Wall Street, investitori innervositi da Trump

Il presidente Usa non contento delle trattative commerciali con la Cina. Possibile un rinvio del summit con Kim

azionario
Wall Street chiude in calo, Trump non contento delle trattative con la Cina

Gli indici a Wall Street hanno chiuso in calo e sui minimi di giornata. Gli investitori sono stati innervositi dal fatto che il presidente americano si sia detto non contento delle trattative commerciali con la Cina, che sono solo "all'inizio". Soltanto ieri l'azionario aveva corso grazie alla tregua raggiunta tra Usa e Cina, che oggi ha per altro annunciato un taglio dei dazi su auto e componentistica per le quattro ruote.

Donald Trump ha poi messo anche in dubbio la tempistica del summit con il leader nordcoreano, previsto il 12 giugno a Singapore.

Dal fronte societario, la catena di negozi di abbigliamento JC Penney è crollata (-6%): il suo Ceo Marvin Ellison è stato strappato da Lowe's (-1,9%), colosso del fai-da-te.

Il produttore di microprocessori Micron Technologies (+6,4%) ha invece festeggiato l'annuncio del suo piano di buyback più grande di sempre; vale 10 miliardi di dollari.

Il produttore di software Adobe Systems (+0,3%) a sua volta intende ricomprare titoli propri per 8 miliardi di dollari; il gruppo ha detto che acquisirà da Permira la società Magento Commerce per 1,68 miliardi di dollari.

Fiat Chrysler Automobiles (+1,3%) è stato sostenuto dall'avvio della copertura di Hsbc, che consiglia di comprare il titolo per tre motivi.

Arrivato a guadagnare 52 e a perderne 200 circa, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 178,88, lo 0,72%, a quota 24.834,41.

L'S&P 500 ha ceduto 8,57 punti, lo 0,31%, a quota 2.724,44.

Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 15,58 punti, lo 0,21%, a quota 7.378,46.

Reduce da quattro sedute di fila da record, il Russell 2000 ha subito il calo maggiore dal 30 aprile scorso. L'indice delle società a piccola e media capitalizzazione ha registrato una flessione di 11,77 punti, lo 0,72%, a quota 1.625,68.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a luglio ha chiuso in crescita di 2 centesimi, lo 0,5%, a 4,04 dollari e tre quarti a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a luglio ha guadagnato 14 centesimi e un quarto, il 2,81%, a quota 5,21 dollari e mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a luglio hanno chiuso in rialzo di 5 centesimi e un quarto, lo 0,51%, a 10,30 dollari e mezzo a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio ha finito in aumento di 9 punti, lo 0,29%, a 31,51 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio ha perso 1,6 dollari, lo 0,42%, a 377,5 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY -0,15% a 72,13 dollari al barile

Per la seconda volta nelle ultime tre sedute, il petrolio ha perso quota. Il contratto giugno al Nymex, giunto a scadenza con il finire degli scambi, ha perso lo 0,15% a 72,13 dollari al barile, non lontano dai nuovi massimi del novembre 2014 toccati ieri. Il contratto luglio, quello nuovo di riferimento, ha ceduto lo 0,2% a 72,20 dollari al barile.

Alla vigilia del dato sulle scorte settimanali di greggio in Usa, viste calare per la terza settimana di fila, gli investitori hanno optato per le prese di beneficio. Recentemente le quotazioni sono state sostenute dalle prospettive legate a due membri dell'Opec, il cartello impegnato dal gennaio 2017 fino almeno alla fine del 2018 a ridurre la produzione per riequilibrare il mercato di riferimento.

La crisi economica e le sanzioni contro il Venezuela stanno frenando il suo output. Inoltre, il ritiro degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano ha sollevato lo spettro di nuove sanzioni contro Teheran che potrebbero ridurre le sue esportazioni petrolifere.

T-Bond viaggiano in calo dopo asta titoli a due anni

Partiti poco mossi, i Treasury si sono indeboliti con i trader concentrati sulle aste di titoli a breve e media scadenza previsti in settimana per complessivi 115 miliardi di dollari. Il Tesoro Usa ha vendito titoli a due anni offrendo rendimenti al 2,590%. Il rapporto fra domanda e offerta è stato pari a 2,88 volte. Agli investitori indiretti - riflesso della domanda dall'estero - è andato il 39,3%, sotto il 41,6% dell'asta di fine aprile. A quelli diretti - riflesso della domanda dagli Usa - è andato il 15,3%, tanto quanto visto nell'asta precedente.

