Wall Street, pesa lo scivolone del greggio

Il Wti tornato sui minimi dell'ottobre 2017. Apple in territorio "orso"

azionario
Wall Street chiude in forte calo, Nasdaq sui minimi del 2 aprile

La seduta a Wall Street è finita in forte calo. Il Dow Jones Industrial Average ha subito la flessione peggiore (-2,2%) seguito da S&P 500 (-1,82%) e dal Nasdaq Composite (-1,7%). L'indice delle 30 blue chip e quello benchmark hanno chiuso sui minimi di fine ottobre mentre il listino tech ha terminato a un livello che non si vedeva dal 2 aprile scorso. Dow e S&P 500 hanno cancellato i rialzi del 2018, che il Nasdaq è riuscito a mantenere per poco.

In particolare, l'S&P 500 è riuscito per un soffio a non cadere in correzione, status definito da un ribasso di almeno il 10% dall'ultimo picco. Tutti i suoi 11 settori hanno terminato in rosso con quello energetico sul fondo (-3,3%), colpa del poderoso scivolone del petrolio: il contratto a gennaio al Nymex ha lasciato sul terreno il 6,6% a 53,43 dollari, minimo dall'ottobre 2017.

Ancora una volta Apple (-4,8%) ha sofferto tanto da arrivare a perdere oltre il 20% dal record di inizio ottobre. Entrando nel cosiddetto territorio "orso", il titolo del produttore dell'iPhone si è unito agli altri FANG (Facebook, Amazon, Netflix e la controllante di Google, Alphabet).

Prima di partire per il suo resort Mar-a-Lago in Florida, il presidente americano Donald Trump è tornato a criticare la Federal Reserve dicendo di volere tassi più bassi. Secondo lui la Fed rappresenta "il principale problema", più del sell-off dei titoli tecnologici che secondo lui si risolleveranno. Larry Kudlow, consigliere economico della Casa Bianca, ha invece smentito l'analisi di Goldman Sachs secondo cui l'anno prossimo l'economia Usa rallenterà.

Arrivato a cedere fino a 648 punti, il Dow ne ha persi 551,8 a quota 24.465,64.

L'S&P 500 ha lasciato sul terreno 48,84 punti a quota 2.641,89.

Il Nasdaq ha registrato una flessione di 119,65 punti a quota 6.908,82.



Sanità: Walgreens e Humana trattano scambio di quote (Dow Jones)

Walgreens Boots Alliance, colosso mondiale del benessere e della commercializzazione di medicinali guidato dall'italiano Stefano Pessina, sta conducendo trattative preliminari con l'assicuratore sanitario Humana per uno scambio reciproco di quote. Lo riferisce Dow Jones, ricordando che i due gruppi sono già partner.

I negoziati si svolgono quasi un anno dopo l'annuncio da parte della catena di farmacie CVS Health dell'acquisto da 69 miliardi di dollari dell'assicuratore Aetna. Le trattative dimostrano come i fornitori di servizi sanitari vogliano rafforzarsi a fronte di minacce poste anche da gruppi come Amazon.

L'operazione sarebbe favorevole per Walgreens, non solo perché replicherebbe i vantaggi delle nozze tra CVS e Aetna ma anche perché costerebbe meno di un'acquisizione. Humana infatti ha perso quota in borsa arrivando ad avere una capitalizzazione di 42 miliardi contro quella di 78 di Walgreens.

Trump: tagliare i ponti con Arabia Saudita sbagliato. Prezzi greggio volerebbero

Prima di lasciare la Casa Bianca per recarsi al suo resort Mar-s-Lago in Florida, il presidente americano ha difeso la sua scelta di non rompere con l'Arabia Saudita nonostante le polemiche legate all'assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, avvenuta nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia) il 2 ottobre scorso.

Se gli Usa tagliassero i ponti con l'Arabia Saudita, ha dichiarato Donald Trump alla stampa, "i prezzi del greggio schiezzerebbero al rialzo". Secondo lui, farlo "sarebbe un errore terribile".

