Wall Street, attenzione rivolta alle minute della Fed

Dati: richieste di nuovi mutui e indice dei prezzi al consumo

Future in ribasso nel premercato: Dow Jones -70 punti, S&P -7,4 punti, Nasdaq -17,5 punti

Future degli indici azionari statunitensi in ribasso nel premercato, in una giornata caratterizzata dalla pubblicazione delle minute della Fed. Il Dow Jones perde 70 punti, lo S&P cede 7,4 punti, il Nasdaq scende di 17,5 punti.

Dati in programma: le richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 14 agosto, l'indice dei prezzi al consumo per il mese di luglio, le scorte di petrolio per la settimana conclusa il 14 agosto.

Pubblicazione dei verbali della riunione di luglio del Federal Open Market Committee della Federal Reserve alle 14 (le 20 in Italia). Appuntamenti societari: trimestrali di Lowe's Companies e Target prima dell'apertura dei mercati. Trimestrali di American Eagle Outfitters e Staples a un orario non precisato. Trimestrali di L Brands e NetApp dopo la chiusura dei mercati.

Wall Street amplia i cali (Dj -1%) con tonfo greggio dopo scorte settimanali deludenti

Gli indici a Wall Street si trovano poco sopra i minimi intraday toccati pochi minuti fa sulla scia del tonfo del greggio. Le quotazioni del petrolio accelerano al ribasso riportandosi sui minimi di sei anni fa già visti lunedì dopo l'inatteso aumento delle scorte settimanali in Usa. Il contratto a settembre cede il 2,86% a 41,4 dollari al barile.

Mentre si resta in attesa dei verbali della riunione dello scorso luglio della Federal Reserve, il Dow Jones cede 172,7 punti, l'1%, a quota 17.338,64 con tutte le 30 blue chip in rosso (con un -1,99% Wal Mart è sul fondo per il secondo giorno di fila a causa del profit warning lanciato ieri). L'S&P 500 scivola di 20 punti, lo 0,95%, a quota 2.076,91 con gli energetici sul fondo (-2,37%). Il Nasdaq perde 47,76 punti, lo 0,94%, a quota 5.011,64.

Facebook è il social preferito dagli americani. Twitter fatica

Facebook resta il social network preferito dagli utenti Internet americani, mentre Twitter sta perdendo terreno e fatica a competere con rivali come Instagram (controllato da Facebook) e Pinterest. Lo rivela uno studio del Pew Research Center: sostiene che il 72% delle persone che navigano online in Usa sono iscritte a Facebook, l'1% in più rispetto al 2014 e il 5% in più rispetto al 2012. Seguono Pinterest (31%) e Instagram (28%).

Twitter è invece usato dal 23% degli americani, lo stesso livello dell'anno scorso, anche se dal 2012 ha avuto una impennata visto che gli iscritti erano solo il 16% degli americani. LinkedIn, il social network per professionisti, è invece in calo al 25% dal 28% del 2014.

Infine la piattaforma blog Tumblr, di proprietà di Yahoo, attira il 10% degli utenti web americani, in crescita dal 6% del 2012. La ricerca mostra infine un crescente interesse per la applicazioni di messaggistica: il 36% dei proprietari di uno smartphone usano WhatsApp, Kik o iMessage che sono popolari soprattutto nella fascia di età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Ibm, chip con 48 milioni di neuroni: come il cervello di un ratto

Dal 2014 Ibm sta lavorando a un microchip che funziona come il cervello di un essere vivente. Adesso il colosso americano ha raggiunto un nuovo record: il processore infatti è composto da 48 milioni di neuroni digitali, all'incirca le connessioni cerebrali del cervello di un roditore.

Di recente Dharmendra Modha, a capo del team di ricerca di Ibm, ha detto al sito online Quartz che in futuro i computer saranno di due tipi: da una parte quelli tradizionali e dall'altra pc che funzionano come un cervello che tuttavia non entreranno in conflitto ma daranno vita a una macchina perfetta.

