Wall Street incerta, attenzione rivolta ai colloqui sul commercio con la Cina

Prosegue il secondo round di colloqui ad alto livello tra Washington e Pechino

Usa
Ostruzione alla giustizia da parte di Trump? L'inchiesta di Mueller finirà (forse) entro il primo settembre

Il procuratore speciale Robert Mueller spera di chiudere entro il primo settembre prossimo l'inchiesta volta a capire se il presidente americano Donald Trump si è macchiato di ostruzione alla giustizia. Lo ha detto Rudolph Giuliani, uno degli avvocati dell'inquilino della Casa Bianca. Secondo lui dilungare ulteriormente l'indagine rischierebbe di influenzare gli elettori alle elezioni di metà mandato in calendario il prossimo novembre. Anche se la tempistica fosse rispettata, il lavoro di Mueller non sarebbe giunto a termine. Il procuratore speciale è infatti impegnato a gettare luce anche sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna di Trump e Mosca.

commercio
Cina: gli Usa confermano la sospensione dei dazi

Il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha confermato la sospensione del piano con cui l'amministrazione Trump aveva pensato di imporre fino a 150 miliardi di dollari di dazi su prodotti cinesi in arrivo in Usa. Così facendo, Usa e Cina possono continuare a trattare dopo i tre giorni di negoziati che si sono svolti a Washington.

"Stiamo mettendo in stand-by una guerra commerciale", ha dichiarato Mnuchin durante un’intervista a Fox News. Per alcuni osservatori, così facendo Trump perde però la leva su cui poteva fare affidamento per ottenere il tipo di accordo che ha detto di volere raggiungere con Pechino.

Tesla, arriva la versione di punta della Model 3

Elon Musk ha svelato su Twitter di aver aggiunto nuovi accessori alla Model 3 di Tesla, la berlina di Tesla pensata per il mercato di massa. Si tratta della versione di punta che costerà 78mila dollari e le cui modifiche la rendono "un'auto capace di muoversi rapidamente, affidabilmente, e che ha l’abilità di battere chiunque nella sua classe".In una serie di post sul social network, l’amministratore delegato di Tesla ha annunciato che sta lavorando a due diverse versioni della vettura, entrambe con Dual Motor. Qui l'articolo completo con tutte le novità. 

Tecnologia
Nonostante la censura, la Cina rimane il secondo mercato per Facebook

Nonostante la censura, la Cina resta il secondo mercato per Facebook dopo gli Stati Uniti. Secondo i dati raccolti dalla società di ricerca Pivotal, quelli cinesi rappresentano il 10% dei ricavi totali del social network: 5 miliardi di dollari all'anno.

Facebook è viatato dal 2009 in Cina, ma le azione cinesi lo usano in tutto il mondo per fare pubblicità mirate. Facebook sta cercando da anni di rientrare all'interno del mercato cinese, ma per ora, non è riuscito ad assecondare le richieste delle autorità di Pechino.

America
Usa pronti a imporre sanzioni sul petrolio al Venezuela

Donald Trump potrebbe decidere di imporre sanzioni sulll'industria petrolifera venezuelana subito dopo le elezioni presidenziali che si svolgeranno questa domenica nel paese. Lo scrive Cnbc. Gli Stati Uniti insieme ad altri paesi americani sostengono che il voto di domenica sia finto e pilotato dal regime guidato da Nicolas Maduro. 

Trade
Colloqui sul commercio Usa-Cina: Pechino cede sull'acquisto di prodotti Usa

La Cina ha accettato di acquistare più prodotti e servizi americani che aveva minacciato di sospendere, ma non ha dato alcun segno sul deficit commerciale con gli Stati Uniti. Nel corso del secondo giorno di colloqui, Washington ha chiestoa Pechino di ridurlo del 50%. Per ora, tuttavia, la Cina non ha voluto impegnarsi su prodotti o servizi specifici.

Ma in realtà le due parti hanno discusso di due questioni molto importanti che per ora non hanno avuto una risposta: da una parte ZTE, che in questo momento non può acquistare parti prodotte da aziende Usa per i suoi dispositivi. Dall'altra, gli Stati Uniti vorrebbero che la Cina facesse un passo indietro sui dazi che minaccia di imporre sulla produzione agricola americana.

azionario
Wall Street: chiusura mista, terzo record di fila per il Russell 2000

La seduta a Wall Street è finita contrastata con gli investitori preoccupati di possibili tensioni commerciali tra Usa e Cina. Il Dow Jones Industrial Average è rimasto appeso alla parità per tutta la giornata mentre il Russell 2000 ha saputo mantenersi in rialzo chiudendo la terza seduta di fila da record. I principali listini hanno archiviato una settimana in calo, la prima su tre per il Nasdaq.

Il settore energetico (-0,8%) e quello finanziario (-0,8%) hanno fatto da freno con il petrolio che si è sgonfiato e con i Treasury che, nonostante il rally odierno, hanno mantenuto i rendimenti a livelli alti. Quello del decennale è rimasto sopra la soglia psicologica del 3% per la quarta seduta di fila.

Il DJIA ha aggiunto 1,11 punti a quota 24.715,09; in settimana ha perso lo 0,5%.

L'S&P 500 ha lasciato sul terreno 7,15 punti, lo 0,26%, a quota 2.712,98 chiudendo la settimana in calo di mezzo punto percentuale.

Il Nasdaq Composite ha ceduto 28,13 punti, lo 0,38%, a quota 7.354,34 archiviando la settimana in ribasso dello 0,7%.

Il Russell 2000 ha guadagnato 1,34 punti, lo 0,08%, a quota 1.626,63; in settimana è salito dell'1,3%.

Campbell Soup ha subito un tonfo del 12,4% a 34,37 dollari nel giorno in cui il Ceo se ne è andato improvvisamente e il gruppo ha pubblicato una trimestrale in perdita. La società ha citato le pressioni inflative create dai dazi voluti da Donald Trump su acciaio e alluminio.

Petrolio chiude a NY -0,3% a 71,28 dollari al barile, in settimana +0,8%

Il petrolio ha chiuso in calo la seduta odierna ma ha archiviato la terza settimana di fila in rialzo. Il contratto giugno al New York Mercantile Exchange ha finito in ribasso di 21 centesimi, lo 0,3%, a quota 71,28 dollari al barile. Il bilancio settimanale è pari a un +0,8%. Mercoledì il governo Usa aveva annunciato scorte settimanali in forte calo, più delle stime, ma una produzione record. Le tensioni in Medio Oriente, incluse quelle provocate dall'annuncio del ritiro degli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano, hanno contribuito a sostenere le quotazioni.

Finanza
Goldman Sachs: il Ceo Blankfein verso l'addio a dicembre (Nyt)

Lloyd Blankfein, il 63enne Ceo di Goldman Sachs dal 2006, potrebbe lasciare il vertice della banca di Wall Street entro dicembre. Lo scrive il New York Times secondo cui David Solomon prenderà probabilmente il suo posto e sta già "organizzando il team manageriale" del gruppo.

Dopo l'uscita (annunciata il 12 marzo scorso) di Harvey Schwartz, copresidente e codirettore operativo, Solomon è diventato l'unico a ricoprire il ruolo di presidente e direttore operativo del gruppo. Il 18 aprile scorso Blankfein aveva detto di aspettarsi che a prendere il suo posto in occasione di una sua futura uscita poteva essere proprio Solomon. Resta da capire che sostituirebbe Salomon nei panni di presidente.

Al Nyse il titolo Goldman ha ridotto le perdite (-0,65% a 237,55 dollari). Nel 2018 ha ceduto quasi il 7% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 10%.

Pressing di Trump sulle Poste Usa per raddoppiare le tariffe ad Amazon

Il presidente americano ha fatto pressione affinché le Poste Usa raddoppiassero le tariffe per la consegna di pacchi a carico di Amazon e di altre aziende. Lo scrive il Washington Post, secondo cui Donald Trump ha personalmente fatto questa richiesta in varie conversazioni tra il 2017 e il 2018.