Per il leader Usa la questione "è molto semplice. Tutto riguarda l'America First", l'approccio con cui il presidente vuole mettere gli interessi della sua nazione al primo posto.

Sale l'attesa per la riunione dell'Opec prevista a Vienna (Austria) il 6 dicembre prossimo. Teoricamente l'Arabia Saudita - il leader di fatto del cartello - intende proporre un taglio della produzione di un massimo di 1,4 milioni di barili al giorno per risollevare i prezzi, che solo a inizio ottobre viaggiavano ai massimi di 4 anni. Trump ne sarebbe contrario.

materie prime
Petrolio chiude a NY -6,6% a 53,43 dollari al barile, minimi ottobre 2017

Il petrolio oggi è crollato sui minimi dell'ottobre 2017. Il contratto gennaio al Nymex è scivolato di 3,77 dollari, il 6,6%, a quota 53,43 dollari al barile, sopra i minimi intraday pari a 52,77 dollari (-7,5%). Dai massimi di quattro anni raggiunti a inizio ottobre, i prezzi sono scesi del 31%.

A pesare sulle contrattazioni sono stati timori legati a un aumento delle scorte mondiali e a una possibile frenata dell'economia, cosa che peserebbe sulla domanda.

Nel frattempo il presidente americano, Donald Trump, ha detto che gli Usa restano partner e alleati dell'Arabia Saudita nonostante le polemiche legate all'assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi.

Le parole del leader Usa hanno fatto venire meno le paure di potenziali interruzioni delle forniture di petrolio da Riad, che al vertice dell'Opec del 6 dicembre prossimo intende proporre un taglio della produzione di 1-1,4 milioni di barili al giorno. La mossa - pensata per risollevare i prezzi del barile - non sarebbe gradita dall'inquilino della Casa Bianca.

Petrolio crolla di oltre il 7% a NY sotto i 53 dollari al barile, minimi da un anno

Il petrolio non sembra trovare il fondo. Al Nymex il contratto gennaio segna un -7,5% a 52,77 dollari al barile, nuovi minimi da un anno. L'accelerazione al ribasso c'è stata dopo le parole del presidente americano, Donald Trump, che nonostante l'assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi su suolo turco si è schierato dalla parte dell'Arabia Saudita.

Nel sottolineare che l'Arabia Saudita "è il più grande produttore di petrolio al mondo", Trump ha detto in una nota che Riad "sta lavorando con noi e ha tenuto conto delle mie richieste per tenere i prezzi del petrolio a livelli ragionevoli".

A colpi di tweet, il leader Usa ha spesso criticato l'Opec - che ha nella nazione del Golfo il suo leader di fatto - esigendo prezzi del barile più bassi. Di fronte al crollo recente del barile, che solo a inizio ottobre viaggiava ai massimi da 4 anni, Riad intende però proporre un taglio della produzione petrolifera di 1-1,4 milioni di barili alla riunione dell'Opec del 6 dicembre prossimo (cosa che a Trump non piacerebbe).

Azionario
Wall Street continua a soffrire, azzerati i rialzi 2018

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street restano in forte calo ma sopra i minimi intraday. I tre indici principali hanno mandato in fumo i rialzi messi a segno da inizio anno portando in negativo il bilancio 2018.

Tutti gli 11 settori dell'S&P 500 sono in rosso. Il più pesante è quello energetico (-2,9%) complice lo scivolone del petrolio: il contratto gennaio al Nymex segna un -5,6% a 54 dollari al barile. Il comparto industriale e quello finanziario lasciano sul terreno il 2% ciascuno e quello tecnologico perde l'1,9%.

Apple resta pesante (-3,7%) nel giorno in cui il titolo è ufficialmente entrato in territorio "orso" in cui già si trovavano Facebook, Amazon, Netflix e Alphabet: tutti hanno perso oltre il 20% dai loro rispettivi record. Anche il settore retail soffre, messo sotto pressione dalla trimestrale mista di Target (-10,3%).

