Wall Street cede, Yellen ipotizza rialzo tassi sei mesi dopo fine QE3

Il costo del denaro resta invariato. Altro "tapering" da 10 miliardi di dollari. Cambiano le forward guidance: eliminato riferimento al target del tasso di disoccupazione al 6,5%

Wall Street chiude negativa dopo la Fed, DJ -0,7%

Wall Street ha chiuso in negativo dopo la prima conferenza stampa del presidente della Federal Reserve Janet Yellen. Il Dow Jones ha perso lo 0,7%, il Nasdaq è sceso dello 0,62% e lo S&P 500 è calato dello 0,61%. Il petrolio ha chiuso sopra quota 100 dollari al barile dopo il dato sulle scorte settimanali. Il contratto ad aprile ha aggiunto 67 centesimi, lo 0,7%, a 100,37 dollari il barile, la chiusura più alta dal 10 marzo. I rendimenti dei titoli di Stato americani sono balzati dopo il comunicato della Fed: il bond decennale ha chiuso al 2,77% e il trentennale al 3,65%. Sui mercati valutari, l'euro cala a 1,329 dollari e il biglietto verde avanza a 102,53 yen.

Fed "monitora" tensioni Ucraina-Russia ma "non vede rischi finanziari globali"

La Federal Reserve "monitora con attenzione" le tensioni tra Ucraina e Russia ma per il momento "non vede rischi finanziari globali". Lo ha detto Janet Yellen, la prima donna a ricoprire il ruolo di governatrice della Federal Reserve, nel corso della sua prima conferenza stampa successiva a una riunione del Federal Open Market Commettee, il braccio di politica monetaria della Fed.

Yellen: stessi valori Bernanke, sua agenda era "molto buona"

Il nuovo presidente della Federal Reserve Janet Yellen condivide con il suo predecessore Ben Bernanke "gli stessi valori" e un'agenda "molto buona", che deve essere portata avanti.Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a conclusione della riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed.

"Mi impegnerò a fondo e con tutta me stessa per fare in modo che la ripresa trovi slancio e faccia progressi quanto più possibile rapidi", ha detto Yellen, sottolineando che "questo era lo stesso desiderio di Bernanke."C'è ancora molto lavoro da fare e la lista delle cose da fare è molto lunga", ha detto il presidente della Fed, secondo cui la profonda recessione che gli Stati Uniti hanno dovuto attraversare "ha pesato sull'economia e pesa ancora sulla ripresa".

Fed: Yellen ipotizza primo rialzo tassi 6 mesi circa dopo fine QE3

La Federal Reserve potrebbe optare per il primo rialzo dei tassi di interesse circa sei mesi dopo la fine del piano di acquisto di Treasury e bond ipotecari, noto come il terzo round di quantitative easing (allentamento monetario). Lo ha detto Janet Yellen, la prima donna a ricoprire il ruolo di governatrice della Federal Reserve.

Nel corso della sua prima conferenza stampa successiva a una riunione del Federal Open Market Commette, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, Yellen ha risposto a chi chiedeva chiarimenti in merito alla parte del comunicato diffuso oggi dalla banca centrale in cui si parla di "un periodo di tempo considerevole" in cui verranno mantenuti i tassi di interesse ai minimi storici "anche dopo che il piano di acquisto di bond [oggi tagliato di altri 10 miliardi di dollari a un valore totale mensile di 55 miliardi di dollari] sarà finito".

Presupponendo che il piano di acquisto di bond termini il prossimo autunno come atteso, un rialzo del costo del denaro potrebbe verificarsi in primavera.

Fed, Yellen: aumento tassi interesse sarà graduale

Le previsioni della Banca centrale americana suggeriscono che l'aumento dei tassi di interesse, una volta che sarà deciso, "sarà solo graduale". In ogni caso, il cambio delle guidance "non indica un cambiamento della politica della Federal Reserve".Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a conclusione della riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed, sottolineando che, se le cose proseguiranno sul ritmo attuale, la Banca centrale comincerà a discutere di un eventuale aumento dei tassi il prossimo autunno.

