Wall Street poco mossa, a caccia di spunti

Sul fronte economico attenzione a notizie su consumi e settore immobiliare.

Azionario
Wall Street: chiusura poco mossa ma in rialzo

Per la seconda volta di fila la seduta a Wall Street è finita poco mossa. Con un buon numero di investitori ancora in vacanza, i volumi sono rimasti sottili e nessuno ha voluto prendere particolari posizioni.

Il settore energetico ha frenato (-0,4%) con il ritracciamento del petrolio, soltanto 24 ore prima protagonista di un rally sui massimi del giugno 2015 dovuto a un'esplosione a un oleodotto libico.

I titoli di grandi magazzini come Macy's (-4,5%) hanno mandato in fumo i rialzi del giorno precedente, dovuti a dati incoraggianti sull'andamento dello shopping natalizio (secondo MasterCard arrivato a livelli record).

Dal fronte macroeconomico, la fiducia dei consumatori è scesa più del previsto a dicembre, allontanandosi dai massimi di 17 anni raggiunti il mese scorso; i compromessi su case esistenti a novembre sono invece cresciuti più delle attese.

Il DJIA ha chiuso in rialzo di 24,96 punti, lo 0,10%, a quota 24.771,17.

L'S&P 500 ha aggiunto 1,96 punti, lo 0,07%, a quota 2.682,49.

Il Nasdaq Composite è salito di 3,09 punti, lo 0,04%, a quota 6.939,34.

Cereali Chicago: commento di chiusura di mercoledì 27 dicembre

I principali cereali quotati al Cbot hanno chiuso contrastati la seduta di mercoledì 27 dicembre. Gli investitori sono rimasti concentrati sul freddo polare che si sta spostando verso le Grandi Pianure americane, minacciando le coltivazioni della variante invernale del frumento. Le piante che non sono protette dalla neve sono messe a rischio da temperature che spaziano da -12 a -6 gradi Celsius.

Il mais ha seguito al rialzo le quotazioni del frumento mentre la soia si è lasciata andare alle vendite a fronte di fondamentali contrastanti. Sul fronte negativo, c'è una domanda ben al di sotto della media dello scorso anno; su quello positivo, il clima secco nell'America del Sud sta mettendo a repentaglio i raccolti locali, cosa che potrebbe spingere gli acquirenti a guardare ai cereali Usa.

Il contratto del mais con scadenza a marzo ha chiuso in rialzo di 1 centesimo, lo 0,28%, a quota 3,53 e tre quarti di dollaro a bushel.

Il contratto del frumento con scadenza a marzo ha finito in aumento di 5 centesimi e tre quarti, l'1,36%, a quota 4,28 dollari a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a marzo hanno ceduto 3 centesimi, lo 0,31%, a 9,67 dollari e mezzo a bushel. Il contratto sull'olio di soia con scadenza a marzo è scivolato di 15 punti, lo 0,45%, a 33,27 centesimi al pound. Il contratto sulla farina di soia con scadenza a marzo ha perso 0,90 dollari, lo 0,28%, a 318,50 dollari a tonnellata.

materie prime
Petrolio chiude a NY -0,55% a 59,64 dollari al barile

All'indomani di un rally dovuto all'esplosione di un oleodotto libico, il petrolio si è sgonfiato. Al Nymex il contratto febbraio ha perso lo 0,55% a 59,64 dollari al barile.

Brexit
Brexit: Goldman sceglie Dublino per spostare attività asset management europee

Una volta che il Regno Unito sarà uscito dall'Unione europea, Goldman Sachs trasferirà a Dublino le attività di asset management europee e le circa venti persone che lavorano nella divisione. E' quanto riporta il Financial Times, ricordando che la banca americana ha già espresso l'intenzione di creare un centro per le attività di investment banking a Francoforte o Parigi, in modo da seguire i clienti europei dopo la Brexit, che dovrebbe diventare effettiva ad aprile 2019.

Per il momento si tratta comunque solo di indiscrezioni, visto che né Goldman né la Banca centrale irlandese hanno confermato i piani dell'istituto americano. Subito dopo il referendum sull'uscita di Londra dall'Ue, la capitale irlandese era stata indicata da varie banche internazionali come nuovo punto d'accesso all'Unione europea, ma finora solo Bank of America Merrill Lynch l'ha scelta come nuova base della attività europee. Le altre big hanno preferito un approccio diverso: JPMorgan, per esempio, prevede di ampliare le proprie attività irlandesi dopo la Brexit e ha pagato 137 milioni di dollari per un nuovo edificio a Dublino, ma le principali divisioni saranno spostate a Francoforte e in Lussemburgo. Francoforte continua a essere la meta preferita per il post Brexit.

T-Bond restano in rialzo dopo asta di titoli a 5 anni

I titoli di stato americani restano in rialzo dopo l'asta organizzata dal Tesoro Usa, che ha venduto titoli a 5 anni offrendo rendimenti al 2,245%. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 2,36 volte. Agli investitori indiretti, riflesso della domanda dall'estero, è andato il 58,4%. Agli investitori diretti, riflesso della domanda Usa, è andato il 7,9%. Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,421% dal 2,467% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,45%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,907%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso al 2,212%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in flessione al 2,753%.

Valute digitali
Bitcoin: volatilità continuerà nel 2018, per analisti prezzo tra 6.500 e 22.000 $

Bitcoin, che come dimostrano le forti oscillazioni delle ultime sedute non è nuova alla volatilità, va incontro a un 2018 sulle montagne russe, che si concluderà sostanzialmente ai livelli attuali. E' questa la previsione di Nick Colas, cofondatore di DataTrek Research, che segue il fenomeno bitcoin da quattro anni. Leggi qui i dettagli.

Azionario
Wall Street: a metà seduta indici in positivo, shopping natalizio da record

A metà seduta gli indici a Wall Street restano poco mossi e sopra la parità. Con molti operatori di borsa ancora in vacanza per via del Natale, i volumi restano contenuti.

A livello settoriale, pesa quello energetico (-0,4%) trascinato a ribasso dal petrolio: quest'ultimo ritraccia dopo il balzo di ieri a un soffio dei 60 dollari al barile, massimi del giugno 2015. Le utility (+0,44%) e il real estate (+0,36%) sono i comparti che guadagnano di più.

Se ieri si erano messi in mostra, oggi i titoli di retailer tradizionali come Macy's e Kohl's perdono quota: secondo Mastercard SpendingPuls, tuttavia, dal primo novembre al 24 dicembre scorsi le vendite Usa sono state da record grazie al maggiore balzo annuo dal 2011 (+4,9%).

Il Dow sale di 26,69 punti, lo 0,11%, a quota 24.772,9. L'S&P 500 sale di 1,94 punti, lo 0,07%, a quota 2.682,43. Il Nasdaq Composite aggiunge 7,34 punti, lo 0,10%, a quota 6.943,46.

Il petrolio a febbraio cede lo 0,7% a 59,55 dollari al barile. Il rame al Nymex è arrivato a 3,302 dollari al pound, massimi del febbraio 2014, con la Cina che ha chiesto ad alcuni suoi produttori di fermare temporaneamente la produzione per limitare l'inquinamento.

Materie prime
Cereali Chicago: a metà seduta proseguono contrastati al Cbot

Alla soglia di metà giornata di contrattazioni, i cereali quotati al Chicago Board of Trade proseguono con andamenti contrastati, ma invertono la tendenza rispetto all'avvio. Il comparto della soia, che aveva aperto in rialzo, si attesta in modesto calo, mentre mais e frumento, che nelle prime ore erano al di sotto la parità, hanno trovato ora la via dei guadagni. Va comunque detto che continuano a mancare notizie tecniche a livello di fondamentali in grado di orientare con decisione gli scambi.

