Wall Street attende la decisione della Fed

Attenzione anche ai negoziati Usa-Cina

azionario
Wall Street chiude in calo con minacce Trump contro la Cina, focus su Fed

La seduta è finita in calo per gli indici a Wall Street, colpa di una serie di tweet del presidente americano che hanno riacceso le preoccupazioni sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Nel giorno in cui a Shanghai i negoziati sono ripresi per la prima volta dalla nuova tregua siglata alla fine di giugno, Donald Trump ha accusato la nazione asiatica di non avere ancora effettuato gli acquisti di prodotti agricoli americani presumibilmente promessi. L'inquilino della Casa Bianca ha anche mandato a dire a Pechino di non aspettare l'esito delle prossime elezioni presidenziali Usa del novembre del 2020 per siglare un accordo perché se sarà lui a vincere, detterà condizioni più stringenti delle attuali.

Nel frattempo è partito il conto alla rovescia per gli annunci della Federal Reserve. Domani alle 20 italiane la banca centrale dovrebbe comunicare il primo taglio dei tassi dal dicembre del 2008. Probabilmente sarà di 25 punti base ma Trump ha fatto capire che per lui ciò non sarebbe sufficiente.

Dal fronte macroeconomico, una serie di dati è stata positiva tra cui la fiducia dei consumatori che a luglio si è portata ai massimi del 2019.

Per la prima volta dopo tre sedute di fila in rialzo, il Dow Jones Industrial Average ha perso terreno, seppur di poco: l'indice delle 30 blue chip ha perso lo 0,08% a 27.199.23 punti. L'S&P 500 ha ceduto lo 0,26% a quota 3.013,24. Il Nasdaq Composite ha segnato un -0,24% a 8.273,61 punti.

Il contratto settembre del petrolio a New York ha aggiunto 1,18 dollari, il 2%, a 58,05 dollari al barile.

materie prime
Petrolio chiude a NY +2% a 58,05 dollari

Il petrolio ha chiuso in rialzo la seduta odierna alla vigilia dell'atteso taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. L'idea è che tale taglio indebolirà il dollaro, sostenendo i prezzi del barile.

Il contratto settembre al Nymex ha aggiunto 1,18 dollari, il 2%, a 58,05 dollari al barile.

azionario
Wall Street riduce i cali, focus su commercio e Fed

Superata la metà seduta, gli indici a Wall Street restano in calo ma viaggiano sopra i minimi intraday raggiunti all'avvio degli scambi. Gli investitori attendono notizie sull'andamento del nuovo round delle trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Se da Shanghai, dove i negoziatori si trovano, non sono ancora giunte informazioni, da Washington il presidente Donald Trump è tornato ad attaccare la nazione asiatica lamentandosi che non sta comprando prodotti agricoli Made in Usa come avrebbe promesso. Sale intanto l'attesa per gli annunci di domani della Federal Reserve. Il mercato dà per certo un taglio dei tassi, probabilmente di 25 punti base, ma Trump vuole di più. Intanto il settore finanziario cede terreno (-0,5%) aspettandosi una riduzione del costo del denaro che va a pesare sui margini. Apple scivola dello 0,8% in attesa dei conti, in arrivo oggi alle 22.30 italiane.

Dal fronte macroeconomico, la fiducia dei consumatori americani a luglio è tornata al top dell'ottobre scorso; il numero di compromessi di case esistenti a giugno è cresciuto oltre le stime (+2,8%); i prezzi delle case calcolati dall'indice Case-Shiller hanno continuano a crescere ma a un passo più lento a maggio; la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, il Pce core, è salita dell'1,6% annuo, sotto il target del 2%. I redditi personali (+0,4%) e le spese ai consumi (+0,3%) a giugno sono aumentati in linea alle stime.

Il Dow cede lo 0,07% a 27.202. L'S&P 500 avanza dello 0,35% a quota 3.010. Il Nasdaq segna un -0,37% a 8.263. Il petrolio a settembre al Nymex segna un +0,6% a 57,22 dollari.

economia
L'accusa del Wsj: Fed "confusa", sembra voglia accontentare Trump

In un editoriale, il board del Wall Street Journal ha scritto che la Federal Reserve sembra "confusa". E sebbene il suo governatore, Jerome Powell, sostenga che le decisioni dell'istituzione "dipendono dati dati" macroeconomici, "a noi sembra che la banca centrale non sia dipendente da alcun dato particolare. Questo alimenta il sospetto nei mercati che la Fed stia davvero cercando di accontentare le domande fatte pubblicamente [dal presidente americano Donald] Trump per un taglio dei tassi".

Nell'editoriale pubblicato oggi sul giornale finanziario parte della galassia mediatica di Rupert Murdoch, il Wsj ha aggiunto: "Ci piace pensare che questo non sia vero e se lo è, è pericoloso per la credibilità della Fed. Ma fino a quando la Fed rimbalza dalle strette all'allentamento [monetario] sulla base di logiche discordanti, il sospetto continuerà".

L'editoriale fa notare che lo scorso dicembre, quando la banca centrale annunciò il quarto aumento dei tassi del 2018, "il mercato azionario stava crollando, il mercato del credito si stava bloccando e le aspettative sull'inflazione stavano calando". Questa settimana, continua l'articolo, "l'azionario viaggia a nuovi massimi, i premi offerti da asset rischiosi sono bassi e l'inflazione nel secondo trimestre ha mostrato segnali di una ripresa modesta. Eppure i membri della Fed hanno segnalato che questa settimana taglieranno i tassi di almeno 25 punti base. Se siete confusi dall'assenza di logica, unitevi al club. Anche la Fed sembra esserlo".

azionario
Wall Street: avvio in calo, timori su negoziati commerciali Usa-Cina

La seduta a Wall Street è iniziata in calo con il ritorno delle preoccupazioni sui negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Nel giorno in cui a Shanghai ricominciano le trattative tra le due maggiori economie al mondo, Donald Trump ha scritto una serie di tweet in cui è tornato ad accusare Pechino di non mantenere la parola e di non avere ancora iniziato a comprare prodotti agricoli americani. Il presidente Usa ha anche insinuato nuovamente che un accordo potrebbe esserci solo se sarà favorevole per gli Usa e che un'intesa potrebbe esserci solo dopo le elezioni presidenziali del novembre del 2020.

Lo stesso Trump è poi tornato ad attaccare la Fed. Alla vigilia di un probabile annuncio del primo taglio dei tassi dal dicembre del 2008, Trump si è detto "deluso" dalla banca centrale e ha chiesto una "grande" riduzione del costo del denaro. Il mercato si aspetta una flessione di 25 punti base, per lui insufficiente. Sale intanto l'attesa per i conti di Apple (-0,5%), in arrivo oggi alle 22.30 italiane.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede lo 0,36% a 27.125 punti. L'S&P 500 perde lo 0,4% a quota 3.007. Il Nasdaq segna un -0,46% a 8.254 punti. Il petrolio a settembre al Nymex sale dello 0,33% a 57,06 dollari.

Usa
Trump: "deluso" dalla Fed, voglio un "grande" taglio dei tassi

Il presidente americano, Donald Trump, è tornato a lamentarsi della Federal Reserve. Parlando alla stampa dalla Casa Bianca, il leader statunitense si è detto "deluso" della banca centrale americana, che nel 2018 ha alzato i tassi quattro volte ma che da gennaio ha riscoperto un approccio paziente.

Alla vigilia degli annunci della Fed, che dovrebbe annunciare il primo taglio del costo del denaro dal dicembre del 2008, Trump ha fatto capire per il secondo giorno di fila che una riduzione dei tassi di 25 punti base non sarebbe secondo lui sufficiente.

Lui vuole un "grande" taglio mentre il mercato se ne aspetta uno di un quarto di punto percentuale al 2-2,25% (le probabilità che questo scenario si verifichi sono salite al 77% dal 76% di ieri stando al CME FedWatch Tool).

"Il Dow sarebbe 10mila punti più in alto se non fosse per la Fed", ha aggiunto il presidente, sostentendo che la politica monetaria della Fed "mi svantaggia". Secondo lui l'economia Usa avrebbe registrato una performance migliore se i tassi non fossero stati alzati a partire dal dicembre del 2015.

Wall Street: future in calo con attacco Trump contro Cina, attesa per Fed e Apple

I future a Wall Street si sono indeboliti dopo una serie di tweet con cui il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad accusare la Cina di non comprare prodotti agricoli Made in Usa come secondo lui aveva promesso. L'attacco è arrivato nel giorno in cui a Shanghai riprendono i negoziati tra le delegazioni delle due maggiori economie al mondo.

Sale intanto l'attesa per le decisioni della Federal Reserve: domani alle 20 italiane la banca centrale Usa dovrebbe annunciare il primo taglio dei tassi dal dicembre del 2008.

I membri della Fed avranno a loro disposizione il dato sulle spese al consumo, cresciute a giugno (+0,3%) ma a un passo più lento per il terzo mese di fila. I redditi personali sono aumentati dello 0,4% e la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, il Pce, è rimasta al di sotto del target di crescita annua del 2%. E' partito anche il conto alla rovescia per i conti di Apple (-0,9% nel pre-mercato), in arrivo oggi alle 22.30 italiane.

I future del Dow cedono lo 0,4%, quelli dell'S&P 500 perdono lo 0,5% e quelli del Nasdaq Composite segnano un -0,76%.

Il petrolio al Nymex è in rialzo per la quarta seduta di fila: il contratto settembre avanza dello 0,7% a 57,22 dollari. Anche in questo caso i trader si aspettano un taglio dei tassi: l'idea è che ciò indebolirà il dollaro sostenendo i prezzi del barile, visto che è venduto in dollari.