Wall Street, il giorno dopo lo scampato default Usa

Hess (analista Moody's): taglio rating Usa improbabile in prossimi 2 anni

Una revisione del rating degli Stati Uniti "è improbabile" per i prossimi due anni. Lo ha detto al Wall Street Journal Steven Hess, analista specializzato in debito sovrano dell'agenzia di rating Moody's, commentando l'accordo trovato in extremis a Washington per alzare il tetto del debito ed evitare il default. Il fatto che l'intesa sia di breve termine, ha detto ancora Hess, non penalizza la traiettoria del debito di lungo termine del Paese.

Italia-Usa: Casa Bianca, collaborazione su commercio, avanti con progetto Expo

Il legame tra Italia e Stati Uniti "è tra i più solidi che Washington con l'Europa". E' quanto si legge in una nota della Casa Bianca, in cui sono elencati i punti su cui hanno discusso il presidente americano Barack Obama e il presidente del Consiglio Enrico Letta oggi alla Casa Bianca. I due Paesi condividono "solidi legami commerciali", dal momento che gli Stati Uniti sono il terzo mercato per le esportazioni italiane (+16,8% a 35,5 miliardi di dollari nel 2012) e l'Italia è il quindicesimo per l'America (+1,1% a 16 miliardi nel 2012). Come si legge nel comunicato della Casa Bianca, Unione Europea e Stati Uniti catalizzano quasi metà del Pil mondiale e il 30% del commercio globale, contribuendo alla crescita economica e sostenendo milioni di posti di lavoro. Nella nota si legge inoltre che gli Stati Uniti stanno andando avanti con "Friends of the Us pavillion Milano 2015", il gruppo che "deve ora trovare i fondi privati necessari per sponsorizzare" il padiglione che gli Stati Uniti intendono costruire per Expo 2015. In collaborazione con la James Beard Foundation e l'International Culinary Center e in collaborazione con l'American Chamber of Commerce in Italia, il gruppo "lavorerà per una presenza americana vibrante all'Expo".

Obama a Letta: Italia si muove sulla strada giusta

"L'Italia si muove sulla strada giusta". Con queste parole il presidente americano Barack Obama ha fatto i complimenti al presidente del Consiglio Enrico Letta per l'approvazione della legge di stabilita', oltre che per il voto di fiducia. "Non facciamo parte dell'Unione euopea ma abbiamo un grandissimo interesse a coordinare le nostre politiche per un'agenda improntata su una forte crescita", ha aggiunto Obama.

Letta a Obama: Italia dirà basta all'Europa dell'austerità

"Guideremo l'Europa con una nuova legislatura", perchè quelal attuale "ha puntato sull'austerita' senza crescita". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta rispondendo al presidente americano Barack Obama sulle ambizioni dell'Italia quando si troverà alla guida del semestre europeo nel 2014. L'austerita' "è un grande problema per noi", ha aggiunto Letta. "Per questa ragione - ha detto il presidente del Consiglio - abbiamo passato la legge di stabilita', che riduce per la prima volta in molti anni debito, deficit e tasse".

Obama: "impressionato da integrita' e leadership di Letta"

Sono "molto impressionato da integrita' e leadership di Letta". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama incontrando nello Studio Ovale il presidente del Consiglio Enrico Letta. I due hanno poi affrontato il tema dell'accordo raggiunto ieri dal Congresso americano. " E' un successo per Lei ma e' anche il nostro successo", ha detto Letta rivolgendosi ad Obama. "Ieri in Italia abbiamo avuto i piu' bassi tassi di interesse degli ultimi due anni", ha aggiunto il presidente del Consiglio. "La decisione di ieri è stata importante per la stabilita' dei mercati in Europa e in Italia, abbiamo bisogno di tassi di interesse bassi". Il prremier italiano ha poi detto che "siamo sulla strada giusta nella nostra alleanza per la crescita".