A metà seduta mais e frumento si attestano in aumento, invertendo la tendenza rispetto alle prime ore di scambi e confermandosi in senso opposto rispetto alla soia, ora in calo. In particolare, i future del mais a marzo crescono di tre quarti di centesimo a 3,53 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo avanzano di 3 centesimi e tre quarti a 4,26 dollari a bushel.

Il comparto della soia vira in negativo, ma i ribassi non sono particolarmente vistosi. I future dei semi con scadenza a marzo scendono di 4 centesimi a 9,66 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo perde 2,40 dollari a 317 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo arretrano di 5 punti a 33,37 centesimi al pound.

Valute digitali
Bitcoin: stabilità prezzo dopo volatilità dura poco, perde 6,4% a 14.770 $

Continuano le oscillazioni di bitcoin, che, dopo la volatilità del lungo fine settimana natalizio, sembrava avere trovato oggi una certa stabilità. La valuta digitale, che ieri aveva guadagnato il 13% circa riavvicinandosi ai 16.000 dollari, ha iniziato questa mattina la seduta mantenendosi agli stessi livelli, ma ha successivamente ricominciato a scendere.

Al momento, stando ai dati di Coinbase, cede il 6,4% a 14.770 dollari. A metà dicembre aveva toccato il picco di 19.666 dollari, salvo poi cominciare a calare, perdendo quasi un terzo del proprio valore, a causa del timore di una bolla. Ha pesato anche la decisione della Israeli Securities Agency, l'autorità di Borsa israeliana, che ha vietato gli scambi di bitcoin alla Borsa di Tel Aviv. Anche i future agganciati a bitcoin sono in calo: quelli del Cboe scendono del 6,5% a 14.780 dollari, mentre quelli del Cme arretrano del 5,99% a 14.840 dollari.

Banche
Barclays: da riforma fiscale Usa svalutazioni una tantum da 1,3 mld $

La riforma fiscale da 1.500 miliardi di dollari che il presidente americano Donald Trump ha ratificato il 22 dicembre peserà sui conti di Barclays. Come riporta Cnbc, che cita una nota della banca britannica, l'istituto attende possibili writedown, svalutazioni, per circa un miliardo di sterline (1,34 miliardi di dollari) sui profitti annuali al netto delle tasse appunto a causa della nuova legge statunitense. Barclays ha specificato che si tratterà di un onere una tantum, messo a bilancio nei dodici mesi che si chiudono a dicembre.

La banca, che sotto la guida di Jes Staley si è concentrata soprattutto su Regno Unito e Stati Uniti, ha anche fatto sapere che il rapporto common equity Tier 1, misura chiave della solidità finanziaria di una banca, potrà scendere di circa 20 punti base. La riforma di Trump, in particolare, abbassa l'aliquota corporate dal 35 al 21%. Nonostante l'effetto iniziale, Barclays prevede che il calo della pressione fiscale "avrà un impatto positivo" sui futuri profitti al netto delle tasse negli Stati Uniti, anche se non è ancora possibile fare previsioni quantificando le ricadute.

Usa
Fed: due economisti vicini a George W. Bush in corsa per vicepresidenza (Wsj)

Richard Clarida e Lawrence Lindsey, economisti che hanno ricoperto posizioni di rilievo durante l'amministrazione di George W. Bush, sono tra i candidati papabili per la carica di vicepresidente della Federal Reserve. E' quanto riferisce il Wall Street Journal, secondo cui i due nomi si vanno ad aggiungere a quello dell'ex amministratore delegato di Pimco, Mohamed El-Erian, che sarebbe nella short list della Casa Bianca per prendere il posto dell'uscente Stanley Fischer. Leggi l'articolo sulla Federal Reserve.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

I cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno iniziato la seduta di contrattazioni con andamenti deboli e contrastati, proseguendo sulla stessa via vista all'overnight. Il comparto della soia si attesta in modesto aumento, mentre mais e frumento oscillano attorno alla parità. Le piogge arrivate negli ultimi giorni nel sud degli Stati Uniti non sono state sufficienti ad allentare i timori sulla siccità, che dovrebbe protrarsi per altri dieci giorni.

