Wall Street in attesa delle decisioni della Fed

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Wall Street si sgonfia con incertezze commerciali, focus sulla Fed

La seduta a Wall Street è finita poco mossa e di poco sopra ai minimi intraday. Per il Dow Jones Industrial Average è stato il primo calo, seppur frazionale, dopo quattro giornate di scambi.

Partiti in buon rialzo, i listini si sono indeboliti per colpa di indiscrezioni contrastanti sull'andamento dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Per il Wsj, si lavora a un accordo entro fine aprile. Per Bloomberg, c'è il rischio che la Cina faccia un passo indietro rispetto ad alcuni impegni presi. Il presidente americano, Donald Trump, ha detto che le trattative vanno "molto bene".

Nel frattempo, gli investitori si preparano alla conclusione della seconda riunione della Federal Reserve. E' dato per scontato che domani i tassi restino al 2,25-2,5%; l'attenzione sarà rivolta al numero delle strette previste nel 2019 e alla tempistica della fine della normalizzazione del bilancio della Fed.

Boeing ignora l'avvio dell'inchiesta sull'iter che ha portato all'approvazione del suo 737 Max 8, il jet protagonista il 10 marzo scorso di un incidente mortale in Etiopia. Già da domenica girava voce di questa indagine da parte del ministero dei Trasporti Usa.

Facebook si è scusato per avere temporaneamente bloccato il guru dei social media del presidente americano Donald Trump, che aveva promesso di "volere capire cosa sia successo".

Il Dow ha perso lo 0,05% a 25.900 ma nel corso della giornata aveva superato di nuovo la soglia psicologica dei 26mila punti. L'S&P 500 ha perso lo 0,01% a quota 2.832. Il Nasdaq Composite ha finito in rialzo dello 0,12% a 7.723.

Il petrolio ha chiuso in ribasso dello 0,1% a 59,03 dollari al barile.

Il rendimento del Treasury a 10 anni ha finito al 2,614% dal 2,605% di ieri.

Boeing: Usa ordinano inchiesta su approvazione Faa del 737 Max 8

Il dipartimento americano dei Trasporti ha lanciato un'inchiesta sull'iter con cui la Federal Aviation Administration (Faa) ha approvato il 737 Max 8, il jet prodotto da Boeing protagonista di due incidenti mortali in cinque mesi nei quali sono morte complessivamente 346 persone. L'ultimo è avvenuto il 10 marzo in Etiopia, e come quello al largo dell'Indonesia, l'incidente ha visto l'aereo precipitare poco dopo il decollo.

La segretaria americana ai Trasporti, Elaine Chao, ha inviato un memo all'ispettore generale del dipartimento, Calvin Scovel, formalizzando la richiesta dell'indagine sulla Faa, parte del dipartimento. "La sicurezza è la priorità numero uno per il dipartimento", ha detto Chao nel memo chiedendo un'analisi "oggettiva e dettagliata sulla storia delle attività che hanno portato a certificare il 737 Max 8". Al Nyse Boeing sta perdendo slancio (+0,20% a 373,03 dollari).

Nel frattempo è attesa già oggi la conferma della nomina di Steve Dickson, con un passato in Delta Air Lines, come numero uno permanente della Faa, che dal gennaio 2018 era guidata ad interim dall'esperto di aviazione Daniel Elwell.

Google lancia Stadia per giocare ai videogame in streaming

Google si dà al business dei videogame. Via cloud. La controllata del colosso tecnologico Alphabet ha lanciato un nuovo servizio chiamato "Stadia" che consente alle persone di giocare ai videogame senza dovere comprare console o altro hardware. La nuova piattaforma permette di giocare in streaming via smartphone, pc, tablet e schermi tv utilizzando il browser Chrome.

A dare l'annuncio è stato il Ceo di Google, Sundar Pichai, durante la Game Developers Conference annuale a San Francisco (California). Il lancio della piattaforma - che ha portato alla creazione di una nuova divisione dentro Google, Stadia Games and Entertainment - è atteso nel 2019. Secondo gli analisti, la mossa di Google potrebbe fare crescere di 130 miliardi di dollari il settore dei videogame attraendo persone che fino ad ora non hanno voluto spendere centinaia di dollari per comprare hardware come la PlayStation di Sony o l'Xbox di Microsoft. Nel frattempo la stessa Microsoft e Nvidia stanno sviluppando soluzioni simili a Stadia, chiamate rispettivamente Project xCloud e GeForce NOW.

Trump favorevole a ingresso Brasile a Ocse

Il presidente americano, Donald Trump, ha detto che sosterrà l'ingresso del Brasile nell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Nel corso di una conferenza stampa congiunta nel giardino della Casa Bianca, il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha dato il benvenuto al supporto degli Stati Uniti nell'ingresso della sua nazione all'organizzazione parigina che attualmente ha 36 membri, tra cui gli Stati Uniti (e l'Italia). Cina e India non ne fanno parte. Trump ha anche detto che intende designare il Brasile come un grande alleato ex Nato degli Stati Uniti, "o magari un alleato della Nato".

Petrolio chiude a NY -0,1% a 59,03 dollari al barile

Reduce da cinque sedute su sei in rialzo, il petrolio a New York oggi è scivolato. Il contratto aprile al Nymex ha perso 6 centesimi, lo 0,1%, a 59,03 dollari al barile.

All'inizio della giornata il greggio aveva continuato a correre ancora per l'effetto dell'impegno dell'Opec+ a ridurre la produzione. Poi lo slancio è venuto meno con l'emergere di indiscrezioni contrastanti sull'andamento dei negoziati commerciali tra Usa e Cina. Per il Wsj, si lavora a un accordo entro fine aprile. Per Bloomberg, c'è il rischio che la Cina faccia un passo indietro rispetto ad alcuni impegni presi. Domani, nel giorno in cui la Federal Reserve concluderà la sua seconda riunione dell'anno, sono in arrivo le scorte settimanali di petrolio: le attese sono per un rialzo di 800mila barili.

Trump, voglio designare Brasile come grande alleato "magari Nato"

Il presidente americano, Donald Trump intende designare il Brasile come un grande alleato ex Nato degli Stati Uniti, "o magari un alleato della Nato". Lo ha detto lo stesso Trump nel corso del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro. Quest'ultimo ha confermato in conferenza che i due hanno discusso della possibilità che il Brasile diventi "un grande alleato extra Nato".

I due Paesi si sono impegnati a ridurre le barriere commerciali e a finalizzare un accordo che consentirebbe alle aziende Usa di usare il Brasile come base per lanci nello spazio.

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Usa e Cina al lavoro per siglare accordo commerciale entro fine aprile

Le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina vanno "molto bene". Lo ha ripetuto il presidente americano, Donald Trump, alla fine della conferenza stampa congiunta con il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro. Le sue parole seguono indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo cui i negoziatori delle due nazioni stanno pianificando un nuovo round di negoziati a partire dalla settimana prossima.

Nella settimana del 25 marzo il rappresentante commerciale Usa, Robert Lighthizer, e il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, dovrebbero volare a Pechino per incontrare il vice premier cinese Liu He. Sempre secondo le fonti del Wsj, Liu si richerà poi nella capitale Usa nella settimana successiva. L'obiettivo sarebbe quello di raggiungere un accordo entro la fine di aprile, un mese dopo quanto inizialmente previsto.

La nuova Fox inizia scambi da società autonoma, nel cda entra Paul Ryan

La nuova Fox frutto dello scorporo da 21st Century Fox ha iniziato oggi gli scambi in borsa come azienda autonoma e ha nominato una serie di nuovi membri del suo consiglio di amministrazione, in cui siede il magnate dei media Rupert Murdoch. Tra di loro c'è Paul Ryan, colui che dal 2014 al 2019 è stato lo speaker repubblicano della Camera Usa.

Fox Corporation (questo il nome della nuova Fox) è quotata al Nasdaq con due classi di titoli aventi i seguenti simboli: FOXA e FOX. Nel gruppo sono finiti gli asset televisivi come Fox News e Fox Sport che non sono stati ceduti a Walt Disney, a cui invece sono andati gli asset dell'intrattenimento di 21st Century Fox in una operazione da 71,3 miliardi di dollari. Essa comprende gli studi cinematografici Twentieth Century Fox, le reti via cavo FX e National Geographic e attività internazionali come Star India.

Lachlan K. Murdoch, presidente e Ceo della nuova Fox, ha detto una nota: "Siamo felici di dare il benvenuto ai nuovi colleghi nel cda di Fox. Siamo impazienti di lavorare con loro e di essere guidati mentre iniziamo questo nuovo capitolo con l'impegno di fornire la migliore programmazione nell'informazione, nello sport e nell'intrattenimento".

