Wall Street non riesce a rimbalzare, la Cina rallenta ma rassicura

Fisco
Trump sorprende leader Gop con promessa taglio tasse per classe media

Donald Trump ha promesso un "notevole taglio delle tasse" per la classe media. E potrebbe annunciarlo giusto prima delle elezioni di metà mandato previste in Usa il 6 novembre e da cui dipenderà il controllo del Congresso, ora in mano ai repubblicani. Peccato che la leadership repubblicana a Capitol Hill non ne sapesse nulla.

I vertici del Gop sono stati colti di sorpresa quando sabato scorso il presidente Usa durante un comizio a Elko, Nevada, ha detto che "stiamo valutando un grande taglio delle tasse per la gente della classe media". Prima del Natale 2017 l'amministrazione Trump aveva approvato una riforma fiscale che non ha dato al Gop il vento in poppa che sperava in vista della prossima chiamata alle urne e questo perché è risultata meno popolare del previsto. La misura è vista come a beneficio di aziende e ricchi. Per questo il leader Usa ha parlato esplicitamente di una nuova misura "non per le aziende ma per la classe media".

Oggi Trump sarà a Houston (Texas) per promuovere la ricandidatura del senatore Ted Cruz.

Netflix: pianifica collocamento di bond in dollari ed euro

Netflix intende rastrellare 2 miliardi di dollari attraverso il collocamento di bond sia in dollari sia in euro per investitori istituzionali qualificati. Il gruppo che offre un servizio di video in streaming ha spiegato che i rendimenti offerti e le scadenze delle obbligazioni saranno decisi più avanti, dopo i negoziati con gli acquirenti iniziali. Netflix intende utilizzare il ricavato a scopi aziendali generici. Moody's ha un rating sul gruppo pari a Ba3, un livello considerato "junk", spazzatura. Negli ultimi tre mesi il titolo ha perso il 7,9% mentre il Nasdaq 100 ha ceduto il 3,3% e l'S&P 500 l'1,2%.

Usa-Ue, le trattative commerciali diventano controverse

L'Unione Europea e gli Stati Uniti stanno riesaminando i loro rapporti commerciali, stimolati dalle accuse degli Stati Uniti secondo cui il blocco europeo sta ingannando le imprese americane. Lo scrive Bloomberg secondo cui non bisogna aspettarsi una revisione completa e imminente della relazione commerciale tra le due potenze. Anche se il presidente Donald Trump ha notificato al Congresso il 16 ottobre scorso che la Casa Bianca intende negoziare accordi commerciali con l'Unione europea, i negoziati formali devono ancora iniziare e lo scontro tra le due parti indica un arduo processo.

Nel giugno scorso l'amministrazione Trump ha infatti colpito l'Ue con pesanti tariffe su acciaio e alluminio, provocando rapide rappresaglie da Bruxelles contro iconici prodotti americani come il bourbon e le moto Harley-Davidson. Una guerra commerciale è stata finora evitata, anche grazie all’incontro tra Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che ha di fatto sancito una tregua. Le discussioni però continuano a rimanere tese anche per colpa delle minacce del presidente americano di imporre tariffe fino al 25 percento sulle importazioni di automobili e componenti negli Stati Uniti. Un’ipotesi che colpirebbe principalmente la Germania, la più grande economia dell’Ue.

fisco
Trump vuole tagliare altre tasse prima delle elezioni di novembre

Donald Trump sta valutando un "notevole taglio delle tasse" per la classe media. E potrebbe annunciarlo giusto prima delle elezioni di metà mandato previste in Usa il 6 novembre. Da esse dipenderà il controllo del Congresso, ora in mano ai repubblicani.

E' stato il presidente Usa a preannunciarlo durante un comizio a Elko, Nevada, una delle tappe negli Stati swing della parte occidentale degli Stati Uniti dove intende promuovere le candidature del Gop affinché la Camera resti in mano al suo partito.

