Wall Street, attesa per le decisioni della Fed

Previsto che il costo del denaro resti allo 0-0,25%.

Future in rialzo nel premercato: Dow Jones +25 punti, S&P +4,10 punti, Nasdaq +14,25 punti

Future degli indici azionari statunitensi in rialzo, prima della decisione della Fed sui tassi: è èrevisto che il costo del denaro resti allo 0-0,25%. Il Dow Jones guadagna 25 punti, lo S&P 4,10 punti, il Nasdaq 14,25 punti.

Scorte settimanali petrolio Usa in rialzo, in calo stock benzina e distillati

Nella settimana conclusa il 23 ottobre le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono cresciute di 3,376 milioni di unità a 479,963 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 3,7 milioni di barili, dopo l'aumento di 8,03 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 1,137 milioni di unità a 218,647 milioni, dopo la discesa di 1,52 milioni di barili dei sette giorni precedenti e il calo di 900.000 unità previsto.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono diminuite di 2,951 milioni di unità a 142,057 milioni, mentre le stime erano per un ribasso di 1,9 milioni di unità, dopo la discesa di 2,62 barili della settimana precedente. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato all'87,6%, più dell'86,4% del dato precedente e più anche dell'86,6% atteso dagli analisti.

Petrolio accelera rialzi (+4,1%) dopo scorte energia Usa, supera 45 dollari

Dopo che il dipartimento all'Energia americano ha pubblicato i dati sulle scorte settimanali, il petrolio incrementa i guadagni al Nymex, ma resta sotto i 45 dollari al barile. Gli stock di petrolio, tenuti sotto stretta osservatore dai mercati delle materie prime, sono cresciuti meno delle previsioni e meno anche di quanto anticipato ieri dall'American Petroleum Institute.

I future del Wti con scadenza a dicembre, subito dopo la pubblicazione del dato, erano scambiati a 44,85 dollari al barile, in crescita del 3,24%, mentre prima del dato il barile si attestava in aumento a 44,53 dollari (ieri aveva chiuso a 43,20 dollari). Al momento il contratto accelera ulteriormente i rialzi ed è scambiato a 45,01 dollari, in crescita del 4,19%.

Wall Street: indici accelerano con rally del greggio (+5%)

Gli indici a Wall Street, partiti in lieve rialzo, accelerano grazie al rimbalzo dei titoli energetici (+2,52%), a loro volta sostenuti dalla volata del greggio (+5% a 45,41 dollari al barile). A spingere le quotazioni della materia prima è il dato sulle scorte settimanali, in Usa cresciute meno del previsto.

Inoltre l'attività nelle raffinerie è aumentata e la quantità di petrolio immagazzinata a Cushing, Oklahoma (il centro nevralgico del comparto americano dove avviene la consegna fisica dei future sul greggio), è scesa anche se meno del previsto. Il Dow Jones sale di 103,99 punti, lo 0,59%, a quota 17.685,42. L'S&P 500 aumenta di 13 punti, lo 0,64%, a quota 2.079. Il Nasdaq guadagna 25 punti, lo 0,5%, a quota 5.055.

Gm: in accordo preliminare contratto alcune condizioni migliori di quello di Fca

L'accordo preliminare sul contratto di lavoro quadriennale siglato da General Motors e da United Auto Workers, il maggiore sindacato del settore auto americano, offre condizioni migliori rispetto all'intesa approvata la settimana scorsa dai lavoratori americani di Fiat Chrysler Automobiles. I dettagli non sono ancora stati ufficializzati, ma come riporta il sito di Bloomberg, il contratto di Gm prevede un bonus una tantum alla ratifica del contratto fino a 8.000 dollari per i dipendenti con contratto a ore, contro i 4.000 di Fca.

