Wall Street attende le parole di Powell in Congresso: si va verso un taglio dei tassi a fine luglio?

Il governatore della Fed testimonierà davanti a due commissioni; dalle sue parole, nuovi indizi sulla riduzione del costo del denaro
AP

Il governatore della Fed, Jerome Powell, avrà l'opportunità, nei prossimi giorni, di rafforzare o mettere un freno alle aspettative dei mercati per un taglio dei tassi alla fine di luglio, nei sue due interventi attesi in Congresso. Powell testimonierà davanti alla commissione dei Servizi finanziari della Camera nella giornata di mercoledì e alla commissione Bancaria del Senato il giorno seguente; i parlamentari statunitensi, naturalmente, gli porranno delle domande sull'economia e la politica della Fed.

La sua testimonianza segue un rapporto sull'occupazione molto forte a giugno, che ha fatto crescere dei dubbi sulla possibilità che la Fed tagli i tassi a luglio. Lo scorso mese, sono stati creati 224.000 posti di lavoro, molti di più rispetto ai 165.000 attesi dagli analisti; il rapporto ha mandato i rendimenti dei Treasury decennali sopra il 2 per cento e ha rafforzato il dollaro sulle altre valute. La prossima decisione della Fed sui tassi è attesa il 31 luglio.

In settimana, il mercato riceverà altri indizi sulla politica della Fed, a partire dalla pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della stessa Banca centrale, in programma mercoledì. Giovedì, è atteso l'importante dato sui prezzi al consumo, per valutare l'andamento dell'inflazione; venerdì, poi, è atteso l'indice dei prezzi alla produzione. La speranza di un taglio dei tassi ha sostenuto gli indici azionari, nel corso dell'ultima settimana: Dow Jones Industrial Average, S&P 500 e Nasdaq Composite hanno raggiunto livelli record; anche il settore tech ha raggiunto livelli record, con una crescita superiore all'1%, con il settore dei servizi di comunicazione cresciuto più del 2 per cento. Secondo gli esperti, gli indici subiranno una violenta oscillazione se Powell dovesse allontanare l'ipotesi di un taglio dei tassi.

Difficile immaginare, comunque, che all'interno della Fed si raggiunga l'unanimità su una decisione. All'ultimo incontro, il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha dissentito con la linea sostenuta dagli altri di mantenere i tassi invariati; nei giorni scorsi, la presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, si è detta contraria a un taglio, affermando che i tassi dovrebbero restare invariati per un po'. Tra gli analisti, c'è chi ipotizza persino un taglio di 50 punti base.

Il presidente Donald Trump ha più volte criticato la Federal Reserve perché ancora non ha tagliato i tassi. Secondo lui, la banca centrale "non sa quello che sta facendo". Con una riduzione del costo del denaro, che Trump chiede dallo scorso anno, l'economia statunitense crescerebbe "come un razzo".

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