Mancano inoltre notizie tecniche a livello di fondamentali in grado di orientare con decisione gli scambi. In avvio di seduta mais e frumento si attestano in leggero ribasso, in controtendenza rispetto ai guadagni della soia. In particolare, i future del mais a marzo scendono di mezzo centesimo a 3,52 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo calano di tre quarti di centesimo a 4,21 dollari a bushel. Andamenti in leggero aumento per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo acquistano 3 centesimi e tre quarti a 9,74 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo salgono di 2 dollari a 321,40 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo guadagnano 12 punti a 33,54 centesimi al pound.

Economia
Usa: +0,2% numero compromessi case esistenti a novembre, sopra le stime

A novembre il numero di compromessi per la vendita di case esistenti negli Stati Uniti è cresciuto più delle previsioni e si è portato ai massimi da giugno, ma l'aumento è stato relativamente lento. Il dato è in aumento anche rispetto all'anno precedente, segno dell'aumento del numero di abitazioni disponibili. Il dato, reso noto dall'associazione di settore National Association of Realtors, è salito dello 0,2% a 109,5 punti. In ottobre il dato era cresciuto del 3,5%.

L'indice è stato come detto superiore alle previsioni degli analisti, che attendevano un valore invariato. Su base annuale il dato è in crescita dello 0,8% rispetto a novembre 2016. Un valore di 100 punti, pari alla media del 2001, è considerato "normale" o equilibrato rispetto all'attuale popolazione americana. "Il mercato immobiliare si avvia a chiudere l'anno in modo più solido rispetto all'estate, grazie alla creazione di posti di lavoro e all'economia che ha ingranato una marcia più alta", ha detto Lawrence Yun, capo economista del Nar.

Economia
Usa: cala a 122,1 punti fiducia consumatori Conference Board a dicembre, sotto stime

In dicembre gli americani si sono dimostrati meno ottimisti sull'economia, con l'indice che ne misura la fiducia in calo rispetto al mese precedente, quando aveva toccato il massimo dal 2000. L'indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è calato a 122,1 punti, dai 128,6 punti di novembre (rivisto al ribasso dai 129,5 punti della prima stima).

L'indice è stato inferiore alle previsioni degli analisti, che attendevano un calo a 128,2 punti. La componente che misura le aspettative nell'arco dei prossimi sei mesi è scesa da 111 a 99,1 punti. Quella sulla situazione attuale è aumentata da 154,9 a 156,6 punti. Per fare un paragone, l'indice si è attestato in media a 96,9 punti durante l'ultimo periodo di espansione economica e attorno ai 53,7 punti nei 18 mesi di recessione, conclusa a giugno 2009. "La fiducia è calata dopo avere toccato il massimo in 17 anni, il calo è determinato da un outlook in certa misura meno ottimistico per le aziende e per il mercato del lavoro", ha detto Lynn Franco, responsabile degli indicatori macroeconomici del Conference Board, sottolineando che "tuttavia le valutazioni sulle condizioni correnti sono migliorate in modo moderato".

Bloomberg Billionaires Index
Paperoni mondiali sempre più ricchi, patrimonio totale +1.000 mld $ in 2017

I "paperoni" mondiali hanno di che festeggiare nel 2017: il patrimonio delle persone più ricche del mondo è complessivamente aumentato del 23%, ovvero di 1.000 miliardi di dollari, a circa 5.300 miliardi di dollari. Il rialzo, quattro volte superiore a quello visto nel 2016, è stato favorito in particolare dal rally dei mercati azionari. E' quanto emerge dal Bloomberg Billionaires Index, che monitora il patrimonio delle 500 persone più ricche del mondo. Leggi l'articolo sui più ricchi del mondo.

azionario
Wall Street: apertura sopra la parità, rame ai massimi di tre anni e mezzo

La seduta a Wall Street è iniziata con gli indici sopra la parità. A fare da traino sono i prezzi delle materie prime, sostenuto dalla corsa del rame sui massimi di tre anni e mezzo (il contratto gennaio al Nymex vale 3,2680 dollari al pound).

