Wall Street digerisce bene le minute della Fed

Banca centrale disposta a fare correre per un po' l'inflazione sopra il 2%. Ma le incertezze fiscali e commerciali pesano sulla fiducia delle aziende

Uber valutata 62 miliardi di dollari con nuova offerta di titoli

Uber ha chiuso il primo trimestre con utili per 2,46 miliardi di dollari su ricavi per 2,59 miliardi (+70%). L'azienda ha spiegato che i cosiddetti gross booking sono cresciuti del 55% a 11,29 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2017.

I profitti hanno beneficiato della cessione di GrabTaxi e della joint venture Yandex. Al netto di queste transazioni e di altre voci, Uber ha chiuso il trimestre con una perdita di 577 milioni di dollari, un buco più contenuto di quello da 1,04 miliardi dell'anno precedente. Stando a quanto comunicato dall'azienda che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale, Uber ha 6,3 miliardi di dollari di liquidità a disposizione.

L'azienda ha anche detto che sta pianificando la vendita di titoli Uber (non nuovi) a 40 dollari l'uno, cosa che porta la valutazione del gruppo a 62 miliardi, quasi il 30% di più dei 48 miliardi stabiliti con una vendita di titoli lo scorso gennaio quando la giapponese SoftBank e altri chiusero una transazione per rivelare il 15% del gruppo. La vendita si terrà dalla settimana prossima per 20 giorni lavorativi. Coatue Management, Altimeter Capital e TPG investment si sono offerti di comprare i titoli per un valore di 400-600 milioni di dollari.

Trump studia nuovi dazi sulle auto importate in Usa (Wsj)

L'amministrazione Trump sta valutando se imporre nuovi dazi fino al 25% sulle auto importate in Usa. E' il Wall Street Journal a riferirlo. Leggi qui i dettagli.

azionario
Wall Street chiude in rialzo, Fed disposta a fare correre l'inflazione

Gli investitori hanno digerito bene i verbali diffusi dalla Federal Reserve, che ha segnalato un rialzo dei tassi (dato ormai per scontato) a giugno e la disponibilità a fare correre "temporaneamente" l'inflazione oltre il target di crescita annua del 2% stabilito nel suo mandato.

Il documento recita: "Un periodo temporaneo con un'inflazione sopra di poco il 2% sarebbe in linea con l'obiettivo di un'inflazione simmetrica e potrebbe essere d'aiuto nell'ancorare le aspettative di inflazione nel lungo termine a livelli coerenti con il suo obiettivo". Nel comunicato diffuso alla fine del meeting dell'1 e 2 maggio scorso la Fed aveva già indicato che l'obiettivo di una crescita annua dell'inflazione è "simmetrico", un segnale che l'istituto potrebbe appunto essere disposto a fare correre il dato oltre il 2% senza che ci siano necessariamente strette monetarie.

Oggi la Fed ha sottolineato come le incertezze commerciali rischino di pesare sulla fiducia e sulle spese dell'azienda.

Il DJIA ha guadagnato 52,4 punti, lo 0,21%, a quota 24.886,81.

L'S&P 500 ha aggiunto 8,85 punti, lo 0,32%, a quota 2.733,29.

Il Nasdaq Composite ha registrato un rialzo di 47,5 punti, lo 0,64%, a quota 7.425,96.


Fed disposta a fare correre per un po' l'inflazione sopra il 2%, Wall Street recupera

Gli investitori tanto nel mercato azionario quanto in quello obbligazionario hanno interpretato come "colomba" i verbali diffusi oggi dalla Federal Reserve, che ha segnalato un rialzo dei tassi (dato ormai per scontato) a giugno e la disponibilità a fare correre "temporaneamente" l'inflazione oltre il target di crescita annua del 2% stabilito nel suo mandato.

Il Dow cede 39 punti, lo 0,16%, a quota 24.795. L'S&P 500 sale di 0,37 punti, lo 0,01%, a quota 2.724. Il Nasdaq segna un +19 punti, lo 0,26%, a quota 7.397.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a luglio ha chiuso in crescita di 3 centesimi e un mezzo, lo 0,86%, a 4,08 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a luglio ha guadagnato 10 centesimi, l'1,92%, a quota 5,31 dollari e mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a luglio hanno chiuso in rialzo di 8 centesimi e un quarto, lo 0,80%, a 10,38 dollari a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio ha finito in aumento di 16 punti, lo 0,51%, a 31,61 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio ha guadagnato 2,50 dollari, lo 0,66%, a 380 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY -0,5% a 71,84 dollari al barile

Per il secondo giorno di fila il petrolio ha perso terreno. Il contratto luglio ha ceduto 36 centesimi, lo 0,5%, a quota 71,84 dollari al barile.

A pesare è stato l'inatteso aumento delle scorte settimanali di greggio e di benzina in Usa mentre quelle di distillati sono calate ma meno del previsto. La produzione americana è rimasta pressoché invariata poco sopra i 10,7 milioni di barili al giorni, comunque intorno a livelli record.

A frenare le quotazioni sono state anche voci secondo cui l'Opec potrebbe decidere già il mese prossimo di aumentare la produzione per controbilanciare il crollo di quella venezuelana. Il cartello e nazioni come la Russia che non ne fanno parte sono impegnati a tagliare l'output dal gennaio 2017 alla fine del 2018. La prossima riunione dell'Opec è prevista a giugno e in essa si terrà conto anche degli effetti sulla produzione iraniana provocati dal ritiro degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano e dal ritorno delle sanzioni Usa contro Teheran (che come il Venezuela, fa parte dell'Opec).

Fed: verbali, "prematuro" dire che inflazione resterà intorno al 2% dopo anni al palo

Per la Federal Reserve è "prematuro concludere che l'inflazione resterà a livelli intorno [al tasso annuo di crescita del] 2%, specialmente dopo vari anni in cui l'inflazione ha viaggiato con insistenza sotto l'obiettivo" del 2% parte del mandato della Fed. E' quanto emerge dai verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, quella dell'1 e 2 maggio scorsi, quando i tassi rimasero all'1,5-1,75%. Alla luce dei dati recenti, si legge nel documenti, i membri del Federal Open Market Committee hanno ritoccato "leggermente" al rialzo le loro stime sulla misura dell'inflazione preferita dalla Fed, il personal consumption expenditures price index. La banca centrale Usa è disposta a fare correre temporaneamente l'inflazione sopra il 2%. Sono state invece limate "di poco" le attese sul Pil del 2018 sulla scia di un indebolimento delle spese al consumo precedente al meeting.

Fed, verbali: incertezze commerciali pesano su fiducia e spese aziende

Le incertezze commerciali, specialmente quelle riguardanti le trattative in corso tra Usa e Cina, hanno tenuto banco nell'ultima riunione della Federal Reserve dell'1 e 2 maggio scorsi, quando i tassi rimasero all'1,5-1,75%. E' quanto emerge dai verbali di quell'incontro, durante il quale i vari membri del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed, hanno parlato di un insieme "particolarmente ampio" di possibili esiti dei negoziati che chiamano in causa anche Canada e Messico sul Nafta.

Quegli esiti, si legge nel documento, dipendono "dalle azioni fatte dagli Usa e dalle reazioni dei partner commerciali" della prima economia al mondo. "Sebbene i negoziani continuino", c'è scritto nelle cosiddette minute, "l'incertezza riguardante le questioni commerciali potrebbe pesare sulla fiducia e sulle spese delle aziende". In particolare, in alcuni dei distretti in cui la Fed opera negli Usa le persone sentite "hanno espresso preoccupazioni sui possibili effetti avversi dati da dazi e restrizioni commerciali", cose che potrebbe portare le aziende a "posticipare o ritirare i loro piani di spesa per capitale".

economia
Fed segnala rialzo dei tassi a giugno

La Federal Reserve è pronta a effettuare il secondo rialzo dei tassi del 2018 nella sua riunione in calendario il 12 e 13 giugno. E' quanto emerge dai verbali del meeting dell'1 e 2 maggio scorso, quando i tassi furono lasciati all'1,5-1,75%. "Molti partecipanti credono che se le informazioni in arrivo confermano in generale il loro outlook economico, sarebbe probabilmente appropriato per l'Fomc fare un altro passo nel ridurre la politica monetaria accomodante". Stando ai future sui Fed Funds, le probabilità di una stretta a giugno sono superiori al 90%.

