Wall Street accelera. Il Dow torna in positivo da inizio anno

L'indice dei prezzi al consumo ad aprile è cresciuto meno delle stime

Tech
Apple si unisce ad Alcoa e Rio Tinto per produrre alluminio "verde"

Apple unisce le forze con i due più grandi produttori di alluminio al mondo, Alcoa e Rio Tinto, per studiare lo sviluppo del metallo "verde" da usare nei suoi iPhone e computer. Il colosso tecnologico ha deciso di unirsi allo sforzo volto a commercializzare una nuova tecnologia pensata per eliminare le emissioni derivanti dalle fonderie di alluminio.

La mossa del gruppo di Cupertino (California) segue l'annuncio, dato lo scorso anno, che ovunque nel mondo le sue strutture operano con energie rinnovabili. Apple si è anche impegnato ad arrivare a produrre tutti i suoi articoli con materiali rinnovabili o riciclati.

In una nota, il Ceo Tim Cook ha detto che "Apple è impegnato ad avanzare le tecnologie che fanno bene al pianeta e che aiutano a proteggerlo per le generazioni future". Cook si è detto "orgoglioso di partecipare a questo nuovo progetto ambizioso e siamo impazienti di essere in grado un giorno di utilizzare alluminio prodotto senza emissioni dirette di gas serra nella produzione dei nostri prodotti". Apple investe 10 milioni di dollari canadesi in una joint venture chiamata Elysis, in cui i governi del Canada e del Quebec hanno già messo 120 milioni di dollari canadesi.

azionario
Wall Street chiude in rialzo, il sesto di fila per il Dow Jones

La seduta a Wall Street è finita in rialzo con il Dow Jones Industrial Average che ha archiviato la sesta seduta di fila in aumento e si appresta, insieme all'S&P 500, a chiudere la prima settimana positiva dopo due consecutive in calo.

Gli investitori sono stati rassicurati dall'indice dei prezzi al consumo di aprile, cresciuto meno delle stime. Ciò ha fatto venire meno per il momento i timori di un balzo dell'inflazione, che non solo eroderebbe il valore dei Treasury ma potrebbe spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi più velocemente del previsto. Secondo un sondaggio del WSJ, le prossime strette ci saranno a giugno e a settembre.

Arrivato a guadagnare fino a 252 punti, il DJIA ne ha aggiunti 196,99 punti circa, lo 0,80%, a quota 24.739,53.

L'S&P 500 è salito di 25,28 punti, lo 0,894%, a quota 2.723,07.

Il Nasdaq Composite ha segnato un +65,07 punti, lo 0,89%, a quota 7.404,98.

Il petrolio a giugno ha registrato un rialzo dello 0,3% a 71,36 dollari al barile..

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a luglio ha chiuso in ribasso di tre quarti di centesimo, lo 0,19%, a quota 4,02 dollari a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a luglio ha ceduto 4 centesimi, lo 0,78%, a quota 5,06 dollari e mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a luglio hanno chiuso in rialzo di 5 centesimi e mezzo, lo 0,54%, a 10,21 dollari e un quarto a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio ha chiuso in aumento di 10 punti, lo 0,32%, a 31,13 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio è aumentato di 0,30 dollari, lo 0,08%, a 386,10 dollari a tonnellata.

materie prime
Petrolio chiude a NY +0,3% a 71,36 dollari al barile

All'indomani di un rally del 3% ai massimi di tre anni e mezzo, il petrolio ha continuato a guadagnare terreno ma in modo più contenuto. Il contratto giugno al Nymex è salito dello 0,3% a 71,36 dollari al barile, massimi del novembre 2014. L'indebolimento del dollaro, alimentato da dati soft sull'inflazione, ha aiutato a sostenere i prezzi.