In ogni caso, andando avanti la politica monetaria continuerà a essere legata alle evoluzioni delle condizioni economiche e il costo del denaro potrà restare ai minimi storici "anche dopo che i target saranno raggiunti". Yellen, che ha spiegato come il comunicato finale di gennaio è forse stato "eccessivamente ottimistico", ha inoltre sottolineato che "i contrari provocati dalla crisi hanno richiesto tempo per sparire e in certa misura sono ancora percepibili".

Fed: Yellen, maltempo ha pesato sull'economia nel primo trimestre 2014

"Di sicuro il maltempo ha giocato un ruolo cruciale nell'indebolire l'attività economica nel primo trimestre" del 2014. Lo ha detto Janet Yellen, la prima donna a ricoprire il ruolo di governatrice nei 100 anni di storia della Federal Reserve.

Nel corso della sua prima conferenza stampa successiva a una riunione del Federal Open Market Commette, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, Yellen ha precisato però che per quanto importante, il maltempo "non è l'unico fattore ad avere pesato sull'economia".

Nymex: il rame ha chiuso in aumento a New York

Il rame ha finito la seduta in aumento azzerando le perdite poco prima del comunicato della Federal Reserve. Il contratto più attivo, quello con scadenza a maggio, ha guadagnato l'1.2% a 2,9785 dollari il pound.

Yellen: poco cambiato su stime economia, piena occupazione lontana

Rispetto alle stime economiche di dicembre "molto poco è cambiato" e le stime "sono sostanzialmente identiche" e, in generale, parlano di un miglioramento della congiuntura. Tuttavia le condizioni economiche attuali continuano a richiedere "una politica monetaria altamente accomodante", anche perché il mercato del lavoro è ancora lontano da una situazione di piena occupazione.

Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a conclusione della riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed, spiegando tuttavia che "il solo tasso di disoccupazione non è sufficiente" a dare una valutazione dell'andamento del mercato del lavoro.

Fed: Yellen, "forward guidance" sono state "efficaci"

Il cambiamento delle cosiddette "forward guidance" deciso oggi dalla Federal Reserve non è stato deciso perché le dichiarazioni in merito al futuro corso delle sue politiche monetarie "non hanno funzionato", anzi. Esse sono state "efficaci". Lo ha detto Janet Yellen, la prima donna a ricoprire il ruolo di governatrice nei 100 anni di storia della Federal Reserve.

Nnel corso della sua prima conferenza stampa successiva a una riunione del Federal Open Market Commette, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, Yellen ha spiegato che la banca centrale ha voluto eliminare ogni riferimento al target del tasso di disoccupazione del 6,5% - raggiunto il quale, in base a quanto deciso nel dicembre 2012, i tassi di interesse potrebbero essere alzati - perché il tasso di disoccupazione stesso si sta avvicinando a quel "threshold". A febbraio quel tasso è arrivato al 6,7% e il mercato è portato a temere appunto che il costo del denaro rischi di salire prima del previsto.

Ma come già contenuto nel comunicato diffuso dalla Fed oggi, Yellen ha aggiunto che per valutare il mercato del lavoro "è appropriato guardare a molte più cose" che il semplice tasso di disoccupazione.

Yellen: guidance diverse, ma non cambiano intenzioni Fed

I cambiamenti delle guidance "non cambiano nulla delle intenzioni" della Fed, ma "chiariscono come la situazione evolverà" in termini di strategia monetaria. Lo ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen durante la conferenza stampa a conclusione della riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed.Il numero uno della Banca centrale americana, alla sua prima conferenza stampa da presidente, ha precisato che "nonostante alcuni dati macroeconomici più deboli, le previsioni sull'economia rimangono ampiamente invariate".