Prima del Natale 2017 l'amministrazione Trump aveva approvato una riforma fiscale vista come a beneficio di aziende e ricchi. Per questo il leader Usa ha parlato esplicitamente di una nuova misura "non per le aziende ma per la classe media".

Finanza
Jpm scommette sulla Silicon Valley con "campus fintech"

JP Morgan scommette ulteriormente sulla Silicon Valley. All'inizio del 2019 la banca di Jamie Dimon inizierà a sviluppare un "nuovo campus fintech" per oltre mille dipendenti a Palo Alto, in California. L'edificio si troverà al Stanford Research Park, su un terreno prima occupato da Lockheed Martin e che ha vicino HP e Tesla.

L'apertura dell'ufficio è prevista nel 2020  e segue l'acquisizione della start-up "WePay", un competitor di PayPal e Stripe nell'offrire soluzioni di pagamento a piccole aziende.

auto
Ford recluta star "Breaking Bad" per pubblicità che schernisce visionari tech

Ford Motor ha reclutato la star della serie tv "Breaking Bad", Bryan Cranston, per una campagna pubblicitaria che schernisce i visionari tech: "Lasciate che siano loro a sognare il futuro, saremo noi a costruirlo", dice l'attore nello spot pensato per fare leva sulla tradizione del produttore di auto. "Parlare non basta per realizzare le cose, serve costruirle...come noi abbiamo fatto negli ultimi 115 anni", afferma l'attore.

Lo spot dallo slogan "Built Ford Tough" viene lanciato mentre il gruppo punta a risollevare le vendite, in Usa calate del 2,4% quest'anno con quelle del marchio Ford in ribasso dell'11,3%. Per un confronto, le vendite di Gm sono scese dell'1,2% nello stesso arco temporale e quelle di Fca sono in rialzo del 6,4%.

Resta da vedere quanto la campagna basterà per non solo rilanciare le vendite ma anche per risollevare le sorti del titolo a Wall Street. L'azione ha perso il 30% da giugno e viaggia sui minimi del 2009. Venerdì 19 ottobre Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, ha bocciato il titolo sostenendo che utili e flusso di cassa sono sotto pressione e il dividendo è rischio. La raccomandazione è passata a "equal weight" da "overweight", in pratica a tenere da comprare, con obiettivo di prezzo a 12-18 mesi a 10 da 14 dollari. La seduta è finita in calo dello 0,12% a 8,5 dollari.

Caso Khashoggi, Trump: "troppo presto" per dire quali conseguenze Riad rischia

E' ancora "troppo presto" per dire quali conseguenze l'Arabia Saudita potrebbe subire se si scoprisse che è dietro la scomparsa (e quasi certa uccisione) del giornalista Jamal Khashoggi. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, promettendo di lavorare con il Congresso sulle risposte eventuali da dare al caso del reporter saudita da un anno in auto esilio in Usa. Di lui si sono perse le tracce da quando il 2 ottobre scorso si recò nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia). Secondo fonti turche, è stato fatto a pezzi nel giro di 15 minuti.

azionario
Wall Street: chiusura mista, per il Dow prima settimana in rialzo dopo tre in calo

La seduta a Wall Street è finita in generale calo fatta eccezione per il Dow Jones Industrial Average, che è riuscito a chiudere in rialzo grazie alla spinta data da P&G: il produttore dei rasoi Gillette e dei pannolini Pampers ha chiuso un trimestre con la migliore crescita delle vendite organiche da cinque anni a questa parte. L'indice delle 30 blue chip è riuscito così ad archiviare la prima settimana in rialzo dopo tre di fila in ribasso. Il Nasdaq Composite ha finito invece la terza settimana di fila in rosso.

All'indomani di una giornata di vendite, gli indici americani erano partiti in quarta salvo poi perdere slancio. I listini non sono riusciti a inseguire il buon andamento dei listini asiatici, che hanno corso nonostante il Pil cinese del terzo trimestre sia cresciuto leggermente meno del previsto (+6,5%); a sostenerli sono state le rassicurazioni di varie autorità cinesi e del vice premier, che in una serie di interviste alla stampa locale ha spiegato che Washington e Pechino sono in contatto per un incontro tra il presidente americano, Donald Trump, e quello cinese, Xi Jinping. Secondo indiscrezioni, il faccia a faccia volto a ridurre le tensioni commerciali potrebbe esserci il 29 novembre a Buenos Aires (Argentina), prima che inizi il G20 là previsto.

Arrivato a guadagnare fino a 229 punti, il Dow ne ha aggiunti quasi 65, lo 0,26%, a quota 25.444,34. L'S&P 500 ha finito poco mosso a 2.767,78. Il Nasdaq ha perso 36 punti circa, lo 0,48%, a quota 7.449 con un -0,6% settimanale.

Caso Khashoggi: Pompeo valuta "vasta gamma" di risposte se Riad responsabile

Il segretario americano di Stato, Mike Pompeo, ha messo in guardia l'Arabia Saudita: Washington sta valutando una "vasta gamma" di risposte nel caso si scoprisse che Riad è responsabile della scomparsa (e dalla quasi certa uccisione) del giornalista saudita Jamal Khashoggi.

"Di sicuro", ha detto Pompeo alla radio Voice of America, "prenderemo in considerazione una vasta gamma di risposte potenziali ma credo che la cosa importante sia che i fatti emergano".

La Turchia e l'Arabia Saudita stanno indagando ma monta sempre di più il sospetto che il principe erede al trono Mbs sia dietro l'assassinio di Khashoggi, secondo fonti turche fatto a pezzi nel giro di 15 minuti dopo essersi recato nel consolato saudita a Istanbul (Turchia) il 2 ottobre scorso.

materie prime
Petrolio chiude a NY +0,7% a 69,12 dollari al barile, in settimana -3,1%

Per la prima volta dopo due seduta di fila in calo, il petrolio è rimbalzato ma ha archiviato comunque una settimana in perdita. Il contratto novembre al Nymex è salito di 47 centesimi, lo 0,7%, a quota 69,12 dollari.

Nelle due precedenti sedute aveva perso il 4,5%, colpa di un aumento decisamente superiore alle stime delle scorte settimanali americane. Oggi le quotazioni sono salite nonostante il numero delle trivelle petrolifere attive sia aumentato per la seconda settimana di fila raggiungendo i massimi del marzo 2015 (+4 a 873 unità).

Venerdì scorso il contratto del Wti aveva finito a 71,34 dollari chiudendo una settimana in calo del 4%. Il ribasso di questa settimana è stato del 3,1%.

America
Usa accusano cittadina russa di guidare sforzi per interferire in elezioni

I procuratori federali statunitensi hanno accusato una cittadina russa di volere influenzare le elezioni di metà mandato previste in Usa il prossimo sei novembre. E' quanto emerge dai documenti relativi al rinvio a giudizio che vede protagonista Elena Alekseevna Khusyaynova, 44 anni di San Pietroburgo. Leggi qui i dettagli.

Usa: Cina, Russia e Iran cercano di interferire in elezioni

L'intelligence statunitense è "preoccupata" e ha lanciato un nuovo avvertimento temendo interferenze nelle prossimi elezioni, quelle di metà mandato previste il 6 novembre prossimo e quelle presidenziali del 2020.

In un comunicato, l'ufficio del direttore dell'intelligence nazionale ha spiegato che "non ci sono prove che l'infrastruttura sia stata compromessa in modo che permetterebbe agli avversari di impedire il voto, di cambiare il conteggio dei voti o di fare saltare la nostra capacità di contare i voti delle elezioni di metà mandato".

Tuttavia, "siamo preoccupati delle campagne in corso di Russia, Cina e altri attori stranieri, incluso l'Iran, per mettere a repentaglio la fiducia nelle istituzioni democratiche e per influenzare le politiche del governo e la fiducia del pubblico".

