Wall Street: cautela dopo approvazione riforma fiscale

Approvata in Senato, dovrà tornare oggi alla Camera a causa di piccole modifiche apportate

azionario
Wall Street: chiusura con indici sotto la parità dopo ok a riforma fiscale

La seduta a Wall Street è finita poco mossa, segno che gli investitori davano per scontata l'approvazione della riforma fiscale promessa oltre un anno fa da Donald Trump. Ora manca solo la firma del presidente americano, che potrebbe slittare a gennaio per questioni tecniche. Anche se il presidente Usa ha mantenuto la promessa di dare agli americani "un grande, bellissimo taglio delle tasse per Natale" con cui rovesciare "carburante da razzo nel motore della nostra economia", le critiche al provvedimento non mancano: favorisce soprattutto aziende e multimilionari.

Mentre i repubblicani si preparano alle sfide elettorali dell'anno prossimo e gli investitori si domandano se la riforma sia già inclusa nei prezzi di borsa (per la Casa Bianca, no), alcune aziende hanno annunciato mosse legate alla riforma: AT&T investirà 1 miliardo di dollari nel 2018 e pagherà una pioggia di bonus. FedEx ha raggiunto livelli record all'indomani dei conti e di un miglioramento delle previsioni sugli utili.

Arrivato a guadagnare 97 punti e a perderne 54, il Dow ha ceduto 8,26 punti, lo 0,03%, a quota 24.746.

L'S&P 500 ha perso 2,10 punti, lo 0,08%, a quota 2.679.

Il Nasdaq ha registrato un calo di 4,39 punti, lo 0,06%, a quota 6.959.

Il petrolio a febbraio al Nymex ha guadagnato lo 0,9% a 58,09 dollari al barile grazie al quinto ribasso di fila delle scorte settimanali in Usa.

aerospazio
Usa: confermate tariffe del 300% su jet Bombardier, Boeing festeggia

Una decisione finale è attesa a febbraio ma il dipartimento americano del Commercio ha confermato tariffe del 300% sulla famiglia di aerei C-Series della canadese Bombardier importati in Usa. Il colosso americano dell'aerospazio, Boeing, festeggia.

Il caso era esploso in autunno quando l'azienda canadese siglò uno dei maggiori accordi per quello tipo di jet; la compagnia aerea americana Delta Air Lines ne aveva ordinati 75 esemplari. Ne esplose un caso politico con Boeing che contestò l'intesa e con le autorità Usa che accusarono il gruppo canadese di svendere i suoi aerei nel mercato statunitense. La disputa spinse Washington a proporre tariffe del 300% sui jet C-Series importati in Usa, ledendo le relazioni non solo con Ottawa ma anche con Londra (le ali del jet sono prodotte a Belfast, nell'Irlanda del Nord, dove Bombardier è il più grande datore di lavoro).

A ottobre l'europea Airbus aveva raggiunto un accordo per una quota di maggioranza (pari al 50,01%) nel programma C-Series di Bombardier. L'intesa era la prima di quel genere per Airbus, che non ha sborsato nemmeno un quattrino per una partnership di cui Bombardier controllerà il 31% e il fondo Investissement Québec il 19% circa. L'International Trade Commission sarà chiamata a decidere il primo febbraio se Boeing è stato leso dalla rivale canadese.

Stati Uniti
At&t: con riforma fiscale promette investimenti per 1 miliardo e bonus a impiegati

Con la riforma fiscale appena approvata dal Congresso, At&t festeggia facendo due promesse. Il colosso delle telecomunicazioni americano ha annunciato in un comunicato stampa di voler aumentare i suoi investimenti di 1 miliardo di dollari e allo stesso tempo di essere pronta a pagare un bonus speciale di 1.000 dollari a più di 200.000 dipendenti.

Diversi analisti indipendenti sostengono che la riforma voluta da Trump - la più importante dal 1986 - rappresenta un regalo ai cittadini più ricchi e alle grandi aziende americane. Inoltre At&t, come gli altri colossi delle telecomunicazioni, hanno appena ricevuto un altro regalo: dopo anni di scontri con l'amministrazione Obama, Donald Trump ha eliminato la net neutrality, dando la possibilità ai fornitori di rete di creare corsie preferenziali per chi è disposto a pagare di più.

Infine il 19 marzo prossimo si attende un altro importante appuntamento per AT&T: il processo che vedrà scontrarsi da un lato il colosso delle telecomunicazioni e Time Warner e dall'altro il dipartimento di Giustizia americano, che ha bloccato la fusione da 85 miliardi di dollari delle due aziende, sostenendo che violi le leggi sull'antitrust.

Stati Uniti
Trump: con riforma fiscale rimpatriamo 4.000 miliardi di dollari

"Ci prepariamo a riportare 4.000 miliardi di dollari indietro in questo stato grazie alla riforma fiscale". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump commentando l'approvazione da parte del Congresso Usa di una riforma fiscale da 1.500 miliardi di dollari, la più importante dal 1986. "Abbiamo superato ogni record. Si tratta del più grande taglio alle tasse della storia di questo Paese", ha aggiunto Trump.

