Wall Street corre con i tech guidati da Apple

Incertezze sui negoziati Usa-Cina. Si digeriscono i segnali misti giunti dalla Fed

azionario
Wall Street chiude in rally con Apple (Nasdaq +1,4%), Levi's +32%

La seduta a Wall Street, partita in calo, è finita all'insegna del rally con gli indici tornati sui massimi di cinque mesi fa. Per il DJIA e l'S&P 500 è stato il primo incremento in tre giornate.

A livello settoriale, il settore tech ha corso trainato al rialzo da Apple (+4%), tornata la regina in termini di capitalizzazione: grazie a una serie di promozioni degli analisti, il produttore dell'iPhone è tornato a valere più di Microsoft (+2%); sale l'attesa per l'evento della settimana prossima in cui dovrebbe annunciare il lancio di un servizio di video in streaming.

Gli investitori sono tornati a brindare all'approccio da "colomba" confermato ieri dalla Federal Reserve, che ha tagliato a zero da due il numero delle strette previste nel 2019.

Eliminato il timore di un possibile rialzo dei tassi, il mercato ora aspetta sviluppi dei negoziati commerciali tra Usa e Cina. La settimana prossima ci sarà un nuovo round di trattative a Pechino. La speranza è che un accordo venga siglato; esso eliminerebbe i rischi di una guerra a colpi di dazi che finirebbe per pesare sull'economia mondiale e anche americana (di cui la Fed ha già tagliato le prospettive di crescita pur credendo che l'outlook resti positivo).

Tra le altre storie aziendali, Levi's ha fatto ritorno in borsa con il botto (+32%). Biogen (-30%) ha subito un tonfo dovuto allo stop di test clinici per la cura dell'Alzheimer. Boeing è tornata a soffrire (-0,9%) ancora per via degli incidenti che chiamano in causa il suo 373 Max. Secondo gli analisti di JP Morgan, il Pil Usa annualizzato potrebbe subire un colpo dello 0,6% con uno stop alla produzione di quel jet. Facebook ha saputo risollevarsi (+0,4%) nonostante un nuovo passo falso: milioni di password dei suoi utenti sono state accessibili ai dipendenti del gruppo. Il social network ha risolto il problema riscontrato nei suoi sistemi interni e ha escluso che ci siano stati abusi.

Il DJIA ha vissuto la migliore giornata dallo scorso 15 febbraio con un rialzo dello 0,85% a quota 25.563.

L'S&P 500 ha aggiunto l'1% a quota 2.854.

Il Nasdaq Composite - che si appresta ad archiviare la dodicesima settimana in rialzo su 13 - è salito dell'1,42% a quota 7.838.

Il petrolio a maggio al Nymex è scivolato dello 0,4% a 59,98 dollari al barile, comunque sui massimi dello scorso novembre.

Il dollaro ha recuperato le perdite post Fed: un euro ne compra 1,1367 unità (-0,4%).

Petrolio a NY chiude -0,4% a 59,98 dollari al barile

All'indomani di un rally dovuto a un calo inatteso e ampio delle scorte settimanali di greggio in Usa, il petrolio a New York ha perso quota. Il contratto maggio ha ceduto 25 centesimi, lo 0,4%, a 59,98 dollari al barile. Si tratta comunque di livelli dello scorso novembre.

Dall'inizio dell'anno il greggio ha guadagnato quota grazie ai tagli della produzione dell'Opec e delle sue nazioni alleate come la Russia. A ciò si sono aggiunte le tensioni geopolitiche legate a Iran e Venezuela. Tuttavia, le tensioni commerciali e i timori di un rallentamento dell'economia mondiale restano fonti di rischio.

Wall Street in rally con Apple, boom di Levi's nel giorno dell'Ipo

Superata la metà seduta, gli indici a Wall Street viaggiano in netto rialzo, lontani dai minimi intraday toccati durante un avvio in rosso. Sono i titoli tecnologici a fare da traino, capitanati da Apple (+3,5%): il titolo del produttore dell'iPhone è sostenuto dalle promozioni degli analisti e dall'attesa per il lancio, la settimana prossima, di un suo servizio di video in streaming. Netflix cede lo 0,06%.