Mentre i chip attuali sono studiati per analizzare i dati in un ordine sequenziale, quelli "neuromorfi" sono in grado di agire in modo del tutto simile alle sinapsi dell'emisfero destro ma soprattutto sono più potenti e richiedono meno energia. In questo momento Ibm ha iniziato un programma per spiegare alle agenzie governative, ai ricercatori e alle università in che modo funzionano i nuovi processori e quali sono i linguaggi attraverso i quali programmarli.

Come saranno impiegati in futuro? Il colosso sostiene che entreranno a far parte dei nostri smartphone, daranno molta più velocità ai nostri dispositivi e ancora agli assistenti vocali che comprenderanno il nostro linguaggio senza una connessione Internet e senza dovere cercare pezzi di informazioni in sterminate librerie di dati. Resta un solo problema: per ora i nuovi chip hanno solo connessioni simili al cervello di un ratto, ma non l'intelligenza.

Cereali Chicago: semi di soia sui minimi di cinque anni e mezzo

I cereali quotati al Chicago Board of Trade viaggiano contrastati con i semi di soia scesi sui minimi di cinque anni e mezzo. I prezzi dei future a settembre si sono portati su livelli che non si vedevano dal febbraio 2010. Ancora una volta a pesare sono le piogge che continuano a bagnare il Midwest degli Usa. Un clima più umido delle attese nella cosiddetta "Farm Belt" si sta registrando in quella che rappresenta la fase finale della crescita delle piantagioni. Agosto è infatti un mese considerato importante e pesanti precipitazioni favoriscono le piantagioni.

Restano poi i timori sulla domanda, soprattutto dalla Cina vista la continua volatilità dei mercati finanziari nella regione asiatica (riflesso di un andamento incerto della seconda economia al mondo nonché il principale acquirente di semi di soia prodotti in Usa).

Intanto gli analisti conducono tour nei campi dell'Indiana, dove i raccolti di semi di soia sono visti in ribasso rispetto allo scorso anno. A inizio mese il dipartimento Americano dell'Agricoltura (Usda) aveva calcolato il raccolto in tutti gli Usa per quest'anno a 3,92 miliardi di bushel, sotto il record del 2014 ma sopra le stime degli analisti.

Quanto al mais, in Indiana (dove il raccolto di questa materia prima è il quinto maggiore della nazione) si stima una produzione inferiore rispetto allo scorso anno e alle previsioni fornite dallo Usda. In Nebraska - da dove arriva il terzo maggiore raccolto in Usa - la produzione di mais è vista crescere quest'anno rispetto al 2014 ma a livelli inferiori a quelli calcolati dallo Usda a inizio mese. Le quotazioni del mais - protagonista di un rally quest'estate - oggi sono sostenute dalle notizie di piantagioni in condizioni scarse nella parte occidentale dell'Indiana e in quella orientale dell'Illinois. I prezzi viaggiano comunque sotto i 4 dollari a bushel, meno della metà del livello a cui si trovavano quando un forte siccità aveva spinto le quotazioni su livelli record nel 2012.

Nel comparto della soia, i future dei semi con scadenza a settembre cedono l'1,3%, a 9,01 dollari e mezzo a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre perde 0,3 dollari, lo 0,10%, a 312,6 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre sono in ribasso di 47 punti, l'1,64%, a 28,15 dollari al pound. I future del mais con scadenza a dicembre avanzano 1 centesimi e un quarto, lo 0,33%, a 3,78 dollari e mezzo a bushel. I contratti del frumento a settembre scivolano di 3 centesimi e mezzo, lo 0,7%, a 4,95 dollari e un quarto a bushel.