"Voglio ringraziare Mitch McConnell, che grande lavoro che ha fatto ... è sempre bello vincere", ha detto Trump che poi ha ringraziato singolarmente le persone che hanno lavorato per scrivere e sostenere la riforma.

Trump ha poi chiamato sul palco Mitch McConnell, leader della maggioranza repubblicana al Senato, e Paul Ryan, lo speaker della Camera. I due hanno ringraziato Trump e il lavoro di squadra che ha portato il Congresso a votare la riforma. "Lanceremo il prossimo anno questa fantastica riforma fiscale. Voglio ringraziare i cittadini americani per essersi fidati di noi", ha detto Ryan definito da Trump una persona che ha "lavorato moltissimo".

Il vice presidente, Mike Pence, ha definito la riforma, "un miracolo per la classe media", questo anche se la maggior parte degli analisti sostengono che non darà alcuno sgravio alla classe media e aiuterà soltanto i più ricchi e le grandi aziende americane.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in rialzo di un centesimo e tre quarti, lo 0,50%, a quota 3,49 e un quarto di dollaro a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in rialzo di 4 centesimi, lo 0,95%, a quota 4,23 dollari e mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a marzo hanno ceduto 2 centesimi e un quarto, lo 0,23%, a 9,64 dollari e un mezzo a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha ceduto 26 punti, lo 0,78%, a 33,13 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha guadagnato 0,60 dollari, lo 0,19%, a 319,70 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY +0,9% a 58,09 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in rialzo. Il contratto febbraio al Nymex ha aggiunto 53 centesimi, lo 0,9%, a quota 58,09 dollari al barile.

A sostenere i prezzi è stato il buon rapporto sulle scorte americane di greggio, scese per la quinta settimana di fila e più delle stime (-6,5 milioni di barili). Gli stock di benzina - barometro della domanda generale di petrolio - sono saliti ma decisamente meno delle previsioni e le esportazioni della materia prima sono aumentante a 1,9 milioni di barili, il doppio della media giornaliera di quest'anno. Gli investitori hanno preferito non dare attenzione a una produzione Usa cresciuta per la nona settimana consecutiva a 9,8 milioni di barili al giorno, un nuovo record.

Nymex: rame ai massimi di ottobre su ottimismo per economia Usa

I prezzi del rame accelerano a New York grazie all'ottimismo sulla crescita dell'economia Usa. Il contratto marzo del metallo industriale è in rialzo dell'1,4% a 3,1960 dollari al pound al Comex, divisione del New York Mercantile Exchange. Si tratta del livello più alto dallo scorso ottobre.

A fare da traino sono vendite di case esistenti, cresciute a novembre al passo più rapido da oltre un decennio. Inoltre, la riforma fiscale è stata approvata dal Congresso Usa, che potrebbe essere facilitato nello spingere iniziative infrastrutturali. Se così fosse la domanda di rame e altri metalli aumenterebbe.

Usa: aumentano probabilità slittamento a gennaio di firma Trump su riforma fiscale

Aumentano le probabilità che slitti a gennaio la firma da parte di Donald Trump della riforma fiscale, approvata al Congresso Usa. Dopo i commenti del consigliere economico alla Casa Bianca, Gary Cohn, a suggerire una simile tempistica sono stati anche quelli del leader della maggioranza repubblicana alla Camera, Kevin McCarthy.

Parlando con la stampa a Capitol Hill, il deputato della California ha spiegato che "ci sono aziende che hanno chiesto che il quarto trimestre venga chiuso" prima dell'entrata in vigore della riforma, che diventerebbe legge con la firma del presidente Usa. "Tutto dipende da quando [il provvedimento] arriva a lui". Se Trump firmasse la riforma a dicembre, la Corporate America dovrebbe correre a calcolare gli effetti della nuova legge sui propri bilanci; per legge infatti le aziende devono tenere conto della riforma nello stesso trimestre in cui è firmata dal presidente anche se essa entra in vigore in un secondo momento. Se Trump firmasse a gennaio, gli esperti contabili avrebbero più tempo per calcolare le ricadure della legislazione sui conti del primo trimestre dell'anno nuovo.

McCarthy, come Cohn, ha sminuito l'importanza di un altro lavoro che resta da fare ai legislatori: l'approvazione di un provvedimento per fare venire meno alcune regole di bilancio che farebbero scattare tagli automatici alla spesa. "Abbiamo tempo per gestire questa questione", ha detto McCarthy.

Usa: Trump celebra approvazione riforma fiscale, "carburante all'economia"

Donald Trump è tornato a vantarsi per l'approvazione della riforma fiscale al Congresso Usa. "Ho promesso al popolo americano un grande, bellissimo taglio delle tasse per Natale. Con il passaggio finale di questa legislazione, è esattamente quello che ottengono". E' quanto recita una nota diffusa dalla Casa Bianca in cui il presidente Usa ringrazia coloro che a Capitol Hill hanno sostenuto questo "provvedimento storico, che rappresenta una vittoria straordinaria per le famiglie, i lavoratori e le aziende americane".

