Wall Street, l'attenzione resta sui negoziati Usa-Cina

Oggi atteso il dato sui sussidi di disoccupazione

azionario
Wall Street: quinta seduta di fila in rialzo, tonfo record per Macy's (-17,7%)

La seduta a Wall Street è finita in rialzo per la quinta volta di fila. Il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 sono così usciti dalla correzione, status definito da un calo di almeno il 10% dall'ultimo massimo.

L'indice delle 30 blue chip ha guadagnato lo 0,5%, quello benchmark lo 0,45% e il Nasdaq Composite lo 0,42%.

Gli indici erano partiti in calo ma sono poi riusciti a risollevarsi nonostante un mix negativo di fattori. Il settore retail è stato messo a tappeto dalle vendite natalizie deludenti dei grandi magazzini Macy's (-17,7%, calo record), gruppo che ha tagliato le sue guidance. Anche American Airlines e Barnes & Noble hanno ridotto le stime sui conti riaccendendo i timori per gli utili societari e la crescita globale. (Segue)

Il governo federale è arrivato al ventesimo giorno di paralisi parziale a causa di uno scontro politico tra l'amministrazione Trump e l'opposizione democratica al Congresso, restia a cedere sui fondi che il presidente Usa vuole per costruire un muro tra Usa e Messico. Il cosiddetto shutdown ha spinto Trump a cancellare il suo viaggio a Davos, dove il 22 gennaio inizierà il World Economic Outlook.

La crescita globale è qualcosa che preoccupa il governatore della Fed, Jerome Powell, che oggi parlando da Washington ha escluso una recessione in Usa e ha ribadito un approccio paziente in materia di tassi.

Il tutto è successo all'indomani della fine di tre giorni di negoziati commerciali tra Usa e Cina, andati apparentemente bene.

materie prime
Petrolio chiude a NY nona seduta in rialzo, serie più lunga dal 2010

Il petrolio è riuscito ad archiviare a NY la sua nona seduta di fila in rialzo, la serie temporale positiva più lunga dal gennaio 2010. Il contratto febbraio ha finito in rialzo dello 0,4% a 52,59 dollari al barile, massimi di quattro settimane. Partito in calo, il contratto si era spinto al ribasso fino a 51,37 dollari e al rialzo fino a 52,7 dollari. A un certo punto ha ampliato i cali quando il governatore della Federal Reserve, parlando da Washington, ha detto che prezzi in ribasso del greggio sono in generale buoni per l'economia Usa.

Trump: "successo" con la Cina, più facile che gestire i democratici

All'indomani della fine di tre giorni di negoziati commerciali tra Usa e Cina, il presidente americano ha parlato di un "grande successo". Prima di lasciare la Casa Bianca per volare in Texas, al confine con il Messico, Donald Trump ha detto: "E' più facile avere a che fare con la Cina che con l'opposizione" democratica, con cui si sta scontrando sul muro tra Usa e Messico che lui sogna sin dai tempi della campagna elettorale del 2016.

Trump: niente forum di Davos se lo shutdown continua

Il presidente americano, Donald Trump, ha confermato le indiscrezioni del Wall Street Journal: se lo shutdown - giunto al ventesimo giorno - continuerà, non si richerà come aveva previsto al World Economic Forum. Il summit del gotha della finanza e dell'imprenditoria è in calendario a Davos, sulle Alpi svizzere, dal 22 al 25 gennaio prossimi. Lo ha detto lui stesso prima di lasciare la Casa Bianca per volare in Texas, al confine con il Messico.

Se si recasse a Davos, per Trump sarebbe il secondo anno di fila in cui parteciperebbe all'evento. A margine del forum dovrebbe incontrare il vicepresidente cinese, Wang Qishan, continuando cos" le discussioni dopo i tre giorni di negoziati commerciali tra Usa e Cina che si sono conclusi ieri a Pechino tra delegazioni di medio livello.

Usa
Trump: "probabilmente" invocherò emergenza nazionale se trattative su muro saltano

Pur di costruire un muro lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, il presisente americano è disposto a testare i limiti legali della sua autorità dichiarando una emergenza nazionale. Lo ha detto lo stesso Donald Trump alla stampa prima di lasciare la Casa Bianca per recarsi a McAllen, in Texas, al confine con il Messico. "Ho l'opzione" di fare quella mossa, ha spiegato. "Probabilmente la compierò, magari sicuramente" se falliscono le trattative per ottenere dal Congresso i fondi necessari per finanziare la barriera. Lui sostiene che il suo partito, quello repubblicano, è "unito" nel difendere la sua linea, respinta ripetutamente dall'opposizione democratica che dal 3 gennaio è di nuovo in controllo della Camera. I democratici sono d'accordo nel potenziamento dei confini Usa ma credono che un muro sia inutile e costoso oltre che immorale.

azionario
Wall Street: avvio in calo con Macy's (-18%), timori per utili aziendali

Per la prima volta dopo quattro sedute di fila in rialzo, le contrattazioni a Wall Street sono iniziate in calo. Tra gli investitori montano le preoccupazioni per gli utili delle aziende americane, che dalla settimana prossima saranno protagoniste di una nuova stagione delle trimestrali. Si riaccendono dunque i timori per la tenuta della crescita Usa e mondiale.