Il sell-off generalizzato nell'azionario si verifica mentre Bitcoin crolla (-5%) tornando ai livelli del settembre 2017, quando il Ceo di Jpm, Jamie Dimon, aveva avvertito che la valuta virtuale era una "frode" (arrivata a 4.500 dollari, ha perso oltre tre quarti del suo valore rispetto ai massimi storici).

Mentre Goldman Sachs suggerisce agli investitori di aumentare la porzione in cash dei loro portafogli, Ray Dalio (di Bridgewater Associates) sostiene che "ci saranno bassi rendimenti per molto, molto tempo". Intanto, stando a un sondaggio condotto da Cnbc sentendo vari Cfo, il DJIA potrebbe perdere altri 2mila punti (l'8%) sotto quota 23mila prima di toccare il fondo e correre a 27mila punti.

Arrivato a perdere fino a 596 punti, l'indice delle 30 blue chip ne cede 455,70, l'1,8%, a quota 24.561,74.

L'S&P 500 perde 40 punti, l'1,5%, a quota 2.650,50. Il Nasdaq segna un -93 punti, l'1,33%, a quota 6.935.

Da gennaio il Dow ha perso lo 0,65% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 4,8%. L'S&P 500 ha ceduto lo 0,9% nel 2018 ed è salito del 2,6% nell'ultimo anno. Il Nasdaq mostra un rialzo dello 0,4% da inizio anno e del 2% rispetto a un anno fa.

Petrolio a NY crolla del 6% sotto i 54 dollari, minimi da un anno

Il petrolio a New York è colpito sempre di più dall'orso. Già in calo di oltre il 20% rispetto al picco di inizio ottobre, il Wti a gennaio sta ampliando vistosamente le vendite sulla scia del sell-off che sta colpendo l'azionario a Wall Street. Il contratto al Nymex scivola del 6% a 53,7 dollari al barile, minimi di un anno fa.

Il mercato continua a temere scorte mondiali in aumento e un rallentamento dell'economia, che peserebbe sulla domanda. Sale l'attesa per la riunione dell'Opec e dei suoi alleati come la Russia in calendario il 6 dicembre prossimo a Vienna. In quell'occasione si discuterà di un taglio alla produzione, che l'amministrazione Trump non vuole ma su cui l'Arabia Saudita spinge. Preoccupata da un eccesso produttivo simile a quello che nel 2014 portò a un crollo dei prezzi, Riad intende proporre una riduzione dell'output pari a 1-1,4 milioni di barili al giorno.

Nel corso di una conferenza in Norvegia Fatih Birol, a capo dell'Agenzia internazionale dell'energia, ha messo in guardia sugli effetti geopolitici sui prezzi del barile: "Stiamo entrando in un periodo di incertezza senza precedenti in merito al mercato petrolifero". Ieri l'Aie ha avvertito in merito alle "implicazioni negative" di un taglio alla produzione: molti temono che un balzo dei prezzi lederebbe i consumi.

Amazon punta sulle 22 reti tv sportive regionali che Disney deve cedere

Amazon, Blackstone e un fondo sovrano figurano tra i soggetti che puntano a comprare le 22 reti regionali sportive acquisite da Walt Disney come parte dell'acquisizione per 71,3 miliardi di dollari di asset di 21st Century Fox.

Si tratta delle emittenti di cui lo scorso giugno il dipartimento americano di Giustizia chiese la cessione come condizione per il via libera alla transazione che Comcast cercò di ostacolare (il gruppo media era a sua volta interessato a quegli asset, che comprendono Star India, studi cinematografici e televisivi, reti via cavo dedicate all'intrattenimento e la partecipazione nel servizio di video in streaming Hulu).

E' Cnbc a riferire l'interesse del colosso del commercio elettronico guidato da Jeff Bezos e che punta sempre di più sui contenuti video. Stando alle indiscrezioni, la nuova "Fox" - l'azienda che nascerà da quanto rimasto dopo la maxi vendita a Disney e che sarà concentrata sulle emittenti tv - non si è fatta avanti nel primo round di offerte ma non è escluso che lo faccia al secondo round, atteso prima della fine del 2018.

