Wall Street, attenzione a disoccupazione e Fed

Oggi il dato sui sussidi. Il Fondo monetario internazionale tiene il suo consueto briefing bisettimanale con la stampa alle 9:30 (le 15:30 in Italia)

M&A
PayPal acquista la svedese iZettle per 2,2 miliardi di dollari

PayPal ha realizzato la sua più grande acquisizione di sempre con la quale sfida Square, la società guidata da Jack Dorsey (che è anche Ceo di Twitter) e usata dai piccoli esercenti per gestire pagamenti digitali. Il sistema di pagamenti un tempo parte del sito di aste eBay sta per chiudere un accordo in base al quale comprerebbe per circa 2,2 miliardi di dollari la startup svedese attiva nel settore fintech e chiamata iZettle. Leggi qui i dettagli.

azionario
Wall Street chiude in calo: dubbi di Trump sui negoziati con la Cina

La seduta volatile a Wall Street è finita in leggero calo ma sopra i minimi intraday toccati non appena il presidente americano Donald Trump aveva espresso dubbi sull'esito dei negoziati commerciali con la Cina. Mentre la borsa Usa chiudeva i battenti, Trump incontrava alla Casa Bianca il vicepremier cinese.

Il settore energetico (+1,3%) è stato il migliore anche se alla fine il petrolio si è sgonfiato chiudendo invariato rispetto a ier. Il comparto peggiore è stato quello delle utility (-0,95%), che per il secondo giorno di fila ha risentito dell'aumento dei rendimenti dei Treasury: quello del decennale è rimasto sopra la soglia psicologica del 3% per la terza seduta consecutiva.

Arrivato a perdere 129 punti, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 54,95, lo 0,22%, a quota 24.713,98.

L'S&P 500 cedeva 2,33 punti, lo 0,09%, a quota 7.382,47.

Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 15,82 punti, lo 0,21%, a quota 7.382,47.

Denuclearizzazione
Norcorea: modello libico? Trump, solo se non ci sarà un accordo

Il cosiddetto modello libico per la denuclearizzazione che John Bolton, il consigliere 'falco' di Donald Trump per la sicurezza nazionale, vorrebbe attuare in Corea del Nord, verrà usato dagli Stati Uniti se un'intesa con Pyongyang non verrà raggiunta.

Nel corso di un incontro nello Studio Ovale con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, il leader Usa ha detto che "il modello libico è diverso. Abbiamo decimato la Libia. Non c'è stato alcun accordo per tenere [Muammar] Gheddafi", ucciso nell'ottobre del 2011. "Il modello libico era un modello molto diverso" che non prevedeva alcuna garanzia per proteggere il dittatore o fornire alla sua nazione aiuti militari. In Corea del Nord "quel modello ci sarà se un accordo non sarà raggiunto". A chi gli ha chiesto se gli Usa offriranno garanzie a Kim, Trump ha risposto: "Sono disposto a fare molto...Avrà protezioni...La cosa migliore che può fare è siglare un'intesa".

Asia
Corea del Nord: Trump, avanti con summit con Kim, forse Xi lo sta influenzando

Come confermato poco fa dalla sua portavoce, il presidente americano Donald Trump ha detto che la sua amministrazione continua a portare avanti i preparativi in vista del summit tra lui e il leader nordcoreano Kim Jong Un, previsto il 12 giugno a Singapore. Se verrà cancellato "sarà una cosa interessante".

Parlando nel corso di un incontro nello Studio Ovale con il segretario generale della Nato, il leader Usa ha aggiunto: "Non possiamo permettere [a Pyongyang] di avere armi nucleari" ma se alla fine raggiungeremo un accordo "Kim sarà molto contento". Trump ha insinuato che il presidente cinese Xi Jinping stia "influenzando" Kim nel fare riferimento al secondo incontro a sorpresa tra Xi e Kim. Marted" scorso la Corea del Nord ha fatto saltare un incontro di alto livello, previsto il giorno successivo, con funzionari sudcoreani per via della sua contrarietà a una esercitazione militare congiunta tra Usa e Corea del Sud, iniziata venerdì scorso.