Gli scambi erano iniziati in rialzo ma poi c'è stata una inversione di rotta non appena la società di ricerca Genscape aveva calcolato scorte settimanali in aumento a Cushing (Oklahoma), il centro nevralgico del comparto americano dove avviene la consegna fisica dei future sul greggio. Gli investitori sono poi tornati a concentrarsi sull'effetto del ritorno delle sanzioni Usa contro l'Iran. Si tenga presente che in Cina, il principale acquirente di greggio iraniano, i future del petrolio a Shanghai hanno messo a segno il balzo intraday maggiore dal loro lancio a marzo.

Prima dell'annuncio del ritiro di Washington dall'accordo sul nucleare iraniano, avvenuto martedì, un funzionario della compagnia petrolifera di stato National Iranian Oil Co. aveva detto che la produzione iraniana futura potrebbe calare di un milione di barili al giorno se le sanzioni Usa forzeranno le compagnie petrolifere europee ad andarsene dalla nazione. Questo significa che la capacità produttiva iraniana nel prossimo decennio salirà di 5 milioni di barili al giorno invece che di 6 milioni; la cifra si confronta con i 4 milioni di barili al giorno attuali.

Usa: ad aprile l'avanzo di bilancio più grande di sempre grazie a stagione tasse

Grazie alla stagione delle tasse, gli Stati Uniti hanno registrato ad aprile il più alto avanzo di bilancio di sempre. Le entrate nelle casse del governo americano il mese scorso sono salite del 12% rispetto all'aprile del 2017, o di 55 miliardi di dollari, raggiungendo i 214,3 miliardi di dollari. Dall'inizio dell'anno fiscale, cominciato a ottobre, c'è stato un deficit pari a 385,4 miliardi di dollari; rispetto allo stesso arco temporale dell'anno fiscale precedente c'è stato un ampliamento del deficit del 12%.

Wall Street: tonfo per la controllante di Victoria's Secret, pesa profit warning

L Brands è oggetto di sell-off al Nyse, dove il titolo della controllante del marchio di biancheria intima Victoria's Secret cede il 10% a 30,75 dollari. E' l'effetto dovuto al profit warning lanciato dall'azienda e dall'andamento del mese chiuso il 5 maggio scorso. Le vendite sono salite del 4% a 751,6 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo del 2017. Le vendite comparate sono invece rimaste invariate. Nel primo trimestre, il fatturato preliminare è cresciuto dell'8% a 2,63 miliardi, oltre le previsioni per 2,58 miliardi. Anche le vendite comparate hanno battutto le attese con un +3%. Il punto è che gli utili per azione del primo trimestre dovrebbero attestarsi nella parte bassa dell'intervallo indicato in precedenza e pari a 15-20 centesimi contro un consenso per 18 centesimi. Il bilancio completo del primo trimestre verrà diffuso il 23 maggio. Da inizio anno L Brands ha ceduto al Nyse quasi il 50% e negli ultimi 12 mesi il 42%.

Cereali Chicago viaggiano in calo

I principali cereali quotati al Cbot viaggiano in generale calo mentre i trader digeriscono il rapporto del dipartimento americano dell'Agricoltura (Usda) chiamato World Agricultural Supply and Demand Estimates (WASDE). Stando al governo americano, le scorte mondiali di mais si porteranno sui minimi di sei anni; ciò ha fatto scattare al rialzo i titoli di produttori di trattori, di fertilizzanti e di semi: Deere aggiunge l'1,1%, DowDuPont avanza dell'1,8% e Mosaic segna un +2,3%. Sempre secondo lo Usda, la produzione americana di frumento quest'anno è vista salire nonostante la siccità che ha colpito la parte meridionale delle Grandi pianure.

Il contratto del mais con scadenza a luglio cede tre quarti di centesimo, lo 0,19%, a quota 4,02 dollari a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in ribasso di 7 centesimi e mezzo, l'1,47%, a 5,03 dollari a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio viaggiano in rialzo di 2 centesimi e mezzo, lo 0,20%, a 10,17 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto dell'olio di soia è fermo a 31,03 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio scende di mezzo dollari, lo 0,13%, a 385,3 dollari a tonnellata.