In passato Cnbc aveva riferito che con la sua Fox, il magnate dei media Rupert Murdoch potrebbe realizzare un clamoroso colpo: ricomprarsi a sconto le 22 reti sportive regionali cedute a Disney e su cui vengono trasmesse le partite di 44 team professionistici appartenenti a Major League Baseball, National Basketball Association e National Hockey League.

A Wall Street, il titolo Amazon cede il 3%, quello di Fox lo 0,56% e quello di Disney l'1,6%.

tech
Apple entra in territorio "orso", titolo bocciato da Goldman Sachs

Anche Apple si è unito a Facebook, Amazon, Netflix e Alphabet entrando formalmente in territorio "orso", che segna un calo di almeno il 20% dall'ultimo picco.

Ieri il titolo del produttore dell'iPhone era riuscito a evitare una tale performance per un soffio. Infatti la seduta era finita in calo del 19,9% dal record del 3 ottobre scorso a 232 dollari circa ma l'azione si è lasciata andare nuovamente alle vendite all'avvio degli scambi odierni.

Apple sta vivendo il mese peggiore dal settembre 2008, nel pieno della crisi finanziaria. In poco più di un mese ha bruciato oltre 220 miliardi di capitalizzazione (ora pari a 855,4 miliardi).

Secondo Goldman Sachs, una domanda debole di prodotti Apple e una ricezione cauta dei nuovi iPhone al di fuori degli Usa impediranno al titolo di correre. Stando all'analista Rod Hall, la raccomandazione sul titolo resta "neutrale" ma l'obiettivo di prezzo è stato tagliato a 182 dollari da 209 dollari.

Partito in calo di circa il 4% a 175,51 dollari, il titolo cede il 2,8% a 180,63 dollari. Da gennaio è salito del 5,7%, più o meno quanto guadagnato negli ultimi 12 mesi.

azionario
Wall Street: sell-off all'avvio degli scambi con tech e retailer

Come i future avevano lasciato intendere, la seduta a Wall Street è iniziata all'insegna delle vendite. Tutti e tre i principali indici sono nuovamente in negativo dall'inizio dell'anno. Ancora una volta, a pesare è il settore tecnologico con Apple (-4%) che continua a soffrire a causa di timori di un rallentamento della domanda di iPhone. Il gruppo si è unito agli altri titoli FANG entrando in territorio "orso" avendo perso almeno il 20% dal suo ultimo picco, quello di inizio ottobre.

Anche i retailer soffrono con Target (-10,4%) dopo conti deludenti, un segnale poco incoraggiante in vista della stagione dello shopping natalizio che inizierà formalmente con il Giorno del ringraziamento di dopodomani e con il successivo Black Friday. Dal fronte macroeconomico, sono giunte altre notizie negative sull'immobiliare.

All'indomani del crollo sui minimi di oltre due anni della fiducia dei costruttori a novembre, l'avvio di nuovi cantieri a ottobre è rimbalzato (+1,5%) ma non abbastanza e i permessi edizili sono inaspettatamente scesi (-0,6%).

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow lascia sul terreno 413,33 punti, l'1,65%, a quota 24.604,11. L'S&P 500 perde 37 punti, l'1,4%, a quota 2.653,27. Partito con una flessione del 2,2%, il Nasdaq segna un -118,47 punti, l'1,7%, a quota 6.910,49, sotto la soglia psicologica dei 7mila punti. Il Vix vola del 12% a 22,53. Il petrolio a gennaio scivola sotto i 56 dollari al barile con un -2,17%.

M&A
Boston Scientific si rafforza nella medicina interventistica con BTG

Boston Scientific si rafforza nella medicina interventistica, quella che attraverso dispositivi minuscoli consente interventi chirurgici per curare malattie come l'enfisema polmonare: il produttore americano di articoli medici come i pacemaker, gli stent per espandere le arterie e gli endoscopi ha siglato un accordo per acquistare il gruppo britannico BTG per 3,3 miliardi di sterline o 4,24 miliardi di dollari.

Boston Scientific verserà 8,40 sterline per ogni titolo BTG, un premio del 37% sul valore del titolo registrato ieri in chiusura a Londra e che ora è prontagonista di un rally di quasi il 35% a 8,29 sterline.