Segretario Nato difende pressing Trump su spesa, "importante contribuire di più"

Jens Stoltenberg, il segretario generale della Nato, ha promosso il pressing esercitato dal presidente americano Donald Trump sui membri della Nato affinché spendano di più nella difesa. In un incontro nello Studio Ovale con il leader Usa, Stoltenberg ha ringraziato la "leadership" dell'inquilino della Casa Bianca dicendo: "E' importante che tutti contribuiamo di più". A quel punto Trump gli ha chiesto se gli stesse dando credito. Stoltenberg ha risposto: "La Sua leadrship ha avuto un impatto" e questo "è importante perché viviamo in un mondo imprevedibile". Poco prima Trump aveva lodato il lavoro del segretario generale della Nato.

Usa
Trump dubita che i negoziati commerciali con la Cina abbiano successo

Il presidente americano Donald Trump ha detto di dubitare che i negoziati commerciali in corso con la Cina avranno successo. Lo ha affermato lui stesso alla stampa durante un incontro con il segretario generale della Nato, ens Stoltenberg, nel giorno in cui è iniziato un secondo round di trattative tra i due Paesi. Nel tardo pomeriggio il leader Usa si prepara ad accogliere alla Casa Bianca il vicepremier cinese Liu He. "La Cina non approfitterà più degli Usa", ha affermato Trump.

Per Trump, "la Cina come la Ue e altri Paesi sono diventati viziati perché hanno sempre ottenuto il 100% di quello che volevano dagli Stati Uniti. Non può più essere così". 

Casa Bianca: avanti con preparativi per incontro Trump-Kim

Donald Trump è "pronto a incontrare" Kim Jon Un e per questo "continuiamo a portare avanti i preparativi" in vista del summit storico tra il leader americano e quello nordcoreano previsto il 12 giugno a Singapore. Lo ha detto Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca.

Nel corso del consueto briefing con la stampa, Sanders ha spiegato che "a questo punto non ci sono cambiamenti, certamente non da parte nostra". Le sue parole seguono la decisione di Pyongyang di cancellare all'ultimo minuto un incontro con una delegazione sudcoreana, prevista ieri, e di mettere a rischio il summit con Trump per via di una esercitazione militare congiunta tra Washington e Seul, iniziata venerd" scorso. Sanders ha aggiunto che "continuiamo la campagna di massima pressione" sulla Corea del Nord, punita da sanzioni internazionali per i suoi programmi nucleare e missilistico.

"Sono loro ad avere esteso l'invito. Se non vogliono l'incontro, come ha detto Trump [ieri], vedremo che succederà", ha aggiunto Sanders precisando che gli Usa "non hanno ceduto a nulla". Anzi. "E' la Corea del Nord ad avere fatto concessioni con, per esempio, la liberazine di tre cittadini Usa".

Nafta: Trudeau, principale scoglio è scadenza automatica accordo voluta da Usa

Gli Stati Uniti, il Canada e il Messico sono vicini a un accordo per riscrivere il North American Free Trade Agreement (Nafta) ma l'unico vero scoglio ancora da superare è dato dalla richiesta di Washington di un'intesa che preveda una sua scadenza automatica. Quella proposta è stata respinta dai due partner che nel 1994 firmarono con gli Usa l'accordo di libero scambio. Lo ha detto Justin Trudeau, premier canadese, parlando all'Economic Club di New York.

Le tre nazioni stanno cercando di giungere a un'intesa per dare il tempo al Congresso Usa attuale di approvarla visto che dopo le elezioni di metà mandato di novembre la composizione di Camera e Senato potrebbe cambiare. Proprio per questo lo speaker alla Camera, il repubblicano Paul Ryan, aveva fissato a oggi la scadenza per raggiungere un accordo. Inoltre il primo luglio prossimo in Messico ci saranno le elezioni presidenziali.

azionario
Wall Street perde di nuovo slancio

A metà seduta gli indici a Wall Street hanno virato di nuovo in calo, annullando uno slancio che aveva permesso al Russell 2000 di toccare un nuovo record per la seconda giornata di fila.