Facebook (-0,5%) ha ampliato le perdite dopo avere confermato che le password di milioni di suoi utenti sono state impropriamente conservate nei sistemi interni al gruppo. Levi's intanto resta protagonista di un rally (+33%) nel giorno del suo ritorno in borsa.

Boeing torna a soffrire (-0,7%). L'Agenzia europea per la sicurezza aerea ha detto che condurrà un'analisi approfondita sul 737 Max protagonista di due incidenti mortali in cinque mesi e che è troppo presto per prevedere quando a quel tipo di jet sarà contentito di nuovo di volare.

Il quadro macroeconomico Usa aiuta a riportare un po' di ottimismo dopo i segnali misti giunti ieri dalla Federal Reserve. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese più del previsto (-9mila a 221.000 unità), l'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia è rimbalzato a marzo oltre le più rosee stime (a 13,7 punti) e il superindice economico è aumentato leggermente più delle attese a febbraio (+0,2%).

Il DJIA sale dello 0,7% a quota 25.931. L'S&P 500 aumenta dello 0,85% a 2.848. Il Nasdaq Composite avanza dell'1% a 7.809. Il petrolio a maggio al Nymex vola dell'1,85% a 60,12 dollari.

commercio
Trump vuole che Cina raddoppi o triplichi impegno a comprare Made in Usa

La Cina si è impegnata a comprare 1.200 miliardi di dollari in sei anni di beni agricoli, energetici e dell'aerospazio Made in Usa ma questo agli Stati Uniti di Donald Trump non sembra bastare. Stando a indiscrezioni di Cnbc, il 45esimo presidente americano vorrebbe che quella cifra fosse "raddoppiata o triplicata".

Trump sarebbe diventato più esigente dopo avere visto lievitare il deficit commerciale americano, specialmente nei confronti della nazione asiatica. In vista delle presidenziali del 2020, in cui vuole essere rieletto, Trump è consapevole di non avere mantenuto la promessa fatta nella campagna elettorale del 2016, quella appunto di ridurre il deficit commerciale.

Come annunciato a inizio mese, il dato statunitense con il mondo nel 2018 ha raggiunto il record di 891,3 miliardi da 807,5 miliardi del 2017. Il deficit commerciale legato ai beni con la Cina - il target principale della guerra a colpi di dazi voluta da Trump - ha raggiunto l'anno scorso un record di 419,2 miliardi.

A complicare il quadro e a rendere difficile il raggiungimento dell'obiettivo di Trump è la quantità e la tipologia di articoli a disposizione di cui la Cina potrebbe aumentare gli acquisti. La categoria di prodotti che ha più peso sono gli aerei della Boeing, ma dopo gli incidenti mortali del suo 737 Max 8 (costretti a restare per ora a terra) l'appetito di Pechino è venuto meno. La nazione asiatica potrebbe essere interessata a comprare semiconduttori e tecnologie avanzate, ma ciò solleva in Usa timori per la sicurezza nazionale.

Levi Strauss torna in borsa con il botto, +30% all'avvio degli scambi

Levi Strauss ha aperto gli scambi al Nyse con il titolo scambiato inizialmente a 22,22 dollari. Ieri il produttore di jeans aveva fissato a 17 dollari il prezzo di collocamento, sopra la forchetta 14-16 dollari. Dopo i primi minuti di scambi, il titolo vola del 34% a 22,80 dollari.

L'azienda si era già quotata nel 1971 ma poi effettuò un delisting nel 1984.

Azionario
Wall Street vira in rialzo, Apple torna a essere la regina

Dopo un avvio in calo, gli indici a Wall Street si sono rafforzati virando in rialzo. A fare da traino è Apple (+2,4% a 192,62 dollari), che torna a essere la regina in termini di capitalizzazione avendo sorpassato Microsoft. Apple è sostenuto da una promozione degli analisti di Needham. Secondo loro il titolo del produttore dell'iPhone va comprato con convinzione. L'obiettivo di prezzo è stato alzato a 225 da 180 dollari.

