Wall Street travolta dal sell-off, per il Dow il peggiore dal giugno 2016

Trimestrali deludenti, timori per una Federal Reserve meno accomodante, rischi politici e un salutare ritracciamento spiegano la seduta. Rendimenti decennale al top di 4 anni
AP

Una serie di trimestrali deludenti, timori per una Federal Reserve meno accomodante e rischi politici. Sono questi i fattori principali che hanno alimentato il sell-off a Wall Street, dove è finita la peggiore settimana da oltre due anni.

In vista del fine settimana, gli investitori non hanno voluto essere esposti preferendo le prese di beneficio dopo un rally da record che andava avanti quasi ininterotto da inizio anno. Gennaio è stato il mese migliore dal marzo 2016 per il Dow Jones Industrial Average e per l'S&P 500. Non solo. Per Wall Street il 2017 era stato l'anno migliore dal 2013. Di conseguenza, di fronte a fattori vari gli investitori non hanno avuto alcun motivo per non vendere.

Il Dow ha perso 665,75 punti, il 2,54%, a quota 25.520,96. Il calo in termini di punti è stato il peggiore dal dicembre 2008, quando perse 680 punti. La flessione percentuale è stata la più ampia dal 24 giugno 2016. In settimana l'indice delle 30 blue chip ha perso il 4,1%.

L'S&P 500 ha ceduto 59,85 punti, il 2,12%, a quota 2.762,13. Rispetto a sette giorni prima, c'è stato un calo del 3,9%.

Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 144,92 punti, l'1,96% a 7.240,95. In settimana la flessione è stata del 3,5%.

Nel reddito fisso, i Treasury hanno subito un altro tonfo arrivato alla quinta settimana di fila. Il decennale ha chiuso con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - al 2,852% dal 2,773% della seduta precedente. Sono stati raggiunti i massimi di quattro anni fa.

Apple ha perso il 4,4% a 160,37 dollari, minimi di oltre tre mesi. Il titolo del produttore dell'iPhone ha sofferto all'indomani di una trimestrale record ma con vendite deludenti dello smartphone. E così l'azione ha chiuso per la prima volta in 15 mesi in correzione; ha perso il 10,5% dai massimi record a cui aveva chiuso il 18 gennaio a quota 179,26 dollari. L'ultima correzione per Apple risale al novembre 2016.

Gli investitori si sono innervositi sin dalla pubblicazione, alle 14.30 italiane, del rapporto sull'occupazione americana a gennaio. Sono stati creati 200.000 posti di lavoro, più delle stime. Il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%, minimi del dicembre 2000. I salari orari sono aumentati sul gennaio 2016 del 2,9%, il balzo maggiore dal giugno 2009. Ciò segnala pressioni inflative che portano i trader a temere che la Fed possa effettuare quattro rialzi dei tassi e non solo tre come indicato a dicembre (le nuove stime della banca centrale arriveranno a marzo).

La situazione è peggiorata quando Donald Trump ha dato il via libera per togliere il segreto su un memo controverso, poi diffuso dai repubblicani alla Camera. Con esso il Gop vuole gettare cattiva luce sull'Fbi e sul dipartimento di Giustizia: l'accusa è che sin dall'inizio hanno abusato della loro autorità nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate.

Anche se nella sua storia il Dow Jones non ha vissuto una seduta così brutta più di un paio di volte, non mancano money manager secondo cui il sell-off è salutare dopo la serie di record inanellata dall'azionario Usa. Ora bisogna vedere cosa succederà la settimana prossima. Ulteriori cali potrebbero spingere gli investitori che hanno perso il treno del rally recente a comprare.

Altri Servizi

Netflix vende 2 miliardi di dollari di bond "spazzatura"

Saranno denominati in valuta Usa e in euro. Ricavato usato per finanziare nuovi contenuti
AP

Dopo Uber, anche Netflix si dà al mercato obbligazionario ad alti rendimenti. Il gruppo che offre un servizio di video in streaming intende rastrellare 2 miliardi di dollari attraverso il collocamento di bond "spazzatura" denominati sia in dollari sia in euro per investitori istituzionali qualificati. Netflix - famosa per le serie come "House of cards" e "Orange is the new black" ha spiegato che i rendimenti offerti e le scadenze delle obbligazioni saranno decisi più avanti, dopo i negoziati con gli acquirenti iniziali.

Trump pronto a fare pressione su Netanyahu sul piano di pace in Medio Oriente

Lo scorso mese, per la prima volta, il presidente Usa ha appoggiato pubblicamente la soluzione a due Stati. Il piano statunitense sarà presentato a breve
iStock

Il presidente statunitense, Donald Trump, avrebbe detto all'omologo francese, Emmanuel Macron, di essere pronto a fare pressione sul primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, affinché accetti il piano di pace per il Medio Oriente che presenterà a breve. Lo hanno riferito quattro diplomatici - al corrente del colloquio tra Trump e Macron dello scorso mese - a Barak Ravid, giornalista dell'israeliana Channel 10 e del sito statunitense Axios.

