Wall Street ignora il rischio shutdown

Ieri chiusure in calo, ma Dow Jones oltre 26.000 punti

Usa
Wall Street apre in leggero ribasso, sotto pressione per lo shutdown

I principali indici quotati a Wall Street hanno aperto la seduta di luned" 22 gennaio in leggero ribasso. A mettere sotto pressione la borsa americana è ancora una volta lo shutdown, la paralisi del governo federale per mancanza di fondi, entrata oggi nel suo terzo giorno. Il Senato non è ancora riuscito a trovare un accordo e questa mattina voterà su un piano proposto dal leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell, che darà fondi alle agenzie fino all'8 febbraio. Storicamente gli shutdown hanno provocato un breve periodo di volatilità sui mercati. Un dato positivo invece è legato al Fondo monetario internazionale: questa mattina ha alzato le stime di crescita degli Stati Uniti grazie alla riforma fiscale che taglia le tasse sulle aziende dal 35% al 21%.

Nel 2018 prevede un +2,7% e nel 2019 un +2,5%. Il Dow Jones Industrial Average, dopo che settimana scorsa aveva superato due volte di fila i 26.000 punti per la prima volta, cede 60,45 punti, lo 0,23%, a quota 26.011,25. L'S&P 500 cede 0,29 punti, lo 0,01%, a quota 2.809,31. Il Nasdaq cede 2,71 punti, lo 0,04%, a quota 7.333,28. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un +0,02% a 63,38 dollari al barile.

A livello societario, Abercrombie & Fitch (+8%) sale dopo avere alzato le guidance per il suo quarto trimestre fiscale. GE(-1,05%) invece ha aperto in ribasso a causa del downgrade da parte di Bank of America. Harley-Davidson (+1,5%) ha visto Wells Fargo alzare la valutazione delle sue azioni, visto che il produttore di moto dovrebbe migliorare le sue performance grazie alla riforma fiscale.

Wal-Mart (-0,5%) si prepara a vendere le sue partecipazioni delle società in Brasile. Due importanti azionisti di Xerox (+2,5%), tra cui Carl Icahn, stanno presentando al gruppo una serie di opzioni tra cui la vendita. Microsoft (-0,2%) invece sta perdendo parte del suo mercato in Russia a causa delle nuove sanzioni imposte da Washington su Mosca. Infine oggi Amazon (+0,5%) aprirà Amazon Go, il primo negozio in cui sono state eliminate le casse. Gli articoli vengono automaticamente caricati sulla propria carta di credito dopo essere usciti con essi dal negozio.

Tecnologia
Amazon vuole rendere il lavoro del cassiere obsoleto?

Con un anno di ritardo lunedì a Seattle apre Amazon Go, il primo negozio in cui è possibile entrare, prendere i prodotti che vogliamo e uscire senza dover passare da una cassa o dover passare sotto uno scanner il codice a barre del nostro articolo.

Come funziona? Nel negozio si può accedere solo scansionando un codice collegato alla propria utenza grazie alla Amazon Go app. A questo punto ogni nostro movimento sarà seguito da centinaia di telecamere, che controlleranno ogni gesto. Quali prodotti guardiamo, quali articoli prendiamo e poi rimettiamo sugli scaffali. Infine, quando lasceremo il negozio con i prodotti che vogliamo, ci arriverà una mail con la ricevuta di pagamento (attraverso la nostra carta di credito).

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Trump sullo shutdown: usare la nuclear option per fermarlo

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, questa mattina ha suggerito ai senatori repubblicani di usare la nuclear option per fermare lo shutdown, la paralisi del governo federale per mancanza di fondi, che domenica è entrata nella seconda giornata. La nuclear option permette di usare la maggioranza semplice del 50 + 1, rispetto all'attuale che prevede 60 voti, per apporvare la legge sul finanziamento dello stato. Sempre questa mattina il vice portavoce della Casa Bianca, Raj Shah, ha proposto la stessa soluzione parlando a Fox News. 

Tecnologia
Amazon pubblica la lista delle 20 città in cui potrebbe costruire il suo secondo quartier generale

Amazon ha annunciato una rosa di 20 città tra le 238 che si sono offerte per ospitare la sua seconda sede, dopo la prima che si trova a Seattle, nello stato di Washington.

Il gigante dell'e-commerce ha detto che la nuova sede porterà 50.000 posti di lavoro ben retribuiti. La 'gara' ha raccolto lo stesso entusiasmo che solitamente viene riservato alle offerte per ospitare le Olimpiadi.

Eccole: 

Atlanta,

Austin, Tex.

Boston

Chicago

Columbus, Ohio

Dallas

Denver

Indianapolis

Los Angeles

Miami

Montgomery County, Md.

Nashville

Newark

New York

Northern Virginia

Philadelphia

Pittsburgh

Raleigh, N.C.

Toronto

Washington

Intelligenza artificiale
Il Ceo di Google: "L'intelligenza artificiale rivoluzionaria più dell'elettricità e del fuoco"

L'intelligenza artificiale porterà cambiamenti nella società "più profondi dell'elettricità e del fuoco". Lo ha detto l'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, in un'intervista con Msnbc e Recode. Google è la società leader nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, secondo The Verge. 

Pichai ha detto che, come per il fuoco, l'umanità dovrà sfruttare i benefici dell'intelligenza artificiale, ma capirne anche i lati negativi.

Difesa
Il dipartimento di Stato approva la vendita di F-35 al Belgio, accordo da 6,53 miliardi

Il dipartimento di Stato statunitense ha dato il via libera alla vendita di F-35 al Belgio. L'accordo, che in realtà non è stato ancora concluso con l'alleato europeo, dovrebbe prevedere la cessione di 34 jet F-35 della Lockheed Martin e 38 motori F-135 prodotti da Pratt & Whitney, per un valore stimato in 6,53 miliardi di dollari.

Usa
Lo shutdown in Usa potrebbe costare 6,5 miliardi di dollari alla settimana

Gli Stati Uniti sono in shutdown. Il Senato non ha trovato un accordo per approvare il finanziamento provvisorio del governo federale, necessario entro la fine del 19 gennaio. Secondo un rapporto di S&P Global Ratings, lo shutdown potrebbe far scendere il Pil degli Stati Uniti dello 0,2% ogni settimana, ovvero 6,5 miliardi di dollari. La prima conseguenza dello shutdown è che migliaia di lavoratori federali saranno in congedo non retribuito e che circa 1,3 milioni di militari resteranno senza stipendio finché non si troverà una soluzione a questo stallo. 

Economia
S&P promuove la Grecia, rating passa a B da B-, outlook positivo

Per la prima volta in due anni, S&P Global Ratings ha migliorato il suo giudizio sulla tenuta creditizia della Grecia, portato a "B" da "B-" (comunque cinque gradini al di sotto dell'investment grade). L'outlook è rimasto "positivo", cosa che implica un'altra possibile promozione. Leggi qui i dettagli.

azionario
Wall Street: chiusura record per S&P 500 e Nasdaq, rischio shutdown ignorato

La seduta a Wall Street è finita con gli indici sui massimi intraday, cosa che ha permesso all'S&P 500, al Nasdaq Composite e al Russell 2000 di raggiungere nuovi record. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato a sua volta terreno, ma senza superare i massimi raggiunti il 17 gennaio, quando chiuse per la prima volta sopra i 26.000 punti. Gli indici hanno chiuso un'altra settimana positiva.

Gli investitori hanno ignorato il rischio shutdown, non tanto perché credono che la paralisi del governo sarà evitata quanto perché essa non dura generalmente molto e dunque dovrebbe avere un impatto limitato sull'economia. I legislatori hanno tempo fino alla mezzanotte di Washington di venerdì 19 gennaio (le sei del mattino di sabato in Italia) per trovare un'intesa. Leggi qui cosa è lo shutdown e cosa significa per il governo federale.

Il DJIA ha guadagnato 23,91 punti, lo 0,21%, a quota 26.071,72.

L'S&P 500 è aumentato di 12,27 punti, lo 0,44%, a quota 2.810,30.

Il Nasdaq Composite è salito di 40,33 punti, lo 0,55%, a quota 7.336,38.

Il Russell 2000 ha aggiunto 20,54 punti, l'1,3%, a quota 1.597,26.



materie prime
Petrolio chiude a NY -0,91% a 63,37 dollari al barile, prima settimana su 5 in calo

Il petrolio ha chiuso in calo per la terza seduta sulle quattro di questa settimana (luned" i mercati Usa sono rimasti chiusi per festività).

Al Nymex il contratto febbraio - che scadrà alla fine della seduta di luned" prossimo - ha perso 58 centesimi, lo 0,91%, a quota 63,37 dollari al barile. In settimana ha ceduto l'1,5% circa; è stata la prima ottava su cinque in rosso.

A pesare sono state le stime dell'Agenzia internazionale dell'energia, che si aspetta una crescita "esplosiva" della produzione Usa nel 2018. Secondo l'agenzia parigina, inoltre, "rialzi sostanziali in Canada e Brasile" insieme al boom Usa "supereranno potenzialmente i forti ribassi [della produzione petrolifera] in Venezuela e Messico".

Separatamente, con i prezzi del barile sui massimi di tre anni e le scorte in calo, tra i trader monta la convinzione che la storica iniziativa per un taglio alla produzione guidata dall'Organization of Petroleum Exporting Countries (Opec) possa finire prima del previsto. Il cartello dei Paesi produttori e gli alleati come Russia e Oman che non ne fanno parte si riuniranno nel fine settimana in Oman. Dal gennaio 2017, l'Opec e altri Paesi hanno iniziato a tagliare l'output; la fine del programma è stata posticipata due volte, l'ultima dal marzo 2018 alla fine dell'anno in corso.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in rialzo di un centesimo, lo 0,28%, a quota 3,52 dollari e un mezzo a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in ribasso di 2 centesimi e un mezzo, lo 0,59%, a quota 4,22 dollari e tre quarti a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a marzo hanno guadagnato 4 centesimi e un quarto, lo 0,44%, a 9,77 dollari e un quarto a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo è cresciuto di 5 punti, lo 0,16%, a 32,28 centesimi al pound. FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha guadagnato 3,20 dollari, lo 0,97%, a 331,60 dollari a tonnellata.

Politica
Usa: il democratico Schumer lascia la Casa Bianca, "progressi" su shutdown

Chuck Schumer, il leader della minoranza democratica al Senato, ha lasciato la Casa Bianca dove ha discusso per un'ora con il presidente americano Donald Trump. L'obiettivo: evitare uno shutdown che senza un accordo al Congresso scatterà alla mezzanotte di Washington, le sei del mattino di domani in Italia. Tornato a Capitol Hill, il senatore che rappresenta lo Stato di New York ha detto che i negoziati continuano. "Abbiamo avuto un incontro lungo e dettagliato. Qualche progresso è stato fatto ma ci sono ancora disaccordi", ha spiegato.

Ieri la Camera Usa ha approvato una legislazione che, se approvata anche al Senato, consentirebbe di continuare a finanziare il governo fino al 16 febbraio. Il Gop tuttavia ha bisogno di almeno 9 voti democratici per passare anche al Senato il provvedimento.

Venezuela: Usa avvertono, non investite in criptovaluta di Maduro

In vista del lancio di una criptovaluta con cui il presidente venezuelano Nicolas Maduro vuole sviare le sanzioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti, Washington ha avvertito: non investite in quello che è stato chiamato "petro"; la valuta digitale sarà sostenuta dalle riserve di petrolio, gas naturale e oro del Venezuela.

Il dipartimento americano del Tesoro ha spiegato che investire nel "petro" potrebbe comportare una violanzione delle sanzioni esistenti. Esse furono imposte l'anno scorso sulla scia della decisione del presidente venezuelano di formare una assemblea costituente giudicata da Washington (e dalla comunità internazionale) come "illegittima"; con essa Maduro vuole riscrivere la Costituzione ignorando il volere del suo popolo.