Apple: Ceo Cook chiede a Bloomberg ritiro storia su chip cinesi

Il Ceo di Apple, Tim Cook, ha chieso pubblicamente che Bloomberg ritiri la storia del 4 ottobre scorso secondo cui spie cinesi sono state capaci di inserire chip nelle schede madri prodotte da Super Micro Computer, azienda californiana che ha fornito attrezzature e server usate dal governo e da decine di gruppi statunitensi inclusi Apple e Amazon.

Sia il produttore dell'iPhone sia il colosso del commercio elettronico avevano smentito come pure Pechino. In una intervista a Buzzfeed, Cook ha detto: "Non c'è alcuna verirà nella storia in merito ad Apple". E' la prima volta che il successore di Tim Cook ha pubblicamente fatto una richiesta simile per quanto in passato non siano mancate le occasioni. Bloomberg ha sempre difeso il suo articolo, nel quale vengono citate varie fonti anonime inclusi ex dipendenti di Apple. Il colosso dell'informazione finanziaria ha detto a BuzzFeed: "Difendiamo la nostra storia e abbiamo fiducia nelle nostre fonti e in quanto abbiamo scritto".

Usa: numero trivelle petrolifere attive ai massimi del marzo 2015

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è salito per la secondo volta di fila dopo tre settimane consecutive in calo. Stando al rapporto pubblicato da Baker Hughes ogni venerdì, i pozzi sono aumentati di 4 unità a 873 dopo essere cresciuti di 8 unità nella settimana precedente.

Il dato resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive. In generale, il numero delle trivelle è in aumento dal giugno 2016. Il petrolio, reduce da due sedute in cui ha perso il 4,5%, continua comunque a rimbalzare.

Al Nymex il contratto novembre sale dell'1% a 69,33 dollari. Venerdì scorso aveva finito a 71,34 dollari chiudendo una settimana in calo del 4%.

azionario
Wall Street annulla i guadagni, Nasdaq accelera al ribasso

Giunti a metà seduta, gli indici a Wall Street hanno perso slancio con il Nasdaq Composite e l'S&P 500 che sono virati in negativo portando nuovamente in rosso il bilancio settimanale dell'indice tech.

A livello settoriale, i titoli dei beni di prima necessità corrono dell'1,9% grazie alla spinta di P&G (+7%), che ha messo a segno la migliore crescita dei ricavi trimestrali da 5 anni. Il comparto difensivo delle utility guadagna più di tutti (+2%) mentre quello indistriale cede terreno (-0,3%). 

Il sito di aste online eBay soffre (-9,8%) scendendo sui minimi di quasi due anni dopo che il sistema di pagamenti online PayPal (di cui una volta faceva parte) ha segnalato "pressioni" e un rallentamento della sua crescita. PayPal tuttavia vola (+7,5%) grazie a conti migliori del previsto e alle prospettive della sua app Venmo.

Dal fronte macroeconomico, le vendite di case esistenti a settembre sono scese per il sesto mese di fila sui minimi del novembre 2015.

Sullo sfondo restano le preoccupazioni legate a un rallentamento della Cina, le cui autorità oggi sono riuscite a tranquillizzare nonostante un Pil deludente nel terzo trimestre. Anche l'Italia continua a essere monitorata con il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, che però ha ammorbidito i toni contro Roma sulla legge di bilancio.

Il Dow sale di 18 punti, lo 0,07%, a quota 25.397. L'S&P 500 perde 1,35 punti, lo 0,03%, a quota 2.768. Il Nasdaq cede 36 punti, lo 0,48%, a quota 7.449. Il petrolio a novembre al Nymex sale dello 0,8% a 69,22 dollari ma rischia di chiudere la settimana con un calo di circa il 3%.

caso Khashoggi
Mnuchin (Tesoro Usa) parteciperà a incontro anti-terrorismo a Riad

Non parteciperà più alla cosiddetta "Davos nel deserto" a Riad, ma prenderà invece parte nella capitale saudita a un incontro separato dedicato alla lotta contro il terrorismo. Secondo il Washington Post, è questa la decisione del segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, che ieri aveva annunciato che non sarebbe più andato alla Future Investment Initiative in calendario dal 23 al 25 ottobre prossimi. All'appuntamento molti leader hanno deciso di non partecipare, da ultimo il Ceo di Deutsche Bank, Christian Sewing.

La scelta apparente di Mnuchin di andare comunque a Riad e di vedere funzionari sauditi e le loro controparti mediorientali a fine mese si verifica mentre il mondo intero segue con sconcerto il caso di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita dissidente di cui si sono perse le tracce da quado il 2 ottobre scorso mise piede nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia).

Ieri persino il presidente americano, Donald Trump, ha ammesso che sembra certo che il reporter sia morto. Secondo fonti turche, la polizia criminale turca ha individuato con precisione il luogo dell'assassinio ed è convinta che il giornalista sia stato fatto a pezzi in soli 15 minuti. E mentre il mondo intero è convinto che dietro all'accaduto ci sia il principe erede al trono saudita, Mbs, al Jazeera cita fonti reali secondo cui il re Salman sta rivalutando i poteri concessi al figlio. Intanto Trump ha assunto una posizione più dura ed è tornato a dire che le conseguenze della morte ormai certa di Khashoggi dovranno "essere molto severe".

T-Bond: rendimenti in rialzo ma quelli italiani in calo, focus su Fed

I titoli di stato americani viaggiano con prezzi in calo; gli investitori sembrano ancora contrati sulla Federal Reserve che - stando ai verbali "hawkish" diffusi mercoledì scorso - sembra intenzionata a portare avanti la normalizzazione "graduale" della sua politica monetaria.

Il mercato si domanda fino a dove i rendimenti dei Treasury si spingeranno se la banca centrale Usa realizzerà òe sue stime, quelle di un'altra stretta entro fine anno dopo quella di settembre e altre tre nel 2019.

L'andamento dei Treasury ignora il rimbalzo dei titoli di stato italiani, dovuto a dichiarazioni apparentemente più soft di Pierre Moscovici, il commissario Ue per gli Affari economici e finanziari, sulla legge di bilancio italiana.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 3,202% dal 3,175% di ieri, comunque lontano dai massimi di sette anni e mezzo toccati recentemente al 3,2620%. Venerd" scorso la settimana era finita al 3,140%, quindi quella che si chiude oggi terminerà con prezzi in rosso. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. Per un confronto, quello italiano è in calo al 3,563%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo al 2,309%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in crescita al 2,90%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 3,053%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in salita al 3,38%.

Amazon visita alcune delle città finaliste per ospitare seconda sede

Sembra sempre più vicina la scelta da parte di Amazon della città destinata a ospitare il suo secondo quartier generale, un progetto da oltre 5 miliardi di dollari in 20 anni annunciato nel settembre 2017 e che promette di creare fino a 50mila posti di lavoro.

Stanto al Wall Street Journal, il top management del colosso del commercio elettronico ha visitato alcune delle 20 città finaliste; tra quelle visitate ci sono New York City, Newark (New Jersey) e Chicago (Illinois). Stando alle fonti del giornale finanziario, Amazon ha avuto contatti anche a Miami (Florida) e nell'area di Washington DC mentre altri luoghi, come Raleigh (North Carolina), non hanno notizie del gruppo da mesi.

L'azienda guidata da Jeff Bezos sembra preferire località urbane. Amazon annunciò le 20 finaliste (sulle 238 città candidate) lo scorso gennaio; una decisione dovrebbe essere presa entro la fine del 2018.

Commercio
Trump e Xi potrebbero vedersi il 29 novembre prima del G20 in Argentina

Il presidente americano, Donald Trump, e quello cinese, Xi Jinping, hanno quasi raggiunto un accordo per vedersi prima dell'inizio formale del G20 previsto a fine novembre a Buenos Aires, in Argentina. A scriverlo, curiosamente ore dopo la pubblicazione del deludente Pil cinese del terzo trimestre, è il South China Morning Post.

Se confermato, sarebbe il primo faccia a faccia tra i due leader da quasi un anno e segnalerebbe che Washington e Pechino sono disposte a ridurre le tensioni commerciali in corso. Stando al giornale di Hong Kong, Trump e Xi potrebbero vedersi il 29 novembre.

Citando il vice premier Liu He - che ha rilasciato alla stampa locale rari commenti nel giorno del Pil cresciuto al passo più lento dall'inizio del 2009 - il quotidiano scrive che Usa e Cina "al momento sono in contatto".

Usa: -3,4% case esistenti settembre, molto peggio delle stime

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti a settembre sono calate; quello è stato il sesto mese di fila in ribasso.

L'indicatore, stilato dall'associazione di settore National Association of Realtors (Nar), è sceso del 3,4% a un tasso annualizzato di 5,15 milioni di unità. Si tratta del passo più lento da quasi tre anni. Gli analisti attendevano un calo dello 0,9%. Su base annuale c'è stata una flessione del 4,1%.

Il prezzo mediano di una casa esistente a settembre è salito su base annua del 4,2% a 258.100 dollari. Per esaurire completamente le case disponibili per la vendita servirebbero 4,4 mesi contro 4,2 mesi di un anno fa.

Per Lawrence Yun, capo economista di Nar, "non ci sono dubbi che ci sia un netto cambio di rotta nel mercato, come evidenziato da vendite in calo e da un aumento delle case a disposizione per la vendita".

Honeywell taglia l'outlook per riflettere scorporo attività, buoni i conti

Honeywell International ha tagliato le sue guidance sui profitti per riflettere gli scorpori delle sue attività legate alla casa e ai trasporti in due aziende separate che si chiameranno rispettivamente Resideo Technologies e Garrett Motion. Il gruppo ha tuttavia annunciato una trimestrale buona grazie a volumi in aumento e alla domanda sostenuta dei segmenti dedicati all'aerospazio e all'automazione.

Il colosso industriale del New Jersey ha chiuso il terzo trimestre fiscale con 2,34 miliardi di dollari di utili, o 3,11 dollari per azione, in rialzo del 73% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al netto di voci straordinarie, i profitti sono arrivati a 2,03 dollari per azione contro stime degli analisti per 1,99 dollari per titolo. Il gruppo ha spiegato di avere goduto di benefici fiscali per 498 milioni di dollari.

Le vendite sono aumentate a 10,76 miliardi da 10,12 miliardi di un anno prima, in linea alle previsioni.

Per il 2018, Honeywell si aspetta utili per azione pro forma pari a 7,95-8 dollari per titolo e non più pari a 8,10-8,20 dollari per azione. Il fatturato è visto a quota 41,7-41,8 miliardi e non più a 43,1-43,6 miliardi.

Il titolo sale di solo lo 0,15% a 155,36 dollari. Da gennaio ha guadagnato l'1,2% e negli ultimi 12 mesi l'8%.

azionario
Wall Street rimbalza nell'anniversario del Black Monday, settimana positiva

La seduta a Wall Street è iniziata all'insegna del rimbalzo, cosa che dovrebbe consentire al Dow Jones Industrial Average, all'S&P 500 e al Nasdaq Composite di archiviare la settimana in aumento.

Gli investitori brindano a una serie di trimestrali incoraggianti come quella di P&G (+6,85%), che fa da traino all'indice delle 30 blue chip.

La Cina ha deluso con il Pil del terzo trimestre (+6,5%), cresciuto al passo più lento dal primo trimestre del 2009. Tuttavia varie autorità cinesi sono riuscite a rassicurare consendo anche all'azionario locale di rimbalzare.