La Cina ha chiesto ai suoi più grandi produttori di fermare temporaneamente la produzione per ragioni ambientali. Inoltre, a novembre la Cina ha registrato un aumento del 19% annuo delle importazioni del metallo industriale, di cui Pechino è il principale consumatore al mondo. Va detto tuttavia che l'import di rame in Cina nei primi 11 mesi del 2017 è calato di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2016.

In Usa si resta in attesa di un paio di dati: i compromessi su case esistenti di novembre e la fiducia dei consumatori di dicembre. Intanto il Dow Jones Industrial Avergae, reduce dalla quinta settimana di fila in rialzo insieme all'S&P 500, si appresta ad archiviare il nono mese consecutivo in aumento per la prima volta dal 1959. Anche per l'indice benchmark dicembre sarà il nono mese di guadagni, una serie temporale positiva che non si vedeva dal 1983.

Il Dow sale di 1,24 punti, lo 0,01%, a quota 24.747. L'S&P 500 sale di 1,5 punti, lo 0,06%, a quota 2.682. Il Nasdaq Composite aggiunge 6,57 punti, lo 0,09%, a quota 6.943. Il petrolio a febbraio cede lo 0,45% a 59,73 dollari al barile.

Retail
Dollar General: aprirà nuovo centro distribuzione in Texas, 400 nuovi posti lavoro

Dollar General, catena americana di grandi magazzini che vendono prodotti a basso prezzo, prevede di aprire un nuovo centro distribuzione a Longview, in Texas, creando circa 400 posti lavoro. Come si legge in una nota, dal centro partiranno prodotti per circa mille negozi in Texas e nel sud-est degli Stati Uniti.

I lavori per la costruzione, secondo le previsioni, partiranno all'inizio del 2018. "Dollar General è felice di ampliare la propria offerta e le proprie attività di distribuzione in Texas", ha detto Todd Vasos, amministratore delegato della società.

M&A
KKR: fondo private equity rileva cliniche veterinarie PetVet Care Centers

Il fondo di private equity KKR ha rilevato PetVet Care Centers, network di 126 cliniche veterinarie in 22 Stati americani, dal fondo pensione canadese Ontario Teachers, dalla private equity L Catterton e da altri investitori. Come si legge in una nota, i termini finanziari dell'accordo non sono stati resi noti.

La società di Westport, in Connecticut, era stata fondata nel 2012 da Gino Volpacchio, ora amministratore delegato, e da L Catterton. Nel premercato a Wall Street la notizia non incide molto sul titolo di KKR, poco mosso, ma le azioni del fondo salgono del 36% finora nel 2017. "Con KKR come nuovo partner, puntiamo a lavorare con la loro squadra per centrare il nostro obiettivo di fare la differenza nella vita degli animali che curiamo, dei loro padroni, dei veterinari e dei dipendenti", ha detto Volpacchio.

T-Bond in rialzo, focus su aste

I Treasury viaggiano in generale rialzo. Il focus resta sulle aste previste in giornata di titoli a due e cinque anni. Il decennale vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,454% dal 2,467% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,463%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,915%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in flessione al 2,229%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,796%.

Wall Street: future poco mossi

All'indomani di una seduta in lieve calo, i future a Wall Street preannunciano un'altra giornata poco mossa. I volumi continuano a essere sottili per via del periodo legato alle feste natalizie. Dal fronte macroecomico, si attendono i compromessi su case esistenti di novembre e la fiducia dei consumatori di dicembre. Il settore tecnologico, già messo sotto pressione ieri da Apple, soffre sulla scia del suo andamento in Europa e Asia. Va detto che il comparto è tra i migliori dell'anno quindi un suo ritracciamento non stupisce.

