Apple non basta, energetici trascinano in calo Wall Street

Il nuovo tonfo del greggio ha controbilanciato l'effetto dato da una trimestrale record del produttore dell'iPhone. Fed resta "paziente"

Gli energetici mettono a tappeto Wall Street, Dow -1,13%

L'effetto Apple non è durato a Wall Street. L'entusiasmo dato da una trimestrale record del produttore dell'iPhone si è esaurito sulla scia del tonfo degli energetici. Inoltre il mercato ha dovuto digerire le indicazioni arrivate dalla Federal Reserve. Nonostante la banca centrale americana abbia ribadito la sua pazienza nell'alzare i tassi, gli investitori hanno dato una lettura "da falco" al miglioramento delle prospettive sull'andamento dell'economia e del mercato del lavoro. Va detto tuttavia che la Fed stessa ha peggiorato il suo outlook sull'inflazione, che per via del calo dei prezzi energetici scenderà ulteriormente nel breve termine. Inoltre tra le variabili prese in considerazione per decidere con che tempistica alzare i tassi, ha aggiunto gli sviluppi "internazionali". In generale, una stretta monetaria è esclusa nei prossimi meeting di marzo e aprile.

Il Dow Jones ha ceduto 195,84 punti, l'1,13%, a quota 17.191,37. Sul fondo dell'indice delle 30 blue chip c'è Chevron (-4,2%). L'S&P 500 ha perso 27,39 punti, l'1,35%, a quota 2.002,16 complice il tonfo del settore energetico (-3,94%). Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 43,50 punti, lo 0,93%, a quota 4.637,99.

Fed aggiunge espressione sviluppi "internazionali"

Con una sola parola, la Federal Reserve aggiunge un elemento significativo al comunicato diffuso alla fine della sua riunione odierna. In una frase in cui dice di monitorare l'andamento dell'inflazione e dei trend di mercato, la banca centrale americana fa notare che sta monitorando "sviluppi internazionali". A dicembre aveva parlato solo di sviluppi. Così facendo l'istituto guidato da Janet Yellen fa capire che un rallentamento delle economie estere sta in un certo senso condizionando il suo ottimismo in merito all'economia Usa. Gli "sviluppi internazionali" sono stati aggiunti all'elenco di variabili che contribuiranno a determinare la tempistica con cui si inizierà ad alzare i tassi di interesse, oggi lasciati fermi allo 0-0,25%.

Wall Street perde smalto nonostante toni "dovish" della Fed

Nonostante il comunicato diffuso dalla Federal Reserve al termine della sua riunione possa essere interpretato un po' più "dovish", da colomba, rispetto a quello di dicembre, gli indici a Wall Street hanno virato in calo con l'eccezione del Nasdaq. La volatilità resta. La banca centrale americana ha ribadito di essere "paziente" nell'iniziare ad alzare i tassi, mossa che non avverà almeno fino a giugno. Intanto gli acquisti sui Treasury, alimentati anche da preoccupazioni sulla Grecia con S&P pronta a bocciarla, hanno spinto nuovamente il rendimento del titolo a 30 anni su minimi record. Quando manca poco un'ora circa dalla fine degli scambi, il Dow Jones perde 14,26 punti, lo 0,08%, a quota 17.372, l'S&P 500 perde 7,16 punti, lo 0,32%,a  quota 2.022, il Nasdaq cresce di 4 punti, lo 0,09%,a  quota 4.685 sostenuto da Apple (+7,37%). Il petrolio a marzo ha chiuso in calo del 3,9% a quota 44,45 dollari al barile, minimi di quasi sei anni.

Petrolio chiude -3,9% a 44,45 dollari/barile, minimi di quasi 6 anni

Il petrolio ha chiuso in forte calo la seduta odierna a New York. Il contratto a marzo ha lasciato sul terreno 1,78 dollari, il 3,9%, a quota 44,45 dollari al barile, minimi di quasi sei anni.

Fed elimina espressione "lasso considerevole di tempo" sui tassi

La Federal Reserve, come da attese, ha eliminato definitivamente l'espressione "lasso considerevole di tempo" riferita al tempo che può trascorrere tra la fine del piano di acquisto di Treasury e bond ipotecari (decisa a ottobre) e la prima stretta monetaria (stimata dal mercato intorno a metà 2015). Lo scorso dicembre quell'espressione era sta sì usata ma in un contesto differente rispetto a quello originario. L'intento era quello di fare capire al mercato che la Fed si stava preparando a una possibile stretta monetaria anche se non così presto come alcuni nel mercato avevano anticipato. E infatti aveva introdotto l'aggettivo "paziente", mantenuto anche oggi. Siccome in quell'occasione il governatore Janet Yellen aveva fatto capire che la pazienza della Fed implica lo status quo "per almeno due riunioni" dell'Fomc, una stretta monetaria non ci sarà fino almeno a giugno.

Fed un po' più preoccupata sull'outlook inflazione, scenderà nel breve termine

Se si dimostra leggermente più ottimista sul mercato del lavoro e l'economia degli Stati Uniti, la Federal Reserve è un po' più preoccupata dell'outlook sull'inflazione. E' quanto emerge dal comunicato diffuso al termine della riunione dal Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana. In esso si legge che l'istituto centrale guidato da Janet Yellen si aspetta "nel breve termine un ulteriore declino dell'inflazione", scesa soprattutto "come riflesso del declino dei prezzi energetici", quest'ultimo visto come positivo perché "aumenta il potere d'acquisto dei consumatori". La Fed si aspetta tuttavia che l'inflazione torni a salire verso il target del 2% "nel medio termine". 

Fed più ottimista su mercato del lavoro ed economia Usa

La Federal Reserve si dimostra un pochino più ottimista sullo stato del mercato del lavoro e della crescita dell'economia in generale. E' quanto emerge dal comunicato diffuso al termine della sua riunione dal Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana. In esso si legge che l'attività economica negli Stati Uniti si sta espandendo a un "ritmo solido". Nella riunione di dicembre aveva usato l'espressione "passo moderato". Nel documento la Fed parla anche di miglioramenti "strong", forti, nel mercato del lavoro contro l'aggettivo "solid", solido, usato nel comunicato di dicembre.

Fed si conferma "paziente" nell'iniziare ad alzare i tassi, nessuna stretta fino almeno a giugno

La Federal Reserve conferma il suo atteggiamento "paziente" nell'iniziare ad alzare i tassi per la prima volta dal 2006. E' quanto emerge dal comunicato diffuso dal Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, al termine della sua prima riunione dell'anno in cui ha lasciato i tassi allo 0-0,25%, minimo storico dove si trovano dal dicembre 2008. Ciò significa che la Fed non alzerà il costo del denaro per almeno i prossimi due meeting, quindi fino almeno a giugno.

Fed: come da attese lascia i tassi di interesse allo 0-0,25%

Come da attese il costo del denaro negli Stati Uniti resta sui minimi storici. Nella sua prima riunione dell'anno il Federal Open Market Committee - il braccio di politica monetaria della Federal Reserve - ha lasciato i tassi di interesse allo 0-0,25%, livello a cui si trovano dal dicembre del 2008.

Rame rimbalza +0,7% a New York

Il rame ha chiuso in rialzo la seduta odierna a New York. Il contratto a marzo - il più scambiato - è salito dello 0,7% a 2,4795 dollari a pound al Comex, divisione del New York Mercantile Exchange. Soltanto ieri i prezzi si erano portati sui minimi del luglio 2009.

T-Bond in rialzo aspettando la Fed, forte domanda asta di titoli a 2 anni

I prezzi dei Treasury restano in rialzo con i trader in attesa della conclusione della riunione della Federal Reserve. Intanto l'asta da 26 miliardi di dollari di titoli a due anni ha registrato una domanda pari a 3,74 volte l'offerta, massimi di fine 2013. Ciò dimostra che c'è attesa che la banca centrale americana si confermi "paziente" nell'alzare i tassi. I nuovi titoli sono stati venduti allo 0,54%. Intanto il decennale viaggia all'1,7803%. Il titolo a tre mesi si trova allo 0,0203%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimento in calo allo 0,5103%
Titoli a 5 anni, rendimento in decrescita all'1,2993%
Titoli a 30 anni, rendimento in calo al 2,3524%

Facebook +0,61% prima dei conti, atteso rialzo utile e fatturato

Seduta di modesti guadagni a Wall Street per Facebook, che dopo la chiusura delle contrattazioni pubblica i risultati di bilancio del quarto trimestre. Quando la seduta è iniziata da due ore circa, il titolo del social network sale dello 0,61% a 76,24 dollari per azione, poco sotto il massimo di giornata a 77,07 dollari.

La capitalizzazione di mercato sale a 212,55 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i conti, gli analisti attendono profitti per 48 centesimi per azione, più dei 31 dello stesso periodo dell'anno precedente, con un fatturato di 3,77 miliardi di dollari, anche in questo caso più dei 2,58 miliardi del quarto trimestre 2013. Gli investitori vogliono anche capire con più precisione la strategia del social network, che si sta affacciando su altri mercati, come quello della realtà virtuale, per trovare nuove fonti di guadagno.

Wall Street: gli energetici pesano sugli indici, annullati i guadagni

Dopo un'ora e mezzo di scambi gli indici a Wall Street hanno virato in negativo con il Nasdaq che grazie ad Apple riesce per il momento a tenere il segno più. A pesare è di nuovo il settore energetico (-2%), appesantito dal petrolio. Tutta colpa di scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti arrivate sui massimi di almeno 80 anni. Il Dow Jones cede 17,53 punti, lo 0,10%,a  quota 17.369, l'S&P 500 perde 3 punti, lo 0,15%,a  quota 2.026, il nasdaq aggiunge 2,25 punti, lo 0,06%, a quota 4.684. Il petrolio a marzo segna un -2,10% a 45,26 dollari al barile. 

Wall Street: Apple +7,11% e Yahoo +1,91% dopo conti

All'indomani delle rispettive trimestrali Apple e Yahoo viaggiano a passo veloce a Wall Street: il colosso di Cupertino guadagna il 7,11% a 116,90 dollari per azione, dopo essere arrivato a 118,12 dollari, mentre Yahoo guadagna l'1,91% a 48,91 dollari per azione, dopo avere raggiunto il massimo di seduta a 50,32 dollari per azione.

La capitalizzazione di mercato di Apple sale a 685,60 miliardi di dollari, quella di Yahoo cresce a 46,33 miliardi. A fare da traino al titolo di Apple sono i conti record, sostenuti dalle vendite dei nuovi iPhone 6 e 6 Plus, comprati al ritmo di 34.000 l'ora (in totale sono stati acquistati 74,6 milioni di iPhone). Yahoo, sebbene abbia deluso le aspettative con la trimestrale, tra vantaggio dai piani di spin-off della sua rimanente quota nel colosso cinese dell'e-commerce Alibaba.

S&P e Giustizia Usa vicini a patteggiamento record su rating gonfiati

Standard & Poor’s e il dipartimento americano di Giustizia sono vicini a un patteggiamento record da oltre 1,37 miliardi di dollari su rating gonfiati prima dello scoppio della crisi del 2008.

L'annuncio potrebbe arrivare al più presto domani ma i negoziati potrebbero rallentare il raggiungimento di un'intesa definitiva. Lo anticipa il Wall Street Journal, secondo cui della multa complessiva circa 687 milioni di dollari andrebbero a decine di Stati americani.

Come scrivevano i media americani due settimane fa in attesa dell'annuncio ufficiale, la cifra complessiva (se confermata) potrebbe spazzare via gli utili operativi dell'intero anno dell'agenzia di rating. L'intesa permetterebbe di archiviare una causa lanciata dalla Giustizia Usa quasi due anni fa e in cui si sostiene che S&P ha consapevolmente fuorviato gli investitori emettendo rating gonfiati su bond garantiti da mutui residenziali che si sono poi rivelati inappropriati.

