Wall Street, nessun contraccolpo dal nuovo capitolo dello scontro Usa-Cina

I due Paesi continuano a sfidarsi a colpi di dazi

azionario
Wall Street: Dj chiude in rialzo con le banche, Nasdaq negativo

La seduta a Wall Street è finita contrastata. Il Dow Jones Industrial Average ha corso grazie al rally dei titoli delle banche, che hanno inseguito al rialzo i rendimenti dei Treasury; tra gli investitori aumentano le aspettative per una stretta monetaria da parte della Federal Reserve. Il Nasdaq Composite ha invece chiuso in calo ma sopra i minimi intraday.

Gli investitori continuano a ignorare - ma a monitorare - le tensioni commerciali tra Usa e Cina. Dal 24 settembre Washington imporrà dazi del 10% - che saliranno al 25% da gennaio - su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Nello stesso giorno Pechino farà scattare tariffe doganali del 5-10% su 60 miliardi di importazioni statunitensi. In attesa di capire se ora il governo Trump introdurrà i già promessi dazi per altri 267 miliardi di dollari, la Cina ha fatto sapere che non ha svalutato e non intende svalutare la sua valuta per spingere le sue esportazioni. A Washington intanto sono ripresi i negoziati su un nuovo Nafta tra Usa e Canada.

Da parte della Fed è dato per certo un aumento dei tassi il 26 settembre prossimo. E sempre più analisti si aspettano nel 2019 quattro strette contro le tre fino ad ora messe in conto dalla banca centrale di Jerome Powell.

Il Dow ha aggiunto quasi 160 punti, lo 0,6%, a quota 26.405,76, avvicinandosi al record del 26 gennaio scorso (manca lo 0,8% circa). Quella odierna è stata la quinta seduta su sei in rialzo per l'indice delle 30 blue chip.

L'S&P 500 ha guadagnato per la settima volta su otto salendo di quasi 4 punti, lo 0,13%, a quota 2.907,95. Il Nasdaq ha perso 6 punti, lo 0,08%, a quota 7.950.

Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito per la quinta volta consecutiva, al 3,081% dal 3,048% di ieri. 

retail
Amazon: entro il 2021 tre mila negozi senza casse (Bloomberg)

Sfruttando la sua piattaforma online, Amazon punta a farsi sempre più strada nel settore retail. Il colosso americano del commercio elettronico che nel 2017 ha acquistato la catena di supermercati di alta gamma Whole Foods per 13,7 miliardi di dollar intende aprire tre mila negozi senza casse entro il 2021. Lo scrive Bloomberg.

Attualmente il gruppo guidato da Jeff Bezos conta tre punti vendita a Seattle, la città dello Stato di Washington dove l'azienda ha il suo quartier generale. Un altro ha aperto la settimana scorsa a Chicago (Illinois).

I titoli di retailer tradizionali come Target (-0,7%) e la catena di supermercati Kroger (-1,6%) hanno accelerato al ribasso sulla scia dell'indiscrezione.

Nordcorea, Pompeo: Usa pronti a trattare, denuclearizzazione entro gennaio 2021

Il segretario americano di Stato, Mike Pompeo, ha dato il benvenuto agli "impegni importanti" presi dalla Corea del Nord durante il summit odierno tra il suo leader Kimg Jong Un e quello della Corea del Sud, Moon Jae-in.

Pompeo ha spiegato che gli Stati Uniti sono pronti a farsi coinvolgere in "negoziati immediati" al fine di raggiungere una denuclearizzazione della penisola coreana "entro il gennaio 2021".

In una nota Pompeo ha spiegato di avere parlato oggi con la sua controparte nordcoreana, invitandola a incontrarsi a New York la settimana prossima a margine dei lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Petrolio chiude a NY +1,8% a 71,12 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la sua seconda seduta di fila in rialzo. Il contratto ottobre al Nymex ha aggiunto 1,27 dollari, l'1,8%, a quota 71,12 dollari al barile, massimi del 10 luglio scorso.

A sostenere le quotazioni oggi è stato il dato sulle scorte in Usa, scese per la quinta settimana consecutiva anche se poco meno del previsto.

Montano poi le aspettative per un calo delle esportazioni iraniane di greggio in vista dell'introduzione, a inizio novembre, di un nuovo round di sanzioni americane contro l'Iran. Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno annunciato lo scorso 8 maggio il ritiro dallo storico accordo sul nucleare iraniano siglato nell'estate del 2015 dalle principali potenze mondiali. Il 45esimo presidente americano ha minacciato di sanzionare tutti coloro che entro il 4 novembre non avranno ridotto a "zero" le loro importazioni di petrolio iraniano.

Finanza
Il più grande fondo pensionistico pubblico Usa cerca in Cina il suo Cio

Mentre Stati Uniti e Cina sono protagonisti di crescenti tensioni commerciali, il più grande fondo pensionistico pubblico d'America cerca nella nazione asiatica il suo futuro direttore investimenti (Cio), il terzo dal 2009.

L'incarico potrebbe essere affidato a un funzionario dell'agenzia cinese che si occupa di gestire le riserve di valuta straniera aventi un valore di oltre 3.000 miliardi di dollari. Sono fonti del Wall Street Journal a sostenere che il California Public Employees’ Retirement System (CalPERS) ha offerto il ruolo a Ben Meng, che lavora nello State Administration of Foreign Exchange cinese. Va detto che Meng ha già lavorato per sette anni in CalPERS, da dove se ne è andato a fine 2015 per passare all'agenzia controllata da Pechino.

A lui potrebbe essere affidata la gestione di 360 miliardi di dollari di asset per conto di poliziotti, vigili del fuoco, insegnanti e altri lavoratori del settore pubblico della California. CalPERS è considerato un barometro dei trend din investimento e come gli altri fondi pensionistici pubblici sta faticando a centrare i suoi target.

Il Ceo del fondo californiano, Marcie Frost, vuole una persona con esperienza negli investimenti e Meng sembra soddisfare i requisiti richiesti. E' stato trader di bond per Morgan Stanley e portfolio manager di Barclays Global Investors.

T-Bond restano in calo in vista di strette Fed, rendimento decennale sopra 3%

I Treasury stanno vivendo la quarta seduta di fila con prezzi in calo, cosa che ha permesso al rendimento del decennale di raggiungere i massimi di maggio consolidandosi sopra il 3%. Il rendimento del titolo a due anni - il più sensibile alle attese sulle mosse della Federal Reserve - si mantiene al top di 10 anni.

Le tensioni commerciali tra Usa e Cina non bastano a sostenere i titoli di stato americani. Prevalgono le attese per le strette monetarie della Fed. Ciò fa da traino ai titoli delle banche, destinate a generare maggiori profitti con un aumento dei tassi di interesse.

Una stretta il 26 settembre è data per scontata e un'altra è attesa a dicembre. Resta da vedere la rotta della politica monetaria americana per il 2019. Stando alle stime di giugno, le ultime disponibili, la Fed aveva messo in conto quattro aumenti del costo del denaro nel 2018 e tre nel 2019 ma Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Royal Bank of Canada ne prevedono quattro per il prossimo anno.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - al 3,07% dal 3,048% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento al 2,176%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,803%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,952%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in salita al 3,22%.

azionario
Wall Street: Dj sui massimi intraday, Nasdaq ancora in calo

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street restano contrastati. Il Dow Jones Industrial Average viaggia sui massimi intraday raggiungendo i livelli dello scorso gennaio, non lontano dall'ultimo record risalente al giorno 26 di quel mese. Il Nasdaq Composite invece resta in calo appesantito dai titoli tecnologici come Amazon (-1,5%) e Netflix (-1,2%); quelli cinesi come Alibaba (+3,7%) e JD.com (+3,7%) tuttavia viaggiano in controtedenza.

Gli investitori continuano a ignorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina in vista del 24 settembre, quando entreranno in vigore i nuovi dazi annunciati dalle due nazioni. Pechino, attraverso il suo premier, ha detto che non sta usando la svalutazione dello yuan per spingere le proprie esportazioni. Resta da vedere come la nazione asiatica reagirà a eventuali tariffe doganali ulteriori minacciate da Trump e pari a 267 miliardi. A luglio la Cina ha continuato a vendere Treasury e potrebbe farlo con maggiore determinazione facendo aumentare il costo di finanziamento degli Usa.

Intanto a Washington sono ripresi i negoziati su un nuovo Nafta tra Usa e Canada. La negoziatrice canadese ha detto che "c'è ancora lavoro da fare".

Marko Kolanovic, strategist di JP Morgan, consiglia di ridurre l'esposizione all'azionario Usa e di aumentare quella ai mercati emergenti; l'idea è che verrà meno la spinta (lo "sugar high") data dalla riforma fiscale voluta da Trump. Secondo Bank of America Merrill Lynch, il "grande Toro" che c'è stato dopo l'ultima crisi è morto per via di un rallentamento della crescita, di un aumento dei tassi e di troppo debito in circolazione.

