Wall Street: nel giorno delle "quattro streghe" solo il Dow da record

Scaduti future e opzioni. Per gli indici S&P, la maggiore riclassificazione dal 1999. Fed verso il terzo rialzo dei tassi del 2018. Nafta in bilico

All'indomani di una seduta in cui il Dow Jones Industrial Average aveva messo a segno il primo record dal 26 gennaio scorso e l'S&P 500 il primo dal 29 agosto, a Wall Street c'è stata un po' di volatilità. L'indice delle 30 blue chip ha messo a segno il secondo record di fila, il tredicesimo del 2018 e il 101esimo da quando, nel novembre 2016, Donald Trump vinse alle elezioni presidenziali americane. Il listino benchmark ha raggiunto nuovi massimi intraday salvo poi annullare tutti i guadagni giornalieri. Partito in rialzo, il Nasdaq Composite ha invece sofferto.

Con un'agenda macroeconomica pressoché vuota e in assenza di trimestrali, l'attenzione degli operatori di borsa era già rivolta al 25 e 26 settembre prossimi, quando la Federal Reserve dovrebbe annunciare il terzo rialzo del tassi dell'anno in corso (di 25 base al 2-2,25%).

Sull'azionario Usa la volatilità era attesa nel "giorno delle quattro streghe" (Quadruple Witching), quando cioè scadono contemporaneamente i future sugli indici, le opzioni sugli indici, i future sulle azioni e le opzioni sulle azioni.

Inoltre gli indici S&P sono protagonisti della maggiore riclassificazione dal 1999. Facebook, Twitter e Alphabet lasciano il settore tech per entrare nel nuovo comparto dei "servizi alla comunicazione", la versione aggiornata di quello delle tlc (che comprende ora solo AT&T, Verizon Communications e CenturyLink). Walt Disney, Netflix, Comcast e News Corp confluiscono nel settore dei beni discrezionali, in cui entrerà anche eBay (che lascia il settore tech). Gli investitori sposteranno i loro fondi per continuare a essere esposti a grandi aziende come Alphabet.

"E' molto importante che gli investitori comprendano come la riclassificazione condizionerà i loro portafogli dal momento che gli Etf che hanno al momento potrebbero non soddisfare più i loro obiettivi di investimento", ha spiegato alla Cnbc Neena Mishra, direttore della ricerca per gli Etf di Zacks Investment Research.

I timori legati alle tensioni commerciali tra Usa e Cina sono rimasti contenuti ma lunedì 24 settembre entreranno in vigore i nuovi dazi annunciati dalle due nazioni in settimana. In una intervista su Fox News, il presidente americano Donald Trump ha ribadito che "è ora che gli Usa prendano posizione" contro la nazione asiatica. "Non abbiamo scelta. Ci sta ledendo", ha aggiunto Trump, che lunedì 18 settembre aveva annunciato dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi; saliranno al 25% da gennaio. La Cina ha risposto con dazi del 5-10% su 60 miliardi di importazioni americane, a loro volta in vigore dal 24 settembre. I due Paesi si erano già colpiti a vicenda con tariffe doganali di 50 miliardi di dollari ciascuna.

Le trattative sul nuovo Nafta tra Usa e Canada non sembrano avanzare e la Casa Bianca pare intenzionata a tirare dritto con l'accordo bilaterale siglato con il Messico a fine agosto. La ministra canadese degli esteri Chrystia Freeland sarà a New York la settimana prossima per i lavori dell'Assemblea generale dell'Onu ma non è chiaro se e quando incontrerà l'uomo con cui ha trattato fino ad ora: lo 'zar' commerciale americano Robert Lighthizer. Martedì 25 i negoziatori Ue dovrebbero invece incontrare quelli Usa approfittando dei lavori al Palazzo di vetro.

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