Al via in Canada il road show del vino italiano

Inizia “A TASTING OF WINES FROM ITALY” con tappe a Vancouver, Calgary, Toronto e Montréal

Parte oggi “A TASTING OF WINES FROM ITALY”, il roadshow del vino italiano in Canada. Giunto alla 23esima edizione, il tour farà tappa come ogni anno a Vancouver, Calgary, Toronto e terminerà a Montréal. L’iniziativa - organizzata dall’ICE Canada - è divenuta con gli anni l’appuntamento commerciale di riferimento per il trade canadese e rappresenta oggi l’evento più atteso e accreditato dedicato al vino italiano in Canada. Sono 100 i produttori italiani che parteciperanno ai 'walk around tasting' e che prenderanno contatti con oltre 3.500 operatori tra agenti del vino, rappresentanti dei monopoli provinciali canadesi (che sono tra i principali importatori di vini e liquori al mondo), HoReCa, giornalisti specializzati, opinion leader, wine lover e altri interlocutori specializzati che prenderanno parte agli eventi previsti nelle quattro città.

Carovana di migranti verso gli Usa, 5.000 persone sfidano Trump

Nonostante il presidente abbia minacciato l'intervento dell'esercito, cresce il numero di persone in marcia verso il confine. Washington accusa i democratici e minaccia i Paesi di provenienza dei migranti
AP

Una carovana di almeno 5.000 persone, in gran parte provenienti dall'Honduras, continua ad attraversare il Messico per arrivare al confine con gli Stati Uniti, nonostante il presidente Donald Trump abbia minacciato di usare l'esercito per fermarli.

Wall Street, ottimismo dall'Asia

Il balzo a Shanghai, grazie alle buone notizie dal dato del Pil cinese, trascina le altre borse del continente
iStock

Donald Trump prepara una stretta sui diritti dei transgender: "Non esistono"

Secondo il New York Times il governo americano è a lavoro su una norma per stabilire che il sesso di una persona venga determinato dagli organi genitali che si hanno alla nascita
AP

L’amministrazione Trump sta lavorando a una norma per stabilire che il sesso di una persona venga determinato solo da "elementi biologici chiari e oggettivi". Lo sostiene il New York Times in un lungo articolo che spiega come si tratti di una nuova stretta, dopo la revoca della norma sull’uso dei bagni, sui diritti e sulle tutele acquisiti dalla persone transgender sotto la presidenza di Barack Obama.

Trump vuole ritirare gli Stati Uniti dal trattato sulle armi nucleari con la Russia

Il presidente americano accusa Mosca di violarlo. Il Cremlino nega e protesta: "È un passo molto pericoloso"
Ap

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato di voler ritirare gli Stati Uniti dal trattato sulle armi nucleari Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) firmato con la Russia nel 1987, sostenendo che Mosca ha "violato l’accordo per molti anni". Si tratta di un trattato firmato dai presidenti Reagan e Mikhail Gorbaciov 31 anni fa che regola lo sviluppo e il possesso delle armi nucleari a raggio intermedio e che, nello specifico, ha abolito l'uso di tutta una serie di missili la cui capacità di gittata copre distanze da 500 a 5.500 km.

Nella sua battaglia contro la Federal Reserve, 'rea' secondo lui di volere stringere troppo la cinghia, Donald Trump sembra da solo. Persino Randal Quarles, il primo uomo a essere stato nominato da lui nella banca centrale Usa, ha difeso la politica monetaria fatta di rialzi graduali dei tassi. L'uomo, un repubblicano moderato, non è stato l'unico nella giornata odierna a difendere la Fed. Secondo Alan Greenspan, a capo della Fed dal 1987 e il 2006, l'istituto centrale guidato da Jerome Powell dovrebbe mettersi un "paraorecchi e non ascoltare" quello che dice il 45esimo presidente americano. Per Gary Cohn, ex presidente di Goldman Sachs ed ex consigliere economico di Trump, l'inquilino della Casa Bianca "non dovrebbe fare commenti su alcuna agenzia indipendente" tanto più che la Fed, secondo lui, "sta facendo il suo lavoro".

Il Canada legalizza la marijuana, sell-off per i titoli di gruppi produttori

Diventa il più grande paese al mondo (e il secondo dopo l'Uruguay) a consentire la vendita di quella a uso ricreativo e non solo medico

Il Canada diventa oggi il più grande paese al mondo (e il secondo dopo l'Uruguay) a legalizzare la marijuana a uso recreativo. Nonostante questo, i titoli di aziende produttrici di marijuana soffrono, in alcuni casi anche vistosamente.