  • Cina: Fmi posticipa al settembre 2016 possibile inclusione yuan in basket valute di riserva
Wall Street sui minimi di seduta con sell-off del greggio

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano intorno a nuovi minimi intraday. Il sell-off - che per alcuni istanti ha visto il Nasdaq scendere sotto la soglia psicologica dei 5.000 punti - è stato innescato dal tonfo del greggio, a sua volta causato da un inteso aumento delle scorte settimanali in Usa. Il petrolio a settembre segna un -4,25% a 40,81 dollari al barile.

A tutto ciò si aggiungono le continue preoccupazioni relative alla tenuta dell'economia della Cina e alla capacità delle autorità locali di stabilizzare le piazze finanziarie dove oggi lo Shanghai Composite - che ieri aveva perso il 6,2% - oggi ha chiuso in rialzo dell'1,2% ma nel durante era arrivato a cedere fino al 5% provocando vendite sul resto dei listini asiatici e in quelli europei.

In Usa intanto cresce l'attesa per i verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, in arrivo alle 20 italiane. Si intensifica il dibattito sulla tempistica con cui ci potrebbe essere il primo rialzo dei tassi dal 2006. Secondo Narayana Kocherlakota, governatore della Federal Reserve di Minneapolis, sarebbe un errore optare per una stretta adesso. Per il 're dei bond' Bill Gross invece la banca centrale Usa aumenterà il costo del denaro il mese prossimo.

Arrivato a lasciare sul terreno fino a 225 punti, il Dow Jones ne cede 175,41, l'1%, a quota 17.335,93 con tutte le 30 blue chip in rosso (con un -2,14% Wal Mart è sul fondo per il secondo giorno di fila a causa del profit warning lanciato ieri). L'S&P 500 scivola di 20,06 punti, lo 0,96%, a quota 2.076,55 con gli energetici sul fondo (-2,6%). Il Nasdaq perde 49,63 punti, lo 0,98%, a quota 5.009,75. 

Petrolio a NY sui minimi di 6,5 anni sotto i 41 dlr/barile, Eia taglia stime

Al New York Mercantile Exchange i prezzi del petrolio sono scesi sui minimi di quasi sei anni e mezzo. E' questa la reazione alle scorte di greggio, inaspettatamente salite in Usa nella settimana che si è conclusa il 14 agosto scorso. Il dato è aumentato di 2,62 milioni di unità a 456,213 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,1 milioni di barili. E a a Cushing, Oklahoma - il centro nevralgico del settore dove avviene la consegna fisica del greggio scambiato a New York - le scorte sono cresciute di 326.000 barili a 57,44 milioni contro attese per un decremento di almeno 700.000 barili. La produzione statunitense è invece rimasta invariata.

E i così i future a settembre del greggio, chiamato anche West Texas Intermediate (Wti), si sono spinti in ribasso fino a 40,60 dollari al barile, minimi del 3 marzo 2009, quando le quotazioni arrivarono a 39,44 dollari. In questo momento il contratto (che scade domani) cede il 4,58% a 40,67 dollari. Gli investitori restano preoccupati da un mix caratterizzato da un eccesso di scorte globali a fronte di una domanda debole che potrebbe calare ancora di più, preoccupazione quest'ultima alimentata dai rinnovati timori riguardanti la tenuta dell'economia della Cina. A ciò si aggiunge la prospettiva dell'arrivo sul mercato del petrolio iraniano sulla scia dello storico accordo sul nucleare tra Teheran e le sei principali potenze mondiali.

Oggi l'Energy Information Administration americana ha tagliato per altro le stime sul Wti per quest'anno e il prossimo. L'agenzia si aspetta prezzi per il 2015 pari in media a 49 dollari, sei dollari in meno delle sue stime precedenti. Per il 2016 il barile americano è visto scambiare in media a 54 dollari al barile, otto dollari in meno dei calcoli elaborati dall'Eia solo il mese scorso.

