Wall Street, persistono le preoccupazioni commerciali

Lo scontro Usa-Cina resta in primo piano

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Wall Street chiude in calo temendo guerra commerciale, Dj -1,1%

La seduta a Wall Street è finita in netto calo, colpa delle tensioni tra Stati Uniti e Cina che fanno temere una guerra commerciale con ricadute negative per l'economia mondiale.

La strategia dell'amministrazione Trump non passa solo attraverso i dazi imposti sulle importazioni cinesi ma anche sul controllo delle esportazioni verso la nazione asiatica. Convinta che la sicurezza economica equivalga alla sicurezza nazionale, Washington vuole limitare l'export di prodotti tecnologici verso Pechino. Lo dimostrano le restrizioni imposte contro Huawei e che potrebbero essere adottate anche a danno di cinque società cinesi di video-sorveglianza. Nel frattempo Pechino ha avvertito: o l'America corregge le sue "azioni sbagliate" o i negoziati non possono riprendere.

Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto l'1,1% circa a quota 25.490. L'S&P 500 ha perso l'1,2% a quota 2.822. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno l'1,58% a quota 7.628.

Il petrolio a NY è scivolato del 5,7% a 57,91 dollari al barile. E' stato il calo maggiore dal dicembre scorso, cosa che ha portato i prezzi sui minimi di marzo.

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Petrolio chiude a NY -5,7% a 57,91 dollari, tonfo maggiore da dicembre

Il petrolio ha chiuso in forte calo oggi a New York. Il contratto giugno è scivolato del 5,7% a 57,91 dollari al barile, minimi del 12 marzo scorso. Quello odierno è stato il calo maggiore dal 24 dicembre 2018.

Le quotazioni sono state condizionate da crescenti preoccupazioni sulla domanda a fronte di tensioni commerciali tra Usa e Cina che potrebbero finire per rallentare la crescita mondiale. Inoltre, ha continuato a farsi sentire il dato di ieri sul balzo inatteso delle scorte settimanali americane.

Giudice NY: Deutsche Bank può consegnare ai Dem file su Trump

Vittoria per i democratici al Congresso Usa, sconfitta per Donald Trump. Un giudice federale di New York City ha detto che Deutsche Bank può consegnare documenti legati al presidente americano (un cliente a cui ha concesso prestiti) e ai suoi affari alle due commissioni parlamentari guidate dai democratici che stanno indagando sull'inquilino della Casa Bianca.

Nel frattempo ad Albany, i legislatori dello Stato di New York hanno approvato una legge che permetterà al Congresso di ottenere le dichiarazioni dei redditi dello stesso Trump (manca solo la firma del governatore democratico Andrew Cuomo).

Le due mosse sono cruciali per eliminare la segretezza fino ad ora mantenuta sulle finanze del miliardario di New York diventato leader americano. Trump ha rotto una tradizione lunga decenni rifiutandosi di pubblicare la sua dichiarazione dei redditi durante le presidenziali del 2016. La sua azienda, la Trump Organization, è di proprietà privata e poco si sa su quali siano le sue fonti di guadagno.

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Usa: Trump lancia piano di aiuti di 16 mld $ agli agricoltori colpiti da dazi

L'amministrazione Trump ha deciso di fornire altri aiuti agli agricoltori americani colpiti dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il segretario americano all'Agricoltura, Sonny Perdue, ha detto a Fox Business Network che il governo Usa ha "autorizzato un programma di 16 miliardi di dollari" dopo quello da 12 miliardi dello scorso anno. Parlando al programma "Mornings with Maria", Perdue ha detto che "se la Cina decide di non giocare, venderemo questi prodotti fantastici altrove" come India, Malesia, Thailandia e Filippine. Il ministro ha tuttavia riconosciuto quanto importante (e grande) sia il mercato cinese: "Speriamo che tornino al tavolo" dei negoziati, magari dopo l'incontro tra il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping a margine del G20 previsto in Giappone a fine giugno.

Le dichiarazioni di Perdue sono arrivate prima di quelle di Trump previste oggi sul tema alle 21.15 italiane. Con il suo piano di aiuto, il Commander in chief vuole tenere buona una fetta cruciale della sua base elettorale in vista delle presidenziali del 2020 ma secondo gli osservatori esso creerà distorsioni. Stando alle indiscrezioni, il governo pagherà 2 dollari per bushel di soia e solo 4 centesimi per il mais spingendo gli agricoltori a produrre una quantità eccessiva della prima. Per il frumento si parla di 63 centesimi per bushel.

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Tesla in rialzo, prima volta in 7 giorni. Musk contraddice analisti pessimisti

Dopo una pioggia di report negativi su Tesla, il Ceo Elon Musk ha rotto il silenzio con un memo interno con cui ha smentito gli analisti scettici che l'azienda possa consegnare almeno 90mila vetture nel trimestre in corso e 360-400mila nel 2019.

Secondo Musk, "ci sono buone probabilità" che nel secondo trimestre del 2019 il produttore di auto elettriche consegni più del record pari a 90.700 auto messo a segno negli ultimi tre mesi del 2018. Inoltre, nel memo che è iniziato a circolare sui social media cinesi, nel trimestre in corso Tesla ha ricevuto più di 50mila ordini. Per raggiungere la previsione fatta da Musk, si legge nel memo, "dobbiamo sostenere una produzione di mille Model 3 al giorno".

Il titolo Tesla sale dell'1,8% a 196,28 dollari. E' il primo aumento dopo sei sedute di fila in calo. Da inizio anno ha ceduto il 41%. Nei giorni scorsi Citi ha ipotizzato uno scenario (il peggiore) in cui il titolo perda oltre l'80% a 36 dollari. Il peggiore degli scenari stimato da Morgan Stanley prevede un crollo del titolo a 10 dollari.

Usa: -6,9% vendite di case nuova ad aprile, peggiore calo da dicembre

Il dipartimento del Commercio ha pubblicato il dato relativo alle vendite di case nuove registrare ad aprile negli Stati Uniti. Il dato ha registrato un tonfo del 6,9% rispetto al mese precedente al tasso annualizzato di 673.000 unità, contro attese per una contrazione del 2,7%. E' stato il calo maggiore dal dicembre scorso. Il dato di marzo è stato rivisto a 723mila da 692mila. Su base annuale ad aprile c'è stato un ribasso del 7%. Per esaurire completamente le case disponibili per la vendita ad aprile servivano 5,9 mesi, più dei 5,7 mesi dello scorso anno. Il prezzo mediano di una casa nuova ad aprile è stato di 342.200 dollari da 314.400 dollari di 12 mesi prima.

azionario
Wall Street: avvio in calo con tensioni commerciali, Dj -1,2%

La seduta a New York è iniziata in netto calo con il Dow Jones Industrial Average che domani rischia di archiviare la quinta settimana di fila in ribasso. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina continuano a pesare sull'umore degli investitori.

Mentre Washington prende di mira aziende cinesi come Huawei, Pechino alza i toni e dice che le trattative non possono continuare se l'America di Donald Trump non corregge le sue "azioni sbagliate". Per Nomura, un aumento dei dazi Usa a danno di quasi tutte le importazioni cinesi è diventato il suo scenario di base, con il 65% delle chance che si realizzi entro la fine dell'anno.

Intanto il People's Daily, giornale che dà voce a Pechino, ha definito gli Usa il più grande piantagrane. Secondo Zhang Yansheng, ricercatore capo del China Center for International Economic Exchanges, stima che le due nazioni saranno protagoniste di "guerre commerciali e trattative" fino al 2035, anno in cui Pechino punta a raggiungere una "modernizzazione socialista" diventando una nazione tra le più innovative al mondo.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese per la terza settimana di fila.

Il tutto succede all'indomani della pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, quella finita l'1 maggio. Da essi è emerso che la banca centrale Usa giudica appropriato il suo "approccio paziente" sui tassi nonostante una inflazione debole.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede l'1,2% a 25.466 punti. L'S&P 500 perde l'1,24% a quota 2.820. Il Nasdaq Composite segna un -1,5% a quota 7.636. Il petrolio a giugno al Nymex scivola del 3,37% a 59,35 dollari al barile.

Real estate
Google: dopo il Chelsea Market compra a NY il Milk Building

Google continua a fare shopping di immobili a New York. Dopo avere comprato lo storico Chelsea Market nel 2018 per 2,4 miliardi di dollari, il colosso tech ha deciso di acquistare per 600 milioni di dollari un altro storico edificio del Meatpacking District, il Milk Building.

La cifra spesa è 100 volte più alta di quanto fu pagato nel 1996 per quell'immobile. Per uno degli agenti immobiliari che si è occupato della compravendita, Doug Harmon, si tratta di una pietra miliare. Ha venduto l'edificio industriale al civico 450 West sulla 15esima strada cinque volte nella sua carriera. La prima volta in cui aveva venduto l'immobile (per 6 milioni di dollari) era il 1996, quando quel quartiere di New York era famoso per la vendita di droghe e per prostitute transgender.