Il settore retail soffre a causa di Macy's (-18%): i grandi magazzini hanno tagliato le guidance su utili, ricavi e margini lordi dopo vendite deludenti a Natale. Si teme che i consumatori americani stiano spendendo meno, come dimostrerebbero le vendite natalizie deludenti di Kohl's (-9,7%) e L Brand (-11,7%, gruppo a cui fa capo il marchio di biancheria intima Victoria's Secret). Anche la compagnia aerea American Airlines e la catena di librerie Barnes & Noble (-12,65%) hanno rivisto al ribasso le stime per i loro conti.

Ford (-2,7%) ha annunciato nel frattempo una riorganizzazione in Europa che porterà a migliaia di tagli di posti di lavoro. Boeing (+0,3%) e Twitter (+2,2%) invece tengono grazie a promozioni degli analisti.

Corporate America a parte, l'attenzione resta sui passi avanti fatti nei negoziati commerciali tra Usa e Cina, sullo shutdown del governo federale giunto al ventesimo giorno e sull'intervento odierno del governatore della Federal Reserve.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede quasi 128 punti, lo 0,54%, a quota 23.751. L'S&P 500 perde 17 punti, lo 0,7%, a quota 2.567,7. Il Nasdaq Composite cala di 57 punti, lo 0,8%, a quota 6.901. Il petrolio a febbraio al Nymex scivola per la prima volta dopo otte sedute in aumento (-1,45% a 51,61 dollari al barile).

Huawei: alla divisione Usa impedito di esportare alcune tecnologie in Cina

Nuovi problemi negli Stati Uniti per Huawei Technologies. Si tratta del colosso cinese delle telecomunicazioni boicottato dall'America di Trump perché sospettato di "spiare" il resto del mondo per conto di Pechino e la cui direttrice finanziaria (nonché figlia del fondatore miliardario vicinissimo ai vertici del partito comunista cinese) è stata arrestata in Canada il primo dicembre scorso su richiesta degli Usa, che ne chiedono l'estradizione; è accusata di avere violato sanzioni Usa legate all'Iran.

Secondo documenti ottenuti dal Wall Street Journal, la divisione del gruppo con sede nella Silicon Valley non è nelle condizioni di inviare in patria alcune tecnologie. La divisione si chiama Futurewei Technologies, a cui il dipartimento americano del Commercio non ha rinnovato una licenza per effettuare esportazioni. Stando ai documenti, la giustificazione fornita dall'amministrazione Trump già lo scorso giugno è che Washington vuole tutelare la sua sicurezza nazionale. Futurewei ha contestato la mossa ma nel frattempo le sue esportazioni sono state vietate.

La divisione Usa di Huawei continua comunque le sue attività, anche perché la maggior parte dei suoi prodotti non richiede una licenza per lasciare il suolo americano. La mossa del dipartimento del Commercio rappresenta comunque un colpo per Futurewei, nel cui centro di ricerca e sviluppo a Santa Clara (California) lavorano circa 700 persone tra ingegneri e scienziati.

Wall Street: future in calo con settore retail, aziende tagliano guidance

I future a Wall Street sono in calo preannunciando un avvio negativo degli scambi, reduci da quattro giornate di fila in aumento.

Gli investitori sono alle prese con una serie di tagli di guidance giunti da aziende appartenenti a settori diversi. Il comparto retail è messo sotto pressione da Macy's (-18% nel pre-mercato): i grandi magazzini hanno ridotto le stime su utili, ricavi e margini dopo vendite deludenti a Natale. Anche Kohl's (-8,8%) e L Brand (-7,5%, gruppo a cui fa capo il marchio di biancheria intima Victoria's Secret) hanno comunicato vendite comparate deludenti durante la stagione dello shopping natalizio. In controtendenza sono state le vendite di Target (-4%) e Costco (-1%), che però risentono delle notizie giunte dagli altri gruppi retail.

Nel settore aereo American Airlines (-8,6%) ha tagliato le guidance come fatto dalla catena di librerie Barnes & Noble (-6,6% nel pre-mercato).

Corporate America a parte, l'attenzione resta sui passi avanti fatti nei negoziati commerciali tra Usa e Cina, sullo shutdown del governo federale giunto al ventesimo giorno e sull'intervento odierno del governatore della Federal Reserve.

