Wall Street, investitori rassicurati dalla fine dello shutdown

L'attenzione torna sulle trimestrali

azionario
Wall Street: chiusura record per S&P 500 e Nasdaq

La seduta a Wall Street è finita in territorio record per l'S&P 500 e il Nasdaq Composite. Appesantito da J&J, il Dow Jones Industrial Average ha registrato un calo frazionale rispetto ai nuovi massimi di ieri.

A fare da traino sul listino tecnologico è stato Netflix (+10%): il boom di utenti nuovi registrato negli ultimi tre mesi del 2017 ha soddisfatto gli investitori, che hanno spinto la capitalizzazione del gruppo oltre i 100 miliardi di dollari per la prima volta.

Il mercato invece chiede a Twitter (-2,4%) chiarezza sulla gestione dell'azienda, da cui se ne va il direttore operativo Anthony Noto. Il timore è che il rilancio di un gruppo già in difficoltà sul fronte della crescita degli utenti si possa fermare.

 La serie di record registrata dall'azionario Usa ha spinto Bank of America a rivedere al rialzo il target di fine anno dell'S&P 500 anche per via di attese per un anno record di fusioni e acquisizioni.

Per il 2018 gli strategist della banca si aspettano che l'indice benchmark arrivi a 3.000 punti; il precedente obiettivo (pari a 2.800 punti) è stato già superato la scorsa settimana.

Bank of America inoltre si aspetta una "grande rotazione" a scapito dell'obbligazionario in favore dell'azionario.

Non a caso il rendimento del titolo di stato a 10 anni si è spinto ieri ai massimi del 2014.

"Mentre il 2017 ha visto un ottimismo costruttivo, il 2018 potrebbe essere l'anno dell'euforia" dicono da BofA. Per questi analisti - che vedono l'S&P 500 a quota 3.500 entro il 2025 - l'umore degli investitori sarà probabilmente il principale driver. All'indomani della revisione al rialzo delle stime di crescita dell'economia globale da parte del Fondo monetario internazionale, anche BofA ha citato l'effetto positivo della riforma fiscale Usa: "Con una forte ripresa degli utili, al rimpatrio di capitali e a un'aliquota aziendale ridotta, ci aspettiamo che nel 2018 le aziende aumentino le loro spese".

Il DJIA ha perso 3,79 punti, lo 0,01%, a quota 26.210,81.

L'S&P 500 ha aggiunto 6,16 punti, lo 0,22%, a quota 2.839,13.

Il Nasdaq Composite ha guadagnato 52,26 punti, lo 0,71%, a quota 7.460,29.

Tecnologia
Apple: Jpm si aspetta indebolimento ordini iPhone X

Dopo avere subito ieri la seconda bocciatura in una settimana, Apple oggi deve fare i conti con le previsioni di JP Morgan: secondo gli analisti della banca americana, gli ordini dell'iPhone X - lo smartphone da almeno mille dollari con cui è stato celebrato il decimo anniversario del lancio del dispositivo - sono destinati a indebolirsi. Non mancano analisti ottimisti come quelli di Canalys, secondo cui l'iPhone X è stato il migliore negli ultimi tre mesi del 2017.

L'esperto Narci Chang ha scritto in un report che "quest'anno gli smartphone di alta gamma stanno chiaramente raggiungendo un plateau". Secondo lui la produzione dell'iPhone X potrebbe subire un calo del 50% trimestre su trimestre. Ciò segue indiscrezioni in arrivo dai fornitori di Apple per una frenata della produzione del prodotto. 

Canalys stima consegne per 29 milioni di pezzi, l'iPhone X sarebbe quello andato meglio durante la stagione dello shopping natalizio; un tale livello tuttavia sarebbe inferiore di 6 milioni di unità agli smartphone prodotti nel quarto trimestre del 2017. Il motivo? Probabilmente un prezzo alto e la disponibilità dei nuovi iPhone 8 e 8 Plus.

Ieri gli analisti di Atlantic Equities aveva tagliato il rating del produttore dell'iPhone. Il nuovo giudizio era stato portato a "neutrale" da "overweight" per via di attese per vendite inferiori alle stime nel trimestre che terminerà a marzo (il secondo dell'esercizio 2018). L'obiettivo di prezzo è rimasto a 190 dollari. Mercoled" scorso gli analisti di Longbow Research avevano portato a "neutrale" da "comprare" la loro raccomandazione preannunciando consegne di iPhone inferiori alle stime per l'esercizio 2018. In questo momento il titolo Apple vale 177,65 dollari (+0,4%). Nel 2018 è salito del 5% e negli ultimi 12 mesi del 48%.

Disney: bonus da mille dollari per 125.000 dipendenti, effetto riforma fisco Usa

Anche Walt Disney va ad aggiungersi all'elenco di aziende americane che hanno deciso di distribuire bonus speciali ai dipendenti per effetto delle riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. Il colosso dell'intrattenimento ha detto che staccherà un assegno da mille dollari a circa 125.000 persone impiegate a tempo pieno o part-time. Il gruppo sta inoltre investendo 50 milioni di dollari in un nuovo programma edicativo. Anche Wal-Mart ha annunciato un bonus da mille dollari mentre Fiat Chrysler Automobiles ne ha annunciato uno da 2.000 per i circa 60.000 dipendenti Usa.

Petrolio chiude a NY +1,42% a 64,47 dollari al barile, massimi di tre anni

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in rialzo. Il contratto marzo al Nymex ha aggiunto l'1,42% a 64,47 dollari al barile, massimi di tre anni. Gli investitori scommettono su un aumento della domanda all'indomani di una revisione al rialzo delle stime di crescita dell'economia da parte del Fondo monetario internazionale. Il tutto succede mentre l'Opec e nazioni come la Russia che non fanno parte del cartello continuano a limitare la loro produzione al fine di riequilibrare il mercato. Dall'Arabia Saudita - il leader di fatto dell'Opec - sono arrivati segnali di un'apertura a un'altra estensione del taglio della produzione; per ora l'accordo è previsto che duri fino alla fine del 2018. Domani è atteso il dato sulle scorte settimanali Usa di greggio, viste nuovamente in calo.

Tlc
Verizon premierà dipendenti con azioni del gruppo grazie a riforma fisco Usa

Cinquanta azioni vincolate per 155.000 dipendenti. E' quanto Verizon si appresta a distribuire sulla scia della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. E' stato il Ceo del colosso delle telecomunicazioni, Lowell McAdam, ad annunciare ai microfoni di Cnbc un'iniziativa che ai prezzi attuali costerà 400 milioni di dollari. Sempre a quei prezzi, pari a circa 53 dollari per titolo, ogni dipendente riceverà azioni per 2.650 dollari.

Il valore di ogni titolo che verrà distribuito sarà fissato il primo febbraio prossimo. Congiuntamente a una trimestrale migliore del previsto, nella mattinata americana il gruppo che controlla Yahoo e Aol si era limitato a dire che "i dipendenti avrebbero condiviso il successo dell'azienda" per via della riforma. Grazie al provvedimento, Verizon si aspetta risparmi tali da portare a 3,5-4 miliardi di dollari il flusso di cassa dell'anno in corso; gli utili per azione annui sono visti a 55-65 centesimi.

Verizon cede lo 0,6% a 53,12 dollari ma a inizio seduta si era spinto a 54,60 dollari; nel 2018 ha guadagnato lo 0,5% e negli ultimi 12 mesi l'1,5%.

Nymex: rame sui minimi di metà dicembre, produzione cinese aumenta

I prezzi del rame sono scesi sui minimi di oltre un mese sulla scia di dati che mostrano un balzo della produzione in Cina; gli investitori preferiscono puntare sulle prese di profitto, specialmente tra i trader cinesi che si preparano al Capodanno lunare (festività durante la quale l'attività economica della seconda maggiore economia al mondo rallenta). Inoltre al London Metal Exchange, le scorte sono balzate.

Il contratto marzo al Comex, divisione del New York Mercantile Exchange, cede il 2,8% a 3,1085 dollari a pound, minimi di metà dicembre. Stando a Pechino, il mese scorso la Cina ha prodotto 865.000 tonnellate del metallo industriale portando il totale del 2017 a una cifra record di 8,89 milioni di tonnellate. L'anno scorso i prezzi del rame erano saliti di circa il 14% sul Comex, merito anche di un indebolimento del dollaro.

T-Bond restano in rialzo dopo asta di titoli a 2 anni, grazie a BoJ

I Treasury restano in rialzo dopo l'asta di titoli a due anni. Il Tesoro Usa ne ha venduti per 26 miliardi di dollari offrendo un rendimento del 2,066%, massimo del settembre 2008. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 3,22 volte, top del settembre 2015. Agli investitori indiretti, riflesso dalla domanda dall'estero che include quella delle banche centrali, è andato il 58,3%, massimo del luglio 2017. A quelli diretti, riflesso della domanda interna agli Usa, è andato il 15,9%.

I prezzi dei titoli di Stato Usa erano già in rialzo per via delle indicazioni giunte da Haruhiko Kuroda, il governatore della Bank of Japan secondo cui non è ancora stato raggiunto il punto in cui si può discutere l'inizio della fine degli stimoli monetari visto che l'inflazione si trova a meno della metà del target prefissato.

Ciò porta gli investitori a credere che le banche centrali nel mondo non hanno fretta di tirare i remi in barca. Nelle ultime settimane i trader hanno scommesso sulla fine dell'allentamento monetario da parte di BoJ e Banca centrale europea (che si riunirà giovedì).

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,628% dal 2,663% di ieri (massimo dell'aprile 2014). Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,447%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,049%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,424%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in flessione al 2,902%.

Azionario
Wall Street: Nasdaq da record grazie a Netflix

A metà seduta i principali indici quotati a Wall Street viaggiano in generale rialzo e a livelli record, fatta eccezione per il Dow Jones Industrial Average (appesantito da Johnson & Johnson, che cede il 4% dopo i conti).

Superato lo scontro politico legato allo shutdown, e dunque con la riapertura del governo federale, gli investitori restano concentrati sulla stagione delle trimestrali e continuano a essere ottimisti per gli effetti futuri dati dalla riforma fiscale Usa. Netflix viaggia in territorio record (+9,8%) dopo avere annunciato un boom di abbonati nell'ultimo trimestre del 2017. Con una certa curiosità, gli operatori di borsa attendono l'intervento (previsto venerdì) del presidente americano Donald Trump al World Economic Forum di Davos, Svizzera; nel frattempo la sua amministrazione ha introdotto dazi su lavatrici e pannelli solari.

La corsa dell'azionario prosegue praticamente ininterrotta da inizio 2018: delle 15 sedute dell'anno in corso, l'S&P 500 e il Nasdaq sono sul punto di archiviare 12 chiusure in rialzo; il Dow fino ad ora ha terminato 10 sedute in aumento.

L'indice benchmark si appresta a chiudere il migliore gennaio dal 1997 mentre per il listino delle 30 blue chip è il migliore dal 1989. In questo momento il Dow perde 13,67 punti, lo 0,05%, a quota 26.200,93. L'S&P 500 guadagna 4,73 punti, lo 0,17%, a quota 2.837,65. Il Nasdaq aggiunge 47 punti, lo 0,63%, a quota 7.454,96.

Il petrolio a marzo al Nymex sale dell'1,16% a 64,31 dollari al barile.

Finanza
JPM: investimenti per 20 mld dlr in 5 anni, grazie a riforma fisco Usa

Grazie ai benefici associati alla riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale e a un contesto regolatorio meno stringente, JP Morgan ha annunciato investimenti per 20 miliardi di dollari in cinque anni. La più grande banca americana per asset conta di aprire 400 filiali in nuovi mercati della nazione (mossa contrarian rispetto ai rivali), aumentare i prestiti immobiliari per persone dai redditi bassi e aumentare i salari per alcuni dei suoi dipendenti addetti alle attività bancarie retail. A spiegare i piani del gruppo - che nell'ultimo trimestre del 2017 ha subito oneri per 2,4 miliardi di dollari per via della riforma - è stato il suo Ceo James Dimon. Lo ha fatto in una intervista al Wall Street Journal. Per JP Morgan, l'aliquota effettiva sarà del 19% nel 2018 e del 20% nel breve termine contro il 35% precedente all'approvazione della riforma. In vista della riforma, ha detto Dimon, "ci siamo chiesti: 'Cosa possiamo fare? Quali cose diverse possiamo fare per aiutare? Cosa possiamo fare per aumentare la crescita?". Gli investimenti "sono positivi per il business, per i dipendenti, per i salari e l'occupazione".

Gordon Smith, a capo delle attività bancarie per clienti e comunità, ha descritto l'opportunità data dall'apertura di nuove filiali; attualmente JP Morgan ne ha 5.130 in 23 Stati Usa ma nei prossimi 5 anni conta di arrivare in 15-20 nuovi mercati e di reclutare 3.000 persone. "Una volta aperta una filiale, si aiutano i clienti a siglare mutui e a ottenere carte di credito e le piccole aziende ad avere prestiti", ha detto Smith. JP Morgan conta di spingere del 20%, o di 4 miliardi di dollari, i prestiti alle pmi e di assumere 300 bancari in tre anni. I prestiti alle comunità a basso reddito dovrebbero crescere in cinque anni a 50 miliardi di dollari, motivo per cui serviranno 500 nuovi dipendenti. Tra il 2015 e il 2017, JP Morgan ha concesso prestiti per 7,7 miliardi a quel tipo di comunità. Infine, dal 25 febbraio i salari orari dei 22.000 dipendenti meno pagati saliranno a 15-18 dollari da 12-16,5 dollari. Se Bank of America e U.S. Bancorp hanno annunciato bonus una tantum da mille dollari per molti dei loro lavoratori, JP Morgan sborserà un premio da 750 dollari ai meno retribuiti. Le 'generosità' di JP Morgan legata alla riforma porterà le donazioni filantropoche a 1,75 miliardi di dollari in cinque anni (+40%).

Stati Uniti
Russiagate: Sessions intervistato per ore da Mueller

Settimana scorsa il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, è stato intervistato per diverse ore da Robert Mueller, il procuratore speciale che si sta occupando dell'inchiesta indipendente sui contatti tra la campagna elettorale di Donald Trump (di cui Sessions ha fatto parte) e il governo russo. La notizia è stata diffusa dal portavoce del dipartimento di Giustizia, Sarah Isgur Flores. Si tratta della prima volta che Mueller e i suoi collaboratori hanno sentito un membro del governo di Donald Trump.

Sessions ha mentito al Congresso: nel corso di una deposizione infatti non aveva detto di aver incontrato per ben due volte l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey I. Kislyak. Sessions avrebbe anche dovuto essere responsabile del Russiagate, ma ha deciso di recusare. Questa scelta aveva mandato Trump su tutte le furie: il presidente sostenne che Sessions avrebbe dovuto essere responsabile dell'inchiesta e proteggere il presidente americano.

Usa
Jeb Bush e Hillary insieme? Anche in Usa si parla di centrismo

 La vittoria di Emmanuel Macron in Francia e il recente appoggio dei social democratici in Germania a un governo di Angela Merkel mostrano come sia possibile creare piattaforme centriste. Un articolo di Bloomberg News spiega come queste piattaforme siano anche fondamentali per il benessere e la crescita degli Stati in cui si applicano.

Ne sono appunto due esempi lampanti la Francia e la Germania. Ma negli Stati Uniti? Secondo l'opinione dell'editorialista di Bloomberg, Leonid Bershidsky, il centrismo è una ideologia con i propri diritti. Anche negli Usa, continua, ci sono più punti in comune tra la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Jeb Bush che tra i sostenitori di Clinton e quelli di Bernie Sanders o tra quelli di Jeb Bush e di Donald Trump.

Tuttavia scrive Bershidsky "Si può chiaramente vedere come entrambi i patiti siano riluttanti a trovare un fronte comune contro il trumpismo". Infine, conclude l'articolo, invece di fare alleanze estemporanee le forze centriste dovrebbero provare a fare un accordo più stabile. "Questa unione non produrrebbe solo i programmi politici più realistici sul mercato, ma loro avrebbero la possibilità di trovare un leader carismatico ed eleggibile molto più di quanto facciano oggi".

Economia
Usa: cala a 14 punti indice manifatturiero Fed Richmond a gennaio, sotto stime

A gennaio l'attività manifatturiera ha rallentato il passo, pur rimanendo a livelli associati con un'espansione dell'attività economica. L'indice redatto dalla Federal Reserve di Richmond si è attestato in calo a 14 punti, dai 20 punti del mese precedente (invariato rispetto alla prima stima).

Il dato è stato inferiore alle previsioni degli analisti, che avevano anticipato 17 punti. Un valore sotto quota zero indica una fase di contrazione delle attività economiche, viceversa una lettura sopra tale soglia segnala una fase di espansione. La componente che misura le consegne è scesa da 24 a 15 punti.

azionario
Wall Street: apertura record per Dow, S&P 500 e Nasdaq

La seduta a Wall Street è iniziato così come era finita quella di ieri: all'insegna dei record. Archiviato, almeno per tre settimane, il problema dello shutdown (con il governo federale che è tornato a funzionare), gli investitori sono concentrati sulla pioggia di trimestrali.

A sostenere il Nasdaq è la corsa di Netflix (+10,6%): il titolo del sito di microblogging viene premiato grazie ai conti ma soprattutto al boom di abbonati; il gruppo - la cui capitalizzazione ieri nel dopo mercato ha superato i 100 miliardi di dollari per la prima volt a- ha annunciato fino a 8 miliardi di dollari di investimenti nel 2018. Il colosso dei beni al consumo P&G (-2,6%) ha registrato profitti trimestrali superiori alle stime ma in forte calo. Per effeto della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale, Verizon (+1,5%) ha visto quadruplicare i suoi utili trimestrali mentre J&J (-1,3%) ha chiuso in perdita l'ultimo trimestre.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA scivola di 23,27 punti, lo 0,09%, a quota 26.191,33. L'S&P 500 aumenta di 3 punti, lo 0,11%, a quota 2.835,95. Il Nasdaq Composite aumenta di 24,81 punti, lo 0,33%, a quota 7.432,96. Il petrolio a marzo al Nymex sale dello 0,85% a 64,11 dollari al barile.

Wti
Petrolio: Ceo Crescent Petroleum prevede shock a rialzo prezzi e barile verso 80 $

I prezzi del petrolio, che hanno recuperato terreno rispetto ai cali dei mesi scorsi e si aggirano attualmente attorno ai 64 dollari al barile, torneranno a salire a passo rapido, riportandosi verso gli 80 dollari, a causa di una possibile riduzione dell'output dei maggiori produttori dell'America Latina.

E' questa la previsione di Majid Jafar, amministratore delegato del gruppo degli Emirati Arabi Crescent Petroleum, convinto che i prezzi subiranno un'impennata nei prossimi mesi se Paesi come il Venezuela avranno problemi con la produzione. "E nei prossimi anni, a causa della massiccia riduzione degli investimenti avuta nel recente passato, si potranno avere shock al rialzo dei prezzi", ha detto durante un'intervista a Cnbc, a margine del World Economic Forum di Davos.

Tecnologia
Twitter: il direttore operativo lascia, sarà Ceo di SoFi

Come anticipato ieri dalla stampa, il direttore operativo di Twitter ha scelto di andarsene per diventare Ceo di Social Finance, società specializzata nei prestiti online. Il sito di microblogging ha annunciato l'uscita di Anthony Noto ma non il nome del gruppo che lo ha strappato: è stata SoFi a confermare il suo reclutamento. Leggi qui i dettagli.

T-Bond rimbalzano, il QE della BoJ continuerà

Dopo avere archiviato tre settimane di fila con prezzi in ribasso, i Treasury stanno riprendo forza. Gli investitori reagiscono alla Bank of Japan: dopo avere deciso di lasciare invariati i tassi e il suo programma di bond, il governatore Haruhiko Kuroda ha segnalato che l'allentamento monetario non è ancora finito. Il mercato già guarda alla riunione della Banca centrale europea di giovedì: Bank of America Merrill Lynch si aspetta un Mario Draghi "dovish".

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendono al 2,619% dal 2,663% di ieri (massimo dell'aprile 2014). Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,453%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,053%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,421%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in flessione al 2,882%.

Usa
Rientra allarme tsunami West Coast dopo terremoto sottomarino in Alaska

Si allenta, per il momento, la paura lungo la costa pacifica degli Stati Uniti. Il National Weather Service (Nws) ha revocato l'allarme tsunami che era stato emesso lungo la West Coast, dallo stato di Washington all'Alaska, dopo un forte terremoto sottomarino a sud-ovest di Kodiak, nel golfo dell'Alaska.

Prima dell'alba (la mattina italiana), per varie ore, le autorità di varie aree costiere avevano invitato la popolazione a cercare rifugio in zone più rialzate. Lo Us Geologic Service aveva parlato inizialmente di una magnitudo 7.9, poi il Nws la aveva alzata a 8.2. L'epicentro è stato localizzato a circa 281 chilometri a sudovest di Kodiak e a una profondità di 10 chilometri.

Azionario
Wall Street: future poco mossi dopo fine shutdown, Netflix vola

I future a Wall Street sono poco mossi dopo l'accordo al Congresso che ha messo fine allo shutdown. L'attenzione degli investitori è sulla stagione delle trimestrali, con Netflix che vola nel pre-mercato del 10% all'indomani di una trimestrale con utili in linea alle stime, ricavi leggermente superiori alle attese, guidance e numero di nuovi iscritti bel oltre le previsioni.

Il colosso dei beni al consumo P&G (-,35% nel pre-mercato) ha registrato profitti trimestrali superiori alle stime seppur in calo. Per effeto della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale, Verizon (+2,6%) ha visto quadruplicare i suoi utili trimestrali mentre J&J (+0,5%) ha chiuso in perdita l'ultimo trimestre.

L'agenda macroeconomica prevede solo l'ndice manifatturiero della Fed di Richmond.

Dopo la Bank of Japan, che ha lasciato invariata la sua politica monetaria, i fari sono già sulla riunione di giovedì della Banca centrale europea; gli analisti di JP Morgan si aspettano la fine del quantitative easing a settembre.

I future del Dow salgono di 7 punti, lo 0,03%; quelli dell'S&P 500 perdono 1,75 punti, lo 0,06%; quelli del Nasdaq aumentano di 4,50, lo 0,06%. Il petrolio a marzo al Nymex sale dello 0,87% a quota 64,12 dollari al barile.

Tlc
Verizon: utile IV trim. quadruplica a 18,78 mld $ grazie a riforma fiscale

Il titolo di Verizon Communications sale dell'1% nel premercato a Wall Sreet, dopo che il gruppo delle telecomunicazioni ha superato le stime sul fatturato. I benefici straordinari derivati dalla riforma fiscale americana hanno contribuito ad annullare la delusione per profitti sotto le previsioni. La riforma del Fisco voluta dal presidente Donald Trump ha prodotto un flusso di cassa tra 3,5 e 4 miliardi, che si tradurrà in una crescita tra il 55 e il 65% del'utile per azione dell'intero anno.

Nei tre mesi a dicembre, l'utile netto è stato di 18,78 miliardi di dollari, 4,56 dollari per azione, contro i 4,60 miliardi, 1,10 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno precedente. L'utile adjusted, che esclude le voci straordinarie, è stato di 86 centesimi, sotto gli 88 centesimi previsti dagli analisti. Il fatturato è salito del 5% da 32,34 a 33,955 miliardi, sopra i 33,2 miliardi previsti. Nel quarto trimestre, i nuovi clienti wireless con abbonamento sono stati 1,2 milioni, di cui 431.000 telefoni. Il fatturato delle linee fisse è salito dello 0,1%, con quello di Fios in crescita del 2,3%. Nell'intero anno la società ha messo a segno un giro d'affari di 126,034 miliardi, in calo del 2% dal 2016, e un utile netto di 30,55 miliardi, contro i 13,608 miliardi dell'anno precedente.

Trimestrali
Procter & Gamble: -68% utile IV trim. a 2,5 mld $, sopra stime, ricavi +3%

Nel quarto trimestre Procter & Gamble ha visto calare i profitti a causa dell'impatto della riforma fiscale americana e del disinvestimento di brand nel settore bellezza, ma ha comunque battuto le previsioni degli analisti. La riforma voluta dal presidente Trump ha provocato oneri straordinari netti per 628 milioni di dollari, di cui un onere di 3,8 miliardi per il rimpatrio di fondi detenuti all'estero e un beneficio per 3,2 miliardi legato alle "deferred tax".

Nei tre mesi a dicembre, P&G ha riportato profitti netti per 2,561 miliardi di dollari, 93 centesimi per azione, in calo del 68% dai 7,896 miliardi, 2,88 dollari per azione, dello stesso periodo del 2016. L'utile attribuibile alla società è stato di 2,495 miliardi, il 68% in meno dei 7,875 miliardi precedenti. Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 1,19 dollari per azione, sopra gli 1,14 dollari attesi dagli analisti. Il fatturato è stato di 17,395 miliardi, in aumento del 3% dai 16,86 dello stesso periodo del'anno precedente e sopra i 17,39 miliardi previsti dagli analisti. P&G ha confermato le previsioni per le vendite "all in" del 2018, attese in aumento del 3% circa, e ha alzato quelle sull'utile adjusted per azione, prevedendo una crescita tra il 5 e il 7% dai 3,92 dollari del 2017. Nell'intero anno l'utile netto è sceso del 49% a 5,431 miliardi, mentre il giro d'affari è aumentato del 2% a 34,048 miliardi.

Trimestrali
Johnson & Johnson: vira in rosso per 10,7 mld $ in IV trim, pesa riforma fiscale Usa

Johnson & Johnson ha chiuso in rosso il quarto trimestre, sulla scia di oneri straordinari per 13,6 miliardi di dollari legati alla riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump (complessivamente le voci una tantum hanno pesato per 14,6 miliardi). Nel premercato a Wall Street il titolo di J&J sale dell'1,2%, con gli investitori incoraggiati dalle previsioni per l'intero anno, superiori alle stime: per il 2018 la società attende profitti adjusted per azione tra 8 e 8,20 dollari per azione, contro i 7,88 dollari previsti dal consensus, con un giro d'affari tra 80,6 e 81,4 miliardi, contro stime per 80,7 miliardi.

Nei tre mesi a dicembre, il colosso dei prodotti per la cura del corpo ha messo a segno perdite nette per 10,713 miliardi di dollari, -3,99 dollari per azione, contro i profitti per 3,81 miliardi, +1,38 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 1,74 dollari per azione, sopra gli 1,72 dollari previsti dagli analisti. Il giro d'affari è salito dell'11,5% a 20,20 miliardi di dollari, anche in questo caso sopra i 20,08 miliardi previsti. Il giro d'affari legato ai prodotti di consumo è aumentato del 3,1% a 3,54 miliardi, quello farmaceutico del 17,6% a 9,68 miliardi e quello dei dispositivi medici dell'8,3% a 6,97 miliardi.

M&A
Bacardi: compra tequila premium Patron per 5,1 mld $

Bacardi ha rilevato Patron Spirits International, produttore della tequila Patron, nell'ambito di un accordo che valuta il brand premium a 5,1 miliardi di dollari ed è uno dei maggiori degli ultimi anni in questo settore. Bacardi da oltre un decennio detiene il 30% di Patron, ma ora intende ottenere il pieno controllo in modo da distribuire in modo più ampio i propri prodotti, in particolare il rum.

Stando ai dati di Euromonitor, Patron è leader di mercato negli Stati Uniti con vendite per 1,6 miliardi di dollari nel 2016. "I consumatori sono molto interessati nella tequila superpremium di alta fascia", ha detto Frank Coleman, vicepresiente dell'associazione di settore Distilled Spirits Council. Come riporta il Wall Street Journal, i volumi di questi tipi di marchi sono saliti di più del 700% tra il 2002 e il 2016, contro il +121% della tequila in generale.

Wall Street
La giornata a Wall Street

 

Dati macroeconomici

Indice manifatturiero Fed di Richmond per il mese di gennaio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 20.

 

Appuntamenti societari

Trimestrale di Johnson & Johnson alle 6:45 (le 12:45 in Italia). Trimestrali di Procter & Gamble e Verizon Communications alle 7 (le 13 in Italia). Trimestrale di Kimberly-Clark alle 7:30 (le 13:30 in Italia). Trimestrale di Texas Instruments alle 16 (le 22 in Italia).

Altri appuntamenti

Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago, parla alle 18:30 (mezz'ora dopo la mezzanotte di domani in Italia).

Wall Street
Euro a 1,2256 dollari, biglietto verde in ribasso a 110,40 yen

Euro in ribasso dello 0,05% a 1,2256 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0494 e 1,2324 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,47% a 110,40 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 115,51 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.336,10 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,32% a 1.336,10 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.199,70 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 63,66 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,46% a 63,66 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,91 e i 64,83 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,28%, lo S&P sale dello 0,08%, il Nasdaq cresce dello 0,17%.

Reduci da tre settimane di fila in rialzo, gli indici a Wall Street ieri hanno chiuso in territorio record. La corsa è stata legata all'accordo raggiunto al Senato Usa per mettere fine allo shutdown, che era scattato quando in Italia erano le sei del mattino di sabato scorso. Ora ci si domanda se il rischio di una paralisi del governo federale sia stato semplicemente posticipato di tre settimane. Per il momento, gli investitori - già incoraggiati dall'ottimismo sulla crescita globale - hanno preferito festeggiare. Il Fondo monetario internazionale ha per altro rivisto al rialzo le stime sul Pil globale ma ha avvertito i legislatori: evitino di compiacersi perché la prossima recessione potrebbe essere più vicina di quanto si creda e le munizioni per combatterla saranno inferiori a quelle di un decennio fa. Il DJIA ha aggiunto 142,88 dollari, lo 0,55%, a quota 26.214,60. L'S&P 500 ha guadagnato 22,67 punti, lo 0,81%, a quota 2.832,97. Il Nasdaq Composite è salito di 71,65 punti, lo 0,98%, a quota 7.408,03. Il contratto marzo, il più scambiato, ha guadagnato 26 centesimi, lo 0,4%, a 63,57 dollari al barile.