I future del Dow cedono 8 punti, lo 0,03%, quelli dell'S&P 500 avanzano di 2 punti, lo 0,07%, quelli del Nasdaq aggiungno 4,75, lo 0,07%. Il petrolio al Nymex si sgonfia dopo il rally di ieri causato da un'esplosione a un oleodotto libico: il contratto febbraio cede lo 0,65% a 59,58 dollari al barile.

Auto
Volvo: cinese Geely rileva quota 8,2% dei camion Volvo Group (Ft)

Zhejiang Geely, la società cinese che controlla Volvo Cars, diventerà anche il maggiore azionista del produttore di camion Volvo Group. Come riporta il Financial Times, Geely verserà circa 3,25 miliardi di euro a Cevian Capital, maggiore investitore attivista europeo, per rilevare una quota dell'8,2% del produttore di camion, percentuale che implica diritti di voto per il 15,6%.

Se l'operazione andrà in porto sarà una svolta storica per il gruppo svedese, che potrebbe riallineare le aree auto e camion, divise dal 1999, quando Volvo Group ha venduto Volvo Cars a Ford, che a sua volta l'ha ceduta al gruppo cinese nel 2010. Secondo le fonti sentite dal quotidiano finanziario, è comunque "prematuro parlare di un ricongiungimento dei due brand".

Tv
Streaming: famiglia Lavazza compra 25% piattaforma streaming Chili (Ft)

La famiglia Lavazza, che controlla l'omonimo produttore di caffè, ha rilevato una quota di minoranza di Chili, piattaforma milanese di video on-demand, che tra i propri investitori ha anche le case cinematografiche di Hollywood Sony Pictures Entertainment e Paramount Pictures. Come ha riferito il Financial Times e come ha confermato la società, la famiglia Lavazza ha rilevato, tramite una holding finanziaria riconducibile alla famiglia stessa, circa il 25% di Chili per 25 milioni di euro.

Chili è stata fondata nel 2012 per competere con iTunes di Apple e tra i suoi azionisti conta anche il direttore di Lvmh, Antonio Belloni, il finanziere Francesco Trapani e la famiglia Passera. Sony Pictures Entertainment aveva rilevato a dicembre 2016 circa il 5% di Chili per 3 milioni di euro, mentre Paramount Pictures, Viacom e Warner Brothers Entertainment controllano circa il 14%. Secondo le stime, la società, che ha un milione di utenti e offre 17.000 film e 10.000 episodi di serie televisive, nel 2017 ha generato vendite per circa 30 milioni di euro, contro i 7 milioni dell'anno precedente.

Wti
Petrolio in ribasso, si allontana da 60 $/barile

Nel premercato al Nymex di New York il Wti si attesta in ribasso dello 0,82% a 59,48 dollari al barile. Il petrolio a febbraio ieri aveva aggiunto il 2,6% a 59,97 dollari al barile.

Borsa
Future poco mossi nel premercato a Wall Street

Dopo i modesti ribassi di ieri, messi a segno al ritorno dalla pausa natalizia, Wall Street cerca oggi il recupero, ma nel premercato i rialzi sono solo deboli e i volumi di scambi ancora contenuti. Non riguadagna terreno neppure Apple (-0,07% nel premercato), che ieri aveva lasciato sul campo quasi il 2,5% sulla scia di dubbi sulla domanda dei nuovi iPhone X. 

Nel frattempo, i future del Dow Jones salgono dello 0,04%, quelli del Nasdaq dello 0,01% e quelli dello S&P 500 dello 0,04%.

Calendario
Gli appuntamenti di oggi a Wall Street

Dati macroeconomici

Richieste nuovi mutui per la settimana conclusa il 15 dicembre alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -4,9%.

Fiducia dei consumatori per il mese di dicembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 129,5. Consensus: 128,5.

Compromessi su case esistenti per il mese di novembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +3,5% mensile. Consensus: -0,5%.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali.