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Fischer (Fed): no aumento tassi finché inflazione non è verso livelli normali

La Federal Reserve è preoccupata per un'inflazione ancora bassa e non agirà sul costo del denaro finché non la vedrà tornare verso livelli più normali. A dirlo è Stanley Fischer, vicepresidente della Banca centrale americana: "La situazione interessante in cui ci troviamo vede l'occupazione salire a passo relativamente veloce rispetto alle precedenti performance, ma in cui l'inflazione è ancora molto bassa.

E, in questa situazione, la preoccupazione è non muoversi prima di vedere l'inflazione, così come l'occupazione, tornare verso livelli più normali", ha detto durante un'intervista a Bloomberg Tv. Anche se l'ecoomia americana non è ancora tornata alla normalità, "speriamo che lo faccia". Fisher ha ammesso che l'economia americana deve essere reflazionata, ma ha spiegato di non essere favorevole a un aumento del target sull'inflazione al 4% (ora la soglia considerata ottimale è al 2%). Per Fisher ampia parte del calo dell'inflazione è temporanea ed è riconducibile al ribasso dei prezzi del petrolio e delle materie prime. "Sono segnali del fatto che si stabilizzerà a un certo punto, quindi i tassi non resteranno bassi come ora per sempre", ha detto, sottolineando che la disinflazione globale "è un fattore che ci disturba, perché non è inevitabile, non è giustificata dall'andamento delle economie straniere, eppure c'è".

10 Agosto 2015, 14:31
Ultimo aggiornamento: 6 anni, 1 mese fa

Stefania Arcudi