Wall Street si allontana dai record

Morgan Stanley ha battuto le stime con la sua trimestrale. A mercati chiusi i conti di American Express e Ibm

Economia
Casa Bianca: Williams (Fed San Francisco) potrebbe diventare il numero due della banca centrale Usa (Wsj)

Stando al Wall Street Journal, la Casa Bianca di Donald Trump sta valutando se affidare il secondo ruolo più importante all'interno della Federal Reserve a colui che al momento ne guida la sede regionale di San Francisco. Si tratta di John Williams, che nel 2011 assunse l'incarico attuale ereditandolo da Janet Yellen; quest'ultima fu nominata dall'allora presidente Usa a diventare vicepresidente del board della Fed nel 2010; quattro anni dopo divenne governatrice, ruolo che lascerà a Jerome Powell dall'inizio del mese prossimo su scelta del presidente Usa.

Williams entrò nella Fed di San Francisco nel 2002 e prima ancora fu economista per il board della Fed a Washington; mise piede nella banca centrale Usa per la prima volta nel 1994. Scegliere Williams soddisferebbe la voglia dell'amministrazione Trump di dare l'incarico di vicepresidente del board della Fed a qualcuno che è riconosciuto come esperto di politica economica monetaria.

Stando al Wsj, la Casa Bianca ha sentito altri economisti per questo incarico ma non è chiaro chi sia in pole position e quando una scelta verrà annunciata. Tra i nomi fino ad ora circolati ci sono quelli di Richard Clarida, managing director di Pimco; Lawrence Lindsey, ex funzionario della Fed che ha poi lavorato come consigliere economico per il presidente George W. Bush; Mohamed El-Erian, ex Ceo di Pimco.

American Express intende sospendere buyback, effetto riforma fiscale

Come aveva anticipato a inizio mese, American Express ha chiuso l'ultimo trimestre del 2017 in rosso. La colpa? L'effetto negativo della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. Il gruppo di carte di credito prevede la sospensione del buyback ma i dividendi sono salvi. Leggi qui i dettagli.

Ibm: ricavi in rialzo, prima volta in 23 trimestri

Ibm ha chiuso il suo primo trimestre con ricavi in rialzo per la prima volta in 23 trimestri. Leggi qui i dettagli.

azionario
Wall Street: chiusura in calo, si teme uno shutdown

Gli indici a Wall Street hanno chiuso in calo, sotto i record raggiunti nella seduta precedente. Ha pesato il rischio di uno shutdown, la paralisi del governo federale che potrebbe scattare domani alla mezzanotte a Washington, le sei del mattino di sabato in Italia. I legislatori devono trovare un accordo per continuare a finanziare, anche solo temporaneamente, la pubblica amministrazione.

Arrivato a cedere 168 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 94,88, lo 0,36%, a 26.020,77; a inizio seduta si era spinto a 26.153,42, nuovo record intraday ma poi era sceso sotto quota 26.000, poi recuperata. Quella odierna è stata la seconda seduta di fila finita sopra quella soglia ma è stata la giornata peggiore dal 29 settembre.

L'S&P 500 ha perso 4,53 punti, lo 0,16%, a quota 2.798,03, scivolando sotto quota 2.800 conquistata nella seduta precedente.

Il Nasdaq Composite ha registrato un -2,23 punti, lo 0,03%, a quota 7.296,05.

Sell-off dei Treasury, decennale chiude con rendimenti al 2,611%

I Treasury sono stati oggetto di sell-off: il decennale ha chiuso con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - al 2,611%, sopra il massimo precedente di 52 settimane pari al 2,609%.

Usa: Trump cita Fca su trasferirmento produzione Ram da Messico

"L'America sta tornando ad essere più forte". Lo ha detto Donald Trump, convinto che "al centro della rinascita degli Usa c'è la riforma fiscale e i tagli alle tasse" per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni approvati prima di Natale. Dalla Pennsylvania, il 45esimo presidente Usa ha citato Fiat Chrysler Automobiles, che l'11 gennaio scorso disse che investirà oltre un miliardo di dollari nelle sue attività manifatturiere in Usa trasferendo entro il 2020 dal Messico a Warren (Michigan) la produzione del suo pickup truck Ram Heavy Duty.

"L'altro giorno avete sentito Chrysler annunciare il trasferimento dal Messico al Michigan. Non si sente qualcosa di cos" molto spesso. Si tratta di una grande fabbrica, di tanti, tanti soldi", ha dichiarato Trump.

Fca annunciò anche un bonus speciale da 2.000 dollari per circa 60.000 dipendenti Usa, leadership di alto livello esclusa. Il bonus verrà versato nel secondo trimestre del 2018 e andrà ad aggiungersi a qualsiasi altro bonus legato alla performance.

Bitcoin sopra i 12.000 dollari, recupera il 30% dai minimi di ieri

All'indomani di un forte calo al di sotto dei 10.000 dollari, Bitcoin si risolleva tanto da essere arrivato a riconquistare i 12.000 dollari. Rispetto ai minimi di ieri a 9.199,59 dollari, su CoinDesk la valuta digitale è arrivata a recuperare il 30% circa. In questo momento sale del 7,3% a 11.722,04 dollari sull'exchange che tiene traccia dei prezzi della criptovaluta calcolati da Bitstamp, Coinbase, itBit e Bitfine.

