Wall Street chiude in rosso, per il Nasdaq terza settimana di fila in rialzo

Rallentamento sul fronte immobiliare ma gli investitori snobbano i dati ancora una volta

Barnes & Noble, fondo privato vuole rilevare il 51%

Il fondo privato di investimento G Asset Management sarebbe pronto ad acquistare il 51% di Barnes & Noble, la catena di librerie americane, proponendo di dividere in due parti indipendenti la divisione dei negozi da quella degli e-reader. Il gruppo ha fatto sapere che oltre a confermare l'interessamento del fondo non ha commenti da aggiungere sull'offerta che valuta la società 1,31 miliardi di dollari.

G Asset Management acquisterebbe le azioni del gruppo a 22 dollari l'una, il 31% in più rispetto alla chiusura di borse di giovedì: la nuova proposta ha aggiunto 2 dollari ad azione rispetto a quella che lo stesso fondo aveva avanzato al consiglio di amministrazione di Barnes & Noble lo scorso novembre. G Asset vuole anche rilevare il 51% della divisione Nook che produce teblet e e-book reader pagando 5 dollari ad azione.

L'annuncio ha fatto salire i titoli del gruppo in borsa che sono arrivate a guadagnare fino al 14% nella seduta di oggi. G Asset Management, guidata da Michael Glickstein, è affiliata a un fondo di real estate che include investimenti sia nel settore pubblico che in quello privato. Lo scorso agosto Barnes & Noble aveva abbandonato la decisione di dividere la società in due parti, dopo aver preso in considerazione questa possibilità per 18 mesi: allo stesso tempo il presidente e maggior azionista del gruppo, Leonard Riggio, aveva deciso di ritirare la sua offerta (a titolo personale) che prevedeva l'acquisto dei 675 negozi della catena.

Fed: Fisher, avanti con il "tapering"

Richard Fisher, presidente della Federal Reserve di Dallas, ha reiterato il suo sostegno al "tapering", la riduzione del ritmo con cui la banca centrale americana acquista Treasury e bond ipotecari attualmente per un valore di 65 miliardi di dollari al mese.

Definendosi un "forte sostenitore della riduzione del piano di acquisto di bond", Fisher ha detto che "continuerà a spingere" affinché il tapering prosegua. E ancora una volta l'esperto ha puntato il dito contro il Congresso: "sono fermamente convinto che i problemi della nostra economia non dipendono dalla politica monetaria ma dall'incauto e inefficace governo federale che semplicemente non è in grado di...incoraggiare le aziende a usare la copiosa quantità di denaro che la Fed ha creato e metterla al lavoro per creare occupazione e fare crescere l'economia". Per Fisher, "la politica fiscale è non solo un alleato della crescita economica americana ma anche il suo nemico".

Bullard: la Fed non alzerà immediatamente i tassi quanto il tasso di disoccupazione scenderà al 6,5%

La Federal Reserve non alzerà i tassi di interesse non appena il tasso di disoccupazione avrà raggiunto il 6,5%. Lo ha detto James Bullard, presidente e amministratore delegato della Fed di St. Louis. Secondo l'esperto, la piena occupazione negli Stati Uniti sarà raggiunta quando il tasso di disoccupazione sarà pari al 6%. Bullard ha inoltre confermato la tesi secondo cui la debolezza dei recenti dati macroeconomici è legata al maltempo.

Credit Suisse: multa da 196 milioni di dollari alla Sec

Credit Suisse ha raggiunto un accordo con le autorità americane in base al quale la banca svizzera verserà 196 milioni di dollari per archiviare le accuse secondo cui ha violato leggi federali offrendo a clienti statunitensi servizi di consulenza finanziaria e di brokeraggio senza l'opportuna registrazione presso la Securities and Exchange Commission.

Lo ha annunciato la Consob americana, secondo cui manager dell'istituto svizzero "hanno viaggiato negli Stati Uniti per trovare clienti, fornire consigli di investimento e indurre a transazini di prodotti finanziari".

Questi manager però "non erano registrati per fornire servizi di consulenza o di brokeraggio né erano affiliati a entità registrate". Essi hanno inoltre "comunicato con clienti americani attraverso email e telefonate transatlantiche".