L'azienda americana ha spiegato che non ha ancora deciso cosa farà nel lungo termine con le attività farmaceutiche di BTG, azienda le cui origini risalgono al 1948 su volontà del governo britannico per finanziare la ricerca scientifica; il gruppo fu privatizzato nel 1992 e attraverso le acquisizioni ha sviluppato una presenza nel mercato della medicina interventistica.

Nei sei mesi al 30 settembre, BTG ha generato ricavi per 495,7 milioni di dollari, il 12% in più sullo stesso periodo dello scorso anno. Le attività pharma valgono circa un terzo delle vendite totali del gruppo. Il prodotto più venduto di questa divisione si chiama CroFab, un antidoto al morso di serprenti.

Boston Scientific - i cui rivali principali sono Medtronic e Abbott Laboratories - subisce un tonfo di quasi il 9% nel pre-mercato al Nyse. La sua capitalizzazione è di 48,8 miliardi di dollari. Nel 2018 ha guadagnato il 42% circa.

Wall Street si prepara a un'altra seduta di forti vendite con retailer e tech

I future a Wall Street indicano l'avvio di una seduta in forte calo. Come ieri, quando il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno il 3%, è il settore tecnologico ad essere l'epicentro del sell-off con il titolo Apple (-3% nel pre-mercato) che sta per essere colpito dall'"orso" andando a unirsi agli altri titoli FANG.

Le vendite che da giorni stanno colpendo il produttore dell'iPhone spingeranno il bilancio dal suo picco di inizio ottobre a un calo superiore al 20%, una performance poco invidiabile raggiunta ieri da Alphabet (prima volta in sette anni) e prima ancora da Facebook, Amazon e Netflix. I titoli FAANG hanno bruciato oltre 300 miliardi nel mese in corso. In vista del Black Friday, la giornata di sconti successiva al Thanksgiving di questo giovedì, i retailer sono messi sotto pressione dalla trimestrale deludente di Target (-11% nel pre-mercato, colpa di costi in aumento). Anche il colosso del fai-da-te Lowe's (-7,3%) non ha soddisfatto gli analisti con le sue vendite comparate e le stime annuali sugli utili. La catena di elettronica Best Buy ha invece soddisfatto il mercato (ma scivola a sua volta nel pre-mercato, -2,5%).

Dal fronte macroeconomico, sono giunte altre notizie negative sull'immobiliare. All'indomani del crollo sui minimi di oltre due anni della fiducia dei costruttori a novembre, l'avvio di nuovi cantieri a ottobre è rimbalzato (+1,5%) ma non abbastanza e i permessi edizili sono inaspettatamente scesi (-0,6%).

I future del Dow perdono 289 punti, l'1,15%; quelli dell'S&P 500 cedono 31,75 punti, l'1,18%; quelli del Nasdaq segnano un -116 punti, l'1,74%. Il petrolio a gennaio al Nymex scivola dell'1,6% a 56,25 dollari al barile.

immobiliare
Usa: nuovi cantieri edili rimbalzano a ottobre ma non abbastanza

A ottobre i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono saliti grazie al rimbalzo dei condomini ma lo hanno fatto con meno slancio del previsto (complice la contrazione delle abitazioni unifamiliari).

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri ha registrato un rialzo dell'1,5% a ottobre su settembre al tasso annualizzato pari a 1,228 milioni di unità. Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano un incremento del 2,4%. I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono scesi dello 0,6% a 1,263 milioni di unità contro un consenso per un +2,3%.

Nei primi 10 mesi del 2018 gli avvii sono saliti del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. Un tale rialzo è giudicato modesto alla luce del forte andamento dell'economia Usa e del basso tasso di disoccupazione.

Secondo gli economisti, tassi sui mutui e prezzi in rialzo stanno tenendo alla finestra persone che vorrebbero comprare casa.

Il dato di settembre relativo ai nuovi cantieri è stato rivisto in peggio, a un -5,5% da un -5,3%.