In una email inviata a Cnbc, Nolan Bauerle, direttore per la ricerca di CoinDesk, ha spiegato che "tonfi del 25% o più sono una caratteristica del contesto di trading globale, super liquido e quasi istantaneo delle criptovalute". Bauerle ha fatto notare che dall'estate 2016 ci sono stati sei sell-off di grande portata: "L'andamento è familiare: Bitcoin scende, trova il fondo e si consolida a livelli massimi precedenti".

Tra lunedì e ieri, Bitcoin aveva perso oltre il 30% sulla scia di un aumento delle regolamentazioni in Corea del Sud e in Cina. Su Bitstamp, Ripple corre del 32% a 1,64 dollari.

Petrolio chiude a NY -2 centesimi a 63,97 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso in lieve calo; è stata la seconda volta nella settimana in corso, che è più corta di una seduta visto che lunedì i mercati Usa erano rimasti chiusi per festività. Al Nymex il contratto febbraio del greggio ha ceduto 2 centesimi, lo 0,03%, a 63,97 dollari al barile.

I prezzi si sono mossi poco nel giorno in cui il governo Usa ha annunciato l'ennesimo calo delle scorte di greggio (ben oltre le stime); tuttavia, gli stock di benzina sono cresciuti più del previsto mentre quelli di distillati sono scesi molto di più delle attese. Dopo essere calata la settimana scorsa, la produzione Usa è tornata a salire. Nel suo rapporto mensile l'Opec ha alzato le sue previsioni per la produzione 2018 di nazioni che non fanno parte del cartello.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in calo di un centesimo e tre quarti, lo 0,5%, a quota 3,51 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in rialzo di 3 centesimi e un quarto, lo 0,77%, a quota 4,24 dollari e tre quarti a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a marzo hanno guadagnato tre centesimi e tre quarti, lo 0,39%, a 9,72 dollari e mezzo a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo è scivolato di 22 punti, lo 0,68%, a 32,29 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha guadagnato 3,7 dollari, l'1,14%, a 328 dollari a tonnellata.

Economia
Fed: Dudley apre a cambiamento del target al 2% dell'inflazione (FT)

Forse consapevole del fatto che sta per lasciare il vertice della Federal Reserve di New York, William Dudley sembra sentirsi più libero di parlare. E di avanzare ipotesi controverse. In una intervista al Financial Times, colui che è considerato una delle colomba della politica monetaria americana si è detto favorevole a una revisione del target dell'inflazione che la banca centrale Usa punta a raggiungere per garantire la stabilità dei prezzi (uno dei suoi due mandati, l'altro è la piena occupazione).

Colui che lascerà il proprio incarico a metà del 2018, sei mesi in anticipo rispetto al previsto, ha spiegato all'FT che vale la pena prendere in considerazine un cambiamento di quel target - attualmente pari a una crescita annua del 2% dell'inflazione - anche se ciò solleva controversie. Tra coloro che sono favorevoli a una tale revisioni figurano l'ex governatore Ben Bernanke, John Williams (Fed San Francisco) ed Eric Rosengren (Fed di Boston).

Le opzioni a cui la Fed potrebbe ricorrere variano: l'istituto centrale potrebbe adottare un intervallo che va dall'1,5% al 2,5% o optare per un approccio più soft in cui punta a un 2% "nel medio-lungo termine". Dudley ha escluso un innalzamento dell'obiettivo dell'inflazione al 4%, cosa che porterebbe teoricamente a tassi di interesse più alti anche perché impedirebbe alla Fed di mantenere fede al suo mandato stabilito dal Congresso sulla stabilità dei prezzi.

Sebbene in molti sostengano che la Fed non riuscirà ad alzare di molto il costo del denaro, Dudley ha spiegato che secondo lui è sbagliato concludere che il cosiddetto tasso neutrale "è depresso in modo permanente"; Janet Yellen sostiene che nel lungo periodo quel tasso sia pari al 3% e che - usando una metafora sull'economia - esso "non preme sull'acceleratore per fare andare l'auto più veloce né frena al punto che la vettura riduce la sua velocità".

In materia di tassi, Dudley ha sposato la stima mediana delle strette attese dalla Fed nel 2018, pari a tre. E ha detto che "non è una supposizione irragionevole" pensare che un aumento dei tassi di 25 punti base ci possa essere a marzo. Attualmente sono all'1,25-1,5%.

General Electric sotto i 17 dollari, prima volta dal 2011

Il titolo General Electric è sceso sotto i 17 dollari per la prima volta dal 2011 portando a un -2,44% il bilancio 2018 e a un -45,5% quello degli ultimi 12 mesi. Il tutto succede all'indomani dell'annuncio della conglomerata Usa, che sta studiando un suo spezzatino.

Il livello minimo raggiunto oggi è stato pari a 16,96 dollari. Ora viaggia a 17,02 dollari, in calo dell'1,9%.

Verso la fine dello scorso anno Ge aveva annunciato un ristrutturazione e un taglio del dividendo, il secondo dal 1983. Nel 2017 Ge è stata la blue chip peggiore con un calo del 45% circa.

Facebook: nel cda entra il Ceo uscente di American Express

Facebook ha annunciato l'ingresso nel suo consiglio di amministrazione di Kenneth Chenault, l'uscente amministratore delegato di American Express.

"E' da anni che cercavo di reclutare Ken", ha scritto il Ceo del social network Mark Zuckerberg in un post. "Ha un'esperienza unica in aree su cui credo che Facebook debba imparare e migliorare: servizi alla clientela, commercio diretto e lo sviluppo di un marchio di fiducia". Per Zuckerberg, Chenault "ha anche un forte senso di una missione sociale e l'approccio che deriva dall'avere gestito per decenni un'importante azienda quotata".

Chenault entrò in AmEx nel 1981 e ne salì al vertice nel 2001; il primo febbraio lascierà la sua poltrona formalmente a Stephen Squeri. Abbandonerà anche l'incarico di presidente.

Il titolo Facebook sale dell'1,5% a 180,40 dollari, da inizio anno ha aggiunto il 2% e nell'ultimo anno ha guadagnato il 41%.

American Express, di cui a mercati Usa chiusi arriverà la trimestrale, perde lo 0,5% a 100,27 dollari; il 3 gennaio il gruppo disse di aspettarsi una perdita per il quarto trimestre fiscale dell'esercizio 2017. La colpa? La riforma fiscale tanto caldeggiata dal presidente americano Donald Trump e che avrà "impatti significativi" sui conti non solo di quel periodo ma anche dell'anno intero. Il gruppo di carte di credito ha stimato un impatto del provvedimento di circa 2,4 miliardi di dollari. Da inizio anno il titolo AmEx ha registrato un rialzo dell'1% e negli ultimi 12 mesi del 29%.

azionario
Wall Street: indici sui minimi intraday, Dow inverte rotta sotto i 26mila punti

Dopo due ore e mezzo di scambi, gli indici a Wall Street viaggiano in calo e sui minimi intraday. Il Dow Jones Industrial Average, l'unico ad aprire in rialzo e a raggiungere un nuovo record intraday, è sceso sotto quota 26.000 conquistata ieri in chiusura per la prima volta. Le vendite hanno riportato l'S&P 500 sotto i 2.800 raggiunti ieri in chiusura, cosa mai successa prima.

Forse tra gli investitori sta tornando il nervosismo con il presidente americano Donald Trump che non esclude uno shutdown del governo federale; i legislatori devono trovare un'accordo entro la mezzanotte di domani. A livello settoriale, sul fondo ci sono real estate, telecom e utility con un calo dell'1% ciascuno.

Il Dow cede 140,73 punti, lo 0,54%, a 25.974,92 ma a inizio seduta si era spinto a 26.153,42. L'S&P 500 perde 8,17 punti, lo 0,29%, a quota 2.794,31. Il Nasdaq Composite registra un -11,61 punti, lo 0,16%, a quota 7.286,79. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un -0,02% a 63,96 dollari al barile nonostate le scorte settimanali di greggio in Usa siano scese molto più del previsto.

Usa: Trump, shutdown può succedere, scarica responsabilità ai democratici

Uno shutdown "potrebbe succedere" e "sta ai democratici" evitarlo. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, consapevole che c'è tempo fino a domani alla mezzanotte di Washington per trovare un accordo che impedisca una paralisi del governo americano.

Ad aumentare la confusione è un tweet con cui l'inquilino della Casa Bianca sembra avere criticato una soluzione repubblicana che consentirebbe di continuare a finanziare temporaneamente il governo. Con la speranza di raccogliere il favore di parte dei democratici, i repubblicani hanno inserito nel provvedimento il Children's Health Insurance Program (Chip), un programma popolare che garantisce la copertura medica a certi bambini. Introdotta alla Camera, che dovrebbe metterla al voto oggi, quella soluzione permetterebbe alla pubblica amministrazione di funzionare fino al 16 febbraio.

Il Gop - che controlla il Parlamento e la Casa Bianca - può approvare il provvedimento alla Camera senza i voti dei democratici. Al Senato ha tuttavia bisogno di almeno nove voti dell'opposizione, sempre che tutti i repubblicani votino sì. In un tweet mattutino Trump aveva scritto: "Chip dovrebbe essere parte di una soluzione di lungo termine, non di una da 30 giorni o di una estensione di breve termine!".

Petrolio
Wti riduce cali dopo scorte petrolio Usa, torna verso 64 $/barile

Il petrolio quotato al Nymex, in ribasso nella prima parte della seduta di scambi, riduce i cali dopo il dato sulle scorte settimanali di energia americane. Il Wti torna verso i 64 dollari al barile. Le scorte di greggio sono calate quasi il triplo rispetto alle previsioni (-6,861 milioni di unità nella settimana chiusa il 12 gennaio, contro il calo di 2,3 milioni di barili atteso), mentre quelle di benzina sono cresciute più delle stime.

Il ribasso delle scorte di petrolio è stato superiore a quanto anticipato dall'American Petroleum Institute, che ieri aveva parlato di un calo di 5,1 milioni di barili. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a febbraio calavano di 27 centesimi, lo 0,4%, a 63,70 dollari al barile, mentre in precedenza erano in discesa a 63,52 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 63,97 dollari al barile). Al momento il contratto a febbrai cerca il guizzo per portarsi in territorio positivo e cede lo 0,09% a 63,97 dollari al barile.