Secondo la Sec, Credit Suisse ha iniziato questa pratica nel 2002 arrivando a collezionare commissioni da 82 milioni di dollari su 8.500 account di cittadini statunitensi con asset totali da 5,6 miliardi di dollari.

Credit Suisse ha dichiarato in una nota "di essere felice di avere risolto la questione con la Sec".

T-Bond: positivi a metà seduta, rendimento bond decennale cala al 2,74%

A metà seduta il prezzo del benchmark decennale sui T-Bond è in rialzo con rendimenti in perdita al 2,74%. I titoli di Stato americani guadagnano terreno dopo che gli ultimi dati hanno mostrato un rallentamento del settore immobiliare.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

  • titoli a 2 anni, rendimenti allo 0,31%
  • titoli a 5 anni, rendimenti all'1,53%
  • titoli a 30 anni, rendimenti al 3,7%
Banche: dubbi su regole Fed più severe per gruppi stranieri attivi in Usa

La mossa della Federal Reserve di imporre regole più rigide sulle banche straniere attive negli Stati Uniti potrebbe complicare il coordinamento a livello globale su un'altra priorità post-crisi, quella riguardante un accordo internazionale su un piano per eliminare le probabilità che qualsiasi bancha sia troppo grande per fallire.

In risposta al voto di martedì scorso da parte della banca centrale - in base al quale i nuovi standard entreranno in vigore dal primo luglio 2016, un anno dopo quanto originariamente pensato - sono arrivati i commenti dal commissario europeo per i mercati interni Michel Barnier. Come riportato dal Wall Street Journal, la funzionaria ha detto che le nuove norme "sono in conflitto con gli standard internazionali sulla cooperazione in tema bancario". Il riferimento è agli standard per la gestione del fallimento di un istituto.

Per i regolatori americani invece la decisione della Fed è in linea agli sforzi per rendere il sistema finanziario più stabile. C'è però chi sostiene che così facendo si mette a rischio la possibilità di prevenire la prossima Lehman Brothers, il gruppo fallito nel settembre del 2008.

A picco Groupon (-18,47%) dopo profit warning

A metà seduta energetici, telco e tecnologici sono gli unici settori in calo, a guidare i rialzi è invece il comparto dei beni voluttuari seguito da titoli dell'health-care e industriali. Sul Dow Jones la maglia rosa va a Disney, in testa alle blue chip con un aumento dell'1,34% mentre chiude la fila Verizon, che perde l'1,12%. Tra i più scambiati, Amazon.com inverte la rotta e cala dello 0,28% sulla notizia che la società sarebbe in trattative con Ralph Lauren per includerlo tra i suoi brand. A picco Groupon (-18,47%) dopo che il sito di sconti online ha tagliato le stime di profitto. Infine Seagate Technology guadagna l'1,77% grazie ad un upgrade degli analisti di RBC Capital Markets.

Wall Street: in modesto rialzo a metà seduta, DJ +0,15%

A metà seduta Wall Street continua in modesto aumento avviandosi a chiudere la terza settimana di rialzi consecutivi. Sebbene gli ultimi dati abbiamo registrato un rallentamento del mercato immobiliare americani (le vendite di case esistenti sono calate del 5,1% a gennaio segnando una contrazione superiore alle previsioni), gli investitori hanno deciso ancora una volta di snobbare le cattive notizie sul fronte macro attribuendole al maltempo. In questo momento, il Dow Jones aumenta dello 0,15% a 16.157,89 punti, il Nasdaq aggiunge lo ,26% a 4.278,71 punti e lo S&P 500 sale dello 0,21% a 1.843,63 punti. Il petrolio si attesta in negativo: il contratto ad aprile perde lo 0,93% a 101,79 dollari il barile.

Usa: per grandi banche perdite legate a trading materie prime (Wsj)

Problemi per le banche di Wall Street nel settore del trading sulle materie prime: due grandi istituti avrebbero registrato perdite su un complesso programma per proteggersi dai rischi determinati dal monopolio messicano del petrolio. Come riporta il Wall Street Journal, che cita fonti vicine alle società, Citigroup e Deutsche Bank avrebbero subito perdite negli ultimi tre mesi, con l'istituto tedesco che sarebbe arrivato a 5 milioni di dollari, collegate a contratti siglati l'anno scorso con Petróleos Mexicanos (Pemex).

Le perdite, se confermate, sarebbero un problema per le banche per quanto riguarda le materie prime, messe sotto pressione da regolamentazione più stringente e minore interesse degli investitori per il mercato dei materiali grezzi. Secondo la società di consulenza Coalition, il fatturato generato dalle materie prime delle dieci maggiori banche di investimento globali è calato a 4,5 miliardi di dollari nel 2013, il 18% in meno rispetto all'anno precedente e il 68% in meno dal picco di cinque anni fa.

Pochi anni dopo maxi buyout, ex Txu verso amministrazione controllata

Energy Future Holdings, in precedenza chiamata Txu e nata da uno dei maggiori leveraged buyout americani, è a un passo dall'amministrazione controllata, schiacciata dal peso dell'alto indebitamento e di alcune scommesse sbagliate sulla direzione dei prezzi del gas naturale. La società, come riporta il Wall Street Journal, sta cercando di raccogliere prestiti per tenere aperte le due controllate durante l'amministrazione controllata, che ormai pare inevitabile dopo il fallimento delle trattative con i creditori per ristrutturare un debito da oltre 40 milioni di dollari.

Citigroup, JP Morgan Chase, Bank of America e Morgan Stanley sono tra le banche sentite per l'eventuale prestito. Txu era stata rilevata e quindi tolta da Wall Street dalla private equity Tpg e dalla divisione di private equity di Goldman Sachs nel 2007 nell'ambito di un'operazione da 13 miliardi di dollari compresa l'assunzione di debito.

Con accordo Facebook-WhatsApp M&A tecnologico sale a 50 mld $ in 2014

La battaglia tra Facebook e Google per il predominio nel settore digitale, in una fase di espansione, ha fatto lievitare il valore delle acquisizioni nel campo tecnologico a 50 miliardi di dollari quest'anno, un livello che non si vedeva dalla bolla dot-com, ovvero dai 78 miliardi dei primi mesi del 2000. A fare da traino è stato l'accordo da 19 miliardi di dollari con cui Facebook ha rilevato WhatsApp, l'app di messaggistica per device mobili.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Mark Zuckerberg e il l'amministratore delegato di Google Larry Page faranno tutto il possibile per guadagnare vantaggio, utilizzando la quantità di riserve disponibili per aggiudicarsi startup interessanti. Secondo gli analisti, il fatto che società come WhatsApp si impongano sul mercato in un tempo breve, mentre in passato sarebbero serviti 20, 30 o 40 anni, spinge al rialzo le offerte, proprio per il potenziale che offrono.

Lew: Cina può gestire problemi shadow banking, fatti passi

La Cina è in grado di gestire i problemi legati allo shadow banking, che non è ancora una questione con peso sistemico globale. "Penso che la Cina abbia compiuto passi negli ultimi sei mesi. Questo dimostra che Pechino se ne occupa e non lascerà che cresca senza alcun tipo di supervisione", ha detto il segretario al Tesoro americano Jacob Lew, parlando a margine del G20 dei ministri delle finanze che si tiene a Sydney nel fine settimana.

"E' chiaramente un problema che la Cina deve affrontare e questo sarà uno dei temi del G20, perché è anche una preoccupazione globale", ha detto. Parlando invece degli Stati Uniti, Lew ha ribadito che "la ripresa sta andando nella giusta direzione e sta guadagnando slancio, ma non può farsi carico del calo della domanda che frena le altre economie mondiali".

Fannie Mae: profitti annuali da 84 miliardi di dollari, più che ripagato il bailout

Nel quarto trimestre del 2013 Fannie Mae ha registrato utili per 6,5 miliardi di dollari, l'ottavo trimestre redditizio consecutivo, contro quota 7,6 miliardi messa a segno nello stesso periodo del 2012. Il risultato annuale è pari a quota 84 miliardi di dollari. Il merito va al forte rialzo dei prezzi delle case negli Stati Uniti, che ha spinto i conti del colosso dei mutui controllato dallo Stato.

Fannie ha inoltre detto che il mese prossimo verserà al Tesoro americano 7,2 miliardi di dollari. Con i 114 miliardi già versati, il pagamento implica che il gruppo avrà più che ripagato i 116 miliardi ricevuti come aiuto dai contribuenti statunitensi.

Insieme al rivale più piccolo Fredie Mac, Fannie effettuerà quanto molti consideravano impossibile solo due anni fa: garantiranno al governo più dividendi, da circa 192,5 miliardi di dollari, di quando hanno ricevuto nel 2008 sotto forma di salvataggio.

La pietra miliare raggiunta è simbolica, dal momento che le due società non possono ricomprarsi le quote assunte dal governo nel pieno della crisi. Restano dunque sotto il controllo federale. In base agli accordi, Fannie e Freddie devono inviare i loro profitti al Tesoro.

Fed: pubblicata la trascrizione dei meeting del 2008

La Federal Reserve ha pubblicato centinaia di pagine di trascrizioni risalenti al 2008 degli incontri del Federal Open Market Commettee, il suo braccio di politica monetaria.

Diversamente dai verbali, questi documenti permettono di leggere le conversazioni che si sono tenute nel corso di questi incontri, avvenuti nel pieno della peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione degli anni '30.

La pubblicazione, cosi come avviene dalla metà degli anni '90, avviene di norma a gennaio con un ritardo di cinque anni. Resta un mistero il fatto che la pubblicazione odierna sia stata posticipata fine alla fine di febbraio.

Si tratta di otto meeting tradizionali più sei d'emergenza. Restano esclusi gli incontri tra piccoli gruppi di membri della banca centrale americana che, al lavoro con il dipartimento del Tesoro, hanno messo a punto i salvataggi di Bear Stearns, American International Group e delle agenzie dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac e hanno invece deciso di lasciare fallire Lehman Brothers.

Wall Street: si rafforza dopo vendite di case esistenti, Dow +0,33%

Dopo una partenza incerta, in cui il Dow Jones segnava ribassi frazionali, gli indici a Wall Street si rafforzano in seguito al dato di gennaio sulle vendite di case esistenti: come da attese è sceso (del 5,1%) ma più del previsto e sui minimi di 18 mesi. Ciò conferma la tesi secondo cui è il maltempo a mettere a freno l'economia americana. Dopo circa 40 minuti di scambi, il Dow Jones sale dello 0,33%, 54 punti, a quota 16.186, l'S&P 500 avanza dello 0,23%, 4 punti, a quota 1.844, il Nasdaq cresce dello 0,22%, 8 punti, a quota 4.276.

Vendite case esistenti Usa -5,1% gennaio, passo più lento da 2012

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono calate bruscamente in gennaio ai minimida luglio 2012, segno che l'aumento dei tassi di interesse sui mutui può essere un freno per chi decide di comprare una proprietà e, di conseguenza, per il mercato immobiliare.L'indicatore, calcolato dall'associazione di settore National Association of Realtors (Nar), ha registrato un ribasso del 5,1% a 4,62 milioni di unità. Gli analisti attendevano un calo a 4,7 milioni di unità.

Il calo, il quinto negli ultimi sei mesi, ha fatto finire le vendite al minimo in 18 mesi. Le vendite sono in calo del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. "Il 2014 è iniziato in modo infelice per le vendite di case esistenti", ha detto Lawrence Yun, capo economista del Nar, spiegando però che l'ondata di maltempo che ha colpito gli Stati Uniti a inizio anno può avere inciso sul dato.I prezzi mediani delle case sono cresciuti del 10,7% rispetto all'anno scorso a 188.900 dollari. Le case disponibili per la vendita sono cresciute e occorrerebbero dunque 4,9 mesi per esaurirle completamente (più dei 4,6 mesi di dicembre).

Business Wire: stop a accesso diretto comunicati per high speed trader

Business Wire, controllata dalla Berkshire Hathaway di Warren Buffett e che per mezzo secolo ha pubblicato comunicati stampa aziendali e non negli Stati Uniti, smetterà di dare accesso diretto al flusso di notizie agli "high speed trader", i trader che usano tecnologie ultra veloci per gli scambi. Come riporta il Financial Times, è stato Buffett in persona a interessarsi della questione, temendo che potessero nuocere alla reputazione della società le recenti polemiche collegate al presunto vantaggio competitivo dato ai trader consentendo loro di vedere, a pagamento, le notizie direttamente dal feed di Business Wire.

I clienti normali del servizio vedono i comunicati stampa tramite un provider di notizie che fa da intermediario (per esempio Bloomberg o Dow Jones), quindi li vedono con un lieve ritardo rispetto a chi ha accesso diretto al flusso di notizie. Tecnicamente, avere accesso diretto ai "feed" di chi distribuisce le notizie non è illegale, ma pagare per l'accesso e poi usare algoritmi sofisticati per "spacchettare" i dati e piazzare gli ordini può dare un vantaggio potenzialmente sleale nei confronti degli altri investitori. Secondo la società non c'è nessun vantaggio reale e la decisione è solo precauzionale: "Non c'è assolutamente nessun vantaggio temporale nel ricevere le notizie direttamente da Business Wire, che diffonde i comunicati in modo simultaneo e in tempo reale a tutti i partecipanti del mercato. Comunque, i possibili fraintendimenti ci hanno preoccupati", ha detto Cathy Baron Tamraz, amministratore delegato di Business Wire, spiegando le scelte del gruppo.

T-Bond: prezzi in calo in attesa delle vendite di case esistenti, decennale al 2,77%

All'inizio della seduta i prezzi dei Treasury sono in calo con gli investitori in attesa del dato sulle vendite di case esistenti di gennaio. Le stime parlano di un calo a un tasso annuale di 4,65 milioni di unità contro i 4,87 milioni di dicembre. Sul fronte dei rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - il decennale vede il 2,77%. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,048%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimento in aumento allo 0,326%
Titoli a 5 anni, rendimento in salita all'1,566%
Titoli a 30 anni, rendimento in rialzo al 3,733%

Wall Street: future in rialzo, S&P 500 verso terza settimana di guadagni

A Wall Street i future sono in rialzo, segno che l'S&P 500 si appresta a chiudere la terza settimana consecutiva di guadagni. Gli investitori hanno ignorato i dati macroeconomici deludenti delle ultime due settimane sostenendo che la colpa è del maltempo che si è abbattuto sul Paese. Questa tesi potrebbe essere confermata dal dato odierno - atteso in calo - sulle vendite di case esistenti a gennaio.

Intanto i banchieri centrali e i ministri delle finanze del G20 si preparano a riunirsi a Sidney, Australia, nel fine settimana. Si parlerà degli effetti della riduzione delle misure di stimolo da parte della Federal Reserve. Oggi sono in calendario i discorsi di due membri della banca centrale.

L'attenzione è anche sulla Corporate America dopo i conti di Hewlett-Packard (+1% nel pre-mercato) e di Groupon (-12%).

I future di S&P 500 e Nasdaq avanzano dello 0,2%, quelli del Dow Jones dello 0,1%. Il petrolio ad aprile scivola dello 0,10% a 103,21 dollari al barile, l'oro con la stessa scadenza segna un +0,46% a 1.323 dollari l'oncia.

Euro stabile a 1,3707 dollari, biglietto verde in leggero rialzo a 102,44 yen

Euro stabile sopra 1,37 dollari (1,3707); nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,2748 e 1,3891 dollari. Il biglietto verde in leggero rialzo sulla valuta giapponese: vale 102,44 yen, dopo la chiusura a 102,27 di ieri; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 90,88 e 107,13 yen.

Oro in rialzo nel premercato a New York: +4,80 dollari a 1.321,70 dollari all'oncia

Oro in rialzo nel premercato a New York: vale 1.321,70 dollari all'oncia, +4,80 dollari rispetto alla chisura di ieri. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.182 e i 1.623 dollari all'oncia.

Petrolio in ribasso nel premercato a New York: -28 centesimi a 102,47 dollari al barile

Petrolio in ribasso nel premercato: vale 102,47 dollari al barile, -28 centesimi rispetto alla chiusura di ieri. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra gli 85,20 e i 103,29 dollari al barile.

Future in rialzo a Wall Street: Dow Jones +39 punti, S&P +4 punti, Nasdaq +7 punti

Future in rialzo a Wall Street: il Dow Jones guadagna 39 punti e sale a 16.139, lo S&P sale di 4 punti a 1.840,20, il Nasdaq avanza di 7 punti a 3.678,50.