Yellen ha anche precisato che "molto poco è cambiato" rispetto a dicembre in termini di spesa e produzione. Yellen ha inoltre detto di prevedere che l'inflazione "si muoverà gradualmente" verso l'obiettivo del 2%, considerato ottimale dalla Banca centrale. Anche il mercato del lavoro andrà verso "un continuo miglioramento", con un progressivo miglioramento della partecipazione alla forza lavoro.

Fed: tassi bassi, toglie riferimento a tasso disoccupazione 6,5%

La Federal Reserve ha deciso di "aggiornare" le cosiddette "forward guidance", le dichiarazioni in merito al futuro corso delle sue politiche monetarie modificando quello che tra gli investitori è note come "threshold". Al termine della riunione iniziata ieri, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana ha deciso di non fare più riferimento nel suo comunicato al tasso di disoccupazione del 6,5%, raggiunto il quale la Fed avrebbe in teoria iniziato a prendere in considerazione un eventuale rialzo dei tassi.

Da oggi gli investitori non dovranno più guardare con apprensione al tasso di disoccupazione, che a febbraio era arrivato al 6,7%. Con l'intento infatti di garantire "massima occupazione e stabilità dei prezzi", la Fed ha affermato che "una politica monetaria altamente accomodante resta appropriata".

Inoltre, nel determinare per quanto tempo manterrà i tassi di interesse attualmente compresi nell'intervallo 0-0,25% la Fed valuterà il da farsi prendendo in considerazione "un ampio insieme di informazioni inclusi fattori sulle condizioni del mercato del lavoro, indicatori sulle pressioni inflative e aspettative sull'inflazione, così come letture e sviluppi finanziari".

Nonostante questa modifica, l'istituto guidato da Janet Yellen sostiene che "sarà ben appropriato mantenere l'attuale intervallo sui tassi per un periodo di tempo considerevole anche dopo che il piano di acquisto di bond [oggi tagliato di altri 10 miliardi di dollari a un valore totale mensile di 55 miliardi di dollari] sarà finito, soprattutto se l'inflazione resta sotto il target del 2%" fissato nel mandato della Fed.

Fed cambia linguaggio legato a rialzo futuro dei tassi

Con l'intento di tranquilizzare i mercati e fare capire che i tassi di interesse resteranno ai minimi storici per un lungo periodo di tempo, la Federal Reserve ha deciso di modificare il suo linguaggio per quanto riguarda le cosiddette "forward guidance", le dichiarazioni in merito al futuro corso delle sue politiche monetarie.

La Fed attualmente opera sulla base di due target, i cosiddetti "threshold", fissati nel dicembre del 2012: in pratica, il costo del denaro non salirà prima che il tasso di disoccupazione sia sceso sotto il 6,5% e/o l'inflazione non sia salita oltre il 2,5%. Siccome il tasso di disoccupazione a febbraio si è attestato al 6,7%, vicino dunque a uno dei due threshold, la banca centrale americana ha deciso oggi di abbandonare il threshold relativo al 6,5% perché considerato troppo limitato per rappresentare un indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro.

Nel comunicato di gennaio la Fed aveva detto che i tassi resteranno nell'intervallo 0-0,25% "almeno fino a quando" il tasso di disoccupazione resta sopra il 6,5% e l'inflazione sembra con ogni probabilità rimanere sotto il 2,5%". In un altro punto di quel comunicato, l'istituto centrale aveva spiegato che il costo del denaro resterà sui minimi "ben dopo" la discesa del tasso di disoccupazione sotto il 6,5%.

Fed taglia di 10 miliardi dlr/mese il piano di acquisto di bond

Come da attese, la Federal Reserve ha optato un'altra volta per il "tapering". Come deciso a dicembre e gennaio scorsi, la banca centrale americana ha tagliato di 10 miliardi dollari il ritmo con cui acquista ogni mese Treasury e bond ipotecari. A partire dal mese prossimo, il terzo round di allentamento monetario pensato per stimolare l'economia americana raggiungerà così un valore mensile di 55 miliardi di dollari, di cui 30 miliardi di dollari in Treasury e 25 miliardi nelle cosiddette mortgage backed securities.