Tonfo per il titolo Ge -6,8%, cautela del Ceo sulla divisione "power"

Il titolo General Electric sta perdendo vistosamente quota al Nyse, dove registra un -6,8% a 14,24 dollari. Si tratta del calo maggiore da sei mesi. La flessione dell'azione si è accentuata con le dichiarazioni fatte dal Ceo John Flannery alla conferenza Electrical Products Group in corso in Florida. Prima che il top manager parlasse, il titolo perdeva circa il 2%.

Flannery ha messo in guardia gli investitori dicendo che la divisione power - quella dedicata alle attività energetiche, la più grande in termini di ricavi - resterà sotto pressione per anni e che i cambiamenti promessi richiederanno anni per la loro attuazione. Risolvere le difficoltà di un gruppo che ha vissuto un pessimo 2017 "non sarà cosa rapida", ha affermato il Ceo dicendo di aspettarsi profitti piatti nell'anno in corso per la divisione power e una domanda debole di turbine per il 2019 e il 2020. Lo scorso dicembre Ge aveva annunciato di volere tagliare 12.000 posti di lavoro nella divisione in questione con l'intento di ridurre i costi di un miliardo di dollari nel 2018.

Flannery ha confermato l'outlook di gruppo per il 2018 ma i risultati sono attesi nella parte bassa delle guidance indicate. L'a.d. ha ribadito di continuare a valutare varie opzioni per il portafoglio di attività del gruppo ma l'intenzione è sempre la stessa: semplificare e concentrarsi su attività che generano cassa. Lunedì Ge aveva festeggiato l'accordo per fondere la sua divisione trasporti con la società ferroviaria Wabtec, in un'operazione valutata 11,1 miliardi di dollari (o 10 miliardi al netto di benefici fiscali). Alla chiusura della transazione, GE riceverà 2,9 miliardi di dollari in contanti e avrà la proprietà del 9,9% dell'azienda combinata, a cui si aggiungerà il 40,2% che sarà in mano ai suoi azionisti; il restante 49,9% sarà dei soci di Wabtec.

Nel 2018, il titolo Ge ha perso il 18,4% e negli ultimi 12 mesi il 50%.

T-Bond restano in rialzo, all'asta di titoli a 5 anni rendimento al top del 9/2008

L'aumento dei rischi politici e commerciali continua a sostenere i titoli di stato americani insieme a una domanda solida all'asta per 36 miliardi di dollari di titoli a 5 anni.

Il Tesoro Usa ha offerto rendimenti al 2,864%, massimi del settembre 2008 (pari al 3,129%). Il rapporto fra domanda e offerta è stato pari a 2,52 volte contro le 2,48 della media. Agli investitori indiretti - riflesso della domanda dall'estero - è andato il 56,2%, sotto il 64% della media. A quelli diretti - riflesso della domanda dagli Usa - è andato il 10,9% contro una media del 10%.

I trader attendo alle 20 italiane la pubblicazione dei verbali della riunione della Federal Reserve dell'1 e 2 maggio scorsi per capire l'approccio dell'istituto centrale su tassi e inflazione.

Il titolo benchmark Usa, quello a 10 anni, vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 3,021% dal 3,065% di ieri. Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,984%. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,928%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,573%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,866%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 3,171%.

Wall Street
Wall Street procede in calo

Gli indici a Wall Street restano in calo, un andamento osservato anche sulle piazze asiatiche ed europee. Un mix di fattori sta innervosendo gli investitori, dal ritorno delle preoccupazioni commerciali relative a Usa e Cina alle tensioni politiche in Italia e in Corea del Nord (con il summit Trump-Kim che potrebbe slittare).

Dopo avere raggiunto minimi storici contro il dollaro per la terza seduta di fila, la lira turca tenta di risollevarsi dopo il rialzo dei tassi realizzato dalla banca centrale della nazione. L'euro intanto è sceso sui minimi di sei mesi sotto 1,17 dollari con un Pmi deludente che solleva timori per un rallentamento dell'Eurozona. Anche la sterlina si è indebolita a 1,33 dollari con dati sull'inflazione deludenti che fanno diminuire le probabilità di un rialzo dei tassi. In questo contesto il dollaro è protagonista di un rally che porta il suo bilancio dell'ultimo mese a un +10% contro le principali divise.

A Wall Street, i titoli retail sono messi sotto pressione dalla trimestrale deludente di Target (-5,5%) mentre la catena di gioiellerie Tiffany vola (+20%) grazie a conti che hanno stracciato le stime. Ora si resta in attesa dei verbali della riunione della Fed dell'1 e 2 maggio scorsi; con il documento gli investitori cercheranno di capire le intenzioni sui tassi e su quanto la banca centrale è disposta a fare salire l'inflazione.

Il Dow cede 129 punti, lo 0,52%, a quota 24.705. L'S&P 500 perde 9 punti, lo 0,33%, a quota 2.715. Il Nasdaq segna un -10 punti, lo 0,14%, a quota 7.368. Il petrolio a luglio al Nymex segna un -0,76% a 71,65 dollari al barile: le scorte settimanali Usa sono inaspettatamente salite.

commercio
Trump, "molto difficile" trattare con Canada e Messico sul Nafta

E' "molto difficile" trattare con Canada e Messico per la riscrittura del North American Free Trade Agreement (Nafta), l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico siglato nel 1994 e da tempo oggetto di trattative. Lo ha detto alla stampa il presidente americano Donald Trump prima di salire a bordo del Marine One su cui volerà per dirigersi a New York.

Il leader Usa non ha voluto fornire spiegazioni in merito al misterioso tweet scritto da lui in giornata e secondo cui "Ci sarà presto una grande notizia per i fantastici operai americani del settore auto. Dopo molti decenni in cui avete perso occupazione a favore di altri Paesei, avete atteso a lungo a sufficienza!". Trump si è limitato a dire che "i produttori di auto e i lavoratori dell'auto di questo Paese saranno molto contenti di quanto sta per succedere. Vedrete molto presto quello di cui sto parlando. Nafta è molto difficile. E' molto difficile avere a che fare con il Messico e con il Canada. Si sono avvantaggiati degli Usa per tanto tempo. Non sono felice delle loro richieste, che sono ingiuste. Ve lo dico: alla fine vinceremo. Vinceremo alla grande. Andremo d'accordo con il Messico e con il Canada". Secondo Trump, i due partner commerciali sono "viziati" perché prima di lui nessuna amministrazione aveva spinto per cambiare le cose.

Trump: "la settimana prossima" sapremo se summit con Kim ci sarà

La "settimana prossima" si saprà se il summit storico tra il presidente americano e quello nordcoreano ci sarà, come previsto, il 12 giugno a Singapore. Lo ha detto lo stesso Donald Trump, che ieri aveva ipotizzato un possibile posticipo dell'appuntamento durante il suo incontro alla Casa Bianca con il presidente sudcoreano. Il leader Usa ha rilasciato commenti alla stampa prima di salire a bordo del Marine One su cui volerà a New York.

Bitcoin sotto gli 8mila dollari, prima volta da metà aprile

Le criptovalute continuano a essere sotto pressione. Bitcoin è così scivolata sotto gli 8.000 dollari (su CoinBase cede il 3,5%) per la prima volta da metà aprile. I prezzi della valuta digitale con la maggiore capitalizzazione sono in discesa da quando il 6 maggio scorso arrivarono a sfiorare i 10.000 dollari. Ora si trovano a 7.715 dollari e rispetto al recente picco sono calati di quasi il 20%. Nel dicembre 2017 avevano sfiorato i 20.000 dollari, un record.

Le vendite sono legate al fatto che l'exchange OKEx abbia sospeso i prelievi mentre risolve un problema che aveva portato a calcoli inaccurati degli account. Va detto che il sell-off odierno coincide con l'indebolimento dell'azionario generale.

Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta odierna in rialzo. I trader a Chicago sembrano ignorare le preoccupazioni sul fronte commerciale che pesano sull'azionario americano. Stando a indiscrezioni di stampa, la Cina è pronta a tornare sul mercato americano della soia per la prima volta da inizio aprile. Nel fine settimana Pechino si era impegnato con Washington a comprare più prodotti americani, inclusi quelli agricoli. Ieri tuttavia il presidente americano aveva detto di non essere contento di come le trattative commerciali con la Cina stanno andando. Oggi Donald Trump ha scritto in un tweet che "il nostro accordo commerciale con la Cina procede bene ma alla fine dovremo probabilmente usare una struttura differente perché quella attuale sarà troppo difficile da realizzare e i suoi risultati sarebbero [troppo difficili] da verificare dopo il completamento" dell'intesa.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio guadagnano 5 centesimi e mezzo, lo 0,5%, a 10,36 dollari a bushel. Il contratto dell'olio di soia avanza di 11 punti, lo 0,35%, a 31,62 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio aggiunge 3,3 dollari, lo 0,87%, a 380,8 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a luglio sale di 2 centesimi, lo 0,49%, a quota 4,06 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in rialzo di 1 centesimo e un quarto, lo 0,24%, a 5,22 dollari e tre quarti a bushel.

SoftBank pronta a cedere a Walmart la sua quota nell'indiana Flipkart

SoftBank intende vendere la sua quota intera in Flipkart, l'Amazon indiana di cui il colosso americano del retail Walmart a inizio mese ha preso il controllo aggiudicandosi una quota del 77% in un'operazione da 16 miliardi di dollari.

Termina così l'incertezza della conglomerata tecnologica giapponese e del suo numero uno Masayoshi Son, che gestisce il fondo tech più grande al mondo. Vision Fund, questo il nome del fondo che ha in gestione quasi 100 miliardi di dollari, ha una quota di circa il 20% in Flipkart.

Quando Walmart aveva annunciato la presa del controllo del negozio online più grande d'India, Son aveva detto che la partecipazione di Vision Fund in FlipKart valeva 4 miliardi di dollari, il 60% in più di quanto investito lo scorso agosto. Non sono ancora chiari i termini dell'uscita da Flipkart di SoftBank, i cui investimenti durano in media 13,5 anni.

Usa: Trump promette altri tagli tasse prima delle elezioni di novembre

In vista delle delicate elezioni di metà mandato del prossimo novembre, il presidente americano promette altri tagli alle tasse dopo quelli per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni introdotti prima di Natale. Parlando a un evento ieri nella serata americana, Donald Trump ha affermato che la sua amministrazione "presenterà tagli addizionali alle tasse prima di novembre. Sarà qualcosa di davvero speciale".

Il leader Usa non ha fornito dettagli davanti ai membri di un gruppo anti-aborto riuniti a Washington. Trump si è limitato a dire che intende incontrare Kevin Brady, il deputato repubblicano a capo della commissione della Camera chiamata Ways and Means e responsabile della scrittura della legislazione fiscale.

Con un nuovo taglio alle aliquote Trump punta a conquistare voti per il suo partito, quello repubblicani, in vista di una chiamata alle urne in cui i democratici potrebbero riprendersi il controllo della Camera. Stando tuttavia a un sondaggio condotto il mese scorso da Wall Street Journal/NBC News, i tagli alle tasse restano impopolari tra gli americani: solo il 27% del campione sentito crede siano una buona idea; tra i repubblicani la percentuale era al 56%.

Petrolio accelera al ribasso dopo aumento inatteso delle scorte Usa

Il petrolio al Nymex accelera al ribasso dopo l'inatteso aumento delle scorte settimanali Usa di greggio. Il contratto luglio perde l'1,2% a 71,30 dollari al barile. Prima del dato il barile a NY veniva scambiato a 72,20 dollari.

I trader stanno digerendo un rialzo degli stock di petrolio di circa 5,8 milioni di barili contro attese per un ribasso di 2,2 milioni. Ieri il gruppo privato American Petroleum Institute aveva calcolato per la stessa settimana una flessione del dato di 1,3 milioni di barili. Anche le scorte di benzina sono inaspettatamente cresciute mentre quelle di distillati sono calate ma meno del previsto.

Oltre a dovere fare i conti con dati "bearish", i trader sono alle prese anche con voci secondo cui l'Opec potrebbe decidere di permettere un aumento della produzione per controbilanciare il crollo di quella venezuelana. Il cartello e nazioni come la Russia che non ne fanno parte sono impegnati a tagliare l'output dal gennaio 2017 alla fine del 2018. La prossima riunione dell'Opec è prevista a giugno e in essa si terrà conto anche degli effetti sulla produzione iraniana provocati dal ritiro degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano e dal ritorno delle sanzioni Usa contro Teheran (che come il Venezuela, fa parte dell'Opec).

Usa: le scorte settimanali di petrolio balzano a sorpresa

Nella settimana conclusa il 18 magggio scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono inaspettatamente balzate al rialzo. Il dato ha registrato un aumento di 5,778 milioni di barili a 438,132 milioni di unità mentre gli analisti attendevano una flessione di 2,2 milioni di barili dopo il calo dei sette giorni precedenti pari a 1,404 milioni di barili.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in rialzo di 1,883 milioni di barili a 233,897 milioni di barili dopo il ribasso di 3,79 milioni di barili della settimana precedente; le previsioni erano per una flessione di 1,4 milioni di barili.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono calate di 0,951 milioni di barili a 113,995 milioni di barili dopo essere scese di 0,092 milioni di barili nella settimana precedente; gli analisti si aspettavano un calo di 1,1 milioni di unità.

L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestata al 91,8% dal 91,1% di sette giorni prima e contro attese per un dato al 91,6%.

Ad aprile prezzi record per le case nuove in Usa, vendite -1,5%

Ad aprile le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate per la prima volta dopo due mesi di fila in aumento. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, il dato ha registrato un ribasso dell'1,5% rispetto al mese precedente al tasso annualizzato pari a 662.000 unità. Per il mese scorso gli analisti attendevano quota 679.000 unità.

Il dato di marzo è stato rivisto a 672.000 unità da 694.000 unità. Rispetto all'aprile 2017, il dato è cresciuto dell'11,6%.

Il passo delle vendite di case nuove resta ben al di sotto dei livelli alti visti prima della crisi del 2007-2009. Le vendite di case nuove rappresentano circa un decimo del mercato immobiliare americano. Il picco risale al luglio 2005, quando sfiorarono quota 1,4 milioni. I minimi invece sono stati visti nel febbraio 2011 a 270.000.

Per esaurire completamente le case disponibili per la vendita servirebbero 5,4 mesi contro i 5,2 mesi di marzo. Il prezzo mediano è cresciuto a 407.300 dollari, un record da quando il dato viene calcolato dal 1963.

azionario
Wall Street apre in calo con preoccupazioni commerciali

La seduta a Wall Street è iniziata in calo proseguendo il trend di ieri, quando il DJIA aveva subito la prima flessione su tre sedute tornando sotto la soglia psicologica dei 25mila punti. S&P 500 e Nasdaq avevano perso quota per la terza volta su quattro e il Russell 2000 si era sgonfiato dopo quattro giornate di fila a livelli record.

I listini si sono portati sui minimi di due settimane. Gli investitori sono stati innervositi dalle parole pronunciate ieri del presidente americano Donald Trump, non soddisfatto di come stanno andando i negoziati commerciali con la Cina. Oggi il leader Usa ha scritto in un tweet che "il nostro accordo commerciale con la Cina procede bene ma alla fine dovremo probabilmente usare una struttura differente perché quella attuale sarà troppo difficile da realizzare e i suoi risultati sarebbero [troppo difficili] da verificare dopo il completamento" dell'intesa. C'è poi la questione ZTE, l'azienda tech cinese che Trump è pronto ad aiutare per fare praticamente un favore all'amico Xi Jinping, il presidente cinese. La commissione Bancaria del Senato ha approvato una legislazione per rendere più stringenti le analisi (volte a tutelare la sicurezza nazionale Usa) riguardanti colossi tech cinesi; quel provvedimento impedisce all'amministrazione Trump di eliminare le pene imposte su ZTE.

Il crollo della lira turca, la crisi politica in Italia, un Pmi debole nell'Eurozona e dubbi sul fatto che il summit tra Trump e il leader nordcorano si tenga come previsto il 12 giugno sono altri elementi che innervosiscono gli investitori.

A livello societario, il colosso del retail Target soffre (-5,2%) a causa della sua trimenstrale mentre la catena di gioiellerie Tiffany brilla (+14,6%) grazie a conti che hanno stracciato le stime.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede 122 punti, lo 0,5%, a quota 24.708. L'S&P 500 perde 12 punti, lo 0,4%, a quota 2.711,9. Il Nasdaq segna un -40 punti, lo 0,55%, a quota 7.338. Il petrolio a luglio al Nymex segna un -0,37% a 71,93 dollari al barile in attesa delle scorte settimanali Usa, viste in calo per la terza volta di fila.