Criptovalute
Bitcoin continua a crollare. E se il rally del 2017 fosse stato gonfiato?

Non si arresta il sell-off delle criptovalute. Quella con la più grande capitalizzazione, Bitcoin, è scivolata sotto i 4.500 dollari all'indomani della rottura al ribasso dei 5.000 dollari. Mercoledì scorso era scesa sotto i 6.000 dollari. Su CoinDesk, Bitcoin cede in questo momento l'8% a 4.440 dollari.

Stando a CoinMarketCap.com, gli asset digitali che includono valute come Ether, Litecoin e XRP hanno mandato in fumo quasi 700 miliardi di dollari di capitalizzione dal picco dello scorso gennaio. Il loro valore è attualmente di circa 150 miliardi, minimi di 13 mesi fa.

Il fattore che ha innescato le vendite non è chiaro ma è coinciso con la divisione in due di Bitcoin Cash, la prima variante di Bitcoin. Le preoccupazioni regolatorie stanno a loro volta pesando dopo che venerd" scorso la Securities and Exchange Commission, l'autorità di borsa Usa, ha annunciato pene di stampo civile contro aziende di criptovalute che non hanno registrato come prodotti finanziari le loro initial coin offering (Ico, un modo non regolato con cui vengono raccolti fondi in genere attraverso l'emissione di criptovaluta).

Oggi Bloomberg riferisce che il dipartimento americano di Giustizia sta indagando per capire se il poderoso rally di Bitcoin osservato nel 2017, anno finito a livelli record vicino ai 20.000 dollari, sia stato alimentato da manipolazioni attraverso Tether, un token digitale tanto popolare quanto controverso.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Avvio di nuovi cantieri per il mese di ottobre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Nuovi cantieri. Precedente: -5,3% a 1,201 milioni di unità. Consensus: +1,6% a 1,22 milioni di unità. Permessi edilizi. Precedente: -0,6% a 1,241 milioni di unità. Consensus: +2,3% a 1,27 milioni di unità.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Lowe's alle 6 (le 12 in Italia). Trimestrale di Target alle 6:30 (le 12:30 in Italia). Trimestrali di Best Buy e Kohl's alle 7 (le 13 in Italia). Trimestrale di Ross Stores prima dell'apertura dei mercati. Trimestrali di Foot Locker e Gap dopo la chiusura dei mercati. Trimestrale di Hewlett Packard Enterprise a un orario non precisato.

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1432 dollari, biglietto verde a 112,46 yen

Euro in ribasso dello 0,20% a 1,1432 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1216 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,08% a 112,46 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,55 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.223,60 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,14% a 1.223,60 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.167,10 e i 1.392,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 57,17 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dell'1,26% a 57,17 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 54,17 e i 76,55 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in ribasso nel premercato, pesa il settore tech

Future degli indici Usa in ribasso nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,66%, lo S&P cede lo 0,72%, il Nasdaq scivola dell'1,15%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in forte calo. Un mix di fattori ha alimentato il sell-off: crescenti tensioni commerciali tra Usa e Cina, preoccupazioni che i produttori di microprocessori finiscano per essere tra le vittime dello scontro tra Washington e Pechino, rinnovati timori per la domanda di iPhone e che i vari scandali che hanno colpito Facebook (-5,7%) finiscano per portare a regolamentazioni del settore tech (quello che negli ultimi anni ha sostenuto l'azionario Usa e che ieri ha ceduto il 3,8%). Il calo sui minimi di oltre due anni dell'indice che misura la fiducia dei costruttori Usa ha riacceso timori di un rallentamento dell'economia Usa, che per il presidente della Fed di New York resta però solida. Arrivato a cedere oltre 500 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 395,78 punti, l'1,56%, a quota 25.017,44. L'S&P 500 è scivolato di 45,54 punti, l'1,66%, a quota 2.690,73. Il Nasdaq ha perso 219,4 punti, il 3%, a quota 7.028,48. Al Nymex il petrolio a dicembre è salito dello 0,5% a 56,76 dollari al barile. Il contratto gennaio ha aggiunto lo 0,9% a 57,20 dollari.