Tonfo in borsa per Petrobras: nei conti non specificati gli oneri legati a scandalo corruzione

Agli investitori non piace la pubblicazione da parte di Petrobras dei conti trimestrali senza la voce relativa agli oneri legati ad asset presumibilmente associati a un vasto scandalo di corruzione. Ecco perché il titolo della compagnia petrolifera brasiliana controllata da Brasilia viene punito sia in casa propria a San Paolo (-11%) sia a New York (-10%), dove Petroleo Brasileiro (questo il nome ufficiale) è quotato attraverso American depositary receipts (Adr) ossia titoli che rappresentano una società non americana che viene scambiata nei mercati finanziari statunitensi.

Petrobras, che per altro avrebbe dovuto originariamente diffondere la trimestrale a fine novembre, ha deluso il mercato: l'idea è che la voce degli oneri sarebbe stato un passo verso un minimo di credibilità. A questo proposito un analista ha detto che "i conti pubblicati a questo punto non importano". Le autorità brasiliane, la Securities and Exchange Commission e il dipartimento americano di Giustizia continuano intanto a indagare sul caso. Si cerca di capire se il gruppo o i suoi dipendenti hanno riciclato denaro e ricevuto e versato mazzette per vincere o mantenere business.

Petrolio amplia ribassi (-2,6%) dopo aumento superiore a stime stock DoE

I future del petrolio ampliano le perdite a New York dopo che il dipartimento all'Energia ha segnalato un aumento superiore alle previsioni delle scorte di petrolio, che si mantengono ai massimi in 80 anni raggiunti la settimana scorsa.

Gli stock di greggio si attestano ora a 406,727 milioni di barili, il livello più alto dall'inizio del 1924. I contratti a marzo, che cedevano circa l'1,9% prima della pubblicazione del dato, arretrano ora di 1,24 dollari, il 2,6% a 45,04 dollari al barile.

Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

All'inizio della seduta i cereali quotati al Chicago Board of Trade si attestano in ribasso. Gli investitori tengono d'occhio le condizioni meteorologiche negli Stati Uniti, dove si stanno verificando forti nevicate, e in Brasile, dove sono iniziate le piogge.

I future del mais con scadenza a marzo sono in calo di 2 centesimi a 3,79 dollari a bushel. I future sul frumento a marzo arretrano di 6 centesimi e tre quarti a 5,12 dollari a bushel. Per quanto riguarda il comparto della soia, i future dei semi con scadenza a marzo perdono 6 centesimi e mezzo a 9,67 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo cede 2,90 dollari a 333,70 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo arretrano di 38 punti a 30,79 dollari al pound.

Scorte settimanali petrolio Usa in rialzo, in calo benzina e distillati

Nella settimana conclusa il 23 gennaio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono cresciute di 8,874 milioni di unità a 406,727 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 4 milioni di barili dopo l'aumento di 10,07 milioni di unità precedente.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 2,587 milioni di unità a 238,335 milioni, dopo l'aumento di 590.000 barili dei sette giorni precedenti e la crescita di 400.000 unità prevista. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono scese di 3,892 milioni di unità a 132,687 milioni, mentre le stime erano per un ribasso di 1,6 milioni di unità, dopo il calo di 3,27 milioni di barili della settimana precedente.

L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato all'88%, in rialzo dall'85,5% del dato precedente e più dell'85,6% atteso dagli analisti.

Alibaba esplora mondo finanza con Sesame Credit, servizio rating merito creditizio

Alibaba Group compie un nuovo passo al di fuori del suo campo tradizionale, con l'obiettivo di espandere il raggio d'azione delle attività. Come riporta il Financial Times, la divisione finanziaria del colosso cinese dell'e-commerce, ha lanciato Sesame Credit Management, un sistema di valutazione del merito creditizio di singoli consumatori e piccole aziende.

L'obiettivo è sbloccare il flusso del credito a società di dimensioni ridotte, che generano la maggior parte della crescita economica e di posti di lavoro in Cina. Ssame Credit "si concentrerà su chi non ha una storia creditizia accertata dalle agenzie tradizionali perché per esempio non ha mai fatto richiesta di un prestito bancario o di una carta di credito", ha detto Yu Wujie, manager di Sesame Credit. Alibaba, insieme ad altre sette società tra cui Tencent e Ping An Group, ha ricevuto a inizio gennaio il via libera della Banca centrale cinese per offrire questo tipo di servizio.