Ancora una volta il leader Usa si è preso il merito di un tasso di disoccupazione sceso al 4,1%, minimi del dicembre 2000, e dei record messi a segno a Wall Street. Secondo lui "tagliando le tasse e riformando un sistema a pezzi, stiamo rovesciando carburante per razzi nel motore della nostra economia". Come detto quando lunedì 18 dicembre ha presentato la sua strategia per la sicurezza nazionale, Trump ha aggiunto: "L'America è tornata a vincere di nuovo e stiamo crescendo come non mai. C'è un forte spirito di ottimismo in tutta la nazione. Gli americani posso essere rassicurati che i giorni migliori devono ancora arrivare".

Il problema è che, stando ai sondaggi, sono ben pochi gli americani che approvano la riforma, da molti vista come un regalo ad aziende e multimilionari come lui. Non a casa sul sito del Washington Post è spuntato un editoriale intitolato "La tangente da 1.500 miliardi di dollari di Trump". La cifra corrisponde al taglio delle tasse in 10 anni previste dal provvedimento; per l'autore dell'editoriale è "un modo per comprare voti".

Politica
Camera Usa approva (di nuovo) la riforma fiscale, manca solo firma Trump

Con 224 voti a favore e 201 contro, la Camera controllata dai repubblicani ha approvato la riforma fiscale che prevede tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni. Visto che nella notte il Senato aveva dato il suo via libera, ora manca solo la firma del presidente americano Donald Trump per l'entrata in vigore della riforma. La tempistica della firma non è tuttavia chiara ma si tratta solo di una formalità. Leggi qui i dettagli.

  • Camera Usa ha voti sufficienti per approvare la riforma fiscale (di nuovo)
azionario
Wall Street: indici poco mossi, riforma fiscale al traguardo

A metà seduta gli indici a Wall Street sono poco mossi. Partiti in rialzo, si erano indeboliti non appena era emersa la possibilità di uno slittamento a gennaio della firma da parte di Donald Trump della riforma fiscale giunta ormai al traguardo. Manca solo l'approvazione della Camera, che oggi rivota il provvedimento: durante la notte americana il testo è stato modificato per potere essere approvato al Senato nel rispetto di arcaiche regole. Lo slittamento è una mera questione tecnica. La legislazione verrà firmata dal presidente americano, che così la trasformerà in legge. E' solo questione di quando.

Resta da vedere se l'azionario americano, che da inizio anno ha registrato guadagni tra il 20 e il 28% a seconda degli indici, correrà ulteriormente come sostiene l'amministrazione Trump.

A livello societario, FedEx (+2,9%) viaggia a livelli record all'indomani di conti migliori delle stime. BlackBerry (+9%) sta vivendo la seduta migliore dallo scorso settembre: il gruppo canadese un tempo famoso per i suoi smartphone ha registato profitti pro forma migliori delle stime grazie alla fornitura di servizi e software.

Il Dow avanza di 7,92 punti, lo 0,03%, a quota 24.762. L'S&P 500 aumenta di 0,4 punti, lo 0,01%, a quota 2.681. Il Nasdaq cede 1,67 punti, lo 0,02%, a quota 6.962.

Il petrolio a febbraio al Nymex segna un +0,6% a 57,91 dollari al barile; le scorte in Usa sono scese per la quinta settimana di fila; il mercato preferisce ignorare il fatto che la produzione sia aumentata per la nona settimana consecutiva a livelli record.

Politica
Usa: Trump celebra, dopo riforma fiscale nel 2018 "faremo grandi cose"

Nella sua riunione con i membri del governo, Donald Trump è tornato a celebrare quella che ha chiamato una "vittoria storica per gli americani": la riforma fiscale a cui manca solo il via libera alla Camera. E prima ancora del voto finale (il Senato ha dato l'ok nella notte americana) e della sua firma - che potrebbe slittare a gennaio per motivi tecnici - il presidente Usa ha promesso: "L'anno prossimo faremo grandi cose". Dicendo che ai democratici "piace lamentarsi ma non fanno nulla", secondo Trump i repubblicani sono passati ai fatti grazie "ai talenti grandiosi" alla Camera e al Senato.

Echeggiando parole pronunciate ore prima da Gary Cohn, consigliere economico alla Casa Bianca, Trump ha aggiunto che i mercati finanziari non hanno ancora capito la bontà della riforma fiscale, da più parti criticata perché favorisce grandi aziende e multimilionari.

Come suo solito, il presidente si è autocelebrato: "Abbiamo fatto un lavoro come nessun'altra amministrazione". Facendo poi riferimento al fatto che la riforma fiscale elimina l'obbligo - voluto da Barack Obama - che ogni americano abbia una polizza medica, Trump ha detto che quella eliminazione "significa che l'Obamacare è abrogata". Così non è visto che a luglio il Senato - lo stesso che Trump oggi ha lodato ma che allora criticò - fallì nell'abolire la riforma sanitaria approvata nel 2010 da un Congresso controllato allora dai democratici.

Uber: nomina ex Ceo di Orbitz come direttore operativo

Uber ha scelto l'ex Ceo di Orbitz come suo direttore operativo. La nomina sarà effettiva dal due gennaio prossimo. Barney Harford, questo il suo nome, supervisionerà i team legati alle attività operative, di marketing e di sostegno ai clienti su scala globale. L'annuncio lo ha dato lo stesso Harford su Twitter.