Il titolo di Classe A di Fox cede il 3,7% a 40,15 dollari. Quello di classe B cede il 3,7% a 39,35 dollari. Disney sale dello 0,16% a 113,30 dollari.

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Goodyear Tire riorganizza due fabbriche tedesche, 1.100 esuberi

Goodyear Tire & Rubber ha approvato un piano per "modernizzare" le sue fabbriche di pneumatici Goodyear Dunlop a Hanau e Fulda, in Germania, "come parte della strategia dell'azienda di rafforzare la competitività" delle sue attività manifatturiere e di aumentare "la sua produzione di pneumatici premium".

Il gruppo americano ha detto di aspettarsi circa 1.100 esuberi, risultato dei "cambiamenti nelle fabbriche, del miglioramento nell'efficienza dato da nuove attrezzature e dalla decisione di ridurre la produzione di pneumatici per i segmenti in calo e meno redditizi". E' quanto emerge da un documento depositato dall'azienda presso l'autorità di borsa Usa. Il piano, ha precisato Goodyear, è soggetto a consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori. Il gruppo conta di completare il suo piano nel corso del 2022.

Goodyear si aspetta oneri al lordo delle imposte di almeno 135 milioni di dollari, di cui 125 milioni in contanti. Del totale, 90 milioni saranno inclusi nei risultati del primo trimestre del 2019. Una volta completato il suo piano, il gruppo si aspetta un aumento della produttività in ambo le fabbriche. Inoltre, i risparmi che ne risulteranno "dovrebbero migliorare l'utile operativo nella regione Europa, Medio Oriente e Africa di 60-70 milioni di dollari su base annualizzata nel corso di tre anni a cominciare dal 2020".

Al Nasdaq il titolo Goodyear ha accelerato al rialzo (+2,10% a 18,16 dollari). Da gennaio il titolo ha perso oltre l'11% e negli ultimi 12 mesi ha ceduto quasi il 36%.

Trump: Facebook, Google e Twitter dalla parte della sinistra radicale

"Facebook, Google e Twitter, senza considerare i media corrotti, sono così tanto dalla parte dei democratici della sinistra radicale. Ma non temete, vinceremo comunque, proprio come fatto in passato". Lo ha scritto Donald Trump, il 45esimo presidente americano, su Twitter.

Usa: +0,1% ordini alle fabbriche a gennaio, in linea a stime

Gli ordini alle fabbriche statunitensi sono saliti a gennaio, esattamente come previsto dagli analisti. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento del Commercio, il dato è cresciuto dello 0,1% sul mese precedente; il dato di dicembre, pari a un +0,1%, è stato confermato. Esclusi i trasporti, il dato è sceso dello 0,2% sul mese precedente; è stato il terzo mese di fila in ribasso. Esclusa la difesa, un'altra categoria volatile, il dato ha registrato un rialzo dello 0,2%.

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Wall Street: Dow torna sopra i 26mila punti in apertura, focus su Fed

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo con gli investitori che si preparano alla due giorni della Federal Reserve. La banca centrale americana inizia oggi la sua seconda riunione del 2019 e domani annuncerà le sue decisioni.

E' dato per scontato che i tassi restino al 2,25-2,5% alla luce della virata di inizio anno a favore della "pazienza". Trader e gestori reagiranno alle nuove stime sul numero delle strette previste nel 2019. A dicembre, l'ultima volta che questo tipo di informazione fu diffuso, la Fed aveva messo in conto due rialzi dei tassi nel 2019 mentre il mercato se ne aspettava a malapena uno. Dopo il peggiore dicembre dal 1931 subito a Wall Street e a fronte di un rallentamento dell'economia mondiale, il mese successivo la Fed si riscopr" "paziente", cosa che rassicurò gli investitori. Questi ultimi attendono i comunicati della Fed e le parole in conferenza del governatore Jerome Powell.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow ha riconquistato i 26mila punti e punta a mettere a segno la quinta seduta di fila in aumento; sarebbe la serie positiva più lunga da quella terminata il 10 gennaio scorso; l'indice delle 30 blue chip guadagna lo 0,4% a 26.022. L'S&P 500 sale dello 0,4% a 2.845. Il Nasdaq Composite aggiunge lo 0,5% a quota 7.754. Il petrolio ad aprile al Nymex sale dello 0,3% a 59,26 dollari al barile.

T-Bond: prezzi in calo, focus sulla Fed

I prezzi dei titoli di stato americani viaggiano in calo con gli investitori che si stanno preparando alla due giorni del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve che domani concluderà la sua seconda riunione del 2019. Dopo la svolta di inizio 2019 in favore della "pazienza", la banca centrale americana terrà i tassi al 2,25-2,5%. L'attenzione sarà sulla nuova stima mediana del numero delle strette attese nell'anno in corso. La Fed diffonderà anche le nuove stime economiche. Il governatore Jerome Powell terrà poi una conferenza che potrebbe aiutare ulteriormente a capire le intenzioni della banca centrale.

Se gli investitori saranno portati a credere che la prossima mossa della Fed sarà un taglio dei tassi piuttosto che un rialzo, i rendimenti dei Treasury a breve scadenza potrebbero scendere più di quelli a lunga scadenza. Al contrario, se l'impressione è che altre strette non sono ancora escluse, allora la cosiddetta curva dei rendimenti potrebbe appiattirsi dal momento che sono i titoli a breve scadenza a risentire di più dei cambiamenti di politica monetaria.

Il decennale viaggia con rendimenti, che si muovono inversamente ai prezzi, in rialzo al 2,632% dal 2,605% di ieri; il 2018 si è chiuso al 2,684%, contro il 2,409% con cui si era concluso il 2017 e il 2,446% di fine 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,468%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,467%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in crescita al 2,436%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 3,048%.

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Wall Street: future in rialzo aspettando la Fed

I future a Wall Street si muovono in rialzo inseguendo le piazze europee. Gli investitori sono in attesa delle decisioni della Federal Reserve e della Bank of England. La banca centrale americana inizia oggi e terminerà domani la sua seconda riunione del 2019 mentre l'equivalente britannico si riunirà giovedì.

Nel caso della Fed, è dato per scontato che i tassi restino al 2,25-2,5%. L'attenzione sarà non solo sulle nuove stime economiche ma anche e soprattutto sul numero delle strette previste dai vari governatori per il 2019. Dopo che la Fed si è riscoperta "paziente" all'inizio del 2019, tra gli investitori circola sempre di più l'idea che i tassi a un certo punto possano essere persino tagliati più che alzati.

Molto dipenderà dall'andamento dell'economia mondiale e di quella americana: secondo un sondaggio condotto da Cnbc, il Pil Usa di quest'anno crescerà del 2,3%, meno del 2,44% atteso a gennaio e sotto il +3,1% messo a segno nell'ultimo trimestre del 2018. Stando al 30% dei gestori sentiti da Bank of America Merrill Lynch, il rallentamento della Cina è visto come il principale rischio per i mercati globali.

I future del Dow salgono dello 0,33%, quelli dell'S&P 500 aumentano dello 0,3% e quelli del Nasdaq Composite aggiungono lo 0,36%. Il petrolio ad aprile al Nymex - in rialzo in cinque delle ultime sei sedute - segna un +0,46% a 59,37 dollari al barile; continua l'effetto dei tagli alla produzione dell'Opec+.

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Deutsche Bank: a Trump oltre 2 mld di dollari di prestiti in quasi 20 anni (Nyt)

Deutsche Bank ha concesso oltre due miliardi di dollari a Donald Trump prima che quest'ultimo diventasse il 45esimo presidente americano. Lo riferisce il New York Times.

Nella sua inchiesta il quotidiano ha sentito oltre 20 persone tra cui dirigenti e membri del cda passati e presenti della banca tedesca, che nell'arco di quasi due decenni ha concesso a Trump prestiti nonostante le sue varie bancarotte. L'indiscrezione del Nyt segue la conferma di negoziati per un possibile merger tra Deutsche Bank e Commerzbank.

Stando al giornale, Trump ha gonfiato il suo patrimonio e promesso al personale della banca fine settimana al suo resort Mar-a-Lago in Florida pur di ottenere prestiti. I fondi concessi dall'istituto di credito tedesco al magnate dell'immobiliare newyorchese sono serviti per comprare grattacieli e altre proprietà.

Si ricorda che a gennaio due commissioni della Camera Usa avevano inviato domande a Deutsche Bank come parte di una inchiesta sui legami tra la banca tedesca e il presidente americano repubblicano. E che già nel febbraio 2018 i regolatori finanziari dello Stato di New York chiesero alla banca dettagli sui suoi affari con Jared Kushner, genero di Trump la cui famiglia è attiva nel settore immobiliare. Tre mesi prima il gruppo tedesco aveva iniziato a inviare informazioni sui suoi legami con Trump agli inquirenti americani impegnati a indagare sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016.