Megan Brennan, la direttrice generale delle Poste Usa ha risposto al leader americano dicendo che ci sono accordi in essere previsti da contratti e che sono analizzati da una commissione indipendente. Trump ha ripetutamente accusato le Poste Usa di offrire di fatto dei sussidi ad Amazon, il gruppo guidato da Jeff Bezos. Quest'ultimo è proprietario del Washington Post, il cui lavoro giornalisto non è gradito dall'inquilino della Casa Bianca.

In occasione dell'ultima trimestrale, chiusa con una maxi perdita di 1,34 miliardi di dollari, Brennan aveva chiesto ai legislatori una "riforma regolatoria e legislativa immediata" che adegui il modello di business del gruppo. "Nonostante la crescita nelle nostre attività legate ai pacchi, i risultati finanziari riflettono trend sistemici nel mercato e gli effetti di un modello di business inflessibile e previsto per legge che limita la nostra capacità di generare vendite sufficienti e che ci impone costi che non possiamo permetterci", aveva detto la direttrice generale delle Poste Usa diffondendo i conti. Le vendite legate ai pacchi erano cresciute del 9,5%, cosa che ha controbilanciato quelle in calo del 2,5% della posta prioritaria. Il problema è che la consegna di quei pacchi è costata cara. La gestione dei pacchi costa di più a un servizio pensato per consegnare milioni di buste.

T-Bond in rally ma rendimento decennale resta sopra il 3%

I Treasury continuano a essere protagonisti di un rally, comunque non sufficiente per sfonfiare i rendimenti e riportare quello del decennale sotto la soglia psicologica del 3%. Quella odierna è la quarta giornata consecutiva sopra quel livello.

Secondo qualche trader, il rialzo recente dei rendimenti potrebbe essere legato al rafforzamento del dollaro, che ha portato alcune banche centrali delle economie emergenti a vendere T-Bond per sostenere le rispettive valute. Ad avere contribuito al trend recente è stato anche il rally del petrolio, visto come fonte di pressioni inflative che potrebbero portare la Fed ad alzare i tassi più rapidamente del previsto. L'inflazione erode il valore dei titoli di stato in circolazione.

Il titolo benchmark Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in ribasso al 3,069% dal 3,109% di ieri (massimo del luglio 2011). La settimana finirà con prezzi in calo visto che venerdì scorso il decennale aveva chiuso al 2,971%. Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,984%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in flessione all'1,897%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo al 2,549%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,893%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 3,214%.

economia
Fmi inizia negoziati formali con Argentina per concedere linea di credito

Dopo una riunione informale del suo board, il Fondo monetario internazionale può dare formalmente il via ai negoziati su un piano di aiuti chiesto la settimana scorsa dall'Argentina. Christine Lagarde, il direttore generale dell'istituto di Washington che ha presieduto il meeting, ha spiegato in una nota che "l'obiettivo condiviso è di raggiungere rapidamente una conclusione di questi negoziati".

Il programma di aiuti punta a creare le condizioni per una crescita "forte, sostenuta ed equa" e per una "creazione robusta di occupazione" oltre a "riportare fiducia nei mercati attraverso un chiaro programma macroeconomico che fa venire meno le esigenze di finanziamento e mette il debito pubblico su una rotta al ribasso". Lagarde ha lodato "la trasformazione dell'economia" argentina iniziata "dall'arrivo alla presidenza" del Paese di Mauricio Macri, di cui condivide gli obiettivi.

"Sebbene molte politiche siano state attuate velocemente, il governo è stato consapevole del bisogno di costruire e mantenere un consenso nel calibrare il passo dei suoi sforzi di riforma, incluso l'aggiustamento fiscale", ha continuato Lagarde aggiungendo: "Si sapeva che un tale approccio avrebbe comportato qualche vulnerabilità".

L'ex ministro francese dell'Economia ha detto che "l'Argentina si trova a fare i conti con una volatilità finanziaria significativa, in parte per via del fatto che le condizioni finanziarie sono diventate più stringenti e per via della siccità che ha messo a repentaglio la produzione agricola" della nazione. "E' in questo contesto che le autorità argentine hanno richiesto il nostro supporto per aiutare a contrastare questa volatilità di mercato e per proteggere la crescita, la creazione di posti di lavoro e la coesione sociale in Argentina". Spianando la strada alla concessione di una notevole linea di credito, Lagarde ha precisato che è il governo Macri a "possedere" il programma economico su cui discuteranno. "Questa è una partnership tra l'Argentina e l'Fmi", ha concluso il d.g. del Fondo.

