Wall Street Journal: "40enni italiani schiacciati da fisco e welfare"

Sul quotidiano statunitense la diagnosi lucida ed inquietante di uno dei problemi cruciali del nostro Paese

“In Italia un’intera generazione soffre la stretta fiscale”: con questo eloquente titolo il Wall Street Journal pubblica oggi in prima pagina, in occasione del voto finale alle nostre elezioni politiche, un pezzo molto lucido dedicato ai problemi socioeconomici del nostro Paese, firmato dal corrispondente da Roma Christopher Emsden. Un pezzo di quelli che sarebbe stato utile leggere sulla stampa italiana, dove invece purtroppo scarseggiano. L’analisi, basata su di uno studio condotto dalla Banca d’Italia e dell’Università di Verona, ruota intorno a dati molto eloquenti, a partire da questo: gli italiani nati nel 1970, che ora hanno più o meno 43 anni, pagano in tasse una percentuale del reddito della loro intera vita lavorativa superiore del 50% rispetto a chi nacque nel 1952; e quando riusciranno ad andare in pensione, ne percepiranno una il cui importo sarà pari più o meno alla metà di quella della quale stanno godendo i loro padri.

Il WSJ ha intervistato una serie di italiani quaranta-e-qualcos’enni, tra i quali il veronese Andrea Bolla, 46enne amministratore delegato della società Vivigas e delle cantine Valdo che producono il Prosecco di Valdobbiadene (nell’articolo la circostanza non viene menzionata, ma ha fatto anche parte della giunta nazionale di Confindustria, a capo del “Comitato tecnico per il Fisco”), il quale definisce la sua generazione, quella degli attuali under-50, come una “generazione perduta”, che al contrario di quella dei padri ha ormai ripiegato su di una “mentalità da sopravvivenza”. Una generazione, nota il WSJ, incastrata “a sandwich” tra due fasi cruciali della storia italiana (quella del boom post bellico, e quella attuale della austerity “imposta dall’Europa”).

Nell’articolo si nota inoltre come gli elettori di età compresa fra I 40 e I 49 anni rappresentino il principale bacino di voto di protesta per il “Movimento 5 Stelle” di Beppe Grillo (lo voterebbero al 26%, stando ai recenti sondaggi).

Viene poi considerata un’analisi del centro studi Carlo F. Dondena dell’Università Bocconi, stano al quale l’aiuto che la attuale generazione dei pensionati sta dando a quella sventurata dei quarantenni spesso consiste nel mettere a disposizione la casa: ecco perché in Italia gli under 35 intenzionati a metter su famiglia sono circa la metà di quelli dei Paesi dell’Europa del Nord, ma hanno una probabilità quattro volte più elevata di poter contare su di un’abitazione di proprietà. Il guaio è che quelli che non godono di un simile beneficio, che comunque non sono pochissimi, devono anche pagare un mutuo trentennale: il che contribuisce a stritolarli esasperandone il costo della vita.

Ecco la tabella con la quale il WSJ riassume questa sperequazione generazionale: