Wall Street incerta dopo il rally, Netflix vola dopo i conti

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Wall Street chiude in lieve calo, Fed tira dritto con le strette nonostante le critiche di Trump

La seduta a Wall Street è finita in lieve calo e lontano dai minimi intraday. Gli investitori hanno digerito i verbali della riunione della Federal Reserve del 25 e 26 settembre scorsi, quando i tassi furono alzati per la terza volta del 2018. Dal documento è emersa una banca centrale intenzionata a continuare a normalizzare "gradualmente" la sua politica monetaria, nonostante le critiche del presidente americano Donald Trump.

Poco importa che per lui la Fed sia la "principale miaccia", sia "impazzita" e "fuori controllo". L'istituto centrale giudica "appropriata" la rotta intrapresa da Janet Yellen e portata avanti da Jerome Powell, l'uomo scelto proprio da Trump. Dentro la Fed, la discussione non è tanto se le strette dovrebbero continuare ma piuttosto fino a quando dovrebbero spingersi. Alcuni governatori credono che almeno "temporaneamente" i tassi debbano salire oltre il tasso neutrale di lungo termine, quello raggiunto il quale l'economia non verrebbe né surriscaldata né raffreddata. In generale, quel livello è al 3%. Ora i tassi si trovano al 2-2,25%. La Fed ha messo in conto un'altra stretta nel 2018 e altre tre nel 2019.

A livello societario, Netflix ha corso (+5,28%) all'indomani dei conti e di stime stracciate soprattutto sul fronte del numero degli abbonati conquistati. Ibm invece è crollato (-7,6%) sui minimi di inizio 2016 per colpa di ricavi nuovamente in calo.

Il Dow ha perso 91,74 punti, lo 0,36%, a quota 25.706,68. L'S&P 500 ha ceduto 0,71 punti, lo 0,03%, a quota 2.809,21. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 2,79 punti, lo 0,04%, a quota 7.642,7.

Petrolio chiude a NY -3,1% a 69,75 dollari, minimo del 17 settembre

Dopo tre sedute di fila in rialzo, il petrolio è crollato. Al Nymex il contratto novembre ha perso 2,17 dollari, il 3,1%, a quota 69,75 dollari al barile. Si tratta del valore più basso raggiunto in chiusura dal 17 settembre.

A pesare è stato il dato sulle scorte Usa, salite non solo per la quarta settimana di fila ma oltre quattro volte più delle attese. Nella settimana conclusa il 13 ottobre scorso, gli stock hanno registrato un aumento di 6,49 milioni di barili a 416,441 milioni di unità dopo il +5,987 milioni della settimana precedente, mentre gli analisti attendevano un incremento di 1,5 milioni di barili. Le scorte di benzina sono scese più delle stime e quelle di distillati sono calate meno del previsto.

Fed, verbali: al numero due Clarida il compito di gestire "questioni di comunicazione"

Richard Clarida, da metà settembre il numero due della banca centrale americana, ha un nuovo compito aggiuntivo. Quello di guidare una sottocommissione del Federal Open Market Committee (Fomc) su "questioni di comunicazione". A darglielo è stato il numero uno Jerome Powell, l'uomo scelto dal presidente americano Donald Trump per prendere il posto ricoperto da Janet Yellen per quattro anni fino all'inizio dello scorso febbraio.

E' quanto emerge dai verbali dell'Fomc relativi alla riunione del 25 e 26 settembre scorsi. Dal documento si apprende che gli altri membri della neo sottocommissione saranno Lael Brainard, la donna che siede nel board della Fed; Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas; Eric Rosengren, presidente della Fed di Boston. "Il ruolo della sottocommissione sarà quello di aiutare a dare forma e priorità alle questioni di comunicazione" dell'Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed.

economia
Fed, verbali: spunta l'Italia tra le fonti di volatilità dei mercati

L'Italia è finita nei verbali della riunione del 25-26 settembre scorsi della Federal Reserve. Il nostro Paese viene citato nel documento, diffuso oggi, laddove si legge che "i mercati finanziari globali sono stati volatili durante il periodo intermedio (tra quella riunione e quella precedente, ndr) a fronte di tensioni significative nei mercati emergenti, dell'attenzione rivolta alla Brexit e della politica fiscale in Italia oltre che delle continue tensioni commerciali". Il riferimento è allo scontro tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio.

economia
Fed, verbali: "appropriato" alzare i tassi in modo graduale

E' "appropriato" che la Federal Reserve "continui il suo approccio graduale" nell'alzare i tassi". E' quanto emerge dai verbali del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, relativi alla riunione del 25 e 26 settembre scorsi. Allora la Fed alzò i tassi di 25 punti base al 2-2,25% e segnalò un'altra stretta entro fine anno e altre tre nel 2019. In quell'occasione la banca centrale scelse di eliminare dal comunicato finale la parola "accomodante" per descrivere la sua politica monetaria. Secondo i membri dell'Fomc una tale rimozione non avrebbe indicato "un cambiamento della politica monetaria".

auto
Tesla compra terreno a Shanghai per nuova fabbrica

Tesla accelera i suoi piani per la costruzione di una fabbrica a Shanghai, con la quale si vuole difendere dai dazi cinesi imposti sui veicoli elettrici in arrivo nella nazione asiatica. Il gruppo ha completato l'acquisto di un terreno mettendo così piede nel mercato più grande al mondo di vetture elettriche.

"Garantendoci questo posto a Shanghai, la prima gigafactory di Tesla al di fuori degli Stati Uniti è una pietra miliare importante per quello che sarà il nostro prossimo sito manifatturiero avanzato e sostenibile", ha spiegato Robin Ren, vicepresidente per le vendite mondiali del gruppo californiano, in una nota diffusa dopo una cerimonia a Shanghai. Stando alle autorità locali, il terreno è costato 140 milioni di dollari.

Nel comunicare recentemente i dati sulla produzione, Tesla aveva detto che stava "accelerando la costruzione" della nuova fabbrica in Cina e che là le auto del gruppo costano il 55-60% in più di vetture rivali costruite in loco. Colpa delle tensioni commerciali a colpi di dazi tra Washington e Pechino.

Fox: ai figli di Rupert Murdoch andranno 2 mld di dollari ciascuno (FT)

I sei figli di Rupert Murdoch si preparano a intascare 2 miliardi di dollari ciascuno dallo smembramento di 21st Century Fox, l'impero di famiglia che sta cedendo i suoi asset dell'intrattenimento a Walt Disney e che si trasformerà in una nuova Fox focalizzata su tv e canali sportivi. Lo riferisce il Financial Times citando fonti secondo cui la cifra deriva dal 17% che i Murdoch hanno nel gruppo.

Quella quota vale 12 miliardi di dollari alla luce dei 38 dollari per azione che Walt Disney si è impegnata a versare in un'operazione da 71,3 miliardi di dollari che comprende studi cinematografici, canali tv via cavo e Star India. A goderne saranno i quattro eredi adulti del magnate dei media: Prudence, James, Lachlan ed Elisabeth. Le figlie nate dal matrimonio con l'ex moglie Wendi Deng Murdoch, Grace e Chloe, ne beneficeranno a loro volta pur non avendo diritto di voto. Quei 12 miliardi di dollari non includono la quota della famiglia in News Corp né la nuova Fox che comprende Fox News Channel e Fox broadcast network.

Wall Street annulla le perdite, Netflix continua a correre ma con meno slancio

A metà seduta gli indici hanno praticamente azzerato le perdite. A fare da traino è il settore finanziario (+1%) che corre più di tutti grazie alla spinta delle banche. Dopo le buone trimestrali di ieri di Goldman Sachs e Morgan Stanley, oggi a battere le stime degli analisti con utili e ricavi record è stata US Bancorp.

Il settore energetico (-0,9%) e quello delle materie prime (-0,65%) sono invece i peggiori, colpa del sell-off che sta colpendo il petrolio tanto a Londra quando a New York. A causa di un aumento delle scorte di greggio Usa decisamente pià ampio delle stime, il Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile e il Wti sotto i 70.

Il comparto tech perde nonostante Netflix voli (3,8%, sotto i massimi intraday): il primo gruppo tra i cosiddetti FAANG (acronimo di Facebook, Apple, Alphabet, Netflix e Google) a pubblicare i conti, festeggia una crescita degli abbonati superiore alle previsioni. Ibm invece crolla (-6%) sui minimi di inizio 2016 per colpa di ricavi tornati a calare.

Sullo sfondo restano le tensioni commerciali tra Usa e Cina con Washington che intende ritirarsi dal trattato postale internazionale per punire Pechino (che ha goduto di tariffe basse per le spedizioni).

Arrivato a cedere fino a 319 punti, il DJIA ne perde 38,4, lo 0,15%, a quota 25.760. L'S&P 500 sale di 0,52 punti, lo 0,02%, a quota 2.810,44. Il Nasdaq Composite segna un -10,6 punti, lo 0,14%, a quota 7.634,85. Il petrolio a novembre al Nymex scivola del 2,5% a 70,14 dollari al barile.

Trump esclude invio Fbi per indagare su scomparsa Khashoggi: "Non era cittadino Usa"

Il presidente americano, Donald Trump, esclude il coinvolgimento dell'Fbi nell'inchiesta sulla scomparsa di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita da un anno in auto esilio in Usa che il 2 ottobre scorso si recò nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia); voleva ottenere dei documenti sul divorzio con cui avrebbe potuto sposare la sua fidanzata turca. Da quel giorno è però scomparso. Le autorità di Ankara sostengono che sia stato fatto a pezzi dentro quella sede consolare ma Riad sembra pronta a dire che la sua morte è avvenuta a causa di un interrogatorio finito male e condotto da mele marce che hanno agito senza autorizzazione. Sia la Turchia sia l'Arabia Saudita stanno indagando.

Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha escluso l'invio dell'Fbi perché il reporter che collaborava con il Washington Post - e che era particolarmente critico del principe erede al trono saudita, Mbs - "non era cittadino di questo Paese", gli Stati Uniti.

Caso Khashoggi: Trump insinua che i file audio in mano alla Turchia non esistano

Il presidente americano, Donald Trump, sembra mettere in dubbio l'esistenza di file audio che la Turchia sostiene di avere e che dimostrerebbero come funzionari sauditi abbiano torturato e ucciso il giornalista - loro connazionale - Jamal Khashoggi, di cui si è persa traccia da quando il 2 ottobre scorso entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia).

Parlando dallo Studio Ovale, il 45esimo inquilino della Casa Bianca ha detto di avere chiesto alla Turchia quei file aggiungendo: "Se esistono". Trump ha poi continuato: "Credo esistano. Probabilmente ci sono".

Mondo
Caso Khashoggi: Usa copre l'Arabia Saudita? Trump: "niente affatto"

Il presidente americano, Donald Trump, nega di volere tendere una mano all'Arabia Saudita aiutando l'alleato "molto importante" a coprire le sue responsabilità nella scomparsa del giornalista saudita Jamal Khashoggi, di cui si è persa traccia da quando il 2 ottobre scorso entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia). Le autorità di Ankara sostengono che sia stato fatto a pezzi dentro quella sede consolare ma Riad sembra pronta a dire che la sua morte è avvenuta a causa di un interrogatorio finito male e condotto da mele marce che hanno agito senza autorizzazione.

Parlando dallo Studio Ovale, Trump ha detto "niente affatto" in risposta a una domanda sulla volontà di Washington di aiutare Riad a evitare una crisi diplomatica dalle conseguenze enormi anche dal punto di vista geopolitico.

Il leader Usa ha poi ribadito di "volere scoprire cosa è successo" ma ha anche esaltato l'Arabia Saudita, dicendo che è un acquirente "incredibile" di armi americane e "altre cose".