Usa: invariato il numero delle trivelle petrolifere attive

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è rimasto invariato dopo essere salito per sei settimana di fila. Stando al rapporto pubblicato da Baker Hughes ogni venerdì, i pozzi sono rimasti a quota 844. Rispetto a un anno fa, c'è stato un incremento di 124 unità. Il dato resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive. In generale, il numero delle trivelle è in aumento dal giugno 2016. Il contratto del greggio a giugno al Nymex resta in calo dello 0,36% a 71,23 dollari al barile.

Cereali in rialzo al Cbot, Cina toglie misura antidumping contro sorgo Usa

I principali cereali quotati al Cbot continuano a viaggiare in rialzo. Le quotazioni sono sostenute dalla decisione della Cina di eliminare una misura antidumping presa ad aprile contro l'importazione di sorgo americano. La mossa fa ben sperare mentre a Washington continuano i negoziati tra Usa e Cina per evitare una guerra commerciale che nel peggiore dei casi andrebbe a colpire la soia Usa. Intanto i trader monitorano anche gli sviluppi politici al Congresso, dove la Camera ha bocciato un disegno di legge che garantirebbe protezioni agli agricoltori, specialmente nel caso in cui le vendite o i prezzi di materie prime come mais e frumento scendono sotto un determinato livello. Stando al dipartimento americano dell'Agricoltura (Usda), i redditi degli agricoltori Usa quest'anno rischiano di subire un calo del 7% sul 2017 ai minimi di 12 anni; il loro record fu toccato nel 2013. L'attuale impianto normativo legato al settore agricolo scade il 30 settembre prossimo; Capitol Hill dovrà approvarne un'estensione se vuole mantenere i finanziamenti in vigore. Intanto, lo Usda ha comunicato cancellazioni di vendite all'estero di semi di soia per 949mila tonnellate e ordini per l'esportazione di 168 mila tonnellate, sempre di semi di soia.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio viaggiano in aumento di 2 centesimi e mezzo, lo 0,25%, a 9,97 dollari e mezzo a bushel. Il contratto dell'olio di soia sale di 13 punti, lo 0,42%, a 31,07 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio avanza di 0,7 dollari, lo 0,19%, a 375,80 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a luglio avanza di 7 centesimi, l'1,77%, a quota 4,05 dollari e un quarto a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in rialzo di 15 centesimi e tre quarti, il 3,17%, a 5,13 dollari e un quarto a bushel.

azionario
Wall Street contrastata, Campbell Soup (-12,4%) vittima dei dazi di Trump

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano contrastati. Il Dow Jones Industrial Average è appeso alla parità mentre il Russell 2000 tenta di mantenersi in rialzo e di chiudere la terza seduta di fila da record. I principali listini si apprestano ad archiviare una settimana in calo.

L'attenzione resta sulle trattative commerciali tra Usa e Cina in corso a Washington. Per il momento l'amministrazione Trump ha ottenuto l'eliminazione di una misura antidumping presa ad aprile contro l'importazione di sorgo americano. Pechino ha invece smentito indiscrezioni secondo cui aveva offerto una riduzione di 200 miliardi di dollari dall'avanzo commerciale annuo che vanta sugli Stati Uniti. La politica commerciale protezionista di Trump - che il 23 marzo fece scattare dazi su acciaio e alluminio in arrivo in Usa - è stata citata da Campbell Soup (-12,4%) per la sua trimestrale in perdita. A marzo, il segretario al Commercio Wilbur Ross si era fatto intervistare tenendo in mano lattine delle zuppe del gruppo dicendo che le tariffe doganali controverse non avrebbero pesato. Campbell Soup la pensa diversamente.

Il Dow sale di 17 punti, lo 0,07%, a 24.731, in calo dai 24.831,17 a cui era finita la seduta di venerdì scorso.

L'S&P 500 perde 4,48 punti, lo 0,16%, a quota 2.715,65 contro 2.727,72 di una settimana fa.