Il Dow avanza di 199 punti, lo 0,8%, a quota 26.446,86; l'ultimo record è a quota 26.616,71. L'S&P 500 sale di 4 punti, lo 0,13%, a quota 2.908. Il Nasdaq invece perde 24 punti, lo 0,3%, a quota 7.932. Il petrolio a ottobre al Nymex vola dell'1,2% a 70,69 dollari con le scorte Usa scese per la quinta settimana di fila.

Amazon testa sito di shopping, dà consigli in base alle preferenze

Amazon sta testando un sito di acquisti pensato per consumatori disposti ad accettare raccomandazioni automatiche sui prodotti che dovrebbero comprare; quei consigli si basano su quanto determinati articoli piacciano o meno agli internauti. Lo scrive Cnbc dicendo che il servizio si chiama Scout e si fonda sulla tecnologia di machine learning.

Al momento Scout si concentra su mobili e arredo, prodotti per la cucina, calzature da donna e luci. L'indiscrezione ha subito mandato a picco il titolo di Wayfair (-5%), gruppo e-commerce specializzato in prodotti per la casa.

Un portavoce di Amazon ha spiegato a Cnbc che "questo è un nuovo modo di fare acquisti permettendo ai consumatori di cercare tra milioni di articoli e raffinare la ricerca sulla sola base di caratteristiche visuali". Il gruppo guidato da Jeff Besos non ha ancora iniziato a promuovere il servizio, con cui Amazon conta di raccogliere e sfruttare dati sulle abitudini di consumo dei clienti. Con Scout, ha continuato il portavoce, Amazon "sta liberando la gente dal bisogno di usare parole per descrivere quello che sta cercando quando fa acquisti di categorie di prodotti altamente visive".

tech
Amazon pronta a diventare terza piattaforma pubblicitaria Usa dopo Google e Facebook

Amazon è sulla strada giusta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Lo sostengono i ricercatori di eMarketer, secondo cui Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet.

Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest'anno in Usa; la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest'anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

In una giornata di vendite generalizzate nel settore tech, il titolo Amazon cede l'1,5% a 1.910 dollari, quello di Google segna un -0,6% a 1.160 dollari e quello di Facebook scivola dello 0,4% a 159,63 dollari.

Petrolio accelera a NY, scorte Usa in calo per quinta settimana di fila

Il petrolio al Nymex ha accelerato dopo la diffusione del dato sulle scorte americane di petrolio, in calo da cinque settimane di fila. Il contratto ottobre sale dell'1,1% a 70,64 dollari contro i 70,4 dollari a cui veniva scambiato prima del dato.

Secondo il governo americano, nell'ultima settimana gli stock di greggio sono scesi di 2,057 milioni di barili contro attese per un declino di 2,1 milioni. Il calo contrasta con l'aumento di 1,25 milioni di unità calcolato ieri nello stesso arco temporale dal gruppo privato American Petroleum Institute

azionario
Wall Street: Dj accelera ma il Nasdaq vira in calo

A Wall Street il Dow Jones Industrial Average ha accelerato e sta riducendo ulteriormente la strada verso il record del 26 gennaio scorso; per raggiungerlo manca lo 0,9% circa. Il Nasdaq Composite invece ha virato in calo frenato dai titoli tech.

Dei tre principali indici americani, solo quello delle 30 blue chip non ha ancora raggiunto un nuovo massimo da quando iniziarono a perdere quota all'inizio di febbraio.

Sostenuto da Boeing (+1,3%), Caterpillar (+1,9%) e JP Morgan (+1,8%) ma non da Apple (-1%), il Dow avanza di 128 punti, lo 0,55%, a quota 26.375; l'ultimo record è a quota 26.616,71. L'S&P 500 sale di 1 punto, lo 0,03%, a quota 2.905,5. Il Nasdaq invece perde 32 punti, lo 0,4%, a quota 7.924.

Azionario
Cannabis: performance 'stupefacente' per Tilray, vuole partnership con gruppi pharma

Dopo essere arrivato a guadagnare il 51% nel pre-mercato, il titolo del produttore canadese di marijuana Tilray sta prendendo il volo al Nasdaq (+26% a 195 dollari) all'indomani dela sua seconda migliore seduta di sempre.

Il gruppo è stato il primo del suo genere a quotarsi sul listino tecnologico americano. Rispetto all'Ipo del 19 luglio scorso, quando ha debuttato a 17 dollari, la performance dell'azione è stata 'stupefascente' (il rialzo è superiore al 1.000%). Tra gli investitori c'è entusiasmo in vista della legalizzazione della cannabis in Canada dal 17 ottobre prossimo.