Fed stima Pil 2015 a 3-3,2%; disoccupazione a 5,6-5,9%

Per il 2015 la Banca Centrale americana prevede un aumento del Pil tra il 3 e il 3,2%, contro il range tra il 3 e il 3,4% stimato a dicembre, un tasso di disoccupazione tra il 5,6 e il 5,9% (la stima precedente parlava del 5,8-6,1%) e un'inflazione "core" tra l'1,7 e il 2%, contro la forchetta tra l'1,6 e il 2% stimata a dicembre.

Da segnalare che, per quanto riguarda l'inflazione, la Banca centrale americana considera ottimale un valore attorno al 2%.Per il 2015, a fronte di una crescita in un range tra il 2,5 e il 3% (contro la forchetta tra il 2,5 e il 3,2% precedente), è previsto un tasso di inflazione “core” tra l'1,8 e il 2% (in linea con la stima precedente) e un tasso di disoccupazione tra il 5,2 e il 5,6%, contro il range tra il 5,3 e il 5,8% stimato tre mesi fa.

Fed stima Pil 2014 a 2,8-3%; taglia attese disoccupazione a 6,1-6,3%

La Federal Reserve ha leggermente ritoccato al ribasso le stime sulla crescita dell'anno in corso. La Banca centrale americana ha rivisto anche le previsioni sulla disoccuapazione, che sarà più bassa di quanto precedentemente anticipato. Per il 2014, la Banca Centrale americana attende ora una crescita del prodotto interno lordo tra il 2,8 e il 3%, mentre a dicembre aveva previsto una forchetta tra il 2,8 e il 3,2%. Le stime diffuse dalla Banca Centrale americana sono arrivate al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca Centrale, durante la quale i tassi di interesse sono rimasti fermi a un range tra lo 0 e lo 0,25%, si è deciso di proseguire con il tapering ed è stato rivisto il linguaggio delle guidance. Le precedenti previsioni erano state pubblicate dopo il meeting di dicembre.

Quest'anno il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi all'interno di una forchetta tra il 6,1 e il 6,3%, meno del range tra il 6,3 e il 6,6% previsto in precedenza. Per quanto riguarda l'inflazione, il dato 2014 si dovrebbe attestare tra l'1,5 e l'1,6%, contro il range tra l'1,4 e l'1,6% previsto a dicembre, mentre per la componente "core", quella epurata dalle componenti più volatili come i prezzi di energia e generi alimentari, le stime sono ora per una forchetta tra l'1,4 e l'1,6%, in linea con la stima precedente.

Wall Street aumenta le perdite dopo la Fed, DJ -0,48%

Wall Street peggiora la performance dopo la Fed. Il Dow Jones perde lo 0,48% a 16.257,97 punti, il Nasdaq cede lo 0,42% a 4.314,97 punti e lo S&P 500 cala dello 0,46% a 1.863,69 punti. I titoli di Stato americani aumentano le perdite con il rendimento del benchmark decennale in rialzo al 2,7%. Si rafforza il dollaro con l'euro sui minimi intraday a quota 1,3884.

Fed come previsto lascia tasso interesse fermo in range 0-0,25%

Come ampiamente previsto, la Federal Reserve ha deciso di lasciare i tassi di interesse a un range tra lo 0 e lo 0,25%, il minimo storico a cui erano stati portati nel dicembre 2008. La riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, era iniziata ieri ed è la seconda del 2014, la prima presieduta da Janet Yellen (il mandato di Ben Bernanke è scaduto il 31 gennaio e la riunione si era tenuta il 29 e 30 gennaio).

In parallelo al comunicato, la Banca centrale americana ha diffuso anche l'aggiornamento delle stime sull'economia per l'anno in corso e per i prossimi. A seguire è invece in calendario la conferenza stampa di Yellen, la prima come presidente della Banca centrale americana.