Il manager lavorò nel sito di viaggi Expedia al fianco di Dara Khosrowshahi (ora Ceo di Uber) dopo l'acquisto di Orbitz nel 2015. Dallo scorso ottobre stava lavorando come consulente di Uber, impegnato a fare i conti con una serie di scandali legati alla sua cultura aziendale e che portarono all'uscita del fondatore Travis Kalanick dal ruolo di Ceo.

Oggi la app che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale ha subito un duro colpo nella Ue, dove i regolatori hanno detto che rientra nell'ambito dei servizi nel settore dei trasporti e gli Stati membri possono disciplinarne le condizioni di prestazione.

Usa
Bitcoin: ora anche hedge fund guardano con interesse a valuta digitale

I grandi hedge fund di Wall Street stanno cominciando a guardare con interesse a bitcoin, complice il balzo dei prezzi e l'introduzione dei future agganciati alla valuta digitale lanciati al Cme e al Cboe. Alcuni grandi fondi stanno valutando se entrare o meno sul mercato, con scommesse a favore o contro bitcoin, cosa che potrebbe aggiungere ulteriore volatilità a un asset particolarmente instabile.

Come riporta il Wall Street Journal, già un mese fa i vertici di alcune società, tra cui Cubist Systematic Strategies e Quantbot Technologies, che gestisce trading per oltre 3 miliardi di dollari per conto di Schonfeld Strategic Advisors, si sono incontrati per discutere della questione. "Sta diventando più interessante e le barriere all'ingresso sono cadute, ora che sono disponibili i future", ha detto Michael Botlo, cofondatore di Quantbot. Alcune grandi società hanno già scommesso su bitcoin, come Horizon Kinetics, che gestisce oltre 6 miliardi di dollari investiti in hedge fund e fondi comuni. "La definisco una asset class emergente, unica da un punto di vista storico e sociologico, che, se accettata, cambierà la società e prima ancora creerà enorme valore", ha detto Murray Stahl, amministratore delegato di Horizon.

Caso Magnitsky, Tesoro Usa sanziona altri cinque russi

Il dipartimento americano del Tesoro ha annunciato l'aggiunta di cinque persone all'elenco dei sanzionati nell'ambito del Sergei Magnitsky Act, una legge del 2012 che infuriò il presidente russo Vladimir Putin tanto che rispose bloccando centinaia di adozioni da parte di americani. Il totale dei sanzionati arriva dunque a 49.

Il provvedimento, il cui nome derica dalla 'talpa' russa che morì mentre era detenuto prima di finire a processo, impedisce transazioni finanziarie tra i sanzionati e i cittadini americani. "Il Tesoro rimane impegnato a punire chi è stato coinvolto nel caso Sergei Magnitsky, inclusi coloro che hanno avuto un ruolo nel piano fraudolento che [Magnitsky] scoprì", ha detto John Smith, del dipartimento del Tesoro. Magnitsky, un avvocato, sospettava che dalle casse di Mosca fossero stati tolti fondi da parte di funzionari russi.

"Continueremo a usare il Magnitsky Act per prendere di mira chi viola i diritti umani in Russia, inclusi gli individui responsabili di uccisioni extragiudiziali, di tortura e di altri atti deplorevoli".

I cinque nuovi sanzionati sono Alexei Sheshenya, Yulia Mayorova, Andrei Pavlov, Ramzan Kadyrov e Ayub Kataev. Secondo Washington, i primi tre sono stati coinvolti nella frode fiscale scoperta da Magnitsky; gli altri due sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

Tecnologia
Apple, dal 2018 pronta a integrare Os mobile e per mac

Nel 2018 Apple potrebbe iniziare a unire il sistema operativo mobile iOS con quello dei mac, permettendo agli sviluppatori di creare singole applicazioni che funzionano su entrambe le piattaforme. Lo scrive Bloomberg che cita fonti anonime interne all'azienda.

Se cos" fosse, la novità sarà annunciata a giugno nel corso della Worldwide Developers Conference e poi introdotta a ottobre, quando le nuove versioni dei sistemi operativi di Apple vengono messe sul mercato.

Anche se Apple non è la prima azienda ad arrivare all'integrazione delle due piattaforme, la scelta potrebbe essere un passaggio molto importante. Garantirebbe infatti alle app sviluppate per il mobile di arrivare subito anche su desktop, che spesso adotta le novità in modo molto più lento.

Microsoft prova da tempo a fare a stessa cosa, con Universal Windows Platform, che aggrega le app su Windows, Windows phones, the Xbox, HoloLens e Surface. In realtà non ha avuto un grande successo per ora. Google ha appena intrapreso la stessa strada unendo Androind con Chrome OS.

valute digitali
Bitcoin verso quarta seduta in calo, la versione ribelle (Cash) vola di quasi il 50%

La versione ribelle di Bitcoin si sta mettendo in mostra.