T-Bond continuano in rialzo con inflazione soft, buona l'asta di titoli a 30 anni

I titoli di stato continuano a viaggiare in rialzo dopo l'asta di titoli a 30 anni per 17 miliardi di dollari, la più grande di sempre per questa scadenza.

Il Tesoro Usa ha offerto rendimenti al 3,130%, sopra il 3,044% offerto il mese scorso e pari ai massimi del marzo 2017. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 2,38 volte, sopra la media di 2,27. Agli investitori indiretti, riflesso della domanda dall'estero, è andato il 62,7%, sopra il 61% del mese scorso. Agli investitori diretti, riflesso della domanda Usa, è andato l'8,3%, meno del 14,6% visto nell'asta precedente e sotto la media del 10%.

Asta a parte, i prezzi dei T-Bond viaggiano in rialzo grazie all'indice dei prezzi al consumo, ad aprile cresciuto meno del previsto. L'inflazione erode il valore dei Treasury.

Il titolo benchmark Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,97% dal 3,004% di ieri. Aprile era terminato al 2,936% e marzo al 2,741% (minimi di fine gennaio) contro il 2,870% di fine febbraio. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,892%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti fermi al 2,53%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,826%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 3,129%.

Wall Street: indici accelerano ulteriormente, S&P 500 +1%

Gli indici a Wall Street accelerano ancora di più raggiungendo nuovi massimi intraday. Ciò ha permesso al Dow Jones Industrial Average di riportare sopra la parità il bilancio da inizio anno e al Vix (-2% a 13,15 punti) di ritornare per la prima volta in quattro mesi sotto la sua media mobile a 200 giorni, un livello tecnico attentamente monitorato dopo avere già finito ieri sui minimi di fine gennaio.

Gli investitori sembrano rincuorati dal fatto che l'inflazione non stia mostrando una forza temuta. Il fatto che l'indice dei prezzi al consumo ad aprile sia cresciuto meno del previsto come visto ieri con i prezzi alla produzione ha per il momento fatto venire meno i timori di un balzo dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante del previsto. Ciò porta il dollaro a indebolirsi.

Il DJIA guadagna 226 punti, lo 0,9%, a quota 24.768. L'S&P 500 sale di 27 punti, lo 0,98%, a quota 2.724. Il Nasdaq Composite segna un +70 punti, lo 0,95%, a quota 7.409. Il petrolio a giugno al Nymex cede lo 0,38% a 70,87 dollari al barile ma secondo Bank of America non è da escludere che arrivi a 100 dollari.

Axa Equitable debutta a Wall Street in calo

Debutto in borsa deludente per Axa Equitable, la divisione americana dell'assicuratore francese Axa che con la Ipo ha raccolto 2,75 miliardi di dollari. Il titolo con simbolo EQH ha iniziato gli scambi in calo dell'1,4% a 19,75 dollari.

Il prezzo di collocamento era stato fissato a 20 dollari ad azione, il 17% al di sotto della forchetta pari a 24-27 dollari fornita il mese scorso.

Axa ha offerto 137,3 milioni di titoli di Axa Equitable, o il 25% dell'azienda che è valutata 11,2 miliardi di dollari.

Axa Equitable fu fondata a New York nel 1859, cosa che la rende una delle aziende assicurative più vecchie d'America. Per molto tempo conosciuta come Equitable Life Assurance Society of the U.S., fu acquisita da Axa nel 1992.

In questo momento il titolo cede lo 0,5% a 19,91 dollari, sopra i minimi intraday pari a 19,5 dollari.

Apple e Goldman verso il lancio di una carta di credito

Apple e Goldman Sachs stanno lavorando per lanciare insieme una nuova carta di credito, una mossa che permetterebbe al produttore dell'iPhone di entrare sempre di più nelle tasche dei suoi clienti e alla banca di Wall Street di darsi per la prima volta a questo tipo di business. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui la carta di credito avrebbe il marchio Apple Pay e potrebbe essere lanciata all'inizio del 2019.

Cereali Chicago: aperture contrastata al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta in modo contrastato. Gli investitori sono in attesa del rapporto che il dipartimento americano dell'Agricoltura diffonderà alle 18 italiane. Chiamato World Agricultural Supply and Demand Estimates (WASDE), sarà il primo rapporto in cui il governo americano fornirà le sue stime sulla domanda e sulle scorte per l'anno 2018-19. Intanto la produzione di etanolo è balzata ai massimi di sette settimane mentre le scorte del biocarburante sono scese. Dal fronte meteo, gli allagamenti continuano a essere un problema lungo il confine dell'Iowa con Wisconsin e Illinois, dove il fiume Mississippi è straripato.

Il contratto del mais con scadenza a luglio cede 1 centesimo e mezzo, lo 0,37%, a quota 4,01 dollari e un quarto a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in ribasso di tre quarti di centesimo, lo 0,15%, a 5,09 dollari e tre quarti a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio viaggiano in rialzo di 2 centesimi e mezzo, lo 0,25%, a 10,18 dollari e un quarto a bushel. Il contratto dell'olio di soia è fermo a 31,03 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio sale di 1,30 dollari, lo 0,34%, a 387,10 dollari a tonnellata.

azionario
Wall Street sui massimi intraday

Gli indici a Wall Street hanno accelerato al rialzo portandosi sui massimi intraday. Ciò permette al Dow Jones Industrial Average di essere a un passo dal vantare di nuovo un bilancio in positivo da inizio anno. Per poterlo fare l'indice delle 30 blue chip deve raggiungere i 24.719,22 punti, soglia che non supera da metà aprile. L'S&P 500 era tornato in positivo per il 2018 già ieri (+1,4%). Il Nasdaq è l'indice che nel 2018 ha fatto meglio di tutti con un +7%.

Tutti i settori sono in rialzo con quelli sanitario e tecnologico che fanno da capofila. Il fatto che l'indice dei prezzi al consumo ad aprile sia cresciuto meno del previsto come visto ieri con i prezzi alla produzione ha per il momento fatto venire meno i timori di un balzo dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante del previsto.

Il DJIA guadagna 160,5 punti, lo 0,65%, a quota 24.703. L'S&P 500 sale di 15,35 punti, lo 0,57%, a quota 2.713. Il Nasdaq Composite segna un +46 punti, lo 0,6%, a quota 7.385. Il petrolio a giugno al Nymex cede lo 0,2% a 71 dollari al barile.

Trump esulta: catturati tra i cinque leader Isis più ricercati

Cinque tra i leader dell'Isis più ricercati "sono stati appena catturati!". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump in un tweet, che segue l'annuncio fatto dal governo iracheno. L'operazione è stata svolta dall'intelligence degli Usa e dell'Iraq. Stando a funzionari iracheni citati dal New York Times, i catturati includono quattro iracheni e un siriano i cui compiti includevano la gestione del territorio dell'Isis intorno a Deir el-Zour (Siria). Si nascondevano tra Siria e Turchia. L'operazione è durata tre mesi. Tra di loro figura Ismail Alwaan al-Ithawi, conosciuto come Abu Zeid al-Iraqi e descritto a Baghdad come una delle persone più vicine al leader dell'organizzazione terroristica Abu Bakr al-Baghdadi; viveva in Turchia. Gli altri sono il siriano Saddam Al-Jamal, Omar Shahab Al-Karbouli, Issam Al-Zawba'ie e Mohammed Al-Qadir.