Energia
Calo oltre stime per scorte settimanali petrolio Usa, salgono stock benzina, giù distillati

Nella settimana conclusa il 12 gennaio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate di 6,861 milioni di unità a 412,654 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 2,3 milioni, dopo la discesa di 4,948 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in rialzo di 3,62 milioni di unità a 240,942 milioni, dopo l'aumento di 4,135 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la salita di 2,6 milioni di unità prevista.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono calate di 3,887 milioni di unità a 139,201 milioni di barili, dopo l'aumento di 4,254 milioni di barili della settimana precedente e il rialzo di 100.000 unità previsto. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 93%, meno del 95,3% del dato precedente e meno anche del 94,6% atteso.

economia
Fmi: sì a cooperazione regolatori su criptovalute, comportano rischi ma anche benefici

Rifiutandosi di rilasciare commenti su casi specifici, il Fondo monetario internazionale sostiene che "la cooperazione tra regolatori sarebbe utile" in tema di criptovalute.

Nel consueto briefing bisettimanale con la stampa, il direttore comunicazione dell'istituto di Washington Gerry Rice ha ribadito che le valute digitali "possono avere benefici potenziali come l'inclusione finanziaria" ma allo stesso tempo "possono porre rischi diventando un veicolo per frodi, evasione fiscale e finanziamenti illeciti".

Rivolgendosi ai piccoli investitori, Rice ha aggiunto: "Quando i prezzi di un asset salgono velocemente, i rischi aumentano. La gente ne sia consapevole e adotti misure di gestione del rischio".

Lo scorso 12 gennaio il segretario americano al Tesoro aveva detto di volere lavorare con il G20 per impedire che le criptovalute come Bitcoin diventino l'equivalente digitale di conti bancari segreti svizzeri. Parlando all'Economic Club a Washington, Steven Mnuchin aveva fatto capire che vuole evitare la situazione in cui "persone cattive usano queste valute [digitali] per fare cose cattive". Mnuchin aveva ricordato che "una delle cose su cui lavoreremo da vicino con il G20 è fare in modo che [le criptovalute] non diventino come un conto bancario svizzero".

Fmi: nel mondo ripresa ciclica generalizzata, avanti con riforme

In vista della pubblicazione lunedì prossimo dell'aggiornamento alle sue stime economiche, il Fondo monetario internazionale preferisce essere generico: nel mondo è in atto una "ripresa ciclica generalizzata" che dovrebbe portare le nazioni a sfruttare questa fase in cui "il sole splende per riparare il tetto" e dunque "attuare riforme". Lo ha detto Gerry Rice, direttore comunicazione dell'istituto di Washington, citando una metafora creata dal direttore generale del Fondo Christine Lagarde.

La diffusione dell'aggiornamento al World Economic Outlook arriverà lunedì alle 15 italiane da Davos, la località della Svizzera dove l'ex ministro francede delle finanze copresiederà il World Economic Forum. Da là Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo, terrà una conferenza stampa a commento del documento.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

All'inizio della seduta di contrattazioni, i cereali quotati al Chicago Board of Trade si attestano in rialzo, seguendo la stessa via imboccata durante gli scambi overnight. Gli investitori sono passati agli acquisti, soprattutto quelli che hanno tenuto finora posizioni corte, dopo che i prezzi sono arrivati nelle scorse sedute ai minimi in un mese. Nei prossimi giorni si dovrà valutare l'impatto delle gelate di metà dicembre sul raccolto, per il momento ancora poco chiaro, e quello che emergerà sarà uno dei fattori in grado di orientare l'andamento dei prezzi.

In avvio di seduta, mais e frumento si attestano in rialzo, come quelli del comparto della soia. In particolare, i future del mais a marzo salgono di un quarto di centesimo a 3,53 dollari a bushel, mentre quelli a maggio avanzano di mezzo centesimo a 3,61 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo crescono di 2 centesimi e tre quarti a 4,24 dollari a bushel. Andamenti in aumento superiore agli altri settori per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo crescono di 5 centesimi e un quarto a 9,74 dollari a bushel, mentre quelli a maggio avanzano di 5 centesimi a 9,85 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo cresce di 4,20 dollari a 328,50 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo acquistano 19 punti a 32,32 centesimi al pound.

Valute digitali
Bitcoin: recupera terreno (+8,7%) dopo crollo 50%, scaduto primo future Cboe

Le principali valute digitali recuperano oggi terreno, dopo l'ondata di vendite che nelle ultime due sedute aveva portato bitcoin a cedere più del 50% rispetto ai massimi di dicembre. Al momento, bitcoin ed ethereum, le due maggiori monete digitali per capitalizzazione di mercato, salgono rispettivamente dell'8,7% e del 9,9%. In particolare, bitcoin ieri era scivolata a un minimo di 9.199,59, ma è tornata oggi fino a 11.878 dollari, recuperando più del 5% nelle ultime ventiquattro ore. Ethereum, dopo essere scivolata sotto gli 800 dollari, oggi è tornata sopra la soglia psicologica dei 1.000 dollari, agli attuali 1.084,90 dollari. Ripple, che aveva visto il proprio valore scendere attorno a un dollaro, è arrivata a guadagnare più del 60% e sale al momento del 30,8% a 1,62 dollari.

Secondo gli esperti, a determinare il recupero è il fatto che non ci sono state notizie ulteriori su eventuali strette, dopo quelle minacciate la settimana scorsa da Corea del Sud e Cina: "Notizie e novità hanno molto a che fare con le fluttuazioni. E' un mercato ampio e i governi lo vedono come una potenziale forma di guadagno ma anche come una minaccia", ha detto Charles Hayter, amministratore delegato di CryptoCompare. Da segnalare inoltre che ieri è scaduto il primo contratto future di bitcoin, quello a gennaio, lanciato per la prima volta al Cboe il 10 dicembre: alla scadenza i future valevano 11.055 dollari, contro 15.000 dollari della prima apertura e i 17.285 dollari dell'11 dicembre, il primo giorno intero di scambi. I future a febbraio sono al momento scambiati in rialzo del 10% a 11.930 dollari.

Finanza
Morgan Stanley è più grande di Goldman Sachs, prima volta in 12 anni

Per la prima volta dall'ottobre 2006 Morgan Stanley (+0,3%) è più grande di Goldman Sachs (-0,7%): la sua capitalizzazione è arrivata a 100,5 miliardi di dollari contro quella da 95,1 miliardi della banca rivale. Da inizio anno il titolo Morgan è salito del 6% e negli ultimi 12 mesi del 30%. Quello di Goldman ha perso l'1% nel 2018 e ha guadagnato il 7,65% nell'ultimo anno. Morgan Stanley ha pubblicato oggi una trimestrale con utili superiori alle stime nonostante i ricavi da trading nel reddito fisso siano scesi di quasi il 50% nel quarto trimestre del 2017. Ieri Goldman Sachs aveva annunciato la sua prima trimestrale in perdita dal 2011, colpa di oneri straordinari per 4,4 miliardi di dollari legati alla riforma fiscale Usa.

Valute digitali
Proprietario Nyse studia servizio dati su bitcoin per mondo finanza

Intercontinental Exchange (Ice), proprietario del New York Stock Exchange, lancerà un servizio per fornire dati su bitcoin a hedge fund e altre società di trading professionale. E' un nuovo segnale del fatto che Wall Street prende molto seriamente le valute digitali. Come riporta il Wall Street Journal, Ice lavorerà con la startup Blockstream a un "data feed", un flusso di informazioni raccolte da oltre 15 piattaforme di valute digitali nel mondo e appunto consegnate alle società del settore finanziario.

Il servizio, secondo le previsioni, sarà pronto a marzo e trasmetterà i dati utilizzando il network dati ad alta velocità di Ice e nello stesso formato digitale usato per il trading elettronico di azioni, in modo da inserirsi senza problemi nei sistemi usati dalle grandi banche, dai gestori di asset e da trader che usano le tecnologie ad alta velocità (high speed trading). La mossa potrebbe convincere altri pesi massimi finanziari a entrare nel settore rischioso e in rapida evoluzione di bitcoin, rimasto per lungo tempo un investimento di nicchia prima di finire sotto i riflettori del mondo finanziario e non solo.

Apple
Apple: aggiornamento iOS, possibile disattivare il rallentamento degli iPhone

L'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha annunciato che il prossimo aggiornamento di iOS 11 permetterà agli utenti di disattivare il sistema che – nel caso di batteria logora – rallenta gli iPhone per renderli più stabili ed evitare che subiscano spegnimenti improvvisi.

In un'intervista a Abc News, Cook ha detto: "Renderemo visibile la salute della batteria, in modo che sia tutto più trasparente". L'amministratore delegato si è poi scusato con gli utenti, spiegando però che da parte di Apple non c'è stata volontà di nascondere la procedura, ma solo mancanza di chiarezza. Rispondendo alle critiche degli utenti, Apple ha deciso che per tutto il 2018 la sostituzione delle batterie di buona parte degli iPhone costerà 29 e non 89 euro.

azionario
Wall Street: apertura poco mossa, nuovo record intraday per il Dow

La seduta a Wall Street è iniziata poco mossa ma il Dow Jones Industrial Average è riuscito comunque a raggiungere un nuovo record intraday; ieri aveva chiuso per la prima volta sopra quota 26.000, performance registrata solo otto sedute dopo avere terminato per la prima volta una giornata di scambi sopra i 25.000 punti. Sempre ieri, l'S&P 500 aveva finito al di sopra dei 2.800 punti per la prima volta.

A livello societario, Morgan Stanley corre (+0,6%) nel giorno di una trimestrale migliore del previsto e nella quale c'è stato un impatto negativo da 1,2 miliardi di dollari dovuto alla nuova riforma fiscale. All'indomani di un trimestre chiuso in perdita, Alcoa lascia sul terreno il 6,9%. American Express (-0,4%) e Ibm (+0,6%) pubblicheranno i loro conti dopo la fine degli scambi odierni.

Dal fronte macroeconomico, gli investitori guardano tanto alla Cina quanto agli Usa. L'economia a Pechino è cresciuta del 6,9% nel 2017, tanto quanto atteso dalle autorità locali e visto nel 2016. In Usa, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono calate di 41mila unità a 220mila, minimi del febbario 1973. I permessi edilizi a dicembre sono scesi meno del previsto (-0,1%) ma quelli per la costruzione di case monofamigliari sono balzati ai massimi di oltre un decennio; ciò dovrebbe essere dovuto all'esigenza di nuove case dopo gli incendi e le frane che hanno travolto la California. I nuovi cantieri a livello nazionale sono calati più delle attese (-8,2%).

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 0,79 punti a quota 26.116,44. L'S&P 500 cede 0,44 punti, lo 0,02%, a quota 2.802. Il Nasdaq Composite scivola di 1,93 punti, lo 0,03%, a quota 7.297,51. Il petrolio a febbraio al Nymex cede lo 0,4% a 63,7 dollari al barile.

T-Bond: rendimento decennale sopra il 2,6%, prima volta da marzo

I Treasury viaggiano in calo. Ad alimentare le vendite - che hanno spinto il rendimento del decennale sopra il 2,6% per la prima volta da marzo, sono una serie di dati macroeconomici arrivati dalla Cina e superiore alle stime. Ci sono poi speranze che i legislatori americani trovino una soluzione per evitare una paralisi del governo che potrebbe scattare domani notte. Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,611% dal 2,579% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi è invariato all'1,445%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,052%

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,415%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 2,887%.

E-commerce
Amazon: scelte 20 candidate per secondo quartier generale, proposte erano 238

La lista delle città in lizza per ospitare il secondo quartier generale di Amazon è completa e ufficiale: il colosso dell'e-commerce ha scelto venti delle 238 candidature ricevute da altrettante città negli Stati Uniti Canada e Messico. Non stupisce che le proposte siano state così tante: Amazon, come annunciato in precedenza, prevede di investire oltre 5 miliardi di dollari nella città prescelte e di creare 50.000 posti di lavoro. Come si legge in una nota, Amazon ha selezionato le aree che entreranno nella seconda fase del processo che si concluderà con la scelta della sede del nuovo quartier generale, un "alter ego" di quello storico di Seattle, nello stato di Washington.

In lizza ci sono una città canadese, Toronto, e 19 aree americane, ovvero Atlanta, Austin e Dallas, Boston, Chicago, Columbus (Ohio), Chicago, Denver (Colorado), Indianapolis, Los Angeles, Miami, Montgomery County (Maryland), Nashville (Tennessee), Newark, New York, Northern Virginia, Philadelphia, Pittsburgh, Raleigh (North Carolina) e Washington Dc. "Grazie a tutti le 238 comunità che hanno presentato proposte. Passare da 238 a 20 è stata molto dura, tutte le proposte mostravano enorme entusiasmo e creatività", si legge.

Azionario
Wall Street: future incerti, Morgan Stanley corre dopo i conti

I future a Wall Street viaggiano incerti all'indomani di una seduta in cui il Dow Jones Industrial Average ha chiuso per la prima volta sopra quota 26.000; è successo solo otto sedute dopo avere terminato per la prima volta una giornata di scambi sopra i 25.000 punti. Sempre ieri, l'S&P 500 ha finito al di sopra dei 2.800 punti per la prima volta.

A livello societario, Morgan Stanley corre (+1,45%) nel giorno di una trimestrale migliore del previsto e nella quale c'è stato un impatto negativo da 1,2 miliardi di dollari dovuto alla nuova riforma fiscale. American Express e Ibm pubblicheranno i loro conti dopo la fine degli scambi odierni.

Dal fronte macroeconomico, gli investitori guardano tanto alla Cina quanto agli Usa. L'economia a Pechino è cresciuta del 6,9% nel 2017, tanto quanto atteso dalle autorità locali e visto nel 2016.

In Usa, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono calate di 41mila unità a 220mila, minimi del febbario 1973. I permessi edilizi a dicembre sono scesi meno del previsto (-0,1%) ma quelli per la costruzione di case monofamigliari sono balzati ai massimi di oltre un decennio; ciò dovrebbe essere dovuto all'esigenza di nuove case dopo gli incendi e le frane che hanno travolto la California. I nuovi cantieri a livello nazionale sono calati più delle attese (-8,2%).

I future del Dow salgono di 17 punti, lo 0,07%; quelli dell'S&P 500 cedono 2 punti, lo 0,07%; quelli del Nasdaq scivolano di 18,25 punti, lo 0,3%. Il petrolio a febbraio al Nymex è fermo a 63,97 dollari al barile.

Economia
Usa: -8,2% nuovi cantieri a dicembre, sotto stime, -0,1% permessi edilizi, sopra stime

In dicembre i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono calati bruscamente, ma hanno comunque chiuso un anno positivo, soprattutto per quanto riguarda le costruzioni di case unifamigliari. I permessi per costruire richiesti sono scesi meno delle attese. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri è diminuito dell'8,2% a 1,19 milioni di unità, dopo il rialzo del 3% di novembre (rivisto al ribasso dal +3,3% della prima stima).

Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano una discesa dell'1,5%. I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono diminuiti dello 0,1% a 1,302 milioni, meglio del 0,8% atteso dagli analisti. I numeri possono essere molto volatili, infatti nell'intero 2017, rispetto all'anno precedente, i nuovi cantieri sono in aumento del 2,4%, mentre i permessi aumentano del 4,7%. In dicembre i nuovi cantieri per abitazioni unifamiliari, che escludono gli appartamenti e rappresentano quasi due terzi del mercato americano, sono scesi dell'11,8% e quelli di unità multifamiliari, che includono appartamenti e condomini, si sono attestati in aumento dell'1,4%. I permessi per abitazioni unifamigliari sono saliti dell'1,8% in dicembre, mentre quelli per le multifamigliari sono scesi del 3,9%.

Economia
Usa: cala a 22,2 punti indice manifatturiero Fed di Filadelfia a gennaio, sotto stime

Le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Filadelfia hanno rallentato il passo in gennaio, attestandosi a un livello inferiore alle previsioni. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è sceso a 22,2 punti, dai 27,9 punti di dicembre (rivisto al rialzo dai 26,2 punti della prima stima).

Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che prevedevano un calo a 25 punti. Guardando alle singole componenti, quella sull'occupazione è calata da 19,7 a 16,8 punti e quella relativa alle scorte è migliorata da -1,1 a 9,4 punti. Il dato sui nuovi ordini è sceso da 28,2 a 10,1 punti e quello relativo alle consegne è passato da 23,9 a 30,3 punti. La componente sui prezzi è saita da 27,8 a 32,9 punti.

Economia
Usa: -41mila a 220mila richieste iniziali sussidi lavoro, meglio di stime, minimo 45 anni

Nei sette giorni conclusi il 13 gennaio il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è calato a passo rapido e più delle stime, scivolando al minimo in quasi 45 anni. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 41.000 unità a 220.000, dopo le 261.000 della settimana precedente (invariato rispetto alla prima stima).

Gli analisti attendevano un calo a 246.000. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da quasi tre anni, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è scesa di 6.250 a 244.500 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 6 gennaio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è salito di 76.000 a 1,952 milioni.

Finanza
Bain & Co: morto il fondatore, fu mentore di Mitt Romney

William Bain Jr, un consulente che fondò a Boston due aziende che hanno dato forma a molte attività finanziarie nel mondo e che ha dato una spinta alla carriera di Mitt Romney, è morto. Aveva 80 anni.

Nel 1973 aveva fondato la società di consulenza Bain & Co e nel 1984 aveva avviato il gruppo di private equity Bain Capital. La sua carriera inizò come partner in Boston Consulting Group.

Romney, ex candidato repubblicano alle presidenziali del 2012, ha commentato il decesso dicendo: "E' difficile per me immaginare la mia vita e carriera senza il mentore Bill Bain". L'ex governatore del Massachusetts che cercò inutilmente di impedire a Barack Obama di ottenere un secondo mandato ha aggiunto: "Mi ha assunto, mi ha insegnato e dato un'opportunità che capita una volta nella vita. La sua vision e la sua fiducia hanno reso possibile Bain Capital". Nel 1991 Romney salì al vertice del gruppo di private equity.

Nato nel Tennessee, all'attivo una laurea in storia, William Bain Jr ha lasciato una moglie, tre figli e una figlia. La causa della morte non è stata fornita.

Banche
Bank of NY Mellon: +37% utile IV trim. a 1,181 mln $, sopra stime, benefici da riforma fiscale

Nel quarto trimestre Bank of New York Mellon ha visto salire del 37% circa i profitti e ha battuto le stime, grazie anche al guadagno straordinario per 427 milioni di dollari, 41 centesimi per azione, portato dalla riforma fiscale introdotta dal presidente Donald Trump. La banca, nata nel 2007 dalla fusione di Bank of New York e Mellon Financial, ha riportato profitti netti per 1,181 miliardi di dollari, 1,08 dollari per azione, contro i 872 milioni, 90 centesimi per azione, dello stesso periodo del 2016 e meglio dei 91 centesimi attesi dagli analisti.

L'utile attribuibile agli azionisti ordinari è aumentato da 822 milioni a 1,126 miliardi di dollari. Il fatturato è sceso del 2% a 3,73 miliardi di dollari, dai 3,79 miliardi di dollari dell'anno precedente. Essendo una banca depositaria, la società genera un'ampia fetta del proprio fatturato dalla gestione di asset e investimenti (gli asset gestiti sono saliti del 3,4%). La società ha accantonato 6 milioni di dollari contro possibili future perdite. Nel trimestre, le spese ordinarie sono state pari a 3 miliardi, in aumento del 14%. Nell'intero 2017 la banca ha messo a segno profitti per 3,9 miliardi di dollari, 3,72 dollari per azione, in rialzo del 18%.

Banche
Morgan Stanley: utile IV trim. cala del 59%, ma batte stime

Nel quarto trimestre Morgan Stanley, ultime delle grandi banche americane a pubblicare i risultati di bilancio, ha visto calare i profitti a causa dell'impatto della riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump, che ha provocato oneri straordinari per 1,2 miliardi (la banca ha avuto anche un beneficio fiscale di 168 milioni, quindi l'onere netto è di 990 milioni circa). L'istituto ha comunque superato le previsioni. Nei tre mesi a dicembre, Morgan Stanley ha messo a segno un utile netto di 686 milioni di dollari, 29 centesimi per azione, il 59% in meno degli 1,666 miliardi, 81 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. I profitti attribuibili agli azionisti ordinari sono scesi del 66% da 1,509 miliardi a 516 milioni. Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 84 centesimi per azione, meglio dei 64 centesimi attesi dagli analisti. Il fatturato netto è salito del 5% da 9,021 a 9,5 miliardi di dollari, anche in questo caso meglio dei 9,2 miliardi previsti dal consensus.

Nell'intero 2017 Morgan Stanley ha messo a segno profitti per 6,154 miliardi, in aumento del 3% dai 5,979 miliardi dell'anno precedente. L'utile attribuibile agli azionisti ordinari è stato di 5,631 miliardi, il 2% in più rispetto al 2016. Il giro d'affari annuale è salito del 10% a 37,945 miliardi. I risultati sopra le stime fanno salire dell'1,3% il titolo nel premercato a Wall Street, cos che indica che gli investitori hanno fiducia nel fatto che l'impatto negativo della riforma Trump sia solo nell'immediato, mentre andando avanti la banca beneficerà dell'abbassamento dell'aliquota corporate dal 35 al 21%. "Entriamo nel 2018 con slancio positivo, sostenuto dal rialzo dei tassi di interesse, dalla riforma fiscale e da un contesto regolatorio in evoluzione", ha detto l'amministratore delegato James Gormas. Nei tre mesi il fatturato derivato dalle securities istituzionali è calato da 4,6 a 4,5 miliardi, sulla scia del calo di trading e vendite nel reddito fisso. Quello dell'investment banking è salito da 1,3 a 1,4 miliardi, grazie al miglioramento delle attività di sottoscrizione azionaria e obbligazionaria. Il giro d'affari della gestione patrimoniale è cresciuto da 4 a 4,4 miliardi, mentre quello della gestione investimenti è salito da 500 a 637 milioni.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 13 gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +11.000 a 261.000 unità. Consensus: 246.000 unità.

Avvio di nuovi cantieri per il mese di dicembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Nuovi cantieri. Precedente: +3,3% a 1,297 milioni di unità. Consensus: -1,5% a 1,28 milioni di unità. Permessi edilizi. Precedente: -1,4% a 1,298 milioni di unità. Consensus: -0,8% a 1,29 milioni di unità.

Indice Fed di Philadelphia per il mese di gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: 26,2. Consensus: 25.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 12 gennaio alle 11 (le 17 in Italia). Precedente: -4,948 milioni di barili a 419,515 milioni di barili. Consensus: -2,3 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +4,135 milioni di barili a 237,322 milioni di barili. Consensus: +2,6 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: +4,254 milioni di barili a 143,088 milioni di barili. Consensus: +100.000 di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 95,3%. Consensus: 94,6%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Bank of New York Mellon alle 6:30 (le 12:30 in Italia). Trimestrale di Morgan Stanley alle 7 (le 13 in Italia). Trimestrali di American Express e Ibm dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale tiene il consueto incontro bisettimanale con la stampa. Loretta Mester, presidente della Federal Reserve di Cleveland, parla alle 18 (la mezzanotte in Italia).

Wall Street
Euro in rialzo a 1,2239 dollari, biglietto verde stabile a 111,27 yen

Euro in rialzo dello 0,42% a 1,2239 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0494 e 1,2324 dollari. Biglietto verde stabile a 111,27 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 115,63 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.330,20 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,67% a 1.330,20 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillaa tra i 1.199,70 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 63,92 dollari al barile

Petrolio in ribasso dello 0,08% a 63,92 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,76 e i 64,89 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in leggero ribasso nel premercato

Future degli indici azionari statunitensi in leggero ribasso nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,02%, lo S&P cede lo 0,03%, il Nasdaq scende dello 0,13%. La seduta di ieri a Wall Street è finita in rialzo con il Dow Jones Industrial Average che ha terminato gli scambi per la prima volta sopra i 26.000 punti; record anche per l'S&P 500 che ha chiuso sopra i 2.800 punti, cosa mai successa prima.

L'indice delle 30 blue chip e quello benchmark avevano conquistato le rispettive soglie già il giorno precedente ma solo a livello intraday. Soltanto il 4 gennaio scorso il Dow aveva archiviato la sua prima giornata di scambi sopra quota 25.000. Meno di un anno fa aveva conquistato i 20.000 punti. Sostenuto da Boeing e da Ibm (che ha corso alla vigilia dei conti), il DJIA ha aggiunto 322,79 punti, l'1,25%, a quota 26.115,65. L'S&P 500 ha guadagnato 26,14 punti, lo 0,94%, a quota 2.802,56. Il Nasdaq è aumentato di 74,59 punti, l'1,03%, a quota 7.298,28. Il petrolio a febbraio è aumentato dello 0,4% a 63,97 dollari al barile; oggi è atteso un calo delle scorte settimanali di petrolio in Usa.