I future del Dow cedono 61 punti, lo 0,26%; quelli dell'S&P 500 lasciano sul terreno 11,25 punti, lo 0,44%; quelli del Nasdaq Composite retrocedono di 37 punti, lo 0,56%. Il petrolio a febbraio al Nymex cede terreno per la prima volta dopo 8 giornate in aumento (-0,63% a 52,01 dollari al barile).

Usa 2020
Usa 2020: Steyer non si candida, lavora per l'impeachment di Trump

Tom Steyer, miliardario californiano conosciuto per la sua campagna per l'impeachment del presidente Donald Trump e il massiccio contributo alle ultime elezioni di metà mandato per i candidati democratici, non si candiderà alle presidenziali del 2020. Lo ha comunicato durante un evento in Iowa, lo Stato dove inizierà, come sempre, la lunga corsa verso la nomination per le presidenziali. Recentemente, Steyer ha tenuto una serie di dibattiti per promuovere la sua piattaforma, i "cinque diritti": istruzione, ambiente, diritto di voto, economia e salute, che era stata considerata un primo passo verso la candidatura. Steyer, invece, si concentrerà sulla campagna per l'impeachment di Trump, a cui dedicherà 40 milioni di dollari, dopo i 50 milioni già investiti. "Dedicherò il 100% del mio tempo e delle mie risorse per l'impeachment di Trump e la sua rimozione dall'incarico. Non correrò per la presidenza, per ora" ha detto. Steyer, 61 anni, ex manager di hedge fund, ha cominciato a dedicarsi alla politica e all'ambiente dal suo ritiro nel 2012.

lavoro
Usa: richieste sussidi di disoccupazioni si avvicinano ai minimi di 49 anni fa

Nei sette giorni conclusi il 5 gennaio scorso, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso con decisione battendo le stime degli analisti.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 17mila unità a 216.000 unità, contro attese per un dato a 230.000 unità. Il dato non è lontato dai minimi di 49 anni fa toccati lo scorso settembre e pari a 202mila unità. La lettura della settimana precedente, pari a 231.000 unità, è stata rivista a 233mila unità.

L'ultimo dato è rimasto sotto quota 300mila da 201 settimane di fila, la serie temporale più lunga dagli anni '60.

La media delle ultime quattro settimane, un dato più indicativo e meno volatile, è salita di 2.500 unità a 221.750 unità.

Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 29 dicembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso di 28mila unità a 1,722 milioni.

Le richieste di sussidi per i dipendendi federali sono salite di quasi 4mila unità nella settimana al 29 dicembre, riflesso probabilmente dell'effetto dello shutdown iniziato il 22 dicembre e che costringe persone il cui lavoro non è essenziale a restare a casa senza retribuzione. Il dato relativo a questi lavoratori è separato da quello generale.

retail
Macy's crolla del 18% nel pre-mercato: taglia guidance dopo Natale debole

Tonfo in borsa per Macy's. Uno dei simboli del settore retail americano cede il 18% a 25,9 dollari nel pre-mercato al Nyse. Il crollo è dovuto al taglio delle stime dell'azienda su utili, vendite e margini di profitto che segue vendite deboli a fine dicembre.

Tra novembre e dicembre i grandi magazzini hanno registrato vendite comparate in rialzo dello 0,7% contro una crescita dell'1% nello stesso periodo dell'anno precedente. Ora Macy's si aspetta vendite nei negozi aperti da almeno un anno in rialzo del 2% nell'esercizio 2018 e non più del 2,3-2,55% annunciato a novembre. Il fatturato dovrebbe restare poco mosso invece che aumentare dello 0,3-0,7%. I margini lordi sono attesi "leggermente in calo" e non più "leggermente in rialzo". Le previsioni sugli utili per azione sono stati ridotti all'intervallo 3,95-4 dollari da 4,10-4,30 dollari; gli analisti avevano messo in conto un risultato di 4,23 dollari per azione.

"La stagione dello shopping natalizio è iniziata in modo deciso, specialmente durante il Black Friday e la successiva Cyber Week, ma si è poi indebolita a metà dicembre e non è tornata all'andamento atteso fino alla settimana di Natale", ha spiegato il Ceo Jeff Gennette. Il top manager ha citato la debolezza degli articoli di abbigliamento sportivo per le donne, della gioelleria, degli orologii e dei cosmetici, che hanno annullato l'effetto positivo dato da profumi, vestiti, abbigliamento da esterni.

Il titolo Macy's ieri aveva chiuso in rialzo del 2,89% a 31,72 dollari. negli ultimi 12 mesi ha aggiunto quasi il 29% ma negli ultimi tre mesi ha perso il 3,2%.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 5 gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -10.000 a 231mila. Consensus: 230mila.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Il presidente americano Donald Trump si reca al confine tra Stati Uniti e Messico.

Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, parla alle 12:30 (le 18:30 in Italia) all'Economic Club di Washington.