Default Usa scongiurato e shutdown finito, ma crisi forse solo rimandata

Lo stallo di Washington è finito nella notte di ieri, quando il presidente Barack Obama ha ratificato la legge approvata da Camera e Senato per alzare il tetto del debito, evitando il default del Paese, fino al 7 febbraio e per mettere fine alla paralisi federale fino al 15 gennaio. Inoltre i negoziati per ridurre il deficit dovranno dare risultati entro il 13 dicembre. Tuttavia secondo molti analisti la crisi è stata rimandata, non veramente risolta. L'accordo è solo "un sollievo temporaneo", ha detto Signe Roed-Frederiksen, analista di Danske Bank, sottolineando che la legge approvata nella notte non vieta al Tesoro di utilizzare misure di emergenza, quindi la scadenza prima di un eventuale default non sarebbe il 7 febbraio, ma almeno un paio di mesi dopo. "Lo shutdown peserà almeno per lo 0,6% sul Pil americano del quarto trimestre, ovvero circa 24 miliardi di dollari", ha detto l'agenzia di rating Standard & Poor's, secondo cui l'accordo trovato solo all'ultimo momento "peserà probabilmente sulla fiducia dei consumatori" perché se resterà la paura di un nuovo stallo "saranno restii ad acquistare". Dagong, piccola agenzia di rating cinese, ha tagliato la valutazione degli Stati Uniti da "A" a "A-" con outlook negativo, spiegando che "il Governo si avvicina di nuovo a un'altra crisi, una situazione che non può essere alleviata nel futuro prevedibile".

Letta arrivato a Casa Bianca, all'incontro con Obama anche Kerry

Il presidente del Consiglio Enrico Letta e' arrivato alla Casa Bianca, dove sta per incontrare il presidente americano Barack Obama. Ai colloqui, che si svolgeranno nello Studio Ovale, sara' presente anche il segretario di Stato John Kerry.

Le dichiarazioni congiunte dei due leader alla stampa sono previste tra circa un'ora. Poi pranzo, sempre al 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington DC, con lo stesso Obama, il vicepresidente Joe Biden e la consigliera per la sicurezza Susan Rice.

Obama: governare in modo responsabile, intese bipartisan sono possibili

Non ci sono motivi per cui negli Stati Uniti "non si possa governare in modo responsabile", senza dovere passare da una crisi all'altra, ma "un accordo di lungo termine sul deficit può essere trovato solo se i politici lasciano le ideologie a casa". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, commentando dalla Casa Bianca l'accordo trovato ieri e ratificato nella notte per evitare alzare il tetto del debito, e quindi evitare il default americano, e per mettere fine allo "shutdown", la paralisi federale. "Sono disposto a trattare con tutti e cerco ovunque partner per raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato", ha detto Obama, che ha messo tra le priorità anche una legge per il settore agricolo. Che ci siano disaccordi a Washington è normale, perché così funziona la politica, "ma non ci si può permettere che il disaccordo diventi incapacità di Governare", ha detto Obama.

Obama: ora serve accordo su bilancio e riduzione deficit

Dopo l'accordo per evitare il default, gli Stati Uniti "devono lavorare velocemente a un accordo più ampio sul bilancio e sulla riduzione del deficit" e "bisogna creare più posti di lavoro". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, commentando dalla Casa Bianca l'accordo trovato ieri e ratificato nella notte per evitare alzare il tetto del debito, e quindi evitare il default americano, e per mettere fine allo "shutdown", la paralisi federale. Obama ha ringraziato democratici e repubblicani per il lavoro fatto e per avere trovato un compromesso bipartisan. "I problemi che abbiamo ora sono di lungo termine e dobbiamo affrontarli", ha detto Obama, spiegando che un'altra priorità deve essere "la conclusione del lavoro iniziato sulla riforma dell'immigrazione". Obama ha ricordato che "è necessario concentrarsi su quello che gli americani ci hanno chiesto di fare", superando le divergenze in Congresso tra i partiti.

Obama, minaccia default scongiurata, ma danni shutdown non erano necessari

Nella notte, con l'accordo trovato dai democratici e dai "repubblicani più responsabili", gli Stati Uniti "hanno evitato la minaccia" del default, ma "sono stati inflitti danni completamente non necessari all'economia", danni di cui "non si sa ancora la dimensione". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, commentando dalla Casa Bianca l'accordo trovato ieri e ratificato nella notte per evitare alzare il tetto del debito, e quindi evitare il default americano, e per mettere fine allo "shutdown", la paralisi federale. "Gli americani sono assolutamente stufi di Washington" ha detto Obama, ricordando che "la minaccia di default ha fatto crescere il costo del credito" per gli Stati Uniti. Anche se "gli Stati Uniti si riprenderanno, come fanno sempre, e se l'affidabilità e il credito americani restano intatti", è stato aggravato il fardello che pesa sulle spalle degli americani, ha detto Obama.

Twitter: pesca tra le fila di Google il nuovo responsabile pubblicità

Twitter pesca tra le fila di Google e sceglie J.J. Hirschle, direttore media ed entertainment del colosso di Internet, per guidare le attività pubblicitarie e retail. In questo modo il sito di social networking vuole dimostrare di avere un buon potenziale di crescita in vista dell'Ipo. Come riporta il Washington Post, Hirschle, che inizierà a lavorare per Twitter il prossimo 28 ottobre, sarà responsabile del team che si occuperà della vendita di prodotti pubblicitari alle società del comparto retail. Nel terzo trimestre Twitter ha registrato un fatturato di 168,6 milioni di dollari e ha 230 milioni di utenti attivi al mese, come si leggeva nella documentazione presentata alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana.

Facebook: ammorbidisce regole su privacy, meno restrizioni per i teenager

Facebook ammorbidisce le regole sulla privacy dei teenager, che ora potranno aggiornare la propria pagina con commenti, video e immagini visibili da tutti e non solo dai loro amici o dalle persone conosciute dai loro amici. Come riporta il New York Times, il social network di Mark Zuckerberg ha fatto sapere che è una mossa per dare maggiore possibilità di scelta ai teenager (i ragazzi tra 13 e 17 anni, mentre chi ha meno di 12 anni continua a non potere aprire un profilo), una fascia di mercato particolarmente allettante per la società e per gli inserzionisti pubblicitari. Non sono però mancate le critiche: "è solo una questione di monetizzare. Gli inserzionisti sono incredibilmente attratti dalla misura in cui Facebook incoraggia le persone a pubblicare tutto sul social network", ha detto Jeff Chester, direttore del Center for Digital Democracy, un gruppo che fa lobby contro le attività di marketing rivolte a bambini e ragazzi. La decisione del social network, che ha 1,2 miliardi di utenti a livello mondiale, è destinata ad alimentare le polemiche sulla privacy e sull'uso di Internet da parte dei minori, alla luce del dibattito su bullismo e pedofilia.

Male Goldman Sachs (-2,19%), bene Verizon (+2,43%) dopo i conti

Nella prima parte degli scambi i listini di Wall Street si mantengono in ribasso, ma riducono leggermente le perdite (Dow Jones -0,63%, Nasdaq -0,37%, S&P -0,28%). Tra i titoli da segnalere il calo di Goldman Sachs (-2,19%), che ha riportato profitti superiori alle attese nel terzo trimestre, ma ha deluso le previsioni in termini di fatturato. Cresce invece del 2,43% Verizon Communication, che ha visto balzare i profitti del periodo luglio-settembre. Tra i tecnologici in forte ribasso anche eBay, che cede il 4,24% dopo i conti diffusi ieri dopo la chiusura degli scambi.

Brusco calo Ibm (-6,16%) dopo conti, pesa delusione fatturato

Inizio di seduta molto negativo per Ibm, che cede più del 6% dopo la trimestrale pubblicata ieri dopo la chiusura delle contrattazioni. Il colosso tecnologico, che è tra le blue chip e sta pesando sull'andamento del Dow Jones, perde al momento il 6,16% a 175,27 dollari per azione, dopo essere arrivato a perdere il 7% a un minimo di 172,58 dollari. La capitalizzazione di mercato è scesa a 192 miliardi di dollari. Ibm ha chiuso il trimestre con profitti superiori alle stime, ma con un fatturato in calo e al di sotto delle previsioni, fatto che ha suscitato timori sulla crecita futura della società tecnologica.

Wall Street: apertura in calo (Dj -0,77%), nonostante accordo su debito Usa

Avvio in calo a Wall Street nella prima seduta di scambi dopo che Washington è riuscita, con un accordo trovato in extremis, a evitare il default e a mettere fine allo "shutdown", la paralisi federale. Gli investitori già cercano di indovinare cosa succederà quando si arriverà di nuovo in prossimità della scadenza: la legge ratificata da Barack Obama alza il tetto del debito fino al 7 febbraio e garantisce la ripresa delle attività federali fino al 15 gennaio. Oggi i riflettori sono inoltre puntati sulle trimestrali (già pubblicate quelle di Goldman Sachs e Verizon) e sul dato sulle richieste iniziali i sussidi di disoccupazione. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones perde 115,92 punti, lo 0,77%, a quota 15.237,49 punti, il Nasdaq scende di 17,32 punti, lo 0,45%, a quota 3.821,80, l'S&P 500 arretra di 7,03 punti, lo 0,41%, a quota 1.714,75. Il petrolio a novembre cede l'1,17% a 101,19 dollari al barile. L'oro a dicembre cede 32,3 dollari, il 2,51% a 1.314,50 dollari l'oncia.

JP Morgan: Dimon rinuncia a una carica su richiesta delle autorità

Jamie Dimon ha rinunciato a luglio a una carica presso JP Morgan solo su pressione delle autorita' di regolamentazione. A rivelarlo e' il Wall Street Journal che indica come Dimon, che rimane presidente e amministratore delegato della casa madre, si sia dimesso da chairman della principale divisione bancaria del gruppo, JP Morgan Chase Bank, in ossequio alla richiesta esplicita dell'Office of the Comptroller of the Currency, assieme alla Federal Reserve uno dei grandi regulator delle banche americane. L'Occ vedeva il paso come essenziale per la governance della banca dopo che aveva gia' ordinato un miglioramento delle pratiche di management nella divisione rimasta coinvolta sia nello scandalo della Balena di Londra, le scommesse sui derivati con perdite nascoste, che in polemiche sugli inadeguati controlli sul riciclaggio di denaro. JP Morgan aveva inizialmente negato che la svolta a livello di top executive fosse avvenuta dietro pressione delle autorita'. Ancora nella conference call sull'ultimo bilancio trimestre, la scorsa settimana, Dimon si era limitato a dire di credere che il cambiamento fosse in linea con la posizione delle autorita' senza menzionare richieste.

Economisti: Fed rinvierà tapering anche dopo accordo Usa

La Federal Reserve dovrebbe rinviare di mesi ogni tapering, il piano di ritiro graduale dello stimolo economico straordinario, anche dopo l'accordo raggiunto a Washington su budget e debito. Stando a economisti e analisti di Wall Street interpellati dal Wall Street Journal, i danni e l'incertezza creati dalla battaglia politica convinceranno la Banca centrale ad agire con estrema cautela. Occorrera' chiarezza sull'impatto della chiusura degli uffici federali, che potrebbe aver sottratto almeno 0,3 punti e forse fino a 0,8 punti percentuali al Pil nei 16 giorni di paralisi. Come anche valutare accuratamente le ripercussioni sulla fiducia dei consumatori nell'imminente stagione delle festivita' natalizie, dove si concentra una spesa che rappresenta due terzi dell'economia. In questo scenario la scommessa e' che la Fed non agisca prima di dicembre e che potrebbe anzi aspettare oltre, a seconda dei dati economici che usciranno. La Fed potrebbe decidere di attendere il nuovo anno per capire se le prossime scadenze fissate dall'intesa, il 15 gennaio per il budget e il 7 febbraio per il tetto del debito, minaccino di scatenare nuove crisi.

T-bond in rialzo in avvio, rendimenti titolo a 10 anni calano a 2,624%

In avvio di seduta i titoli di stato americani mostrano andamenti in rialzo, dopo che Washington è riuscita in extremis a evitare il default e dopo la pubblicazione del dato sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, il primo diffuso dopo la fine dello "shutdown", la paralisi federale. I titoli decennali, benchmark del settore, sono in aumento con i rendimenti in ribasso al 2,624%. Titoli a 30 anni, rendimenti in discesa al 3,689%

Uffici federali Usa aperti, ma dati macro ancora a singhiozzo

Gli uffici federali riaprono oggi i battenti e 800.000 dipendenti pubblici sono stati richiamati al lavoro dopo la fine dello shutdown e l'accordo sul tetto del debito. L'Office of Managament and Budget e l'Office of Personnel Management da ieri notte hanno annunciato che i lavoratori potranno cominciare a rientrare al loro posto da questa mattina. Ma la normalita' resta lontana: occorreranno giorni per rimettere in moto la macchina della burocrazia federale. Anche solo contattare tutti i dipendenti forzatamente assenti richiedera' tempo e risorse. Tra le sfide piu' complesse ci sara' il ripristino della comunicazione di dati economici e il recupero di statistiche rinviate nei 16 giorni di chiusura della pubblica amministrazione. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare dati arretrati, quali l'occupazione di settembre, ma le scadenze non sono state chiarite, ne' e' certo se sara' possibile mettere a punto tutte le statistiche mancanti per la scarsita' di informazioni raccolte durante la crisi che potrebbe renderle inaffidabili.

Wall Street: future listini in calo nonostante accordo debito Usa

Nel premercato a Wall Street i listini viaggiano al di sotto della parità. Anche se nella notte il presidente americano Barack Obama ha ratificato la legge che ha evitato il default degli Stati Uniti, resta l'incertezza collegata al fatto che l'aumento del tetto del debito e la fine della paralisi federale sono solo temporanei. Gli investitori guardano inoltre alle trimestrali pubblicate, in particolare a quella di Goldman Sachs, e al dato sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, calate in modo marcato la settimana scorsa: i numeri sono comunque distorti da problemi nella segnalazione dei dati da parte degli Stati a causa dello "shutdown", che si è concluso la notte scorsa. I future dell'S&P 500 perdono 4,75 punti, lo 0,28%, quelli del Dow Jones arretrano di 61 punti, lo 0,40%, e quelli del Nasdaq calano di 5 punti, lo 0,15%. I future a novembre del petrolio arretrano di 58 centesimi, lo 0,57%, a 101,70 dollari al barile. Il contratto a dicembre dell'oro segna un rialzo di 34,5 dollari, il 2,69% a 1.316,80 dollari all'oncia.

Richieste sussidi disoccupazione Usa in deciso calo

Il numero di lavoratori americani che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è calato la settimana scorsa. Il dato è stato comunque influenzato da problemi nella segnalazione dei numeri da parte degli Stati a causa dello "shutdown", la paralisi federale, che si è concluso la notte scorsa.Il Governo americano ha inoltre fatto sapere che, come le scorse settimane, alcuni Stati hanno avuto disguidi tecnici. In particolare la California ha problemi a consegnare dati completi a causa di problemi tecnici collegati al passaggio a un nuovo sistema di computer che ha reso impossibile ricevere o conteggiare tutte le richieste.Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, nella settimana conclusa il 12 ottobre, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 15.000 unità a 358.000, mentre gli analisti attendevano un ribasso a 330.000. Il dato della settimana precedente è stato rivisto al rialzo a 378.000 unità a causa dello "shutdown" (70.000 dipendenti federali, temporaneamente sospesi dal lavoro, avevano fatto richiesta per i sussidi). La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è cresciuta a quota 336.500. Il dato resta al di sotto delle 400.000 unità, soglia che secondo gli analisti segnala una fase di stallo. Il numero complessivo di lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione relativo alla settimana conclusa il 5 ottobre - l'ultima per cui è disponibile il dato - è calata di 43.000 unità a 2.859.000.

Verizon: utile III trimestre +40% a 2,23 miliardi $, fatturato +4,4%

Terzo trimestre positivo per Verizon Communication: il maggiore operatore telefonico americano che ha visto crescere l'utile del 40% grazie a un aumento del numero di utenti dei servizi wireless e FiOS, che unisce gli abbonamenti a televisione, telefono e Internet. Verizon, che il mese scorso ha rilevato la quota del 45% di Verizon Wireless in mano a Vodafone Group per 130 miliardi di dollari, ha riportato profitti per 2,23 miliardi di dollari, 78 centesimi per azione, contro gli 1,59 miliardi, 56 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, l'utile è stato di 77 centesimi per azione, contro i 74 attesi dagli analisti. Il fatturato è aumentato del 4,4% a 30,28 miliardi di dollari, più dei 30,16 miliardi attesi. Il fatturato generato dalle attività wireless è salito del 7,2% a 20,4 miliardi di dollari. Da segnalare che il numero di utenti di Verizon Wireless è aumentato di 1,06 milioni di unità. Nel premercato il titolo è in rialzo del 2,9%.

Goldman Sachs utili III trim. piatti, reddito fisso -44%

Goldman Sachs ha chiuso il terzo trimestre con profitti poco mossi, ma nettamente superiori alle previsioni. La banca è riuscita a bilanciare un calo del 44% del fatturato delle attività a reddito fisso con una decisa riduzione delle spese operative (-25% a 4,56 miliardi di dollari). In generale, il giro d'affari ha deluso le stime.La banca, che ha alzato i dividendi trimestrali di 5 centesimi a 55 centesimi per azione, ha riportato profitti per 1,52 miliardi di dollari, 2,88 dollari per azione, contro gli 1,51 miliardi, 2,85 dollari per azione dello stesso periodo dell'anno scorso (da segnalare che il flottante è calato del 3% circa).Il fatturato è calato del 20% a 6,72 miliardi di dollari, mentre gli analisti attendevano un utile di 2,43 dollari per azione, su un giro d'affari di 7,36 miliardi di dollari. Il giro d'affari generato dalle attività nel reddito fisso e dal trading di valute e materie prime è sceso a 1,25 miliardi di dollari dai 2,22 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso e dai 2,46 miliardi dei tre mesi precedenti. A penalizzare la banca è stata la generalizzata debolezza del mercato obbligazionario nel corso dell'estate, determinata dall'incertezza sulle mosse della Federal Reserve sulle misure di stimolo all'economia.

Oro in aumento nel premercato a New York

I future con scadenza a dicembre avanzano di 33,60 dollari, il 2,62%, a 1.315,90 dollari l'oncia.

Petrolio in calo nel premercato al Nymex

I future a novembre cedono 52 centesimi, lo 0,51%, a 101,77 dollari al barile.

Future listini Wall Street contrastati dopo accordo contro default

I future del Dow Jones cedono di 36 punti, lo 0,24%, quelli del Nasdaq crescono di 1,25 punti, lo 0,03%, e quelli dello S&P perdono 1,75 punti, lo 0,12%.