E' il settore energetico a correre ben più di tutti (+1,3%) grazie al rally del petrolio; la seconda migliore performance è quella del settore industriale (+0,6%). Come ieri, soffrono invece l'immobiliare (-0,3%) e le utility (-0,6%), che risentono della corsa continua dei rendimenti dei Treasury. Un rialzo dei rendimenti dei titoli di stato colpisce le utility in due modi. Il primo, rendendo più attraenti i T-Bond agli occhi degli investitori più conservatori che nell'azionario puntano in generare su un settore difensivo come quello delle utility. Il secondo è che un aumento dei tassi fa crescere il costo per finanziarsi di quei gruppi, generalmente molto indebitati.

Gli investitori temono che il rialzo dei prezzi del greggio finisca per creare le tanto temute pressioni inflative, che potrebbero costringere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto.

Sul piano commerciale, si monitorano gli sviluppi delle discussioni in corso a Washington tra Usa e Cina. Intanto il Giappone sta valutando ritorsioni contro gli Usa per i dazi imposti su acciaio e alluminio. E nel giorno in cui non verrà rispettata la scadenza orientativa per siglare un'intesa sul Nafta tra Usa, Messico e Canasa, circolano voci secondo cui Washington sta facendo pressing su Berlino affinché blocchi lo sviluppo di un gasdotto russo; sarebbe questo il prezzo da pagare per siglare un accordo commerciale con la Ue, che a sua volta valuta ritorsioni contro gli Usa se il primo giugno scatteranno i dazi sui metalli anche per i 28 Paesi membri (fino ad ora esonerati).

Il DJIA cede 35,60 punti, lo 0,14%, a quota 24.733 appesantito da Cisco (-3,35%), il cui outlook ha deluso, e da Walmart (-1,63%), che soffre nonostante una trimestrale migliore del previsto. Forse il colosso retail risente dell'andamento di JC Penney (-11,1%), catena di negozi di abbigliamento che ha chiuso un trimestre in perdita.

L'S&P 500 è fermo a 2.722 punti. Il Nasdaq perde 7,3 punti, lo 0,10%, a quota 7.391.

Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,25% a 71,67 dollari al barile ma si era spinto sopra i 72 dollari guadagnando l'1% e portandosi sui massimi di fine 2014.

Sconfitta per Cbs: giudice si schiera con il socio Redstone

Cbs ha accelerato vistosamente al ribasso a Wall Street (-6,7% a 50,23 dollari) non appena un giudice del Delaware si è pronunciato in sfavore del gruppo media che lunedì scorso aveva lanciato una causa legale contro il suo principale azionista National Amusements, che vorrebbe un ritorno sotto lo stesso tetto di Cbs e Viacom (come fu dal 2000 al 2006). National Amusements è la società di famiglia di Sumner Redstone attraverso cui il miliardario 94enne controlla di fatto Cbs e Viacom pur possedendone solo un decimo del capitale.

Cbs puntava a diluire il potere di voto della famiglia Redstone in vista di una riunione straordinaria del suo cda, in calendario oggi alle 23 italiane. National Amusements, presieduta da Shari Redstone (figlia di Sumner), può così bloccare un dividendo speciale che giudica "non valido" e che avrebbe ridotto il suo potere di voto a meno del 20% dall'80%.

Il giudice ha spiegato di "non essere convinto che i danni [che Cbs] teme siano irreparabili. Al contrario. Il tribunale ha un potere ampio nell'affrontare casi in cui la signora Redstone compia azioni che vanno contro i doveri fiduciari che deve rispettare in quanto socio di maggioranza".

Da inizio anno il titolo Cbs ha perso il 14% circa; negli ultimi 12 mesi ha ceduto il 16%. Negli stessi periodi Viacom ha registrato, rispettivamente, un -9,8% e un -17,44%. In questo momento perde l'1,8% a 27,75 dollari.

Fed, in I trimestre americani con debiti per 13.210 miliardi di dollari

Nel primo trimestre del 2018 le famiglie americane avevano complessivamente debiti per 13.210 miliardi di dollari, lo 0,5% in più rispetto agli ultimi tre mesi del 2017. Lo ha calcolato la Federal Reserve di New York in un rapporto trimestrale.

L'indebitamento degli americani è in crescita da cinque anni ma a un passo più lento di quello osservato durante altri cicli di espansione economica. Questo rallentamento è dovuto al passo meno veloce dell'aumento dei mutui, che restano sotto i livelli pre-crisi e che sono la principale fonte di indebitamento in Usa.

Stando al rapporto, in generale gli americani onorano le scadenze sui loro debiti. La percentuale del debito legato a mutui di cui non sono stati fatti pagamenti da almeno 90 giorni è scesa al 3,11% nel primo trimestre dal 3,12% di fine 2017 e dal 3,37% del primo trimeste dell'anno scorso. Gli americani sono stati meno bravi nel chiudere i loro debiti contratti con carte di credito. La percentuale in questo caso è salita all'8%.

Giappone contro dazi Usa su acciaio, pensa a ritorsioni da oltre 400 mln di dollari

Il Giappone sembra avere perso la pazienza nei confronti degli Stati Uniti e per la prima volta dal 2004 potrebbe fare ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), che in determinate circostance consente alle nazioni di optare per ritorsioni commercialli se credono di avere subito dazi ingiusti.

Tokyo sostiene di avere il diritto di imporre immediatamente dazi su beni prodotti in Usa equivalenti al danno subito dai dazi americani che dal 23 marzo scorso sono scattati su acciaio e alluminio esportato nella prima economia al mondo. Imponedo tariffe doganali su prodotti Made in Usa, il Giappone seguirebbe la tattica adottata sin da subito dalla Cina, i cui metalli sono stati a loro volta puniti e che è impegnata a negoziare con gli Usa proprio in campo commerciale. Le ritorsioni giapponesi potrebbero avere un valore superiore ai 400 milioni di dollari.

"Abbiamo cercato di persuadere gli Usa dicendo che siamo amici e questo non ha funzionato", ha detto un funzionario giapponese di alto livello al Wall Street Journal. "La Ue sta preparando ritorsioni", ha continuato facendo riferimento alle 28 nazioni che fino al primo giugno prossimo saranno esonerate temporaneamente dai controversi dazi. "La Cina sta facendo ritorsioni. Spero ancora che discussioni tra Usa e Giappone possano avere un risultato fruttuoso ma se così non sarà, dovremo fare ricorso alle misure del Wto". Washington ha sempre sostenuto che i suoi dazi sono leciti.

Fino ad ora l'unica nazione ad avere evitato di subire dazi su acciaio e alluminio è stata la Corea del Sud, la prima a mettere a punto un nuovo accordo commerciale con gli Usa e che prevede un limite alle esportazioni in Usa dei metalli. La potenziale mossa del Giappone mette il premier Shinzo Abe in una posizione difficile visto che ha sviluppato una buona relazione con Trump; giocando a golf insieme tre volte, i due si sono impegnati a lavorare insieme per promuovere la denuclearizzazione della penisola coreana.

Oggi incontro alla Casa Bianca tra Trump e vicepremier cinese

Il presidente americano Donald Trump oggi incontrerà alla Casa Bianca il vicepremier cinese Liu He. Lo ha detto alla stampa il consigliere economico del leader Usa, Larry Kudlow. L'agenda del giorno di Trump non prevedeva questo meeting. Non è chiaro a che ora i due si vedranno.

Stando all'agenda diffusa, alle 18.15 italiane Trump pranzerà con il segretario alla Difesa e alle 19.45 italiane accoglierà il segretario generale della Nato, la cui partenza dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington è prevista un'ora dopo.

Kudlow ha detto che Trump "è coinvolto in ogni decisione" e che la squadra chiamata a negoziare con la delegazione cinese "avrà discussioni serie sulla situazione commerciale difficile che va risolta". Per Kudlow, "c'è grande interesse nel promuovere l'accordo e i negoziati al fine di porre rimedio alle pratiche commerciali ingiuste e illegali" di Pechino. "È quello che vogliamo".

economia
Italia: Fmi "impaziente" di lavorare con nuovo governo, attende sua formazione

Il Fondo monetario internazionale è "impaziente di lavorare con il nuovo governo [italiano], una volta che sarà in carica". Lo ha detto il portavoce del Fondo, Gerry Rice. Nel consueto briefing con la stampa, Rice ha spiegato che l'istituto di Washington è impaziente anche di lavorare con il governo futuro per "formulare le politiche volte a migliorare la crescita e a ridurre le vulnerabilità".

Il Fondo "aspetta" la formazione del nuovo governo e poi avrà l'occasione di "discutere e capire il suo programma e i suoi dettagli". A quel punto il Fondo "confermerà con la nuova amministrazione quando ci sarà la nostra analisti annuale dell'economia nazionale", riferimento alle consultazioni chiamate Articolo IV.

azionario
Wall Street vira in rialzo, nuovo record per il Russell 2000

Gli indici a Wall Street hanno annullato le perdite e per il secondo giorno di fila il Russell 2000 ha raggiunto un nuovo record intraday; ieri l'indice delle società a piccola e media capitalizzazione aveva chiuso al di sopra del suo precedente record di fine gennaio.

L'azionario ha migliorato la sua performance dopo le parole di Rudy Giuliani ai microfoni di Fox News: secondo il membro del team di avvocati del presidente Usa, Donald Trump non sarà incriminato dal procuratore speciale Robert Mueller, quello che sta indagando sul cosiddetto Russiagate, nel caso in cui qualcosa di strano venga scoperto. Per Giuliani, in quel caso Mueller passerebbe la palla al dipartimento di Giustizia.

Arrivato a perdere un centinaio di punti, il DJIA sale di 23,4 punti, lo 0,09%, a quota 24.792,34. L'S&P 500 guadagna 4,13 punti, lo 0,15%, a quota 2.726,45. Il Nasdaq aggiunge 5,33 punti, lo 0,07%, a quota 7.403,63. Il Russell 2000 avanza di 7,25 punti, lo 0,45%, a quota 1.623,61.

Usa: +0,4% superindice economia ad aprile, in linea con le stime

La congiuntura americana ha continuato a espandersi ad aprile, a un passo in linea alle stime. Il dato stilato dal Conference Board, sebbene non muova molto i mercati, fornisce elementi importanti per le scelte della Federal Reserve. Il superindice dell'economia, redatto dal gruppo di ricerca privato, è cresciuto dello 0,4% a 109,4 punti. A marzo era stato di +0,3% e a febbraio un +0,6%.

azionario
Wall Street: apertura in calo con balzo rendimenti T-Bond, giù Cisco e JC Penney

La seduta a Wall Street è iniziata in calo per la seconda volta in tre giorni. Gli indici rischiano di archiviare domani la prima settimana in ribasso su tre.

Un mix di fattori sta pesando sull'azionario: da un lato il continuo rialzo dei rendimenti dei Treasury, con quello del decennale sopra la soglia psicologica del 3% ai massimi dell'estate 2011; dall'altro le vendite che colpiscono Cisco (-4,3%), che pesano sul settore tecnologico (-0,3%). Il sell-off della catena di negozi di abbigliamento JC Penney (-11,56%), provocato da una trimestrale in perdita, annulla l'effetto positivo dei conti di Walmart (+0,52%), che invece hanni superato le stime.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite leggermente più del previsto ma sono rimaste intorno ai minimi storici. L'attività manifatturiera a Philadelphia è migliorata più del previsto. Resta in calendario il superindice economico.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede 45,7 punti, lo 0,18%, a quota 24.723,23. L'S&P 500 perde 3,48 punti, lo 0,13%, a quota 2.720. Il Nasdaq Composite segna un -9,58 punti, lo 0,13%, a quota 7.388.

Il petrolio a giugno al Nymex sale dello 0,5% a 71,86 dollari al barile ma poco fa si era spinto sopra i 72 dollari raggiungendo i massimi di fine 2014.

Commercio
Al via secondo round di negoziati Usa-Cina, la squadra di Trump è divisa

Gli Stati Uniti e la Cina stanno per dare il via a un secondo round di negoziati volti a evitare una guerra commerciale tra la prima e la seconda economia al mondo. A Washington si riprendono le discussioni di Pechino, finite senza un accordo il 4 maggio scorso.

La squadra del presidente americano Donald Trump, scrive il Financial Times, si presenta divisa. Da un lato c'è il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, desideroso di siglare un'intesa; dall'altro ci sono i falchi come Peter Navarro, il consigliere commerciale di Trump. Ieri sembrava che l'amante di dazi fosse tenuto fuori dalle discussioni, a cui parteciperanno Mnuchin, il segretario al Commercio Wilbur Ross e il consigliere economico Larry Kudlow (anche lui un critico della Cina). Poi la Casa Bianca ha comunicato la sua partecipazione.

Stando a una copia dell'agenda odierna della delegazione cinese ottenuta dall'FT, il vicepremier cinese Liu He avrà un incontro faccia a faccia con Mnuchin, con cui avrà anche una cena. Questo non dovrebbe piacere a Navarro, che secondo ricostruzioni dell'FT relative al summit di Pechino, aveva visibilmente mostrato la sua contrarietà per incontri a due di quel tipo.

A Pechino si spera che il vicepremier nonché consigliere economico del presidente Xi Jinping lasci Washington nel fine settimana con un accordo che possa salvare ZTE dal baratro; l'azienda cinese è stata messa in ginocchio dalla decisione del mese scorso degli Usa, che hanno impedito alle aziende americane di fornire componentistica. Nel fine settimana Trump ha mostrato la sua volontà per aiutare il gruppo.

T-Bond: rendimento decennale corre al 3,098%

I prezzi del Treasury si muovono contrastati con il decennale che vede i rendimenti sopra la soglia psicologica del 3%. I trader temono che un aumento dei prezzi del barile - ai massimi di fine 2014 sopra i 72 dollari a NY - crei pressioni inflative, che andrebbero a erodere il valore dei titoli di stato in circolazione. Un aumento delle pressioni sui prezzi potrebbe poi spingere la Federal Reserve a effettuare strette monetarie a passo più rapido del previsto.

Il titolo benchmark Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in aumento al 3,098% dal 3,093% (massimo del 7 luglio 2011). Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,984%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,91%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo al 2,573%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,926%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in rialzo al 3,225%.

future in calo, focus rally di greggio e rendimenti Treasury

I future a Wall Street si muovono in calo con gli investitori che tornano a essere innervositi dal rialzo dei rendimenti dei Treasury e dal balzo del petrolio, al Nymex sopra i 72 dollari ai massimi di fine 2014. La volata del greggio alimentati i timori di un'inflazione in aumento, cosa che erode il valore dei titoli di stato e che potrebbe spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse più rapidamente del previsto.

Se ieri Macy's era riuscito a fare da traino grazie alla sua trimestrale, Walmart oggi non riesce a fare altrettanto: il colosso retail viene premiato in borsa (+1,95% nel pre-mercato) grazie ai conti migliori delle stime. La catena di negozi di abbigliamento J C Penney (-11,73%) controbilancia l'effetto positivo dato da Walmart a causa di una trimestrale finita in perdita. Anche Cisco Systems soffre (-4,2%): il fornitore di attrezzature di rete ha fornito guidance poco brillanti.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite leggermente più del previsto ma sono rimaste intorno ai minimi storici. L'attività manifatturiera a Philadelphia è migliorata più del previsto.

I future del Dow cedono 32 punti, lo 0,13%; quelli dell'S&P 500 perdono 5,25 punti, lo 0,2%; quelli del Nasdaq scivolano di 33,5 punti, lo 0,5%. Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,88% a 72,12 dollari al barile.