Petrolio: Wti crolla sotto i 70 dollari, Brent sotto gli 80 dollari

I prezzi del petrolio continua a scivolare vistosamente, colpa di scorte in Usa salite per la quarta settimana di fila e oltre quattro volte più del previsto. A New York il Wti è sceso sotto i 70 dollari al barile e ora cede il 2,6% a 70,02 dollari. A Londra il Brent ha rotto al ribasso gli 80 dollari con un -1,9% a 79,87 dollari.

Commercio
Ross alla Ue, pazienza Trump non infinita, vuole "progressi tangibili"

Il segretario americano al Commercio, Wilbur Ross, ha avvertito l'Unione europea: la pazienza del presidente Donald Trump "non è infinita" e lui esige "progressi tangibili" nei negoziati commerciali sull'asse Washington-Bruxelles.

Parlando alla stampa da Bruxelles dopo i suoi incontri con funzionari Ue, Ross è stato vago sulla tempistica dell'inchiesta volta a determinare se le importazioni di auto in Usa sono una minaccia per la sicurezza nazionale (la stessa 'scusante con cui Trump ha giustificato l'introduzione di dazi su acciaio e alluminio). "Sarà pronta quando necessario", si è limitato a dire.

Qualche ora prima, parlando ai microfoni di Cnbc, Ross aveva spiegato che non c'è un impasse nei negoziati commerciali tra Usa e Cina: "Non so se parlerei di un impasse continuo...ci troviamo dove ci troviamo", aveva detto Ross parlando di "alti e bassi". In riferimento al potenziale incontro tra il presidente americano e quello cinese a margine del G20 che si terrà a fine novembre a Buenos Aires (Argentina), il segretario ha precisato che un simile evento è dedicato alla preparazione di dichiarazioni condivise e che "non si può siglare un maxi accordo in un'ora".

Petrolio: è sell-off dopo dato scorte, a NY -2,2% a 70,30 dollari al barile

Il petrolio, già in forte calo, ha ampliato le perdite dopo la diffusione dei dati sulle scorte settimanali in Usa, salite per la quarta settimana di fila e decisamente più delle stime. Il contratto novembre perde il 2,2% a 70,30 dollari al barile. Prima del rapporto diffuso dal governo Usa, il contratto viaggiava a 70,87 dollari.

Usa: scorte petrolio salite per la quarta settimana di fila e più delle stime

Nella settimana conclusa il 13 ottobre scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo per la quarta settimana di fila e decisamente superiore alle stime. Il dato è salito di 6,49 milioni di barili a 416,441 milioni di unità dopo il +5,987 milioni della settimana precedente, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 1,5 milioni di barili.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 2,016 milioni di barili a 234,156 milioni di barili, dopo essere saliti di 951mila barili nella settimana precedente; le previsioni erano per un decremento di 400.000 barili.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono calate di 827mila barili a 132,638 milioni di barili, dopo essere scese di 2,666 milioni di barili nella settimana precedente; gli analisti si aspettavano un calo di 1,2 milioni di unità.

L'utilizzo della capacità degli impianti è rimasto all'88,8% contro le attese per un dato all'88,4%.

azionario
Wall Street: avvio in calo all'indomani del rally ma Netflix vola

La seduta a Wall Street è iniziata in calo all'indomani del migliore rally da marzo. Tuttavia Netflix si mette in mostra (+7,7%) grazie a una ottima trimestrale: il sito di video in streaming ha stracciato le stime, specialmente con il numero dei nuovi abbonati conquistati e quelli che intende attrarre da qui a fine anno.

Ibm invece soffre (-7,4%): i ricavi trimestrali sono tornati a calare dopo un rimbalzo, il primo in quasi sei anni, durato solo tre trimestri di fila. Questa sera a mercati Usa chiusi arriverà il bilancio di Alcoa.

Dal fronte macroeconomico, i nuovi cantieri edilizi a settembre sono scesi più delle attese (-5,3%) e i permessi edilizi sono inaspettatamente calati (-0,6%). La recente corsa dei rendimenti dei Treasury si è fatta sentire sui volumi delle domande di mutui, scesi nell'ultima settimana del 7,1% ai minimi del settembre del 2000; i tassi su un mutuo a 30 anni a tasso fisso sono saliti ai massimi del febbraio 2011 (al 5,10% dal 5,05%). Ora l'attenzione è rivolta ai verbali della riunione di settembre della Federal Reserve, che verranno diffusi oggi alle 20 italiane. Allora i tassi furono alzati di 25 punti base al 2-2,25% e la Fed segnalò un'altra stretta a dicembre e tre nel 2019. Ieri sera il presidente americano, Donald Trump, è tornato a criticare la banca centrale Usa (già definita "fuori controllo") per volere alzare il costo del denaro. Lui ha detto che la Fed rappresenta la "più grande minaccia per me".

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede 153 punti, lo 0,55%, a quota 25.645. L'S&P 500 perde 5,6 punti, lo 0,20%, a quota 2.804,32. Il Nasdaq segna un -0,4% a quota 7.637. Il petrolio a novembre al Nymex scivola dell'1,14% a 71,10 dollari in attesa del dato delle scorte settimanali Usa. Si teme il quarto rialzo di fila anche se ieri il gruppo privato API ha calcolato per lo stesso arco temporale una contrazione di 2,1 milioni di barili.

Aereo con a bordo Melania Trump torna a terra, problema meccanico "minore"

A causa di un "problema meccanico minore", l'aereo su cui stava viaggiando la first lady americana Melania Trump ha dovuto cambiare rotta e tornare a terra. Il velivolo, che era diretto a Philadelphia (Pennsylvania), è atterrato in sicurezza alla base dell'aeronatica militare americana Andrews, vicino a Washington. Lo ha annunciato la portavoce della moglie di Donald Trump.

T-Bond incerti in attesa dei verbali della Fed

I prezzi dei Treasury si muovono incerti mentre l'azionario si prepara a un avvio in calo delle contrattazioni. Anche in questa asset class l'attenzione è rivolta ai verbali della riunione di settembre della Federal Reserve, che verranno diffusi oggi alle 20 italiane. Allora i tassi furono alzati di 25 punti base al 2-2,25% e la Fed segnalò un'altra stretta a dicembre e tre nel 2019.

Ieri sera il presidente americano, Donald Trump, è tornato a criticare la banca centrale Usa (già definita "impazzita") per volere alzare il costo del denaro. Lui ha detto che la Fed rappresenta la "più grande minaccia per me". Il suo timore è che la normalizzazione della politica monetaria metta fine all'espansione dell'economia Usa, sostenuta dalla politica fiscale espansiva voluta da Trump e che ha portato i deficit federale ai massimi del 2012 nell'anno fiscale chiuso lo scorso 30 settembre.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 3,152% dal 3,158% di ieri, lontano dai massimi di sette anni e mezzo toccati recentemente al 3,2620%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,31%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti invariati al 2,866%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 3,018%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 3,323%.

Wall Street: future in calo ma Netflix vola dopo i conti

All'indomani del migliore rally da marzo, i future a Wall Street viaggiano in calo preannunciando un avvio in rosso della seduta. Se ieri i conti societari di Goldman Sachs, Morgan Stanley, UnitedHealth e J&J avevano riportato ottimismo tra gli investitori, oggi le trimestrali societarie non bastano più per sostenere i listini.

Il Dow si appresta ad aprire gli scambi in calo di almeno 100 punti ma Netflix, in rialzo del 10% nel pre-mercato, dovrebbe contenere le perdite del Nasdaq all'indomani di conti che hanno stracciato le stime, soprattutto sul fronte dei nuovi abbonati. Ibm invece soffre (-4,8%) con i ricavi tornati a calare.

Dal fronte macroeconomico, i nuovi cantieri edilizi a settembre sono scesi più delle attese (-5,3%) e i permessi edilizi sono inaspettatamente calati (-0,6%). La recente corsa dei rendimenti dei Treasury si è fatta sentire sui volumi delle domande di mutui, scesi nell'ultima settimana del 7,1% ai minimi del settembre del 2000; i tassi su un mutuo a 30 anni a tasso fisso sono saliti ai massimi del febbraio 2011 (al 5,10% dal 5,05%).

Ora l'attenzione è rivolta ai verbali della riunione di settembre della Federal Reserve, che verranno diffusi oggi alle 20 italiane. Allora i tassi furono alzati di 25 punti base al 2-2,25% e la Fed segnalò un'altra stretta a dicembre e tre nel 2019. Ieri sera il presidente americano, Donald Trump, è tornato a criticare la banca centrale Usa per volere alzare il costo del denaro. Lui ha detto che la Fed rappresenta la "più grande minaccia per me".

I future del Dow cedono 108 punti, lo 0,4%; quelli dell'S&P 500 perdono 9 punti, lo 0,3%; quelli del Nasdaq segnano un -32,5 punti, lo 0,44%. Il petrolio a novembre al Nymex scivola dello 0,76% a 71,37 dollari in attesa di quello che potrebbe essere il quarto rialzo settimanale delle scorte Usa.

auto
Tesla: Ceo Elon Musk intende comprare titoli per 20 mln di dollari

Elon Musk scommette su Tesla, il produttore di auto elettriche da lui fondato e di cui è alla guida. Stando a un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission, il Ceo ha detto di volere acquistare titoli dell'azienda per 20 milioni di dollari.

Ieri un giudice federale ha approvato il patteggiamento tra lui e l'autorità di borsa, che lo aveva accusato di frode per avere scritto il 7 agosto scorso tweet dal contenuto "falso e fuorviante" sui piani del delisting del gruppo, mai attuati. L'intesa con la Sec prevede che Musk versi 20 milioni di dollari, tanto quanto anche Tesla deve pagare. Musk deve, tra le altre cose, lasciare la presidenza del cda del gruppo per i prossimi tre anni.

Il titolo Tesla ha accelerato nel pre-mercato (+1,9%). Ieri aveva chiuso in rally del 6,55% a 276,59 dollari. Da gennaio ha perso l'11% e negli ultimi 12 mesi il 21%.

Aziende
Prudential canta vittoria: rimossa la designazione di gruppo che pone rischi al sistema finanziario

Vittoria per Prudential Financial, fornitore di servizi finanziari con oltre 1.000 miliardi di dollari di asset in gestione al 30 giugno scorso.

Il gruppo americano attivo anche in Asia, Europa e America Latina non è più considerato dalle autorità come una istituzione finanziaria non bancaria importante dal punto di vista sistemico. Non pone dunque rischi che potrebbero mettere a repentaglio il sistema finanziario. Lo ha deciso il Financial Stability Oversight Council.

L'azienda si è detta "contenta della decisione, che conferma quello che abbiamo sempre creduto: che Prudential non ha mai avuto i criteri per essere designata in quel modo. Questo risultato riflette il modello di business sostenibile, la forza dei capitali e una completa gestione del rischio di Prudential, cose che ci permettono di garantire una performance costante e rispettare gli obblighi regolatori".

Nel pre-mercato a Wall Street il titolo Prudential sale dello 0,34%; ieri aveva finito in aumento dello 0,44% a 97,83 dollari. Da gennaio ha perso il 15% e negli ultimi 12 mesi il 10,55%.

Usa: nuovi cantieri e permessi edizili a settembre deludono

A settembre i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono scesi più del previsto, colpa della contrazione delle abitazioni singole e dei palazzi di appartamenti; ad agosto erano rimbalzati dopo due mesi di fila in calo.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri un ribasso del 5,3% a settembre su agosto al tasso annualizzato pari a 1,201 milioni di unità. Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano un decremento del 4,8%.

I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono scesi dello 0,6% a 1,241 milioni di unità contro un consenso per un +3,3%. L'avvio di cantieri di abitazioni con due o più unità abitative è crollato del 12,9% contro un -0,9% su agosto delle case singole.

Nei primi nove mesi del 2018 gli avvii sono saliti del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Il dato di agosto relativo ai nuovi cantieri è stato rivisto a un +7,1% da un +9,2%.