Anche il piano di condivisione dei profitti è migliore: Gm ha mantenuto le condizioni del contratto scaduto (1.000 dollari per ogni miliardo di utile registrato in Nord America), mentre Fca ha introdotto una formula rivista (800 dollari per 1% di margine di profitto in Nord America). Gli aumenti salariali saranno invece analoghi a quelli previsti da Fca. Secondo le fonti sentite, Uaw ha premuto per un accordo diverso, e per certi versi migliore, con Gm perché quest'ultima ha profitti più alti di quelli di Fca (nel terzo trimestre Gm ha messo a segno un utile adjusted di 3,1 miliardi di dollari). Secondo indiscrezioni, Gm concederà ai lavoratori da più tempo in azienda due aumenti salariali del 3% e due pagamenti una tantum nell'arco dei quattro anni, stessa cosa fatta di Fca, mentre i cosiddetti lavoratori Tier 2 (quelli che percepiscono un salario più basso, a parità di mansione) vedranno salire lo stipendio a circa 29 dollari all'ora, dall'attuale massimo di 19 dollari.

Wall Street: a metà seduta indici positivi con greggio, attesa per Fed

A metà seduta gli indici a Wall Street si mantengono in buon rialzo grazie alla corsa del petrolio, che sostiene il comparto energetico. I listini però si stanno allontanando dai massimi intraday, segno che gli investitori si stanno preparando all'annuncio della Federal Reserve in materia di tassi. E' dato per scontato che il costo del denaro rimanga sui minimi storici pari allo 0-0,25% ma ci si aspetta indicazioni per una possibile stretta a dicembre.

Intanto il mercato continua a premiare Apple (+2,86%) e a punire Twitter (-3,54%, comunque meglio dei cali a doppia cifra visti in apertura). Sia il produttore dell'iPhone sia il sito di microblogging hanno pubblicato conti soddisfacenti, ma nel secondo caso ad avere deluso sono stati l'outlook e la crescita degli utenti. Ferrari invece resta in preda alla volatilità: a una settimana esatta dallo sbarco al Nyse, il titolo del Cavallino rampante sale e scende rispetto al prezzo di Ipo pari a 52 dollari (in questo momento scegna un -4% a 51,65 dollari). La controllante Fca, che oggi ha comunicato una trimestrale a sorpresa in rosso, soffre con un -4,5% a 14,71 dollari.

Il Dow Jones sale di 93,56 punti, lo 0,5%, a quota 17.674,99. L'S&P 500 aumenta di 13,45 punti, lo 0,65%, a quota 2.079,29. Il Nasdaq guadagna 34,15 punti, lo 0,68%, a quota 5.064. Il petrolio a dicembre segna un +5,9% a 45,75 dollari al barile.

Rame chiude a NY pressoché invariato

Il rame ha chiuso la seduta odierna pressoché invariato con gli investitori che hanno tentato di digerire il sell-off che ha colpito le piazze azionarie asiatiche in attesa del comunicato della Federal Reserve che sta per essere diffuso al termine della sua riunione, iniziata ieri. Il contratto più attivo, quello a dicembre, è salito di 0,05 centesimi a 2,3625 dollari a pound al Comex, divisione del New York Mercantile Exchange. Nell'overnight avevano viaggiato in calo sulla scia della contrazione dell'1,8% dell'indice Hang Seng a Hong Kong e dell'1,7% dello Shanghai Composite in Cina.

Fed lascia invariati i tassi allo 0-0,25%

Come ampiamente previsto, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0-0,25%, minimi storici a cui furono portati nel dicembre 2008 nel pieno della peggiore crisi finanziaria dalla Grande Depressione degli anni '30. Lo ha annunciato la banca centrale americana al termine della sua riunione, iniziata ieri. E' dal 2006 che la Fed non alza il costo del denaro.

Fed: sarà forse "appropriato" alzare i tassi alla prossima riunione

Secondo la Federal Reserve sarà forse "appropriato" alzare il range dei tassi alla prossima riunione. E' quanto emerge - per la prima volta - dal comunicato diffuso dalla banca centrale americana al termine della riunione (iniziata ieri) del Federal Open Market Committee, il suo braccio di politica monetaria che oggi ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0-0,25%. La prossima riunione è prevista i prossimi 15 e 16 dicembre.

Fed "monitora sviluppi economici e finanziari globali"

La Federal Reserve "monitora sviluppi economici e finanziari globali". E' quanto emerge dal comunicato diffuso dalla banca centrale americana al termine della riunione (iniziata ieri) del Federal Open Market Committee, il suo braccio di politica monetaria che oggi ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0-0,25%. Rispetto al comunicato diffuso lo scorso settembre, si tratta di toni più ottimisti.