Bitcoin Cash - lanciata il primo agosto da un gruppo di sviluppatori - sta salendo del 44% a 3.844 dollari dopo essere arrivata a guadagnare quasi il 50%. La performance è calcolata dall'exchange Bitfinex.

A spiegare il rally di una valuta virtuale protagonista di quella che il Wall Street Journal definì una sorta di 'guerra civile' con Bitcoin, è la decisione dell'exchange Coinbase di permetterne ai clienti l'acquisto e la vendita.

La versione più nota della criptovaluta invece si appresta ad archiviare la quarta seduta in perdita con il venire meno dell'entusiasmo legato al lancio, domenica scorsa, del secondo future: dopo quello di Cboe Global Markets è arrivato quello di CME Group. Su Bitfinex, Bitcoin sta cedendo il 6,76% a 16.141 dollari. Su CME, il future al 18 gennaio di Bitcoin perde il 5% a 16.675 dollari.

Petrolio
Wti si conferma poco mosso (+0,02% a 57,57 $/barile) dopo scorte Usa

Il petrolio quotato al Nymex, in leggero rialzo prima del dato sulle scorte settimanali americane, ha prima rallentato il passo dopo la pubblicazione dei numeri e quindi si è riportato appena sopra la parità. I movimenti sono comunque molto contenuti.

Le scorte di greggio sono calate più delle previsioni (-6,495 milioni di unità nella settimana chiusa il 15 dicembre, contro il calo di 3,2 milioni di barili atteso), mentre quelle di benzina e quelle di distillati sono cresciute. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a gennaio salivano dello 0,1%, a 57,58 dollari al barile, mentre in precedenza erano scambiati a 57,56 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 57,56 dollari al barile). Al momento il contratto a gennaio si conferma poco mosso e sale dello 0,02% a 57,57 dollari al barile.

Usa: critiche sulla riforma fiscale, per Trump sono fake news

Mentre sempre più americani sono scettici sulla riforma fiscale, vista come un regalo per grandi aziende e multimilionari, Donald Trump ha difeso ancora una volta il provvedimento e ha giudicato le critiche come notizie false. Il suo consigliere economico, Gary Cohn, ha espresso perplessità sull'impopolarità della legislazione giunta ormai al traguardo e si è detto convinto che essa farà scattare un rally ulteriore a Wall Street.

Su Twitter il presidente americano ha scritto che "i tagli alle tasse sono grandi e significativi eppure le fake news fanno gli straordinari per seguire la direzione dei loro amici, i democratici sconfitti". Secondo Trump, la riforma darà risultati che "parleranno da soli, a cominciare da molto presto. Lavoro. Lavoro. Lavoro", come a dire che le aziende che si vedono tagliare l'aliquota al 21% dal 35% assumeranno più personale.

Durante un evento organizzato dal sito Axios, Cohn dal canto suo ha detto che la classe media "si sta prendendo i risparmi maggiori in termini percentuali" ma secondo lui "chiaramente non lo abbiamo comunicato bene". Peccato che il governo Trump non abbia fatto altro che ripeterlo senza convincere. Secondo l'ex presidente di Goldman Sachs, "la riforma fiscale non è inclusa nei prezzi di borsa" e dunque ci sarà un ulteriore rally a Wall Street.

Cohn, no intenzione di lasciare Casa Bianca in prossimi 3 mesi

Gary Cohn, consigliere economico della Casa Bianca, ha smentito le voci su una sua prossima uscita, affermando che resterà alla Casa Bianca nei prossimi tre mesi. Lo ha detto nel corso di una intervista questa mattina a Washington con Mike Allen del quotidiano online Axios.

Nelle settimane passate erano circolate voci su un possibile cambiamento all'interno della amministrazione Trump, in vista della fine del primo anno alla guida degli Stati Uniti. Cohn è una delle voci più moderate all'interno del governo americano e prima di arrivare a Washington è stato ai vertici di Goldman Sachs.

Gary Cohn: non ho bitcoin e non ho intenzione di comprarli

Gary Cohn, consigliere economico della Casa Bianca, nonostante riconosca l'aumento esponenziale che avrà lo scambio di bitcoin nei prossimi anni, non possiede la moneta digitale e non ha alcun interesse ad acquistarla. Lo ha detto nel corso di una intervista questa mattina a Washington con Mike Allen del quotidiano online Axios.

Negli ultimi tre mesi il valore di bitcoin è cresciuto raggiungendo 18.000 dollari. La borsa americana ha iniziato a scambiare i future sulla valuta che tuttavia rimane poco stabile e soggetta a speculazioni e cambi di segno repentini.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

I cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno iniziato in leggero rialzo la seduta di contrattazioni. Gli investitori hanno già tirato il freno a mano in vista delle festività natalizie e non sembrano per il momento esserci notizie a livello di fondamentali in grado di incoraggiarli a prendere posizioni più decise. Anche le preoccupazioni per il clima troppo secco in Argentina, Paese esportatore, si sono attenuate. Poche le notizie sul fronte della domanda, dopo che il dipartimento all'Agricoltura americano nei giorni scorsi ha segnalato qualche aumento da parte della Cina.