Nel giorno del 31esimo anniversario del Black Monday - quando il Dow perse il 22,6%, un record - gli investitori si domandano quale rotta l'azionario americano prenderà; Dow e S&P 500 hanno vissuto tre settimane di fila in calo, colpa anche dei timori associati a un aumento dei rendimenti dei Treasury. Per Jpm le probabilità di recessione nei prossimi due anni sono salite sopra il 60%.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow avanza di 121 punti, lo 0,48%, a quota 25.500,61. L'S&P 500 cresce di 12 punti, lo 0,45%, a quota 2.781,26. Il Nasdaq aggiunge 50 punti, lo 0,67%, a quota 7.536. Il Vix si sgonfia del 5,5% sotto i 19 punti. Il petrolio a novembre al Nymex segna un +0,86% a 69,24 dollari al barile.

aziende
P&G: le vendite organiche corrono al passo più veloce da 5 anni

Procter & Gamble - il colosso americano dei beni al consumo preso di mira dall'investitore attivista Nelson Peltz - ha chiuso il suo primo trimestre fiscale con la più forte crescita delle vendite da 5 anni a questa parte. Il merito è del segmento dedicato alla bellezza.

Nei tre mesi al 30 settembre scorso, l'azienda famosa per i rasoi a marchio Gillette e i pannolini Pampers ha registrato vendite organiche - ossia al netto di fluttuazioni valutarie, acquisizioni e disinvestimenti - in rialzo del 4% contro il +1% deludente messo a segno nell'anno fiscale terminato il 30 giugno scorso (P&G aveva puntato ad almeno un +2-3% in quell'esercizio). I prodotti della bellezza hanno registrato un +7% nel trimestre.

Il fatturato di gruppo è salito tra luglio e settembre dello 0,2% annuo a 16,7 miliardi di dollari, colpa di cambi sfavorevoli che hanno pesato sulle vendite per il 3%.

Gli utili sono aumentati del 12% a 3,2 miliardi, o 1,22 dollari per titolo.

Per l'anno fiscale 2019, P&G ha confermato le stime di vendite organiche in aumento del 2-3%. I ricavi complessivi sono visti in calo del 2% e non più tra l'invariato e in rialzo dell'1%, colpa di fluttuazioni valutarie sfavorevoli. Il gruppo continua ad aspettarsi una crescita degli utili per azione tra il 3 e l'8% nell'intero esercizio. La previsione include un impatto di 1,3 miliardi dato da cambi svantaggiosi e costi in rialzo delle materie prime.

Il titolo P&G vola del 6% nel pre-mercato. Da gennaio ha perso quasi il 13% e negli ultimi 12 mesi oltre il 13%.

azionario
Wall Street verso il rimbalzo con la Cina, 31 anni fa il Black Monday

I future a Wall Street si muovono in rialzo preannunciando una ripresa all'indomani dell'ennesimo sell-off. Al momento il bilancio settimanale di DJIA e S&P 500 è leggermente positivo mentre quello del Nasdaq Composite è negativo.

Oggi è l'anniversario del crash dei mercati del 1987 (che essendosi verificato di lunedì passò alla storia come il Black Monday), quando il Dow subì il calo giornaliero maggiore di sempre con un -22,6%.

I listini americani sembrano volere inseguire quelli cinesi, oggi protagonisti di un rimbalzo nonostante l'economia cinese nel terzo trimestre sia cresciuta meno delle stime (+6,5%) e al passo più lento dal primo trimestre del 2009. Ad avere rassicurato sono stati i regolatori cinesi, dalla People’s Bank of China alla Securities Regulatory Commission passando per la Banking and Insurance Regulatory Commission. L'autorità di borsa ha annunciato una serie di misure volte e sostenere l'azionario. Il vice premier Liu He ha invitato a non focalizzarsi su singoli dati o su un determinato periodo perché "se si guarda alla situazione attuale con una prospettiva storica, l'outlook è molto brillante". In commenti rari rilasciati alla stampa locale, Liu ha spiegato che le tensioni commerciali tra Usa e Cina stanno avendo un impatto "più psicologico che reale" e non ha escluso un incontro tra il presidente Xi Jinping e quello americano Donald Trump al G20 di fine novembre in Argentina.

I future del Dow salgono di 77 punti, lo 0,3%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 7 punti, lo 0,25%; quelli del Nasdaq segnano un +33,5 punti, lo 0,5%. Il petrolio a novembre al Nymex avanza dell'1% a 69,36 dollari al barile.