United Health(+2,63%) guida i rialzi sul DJ

A metà seduta guadagnano telecomunicazioni e titoli dell'health-care mentre soffrono industriali e utilities. Sul Dow Jones United Health si conferma miglior titolo tra le 30 blue chip con un aumento del 2,63% mentre in coda al listino si piazza General Electric che perde lo 0,88%. torna sopra la parità Oracle (+0,02%) che aveva aperto in forte perdita in seguito alla trimestrale diffusa ieri a chiusura mercati. Inverte la rotto anche FedEx che invece scivola in ribasso dopo la delusione per i conti. Infine Juniper Networks avanza del 2,45% grazie ad un upgrade da parte degli analisti di Wells Fargo che hanno alzato il rating sul titolo a "outperform" da "market perform".

Wall Street: sulla parità a metà seduta, (DJ +0,02%), attesa per la Fed

A metà seduta Wall Street continua sulla parità in attesa dell'esito della due giorni di riunioni del FOMC, il comitato monetario della Federal Reserve e la conferenza stampa di Janet Yellen. Gli investitori non si aspettando sorprese dalla banca centrale americana che dovrebbe tagliare di altri 10 miliardi di dollari il suo piano di acquisto sul mercato di Treasury e bond ipotecari, scendendo così a complessivamente 55 miliardi di dollari al mese. In questo momento, il Dow Jones avanza dello 0,02% a 16.339,91 punti, il Nasdaq cede lo 0,07% a 4.330,31 punti e lo S&P 500 cresce dello 0,03% a 1.872,75 punti. Il petrolio ad aprile aggiunge lo 0,17% a 99,87 dollari il barile.

In arrivo domani risultati quarto round "stress test" chiesti dalla Fed

Saranno pubblicati domani i risultati del quarto round di "stress test", le valutazioni sulla tenuta delle banche in caso di una nuova grave crisi che la Federal Reserve conduce sui dieci maggiori istituti americani. I primi test sono stati effettuati nel 2009 e all'epoca la Banca centrale americana, una volta visti i risultati, chiese alle banche di raccogliere ulteriori 75 miliardi di dollari complessivi per assorbire l'impatto di un eventuale deterioramento dell'economia.

Da allora l'economia è migliorata e lo stesso si può dire dei conti e dei titoli delle banche (le azioni di Bank of America, JP Morgan Chase e Citigroup salgono rispettivamente del 97, 78 e 61% rispetto a cinque anni fa). I risultati degli stress test che saranno pubblicati domani daranno nuove indicazioni sullo stato di salute delle banche americane, che sperano di ricevere dalla Fed autorizzazione ad aumentare i dividendi pagati agli azionisti.

Banche Usa rispettano intesa da 25 mld $ aiuto proprietari case in difficoltà

Le maggiori banche americane hanno rispettato l'obbligo di aiutare i proprietari di case in difficoltà imposto dal patteggiamento da 25 miliardi di dollari trovato l'anno scorso con le autorità di regolamentazione americane. Come riporta il Washington Post, il tribunale incaricato di verificare che i termini dell'accordo fossero rispettati, ha stabilito che Bank of America, JP Morgan Chase, Wells Fargo, Citigroup e Ally Financial si sono tutte attenute a quanto stabilito, agevolando tra l'altro i propri clienti in difficoltà con misure per ricontrattare il mutuo o ad abbassare il debito da rimborsare.

L'accordo prevedeva che fossero destinati complessivamente 20 miliardi dollari ad aiuti di varia natura per le famiglie, mentre gli istituti hanno finora usato un totale di 50 miliardi per assistere circa 600.000 famiglie.

Business Roundtable: Ceo Usa più ottimisti, in arrivo nuovi investimenti

Le aziende americane sono sempre più ottimiste sulla crescita americana e prevedono un incremento degli investimenti nei prossimi sei mesi. Secondo la Business Roundtable, associazione che riunisce gli amministratori delegati delle maggiori 200 società americane, l'indice che misura la fiducia dei Ceo è cresciuto a 92,1 punti nel primo trimestre, il massimo in due anni. In particolare, il 50% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti nei prossimi sei mesi, una percentuale più alta del 39% del trimestre scorso.