In avvio di seduta mais e frumento si attestano in territorio positivo, anche se i guadagni non sono molto marcati. In particolare, i future del mais a marzo crescono di tre quarti di centesimo a 3,48 dollari a bushel, mentre quelli a maggio acquistano un centesimo a 3,56 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo salgono di un centesimo e tre quarti a 4,17 dollari a bushel. Andamenti in aumento per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a gennaio acquistano un centesimo a 9,57 dollari a bushel, mentre quelli a marzo salgono di un centesimo a 9,67 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a gennaio avanza di 10 centesimo a 315,10 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a gennaio crescono di 17 punti a 33,39 centesimi al pound.

Energia
In calo scorte settimanali petrolio Usa, in rialzo stock benzina e distillati

Nella settimana conclusa il 15 dicembre le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate di 6,495 milioni di unità a 436,491 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 3,2 milioni, dopo la discesa di 5,117 milioni di unità precedente.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in rialzo di 1,237 milioni di unità a 227,783 milioni, dopo l'aumento di 5,664 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la salita di 1,1 milioni di unità prevista. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono cresciute di 769.000 unità a 128,845 milioni di barili, dopo il calo di 1,37 milioni di barili della settimana precedente e il ribasso di 500.000 unità previsto. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 94,1%, più del 93,4% del dato precedente e più anche del 93,5% atteso.

Economia
Usa: +5,6% vendite case esistenti a novembre, sopra attese, top da 2006

Rialzo superiore alle previsioni per le vendite di case esistenti negli Stati Uniti, che in novembre si sono portate al massimo da dicembre 2006, segno della ripresa del settore immobiliare dopo le turbolenze provocate dagli uragani che hanno colpito il sud del Paese. L'indicatore, stilato dall'associazione di settore National Association of Realtors (Nar), è salito del 5,6% a 5,81 milioni di unità, dopo il rialzo del 2% di ottobre.

Gli analisti attendevano un aumento dello 0,7% a 5,52 milioni. Su base annuale le vendite di case esistenti, che rappresentano il 90% delle vendite complessive e sono considerate la cartina al tornasole dello stato di salute del mercato immobiliare, sono in aumento del 3,8% rispetto a novembre 2016. I prezzi mediani delle case sono cresciuti del 5,8% rispetto all'anno scorso a 248.000 dollari. Per esaurire completamente le case disponibili per la vendita servirebbero 3,4 mesi, contro i 3,9 di ottobre precedente e il minimo dal 1999, quando il Nar ha cominciato a rilevare i dati.

Politica
Usa: potrebbe slittare a gennaio firma Trump della riforma fiscale

Potrebbe slittare a gennaio la firma da parte di Donald Trump della riforma fiscale, mossa che la renderebbe legge. Lo ha detto Gary Cohn, consigliere economico alla Casa Bianca.

Parlando a un evento organizzato dal sito Axios, l'ex presidente di Goldman Sachs ha spiegato che lo slittamento ci sarà se i legislatori al Congresso non passeranno un provvedimento che fare venire meno alcune regole di bilancio che farebbero scattare tagli automatici alla spesa. Nella notte americana il Senato ha approvato la riforma fiscale, rispedita alla Camera per un altro voto. Ieri i deputati repubblicani avevano approvato il testo che però è stato cambiato per permettere al Senato di esprimersi senza violare regole arcaiche.

Una volta portata a casa la riforma fiscale, dovrebbero lavorare a quelle deroghe prima della pausa natalizia; se non lo faranno, uno dei modi per posticipare i tagli automatici alla spesa sarebbe quello di portare Trump a firmare la riforma fiscale il mese prossimo. Per Cohn si tratta comunque di una sola "questione tecnica". Cohn ha inoltre escluso una paralisi del governo federale dalla mezzanotte di venerd".

azionario
Wall Street: apertura in rialzo, Trump con riforma fiscale quasi in tasca

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo con gli investitori entusiasti in vista dell'approvazione definitiva della riforma fiscale che prevede tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni. A beneficiarne sono multinazionali e multimilionari.

Nella notte americana il Senato ha approvato il provvedimento, che ora torna alla Camera per essere nuovamente votato: ieri i deputati repubblicani avevano promosso la legislazione, che però conteneva tre misure minori che sono state cambiate per permettere al Senato di potere esprimersi. Siccome il testo identico deve ricevere l'ok di ambo le aule del Parlamento, oggi la Camera torna a votare. Donald Trump prevede un evento alle 21 italiane ma non è ancora chiaro se già oggi il presidente americano firmerà il provvedimento trasformandolo in legge. Per lui sarà la prima vittoria legislativa negli 11 mesi trascorsi fino ad ora alla Casa Bianca.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow avanza di 65,81 punti, lo 0,27%, a quota 24.820,56. L'S&P 500 aumenta di 7,97 punti, lo 0,3%, a quota 2.689. Il Nasdaq aumenta di 22,7 punti, lo 0,33%, a quota 6.986. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un +0,4% a 57,78 dollari al barile.

azionario
Usa: Cohn prevede rally a Wall Street, riforma fiscale "non inclusa nei prezzi"

Poco importa che l'azionario americano si appresti ad archiviare un anno con incrementi a doppia cifra e decisamente migliori rispetto a quelli del 2016.

Per il consigliere economico della Casa Bianca, il rally a Wall Street continuerà perché "la riforma fiscale non è inclusa nei prezzi di borsa". Ne è convinto Gary Cohn, l'ex presidente di Goldman Sachs reclutato dal presidente americano Donald Trump come numero uno del National Economic Council. Parlando a un evento organizzato dal sito Axios, Cohn ha detto di credere che "ci sia molto slancio nel mercato azionario", che ha corso per via di un miglioramento dell'economia e degli utili societari e anche in vista di un taglio alle tasse ormai al traguardo. Nella notte americana il Senato ha approvato la riforma fiscale su cui la Camera oggi tornerà a votare per un problema di forma nel testo che aveva passato ieri.

Il Dow Jones Industrial Average negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 24,5% e da inizio 2017 il 25; il 2016 era finito in aumento del 13,42%.

L'S&P 500 ha aggiunto il 18,5% nell'ultimo anno e il 19,77% da inizio 2017; lo scorso anno aveva messo a segno un +9,5% archiviando il quarto anno in rialzo su cinque.

Il Nasdaq Composite è salito del 27,6% rispetto a un anno fa e il 29,4% dal gennaio scorso; nel 2016 era aumentato del 7,5% mettendo a segno il quinto anno di fila in positivo per la prima volta dal quinquennio terminato nel 2007.

Petrolio
Exxon: meno restrizioni per azionisti, potranno incontrare consiglieri Cda

Exxon Mobil cambia le proprie regole interne e dà maggiore spazio di manovra ai grandi investitori. Come riporta il Financial Times, nell'ambito della strategia aziendale del nuovo amministratore delegato Darren Woods, il colosso petrolifero eliminerà alcune restrizioni e consentirà agli azionisti di incontrare i consiglieri di amministrazione, in modo da "dare la possibilità al Cda, quando appropriato, di interagire in modo diretto con gli shareholder chiave" su questioni rilevanti.

La società intende cos" riconoscere "l'importanza del tenere sempre gli investitori informati sulle attività" del gruppo, ribadendo che il loro coinvolgimento "è sempre stato una priorità". Va detto che la policy scelta dall'ex amministratore delegato Rex Tillerson era inusuale: le aziende di cos" grandi dimensioni solitamente consentono almeno ai maggiori azionisti di incontrare i membri del Cda, mentre quelli di Exxon potevano vedere solo i responsabili delle relazioni con gli investitori. Il cambiamento, volto anche a migliorare la trasparenza del gruppo, non è il primo: la settimana scorsa Exxon aveva ceduto alle pressioni degli investitori e aveva acconsentito a pubblicare analisi periodiche sul possibile impatto sulle attività del gruppo del cambiamento climatico e delle strategie per limitare le emissioni nocive.

T-Bond ampliano i cali, riforma fiscale verso approvazione finale

I titoli di stato americani continuano a soffrire mentre l'America aspetta l'approvazione finale di una riforma fiscale con tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni. Il decennale vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,486% dal 2,464% di ieri corrispondende al massimo del 20 marzo. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi all'1,386%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento all'1,865%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,235%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 2,857%.

azionario
Wall Street: future in rialzo, riparte il rally legato a riforma fiscale

I future a Wall Street sono in rialzo preannunciando una ripresa del rally che ieri si era preso una pausa.

Tra gli investitori c'è entusiasmo in vista dell'approvazione definitiva della riforma fiscale che prevede tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni. Nella notte americana il Senato ha approvato il provvedimento, che ora torna alla Camera per essere nuovamente votato: ieri i deputati repubblicani avevano promosso la legislazione, che però conteneva tre misure minori che sono state cambiate per permettere al Senato di potere esprimersi. Siccome il testo identico deve ricevere l'ok di ambo le aule del Parlamento, oggi la Camera torna a votare.

Donald Trump ha la vittoria quasi in tasca mentre l'opinione pubblica americana si fa sempre più scettica sulla riforma, vista come un grande regalo per aziende e milionari e non per la classe media.

A livello societario FedEx guadagna il 2% nel pre-mercato all'indomani di conti migliori delle stime e di un miglioramento dell'outlook: il corriere si aspetta una stagione natalizia record e una spinta agli utili derivante dalla riforma fiscale.

I future del Dow salgono di 104 punti, lo 0,4%; quelli dell'S&P 500 crescono di 8,75 punti, lo 0,33%; quelli del Nasdaq Composite aumentano di 27 punti, lo 0,42%. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un +0,4% a 57,81 dollari al barile.

Valute digitali
Bitcoin scivola sotto 16.000 $ in Asia poi recupera, ma resta in calo con Youbit e Coinbase

Brusco rallentamento di bitcoin che, durante le contrattazioni in Asia, ha ceduto il 20% circa, finendo al di sotto dei 16.000 dollari a un minimo di 15.815,78 dollari, prima di recuperare e tornare attorno ai 17.000 dollari. A provocare il ribasso della valuta digitale a Tokyo, dopo essere arrivata a inizio settimana a 19.500 dollari, sono state le indiscrezioni sul fatto che l'exchange sudcoreano Youbit sarebbe stato colpito da un attacco hacker.

Ha pesato anche il fatto che ieri le autorità americane hanno sospeso gli scambi delle azioni agganciate a bitcoin, citando preoccupazioni su possibili manipolazioni di mercato. Al momento bitcoin si attesta in ribasso del 10% a 17.074 dollari: agli investitori non piace il fatto che la piattaforma Coinbase, che si occupa degli scambi negli Stati Uniti, ha autorizzato gli scambi di Bitcoin Cash, versione alternativa alla valuta digitale creata lo scorso agosto con una sorta di "scorporo" da bitcoin. Separatamente, Coinbase ha deciso di avviare un'indagine per insider trading, avendo rilevato un improvviso aumento del prezzo di Bitcoin Cash poche ore prima dell'annuncio del via libera agli scambi su Coinbase stessa.

Tech
Blackberry: rosso III trim. più che doppio a 274 mln $, ma utile adjusted oltre stime

Il titolo di BlackBerry balza del 7,6% nel premercato a Wall Street, dopo che la società canadese, pioniere degli smartphone poi trasformatasi progressivamente in gruppo specializzato in software e servizi per la cybersicurezza, nel suo terzo trimestre fiscale 2018 ha messo a segno a sorpresa profitti adjusted e vendite sopra le stime.

Nei tre mesi al 30 novembre, la società ha riportato perdite nette per 275 milioni di dollari, -52 centesimi per azione, più del doppio rispetto al rosso da 117 milioni, -22 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, i profitti adjusted sono stati di 3 centesimi per azione, meglio del pareggio atteso dagli analisti. Il fatturato è calato da 289 a 226 milioni di dollari, ma ha battuto le stime per 212,2 milioni. Il fatturato della divisione software e servizi è cresciuto da 160 a 190 milioni, mentre quello dei dispositivi portati è crollato da 62 a 9 milioni. La società attende "un utile per azione adjusted positivo" per l'intero anno fiscale. Il titolo sale del 58% finora nel 2017.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste nuovi mutui per la settimana conclusa il 15 dicembre alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -2,3%.

Vendite di case esistenti per il mese di novembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +2% a 5,48 milioni di unità. Consensus: +0,7% a 5,52 milioni di unità.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 15 dicembre alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: -5,117 milioni di barili a 442,986 milioni di barili. Consensus: -3,2 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +5,664 milioni di barili a 226,546 milioni di barili. Consensus: +1,1 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: -1,37 milioni di barili a 128,076 milioni di barili. Consensus: -500.000 barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 93,4%. Consensus: 93,5%.


Appuntamenti societari

Trimestrali di BlackBerry alle 8 (le 14 in Italia). Trimestrali di Bed Bath & Beyond a un orario non precisato.


Altri appuntamenti

La Camera deve rivotare la riforma fiscale approvata ieri.

Wall Street
Euro stabile a 1,1846 dollari, biglietto verde in rialzo a 113,12 yen

Euro stabile a 1,1846 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,21% a 113,12 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,60 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.269,30 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,40% a 1.269,30 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.150,50 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 57,49 dollari al barile

Petrolio in rialzo dello 0,58% a 57,49 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,39 e i 59,05 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,34%, lo S&P sale dello 0,31%, il Nasdaq cresce dello 0,35%.

Ieri, il DJIA ha ceduto 37,8 punti, lo 0,15%, a quota 24.754,4. L'S&P 500 ha perso 8,69 punti, lo 0,32%, a quota 2.681,47. Il Nasdaq Composite è calato di 30,91 punti, lo 0,44%, a quota 6.963,85. Al Nymex il petrolio a gennaio, giunto a scandenza, ha aggiunto lo 0,5% a 57,46 dollari al barile; quello a febbraio ha guadagnato lo 0,6% a 57,56 dollari.

Fisco
Il Senato Usa approva la riforma fiscale, vittoria per Donald Trump

Il Senato statunitense ha approvato la riforma fiscale fortemente voluta dall'amministrazione repubblicana di Donald Trump. Il provvedimento è passato con 51 voti a favore e 48 contrari, con tutti i democratici uniti all'opposizione. Qualche ora prima la riforma fiscale, che vale 1.500 miliardi di dollari di tagli alle tasse in 10 anni, era stata approvata alla Camera dei Rappresentanti, ma alcuni vizi formali, modificati nel testo votato al Senato, costringeranno oggi i deputati a tornare in aula per votarla di nuovo.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha immediatamente commentato su Twitter: "Il Senato degli Stati Uniti - ha scritto Trump, subito dopo il voto avvenuto poco prima delle 7 del mattino in Italia - ha appena approvato il più importante taglio delle tasse e la più vasta riforma fiscale della storia. Bocciato l'orribile Obamacare. Domattina (stamattina per chi legge, ndr) torna alla Camera dei Rappresentanti per il voto finale. Se approvata, ci sarà una conferenza stampa alla Casa Bianca alle 13 circa" ha scritto il presidente degli Stati Uniti.