Anche gli esperti di Wedbush sono più ottimisti sul titolo Apple: hanno confermato il rating "outperform" e hanno portato a 215 da 200 dollari il target price. L'idea è che il lancio, atteso la settimna prossima, del servizio di video in streaming rappresenti un passo chiave per potenziare ulteriormente la divisione servizi.

La capitalizzazione di Apple, pari a 915,6 miliardi di dollari, è tornata a essere la più alta superando quella di Microsoft (+0,88%, 909,4 miliardi). Ieri le due aziende valevano rispettivamente 898,5 miliardi e 901,6 miliardi.

Il DJIA sale dello 0,36% a 25.837. L'S&P 500 aumenta dello 0,33% a 2.833. Il Nasdaq Composite segna un +0,48% a 7.765. Il petrolio a maggio al Nymex scivola dello 0,27% a 60,07 dollari al barile.

Wall Street: avvio in calo con timori su economia mondiale

La seduta a Wall Street è iniziata in calo con gli investitori ancora impegnati a digerire le varie implicazioni degli annunci fatti ieri dalla Federal Reserve. I tassi sono rimasti, come previsto, al 2,25-2,5% e probabilmente non verranno toccati per tutto il 2019. La normalizzazione del bilancio - gonfiato negli anni della crisi dagli acquisti di Treasury e bond ipotecari - finirà prima del previsto, a settembre. La banca centrale Usa ha promesso di nuovo di essere "paziente".

Sebbene il governatore Jerome Powell abbia parlato di un "outlook positivo" per il resto dell'anno in Usa, le stime di crescita americana sono state tagliate. Ciò non fa che alimentare i dubbi sulla tenuta dell'economia mondiale, con Powell che ha posto l'accento sul rallentamento "specialmente" di Europa e Cina. Anche l'incertezza sui negoziati commerciali tra Usa e Cina sta pesando sull'umore degli investitori.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede lo 0,11%, meno del -0,3% registrato al suono della campanalla, a quota 25.716. L'S&P 500 perde lo 0,13% a quota 2.820. Il Nasdaq Composite segna un -0,06% a 7.724. Il petrolio a maggio al Nymex scivola dello 0,4% a 60,03 dollari al barile.

commercio
Perdue (Agricoltura Usa): "atteggiamento" Cina complica negoziati

"L'atteggiamento" della Cina sta complicando i negoziati commerciali in corso da tempo con gli Stati Uniti. E' questo l'avvertimento giunto da Sonny Perdue, il segretario americano all'Agricoltura. In un'intervista al Financial Times, il ministro ha spiegato che la nazione asiatica non è chiara sul volere fare o meno concessioni chiave.

Per Perdue il problema sta "soprattutto nell'atteggiamento. Non sembra esserci una volontà determinante nel volere risolvere questioni varie come invece ci piacerebbe vedere", ha detto il ministro all'Ft aggiungendo: i negoziati "non stanno procedendo rapidamente come avremmo voluto. Sono portato a credere che la loro sia una strategia negoziale: ci portano a essere speranzosi e ottimisti, si fanno due passi avanti e poi uno indietro, un passo avanti e due indietro".

Ora i fari si spostano sulla settimana prossima, quando il rappresentante commerciale Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin voleranno a Pechino per un nuovo round di negoziati. Ieri il presidente americano, Donald Trump, aveva fatto capire che i dazi sulle importazioni cinesi potrebbero restare in vigore fino a quando la Cina non dimostrerà di rispettare un accordo che ancora non sembra vicino. Teoricamente si lavora a un'intesa da siglare entro fine aprile, un mese dopo il previsto. Difficilmente però Pechino siglerà un patto che non prevede una rimozione almeno parziale di certe tariffe doganali.

Perdue continua a sperare in "incrementi significativi" degli acquisti di prodotti agricoli americani da parte di Pechino. Ne godrebbero i produttori non solo di semi di soia e di mais ma anche gli allevatori di bestiame. Il ministro non ha fornito cifre ma ha parlato di importazioni "doppie o triple" rispetto al passato.

PHARMA
Biogen crolla del 30%, stop a test clinici su farmaco anti Alzheimer

Biogen è arrivato a cedere il 30% nel pre-mercato a Wall Street. Il sell-off segue l'annuncio fatto dal gruppo insieme a Eisai, un'azienda farmaceutica giapponese quotata a Tokyo con cui dall'ottobre 2017 stava lavorando a un trattamento per la cura dell'Alzheimer.

Le due società hanno detto di avere messo fine a test clinici del trattamento chiamato aducanumab. Biogen e Eisai hanno spiegato che, sulla base di analisi condotto da un comitato indipendente, i test difficilmente porteranno ai risultati sperati. Le due aziende hanno precisato che lo stop non ha nulla a che fare con dubbi sulla sicurezza del trattamento. Per i gruppi si tratta comunque di un duro colpo, tanto più che la Food and Drug Administration americana aveva dato al farmaco una corsia preferenziale per un iter di approvazione accelerato.

"Questa notizia deludente conferma la complessità nel curare l'Alzheimer e il bisogno di ampliare la conoscenza nelle neuroscienze", ha detto in una nota il Ceo di Biogen, Michel Vounatsos.

Al Nasdaq Biogen ieri vantava una capitalizzazione di 63,1 miliardi di dollari; da inizio anno ha guadagnato il 6,5% e negli ultimi 12 mesi il 14,6%.

Usa: -9mila a 221.000 richieste iniziali sussidi lavoro, meglio di stime

Nei sette giorni conclusi il 16 marzo scorso, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso battendo le stime degli analisti.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 9.000 unità a 221.000 unità, contro attese per un dato a 225.000 unità; il dato della settimana precedente è stato rivisto a 230.000 unità da 229mila.

La media delle ultime quattro settimane, un dato più indicativo e meno volatile, è salita a 225.000 unità.

Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 9 marzo, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è calato di 27.000 unità a 1,750 milioni.

Usa: rimbalza a 13,7 punti indice manifatturiero Fed Filadelfia marzo, sopra stime (RCO)

Le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Filadelfia sono migliorare a marzo. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Philadelphia è rimbalzato a 13,7 da -4,1 di febbraio dopo i 17 punti di gennaio. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che si aspettavano un rialzo a 5 punti.

Guardando alle singole componenti, quella sui nuovi ordini è salita a 1,9 da -2,4 punti e quella relativa alle consegne è volata a 20 da -5,3 punti. Il dato sui prezzi pagati è calato a 19,7 da 21,8 punti mentre quello dei prezzi di beni ricevuti è passato a 24,7 da 27,7 punti. La componente sull'occupazione è peggiorata a 9,6 da 14,5. Infine, la componente relativa alle scorte è passata a 17,2 da 3,3.

auto
Ford recluta l'ex direttore finanziario di Snapchat

Ford Motor ha annunciato una serie di giri di poltrone. Il produttore di auto americano ha detto che l'attuale direttore finanziario, Bob Shanks, se ne andrà entro fine anno. Al suo posto arriverà, Tim Stone, che ha ricoperto quel ruolo in Snapchat e ha trascorso 20 anni in Amazon. Stone, 52 anni, entrerà in Ford il prossimo 15 aprile per assumere l'incarico di Cfo l'1 giugno. Risponderà direttamente al Ceo Jim Hackett.

Shanks, 66 anni, garantirà una transizione senza intoppi e poi si occuperà negli ultimi sei mesi dell'anno di progetti speciali. Tra le nomine comunicate oggi, c'è anche quella di Stuart Rowley, che da direttore operativo di Ford in Nord America diventerà dall'1 aprile presidente di Ford in Europa. Lavorerà a stretto contatto con Steven Armstrong per ristrutturare le attività europee, dove Ford ha già annunciato tagli di migliaia di posti di lavoro.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 16 marzo alle 8:30 (le 13:30 in Italia). Precedente: +6.000 a 229mila. Consensus: 225mila.

Indice manifatturiero Fed Philadelphia per il mese di marzo alle 8:30 (le 13:30 in Italia). Precedente: -4,1 punti. Consensus: 5 punti.

Superindice economia per il mese di febbraio alle 10 (le 15 in Italia). Precedente: -0,1%. Consensus: +0,1%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Nike dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale tiene il suo consueto briefing bisettimanale con la stampa.