Il titolo benchmark Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 3,071% dal 3,065% di ieri. Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,984%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,938%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in crescita al 2,574%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,904%.

Titoli a 30 anni, rendimenti aumento al 3,214%.

azionario
Wall Street volatile, digerisce le parole di Trump

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street viaggiano contrastati e sono particolarmente volatili. Gli investitori stanno analizzando le parole in arrivo dallo Studio Ovale, dove il presidente americano Donald Trump sta incontrando la controparte sudcoreana Moon Jae-in.

Il leader Usa non si è detto contento delle trattative commerciali con la Cina, con cui ha raggiunto una tregua sospendendo i dazi con cui le due nazioni si erano minacciate a vicenda. Rivendicando la "bella relazione" con il presidente cinese Xi Jinping, Trump ha affermato di volere un accordo commerciale "positivo per noi e anche per la Cina, se possibile". Quanto a ZTE, "siamo noi averla fatta praticamente chiudere" ma siccome la società cinese "compra tante componenti dalle aziende americane, queste ultime soffrono da una sua crisi" per questo Washington è disposta ad aiutarla a rimettersi in sesto.

Trump ha poi spiegato che ci sono buone probabilità che il summit con il leader nordcoreano previsto il 12 maggio a Singapore non si verifichi in quella data ma non ha escluso che ci possa essere in un secondo momento. Il presidente ha spiegato che preferirebbe che la denuclearizzazione della Corea del Nord si verifichi "in un colpo solo". Una tale soluzione "sarebbe migliore", ha aggiunto Trump promettendo la protezione di Kim Jong Un.

Il DJIA cede 52 punti, lo 0,21%, a quota 24.961; ieri l'indice delle 30 blue chip aveva riconquistato i 25mila punti per la prima volta dal 16 marzo scorso.

L'S&P 500 guadagna 2,88 punti, lo 0,10%, a quota 2.735,7.

Il Nasdaq Composite aggiunge 4 punti, lo 0,06%, a quota 7.398.

Reduce da quattro sedute di fila record, il Russell 2000 perde quasi 2 punti, lo 0,11%, a quota 1.635,67.

Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,04% a 72,38 dollari al barile.

commercio
Trump non contento delle trattative con la Cina, sono solo "un inizio"

Il presidente americano non è contendo delle trattive commerciali con la Cina, con cui gli Stati Uniti hanno raggiunto una tregua. Le due potenze economiche hanno deciso di sospendere i dazi con cui si erano minacciate a vicenda mentre i negoziati continuano. Per Donald Trump, le discussioni avute tra i due Paese sono solo "un inizio".

E' di oggi la notizia che Pechino ha deciso di tagliare i dazi su componentistica e auto mentre Washington si prepara ad aiutare l'azienda cinese ZTE tornando a permettere alle aziende americane di vendere ad essa software e componenti. ZTE, accusata di avere violato sanzioni Usa contro l'Iran e la Corea del Nord, rischia comunque una multa superiore al miliardo di dollari.

commercio
Trump pensa a una multa contro ZTE fino a 1,3 miliardi di dollari

Un accordo tra Usa e Cina ancora "non è stato raggiunto" su ZTE, che potrebbe subire una multa Usa "di oltre un miliardo di dollari", magari "fino a 1,3 miliardi". Lo ha detto Donald Trump nel corso del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente sudcoreano Moon Jae-in.

Il gruppo tecnologico cinese è stato messo in ginocchio dalla decisione presa il mese scorso da Washington di impedire alle aziende americane di fornire componentistica essenziale per la sua sopravvivenza. ZTE è stato accusato di avere violato sanzioni Usa riguardanti la Corea del Nord e l'Iran. In un tweet, il 13 maggio scorso il leader Usa aveva detto che avrebbe lavorato con Xi per rimettere in sesto ZTE "velocemente" compiendo una inversione a U. Questo significa che l'amministrazione Trump è disposta probabilmente a rimuovere il divieto per le aziende Usa di vendere a ZTE software e componenti ma non esclude una multa pesante per il gruppo cinese. Secondo il leader Usa, ZTE deve cambiare leadership e deve comprare più prodotti Usa.