Ieri, in una intervista a Cnbc, il Ceo di Tilray Brendan Kennedy ha spiegato che la sostanza offre una "grande protezione" per le aziende del beverage e per quelle farmaceutiche. Le sue parole seguono la conferma che Coca-Cola sta studiando il mercato della cannabis per il lancio eventuale di bevande contenenti i principi della sostanza. Per il Ceo, "la cannabis è un sostituto agli antidolorifici venduti dietro ricetta medica".

Ieri Tilray ha corso del 29% dopo che la Drug Enforcement Administration americana ha approvato l'importazione in Usa di marijuana per effettuare ricerche mediche. Il gruppo lavorerà con il Center for Medicinal Cannabis Research della University of California a San Diego per studiare la sicurezza ed efficacia della marijuana per la cura di disordini neurologici.

L'effetto Tilray si fa sentire sui titoli di altre aziende attive nel mercato della cannabis. Cronos Group sale dell'8%, Canopy Growth avanza del 4,3%, Aurora Cannabis aggiunge il 3,7%.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo, l'attenzione resta sul commercio

La seduta a Wall Street è iniziata in lieve rialzo con gli investitori che studiano gli sviluppi commerciali tra Usa e Cina da un lato e tra Usa e Canada dall'altro.

Ieri l'azionario aveva corso perché i nuovi dazi con cui Washington e Pechino si sono colpiti a vicenda sono stati più contenuti delle stime. Scatteranno il 24 settembre su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi e su 60 miliardi di quelle americane. Ora il mercato cerca di capire se il presidente americano, Donald Trump, terrà fede alla sua promessa di punire la nazione asiatica con altre tariffe doganali da 267 miliardi di dollari. In attesa di vedere se ci sarà un quinto round di negoziati tra Usa e Cina, oggi a Washington riprendono quelli tra Usa e Canada su un nuovo Nafta.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA sale di 107,8 punti, lo 0,4%, a quota 26.354,79 dopo avere aperto in rialzo dello 0,18%. L'S&P 500 avanza di 6 punti, lo 0,2%, a quota 2.910. Il Nasdaq Composite aggiunge 12,95 punti, lo 0,13%, a quota 7.966,62. Il petrolio a ottobre al Nymex sale dello 0,3% a 70,07 dollari in attesa del dato sulle scorte settimanali americane.

reddito fisso
La Cina vende Treasury: a luglio totale sceso sui minimi di gennaio

La Cina - principale creditore degli Stati Uniti - a luglio ha ridotto l'ammontare di Treasury in portafoglio portandolo ai minimi di sei mesi. Mentre la tensione commerciale tra Pechino e Washington montava, la nazione asiatica ha portato a 1.170 miliardi di dollari il valore dei titoli di stato americani in suo possesso contro quello da 1.180 miliardi di giugno. Si tratta di minimi di gennaio.

E' quanto emerso dal Treasury International Capital, rapporto diffuso dal Tesoro Usa. Il Giappone - il secondo creditore degli Usa dopo la Cina - ha invece aumentato la quantità di titoli di stato Usa in suo possesso a 1.040 miliardi di dollari (+5,1 miliardi). Anche Arabia Saudita, Francia, Singapore e Taiwan hanno comprato Treasury nel mese di luglio.

T-Bond: rendimento decennale resta sopra il 3%

I Treasury continuano a viaggiare con prezzi in calo, un trend che va avanti da quattro sedute di fila e che vede il rendimento del decennale restare saldamente sopra il 3%.

Le tensioni commerciali tra Usa e Cina non bastano a sostenere i titoli di stato americani, che risentono in generale della tonicità dell'economia Usa e di una Federal Reserve pronta ad alzare i tassi per la terza volta del 2018: la prossima stretta è attesa mercoledì prossimo, quando la banca centrale americana diffonderà le nuove stime economiche e quelle sul numero dei rialzi dei tassi futuri.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - al 3,057% dal 3,048% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento al 2,176%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,807%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,943%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in salita al 3,203%.

azionario
Wall Street: future deboli, focus sulle tensioni commerciali

I future a Wall Street, inizialmente in rialzo, si sono indeboliti ancora prima della diffusione di due dati macroeconomici.

Ad agosto i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono rimbalazati (+9,2%) dopo due mesi di fila in calo grazie alle case multifamigliari ma i permessi richiesti per costruire - indicatore dell'attività futura - sono scesi (-5,7%) ai minimi di oltre un anno.

Nel secondo trimestre del 2018 il deficit americano delle partite correnti si è ridotto del 17% a 104,46 miliardi di dollari da quello di 121,7 miliardi del primo trimestre; la crescita delle esportazioni di semi di soia in vista dell'introduzione, il 6 luglio scorso, di dazi cinesi ha sostenuto il dato.

All'indomani di un rally dovuto ai nuovi dazi più contenuti del previsto con cui Usa e Cina si sono colpiti a vicenda, tra gli investitori torna la cautela. Resta da vedere se l'amministrazione Trump farà scattare - come minacciato - altre tariffe doganali per 267 miliardi e quali mosse farà Pechino per difendersi. A Washington intanto riprendono i negoziati su un nuovo Nafta tra Usa e Canada.

I future del Dow cedono 24 punti, lo 0,09%; quelli dell'S&P 500 perdono 4,25 punti, lo 0,15%; quelli del Nasdaq Composite scivolano di 10,5 punti, lo 0,14%. Il petrolio a ottobre al Nymex segna un -0,19% a 69,72 dollari al barile.

Usa: +9,2% nuovi cantieri agosto, sopra stime, -5,7% permessi edilizi, peggio stime

Ad agosto i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono rimbalazati dopo due mesi di fila in calo grazie alle case multifamigliari, un trend che però potrebbe non essere sostenibile. I permessi richiesti per costruire sono infatti scesi ai minimi di oltre un anno.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri ha registrato un rialzo del 9,2% ad agosto al tasso annualizzato pari a 1,282 milioni di unità. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano un incremento del 5,3%.

I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono decresciuti del 5,7% a 1,229 milioni di unità contro un consenso per un -0,8%.

L'avvio di cantieri di abitazioni con due o più unità abitative è salito del 29,3% contro un +1,9% su luglio delle case singole.

Nei primi otto mesi del 2018 gli avvii sono saliti del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Il dato di luglio relativo ai nuovi cantieri è stato rivisto a un -0,3% da un +0,9%.

Usa: -17% a 101,46 mld $ deficit partite correnti II trimestre

Nel secondo trimestre del 2018 il deficit americano delle partite correnti si è ridotto più delle previsioni. Secondo quanto reso noto dal dipartimento al Commercio, tra aprile e giugno il dato è sceso a 101,46 miliardi di dollari. Gli analisti avevano previsto un deficit di 103,2 miliardi di dollari.

Come percentuale del Pil, il deficit è sceso al 2% contro il 2,8% dei tre mesi precedenti.

Il deficit delle partite correnti è il dato più importante per tastare il polso all'andamento del settore commerciale perché non tiene soltanto conto degli interscambi commerciali di prodotti e servizi ma comprende anche il flusso di investimenti tra i Paesi.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa l'8 settembre alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -0,1%.

Deficit partite correnti per il secondo trimestre 2018 alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -124,105 miliardi di dollari. Consensus: -103,2 miliardi di dollari.

Spese per le costruzioni per il mese di agosto alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,9%. Consensus: +5,3%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 14 settembre alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: -5,296 milioni di barili a 396,194 milioni di barili. Consensus: -2,1 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +1,25 milioni di barili a 235,869 milioni di barili. Consensus: -300.000 barili. Scorte di distillati. Precedente: +6,163 milioni di barili a 139,283 milioni di barili. Consensus: +500.000 barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 97,6%. Consensus: 96,7%.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.

Wall Street
Future degli indici Usa poco mossi nel premercato

Future degli indici Usa poco mossi nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,06%, lo S&P cede lo 0,04%, il Nasdaq cresce dello 0,02%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in netto rialzo. Gli investitori hanno digerito meglio del previsto l'aumento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Arrivato a guadagnare fino a 255 punti, il DJIA ne ha aggiunti 184,84, lo 0,71%, a quota 26.246,96; per l'indice delle 30 blue chip è stata la quinta seduta su sei in rialzo e la migliore da tre settimane, cosa che lo avvicina al record del 26 gennaio pari a 26.616,71. L'S&P 500 ha guadagnato 15,5 punti, lo 0,54%, a quota 2.904,31. Il Nasdaq Composite è salito di 60,31 punti, lo 0,76%, a quota 7.956,11. Il Vix si è sgonfiato del 6,51% a 12,79 punti. Il petrolio a ottobre al Nymex ha registrato un +1,4% a 69,85 dollari al barile.