Wall Street si risolleva dai minimi intraday aspettando la Fed

Wall Street aspetta impaziente la pubblicazione dei verbali della riunione della Federal Reserve che si è svolta il 28 e 29 luglio scorsi. Con quel documento gli investitori cercheranno ancora una volta di capire la tempistica con cui la banca centrale americana potrebbe iniziare ad alzare i tassi di interesse per la prima volta dal 2006. I tassi sono fermi al minimo record pari allo 0-0,25% dal dicembre 2008.

Mentre il dibattito continua, trader e gestori devono fare i conti con una seduta ancora una volta condizionata dal tonfo del greggio, innescato da un inatteso aumento delle scorte settimanali Usa, e dalle preoccupazioni legate alla tenuta dell'economia cinese. Come ieri, quando lo Shanghai Composite aveva perso il 6,2%, la preoccupazione che circola nelle sale operative è che le autorità cinesi non siano capaci di stabilizzare i propri mercati finanziari. Lo suggerisce la volatilità osservata oggi con lo Shanghai Composite che ha chiuso in rialzo dell'1,2% ma nel durante era arrivato a cedere fino al 5% provocando vendite sul resto dei listini asiatici e in quelli europei.

A circa un'ora e mezzo dalla fine delle contrattazioni il Dow Jones cede 158,24, lo 0,9%, a quota 17.353,10 con tutte le 30 blue chip in rosso (con un -2,14% Wal Mart è sul fondo per il secondo giorno di fila a causa del profit warning lanciato ieri). Nel durante il paniere era arrivato a perdere fino a 225 punti.

L'S&P 500 scivola di 17,86 punti, lo 0,85%, a quota 2.079,10 con gli energetici sul fondo (-2,6%). Il Nasdaq perde 39,2 punti, lo 0,77%, a quota 5.020,38 ma per alcuni istanti aveva rotto al ribasso la soglia psicologica dei 5mila punti. Il petrolio a settembre, contratto in scadenza domani, segna un -4,58% a 40,67 dollari al barile.

Wall Street riduce perdite dopo verbali "dovish" della Fed

Gli indici a Wall Street hanno quasi annullato le perdite tanto che Dow Jones e Nasdaq si sono portati appena sopra la parità per pochi istanti. Il dollaro ha perso quota e i Treasury si sono rafforzati. E' questa la reazione delle varie asset class ai verbali della riunione che la Federal Reserve ha tenuto lo scorso luglio. Quei verbali sono stati interpretati come "dovish" dagli investitori.

Sebbene abbiano sostenuto che le condizioni per un rialzo dei tassi si stiano "avvicinando", i membri del Federal Open Market Committee non hanno parlato di alcuna intenzione di optare per una stretta il prossimo settembre. Ciò ha portato alcuni trader e gestori a pensare che la normalizzazione della politica monetaria potrebbe essere posticipata.

Arrivato a lasciare sul terreno fino a 225 punti, il Dow Jones ne cede 38,45, lo 0,22%, a quota 17.472,89. L'S&P 500 scivola di 5,25 punti, lo 0,26%, a quota 2.091,53 con gli energetici sul fondo (-1,94%). Il Nasdaq perde 8,88 punti, lo 0,18%, a quota 5.050,47. Il petrolio a settembre segna un -3,99% a 40,92 dollari al barile.

Petrolio a NY chiude -4,3% a 40,80 dollari al barile, minimi di sei anni

Nel giorno di scorte settimanali in Usa cresciute inaspettatamente, il petrolio a settembre è scivolato del 4,3% a 40,80 dollari al barile, minimi del marzo 2009.

Nei sette giorni che si sono chiusi il 14 agosto scorso, le scorte sono aumentate di 2,62 milioni di unità a 456,213 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,1 milioni di barili. E a a Cushing, Oklahoma - il centro nevralgico del settore dove avviene la consegna fisica del greggio scambiato a New York - le scorte sono cresciute di 326.000 barili a 57,44 milioni contro attese per un decremento di almeno 700.000 barili. La produzione statunitense è invece rimasta invariata.