Le spese maggiori saranno effettuate per l'acquisto di computer e macchinari, mentre solo il 37% dei Ceo prevede di aumentare le assunzioni nei prossimi sei mesi (una percentuale comunque più alta rispetto al 34% di tre mesi fa). Per l'anno in corso gli amministratori delegati attendono una crescita dell'economia pari al 2,4%, meglio dell'1,9% dell'anno scorso, ma al di sotto del 3% circa atteso dagli analisti. A fine 2013 i Ceo si erano mostrati preoccupati dalla mancanza di accordo sul budget, trovato successivamente, e avevano prospettato un altro anno di crescita lenta.

Private equity Fortress punta su fondo bitcoin da 150 mln $

La private equity americana Fortress Investment Group, la prima società di Wall Street ad avere scommesso su bitcoin, investirà in un fondo da 150 milioni di dollari destinato proprio agli entusiasti delle valute digitali. Come riporta il Financial Times, in cambio di fondi per 13 milioni di dollari Fortress riceverà una quota di Pantera Capital Management, il gestore del fondo Pantera Bitcoin Partners, che si occupa dell'acquisto e della vendita di bitcoin.

A investire saranno anche il fondo Ribbit Capital e Benchmark, società di venture capital californiana che ha puntato anche su Twitter e Snapchat. Pantera è stata fondata nel 2003 da Dan Morehead, ex direttore finanziario di Tiger Management e ora pronto a reinventarsi nel mondo di bitcoin. "Bitcoin può trasformare il modo in cui spostiamo il denaro. Le promesse e le possibilità sono molto ampie", ha detto Morehead.

Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

I cereali a Chicago hanno aperto la seduta con andamenti contrastati, con gli investitori che optano per la cautela e attendono notizie dal fronte economico americano. Il contratto del mais a maggio cede 2 centesimi e un quarto a 4,84 dollari a bushel. I future del frumento a maggio arretrano di 5 centesimi a 6,87 dollari a bushel.

Per quanto riguarda la soia, i future dei semi con scadenza a maggio salgono di 11 centesimi e un quarto a 14,29 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a maggio cresce di 2 dollari a 457,50 dollari a tonnellata e l'olio a maggio acquista 37 punti a 42,64 centesimi al pound.

Oracle: titolo sotto pressione dopo trimestrale deludente

Oracle perde in borsa dopo aver riportato una trimestrale deludente. Il titolo del colosso informativo è in calo di quasi il 3% questa mattina a Wall Street. Oracle ieri sera ha annunciato un aumento dei profitti del 2% a 2,56 miliardi nel suo terzo trimestre fiscale terminato il 28 febbraio. Il giro d'affari è a sua volta lievitato del 4% a 9,31 miliardi. I risultati hanno tuttavia deluso le previsioni degli analisti.

Più in dettaglio, l'azienda ha fatto sapere che le cruciali vendite di nuovo software e di abbonamenti per l'accesso a programmi via Internet sono a loro volta cresciute del 4%, rispetto a pronostici compresi tra il 2% e il 12 per cento. "Devono ancora fare molta strada prima di poter dichiarare che la riscossa ha avuto luogo", ha commentato l'analista di Fbr Dan Ives.

Scorte settimanali petrolio in rialzo, in calo benzina e distillati

Nella settimana conclusa il 14 marzo le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono cresciute di 5,85 milioni di barili a 375,852 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 2,3 milioni di barili dopo l'aumento di 6,18 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 1,467 milioni di barili, a 222,299 milioni, dopo il calo di 5,23 milioni di barili dei sette giorni precedenti e il ribasso di 900.000 unità previsto.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono scese di 3,097 milioni di barili a 110,846 milioni, mentre le stime erano per una frenata di 600.000 unità, dopo il rallentamento di 530.000 barili della settimana precedente. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato all'85,6%, in ribasso rispetto all'86% del dato precedente e meno dell'85,8% previsto.