Allora infatti il documento recitava che "recenti sviluppi economici e finanziari globali potrebbero limitare in qualche modo l'attività economica e probabilmente metteranno pressione al ribasso sull'inflazione nel breve termine". Il comunicato odierno spiega invece che "il Comitato continua a vedere i rischi all'attività economica e al mercato del lavoro come quasi equilibrati ma monitora sviluppi economici e finanziari globali". Sale dunque la probabilità di una stretta a dicembre. In ogni caso, "l'inflazione dovrebbe restare vicina ai suoi recenti bassi livelli nel breve termine". Le attese comunque sono per un rialzo dei prezzi al consumo nel medio termine vicino al target del 2% fissato dalla Fed stessa. Il mercato del lavoro è visto "migliorare ulteriormente".

Fed: sale al 47% la probabilità di un rialzo dei tassi a dicembre

Sale al 47% dal 34% di questa mattina le probabilità - misurate dai future sui Fed Funds con cui gli investitori fanno scommesse sulla politica monetaria della Fed - di un rialzo dei tassi di interesse il 15 e 16 dicembre da parte della Federal Reserve.

  • Petrolio chiude a NY +6,3% a 45,94 dollari al barile
Wall Street chiude sui massimi dopo Fed (Dj +1,13%), Ferrari sotto prezzo Ipo

La seduta a Wall Street si è chiusa sui massimi di giornata grazie anche al rally del greggio per cui gli energetici sono saliti del 2,22%. Dopo un breve sbandamento in territorio negativo registrato subito dopo la diffusione del comunicato con cui la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi allo 0-0,25%, gli indici hanno ricominciato a correre.

La banca centrale americana resta accomodante e meno preoccupata dell'impatto dei rischi globali sugli Usa, motivo per cui ha lasciato aperta la porta a una stretta nella riunione di dicembre. Non a caso il dollaro è balzato al rialzo. Gli investitori sembrano digerire un simile scenario: esso significherebbe che l'economia americana può permettersi un aumento dei tassi, che comunque è destinato a essere graduale.

In attesa delle operazioni di compensazione, dopo una settimana dallo sbarco al Nyse Ferrari ha terminato in calo del 3,68% a 51,87 dollari, prima volta sotto il prezzo di collocamento pari a 52 dollari. Il titolo Apple ha archiviato la seduta in rialzo grazie ai conti trimestrali sopra le stime (+4%). Twitter invece ha sofferto un outlook deludente (-1,5%).

Il Dow Jones ha aggiunto 198 punti, l'1,13%, a quota 17.779,52. L'S&é 500 è salito di 24,45 punti, l'1,18%, a quota 2.090,34. Il Nasdaq ha guadagnato 65,54, l'1,3%, a quota 5.095,69. Il petrolio a dicembre ha aggiunto il 6,3% a quota 45,94 dollari al barile.

Nel reddito fisso, i Treasury sono stati oggetto di vendite a causa del forte segnale giunto dalla Fed per una possibile stretta a dicembre. Il sell-off si è concentrato sui titoli di stato a breve scadenza, i più sensibili a un cambio delle aspettative sulla politica della banca centrale Usa. Il decennale ha ceduto 19/32 con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - al 2,094%, massimo del 9 ottobre, dal 2,026% di ieri. Il trentennale ha perso 12/32 al 2,865%. Il titolo a due anni ha visto un -5/32 allo 0,707% e quello a cinque anni ha lasciato sul terreno il 15/32 all'1,459%.

PayPal, nel III trim. utili sotto attese. Il titolo scende nel dopo mercato

Nella sua prima trimestrale da quando si è separato da eBay, il gruppo PayPal ha messo a segno ricavi sotto le attese del mercato cosa che ha spinto il titolo a perdere fino al 4,2% nel dopo mercato. La startup di pagamenti online ha registrato un fatturato di 2,26 miliardi di dollari contro un consensus fissato a 2,27 miliardi di dollari.

E' andata meglio sul fronte degli utili: nel terzo trimestre dell'anno ha registrato profitti per 31 centesimi ad azione contro attese per 29 centesimi. Nel periodo ha aggiunto 4 milioni di utenti attivi, in crescita del 2,4% rispetto ai tre mesi precedenti, portando il totale a 173 milioni di utenti che ogni mese fanno transazioni attraverso la piattaforma.