Petrolio a NY sopra i 72 dollari al barile, massimi di fine 2014

I prezzi del petrolio a New York hanno raggiunto i massimi di fine 2014 sopra i 72 dollari al barile. Sulle quotazioni si sente ancora l'effetto del dato diffuso ieri sulle scorte settimanali Usa di greggio, scese più delle stime. Al Nymex il contratto giugno - che scadrà il prossimo 22 maggio - sale dello 0,9% a 72,30 dollari al barile. Da inizio anno ha aggiunto il 20,6% e nell'ultimo anno quasi il 43%.

Usa: sale a 34,4 indice manifatturiero Fed di Philadelphia maggio, sopra stime

Le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia sono migliorate a maggio. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è salito a 34,4 punti da 23,2 punti di aprile. Il dato è superiore alle previsioni degli analisti, che prevedevano un dato a 20,5 punti. Guardando alle singole componenti, quella sui nuovi ordini è balzata a40,6 da 18,4 e quella relativa alle consegne è salita a 25,8 da 23,9. Il dato sui prezzi pagati è sceso a 52,6 da 56,4 mentre quella dei prezzi di beni ricevuti è cresciuta a 36,4 da 29,8 punti. La componente sull'occupazione è migliorata a 30,2 da 27,1. Infine, la componente relativa alle scorte è passata a 25,8 da 23,9.

Usa: +11mila a 222mila richieste iniziali sussidi lavoro, peggio stime ma vicino a minimi storici

Nei sette giorni conclusi il 12 maggio scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito deludendo gli analisti ma restando intorno ai minimi storici. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, dopo due settimane di fila a quota 211.000 - un livello basso che non si vedeva dal 6 dicembre del 1969 - le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono salite di 11mila unità a 222mila unità. Gli analisti attendevano un aumento a 215.000 unità. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è calata a 213.500 portandosi al di sotto dei minimi del dicembre 1969 raggiunti la settimana precedente a 216.000. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 5 maggio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è calato di 87.000 unità a 1,71 milioni.

Tech
YouTube lancia nuovo servizio di musica in streaming

Martedì prossimo YouTube, divisione di Google, lancerà un nuovo servizio di musica in streaming. Ne è prevista una versione gratuita ma con inserzioni pubblicitarie (YouTube Music) e un'altra priva di messaggi promozionali che costerà 9,99 dollari al mese (YouTube Music Premium). Chi già è iscritto a Google Play Music, che offre 40 milioni di canzoni, sarà trasferito alla versione premium del servizio. Lo ha detto lo stesso YouTube sul suo sito. Alphabet, controllante di Google, punta cos" su un mercato già ricco di rivali di peso tra cui Apple e la svedese Spotify Technology, che si è quotata a Wall Street il 3 aprile scorso.

Toshiba: Cina dà a Bain Capital ok per acquisire divisione chip per 18 mld $ (Wsj)

Il gruppo americano di private equity Bain Capital ha ricevuto dalle autorità antitrust cinesi il via libera per acquisire la divisione dei chip della giapponese Toshiba. Lo anticipa il Wall Street Journal. Un consorzio capitanato da Bain Capital lo scorso settembre aveva raggiunto un accordo da 18 miliardi di dollari ma il dossier per mesi è rimasto in attesa dell'ok delle autorità della Cina, un Paese impegnato a trattare con gli Usa sul fronte commerciale e che rappresenta uno dei più grandi mercati per i microprocessori. Stando alla fonte del Wsj, il via libera è giunto da Pechino senza alcuna richiesta di modifica dell'accordo. Un'altra fonte ha spiegato che la notizia è stata data da Bain a Toshiba.

Retail
Walmart corre grazie a conti migliori del previsto

Walmart avanza dello 0,9% nel pre-mercato grazie a una trimestrale con utili e ricavi superiori alle stime.

Il colosso del retail ha registrato nel primo trimestre fiscale utili netti per 2,13 miliardi di dollari, o 72 centesimi per azione, in calo di quasi il 30% da 3,04 miliardi, o 1 dollaro per azione, dello stesso periodo dell'esercizio precedente. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono cresciuti di 14 centesimi a 1,14 dollari, due centesimi sopra le attese degli analisti.

Nei tre mesi finiti ad aprile i ricavi hanno raggiunto i 122,7 miliardi di dollari, in aumento del 4,4% da 117,5 miliardi del primo trimestre fiscale del 2017 e oltre le previsioni per 120,5 miliardi. Le vendite online sono balzate del 33% contro il +23% messo a segno nel trimestre precedente; rispetto allo stesso periodo del 2017 c'è stato però un rallentamento visto che allora l'azienda aveva visto un +50%. Le vendite comparate in Usa sono aumentate del 2,1% contro un consenso per un +2,2%.

Il Ceo Doug McMillon ha definito "solidi" i conti. Il gruppo si aspetta che l'acquisizione da 17 miliardi di dollari recentemente annunciata di Flipkart, l'Amazon indiana, vada a pesare per 25-30 centesimi sugli utili per azione dell'esercizio 2019 se la transazione verrà completata alla fine del secondo trimestre.

Il titolo Walmart ieri aveva chiuso in aumento dell'1,9% a 86,13 dollari sulla scia della buona trimestrale di Macy's. Da inizio anno ha perso quasi il 13% e negli ultimi 12 mesi è salito del 14,6%.

La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 12 aprile alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0.000 a 211.000. Consensus: 215.000.

Indice manifatturiero Fed di Philadelphia per il mese di maggio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: 23,2. Consensus: 20,5.

Superindice dell'economia per il mese di aprile alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,3%. Consensus: +0,4%.


Appuntamenti societari

Trimestrali di Manchester United e Walmart alle 7 (le 13 in Italia). Trimestrale di J. C. Penney Company alle 7:30 (le 13:30 in Italia). Trimestrale di Nordstrom dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale tiene il suo consueto briefing bisettimanale con la stampa alle 9:30 (le 15:30 in Italia).

Justin Trudeau, primo ministro del Canada, parla all'Economic Club di New York alle 12 (le 18 in Italia). 

Wall Street
Euro stabile a 1,18 dollari, biglietto verde in rialzo a 110,71 yen

Euro stabile a 1,1803 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1077 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,28% a 110,71 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.287,20 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,33% a 1.287,20 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.221,80 e i 1.375,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 72,17 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,95% a 72,17 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata ra i 44,54 e i 72,19 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in ribasso nel premercato

Future degli indici Usa in ribasso nel premercato: il Dow Jones cede lo 0,04%, lo S&P scende dello 0,13%, il Nasdaq perde lo 0,33%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in rialzo e a livelli record per il Russell 2000, l'indice delle società a piccola e media capitalizzazione. A fare da traino è stato il comparto retail, sostenuto a sua volta da Macy's (+10,8%): i grandi magazzini hanno chiuso un trimestre migliore del previsto e hanno alzato le stime sugli utili dell'intero anno, una buona premessa per i conti che verranno diffusi oggi da J. C. Penney Company (+5,5%), Nordstrom (+2,4%) e Walmart (+1,9%). L'azionario ha tuttavia perso slancio nell'ultima ora di scambi, segno che tra gli investitori resta il nervosismo dovuto alla corsa dei rendimenti dei Treasury: quello del decennale è rimasto sopra la soglia psicologica del 3%, cosa che soltanto il giorno precedente aveva provocato le vendite sugli indici. Fino a quel momento il Dow Jones Industrial Average aveva corso per otto sedute di fila. Arrivato a perdere 33 punti e a guadagnarne fino a 94, il Dow alla fine ne ha aggiunti 62,52, lo 0,25%, a quota 24.768,93. L'S&P 500 è salito di 11,01 punti, lo 0,41%, a quota 2.722,46. È dal 26 gennaio che l'indice delle 30 blue chip e quello benchmark non chiudono a livelli record. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 46,67 punti, lo 0,63%, a quota 7.398,29; in questo caso l'ultimo record risale al 13 marzo. Il Russell 2000 ha finito in aumento di 14,32 punti, lo 0,89%, a quota 1.614,66. Il petrolio a giugno al Nymex ha guadagnato lo 0,3% a 71,49 dollari al barile, grazie a scorte settimanali Usa scese più del previsto.