Wall Street in calo ma intorno a livelli record

Visa: utili II trimestre +14% a 3 miliardi di dollari, sopra le stime

Visa ha chiuso il suo secondo trimestre fiscale con utili in rialzo del 14% a 3 miliardi di dollari, o 1,31 dollari ad azione, contro i 2,6 miliardi, o 1,11 dollari ad azione, dello stesso periodo dell'esercizio precedente. Le attese degli analisti erano per 1,24 dollari ad azione.

I ricavi trimestrali sono saliti a 5,5 miliardi da 5,1 miliardi dell'anno prima (+8% annuo), in linea al consenso.

I volumi dei pagamenti sono aumentati nel trimestre dell'8% su base annua. Le transazioni gestite sono cresciute dell'11% a 32,5 miliardi di dollari.

Visa ha migliorato le sue previsioni per gli utili 2019 e ha confermato di aspettarsi una crescita del fatturato a cifra singola e con un impatto negativo dell'1% dato da cambi valutari sfavorevoli.

Alfred F. Kelly, Ceo di Visa, ha commentato i conti dicendo che il gruppo "ha avuto un altro trimestre solido dimostrando la potenza del suo modello di business. Continuiamo a investire pesantemente in iniziative strategiche".

Visa ha chiuso la seduta in calo dello 0,1% a 161,49 dollari. Nel dopo mercato ha perso l'1,3%. Da gennaio ha guadagnato il 22,4% e negli ultimi 12 mesi ha aggiunto il 33%.

azionario
Wall Street: chiusura in calo all'indomani dei record

La seduta a Wall Street è finita in calo. Gli indici, che per gran parte della giornata hanno viaggiato intorno alla parità, si sono ulteriormente indeboliti nell'ultima ora di scambi. Per l'S&P 500 e il Nasdaq Composite è stata la prima seduta in calo su quattro; ieri avevano finito in territorio record per la prima volta da settembre e agosto rispettivamente.

Gli analisti hanno preferito optare per le prese di beneficio all'indomani di un rally e mentre continua la pioggia di trimestrali. Quella di Boeing ha deluso (+0,39%), colpa anche dell'effetto dato dal fatto che i jet 737 Max sono costretti a terra da inizio marzo dopo il secondo incidente mortale in due mesi. Anche i conti di Caterpillar (-3%) non hanno sorpreso: il record degli utili per azione è stato raggiunto solo grazie a sgravi fiscali.

Nel settore petrolifero Anadarko (+11,6% a 71,40 dollari) ha preso il volo dopo che Occidental Petroleum (-0,6%) ha lanciato una proposta d'acquisto più generosa di quella già accordata con Chevron (-3%), 38 miliardi di dollari contro 33 miliardi.

Il Dow ha perso lo 0,22% a quota 26.597. L'S&P 500 ha ceduto lo 0,22% a quota 2.927,25. Il Nasdaq Composite ha registrato un calo dello 0,23% a quota 8.102,02.

materie prime
Petrolio chiude a NY -0,6% a 65,89 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in calo. Il contratto giugno ha perso 41 centesimi, lo 0,6%, a quota 65,89 dollari al barile all'indomani di una seduta finita sui massimi dello scorso ottobre. I prezzi hanno risentito del balzo al top dell'ottobre 2017 delle scorte settimanali americane. Gli stock di greggio sono saliti di quasi 5,5 milioni di barili contro stime per un incremento di solo 0,4 milioni di barili.