EBay aveva acquistato il gruppo nel 2002 per 1,5 miliardi di dollari. Oggi Paypal ha un valore che si aggira intorno ai 44 miliardi contro i 34 miliardi di eBay. Il colosso delle vendite online aveva deciso di dividere PayPal lo scorso anno dopo una lunga lotta interna con l'investitore attivista Carl Icahn.

Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

All'inizio della seduta di scambi al Chicago Board of Trade, i cereali si attestano in ribasso. Calano in particolare i comparti di mais e soia, sulla scia della possibilità che il raccolto si concluderà in anticipo rispetto alle normali tempistiche a causa di un clima più secco rispetto alla media del periodo negli Stati Uniti. I future del mais con scadenza a dicembre arretrano di 2 centesimi e mezzo a 3,77 dollari e mezzo a bushel.

I contratti del frumento a dicembre scendono di 3 centesimi e tre quarti a 5,05 dollari e mezzo a bushel. Per quanto riguarda il comparto della soia, i future dei semi con scadenza a novembre perdono 4 centesimi a 8,87 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre arretra di 1,90 dollari a 302,80 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre sono sostanzialmente invariati a 27,91 dollari al pound.

Hyatt Hotels in trattativa per acquisto della rivale Starwood

Hyatt Hotels, catena di hotel di lusso presente in oltre 50 Paesi a livello globale, è in trattativa per rilevare Starwood Hotels & Resorts Worldwide, nell'ambito di un accordo in contante e azioni, che potrà essere annunciato entro una settimana. A riportare le indiscrezioni è l'emittente televisiva Cnbc, secondo le cui fondi, nell'ambito dell'intesa, Hyatt manterrebbe il controllo della società nata dalla fusione. Le discussioni su una possibile fusione sarebbero in corso da settimane.

Sulla scia della notizia, all'avvio delle contrattazioni a Wall Street sia Hyatt sia Starwood si attestano in buon aumento (rispettivamente +2,65% e +7,24%). Ieri il titolo di Starwood aveva puntato con decisione verso l'alto, sulla scia di indiscrezioni sul possibile interesse di almeno tre società cinesi, Shanghai Jin Jiang International Hotels, Hna Group, controllante di Hainan Airlines, e il fondo sovrano China Investment Corp. Nessuna di queste ultime ha ancora presentato un'offerta.

Ferrari torna sotto il prezzo di collocamento, -5,66%

Ferrari - che ieri nel durante era arrivata a cedere in Borsa l'11% - torna a viaggiare sotto al prezzo di collocamento pari a 52 dollari, soglia rotta al ribasso anche ieri per la prima volta a livello intraday. Il titolo del Cavallino Rampante cede il 5,66% a 50,80 dollari.

Petrolio in rialzo a 43,56 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,83% a 43,56 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 39,22 e gli 81,61 dollari al barile.

Oro in rialzo a 1.173,10 dollari all'oncia

Future dell'oro in rialzo dello 0,62% a 1.173,10 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.074 e i 1.310 dollari all'oncia.

Euro in rialzo a 1,1067 dollari, biglietto verde stabile a 120,43 yen

Euro in rialzo dello 0,17% a 1,1067 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0463 e 1,2764 dollari. Il biglietto verde stabile a 120,43 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,61 e i 125,85 yen.

Wall Street: future in lieve rialzo aspettando la Fed, Apple corre, tonfo Twitter

I future a Wall Street si muovono in leggero rialzo preannunciando un avvio positivo delle contrattazioni. Gli investitori aspettano la conclusione della riunione della Federal Reserve, che dovrebbe lasciare invariato il costo del denaro sui minimi storici pari allo 0-0,25% e lasciare aperta la porta a una possibile stretta a dicembre.

Intanto si brinda alla trimestrale, diffusa ieri a mercati chiusi, di Apple: il titolo avanza nel pre-mercato dell'1,8% dopo avere perso questa settimana il 3,8%. Tonfo invece per Twitter (-10,78%): i conti hanno superato le previsioni ma l'outlook è stato deludente.

I future del Dow Jones salgono di 15 punti, lo 0,09%, quelli dell'S&P 500 avanzano di 2,25 punti, lo 0,11%, quelli del Nasdaq aggiungono 8,25 punti, lo 0,18%. Il petrolio a dicembre rimbalza dello 0,8% a 43,5 dollari al barile in attesa delle scorte settimanali Usa.

Carlyle: vira in rosso in III trim., perdite 84 mln $, asset gestiti giù a 187,8 mld

Carlyle Group ha virato in rosso nel terzo trimestre, sulla scia della perdita di valore dei fondi legati a energia e private equity. Hanno pesato anche il rallentamento degli accordi e gli oneri straordinari collegati alle perdite dell'hedge fund controllato Claren Road Asset Management. La società ha riportato perdite per 84 milioni di dollari, -1,11 dollari per azione, contro i profitti per 25 milioni, 35 centesimi, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Il bilancio netto economico (misura utilizzata dalle private equity che tiene conto dei guadagni realizzati e non realizzati e di altri fattori contabili) era in rosso per 128 milioni, -43 centesimi per azione, contro l'utile di 166 milioni di dollari, 55 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso, e peggio delle perdite per 36 centesimi attese dagli analisti. Nel trimestre la private equity ha raccolto nuovi fondi per 4,6 miliardi di dollari, in calo dai 6,5 miliardi dell'anno precedente, e ha venduto asset per 3,7 miliardi, contro i 4,5 miliardi del terzo trimestre 2014. A fine settembre Carlyle aveva in gestione asset per 187,8 miliardi, in calo dai 202,6 miliardi di un anno fa e meno dei 192,8 miliardi di fine giugno.

T-Bond perdono slancio dopo due sedute in rialzo, focus su asta e Fed

Dopo due sedute consecutive in rialzo, i Treasury puntano al ribasso in vista dell'asta di titoli a 5 anni per un valore pari a 35 miliardi di dollari e del termine della riunione della Federal Reserve. La maggioranza degli investitori si aspetta che i tassi restino oggi invariati allo 0-0,25% ma che la banca centrale americana indichi una possibile stretta a dicembre.

Tuttavia le probabilità di un aumento del costo del denaro entro fine anno sono basse: stando ai future sui Fed Funds - usati dai trader per fare scommesse sulla politica monetaria della Fed - le chance di un aumento dei tassi a dicembre sono pari al 34%. Il governatore Janet Yellen si trova dunque nella posizione difficile di guidare le aspettative del mercato nella giusta direzione. Il decennale vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,037% dal 2,026% di ieri. Il titolo a tre mesi viaggia allo 0,0458%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimenti in aumento allo 0,6291% Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo all'1,37%. Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 2,8577%.

  • Fca chiude III trimestre in perdita di 299 mln euro, ricavi +17% a 27,5 mld
JPMorgan: autorità Usa vogliono limiti maggiori raccolta capitali

Problemi in vista per JPMorgan Chase. Le autorità di regolamentazione americane vogliono limitare la capacità della maggiore banca americana per asset di raccogliere capitali per i clienti. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, l'obiettivo è rendere la vita più dura alle società finanziarie accusate di avere a vario titolo infranto le regole. JPMorgan ha acconsentito a pagare alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana, oltre 200 milioni di dollari per achiviare le accuse di non avere dato adeguate informazioni nel proporre i propri prodotti di investimento ai clienti.

Se le autorità proseguissero sulla via anticipata dal quotidiano finanziario, la private bank di JPMorgan si vedrebbe imporre limiti sul capitale raccolto per clienti come gli hedge fund tramite la vendita privata di titoli o bond a determinati investitori, come i singoli individui con maggiore diponibilità finanziaria. Stando ai dati della società di ricerca Private Placement Monitor, nel 2014 JPMorgan ha raccolto 5,8 miliardi di dollari tramite collocamenti privati.

Wall Street apre in lieve rialzo aspettando la Fed, Dj +0,11%

Wall Street ha iniziato la seduta in lieve rialzo, segno dell'attendismo degli investitori per il termine della riunione della Federal Reserve. Quando alle 19 italiane la banca centrale americana annuncerà le sue decisioni in un comunicato, gli investitori andranno alla ricerca di qualsiasi indicazione in merito a una possibile stretta il prossimo dicembre. Per oggi infatti è previsto che il costo del denaro resti invariato allo 0-0,25%, minimi storici raggiunti nel dicembre 2008.

In attesa dell'ora X, il mercato brinda ai conti di Apple (+2,62%) mentre punisce Twitter (-11%): sia il produttore dell'iPhone sia il sito di microblogging hanno pubblicato conti soddisfacenti, ma nel secondo caso ad avere deluso sono stati l'outlook e la crescita degli utenti.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones sale di 20 punti, lo 0,11%, a quota 17.533. L'S&P 500 aumenta di 3,75 punti, lo 0,18%, a quota 2.063. Il Nasdaq guadagna 6,25 punti, lo 0,10%, a quota 4.637. Il petrolio a dicembre segna un +1,23% a 43,73 dollari al barile.

Carl Icahn annuncia "grande quota" in Aig e ne chiede lo scorporo

L'investitore attivista Carl Icahn torna a twittare e questa volta lo fa annunciando di avere acquistato una partecipazione nel colosso assicurativo americano American International Group (Aig): "Possiedo una grande quota in Aig", scrive sul social media aggiungendo di avere inviato una lettera (di cui fornisce un link) all'amministratore delegato del gruppo Peter Hancock.

Nella missiva Icahn chiede uno scorporo di Aig che "aumenti il valore per gli azionisti". Secondo il famoso investitore, Aig dovrebbe creare tre aziende indipendenti e quotate separando il ramo vita da quello dedicato alle assicurazioni sui mutui. Aig poi dovrebbe iniziare "un tanto necessario" programma di controllo dei costi.

Per l'uomo che ha fatto pressioni affinché Apple lanciasse un piano di riaquisto di azioni proprie garantendo rendimenti ai soci del produttore dell'iPhone e che ha ottenuto lo scorporo dal sito di aste online eBay della ormai ex divisione dei pagamenti web PayPal, Aig si trova a fare i conti con il forte peso della regolamentazione e "continua a fare peggio dei suoi rivali".

Wall Street: Apple +2,5% in apertura dopo conti positivi grazie a iPhone

Avvio positivo per Apple, che ieri dopo la chiusura ha pubblicato la trimestrale. Nei primi minuti di scambi a Wall Street, il colosso di Cupertino è arrivato a guadagnare il 2,5% a 117,57 dollari per azione, salvo poi rallentare leggermente il passo. Al momento è scambiato in aumento del 2% a 116,88 dollari.

La capitalizzazione di mercato sale a 666,59 miliardi di dollari. Ieri Apple ha pubblicato i conti del suo quarto trimestre fiscale: ha visto salire i profitti del 31% a 11,12 miliardi di dollari, mentre il fatturato è salito del 22% a 51,50 miliardi. A fare da traino sono state le vendite di iPhone, che sono state pari a 48,04 milioni di unità, più dei 39,27 milioni dell'anno scorso, anche se meno dei 48,72 milioni anticipati. Hanno rappresentato il 63% delle entrate.

Wall Street: Twitter -11,3% in apertura, bene conti, ma delude outlook

Tonfo in apertura per Twitter all'indomani della trimestrale, pubblicata ieri dopo la chiusura degli scambi a Wall Street. Quando la seduta è iniziata da una manciata di minuti, il titolo del social network cede l'11,3% a 27,76 dollari per azione, con la capitalizzazione che scivola a 18,92 miliardi di dollari. A pesare sul titolo è il fatto che, sebbene nel terzo trimestre gli utili e i ricavi di Twitter abbiano battuto le attese, le previsioni per i prossimi mesi hanno deluso le aspettative.

Per i tre mesi in corso, il social network guidato da Jack Dorsey prevede ricavi compresi tra 695 e 700 milioni di dollari, mentre gli analisti parlavano di 739,7 milioni di dollari. Nel terzo trimestre Twitter ha messo a segno un fatturato di 569 milioni di dollari, in crescita del 58% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e gli utenti attivi mensili sono stati 321 milioni, in crescita dell'1,6% rispetto al trimestre precedente.

Fca cede quasi il 5% a Wall Street, III trim a sorpresa in rosso

Nel giorno dei conti, Fiat Chrysler Automobiles cede il 4,77% a 14,675 dollari: a sorpresa, il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha chiuso il terzo trimestre con una perdita di 299 milioni di euro ma ha confermato i target per l'anno.