Ford Motor annuncia due richiami per un totale di 221.100 auto

Ford Motor ha annunciato due richiami per un totale di 221.100 auto. In un caso vengono ritirate 205.000 vetture - incluse le berline fornite alla Polizia Usa - con problemi alla molla della maniglia interna delle portiere. Il gruppo non è all'occorrente di incidenti o di feriti legati a questo difetto nei veicoli in questione, che comprendono Ford Taurus e Lincoln MKS.

Separatamente Ford ha richiamato anche 16.100 vetture Ford Transit Connect per possibili problemi alle cinture di sicurezza che potrebbero non allacciarsi correttamente. Anche in questo caso sembra non ci siano stati incidenti. Le riparazioni saranno effettuate gratuitamente. Il titolo al Nyse sale dello 0,58% a 14,78 dollari.

Wall Street: apertura in rialzo con Apple e Boeing, Dow +0,34%, Nasdaq +1,2%

Le società tecnologiche riportano fiducia a Wall Street, dove le contrattazioni sono iniziate in rialzo all'indomani di una seduta frenata da trimestrali deludenti. Quella arrivata ieri a mercati chiusi di Apple (+7,43%) ha polverizzato ogni stima. Il mercato ha brindato alla decisione di Yahoo (+2,9%) di effettuare uno spin-off esentasse della sua quota da 40 miliardi di dollari in Alibaba (-3,49%). Sopra le attese i conti del colosso della difesa Boeing (+3,26%) e della compagnia telefonica AT&T (+2,21%, per quanto quest'ultimi siano stati in perdita). Ora il mercato aspetta la fine della riunione della Federal Reserve per capire se sarà "paziente" nell'alzare i tassi per la prima volta dal 2006.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones sale di 59 punti, lo 0,34%,a quota 17.446, l'S&P 500 avanza di 12,39 punti, lo 0,61%, a quota 2.041, il Nasdaq aggiunge 56 punti, l'1,2%, a quota 4.77. Il petrolio a marzo torna a virare in negativo: -2,29% a 45,17 dollari al barile.

Dalla Corporate America continuano a piovere trimestrali. U.S. Steel (+9%) ha superato le attese con i conti del quarto trimestre 2014.

Il produttore di semiconduttori Freescale Semiconductor (+22%) è tornano a generare profitti nell'ultimo trimestre grazie al taglio di spese e alla riduzione del debito.

Anche il produttore di videogiochi Electronic Arts (+8,3%) è tornato a essere redditizio grazie a vendite migliori delle stime: i consumatori hanno effettuato più download di contenuti digitali e hanno approfittato della stagione dello shopping natalizio per comprare software di console per videogiochi scontate.

Nel comparto farmaceutico, Amgen (+0,89%) ha visto gli utili trimestrali salire del 27%: il farmaco anti-cancro Kyprolis e quello per il trattamento dell'osteoporosi Prolia hanno sostenuto le vendite. 

Fiat Chrysler Automobiles (-0,23%) ha pubblicato utili per azione nel quarto trimestre superiori alle attese così come stime sulla crescita dei ricavi nel 2015 ben oltre il consensus ma le previsioni sugli utili per azione sono viste come "leggere".

In attesa dei conti, che arriveranno a mercati chiusi, Facebook segna un +0,9%.

T-Bond sostenuti da timori sulla Grecia, decennale all'1,811%

I Treasury sono sostenuti da rinnovati timori sulla Grecia, dove il neo primo ministro promette una rinegoziazione del debito con i creditori per ridurre l'enorme debito del Paese senza scontri "catastrofici". La Commissione Ue tuttavia sostiene unanime che gli impegni assunti da Atene non sono cambiati. A limitare i rialzi dei titoli di stato americani c'è la serie di aste previste in settimana. Ad esse si aggiunge l'attesa per la fine della riunione della Federal Reserve.

Intanto i bond sovrani della periferia dell'Eurozona soffrono sulla scia di quelli greci, dove il rendimento del decennale è salito dell'1% al 10,8%. I rendimenti di titoli di Spagna, Italia, Portogallo e Irlanda si risollevano dai minimi record visti la settimana scorsa dopo l'annuncio da parte della Banca centrale europea del lancio a marzo di un piano di allentamento monetario. Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo all'1,811% dall'1,825% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0203%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimento in rialzo allo 0,5185%
Titoli a 5 anni, rendimento in decrescita all'1,3303%
Titoli a 30 anni, rendimento in calo al 2,3869%

  • Wall Street: future in rialzo, attesa per la Fed, Apple traina Nasdaq

    Dopo il brusco calo di ieri, Wall Street cerca di ritrovare la via dei rialzi. Prima dell'apertura i future dei listini si attestano in aumento, con gli investitori che guardano alle decisioni della Federal Reserve in arrivo oggi alle 14, le 20 in Italia. Oggi sarà diffuso solo il comunicato finale, non ci saranno gli aggiornamenti delle stime né la conferenza stampa del presidente della Fed Janet Yellen.

    In spolvero i future del Nasdaq, sostenuti dal balzo di Apple, che nel premercato guadagna quasi il 9% dopo la trimestrale record. Nel frattempo, i future dell'S&P 500 salgono di 7,50 punti, lo 0,42%, quelli del Nasdaq crescono di 48,50 punti, lo 0,90%, mentre quelli del Dow Jones avanzano di 28 punti, lo 0,2%. Il contratto a marzo del greggio è in ribasso dell'1,93%, 92 centesimi, a 45,31 dollari al barile, mentre i future a marzo dell'oro si attestano in calo dello 0,15%, 2 dollari, a 1.289,70 dollari l'oncia.

Boeing: utile e fatturato in rialzo, bene domanda aerei

Nel quarto trimestre Boeing ha visto salire profitti e fatturato, battendo le previsioni degli analisti, ma il colosso aerospaziale ha deluso le aspettative con le previsioni per il 2015. A sostenere i risultati è stata la domanda di aerei commerciali, sostenuta anche se gli sviluppi geopolitici hanno rallentato la crescita del traffico aereo in varie regioni.

La società è al lavoro su ordini record per 430 miliardi di dollari, in un momento in cui investitori ed esperti del settore aerospaziale hanno mostrato preoccupazione per una possibile bolla della domanda di aerei commerciali. Nei tre mesi a dicembre Boeing ha riportato profitti per 1,47 miliardi di dollari, 2,02 dollari per azione, in rialzo dagli 1,23 miliardi, 1,61 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Escludendo le voci straordinarie, i profitti sono saliti da 1,88 a 2,31 dollari. Il fatturato è cresciuto a 24,47 miliardi di dollari. Gli analisti attendevano un utile di 2,11 dollari per azione su un giro d'affari di 23,93 miliardi. Per l'anno in corso Boeing attende profitti tra 8,20 e 8,40 dollari per azione, meno degli 8,64 dollari previsti dagli analisti, su un fatturato tra 94,5 e 96,5 miliardi, in questo caso meglio dei 93,25 miliardi attesi dal consensus.

Euro in ribasso a 1,1358 dollari, biglietto verde stabile a 117,87 yen

Euro in ribasso dello 0,21% a 1,1358 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1118 e 1,3935 dollari. Biglietto verde stabile a 117,87 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 100,97 e i 121,68 yen.

Oro in leggero ribasso a 1.291,50 dollari all'oncia

Future dell'oro in leggero ribasso dello 0,11% a 1.291,50 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.132 e i 1.389 dollari all'oncia.

Petrolio in ribasso a 45,52 dollari al barile

Petrolio in ribasso dell'1,54% a 45,52 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,35 e i 100,52 dollari.

Future contrastati: Nasdaq +24 punti, Dow Jones -24 punti, S&P +2,40 punti

Future dei listini statunitensi contrastati: in terreno positivo sono quelli del Nasdaq, dopo gli ottimi risultati trimestrali di Apple, che guadagnano 35 punti. Quelli del Dow Jones perdono 24 punti, quelli dello S%P invece salgono di 2,40 punti.