Trump, presto "grande notizia" per operai americani dell'auto

"Ci sarà presto una grande notizia per i fantastici operai americani del settore auto". Lo ha scritto in un tweet il presidente americano Donald Trump, che rivolgendosi a loro ha aggiunto: "Dopo molti decenni in cui avete perso occupazione a favore di altri Paesei, avete atteso a lungo a sufficienza!".

Non è chiaro a cosa il leader Usa faccia riferimento. Le regole riguardanti la produzione di auto nell'ambito dei negoziati sulla riscrittura del North American Free Trade Agreement (Nafta) sembrano - almeno secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal - il nocciolo duro su cui Messico e Usa si stanno accusando reciprocamente di essere intransigenti.

Stando alle fonti del quotidiano, Washington sta cercando di fare pressing su Città del Messico affinché accetti un cosiddetto "Skinny Nafta deal", un'intesa centrata sulle auto. Teoricamente un accordo almeno di principio sul Nafta doveva essere raggiunto entro il 17 maggio in modo tale da dare all'attuale Congresso a maggioranza repubblicana il tempo per approvare il provvedimento prima delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre con cui la composizione del Parlamento potrebbe cambiare. In Messico poi il primo luglio ci saranno le elezioni presidenziali.

La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 18 magggio alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -2,7%.

Pmi servizi flash per il mese di maggio alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 54,4. Consensus: 54,2.

Pmi manifatturiero flash per il mese di maggio alle 9:45 (l 15:45 in Italia). Precedente: 56,5. Consensus: 57.

Vendite di case nuove per il mese di aprile alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +4% a 694mila. Consensus: -2,2% a 679mila.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 18 magggio alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: -1,404 milioni di barili a 432,354 milioni di barili. Consensus: -2,2 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: -3,79 milioni di barili a 232,014 milioni di barili. Consensus: -1,4 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: -0,092 milioni di barili a 114,94 milioni di barili. Consensus: -1,1 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 91,1%. Consensus: 91,6%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Target alle 6:30 (le 12:30 in Italia). Trimestrale di Ralph Lauren alle 8 (le 14 in Italia). Trimestrali di Lowe's e Tiffany a un orario non precisato. Trimestrale di L Brands dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Federal Open Market Committee della Federal Reserve pubblica i verbali della riunione dell'1 e 2 maggio scorsi alle 14 (le 20 in Italia). Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, parla alle 14:15 (le 20:15 in Italia) alla Williston Basin Petroleum Conference.

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1725 dollari, biglietto verde a 109,60 yen

Euro in ribasso dello 0,47% a 1,1725 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,111 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dell'1,17% a 109,60 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.299,50 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,16% a 1.299,50 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.230,70 e i 1.379,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in calo a 72,09 dollari al barile

Future del petrolio in calo dello 0,21% a 72,09 al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,54 e i 72,83 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in ribasso nel premercato

Future degli indici statunitensi in ribasso nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,82%, lo S&P cede lo 0,72%, il Nasdaq cede l'1,09%.

Gli indici a Wall Street ieri hanno chiuso in calo e sui minimi di giornata, a causa dlle tensioni geopolitiche alimentate anche dal presidente Trump. Arrivato a guadagnare 52 e a perderne 200 circa, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 178,88, lo 0,72%, a quota 24.834,41. L'S&P 500 ha ceduto 8,57 punti, lo 0,31%, a quota 2.724,44. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 15,58 punti, lo 0,21%, a quota 7.378,46. Reduce da quattro sedute di fila da record, il Russell 2000 ha subito il calo maggiore dal 30 aprile scorso: l'indice delle società a piccola e media capitalizzazione ha registrato una flessione di 11,77 punti, lo 0,72%, a quota 1.625,68. Il contratto giugno del petrolio al Nymex ha perso lo 0,15% a 72,13 dollari al barile. Il contratto luglio ha ceduto lo 0,2% a 72,20 dollari al barile. Oggi è atteso il dato sulle scorte Usa, viste in calo per la terza settimana di fila.