Gli investitori restano preoccupati da un mix caratterizzato da un eccesso di scorte globali a fronte di una domanda debole che potrebbe calare ancora di più, preoccupazione quest'ultima alimentata dai rinnovati timori riguardanti la tenuta dell'economia della Cina. A ciò si aggiunge la prospettiva dell'arrivo sul mercato del petrolio iraniano sulla scia dello storico accordo sul nucleare tra Teheran e le sei principali potenze mondiali.

Oggi l'Energy Information Administration americana ha tagliato per altro le stime sul Wti per quest'anno e il prossimo. L'agenzia si aspetta prezzi per il 2015 pari in media a 49 dollari, sei dollari in meno delle sue stime precedenti. Per il 2016 il barile americano è visto scambiare in media a 54 dollari al barile, otto dollari in meno dei calcoli elaborati dall'Eia solo il mese scorso.

Detroit vende primo bond municipale da uscita da bancarotta

Detroit (Michigan) è tornata al mercato dei capitali per la prima volta da quando è emersa dalla bancarotta nel dicembre 2014.

La città americana ha venduto 245 milioni di dollari di bond municipali a investitori che hanno domandato un premio per metterli in portafoglio. Con scadenza al 2029 sono stati venduti attraverso la Michigan Finance Authority con un rendimento pari al 4,5%, un punto percentuale in più di altri titoli a debito aventi rating A.

Il 're dei bond' Bill Gross twitta: Fed alza i tassi a settembre

Secondo il 're dei bond' Bill Gross, la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse nella prossima riunione in calendario il 16 e 17 settembre prossimi. Lo sostiene con un tweet lanciato dall'account di Janus Capital, il fondo per cui lavora dallo scorso ottobre dopo l'uscita a sorpresa da Pimco (il colosso americano dei fondi d'investimento controllato dal gruppo assicurativo tedesco Allianz).

Identificandosi all'inizio del cinguettio con il cognome "Gross", il famoso gestore scrive: "rialzo tassi a settembre. Condizioni finanziarie, non condizioni economiche, sono la priorità. Ciò significa che loro [i governatori della Fed, ndr] iniziano a normalizzare [la politica monetaria] nonostante i dati".

Quanto sostenuto da Gross è attentamente seguito dagli investitori perché i fondi obbligazionari da lui gestiti hanno per anni registrato performance brillanti. Non a caso il suo addio a Pimco ha provocato un'ondata di riscatti nel gruppo di Newport Beach (California).

Wti torna sotto 42 dollari/barile dopo scorte settimanali Usa inaspettatamente in rialzo

Il petrolio amplia i cali riportandosi sotto i 42 dollari al barile successivamente alla diffusione delle scorte settimanali di petrolio, inaspettatamente salite in Usa. Il contratto a settembre lascia sul terreno il 2,11% a 41,75 dollari. Luned" aveva finito le contrattazioni a quota 41,87 dollari al barile, minimi del 3 marzo 2009.

Richieste mutui: +3,6% nell'ultima settimana a quota 411,7 punti

Le richieste di mutui negli Stati Uniti sono aumentate del 3,6% nel corso dell'ultima settimana a quota 411,7 punti. Secondo i dati della Mortgage Bankers Association, nella settimana i rifinanziamenti sono cresciuti del 7,2% a quota 1646 punti, mentre il numero delle nuove polizze è sceso dell'1,1% a 195,3 punti.

Petrolio in ribasso a 42,36 dollari al barile

Future del petrolio Wti in ribasso dello 0,61% a 42,36 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 41,35 e i 92,26 dollari al barile.

Oro in rialzo a 1.121 dollari all'oncia

Future dell'oro in rialzo dello 0,37% a 1.121 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.074 e i 1.310 dollari all'oncia.

Euro in rialzo a 1,1042 dollari, biglietto verde stabile a 124,34 yen

Euro in rialzo dello 0,15% a 1,1042 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata ra 1,0463 e 1,3363 dollari. Il biglietto verde stabile a 124,34 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 102,56 e i 125,85 yen.

Lowe's: trimestrale sotto le stime ma conferma l'outlook

Continua al pioggia di trimestrali in arrivo dal settore retail americano. Oggi Lowe's ha pubblicato conti del secondo trimestre con utili sotto le stime e ha confermato l'outlook per l'intero anno fiscale. Soltanto ieri Home Depot ha annunciato conti sopra le stime e ha alzato le stime per l'anno grazie al miglioramento del mercato immobiliare residenziale mentre Wal Mart ha visto scendere gli utili e ha lanciato un profit warning.

Nei tre mesi che si sono chiusi lo scorso 31 luglio, Lowe's - che gestisce una catena di negozi specializzati nel miglioramento della casa e nel fai-da-te - ha registrato profitti pari a 1,13 miliardi di dollari, o 1,20 dollari per azione, in rialzo da 1,04 miliardi, o 1,04 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Gli analisti si aspettavano quota 1,24 dollari per azione. I ricavi sono saliti del 4,5% a 17,35 miliardi di dollari, leggermente sopra le previsioni pari a 17,3 miliardi. Le vendite nei negozi aperti da almeno un anno sono salite del 4,3% nel periodomentre e quelle negli store americani sono aumentate del 4,6%.

Nel pre-mercato Lowe's segna un -1,15%. ieri aveva chiuso in rialzo dello 0,75% a 73,02 dollari.

Usa: indice prezzi al consumo +0,1% a luglio, sotto le stime

I prezzi al consumo sono cresciuti a luglio per il sesto mese consecutivo grazie all'aumento dei costi nel mercato immobiliare residenziale ma il dato è inferiore alle stime.

Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% rispetto a giugno contro stime per un +0,2%

Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,1%, meno dello 0,2% atteso dal mercato.

Su base annuale il dato è in rialzo dello 0,2%. Si tratta di un lieve incremento ma del secondo mese consecutivo con un rialzo annuale. Tra gennaio e maggio scorso il dato non era riuscito a crescere. La componente "core" ha visto nello stesso arco temporale un +1,8%, sui livelli osservati dallo scorso marzo.

I prezzi dell'energia sono saliti dello 0,1% il mese scorso. I prezzi del carburante sono aumentati dello 0,9% controbilanciando altre componenti ma rispetto a un anno fa sono scesi del 22,3%. I prezzi dei generi alimentati sono cresciuti in un mese dello 0,2% e in un anno dell'1,6%.

Wall Street: future restano in calo dopo indice prezzi al consumo deludente

I future a Wall Street restano in calo dopo la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo, salito dello 0,1% a luglio rispetto al mese prima contro stime per un +0,2%. Il dato suggerisce che l'inflazione è stabile (è in crescita per il sesto mese di fila) anche se resta storicamente bassa.

La stabilizzazione dei prezzi "core", saliti in un anno dell'1,8%, potrebbe dare alla Federal Reserve un po' di fiducia mentre cerca di capire quando iniziare ad alzare i tassi di interesse per la prima volta dal 2006. Per alcuni analisti, il dato non cambia il fatto che la banca centrale Usa punti alla normalizzazione della sua politica monetaria. Non resta che aspettare la riunione del mese prossimo per vedere se la stretta ci sarà. Oggi intanto verranno diffusi i verbali della riunione dello scorso luglio. L'azionario americano rischia di essere condizionato ancora una volta dai mercati asiatici. Lo Shanghai Composite - che ieri aveva perso il 6,2% - oggi ha chiuso in rialzo dell'1,2% ma nel durante era arrivato a cedere fino al 5% sollevando i timori del mercato nella capacità delle autorità cinesi di stabilizzare la borsa. La forte volatilità ha innescato le vendite non solo in Giappone e Hong Kong ma anche in Europa. Va detto comunque che i volumi sono contenuti. I future del Dow Jones cedono 85 punti, lo 0,49%, quelli dell'S&P 500 perdono 7 punti, lo 0,33%, quelli del Nasdaq segnano un -12,25 punti, lo 0,27%. Il petrolio a settembre torna a scivolare in attesa delle scorte settimanali Usa: -0,7% a 42,32 dollari al barile.

T-Bond in cerca di direzione dopo indice dei prezzi al consumo

I Treasury si sono brevemente portati in positivo per poi tornare a perdere leggermente terreno dopo la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo, salito dello 0,1% a luglio rispetto al mese prima contro stime per un +0,2%. Il dato "core" - quello depurato dalle componenti volatili di energia e generi alimentari - è cresciuto però su base annuale dell'1,8%, vicino al target del 2% fissato dalla Federal Reserve. Sale l'attesa per la diffusione dei verbali della riunione della Fed che si è svolta il 28 e 29 luglio scorsi. Allora il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa era risultata più ottimista sul miglioramento del mercato del lavoro, lasciando aperta la porta a una possibile stretta nel meeting che si svolgerà il 16 e 17 settembre prossimi. Il decennale vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,2227% dal 2,196% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,089%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimento in aumento allo 0,7343% Titoli a 5 anni, rendimento in rialzo all'1,6101% Titoli a 30 anni, rendimento in crescita al 2,8844%.

Staple: utili II trimestre -56% a 36 mln Usd ma in linea a stime

Nel suo secondo trimestre fiscale, Staples ha visto i suoi utili trimestrali più che dimezzarsi mentre le vendite e il traffico nei suoi negozi sono calati. Si tratta di un quadro difficile per il gruppo specializzato negli articoli per l'ufficio, che sta aspettando il via libera delle autorità al takeover di Office Depot per 6,3 miliardi di dollari. Il merger, ha spiegato oggi l'amministratore delegato Ron Sargent, dovrebbe essere completato entro la fine dell'anno in corso.

Nei tre mesi che si sono chiusi lo scorso primo agosto, l'azienda ha registrato profitti per 36 milioni di dollari, in ribasso del 56% da 82 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. I profitti per azione sono scesi a 6 da 13 centesmi. Al netto di voci straordinarie, gli utili per azione sono rimasti invariati a 12 centesimi, in linea con le stime degli analisti. I ricavi sono scivolati del 5,4% a 4,94 miliardi di dollari, appena sotto il consensus pari a 4,96 miliardi.

Nel periodo Staples ha continuato a chiudere negozi e a ridurre le spese, scese del 9,1%. Il gruppo ha chiuso 15 store in Nord America nei tre mesi portando il totale dall'inizio dello scorso anno a 212 punti vendita, parte di un piano che prevede entro fine anno di chiudere 225 negozi. Staples, che conta di ridurre i costi nell'anno di almeno 500 milioni di dollari, nell'ultimo trimestre ha risparmiato 50 milioni circa. L'azienda comunque deve fare i conti con vendite in ribasso: al netto di fluttuazioni valutarie, in Nord America ha registrato un fatturato in ribasso del 3% nei negozi aperti da almeno un anno. Si tratta del 13esimo declino trimestrale consecutivo. Il traffico in quegli store è sceso di circa l'1%. Le vendite online sono salite dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le vendite internazionali, che corrispondono a circa un sesto del dato complessivo, sono scese del 17% sempre al netto delle fluttuazioni valutarie.

Il titolo da inizio anno ha perso circa il 22% e oggi soffre in borsa.

Wall Street apre in calo aspettando i verbali Fed (Dj -0,56%), pesa la Cina

Gli indici a Wall Street hanno aperto la seduta in ribasso, condizionati ancora una volta dalla volatilità osservata sulle piazze asiatiche. Il focus della giornata resta comunque la pubblicazione dei verbali della riunione della Federal Reserve che si è svolta il 28 e 29 luglio scorsi.

Allora la banca centrale Usa aveva usato toni incoraggianti per descrivere l'andamento del mercato del lavoro segnalando che la piena occupazione è quasi raggiunta. Si tratta di uno dei due mandati della Fed. L'altro è la stabilità dei prezzi. Su questo fronte gli spunti sono arrivati dall'odierno indice dei prezzi al consumo, a luglio salito mensilmente dello 0,1% contro stime per un +0,2%. L'impressione è che il dato - in crescita per il sesto mese di fila - non sia stato così debole da impedire alla Fed un possibile rialzo dei tassi di interesse a settembre. Sarebbe la prima volta dal 2006.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones cede 98 punti, lo 0,56%, a quota 17.384 con tutte le 30 blue chip in rosso. L'S&P 500 scivola di 8 punti, lo 0,38%, a quota 2.086 con gli industriali sul fondo. Il Nasdaq perde 13,25 punti, lo 0,29%, a quota 4.530,75. Il petrolio a settembre segna un -1,20% a 42,11 dollari al barile.

Usa: DoE, scorte settimanali petrolio +2,62 mln brl a 456,213 mln contro stime per un -1,1 mln

Nella settimana conclusa il 14 agosto le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono inaspettatamente salite di 2,62 milioni di unità a 456,213 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,1 milioni di barili. La settimana scorsa erano scese meno delle stime di 1,682 milioni di unità. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 2,708 milioni di unità a 212,774 milioni contro un consensus pari a un calo di 1,4 milioni di barili e dopo la flessione di 1,251 milioni di barili dei sette giorni precedenti. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono salite di 0,594 milioni di unità a 148,4 milioni rispetto ad attese per un incremento di 1,2 milioni di barili e dopo l'aumento di 2,994 milioni di unità della settimana terminata il 7 agosto scorso. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 95,1% dal 96,1% precedente contro stime per quota 95,5%.

Wall Street chiude in calo con greggio e timori Cina, Dow -0,9%

Per la seconda seduta di fila gli indici ieri a Wall Street hanno chiuso in calo sulla scia di un tonfo del petrolio che, arrivato sui minimi di oltre sei anni, ha trascinato al ribasso i titoli energetici (-2,8%) e quelli delle materie prime (-1,23%). A nulla è valso il tentativo di recupero dei listini osservato dopo la diffusione dei verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, diffusione avvenuta con largo anticipo rispetto all'orario previsto a causa di un accidentale violazione dell'embargo da parte di Bloomberg.

Sebbene abbiano sostenuto che le condizioni per un rialzo dei tassi si stiano "avvicinando", i membri del Federal Open Market Committee non hanno fatto alcun esplicito riferimento a un rialzo dei tassi di interesse il prossimo 16-17 settembre. Si tratta di una lettura "dovish" del documento che ha portato alcuni trader e gestori a pensare che la normalizzazione della politica monetaria potrebbe essere posticipata. Di fatto una stretta il mese prossimo è comunque possibile. In tutto ciò restano le preoccupazioni per la tenuta dell'economia cinese, cosa che anche per la Fed è fonte di preoccupazione.

Arrivato a lasciare sul terreno fino a 225 punti, il Dow Jones ne ha persi 162,61, lo 0,9%, a quota 17.348,73 con i gruppi petroliferi Chevron (-3%) ed Exxon Mobil (-2,14%) sul fondo. L'S&P 500 ha ceduto 17,31 punti, lo 0,8%, a quota 2.079,61 ma nel durante aveva rotto al ribasso un importante livello tecnico visto come negativo, quello della media mobile a 200 giorni pari a quota 2.078. Il Nasdaq Composite ha registrato un calo di 40,30 punti, lo 0,8%, a quota 5.019,05.