Petrolio, è sell-off. A NY -3,1% a 55,45 dollari al barile, minimi di fine marzo

Il petrolio, già in forte calo, sta accelerando al ribasso al Nymex. Il contratto giugno cede il 3,1% a 55,45 dollari al barile, minimi del 28 marzo scorso. Il Brent a Londra scivola del 2,9% a 68,96 dollari.

Il sell-off si verifica all'indomani del balzo inatteso delle scorte settimanali Usa e mentre continuano le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Una guerra commerciale tra le due maggiori economie al mondo rischia di colpire la crescita mondiale e di conseguenza anche la domanda di greggio.

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Cina: trattative non possono continuare con "azioni sbagliate" Usa

La Cina sta iniziando a usare una retorica dura nei confronti degli Stati Uniti: il portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng, ha detto che "se gli Usa vogliono continuare a negoziare, dovrebbero con franchezza aggiustare le loro azioni sbagliate".

Stando alla traduzione fornita da Cnbc, Gao non ha spiegato a quali azioni stesse facendo riferimento ma da inizio mese l'amministrazione Trump ha alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, ha minacciato di imporre altri dazi del 25% su 300 miliardi di dollari di beni cinesi importati su suolo Usa, ha inserito il colosso cinese delle tlc Huawei in una lista nera che impedisce alle aziende americane di vendergli componentistica e pensa di fare altrettando con aziende cinesi di video-sorveglianza.

Secondo Gao, le strette statunitensi "contro aziende Usa non solo danneggiano la cooperazione commerciale normale tra le due nazioni ma rappresentano anche una grande minaccia alla sicurezza delle filiera produttiva globale. La Cina è categoricamente contraria a questo. Osserveremo attentamente gli sviluppi e ci prepareremo adeguatamente".

azionario
Wall Street: future in forte calo, sempre più aziende abbandonano Huawei

I future a Wall Street sono in calo preannunciando un avvio negativo degli scambi. Gli investitori temono una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina alla luce del fatto che sempre più aziende nel mondo stanno sospendendo le loro attività con la cinese Huawei. E' il caso per esempio del produttore britannico di chip Arm, della giapponese Panasonic e dei due principali operatori telefonici britannici, Vodafone e BT Group.

Nel frattempo la Cina sta iniziando a usare una retorica dura nei confronti degli Stati Uniti: il portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng, ha detto che "se gli Usa vogliono continuare a negoziare, dovrebbero con franchezza aggiustare le loro azioni. Solo a quel punto le discussioni possono continuare". I produttori di semiconduttori come Qualcomm, Xilinx, Micron e Lam Research soffrono nel pre-mercato.

L'agenda macroeconomica oggi è ricca. Per il momento è stato pubblicato il dato delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, scese per la terza settimana di fila.

I future del Dow perdono l'1%, quelli dell'S&P 500 lo 0,9% e quelli del Nasdaq Composite l'1,2%. Il petrolio a giugno al NYmex scivola del 2,4% a 59,98 dollari al barile.

economia
Usa: richieste sussidi disoccupazione in calo per terza settimana di fila

Nei sette giorni conclusi il 18 maggio, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso per la terza settimana di fila e inaspettatamente.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di mille unità a 211.000, contro attese per un dato a 215.000 unità dalle 212.000 unità della settimana precedente (quando c'era stata una flessione di 16mila unità). A metà aprile il dato era sceso a 193mila, minimi del 1969.

La media delle ultime quattro settimane, un misura più stabile del dato, è scesa a 220.250 unità.

Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata l'11 maggio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è salito di 12mila unità a 1,676 milioni.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 18 maggio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -16mila a 212mila. Consensus: 215mila.

Pmi manifatturiero flash per il mese di maggio alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 52,4. Consensus: 52,5.

Pmi servizi flash per il mese di maggio alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 52,9. Consensus: 53,2.

Vendite di case nuove per il mese di aprile alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +4,5% a 692mila unità. Consensus: -2,7% a 673mila unità.

Indice manifatturiero Fed di Kansas City alle 11 (le 17 in Italia). Precedente: 12.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Best Buy alle 7 (le 13 in Italia).

Trimestrale di HP e di Hewlett Packard Enterprise dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale tiene il consueto briefing bisettimanale con la stampa alle 9:30 (le 15:30 in Italia).