una politica monetaria di sostegno e di prospettive migliorate per la domanda esterna". Tra le principali economie, ancora una volta è la Spagna a correre più di tutti e a godere, tra l'altro, della revisione al rialzo più grande delle previsioni. E' quanto si legge nel World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale che l'Fmi ha redatto nell'ambito degli Spring Meetings in corso a Washington, Stati Uniti.

In esso però si avverte: la crescita di medio termine è vista rallentare a un +1,4%, "frenata da una produttività bassa a fronte di sforzi deboli sul piano delle riforme e trend demografici sfavorevoli".

Per il momento, i tassi di crescita "al di sopra del trend" rappresentano un "contributo importante al tanto atteso rafforzamento dell'attività economica nelle economie avanzate". Stando alle tabelle contenute nel Weo, per quest'anno nell'Eurozona è attesa un'economia in espansione del 2,4%, una performance migliore di quella registrata nel 2017 (+2,3%) e superiore dello 0,2% rispetto alle stime dello scorso gennaio e dello 0,5% al di sopra di quelle dello scorso autunno. Per il 2019 è previsto un +2%, tanto quanto previsto nell'aggiornamento al Weo diffuso a inizio anno e lo 0,3% sopra le previsioni dell'edizione dello scorso ottobre.

Economia
Fmi: Italia, incertezza politica mette a rischio attuazione riforme

Facendo riferimento alle elezioni italiane del 4 marzo scorso, il Fondo monetario internazionale sostiene che "l'incertezza politica aumenta i rischi per l'attuazione delle riforme o la possibilità di modifiche all'agenda delle politiche" previste. E' quanto si legge nel World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Spring Meetings iniziati nella capitale americana. L'istituto di Washington ne ha parlato "nel contesto delle elezioni in arrivo o sulla scia di quelle che ci sono state in alcuni Paesi" tra cui l'Italia, appunto. Il Fondo cita anche il Messico, la cui popolazione andrà alle urne a luglio, il Brasile, dove si voterà a ottobre per le presidenziali, e la Colombia, dove si è votato a marzo.

Economia
Fmi: ritocca all'insù stime di crescita Italia, nel 2018 +1,5%, nel 2019 +1,1%

Migliorano leggermente le prospettive del Fondo monetario internazionale per l'economia italiana, vista in crescita dell'1,5% quest'anno, tanto quanto registrato nel 2017. Per il 2018 è atteso un +1,1%. E' quanto si legge nelle tabelle del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Spring Meetings che da giovedì prossimo entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti.

Le stime per il 2018 sono state alzate dello 0,1% rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso gennaio e dello 0,4% rispetto all'edizione del documento elaborata lo scorso ottobre. Per il 2019 le previsioni sono rimaste invariate rispetto ai calcoli fatti a gennaio ma sono aumentate dello 0,2% rispetto al Weo dell'autunno. Nel 2016 il nostro Paese aveva registrato un'espansione dell'1,1% e nel 2015 dello 0,9%, ricorda l'Fmi. Per il 2023 l'istituto di Washington prevede ancora un Pil italiano pro-capite in rialzo dello 0,8% (per le stime legate al periodo 2020-2022 bisogna aspettare la pubblicazione, prevista domani, del Fiscal Monitor).

Nel dettaglio, l'istituto di Washington prevede prezzi al consumo nel 2018 pari all'1,1% e nel 2019 all'1,3% contro l'1,3% del 2017. Le partite correnti sono viste al 2,6% del Pil nel 2018 e al 2,2% nel 2019 contro il 2,9% del 2017.

T-Bond continua il sell-off con propensione al rischio

I Treasury continuano a essere venduti, proseguendo il trend osservato la settimana scorsa. L'apparente rilassamento delle tensioni geopolitiche, il "cauto ottimismo" del segretario americano al Tesoro in merito alle dispute commerciali tra Usa e Cina e il buon andamento della stagione delle trimestrali Usa sta alimentando la propensione al rischio.

Il decennale Usa vede i rendimenti salire al 2,841% dal 2,834% di ieri. Marzo era finito al 2,741% (minimi di fine gennaio) contro il 2,870% di fine febbraio. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,782%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,39% dal 2,377% di ieri, masimo dell'agosto 2008.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,695%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,034%.

azionario
Wall Street: future in rialzo, bene i conti di Netflix e Goldman

I future a Wall Street si muovono in rialzo, sostenuti dai conti di Netflix (+6,6% nel pre-mercato) e Goldman Sachs (+1%). Mentre monitorano le tensioni geopolitiche in Siria e quelle commerciali tra Usa e Cina, gli investitori sembrano concentrarsi sulla stagione delle trimestrali: anche l'assicuratore medico UnitedHealth (+2,2%) e Johnson & Johnson (+0,7%) - uno dei maggiori venditori americani di farmaci che richiedono la ricetta medica - ha battuto le stime degli analisti con il loro bilancio.

In attesa di conoscere le nuove stime economiche del Fondo monetario internazionale, in Usa si brinda al rimbalzo a marzo dei permessi e dei nuovi cantieri edilizi, merito soprattutto delle unità multifamigliari. In calendario resta la produzione industriale.

Al di fuori dei confini Usa, la Cina ha visto la sua economia crescere del 6,8% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2017, oltre il +6,5% a cui Pechino puntava e appena sotto il +6,9% registrato lo scorso anno.

I future del Dow salgono di 221 punti, lo 0,9%; quelli dell'S&P 500 crescono di 16,5 punti, lo 0,6%; quelli del Nasdaq aggiungono 45 punti, lo 0,7%. Il petrolio a maggio al Nymex scivola dello 0,08% a 66,18 dollari al barile.

Usa: +1,9% nuovi cantieri a marzo, sopra stime, +2,5% permessi edilizi, sopra stime

A marzo i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono cresciuti più delle stime degli analisti. I permessi richiesti per costruire sono a loro volta saliti oltre le attese.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri ha registrato un rialzo dell'1,9% al tasso annualizzato pari a 1,319 milioni di unità. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un aumento dell'1,6% . I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono saliti del 2,5% a 1,354 milioni di unità contro un consenso per un +0,8%.

I dati sono stati condizionati dalla ripresa delle costruzioni di appartamenti e altre unità multifamigliari (con i permessi balzati ai massimi dell'ottobre 2016 e con i nuovi cantieri giunti al top del dicembre 2016). Le costruzioni di case singole, che rappresentano la maggioranza, si sono invece indebolite restando però intorno ai massimi pre-recessione.

I nuovi cantieri edili avviati a febbraio in Usa sono stati rivisti al rialzo a 1,295 milioni di unità da 1,236 milioni; i permessi sono stati rivisti a 1,321 milioni da 1,298 milioni.

finanza
Mnuchin (Tesoro Usa): tweet Trump su svalutazioni Cina e Russia "un avvertimento"

Il tweet di ieri con cui il presidente americano ha accusato (sbagliandosi) la Cina e la Russia di svalutare la loro moneta "è stato un avertimento. Il presidente sta guardando". Lo ha detto il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin. Parlando ai microfoni di Cnbc, l'ex Goldman Sachs ha tentato di minimizzare la portata del commento di Donald Trump, che in quanto presidente Usa è chiamato ad evitare commenti sull'andamento del dollaro, sulla Federal Reserve e sulle oscillazioni dell'azionario. Il 'cinguettio' recitava: "La Russia e la Cina stanno giocando al gioco della svalutazione di valute mentre gli Usa tengono bassi i tassi di interesse. Inaccettabile!".

Nel corso dell'intervista, Mnuchin è tornato a dirsi "cautamente ottimista" sul fatto che tra Usa e Cina possa essere trovato un accordo che eviti una guerra commerciale. "Il presidente vuole un commercio libero, equo e reciproco", ha detto Mnuchin nel giorno in cui Pechino ha annunciato che gradualmente eliminerà entro il 2022 la regola che impone ai produttori di auto stranieri di condividere al 50% la proprietà delle fabbriche con partner cinesi se vogliono produrre localmente evitando cosìdazi del 25% sulle auto importate.

Mnuchin ha anche ripetuto che la crescita economica, stimata al 3% annuo, finanzierà il taglio alle tasse approvato prima di Natale. Quanto a un ritorno degli Usa nella Trans-Pacific Partnership, il segretario al Tesoro ha spiegato che "dipende dal fatto che l'accordo commerciale sia migliore" di quello a cui aveva lavorato Barack Obama.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Avvio di nuovi cantieri per il mese di marzo alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Nuovi cantieri. Precedente: -7% a 1,236 milioni di unità. Consensus: +2,4% a 1,27 milioni di unità. Permessi edilizi. Precedente: -5,7% a 1,298 milioni di unità. Consensus: +1,5% a 1,32 milioni di unità.

Produzione industriale per il mese di marzo alle 9:15  (le 15.15 in Italia). Precedente: +1,1%. Consensus: +0,4%. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 78,1%. Consensus: 77,9%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Johnson & Johnson alle 6:45 (le 12:45 in Italia).

Trimestrale di Goldman Sachs alle 7:30 (le 12:30 in Italia)

Trimestrale di Ibm dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale pubblica le nuove stime economiche contenute nel World Economico Outlook alle 9 (le 15 in Italia). 

Il presidente americano Donald Trump ha un incontro bilaterale con il premier giapponese Shinzo Abe in Florida alle 15 (le 21 in Italia).

Wall Street
Euro in leggero ribasso a 1,2372 dollari, biglietto verde a 107,04 yen

Euro in ribasso dello 0,07% a 1,2372 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0638 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,07% a 107,04 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.344,70 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,44% a 1.344,70 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.221,80 e i 1.375,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 66,13 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,14% a 66,13 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,34 e i 67,76 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones cresce dello 0,48%, lo S&P sale dello 0,41%, il Nasdaq aggiunge lo 0,40%.

Gli indici a Wall Street hanno chiuso la seduta di lunedì in rialzo, grazie a conti trimestrali migliori delle attese e alla diminuzione dei timori per una possibile guerra in Siria, dopo il bombardamento di Stati Uniti, Francia e Regno Unito di venerdì sera. Il DJIA ha terminato in rialzo di 212,90 punti, lo 0,87%, a quota 24.573,04. L'S&P 500 è salito di 21,54 punti, lo 0,81%, a quota 2.677,84. Il Nasdaq ha perso 49,63 punti, lo 0,70%, a quota 7.156,29. Il contratto giugno del petrolio al Nymex ha perso 1,17 dollari, l'1,7%, a 66,22 dollari al barile.