Wall Street: la prima seduta dopo Natale è in calo

Volumi sottili per via delle feste. Il Dow frenato da Apple

azionario
Wall Street: chiusura in calo con Apple, titoli retail ed energetici in rally

La prima seduta dopo un lungo fine settimana natalizio è finita in leggero calo a Wall Street. Con i mercati europei ancora chiusi, i volumi sono stati sottili. Ciò non ha impedito ai titoli retail e a quelli energetici di correre: i primi sono stati sostenuti da dati incoraggianti sull'andamento delle vendite nella cruciale stagione dello shopping natalizio; i secondi sono stati trainati al rialzo dal petrolio, che a New York ha chiuso sui massimi del giugno 2015 a causa di un'esplosione - apparentemente provocata dall'Isis - a un oleodotto libico che porta greggio al porto principale della nazione nordafricana.

Apple ha invece sofferto (-2,5%) la peggiore seduta dello scorso agosto a causa di timori per l'andamento della domanda del nuovo iPhone X. Ciò ha messo sotto pressione Micron (-4,2%).

Il Dow Jones Industrial Averaga ha ceduto 7,85 punti, lo 0,03%, a quota 24.746,21.

L'S&P 500 ha perso 2,84 punti, lo 0,11%, a quota 2.680,50.

Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 23,71 punti, lo 0,34%, a quota 6.936,25.

Il petrolio a febbraio al Nymex ha aggiunto il 2,6% a 59,97 dollari al barile.

 

finanza
Bitcoin fatica a tenere quota 16mila dollari, Coinbase in tilt

Per quanto si stia nettamente risollevando dal forte calo della settimana scorsa, Bitcoin fatica a mantenersi sopra i 16mila dollari raggiunti nella prima parte della seduta.

Su Coinbase, il principale exchange americano della valuta virtuale, Bitcoin segna un rialzo dell'11% a 15.900 dollari ma nel corso degli scambi era arrivato a guadagnare il 12,5% spingendosi a 16.100 dollari. Venerdì scorso arrivò a toccare 10.400 dollari.

Coinbase ha comunicato che "per via di volumi alti, stiamo vivendo ritardi nelle transazioni per BTC e ETH", simboli rispettivamente di Bitcoin e di un'altra criptovaluta chiamata Ethereum. Per questo, ha avvertito, le transazioni potrebbero subire ritardi di "varie ore". Il trading su Coinbase era andato in tilt per oltre due ore anche venerd" scorso, quando Bitcoin era oggetto di sell-off.

Materie prime
Petrolio chiude +2,6% a un soffio dai 60 dollari al barile, massimo del giugno 2015

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in rally. Al Nymex il contratto febbraio ha aggiunto 1,5 dollari, il 2,6%, a 59,97dollari al barile, massimi del giugno 2015.

A sostenere le quotazioni è stata una esplosione in un oleodotto libico, che va ad aggiungersi alla chiusura dell'oleodotto del Mare del Nord Forties (è fermo da un paio di settimane a causa di perdite).

Va detto che i volumi di scambio sono sottili visto il periodo natalizio che sta tenendo a casa molti operatori di borsa; questo significa che i movimenti dei prezzi sono più accentuati.

NY contro Trump: procura lancia centesima azione legale, causa contro Epa su smog

Negli Stati Uniti sta andando in scena una battaglia tra New York, uno Stato democratico, e il governo federale guidato da Donald Trump, il presidente americano repubblicano.

L'ufficio della procura newyorchese di Eric Schneiderman ha recentemente lanciato la sua centesima azione legale o amministrativa contro "la minaccia più grande" per tutti i newyorchesi: il governo centrale, appunto.

Nel giorno in cui Schneiderman, insieme ai procuratori di altri sette Stati Usa (Connecticut, Delaware, Maryland, Massachusetts, Pennsylvania, Rhode Island e Vermont), ha fatto causa contro l'Agenzia per la protezione ambientale (Epa), il New York Times ricorda le principali battaglie lanciate proprio da Schneiderman; tra di esse ci sono quelle contro tutte e tre le versioni del cosiddetto 'muslim ban', contro la decisione della Federal Communications Commission sulla neutralità della rete o contro un indebolimento degli standard per la lotta all'inquinamento.

Nella sua ultima mossa, Schneiderman sostiene che "milioni di newyorchesi stranno respirando aria non salutare con l'inquinamento che arriva da altri Stati. Il governo federale ha la responsabilità di agire. Eppure l'Epa sotto Trump ha abbandonato le sue responsabilità, fallendo ripetutamente nel controllare lo smog che mette a rischio la salute dei newyorchesi. I procuratori generali continueranno ad agire per proteggere coloro per cui lavorano".

Asia
Usa sanzionano due nordcoreani al centro del programma missilistico di Pyongyang

Il dipartimento americano del Tesoro ha sanzionato due funzionari nordcoreani che secondo Washington ricoprono un ruolo cruciale nello sviluppo del programma missilistico di Pyongyang. Si tratta di Kim Jong Sik, uno scienziato esperto di razzi, e Ri Pyong Chol, ex comandante dell'aeronautica. Sono personaggi spesso visti in tv o in fotografia al fianco del leader nordcoreano Kim Jong Un.

Qualsiasi asset dei due uomini detenuto in Usa è congelato e a qualsiasi americano è impedito avere a che fare con loro. Cosa più importante, le banche non possono effettuare transazioni con i due funzionari nordcoreani.

"Il Tesoro sta prendendo di mira i leader del programma missilistico balistico nordcoreano come parte di una campagna di pressione massima volta a isolare DPRK e a raggiungere la denuclearizzazione totale della penisola coreana", ha detto in un comunicato il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, utilizzando le iniziali del nome ufficiale della Corea del Nord.

La mossa Usa segue il nuovo round di sanzioni approvate dall'Onu venerd" scorso e in favore delle quali hanno votato anche Russia e Cina. Esse riducono di almeno il 90% le importazioni di petrolio da parte di Pyongyang e forzano i cittadini nordcoreani a tornare in patria entro i prossimi due anni.

Russiagate: ambizioni Mosca ignorate da Usa (Washington Post)

Almeno nove mesi prima delle elezioni presidenziali americane del 2016, "l'intelligence e le forze dell'ordine americane notarono segnali allarmanti sull'interferenza della Russia...ma non capirono la portata delle ambizioni del Cremlino". Lo scrive il Washington Post, secondo cui Washington sottovalutò i danni che Mosca avrebbe potuto provocare per poi affrettarsi "a mettere a punto delle opzioni con cui reagire". Stando al giornale, è anche colpa di un'inerzia burocratica che affonda le sue radici nella Guerra Fredda.

Alla fine, sostiene il giornale di proprietà di Jeff Bezos (che è anche a capo di Amazon), "grandi piani morirono per disaccordi interni, per paura di peggiorare la situazione o per la convinzione errata che la società americana e le sue istituzioni democratiche sono resilienti".

Il Washington Post dà notizia di un ordine, di cui non era mai stata data prima notizia, volto a combattere le cyber-minacce su scala globale. Quell'ordine, scrive il giornale che ha sentito decine di funzionari Usa passati e presenti, "spinse le agenzie d'intelligence Usa a pianificare mezza dozzina di operazioni specifiche per contrastare la minaccia russa". Il punto è che un "anno dopo il lancio di quelle istruzioni, la Casa Bianca di [Donald] Trump resta divisa se agire o meno".

Valute digitali
Bitcoin rimbalza sopra i 16.000 dollari

Bitcoin si sta risollevando dal forte calo della settimana scorsa: venerdì scorso arrivò a toccare 10.400 dollari. La criptovaluta oggi si è riportata sopra i 16.000 dollari recuperando oltre il 50% rispetto ai minimi della seduta precedente.

Su Coinbase Bitcoin segna un rialzo del 10% a 15.730 dollari ma nel corso degli scambi era arrivato a guadagnare il 12,5% spingendosi a 16.100 dollari.

Anche i future della valuta digitale rimbalzano. Il contratto gennaio al CME avanza del 10,8% a 15.665 dollari; quello quotato al Cboe con la medesima scadenza sale del 12,5% a 15.700 dollari.

azionario
Wall Street procede in leggero calo, petrolio in rally

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street restano in leggero calo in una giornata caratterizzata da volumi sottili.

Il DJIA cede 35,71 punti, lo 0,14%, a quota 24.718.

L'S&P 500 perde 3,11 punti, lo 0,12%, a quota 2.680.

Il Nasdaq Composite lascia sul terreno 22 punti, lo 0,3%, a quota 6.937.

Il petrolio a febbraio al Nymex corre del 2,2% a 59,79 dollari al barile sulla scia di un'esplosione in un oleodotto libico.

Meteo
Gelo e neve in Usa: il 2018 inizierà con freddo artico

Il gelo è arrivato negli Stati Uniti con tanto di neve nella parte nord-orientale della nazione ma un freddo artico travolgerà gran parte della nazione a cavallo tra il 2017 e il 2018, proprio mentre oltre 107 milioni di persone lasceranno le loro case per andare in vacanza.

Secondo Max Vido, meteorologo per AccuWeather, "il freddo che si è sviluppato questa settimana nella parte centrale e orientale del Paese dovrebbe persistere per il resto dell'anno" in corso e con l'inizio di quello nuovo.

Dalla parte settentrionale delle Grandi Pianure alla parte meridionale del New England sono attese temperature di almeno 9 gradi Celsius sotto la media. Questo include le città di Chicago, Minneapolis, New York (dove in questo momento il termometro segna -4 gradi), Philadelphia, St. Louis e Oklahoma City. Per chi vive invece lungo la costa del Texas e nella parte Sud-orientale degli Usa, le celebrazioni di Capodanno saranno probabilmente sotto la pioggia.

Le temperature sotto lo zero hanno causato un mini incidente all'aeroporto di Boston, Massachusetts, dove un aereo della compagnia JetBlue è scivolato fuori pista dopo essere atterrato. E' successo ieri nella serata locale. Non ci sono stati feriti tra i passeggeri in arrivo da Savannah, Georgia. Dei pullman hanno trasportato al terminal le persone a bordo di quell'aereo.

Prima del piccolo incidente, al Logan International Airport tutti i voli in partenza o in arrivo erano stati fermati temporaneamente per via delle condizioni meteo e della nevicata in corso.

Usa: Trump, un terzo della presidenza trascorsa in sue proprietà immobiliari

Donald Trump ha trascorso quasi un terzo del suo primo anno da presidente americano nelle proprietà immobiliari di famiglia. Stando a un'analisi del Wall Street Journal, il magnate dell'immobiliare diventato leader Usa ha visitato una delle proprietà della Trump Organization in oltre 100 giorni sui 340 da quando è entrato alla Casa Bianca.

Trump ha passato un totale di 40 giornate a Mar-a-Lago, il resort di lusso a Palm Beach, Florida, dove sta trascorrendo una vacanza natalizia di 10 giorni iniziata venerd" scorso. Là, riferisce il Wsj, Trump ha giocato a golf nei club di proprietà a West Palm Beach e Jupiter. Il leader Usa ha scelto di godersi un'altra quarantina di giorni a Bedminster, il suo golf club in New Jersey. Anche quando è rimasto a Washington, il 45esimo presidente americano ha trascorso una ventina di giorni giocando a golf nel club di sua proprietà a Sterling, Virginia.

Trump non è l'unico presidente che si è allontanato dalla Casa Bianca. George W Bush amava trascorrere tempo nel suo ranch in Texas. Altri predecessori hanno scelto Camp David, in Maryland, o hanno affittato case per le vacanze estive come fatto da Barack Obama alle Hawaii. La differenza è che Trump trascorre tempo in immobili dove la gente paga per andarci, creando un conflitto di interessi. E lui non perde occasione per promuoverli: è successo il mese scorso quando, all'inizio del suo viaggio in Asia, alle Hawaii ha visitato il suo Trump International Hotel Waikiki, considerato dalla portavoce della Casa Bianca "un progetto straordinario di successo".

"Star Wars: Gli ultimi Jedi" resta campione di incassi in Usa

Per il secondo fine settimana di fila "Star Wars: Gli ultimi Jedi" è stato il campione di incassi negli Stati Uniti: ha staccato biglietti per 103 milioni di dollari portando il totale a 400 milioni circa. Il film distribuito da Disney ha generato vendite per oltre 745 milioni di dollari da quando è arrivato nelle sale americane il 15 dicembre scorso.

Stando ai dati forniti da Box Office Pro, la performance dell'ottavo film della celebre saga è sulla strada giusta per essere il decimo film più redditizio dell'anno; l'andamento ai botteghini Usa tuttavia vede per "Star Wars: Gli ultimi Jedi" incassi del 30% inferiori a quelli registrati nel 2015 da "Star Wars: Il risveglio della Forza", il primo nuovo film della celebre saga ad assere arrivato nei cinema dopo che nel 2012 Disney comprò per 4 miliardi di dollari Lucasfilm, lo studio cinematrografico di George Lucas ossia l'inventore della saga di Guerre Stellari.

Nell'ultimo fine settimana "Jumanji - Benvenuti nella giungla", di Sony, è arrivato secondo con incassi per 42,5 milioni di dollari. "Pitch Perfect 3", di Universal (Comcast), è arrivato la terzo posto con vendite per 35 milioni.

azionario
Wall Street: apertura in lieve calo dopo la pausa natalizia, Appe soffre

Dopo un lungo fine settimana legato al Natale, Wall Street ha riaperto i battenti e le contrattazioni sono in calo. I volumi sono tuttavia sottili, segno che ogni movimento potrebbe essere accentuato.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede 10,52 punti, lo 0,04%, a quota 24.755.

L'S&P 500 lascia sul terreno 2,86 punti, lo 0,11%, a quota 2.681,19.

Il Nasdaq Composite perde 28,25 punti, lo 0,41%, a quota 6.923,41.

Apple lascia sul terreno il 2,9% a 170 dollari su timori per una domanda debole del suo iPhone X.


Usa: indice Case-Shiller prezzi case 20 città a ottobre +6,4%

I prezzi delle case statunitensi hanno continuato a crescere e a ottobre lo hanno fatto più delle previsioni degli analisti.

Stando all'indice Standard & Poor's/Case-Shiller, la componente sull'intera nazione è salita del 6,2% anno su anno, come a settembre, mentre su base mensile è cresciuta dello 0,2 per cento contro il +0,4% del mese precedente.

Il dato annuale relativo alle dieci principali aree metropolitane è cresciuto del 6% dopo un +5,7% e dello 0,2% su base mensile dopo un +0,5%; quello relativo alle maggiori venti città è salito del 6,4% annuo, lo 0,2% in più su settembre e rispetto alle stime degli analisti; a livello mensile c'è stato un +0,2%, lo 0,2% in meno rispetto alla crescita registrata il mese precedente.

Politica
Usa: Trump prevede accordo tra Gop e democratici su sanità

Il partito repubblicano, che controlla Congresso e Casa Bianca, e l'opposizione democratica "alla fine" troveranno un accordo su una riforma della sanità. Ne è convinto il presidente americano, Donald Trump.

In un tweet scritto mentre si trova nel suo resort di lusso in Florida, il leader Usa è tornato a vantarsi dell'eliminazione - prevista nella riforma fiscale che ha firmato prima di iniziare le vacanze natalizie - dell'obbligo per ogni americano di avere una polizza assicurativa medica. Si tratta di una misura voluta dal suo predecessore Barack Obama e parte della riforma sanitaria da lui caldeggiata e approvata nel 2010 quando il Congresso era controllato dai democratici.

"Il mandato individuale molto ingiusto e impopolare è terminato come parte della riforma fiscale, che essenzialmente elimina (nel tempo) l'Obamacare", ha scritto Trump nonostante gran parte della riforma sanitaria voluta da Obama resti in vigore e sia ancora popolare visti i recenti numeri relativi alle registrazioni.

Il Gop ha tentato in più occasioni di abrogare l'Obamacare ma ha fallito la scorsa estate, quando al Senato non ha trovato i voti necessari per farlo.

Tech
Apple soffre a Wall Street: domanda debole per iPhone X

Il titolo Apple cede il 2,5% nel pre-mercato a Wall Street su voci secondo cui il gruppo californiano sta vivendo una domanda debole del suo iPhone X, il dispositivo di alta gamma lanciato per celebrare il decimo anniversario dello smartphone.

Le azioni Apple vengono vendute nonostante una storia di copertina favorevole di Barron's, secondo cui l'azienda guidata da Tim Cook arriverà a valere mille miliardi di dollari nel 2018.

Secondo Sinolink Securities, il prezzo di partenza dell'iPhone X (mille dollari) potrebbe pesare sulla domanda nel primo trimestre fiscale dell'azienda, quello in corso. La ricerca di questi analisti, citata da Bloomberg, stima che le consegne del dispositivo potrebbero essere fino a 10 milioni di unità inferiori di quanto atteso arrivando a 35 milioni di pezzi. Basti pensare che nel trimestre precedente, finito il 30 settembre scorso, ne erano stati vendute 46,677 milioni di unità.

A pesare sull'umore degli investitori è anche quanto riportato a Natale da un quotidiano di Taiwan, che potrebbe preoccupare i fornitori del gruppo. Secondo l'Economic News Daily, il fornitore Hon Hai ha congelato le assunzioni in una fabbrica e a Taiwan Semiconductor è stato detto da Apple di rallentare la produzione di alcuni microprocessori.

Una flessione di oltre 4 dollari, come quella registrata nel pre-mercato, peserebbe sul Dow Jones Industrial Average per 32 punti circa.