Corea del Nord
Trump, possibile che non ci sia incontro con Kim a giugno, forse dopo

C'è una "notevole" possibilità che il summit storico previsto a Singapore il 12 giugno tra il presidente americano e il leader nordcoreano non ci sia. Lo ha detto Donald Trump nel corso del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Stando a quanto riferito dalla stampa presente al faccia a faccia, Trump ha detto che l'incontro "potrebbe esserci dopo" la data indicata.

Corea del Sud: l'incontro Trump-Kim ci sarà al 99,9%

La Corea del Sud "crede che ci sia il 99,9% di probabilità" che il summit storico tra il presidente americano e il leader nordcoreano si terrà come previsto il 12 giugno a Singapore. Lo ha detto Chung Eui-yong, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente sudcoreano Moon Jae-in, giunto ieri a Washington per vedere oggi Donald Trump alla Casa Bianca.

Così come riferito dall'agenzia sudcoreana Yonhap, l'esperto ha comunque aggiunto che "ci stiamo preparando a ogni possibilità".

In merito al cambiamento di retorica da parte di Pyongyang, che il 15 maggio scorso ha minacciato l'incontro tra Trump e Kim Jong Un, Chung ha detto che "stiamo cercando di capire la situazione dal punto di vista del Nord". Moon si trova alla Casa Bianca dove, aveva anticipato il suo consigliere, si discute di come fare in modo che il summit tra Usa e Corea del Nord sia di successo. Chung ha aggiunto che "durante le telefonate tra i due leader o le discussioni tra i nostri esperti di sicurezza nazionale, non ho mai avuto l'impressione" che Trump stia mettendo in dubbio la bontà del summit, smentento quanto riferito dal New York Times.

Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta odierna in rialzo. A fare da traino è il frumento, che porta il suo bilancio da inizio anno a un +23%. I trader che avevano scommesso contro la materia prima hanno cambiato strategia. Stando al dipartimento americano dell'Agricoltura, la qualità della variante invernale del frumento è stata giudicata buona o eccellente al 36%, valore invariato rispetto alla settimana precedente. La soia continua a beneficiare della tregua commerciale tra Usa e Cina. Nella settimana al 17 maggio le ispezioni di soia esportata sono inoltre balzate rispetto ai sette giorni precedenti. Intanto si attente l'arrivo della pioggia nella parte meridionale delle Grandi Pianure Usa.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio guadagnano 7 centesimi e mezzo, lo 0,7%, a 10,32 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto dell'olio di soia avanza di 25 punti, lo 0,8%, a 31,67 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio aggiunge 0,7 dollari, lo 0,18%, a 379,8 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a luglio sale di 3 centesimi e tre quarti, lo 0,93%, a quota 4,06 dollari e mezzo a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in rialzo di 20 centesimi, il 3,94%, a 5,27 dollari e un quarto a bushel.

Il Tesoro Usa sanziona cinque iraniani, accusati di aiutare gli Houthi in Yemen per conto di Teheran

Nel corso di una testimonianza in una sottocommissione parlamentare, Steven Mnuchin, il segretario americano al Tesoro, ha affermato che ci saranno "sanzioni primarie e secondarie" contro l'Iran intendendo pene contro il Paese e contro le aziende ad esso legato. Le sue parole seguono l'annuncio dell'8 maggio scorso del ritiro degli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano.

Mentre Mnuchin testimonia, il suo dipartimento ha annunciato sanzioni contro cinque cittadini iraniani. Sono accusati di avere fornito ai ribelli Houthi in Yemen competenze tecniche legate a missili e di avere trasferito armi che in Yemen non erano state viste prima del conflitto in corso (in cui è coinvolta anche l'Arabia Saudita, alleata degli Usa). Secondo Washington, i cinque sanzionati hanno agito per conto delle Guardie della rivoluzione islamica. In pratica gli Usa sostengono che le attrezzature militari usate dagli Houthi contro Riad sono di origine iraniana e siano legate al programma missilistico balistico di Teheran.