Il Nasdaq scivola di 12,21 punti, lo 0,17%, a quota 7.370 da quota 7.402,88 di sette giorni fa.

Il Russell 2000 sale di 2,94 punti, lo 0,18%, a quota 1.628,23.

Il petrolio a giugno al Nymex segna un -0,35% a 71,24 dollari al barile.

Cambridge Analytica: iniziato iter della bancarotta anche in Usa

Dopo averlo fatto nel Regno Unito, Cambridge Analytica ha avviato anche negli Stati Uniti le procedure fallimentari, parte dell'iter - iniziato all'inizio del mese in corso - per chiudere l'azienda e le sue varie controllate da cui SCL USA. La società di dati che fu usata anche da Donald Trump nel corso della campagna elettorale del 2016 diede la colpa alla copertura mediatica ricevuta per spiegare la fuga di clienti, che l'ha obbligata a chiudere i battenti.

A metà marzo emerse che Cambridge Analytica aveva avuto accesso a 87 milioni di utenti Facebook senza il loro permesso. Il gruppo ha sempre negato di avere violato leggi o regolamenti del social network, che invece l'ha accusato di un "accesso improprio" alle informazioni dei suoi iscritti. Stando a documenti depositati in un tribunale fallimentare di New York per il Chapter 7 (che dà protezione a chi ricorre alla bancarotta spianando la strada alla liquidazione), la società aveva asset per 500mila dollari e debiti che spaziavano da uno a 10 milioni di dollari.

Uber: continua esodo, direttore prodotto lascia

Continua l'esodo di top manager dentro Uber Technologies. L'ultimo ad andarsene dal gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale è il direttore prodotto Jeff Holden. Si tratta del responsabile di Uber Elevate, la divisione dedicata allo sviluppo del 'taxi volante' del gruppo.

L'addio di Holden, che fu strappato da Groupon dall'ex Ceo di Uber, Travis Kalanick (cacciato lo scorso giugno per la sua leadership discutibile), si aggiunge a quello dello scorso settembre dell'avvocato di punta, Salle Yoo, e della persona responsabile di tessere le relazioni esterne all'azienda, Dave Clark. Inoltre, è dal 2015 che Uber è alla ricerca di un direttore finanziario che aiuti a mettere a punto l'Ipo del gruppo, prevista nel 2019.

Nordcorea: Usa cancellano esercitazione con B-52 con Sudcorea

Un'esercitazione militare con la Corea del Sud che prevedeva il coinvolgimento di cacciabombardieri statunitensi B-52 è stata cancellata in settimana. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari americani, secondo cui la decisione è stata presa dopo che Seul ha espresso preoccupazioni per un aumento delle tensioni con Pyongyang in vista del summit tra il leader Usa e quello nordcoreano, previsto il 12 giugno a Singapore.

Nell'esercitazione doveva partecipare anche il Giappone. "I B-52 stanno continuando la loro missione di presenza nel teatro [coreano], che qualche volta include interazioni congiunte", ha detto un funzionario Usa del Commando del Pacifico senza aggiungere altro.

La mossa confermerebbe indiscrezioni emerse dopo la decisione di martedì scorso della Corea del Nord di cancellare all'ultimo minuto un incontro di alto livello con funzionari sudcoreani. La nazione più isolata al mondo aveva rispolverato una retorica dura contro l'esercitazione congiunta Usa-Corea del Sud, iniziata venerdì scorso. Pyongyang aveva minacciato di fare saltare il summit con Trump, che ieri ha confermato che i preparativi per l'incontro procedono.

azionario
Wall Street: apertura in calo, focus su trattative commerciali Usa-Cina

La seduta a Wall Street è iniziata in calo fatta eccezione per il Russell 2000, l'indice delle società a piccola e media capitalizzazione che punta a mettere a segno il terzo record di fila. Il Dow Jones Industrial Average, l'S&P 500 e il Nasdaq rischiano di chiudere la prima settimana in calo su tre (nella settimana scorsa i listini avevano guadagnato oltre il 2% l'uno grazie alla spinta dei titoli energetici, sostenuti dall'annuncio dell'uscita degli Usa dall'accordo nucleare iraniano).

In assenza di spunti macroeconomici, gli investitori restano concentrati sulle trattative commerciali tra Usa e Cina. Iniziati ieri, i negoziati riprendono oggi a Washington. Per il momento l'amministrazione Trump ha ottenuto l'eliminazione di una misura antidumping presa contro l'importazione di sorgo americano.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow scivola di 8,4 punti, lo 0,04%, a 24.705, in calo dai 24.831,17 a cui era finita la seduta di venerdì scorso.

L'S&P 500 perde 2,82 punti, lo 0,10%, a quota 2.717,52 contro 2.727,72 di una settimana fa.

Il Nasdaq scivola di 14,36 punti, lo 0,19%, a quota 7.368,68 da quota 7.402,88 di sette giorni fa.

Il Russell 2000 sale di 8,92 punti, lo 0,55%, a quota 1.625,29.

Il petrolio a giugno al Nymex segna un -0,25% a 71,31 dollari al barile.

commercio
Giappone prende tempo per decidere ritorsioni contro dazi Usa su acciaio

Il Giappone prende tempo per decidere se e in che misura optare per ritorsioni contro gli Stati Uniti, che il 23 marzo scorso fecero scattare dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio in arrivo sul suo territorio da tutto il mondo (con qualche eccezione). Tokyo ha detto di avere il diritto di ricorrere a simili misure così come previsto dall'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), che in determinate circostanze consente alle nazioni di ricorrere a ritorsioni commerciali se credono di avere subito dazi ingiusti.

La nazione asiatica ha spiegato di non avere ancora deciso se fare ricorso al Wto (sarebbe la prima volta dal 2004). Per il momento, il Paese intende analizzare le misure Usa e calcolarne gli effetti sulle aziende giapponesi prima di procedere con ritorsioni che potrebbero avere un valore superiore ai 400 milioni di dollari.

Washington ha sempre sostenuto che i suoi dazi sono leciti. Fino ad ora l'unica nazione ad avere evitato di subire dazi su acciaio e alluminio è stata la Corea del Sud, la prima a mettere a punto un nuovo accordo commerciale con gli Usa e che prevede un limite alle esportazioni in Usa dei metalli. La Ue ha tempo fino al primo giugno per trovare un accordo e a sua volta ha ventilato ritorsioni contro gli Usa. Anche Canada e Messico sono stati temporaneamente esonerati mentre negoziano sul Nafta.

La potenziale mossa del Giappone mette il premier Shinzo Abe in una posizione difficile visto che ha sviluppato una buona relazione con Trump; giocando a golf insieme tre volte, i due si sono impegnati a lavorare insieme per promuovere la denuclearizzazione della penisola coreana.

T-Bond: prezzi in rialzo ma rendimento decennale resta sopra il 3%

I prezzi del Treasury si muovono in rialzo per la prima volta dopo quattro sedute di fila in calo. Il rendimento del decennale tuttavia resta sopra la soglia psicologica del 3% per la quarta giornata consecutiva. Il titolo benchmark Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in ribassp al 3,093% dal 3,109% di ieri (massimo del luglio 2011). La settimana finirà con prezzi in calo visto che venerdì scorso il decennale aveva chiuso al 2,971%. Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,984%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in flessione all'1,905%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo al 2,557%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,912%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in rialzo al 3,236%.

Blackstone vende quota rimanente in Hilton Worldwide

Hilton Worldwide ha annunciato l'addio di Blackstone in quanto socio. Il colosso americano del private equity ha deciso di vendere 15,8 milioni di azioni della catena alberghiera, pari a una quota di circa il 5,8%, in una serie di transazioni private. La cessione genererà circa 1,32 miliardi di dollari stando al prezzo di chiusura di ieri di Hilton, pari a 83,30 dollari. Hilton ha anche comunicato l'accordo per l'acquisto di 1,25 milioni di titoli propri da Blackstone. Alla fine Blackstone e le sue affiliate "non saranno più proprietari" di titoli Hilton. Il gruppo di private equity, che nel 2007 prese il controllo di Hilton con un'operazione di leveraged buyout da 26 miliardi, sta riducendo la quota dal 2014. Nell'aprile del 2016 aveva il 46% dei titoli di Hilton. Il mese scorso anche la cinese HNA Group ha venduto una quota in Hilton per 6,3 miliardi. Nel pre-mercato il titolo Hilton sale dello 0,1% a 83,35 dollari. Nel 2018 ha aggiunto il 4,3% e nell'ultimo anno ha aggiunto il 36%.

Food
Campbel Soup: il Ceo lascia, al via analisi strategica, trimestre in perdita

L'amministratore delegato di Campbell Soup lascia con effetto immediato il gruppo famoso in Usa per le sue zuppe. Al comando da quasi sette anni e nel gruppo da oltre 15, Denise Morrison se ne va mentre l'azienda lancia un'analisi del suo portafoglio di prodotti che conta di completare entro fine agosto. Keith McLoughlin, membro del cda dal 2016, la sostituisce in quanto Ceo ad interim.

Il giro di poltrone è stato annunciato congiuntamente a una trimestrale chiusa in perdita, segno delle difficoltà del gruppo alimentare specialmente sul fronte delle zuppe. Nei tre mesi chiusi il 29 aprile, Campbell Soup ha registrato una perdita di 393 milioni di dollari contro l'utile da 176 milioni dello stesso periodo del 2017. Al netto di voci straordinarie, gli utili per azione sono saliti del 19% annuo a 70 centesimi, meglio delle stime degli analisti per 60 centesimi. I ricavi sono aumentati del 15% a 2,125 miliardi grazie al completamento dell'acquisizione di Snyder's-Lance.

"Sebbene le vendite organiche siano state stabili in questo contesto difficile", ha detto in una nota il direttore finanziario Anthony DiSilvestro , "la performance dei margini lordi è stata inferiore alle nostre aspettative. Sulla base dei risultati del nostro terzo trimestre fiscale e l'outlook per il resto dell'esercizio, abbiamo tagliato le guidance degli utili per il 2018".

Nel pre-mercato il titolo Campbell Soup cede il 5,7% poco sotto i 37 dollari. Nel 2018 ha ceduto il 18,48% e negli ultimi 12 mesi ha perso quasi il 32%.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Numero delle trivelle petrolifere attive per la settimana chiusa oggi alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: +10 unità a quota 844.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Campbell Soup a un orario non precisato. Trimestrale di Deere & Company prima dell'apertura dei mercati.


Altri appuntamenti

Lael Brainard, membro del board della Federal Reserve, alle 8:30 (le 14:30 in Italia) parla alla ANHD Community Development Conference. Robert Kaplan, presidente della Federal Reserve di Dallas, parla alle 9:15 (le 15:15 in Italia). Il presidente statunitense Donald Trump accoglie alla Casa Bianca il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, alle 14 (le 20 in Italia).

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1779 dollari, biglietto verde in rialzo a 110,97 yen

Euro in ribasso dello 0,13% a 1,1779 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1098 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,18% a 110,97 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.286,30 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,24% a 1.286,30 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.221,80 e i 1.375,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 71,67 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,25% a 71,67 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,54 e i 72,30 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,22%, lo S&P sale dello 0,18%, il Nasdaq cresce dello 0,29%.

La seduta volatile di ieri a Wall Street è finita in leggero calo fatta eccezione per il Russell 2000 che ha messo a segno il secondo record di fila. Gli indici principali hanno comunque finito sopra i minimi intraday toccati non appena il presidente americano Donald Trump aveva espresso dubbi sull'esito dei negoziati commerciali con la Cina. Mentre la borsa Usa chiudeva i battenti, Trump incontrava alla Casa Bianca il vicepremier cinese. Questo è stato visto come un segno che le trattative condotte fino a quel momento a Washington tra la delegazione cinese e funzionari Usa erano andate bene. Arrivato a perdere 129 punti, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 54,95, lo 0,22%, a quota 24.713,98. L'S&P 500 cedeva 2,33 punti, lo 0,09%, a quota 7.382,47. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 15,82 punti, lo 0,21%, a quota 7.382,47. Il greggio a giugno al Nymex ha finito a 71,49 dollari al barile ma durante gli scambi si era spinto fino a 72,30 dollari, massimi da fine 2014.