  • Nordcorea: Trump, incontro con Kim il 12 giugno a Singapore
    Lo storico incontro tra il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un ci sarà il 12 giugno a Singapore. Lo ha scritto il leader Usa in un tweet dicendo che "cercheremo di [rendere l'incontro] un momento davvero speciale per la pace nel mondo!".
  • Petrolio a NY sui minimi intraday, -0,4% a 70,82 dollari al barile
    Il petrolio ha mandato in fumo i rialzi iniziali portandosi sui minimi intraday sotto i 71 dollari al barile; i massimi di giornata sono stati raggiunti a 71,86 dollari al barile. Il contratto giugno al Nymex cede lo 0,4% a 70,82 dollari al barile. Dopo avere raggiunto i massimi di tre anni e mezzo, il greggio a NY si è sgonfiato con la diffusione di un dato elaborato da Genscape secondo cui sono salite le scorte settimanali a Cushing (Oklahoma), il centro nevralgico del comparto americano dove avviene la consegna fisica dei future sul greggio.
economia
Fed: sondaggio Wsj, rialzo tassi a giugno e settembre, recessione Usa nel 2020

Con ogni probabilità la Federal Reserve alzerà i tassi nella sua riunione di giugno e poi di nuovo a settembre. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dal Wall Street Journal tra il 4 e l'8 maggio scorsi. Il 98% del campione sostiene che dopo la stretta di marzo, quando i tassi furono alzati di 25 punti base all'1,5-1,75%, ce ne sarà un'altra al meeting del 12-13 giugno. Il 76% prevede che ce ne sia un'altra il 25 e 26 settembre.

Dallo stesso sondaggio emerge che il 59% degli economisti sentiti si aspetta che l'espansione economica iniziata a metà 2009 finisca nel 2020. Il 22% degli intervistati crede che ciò succederà nel 2021. L'espansione è attualmente la seconda più lunga della storia Usa dopo quella degli anni '90 durata 10 anni. Con il mese in corso, la crescita dell'economia è arrivata al 107esimo mese di fila, oltre i 106 degli anni '60. In molti credono che l'espansione possa arrivare a livelli record nella seconda metà del 2019.

La causa della prossima recessione sarà dovuta, secondo il 62% del campione, a un surriscaldamento dell'economia che porterà la Fed a stringere la cinghia. Almeno il 5% ha citato come causa una crisi finanziaria, lo scoppio di una bolla, una crisi fiscale o un commercio internazionale in tilt. Il rischio di una recessione nei prossimi 12 mesi è visto al 15% di chance.

GM: il nuovo quartier generale Asia-Pacifico è in Corea del Sud

GM ha deciso di restare in Corea del Sud per almeno un altro decennio; lo prevede un accordo siglato con Seul, che evita alla divisione del gruppo americano in quella nazione il ricorso alla bancarotta. L'azienda americana avrà il suo quartier generale per la Regione Asia-Pacifico nella Corea del Sud, da dove verranno supervisionate le attività di produzione, vendita e sviluppo tecnologico per un'area che escluse la Cina ma che comprende Australia, India e - tra gli altri - Thailandia.

In passato il quartier generale per "GM International" era a Singapore e comprendeva Corea del Sud, Austrialia, India, Medio Oriente, Africa e Sud-est asiatico. Lo scorso anno Gm aveva avviato una riorganizzazione volta a concentrarsi sui Paesi più redditizi come Cina e Usa. In cambio delle mosse di GM a Seul, dove il gruppo comprerà dai fornitori locali più componentistica per le sue attività internazionali, la nazione asiatica fornirà fondi a fornitori di Gm e ad altri produttori di auto sudcoreani per lo sviluppo di componentistica, anche per le auto elettriche e a guida autonoma.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo con inflazione soft, Dj +0,2%

La seduta a Wall Street è iniziata in leggero aumento all'indomani di un rally che ha spinto il DJIA e l'S&P 500 ai massimi di tre settimane e il Nasdaq Composite al top del 21 marzo scorso. L'indice delle 30 blue chip punta alla sesta seduta di fila in aumento; già quella di ieri era stata la serie positiva più lunga dallo scorso febbraio. Il Dow e l'S&P 500 si apprestano domani a chiudere la prima settimana in rialzo dopo due in calo.

Gli investitori sono rassicurati dal fatto che le pressioni inflative non si stanno formando tanto velocemente quanto temuto; ciò dovrebbe tranquillizzare chi teme una Federal Reserve meno accomodante del previsto. L'indice dei prezzi al consumo ad aprile è salito dello 0,2% contro attese per un +0,3%. Su base annua i prezzi sono tuttavia saliti del 2,5%, il balzo maggiore dal febbraio 2017. Il dato segue quello di ieri dei prezzi alla produzione, il mese scorso saliti dello 0,1% contro il +0,2% previsto. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono invece rimaste per la seconda volta di fila ai minimi di 49 anni fa.

Gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi geopolitici dopo il ritiro degli Usa dall'accordo nucleare iraniano e dopo il ritorno in Usa di tre cittadini liberati dalla Corea del Nord.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA guadagna 57 punti, lo 0,2%, a quota 24.599,81. L'S&P 500 sale di 9,3 punti, lo 0,34%, a quota 2.707. Il Nasdaq Composite segna un +20 punti, lo 0,27%, a quota 7.360. Il petrolio a giugno al Nymex si sgonfia e cede lo 0,07% a 71,09 dollari al barile.

Casa Bianca condanna "provocazione" Iran nel Golan, Israele ha diritto di difendersi

Gli Stati Uniti "condannano l'attacco provocatorio" di quello che chiamano "regime" iraniano, che dalla Siria ha lanciato razzi nella parte delle Alture del Golan occupata da Israele. Lo stato ebraico ha risposto prendendo di mira postazioni militari iraniane presenti in Siria su invito del presidente Bashar al-Assad.

Secondo la Syrian Observatory for Human Rights, un gruppo britannico, almeno 23 persone sono state uccise dagli attacchi israeliani; i razzi iraniani non hanno invece provocato vittime ma solo danni, secondo l'esercito israeliano. In una nota, la Casa Bianca ha parlato di attacchi "contro cittadini israeliani".

Washington ha detto di "sostenere con forza il diritto di Israele ad agire per l'autodifesa". Secondo l'amministrazione Trump "il dispiego da parte del regime iraniano di un sistema di razzi e messili per un'offensiva contro Israele è inaccettabile e rappresenta uno sviluppo altamente pericoloso per tutto il Medio Oriente", che a dire il vero rischia di finire in tilt anche per il ritiro degli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano che la Ue continua a difendere.

Secondo la nota della Casa Bianca, le Guardie rivoluzionarie iraniane "sono responsabili delle conseguenze delle loro azioni sconsiderate". Per gli Usa le azioni iraniane "pongono una grave minaccia alla pace e alla stabilità internazionali".

  • Ross, vogliamo fare comprare alla Cina più prodotti Usa, restano "divari ampi"
    Gli Stati Uniti vogliono che la Cina compri più prodotti americani piuttosto che inviare meno dei propri articoli nel mercato Usa. Lo ha detto Wilbur Ross, il segretario americano al Commercio che la settimana scorsa era volato a Pechino (Cina) come parte della delegazione Usa che non ha trovato alcun accordo sul piano commerciale con i funzionari cinesi. Parlando a Cnbc, Ross ha detto: "I cinesi sono molto bravi nella loro retorica sul libero commercio ma di fatto il loro è forse il Paese più protezionista tra le principali nazioni". Nonostante la critica, Ross è comunque compiaciuto dalla disponibilità della Cina ad ascoltare le preoccupazioni degli Usa sul loro crescente deficit commerciale. Riferendosi agli incontri a Pechino, Ross ha detto che hanno chiamato in causa "il giusto livello di persone" ma ancora "c'è un divario notevole tra quello che loro hanno messo sul piatto e quello che noi crediamo che serva ma va bene. C'è da aspettarselo in questa fase del gioco".
Wall Street: future in rialzo, l'inflazione non preoccupa per ora

I future a Wall Street viaggiano in rialzo all'indomani di un rally che ha spinto il DJIA e l'S&P 500 ai massimi di tre settimane e il Nasdaq Composite al top del 21 marzo scorso. L'indice delle 30 blue chip riparte dopo cinque sedute di fila in aumento, la serie positiva più lunga dallo scorso febbraio.

Gli investitori sono rassicurati dal fatto che le pressioni inflative non si stanno formando tanto velocemente quanto temuto; ciò dovrebbe tranquillizzare chi teme una Federal Reserve meno accomodante del previsto. L'indice dei prezzi al consumo ad aprile è salito dello 0,2% contro attese per un +0,3%. Su base annua i prezzi sono tuttavia saliti del 2,5%, il balzo maggiore dal febbraio 2017. Il dato segue quello di ieri dei prezzi alla produzione, il mese scorso saliti dello 0,1% contro il +0,2% previsto. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono invece rimaste per la seconda volta di fila ai minimi di 49 anni fa.

Gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi geopolitici dopo il ritiro degli Usa dall'accordo nucleare iraniano e dopo il ritorno in Usa di tre cittadini liberati dalla Corea del Nord. Intanto il greggio continua a volare portandosi su nuovi massimi di tre anni e mezzo sopra i 71 dollari al barile.

I future del Dow avanzano di 50 punti, lo 0,2%; quelli dell'S&P 500 crescono di 8,25 punti, lo 0,3%; quelli del Nasdaq salgono di 21 punti, lo 0,3%. Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,6% a 71,48 dollari al barile.

Usa: prezzi al consumo ad aprile saliti meno del previsto

I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti meno delle stime ad aprile. Il dato potrebbe tranquillizzare i mercati, che a febbraio hanno temuto un aumento dell'inflazione e dunque una Federal Reserve meno accomodante del previsto.

Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% su base mensile dopo il rialzo dello 0,2% di febbraio e marzo e dello 0,5% di gennaio. Le stime erano per un +0,3%.

Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,1% dopo il +0,2% del mese precedente, tanto quanto previsto dagli analisti.

Su base annuale il dato generale è cresciuto del 2,5% rispetto all'aprile 2017 (quanto atteso) e dopo il +2,4% di marzo, il +2,2% di febbraio e il +2,1% di gennaio; il dato "core" è salito su base annua del 2,1% (meno del +2,2% previsto), tanto quanto visto il mese precedente e dopo il rialzo dell'1,8% registrato sia a febbraio sia a gennaio, sopra il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%.

Il mese scorso i prezzi dell'energia sono aumentati dell'1,4% rispetto al mese precedente, mentre quelli di generi alimentari sono saliti dello 0,3%. Da segnalare che i salari medi settimanali sono calati dello 0,1% ad aprile.

  • Usa: richieste di sussidi di disoccupazione restano sui minimi di 49 anni
    Nei sette giorni conclusi il 5 maggio scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è rimasto invariato restando su minimi storici. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono rimaste per la seconda settimana di fila a quota 211.000, un livello basso che non si vedeva dal 6 dicembre del 1969, all'inizio dell'amministrazione Nixon. Gli analisti attendevano un aumento a 215.000 unità. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, si è portata ai minimi del dicembre 1969 con un -5.500 unità a 216.000. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 28 aprile, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è salito di 30.000 unità a 1,790 milioni.
Media
Comcast pagherebbe 2,5 mld $ a Fox se acquisto di asset anti Disney salta (FT)

Mentre prepara la sua offerta per aggiudicarsi gli stessi asset che 21st Century Fox ha promesso lo scorso dicembre a Walt Disney, Comcast sarebbe disposta a pagare al gruppo di Rupert Murdoch 2,5 miliardi di dollari nel caso in cui l'accordo inciampasse in ostacoli regolatori. Lo scrive il Financial Times, secondo cui la cosiddetta break fee è un'aggiunta rispetto all'offerta di acquisto fatta originariamente lo scorso novembre e respinta dal magnate dei media nonostante valesse 60 miliardi di dollari contro i 52,4 miliardi accordati con Disney.

All'epoca il cda di Fox preferì l'offerta tutta in azioni fatta dal gruppo guidato da Bob Iger, che secondo gli analisti potrebbe essere disposto ad alzare la posta pur di portare a casa asset con cui si rafforzerebbe nello streaming per sfidare Netflix e Amazon. E' stata la stessa Fox lo scorso aprile a svelare di avere rifiutato la proposta di Comcast, a cui fece riferimento in un documento usando l'espressione "party B", spiegango che "non era disposto ad accordare un'allocazione accettabile dei rischi regolatori" legati all'acquisto di asset che includono il 39% in Sky.

Mentre all'epoca Comcast non incluse una break fee, Disney diede retta al cda di Fox e ne propose una da 2,5 miliardi di dollari.

Ora resta da capire se Comcast lancerà la sua offerta, per la quale starebbe cercando di ottenere dalle banche finanziamenti per 60 miliardi di dollari. Tutto dipenderà dall'approvazione o meno da parte di un giudice Usa delle nozze da 85 miliardi di dollari tra AT&T e Time Warner. La fusione è stata bloccata dalla Giustizia Usa.

Nel pre-mercato Fox sale dell'1,6% mentre Comcast è fermo e Disney avanza dello 0,3%.

pharma
Eli Lilly compra ARMO Biosciences per 1,6 miliardi di dollari

Per 1,6 miliardi di dollari in contanti, Eli Lilly comprerà l'azienda biotecnologica ARMO Biosciences. Lo ha annunciato il gruppo farmaceutico facendo scattare il rally della società specializzata nell'immuno-oncologia. Nel pre-mercato al Nasdaq il titolo vola del 67,5% a 49,97 dollari per titolo, quasi quanto i 50 dollari per azione messi sul piatto da Eli Lilly, che al Nyse non si muove. Ieri ARMO Biosciences aveva chiuso a 29,82 dollari. A fare gola è il prodotto di punta di ARMO Biosciences, giunto alla fase finale dei test clinici per la cura del cancro al pancreas e ancora nelle fasi iniziali per la cura del tumore ai polmoni e ai reni. Si chiama pegilodecakin. Eli Lilly ha spiegato che la terapia potenzierebbe la sua offerta immuno-oncologica. ARMO Biosciences conta altri due prodotti che non sono ancora arrivati ai test clinici sugli esseri umani e un'altro invece in fase pre-clinica. La transazione dovrebbe essere completata entro al fine del secondo trimestre e non dovrebbe cambiare le guidance di Eli Lilly sugli utili pro forma del 2018.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 5 aprile alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +2.000 a 211.000. Consensus: 215.000.

Indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,1% mensile e +2,4% annuale. Consensus: +0,3% e +2,5%. Componente core, precedente: +0,2% mensile e +2,1% annuale. Consensus: +0,2% e +2,2%.

Bilancio del Tesoro alle 14 (le 20 in Italia).


Appuntamenti societari

Trimestrali di Meredith e News Corp a un orario non precisato. Trimestrale di Tribune Media prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Dropbox dopo la chiusura dei mercati.

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1882 dollari, biglietto verde in ribasso a 109,62 yen

Euro in rialzo dello 0,24% a 1,1882 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,084 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,12% a 109,62 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.314,90 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,14% a 1.314,90 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.221,80 e i 1.375,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 71,54 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,56% a 71,54 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,54 e i 71,89 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones in rialzo dello 0,13%, lo S&P sale dello 0,19%, il Nasdaq cresce dello 0,20%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita con indici vicini ai massimi intraday. Arrivato a salire di 226 punti, il DJIA ne ha aggiunti 182 punti, lo 0,75%, a quota 24.542,47. L'S&P 500 è cresciuto di 25,87 punti, lo 0,97%, a quota 2.697,79. Il Nasdaq Composite ha registrato un rialzo di +73 punti, l'1%, a quota 7.339,9. Il Vix, l'indice della volatilità, è sceso per il quinto giorno di fila a 13,42, minimi di gennaio.