In una nota, Mnuchin ha spiegato che le azioni dei cinque iraniani sanzionati "hanno permesso agli Houthi di lanciare missili contro città e infrastrutture petrolifere saudite. Hanno anche ostacolato gli sforzi di aiuti umanitari in Yemen e minacciato la libertà di navigazione in vie d'acqua cruciali". Gli Usa, ha concluso Mnuchin, "non tollereranno il sostegno iraniano ai ribelli Houthi che stanno attaccando un nostro stretto partner, l'Arabia Saudita", a sua volta criticata dalla comunità internazionale per la crisi umanitaria in Yemen. "Tutti i Paesi nella regione dovrebbero essere in allerta per impedire all'Iran di inviare personale, armi e fondi a sostegno dei suoi alleati in Yemen", ha detto Mnuchin.

Mnuchin, dazi su acciao e alluminio cinesi restano in vigore

Dopo le trattative svolte a Washington tra venerdì e domenica scorsi, Cina e Usa hanno sì sospeso i dazi con cui si erano minacciati a vicenda ma quelli sull'acciaio e sull'alluminio in arrivo in America fatti scattare dall'amministrazione Trump il 23 marzo scorso resteranno in vigore. Lo ha detto il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, testimoniando in una sottocommissione parlamentare. Il suo intervento segue la decisione di Pechino di tagliare i dazi su auto e componentistica, una buona notizia per gruppi come General Motors, Ford, Fiat Chrysler Automobiles e Tesla.

Dalle tariffe doganali sui metalli sono stati esonerati vari Paesi tra cui i 28 parte dell'Unione europea, esonerata fino al prossimo primo giugno. Anche Messico e Canada ne sono esonerati mentre trattano con gli Usa la riscrittuta del Nafta. La Corea del Sud è stata la prima a raggiungere un'intesa con Washington a siglare un nuovo accordo commerciale che non impone i controversi dazi ma che prevede quote sui metalli esportati in Usa.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo con Cina che taglia dazi su auto

La seduta a Wall Street è iniziata in leggero rialzo, cosa che permette al Russell 2000 - l'indice delle società a piccola e media capitalizzazione - di raggiungere un record per la quinta volta di fila. Gli investitori stanno brindando come ieri alla tregua commerciale raggiunta da Usa e Cina, che oggi ha annunciato il taglio di dazi su auto e componentistica. Il tutto succede mentre l'amministrazione Trump sembra pronta ad aiutare la cinese ZTE tornando a permettere alle aziende americane di vendere ad essa software e componenti.

Alla vigilia della pubblicazione dei verbali della riunione dell'1 e 2 maggio scorsi della Federal Reserve, il rendimento del Treasury a 10 anni resta sopra la soglia psicologica del 3%. Una domanda debole nelle aste previste in settimana potrebbe fare scattare le vendite.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA avanza di 41 punti, lo 0,16%, a quota 25.054; ieri l'indice delle 30 blue chip aveva riconquistato i 25mila punti per la prima volta dal 16 marzo scorso. L'S&P 500 guadagna 8,22 punti, lo 0,30%, a quota 2.741,23. Il Nasdaq Composite aggiunge 34 punti, lo 0,46%, a quota 7.427,7. Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,14% a 72,45 dollari al barile.

T-Bond viaggiano poco mossi aspettando aste e spunti dalla Fed

I titoli di stato americani viaggiano poco mossi come ieri. A tenere a freno i prezzi potrebbero essere le aste di titoli a breve e media scadenza previsti in settimana per complessivi 115 miliardi di dollari.

Il rally del petrolio, con il Brent a luglio che si è portato sopra gli 80 dollari al barile, continua a preoccupare essendo visto come fonte di pressioni inflative che potrebbero costringere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente del previsto. La pubblicazione di domani dei verbali della riunione di inizio mese della banca centrale Usa sarà particolarmente importante. Nel meeting dell'1 e 2 maggio scorso la Fed aveva indicato che l'obiettivo di una crescita annua dell'inflazione è "simmetrico", un segnale che l'istituto potrebbe essere disposto a fare correre il dato oltre il tasso di rialzo annuo del 2% senza che ci siano strette monetarie. Il mercato continua a domandarsi se nel 2018 ci saranno tre strette (inclusa quella di marzo) come fino ad ora indicato dalla Fed o se invece ce ne saranno quattro.

Il titolo benchmark Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - fermi al 3,065% di ieri. Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,984%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,938%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti invariati al 2,57%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in crescita al 2,902%.

Titoli a 30 anni, rendimenti fermi al 3,206%.

Wall Street: future in rialzo con pregressi commerciali Usa-Cina

I future a Wall Street si muovono in rialzo grazie alla tregua commerciale tra Usa e Cina. E' di oggi la notizia che Pechino ha deciso di tagliare i dazi su componentistica e auto mentre Washington si prepara ad aiutare l'azienda cinese ZTE tornando a permettere alle aziende americane di vendere ad essa software e componenti.

Per questo i titoli di produttori di auto come Ford (+0,3%), General Motors (+1,2%) e Tesla (+0,8%) corrono nel pre-mercato. Fiat Chrysler Automobiles (+1,75%) approfitta anche dell'avvio della copertura del titolo da parte di Hsbc con rating "buy", comprare.

Nel settore retail c'è fermento: TJX avanza (+2,77%) grazie a ricavi trimestrali migliori del previsto. La catena di negozi di abbigliamento JC Penney invece crolla (-6,8% nel pre-mercato): il suo Ceo Marvin Ellison è stato strappato da Lowe's (+2,3%), colosso del fai-da-te.

Dal fronte macroeconomico l'agenda è pressoché vuota. Sul piano politico, si attende l'incontro alla Casa Bianca tra il presidente Usa e quello sudcoreano.

I future del Dow avanzano di 48 punti, lo 0,19%; quelli dell'S&P 500 salgono di 4,25 punti, lo 0,16%; quelli del Nasdaq Composite aumentano di 22 punti, lo 0,32%. Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,35% a 72,6 dollari al barile mentre il Brent a luglio all'ICE si è portato sopra gli 80 dollari con un'incremento di circa l'1%.

Aziende
Cambridge Analytica chiede a dipendenti di lasciare ufficio a Londra

Cambridge Analytica, la società di dati accusata di avere "impropriamente condiviso" le informazioni di 87 milioni di utenti Facebook senza il loro permesso, ha dato il via alla liquidazione di asset e ha chiesto ai dipendenti di lasciare l'ufficio a Londra. Lo scrive il Wall Street Journal citando i dipendenti stessi.

Il 17 maggio scorso Cambridge Analytica ha avviato anche negli Stati Uniti - dopo averlo fatto nel Regno Unito - le procedure fallimentari, parte dell'iter (iniziato all'inizio del mese in corso) per chiudere l'azienda e le sue varie controllate da cui SCL USA. La società di dati fu usata anche da Donald Trump nel corso della campagna elettorale per le presidenziali del 2016.

tech
Adobe compra Magento Commerce per 1,68 mld $, ricca plusvalenza per Permira

Adobe Systems, il produttore di software come Photoshop e Illustrator, ha annunciato l'acquisto di Magento Commerce per 1,68 miliardi di dollari. A vendere è il fondo di private equity Permira. L'acquisizione è la più grande fatta da Adobe da quasi un decennio.

Comprando la società che offre servizi di e-commerce alle aziende, Adobe si rafforza nella sua sfida contro rivali come Salesforce. Magento era già partner di Adobe e vanta clienti come Canon e Rosetta Stone oltre a quelli della stessa Adobe come Coca Cola e Nestlé. Magento fu ceduto da eBay nel 2015 come parte di un accordo riguardante la vendita di eBay Enterprise per 925 milioni di dollari a un insieme di investitori tra cui Permira, Sterling Partners, Longview Asset Management e Innotrac Corp. Nel novembre di quell'anno Permira scorporò certi asset creando Magento Commerce. Nel 2017 la società d'investimento cinese Hillhouse Capital investì in Magento 250 milioni di dollari valutando la società 700 milioni. Hillhouse Capital sta vendendo la sua quota in Magento come parte dell'intesa con Adobe. Stando al Wall Street Journal, Permira è pronta a incassare una plusvalenza pari a oltre 5 volte il suo investimento iniziale di circa 200 milioni di dollari.

L'acquisizione - che dovrebbe concludersi nel terzo trimestre del 2018 - è soggetta ai via libera regolatori e dovrebbe pesare leggermente sugli utili di Adobe per l'intero esercizio. John Murphy, Ceo di Adobe, ha tuttavia detto in una call con gli analisti che i target aziendali sugli utili non ne saranno condizionati. Separatamente il gruppo che produce anche il software per leggere file PDF ha approvato un piano di buyback da 8 miliardi di dollari, da spendere entro il 2021.

Nel pre-mercato al Nasdaq il titolo Adobe sale dell'1,2%. Nel 2018 ha guadagnato il 36% e negli ultimi 12 mesi è salito del 74,5%.

Tech
Trump pronto a rimuovere le sanzioni contro la cinese ZTE

I dettagli ancora mancano ma gli Stati Uniti e la Cina hanno trovato un accordo per salvare ZTE, il gruppo tecnologico cinese messo in ginocchio dalla decisione di Washington di impedire alle aziende americane di fornire componentistica essenziale per la sua sopravvivenza. ZTE è stato accusato di avere violato sanzioni Usa riguardanti la Corea del Nord e l'Iran. Per quanto sia formalmente separato dalle trattative commerciali tra le due potenze mondiali, il caso è stato trattato mentre Usa e Cina raggiungevano una tregua.

Stando al Wall Street Journal, l'amministrazione Trump sarebbe disposta a rimuovere il divieto per le aziende Usa di vendere a ZTE software e componenti; in cambio la società cinese sarebbe forzata a fare grossi cambiamenti nel suo managament e nel suo cda e magari a pagare una multa significativa.

Per le fonti del Wsj, le discussioni su ZTE stanno continuando e c'è sempre il rischio che un'intesa non venga raggiunta. Ieri il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, aveva detto in una intervista a Cnbc che con quel divieto "l'intenzione non era di fare fallire ZTE" ma piuttosto di punirla per quanto fatto. Per lui "non è una sorpresa" che il presidente cinese Xi Jinping abbia chiesto a Trump di analizzare il caso. In un tweet, il 13 maggio scorso il leader Usa aveva detto che avrebbe lavorato con Xi per rimettere in sesto ZTE "velocemente".

I negoziati continueranno in settimana, quando il ministro cinese degli Esteri Wang Yi arriverà a Washington. La settimana prossima sarà il segretario americano al Commercio, Wilbur Ross, a volare a Pechino.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Indice manifatturiero Fed di Richmond per il mese di maggio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: -3.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Kohl's prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Toll Brothers a un orario non precisato. Trimestrale di Hewlett Packard Enterprise dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, testimonia in una sottocommissione parlamentare alle 10 (le 16 in Italia). Il presidente Donald Trump accoglie il presidente sudcoreano Moon Jae-in.

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1819 dollari, biglietto verde in ribasso a 110,96 yen

Euro in rialzo dello 0,24% a 1,1819 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,111 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,08% a 110,96 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.294,30 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,26% a 1.294,30 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.221,80 e i 1.375,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 72,48 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,33% a 72,48 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,54 e i 72,72 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,18%, lo S&P sale dello 0,15%, il Nasdaq cresce dello 0,31%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in rialzo e con il Dow Jones Industrial Average sopra i 25mila punti per la prima volta dallo scorso marzo. La tregua tra Usa e Cina in campo commerciale ha riportato fiducia tra gli investitori, che hanno puntato su titoli di aziende esposte alle vendite all'estero come Boeing, Caterpillar e United Technologies. Il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, ha parlato di "progressi davvero significativi" e ha detto che Usa e Cina hanno sospeso i dazi con cui si erano minacciati a vicenda. Il Dow ha aggiunto l'1,21%, 298,20 punti, a quota 25.013,29. L'S&P 500 è salito di 20,04 punti, lo 0,74%, a quota 2.733,01. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 39,7 punti, lo 0,54%, a quota 7.394,04. Il petrolio a giugno al Nymex ha registrato un rialzo dell'1,35% a 72,24 dollari al barile, nuovi massimi dal novembre 2014.