Commissioni Ipo Alibaba per le banche potrebbero salire a 400 milioni

Le commissioni che la banche intascheranno per il collocamento azionario iniziale di Alibaba sulla borsa americana potrebbe ammontare a 400 milioni di dollari, ben più dei 260 milioni inizialmente ipotizzati. Un simile guadagno sarebbe il quarto più alto nella storia delle Ipo americane. Il record spetta a Visa, che pagò 533,7 milioni in commissioni nel 2008. La nuova stima che circola a Wall Street è legata all'attesa che Alibaba paghi una percentuale del 2% della raccolta di capitali grazie al collocamento e che questa raccolta si avvicini ai 20 miliardi.

Al 2% la percentuale sarebbe comunque circa la metà della media versata dai collocamenti superiori al miliardo. Sarebbe però quasi il doppio dell'1,1% pagato da Facebook per il suo sbarco in Borsa. Le banche che dovrebbero dividersi il bottino sono JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Credit Suisse e Deutsche Bank, con in misura minore Citigorup. Alibaba dovrebbe incontrare le banche la prossima settimana per stabilire condizioni e commissioni del collocamento.

FedEx: trimestrale danneggiata dal maltempo, che frena le spedizioni

Federal Express e' stata danneggiata dal maltempo nell'ultimo trimestre: le cattive condizioni atmosferiche sono costate all'azienda 125 milioni di dollari. I profitti del terzo trimestre fiscale, concluso il 28 febbraio, sono stati di 378 milioni, in rialzo rispetto ai 361 milioni dell'anno scorso ma inferiori alle attese degli analisti. Gli utili per azione sono stati pari a 1,23 dollari contro gli 1,45 attesi.

Il fatturato e' da parte sua salito del 3,2% a 11,3 miliardi contro gli 11,44 miliardi pronosticati dal mercato. Gli analisti prevedono che tutte le società di trasporti, nelle prossime settimane, riportino un calo tra il 10% e il 25% negli utili attribuibile alle ondate di neve e di gelo che si sono abbattute quest'inverno sugli Stati Uniti.

Toyota: accordo con Giustizia Usa da 1,2 mld $ in causa difetti acceleratore

Dopo un'inchiesta penale durata quattro anni, si chiude per Toyota Motor lo spinoso capitolo della causa legata al presunto malfunzionamento dell'acceleratore di alcune vetture, che acquistavano velocità anche se i conducenti cercavano di frenare. Il difetto era emerso nel 2009 ed erano stati denunciati incidenti, che nel 2010 avrebbero provocato la morte di cinque persone.

Il dipartimento alla Giustizia americano ha annunciato in una nota di avere trovato un accordo con la società giapponese, che pagherà una multa da 1,2 miliardi di dollari, la più alta mai inflitta a una casa automobilistica. L'accordo include anche un "deferred prosecution agreement", un accordo di sospensione in via cautelare, per un capo di accusa di frode. Se Toyota si atterrà ai termini dell'intesa, il dipartimento alla Giustizia lascerà cadere le accuse entro tre anni. Leggi l'articolo.

Balzo KP Home in avvio, in forte calo Oracle

Nei primi minuti di scambi i listini si assestano sugli andamenti dell'apertura, riducendo leggermente i cali: il Dow Jones cede lo 0,09%, il Nasdaq arretra dello 0,20% e lo S&P 500 perde lo 0,09%. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il rialzo di FedEx, che sale dello 0,88% pur avendo riportato risultati di bilancio inferiori alle stime.

In ribasso invece Oracle (-2,94%), che ha visto crescere fatturato e profitti meno di quanto attendevano gli analisti. Bene invece KB Home che, dopo avere guadagnato il 7% nel premercato, sale ora del 9% dopo avere virato in attivo nel suo primo trimestre fiscale. Sul versante automobilistico, piatta General Motors, che sale dello 0,1%, all'indomani delle parole dell'amministratore delegato Mary Barra, che si è impegnata a migliorare gli standard di sicurezza dei veicoli, anche nominando un responsabile globale.

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