In un documento del Tesoro si legge che la criptovaluta "parrebbe una estensione di credito" al governo venezuelano motivo per cui gli americani che hanno a che fare con la valuta digitale venezuelana "potrebbero essere esposti a rischi associati a sanzioni Usa".

Fitch, eventuale shutdown non intacca rating AAA degli Usa

Gli Stati Uniti rischiano uno shutdown, scenario che non avrà un impatto sul rating pari a "AAA" dato da Fitch alla tenuta creditizia della più grande economia al mondo. Charles Seville, dell'agenzia di rating, ha spiegato che "in passato si sono verificati parziali shutdown del governo federale ed essi non hanno avuto un impatto diretto sul rating AAA" né sull'outlook stabile.

A preoccupare Fitch è piuttosto il raggiungimento del tetto al debito, il limite oltre il quale Washington non può emettere bond per finanziare le sue attività. Secondo il Congressional Budget Office, organismo congressuale bipartisan, il dipartimento americano del Tesoro finirà le "misure straordinarie" utili per onorare i propri impegni con i creditori tra la fine del prossimo marzo e l'inizio di aprile.

E' a quell'ora X che Fitch guarda: pensando alla tenuta creditizia degli Usa, l'agenzia di rating ha fatto notare che "la principale implicazione" di una paralisi del governo federale - che potrebbe scattare quando domani in Italia saranno le sei del mattino - "dipenderebbe dal fatto che essa sia il preludio di una ulteriore destabilizzazione delle politiche di bilancio o di uno scontro sul limite al debito federale".

Usa: numero trivelle petrolifere attive torna a scendere

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è tornato a scendere; la settimana scorsa era salito. Stando al rapporto pubblicato ogni venerdì dal gruppo di servizi petroliferi Baker Hughes, i pozzi sono calati di 5 unità a quota 747. Rispetto allo scorso anno, c'è stato un rialzo di 196 unità.

Il dato resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive.

Il petrolio a febbraio al Nymex resta in calo, dello 0,94% a 63,35 dollari al barile sulla scia di un rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia, che si aspetta una crescita "esplosiva" della produzione Usa nel 2018.

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano contrastati

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano contrastati. Il comparto della soia è in rialzo per la sesta giornata di fila, grazie alle previsioni di una produzione inferiore alle attese in Argentina a causa della siccità. Questo potrebbe incidere in modo negativo sull'offerta. Ulteriore sostegno ai prezzi viene dalle previsioni meteorologiche, che parlano dell'arrivo di una nuova ondata di gelo nelle aree di coltivazione nella parte centrale degli Stati Uniti. Solo il frumento è in leggero ribasso, dopo aver iniziato la giornata in positivo.

I future del mais a marzo sono in rialzo di mezzo centesimo, lo 0,14%, a 3,52 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo cede 2 centesimi, lo 0,47%, a 4,23 dollari e un quarto a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a marzo guadagnano 6 centesimi, lo 0,62%, a 9,79 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo sale di 4,10 dollari, l'1,25%, a 332,50 dollari a tonnellata, i future dell'olio con scadenza a marzo sono invariati a 32,33 centesimi al pound.

Il democratico Schumer da Trump per parlare di shutdown

In questo momento il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, è alla Casa Bianca dove sta discutendo con il presidente americano, Donald Trump, dello shutdown, la paralisi del governo federale per mancanza di fondi. Entro mezzanotte il Senato deve arrivare a un accordo sulla legge che finanzierebbe il governo: ma servono anche i voti dei democratici visto che i repubblicani hanno solo 51 seggi al Senato e per passare la legge necessita della maggioranza qualificata di 60.

Wall Street, a metà seduta viaggia contrastata. Dow in rosso per timore shutdown

A metà seduta i principali indici quotati a Wall Street viaggiano contrastati. A mantenere sotto pressione il Dow, che in questo momento perde più di 50 punti, sono i timori per lo shutdown: il Congresso ha tempo infatti fino alla mezzanotte di oggi per arrivare a un accordo ed evitare che il governo federale resti senza fondi. In generale la borsa americana ha visto una certa volatilità per tutto il corso della settimana proprio a causa dell'accetta dello shutdown.

La legge per finanziare il governo è stata approvata dalla Camera e adesso si trova al Senato dove i repubblicani hanno una maggioranza limitata e il provvedimento necessita di 60 voti, quindi anche quello di alcuni democratici. In passato gli altri shutdown avevano provocato un momentaneo rallentamento della borsa. Secondo Goldman Sachs le possibilità che il Congresso non riesca ad accordarsi in tempo per lo shutdown sono del 60%.

Altri analisti parlano del 50%. Dal punto di vista societario la stagione delle trimestrali è iniziata molto bene, con la maggior parte delle aziende che sono riuscite a battere le attese. Morgan Stanley e American Express sono tra le società che hanno maggiormente stupito il mercato. In questo momento, il Dow cede 51,65 punti, lo 0,20%, a 25.966,16. L'S&P 500 sale di 4,59 punti, lo 0,16%, a quota 2.802,49. Il Nasdaq Composite registra un +24,05 punti, lo 0,33%, a quota 7.319,99. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un -0,97% a 63,33 dollari al barile.

Energia
Petrolio: Aie, Usa in 2018 supereranno produzione Arabia Saudita, Russia nel mirino

Nel corso dei prossimi dodici mesi gli Stati Uniti potranno superare l'Arabia Saudita come secondo maggiore produttore globale di petrolio e quindi provare a contendere alla Russia il gradino più alto del podio. E' questa la previsione dell'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie), secondo cui "quest'anno si preannuncia da record per gli Stati Uniti", che potrebbero "superare l'Arabia Saudita e rivaleggiare con la Russia".

Come si legge nell'ultimo rapporto mensile, la produzione americana supererà i 10 milioni di barili al giorno nel 2018, un livello mai raggiunto dagli anni Settanta: più precisamente, l'agenzia ha aumentato le stime di 260.000 barili al giorno al record di 10,4 milioni. "Il terreno per una solida espansione è stato preparato l'anno scorso quando l'offerta dei Paesi non Opec, guidati dagli Stati Uniti, hanno spinto verso l'alto la produzione globale", bilanciando i tagli introdotti dall'Opec e da altri produttori. L'Aie ha lasciato invariate le stime sulla crescita della domanda nel 2018 a 1,3 milioni di barili al giorno, contro gli 1,6 milioni dell'anno scorso.

Fitch chiude ufficio a Istanbul, oggi decisione su rating Turchia

Nel giorno in cui dovrebbe lasciare a "BB+" il rating sulla Turchia, Fitch ha annunciato la chiusura del suo ufficio a Istanbul. La decisione "riflette il desiderio di Fitch di mantenere una struttura ottimale di rete di uffici e un livello sufficiente di risorse in ogni luogo geografico in cui è attiva". L'agenzia di rating ha spiegato di restare "altamente impegnata" nei confronti della Turchia. La copertura della nazione e dei suoi vari soggetti da parte del gruppo è "invariata".

Nel gennaio 2017 Fitch portò in territorio spazzatura il giudizio sulla Turchia, in linea con quello di Moody's e S&P. All'epoca parlò di "sviluppi politici e sulla sicurezza" che "hanno messo a repentaglio la performance economica e l'indipendenza istituzionale".

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha spesso criticato le agenzie di rating; secondo lui le loro scelte sono politicamente motivate.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

All'inizio dell'ultima seduta di contrattazioni della settimana, più breve del consueto vista la pausa del 15 gennaio in occasione del Martin Luther King Day, i cereali quotati al Chicago Board of Trade si attestano in rialzo. In particolare, il comparto della soia è in aumento per la sesta giornata di fila, sulla scia delle previsioni su una produzione inferiore alle attese in Argentina, cosa che potrebbe incidere in modo negativo sull'offerta. Ulteriore sostegno ai prezzi viene dalle previsioni meteorologiche, che parlano dell'arrivo di una nuova ondata di gelo nelle aree di coltivazione nella parte centrale degli Stati Uniti.

In avvio di seduta, mais e frumento si attestano in rialzo, ma con guadagni meno sostenuti rispetto al comparto della soia. In particolare, i future del mais a marzo crescono di un centesimo e tre quarti a 3,53 dollari a bushel, mentre quelli a maggio avanzano di 2 centesimi a 3,61 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo acquistano un centesimo a 4,24 dollari a bushel. Andamenti in rialzo superiore agli altri settori per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo acquistano 9 centesimi a 9,82 dollari a bushel, mentre quelli a maggio crescono di 8 centesimi e tre quarti a 9,93 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo avanza di 5,40 dollari a 333,80 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo salgono di 4 punti a 32,27 centesimi al pound.

Politica
Usa, Mulvaney (Casa Bianca): rischio shutdown al 50%

Il direttore dell'Ufficio per la gestione e il bilancio della Casa Bianca, Mick Mulvaney, ha detto che le probabilità di uno shutdown sono al 50%. Mulvaney ha parlato ai media prima di salire sul podio della sala stampa della Casa Bianca, appuntamento previsto alle 16.30 italiane. Il governo federale rischia la paralisi a partire da un minuto dopo lo scattare della mezzanotte odierna di Washington, le sei del mattino di domani in Italia.

Valute digitali
Shiller (Nobel economia): bitcoin forse sarà qui fra 100 anni, ma collasserà

Bitcoin con ogni probabilità "collasserà in modo totale". E' di questa opinione l'economista premio Nobel Robert Shiller, che, durante un'intervista a Cnbc, ha parlato di "bolle ovunque" non solo per quanto riguarda la valuta digitale.

"Non ha assolutamente valore a meno che l'opinione comune non dica che ha valore. Altri asset, come l'oro, avrebbero valore anche se non fossero visti come un investimento", ha detto Shiller, anticipando uno dei temi che tratterà la settimana prossima durante il World Economic Forum di Davos. Shiller ha spiegato che bitcoin "potrebbe collassare ed essere dimenticato, cosa che sembra uno scenario molto probabile, ma potrebbe anche durare per un lungo periodo, potrebbe essere ancora qui fra cent'anni".

azionario
Wall Street: apertura in lieve rialzo nonostante il rischio shutdown

La seduta a Wall Street è iniziata in lieve rialzo, segno che gli investitori per il momento non temono il rischio shutdown. Ieri la Camera Usa ha approvato un provvedimento che consentirebbe di continuare a finanziare il governo fino al 16 febbraio; la sua approvazione al Senato sembra molto più difficile. Gli operatori di borsa preferiscono concentrarsi sulle buone prospettive dell'economia, anche per effetto della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale.

L'impressione è che anche se alle sei del mattino italiane di domani dovesse scattare la paralisi del governo federale, quella paralisi dovrebbe essere lunga per intaccare la congiuntura Usa.

Il Dow Jones Industrial Average, reduce da due sedute di fila sopra i 26.000 punti per la prima volta, avanza di 28 punti, lo 0,11%, a quota 26.045,6. A tenere a freno l'indice delle 30 blue chip sono AmEx (-2,56%) e Ibm (-2,7) dopo i conti.

L'S&P 500 aggiunge 5,8 punti, lo 0,21%, a quota 2.804,04.

Il Nasdaq aumenta di 19,8 punti, lo 0,28%, a quota 7.316,68 con Amazon che ha conquistato i 1.300 dollari per titolo (+1,3%).

Il petrolio a febbraio al Nymex segna un -1% a 63,28 dollari al barile.

Economia
Usa: cala a 94,4 pt fiducia consumatori Un. Michigan a metà gennaio, sotto stime

Indicazioni meno incoraggianti del previsto sulla fiducia dei consumatori americani, calata a metà gennaio al minimo da luglio, in particolare a causa del peggioramento delle aspettative sull'andamento futuro della congiuntura. Secondo quanto riportato dall'Università del Michigan, il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori si è attestato a 94,4 punti, in ribasso dai 96,8 punti di metà dicembre e dai 95,9 punti della fine del mese scorso.

Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano 97 punti. Il sottoindice che misura la fiducia sulle condizioni correnti dell'economia si è attestato a 109,2 punti, in discesa dai 115,9 punti di metà dicembre e dai 113,8 punti della fine del mese scorso. Quello che misura la fiducia sulle condizioni future si è attestato a 84,8 punti, in aumento dagli 84,6 punti del preliminare di dicembre e dagli 84,3 punti della lettura finale precedente. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno si sono attestate al 2,8%, invariate da metà dicembre e sopra il 2,7% della fine del mese scorso, mentre quelle a cinque anni sono rimaste ferme al 2,5%.

Stati Uniti
Amazon alza l'abbonamento mensile a Prime del 18%. Annuale resta a 99 dollari

Amazon ha annunciato l'aumento del costo dell'abbonamento mensile a Prime negli Stati Uniti. Sarà alzato del 18%, passando da 10,99 dollari al mese a 12,99 dollari al mese. Tuttavia il gruppo non cambierà il costo dell'abbonamento annuale che continuerà a restare di 99 dollari.

Amazon aveva introdotto la possibilità di pagare il servizio di spedizioni veloci e di streaming video ogni mese da due anni, nella speranza di attirare i clienti che non possono permettersi di pagare 99 dollari l'anno e che non vogliono avere il servizio per 12 mesi. Prime rappresenta il motore della macchina di Amazon: i membri fanno più acquisti e spendono di più sulla rispetto ai non membri. In questo momento i future del titolo di Amazon viaggiano in rialzo dell'1,80% e si preparano a una apertura in rialzo.

Petrolio amplia cali e scivola sotto 63 dlr al barile, si teme boom produzione Usa

Il petrolio sta ampliando le sue perdite al Nymex e si prepara ad archiviare la prima settimana in calo dopo quattro di fila in rialzo. Il contratto febbraio è arrivato a 62,85 dollari al barile per poi recuperare quota 63,15 dollari, comunque in calo dell'1,25% su ieri. Venerdì scorso gli scambi erano finiti a 64,30 dollari al barile con un guadagnano settimanale del 4,7%.

A pesare sono le stime dell'Agenzia internazionale dell'energia per una crescita "esplosiva" della produzione Usa nel 2018. Secondo l'agenzia parigina, inoltre, "rialzi sostanziali in Canada e Brasile" insieme al boom Usa "supereranno potenzialmente i forti ribassi [della produzione petrolifera] in Venezuela e Messico".

Separatamente, con i prezzi del barile sui massimi di tre anni e le scorte in calo, tra i trader monta la convinzione che la storica iniziativa per un taglio alla produzione guidata dall'Organization of Petroleum Exporting Countries (Opec) possa finire prima del previsto. Il cartello dei Paesi produttori e gli alleati come Russia e Oman che non ne fanno parte si riuniranno nel fine settimana in Oman. Dal gennaio 2017, l'Opec e altri Paesi hanno iniziato a tagliare l'output; la fine del programma è stata posticipata due volte, l'ultima dal marzo 2018 alla fine dell'anno in corso.

Reddito fisso
T-Bond: rendimento decennale ai massimi dall'elezione di Trump

I Treasury continuano a viaggiare in calo spingendo i rendimenti del decennale ai livelli di quando Donald Trump è stato eletto presidente Usa. Gli investitori scommettono in un'economia in ulteriore miglioramento: l'idea è che l'effetto della riforma fiscale approvata prima di Natale, la maggiore dal 1986, permetterà una maggiore espansione portando la Federal Reserve a stringere ulteriormente la cinghia.

Dopo avere riconquistato ieri la soglia del 2,6% per la prima volta dal marzo 2017, il rendimento del decennale potrebbe testare il 3% per via del miglioramento dell'economia e di una ripresa dell'inflazione; è dalla fine del 2013 che non viaggia al di sopra di quel livello. Stando ai future sui Fed Funds, le chance che ci siano tre rialzi dei tassi nel 2018 sono al 50%, in aumento da circa il 30% di un mese fa.

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,618% dal 2,611% di ieri ma oggi si era spinto al 2,642%, oltre il picco intraday pari al 2,641% raggiunto nel dicembre 2016 ed equivalente al massimo del settembre 2014. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi è in calo all'1,434%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,048%, intorno ai massimi del 2008.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,412%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 2,896%.

Usa
Uber: SoftBank chiede cambio di strategia, focus su crescita in Usa e Europa (Ft)

SoftBank, diventato maggiore azionista di Uber dopo il maxi investimento da 9,3 miliardi di dollari di cui è stato siglato ieri il closing, non ha perso tempo e ha cominciato subito a dettare la propria linea alla società americana, che offre un servizio alternativo a quello dei taxi. Il colosso giapponese delle telecomunicazioni ha chiesto a Uber di lavorare per recuperare quote di mercato negli Stati Uniti e di rafforzarsi in Europa, cambiando rotta rispetto alla strategia attuale del gruppo, che vorrebbe portare Uber "ovunque, per chiunque".

Uber "è una società in crescita, non è solo questione di ridurre le perdite", ha detto Rajeev Misra, consigliere di amministrazione di SoftBank in un'intervista al Financial Times, spiegando che il gruppo americano ha più possibilità di "tornare velocemente sulla via della redditività se si concentrerà sui mercati core, come Stati Uniti, Europa, America Latina e Australia". Uber ha già iniziato a uscire da alcuni mercati emergenti quando ancora era amministratore delegato Travis Kalanick, messo alla porta lo scorso giugno, ma per SoftBank il cambio di rotta deve essere più aggressivo.

azionario
Wall Street: future in rialzo nonostante il rischio shutdown

I future a Wall Street si muovono in rialzo ignorando il rischio shutdown che potrebbe scattare domani quando in Italia saranno le 6 del mattino. Piuttosto che concentrarsi su una possibile paralisi del governo, gli investitori sembrano prestare più attenzione al generale buon andamento dell'economia globale. L'impressione è che uno shutdown dovrebbe essere prolungato per avere un impatto significativo sugli Usa.

Se i legislatori troveranno una soluzione, la Federal Reserve sembra destinata ad alzare i tassi tre volte come stimato nel corso dell'anno ma tra gli operatori di borsa non manca chi crede che le strette saranno quattro.

Per il momento, stando ai future sui Fed Funds c'è solo il 14% di probabilità che un simile scenario si verifichi; le chance che ci siano tre strette sono al 50%, comunque in rialzo da circa il 30% di un mese fa. I tre principali indici si apprestano a chiudere la terza settimana di fila in rialzo e sono sulla strada giusta per registrare a gennaio guadagni superiori a quelli di qualsiasi mese del 2017.

I future del Dow salgono di 31 punti, lo 0,12%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 2,75 punti, lo 0,10%; quelli del Nasdaq aggiungono 19 punti, lo 0,28%. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un -1,4% a 63,04 dollari al barile.

Usa
Shutdown inevitabile senza accordo entro oggi. Trump: colpa dei democratici

Il conto alla rovescia per trovare un accordo per evitare la paralisi del Governo federale è partito: dopo che ieri la Camera ha approvato con 230 voti favorevoli e 197 contrari una misura temporanea per finanziare le attività federali fino al 16 febbraio, i senatori americani devono trovare un'intesa entro la mezzanotte di oggi, altrimenti scatterà lo shutdown. L'approvazione del Senato appare tutt'altro che a portata di mano, anzi è probabile che il testo non raggiunga i 60 voti necessari per superare il passaggio procedurale necessario per portarlo all'attenzione dell'aula, a causa dell'opposizione dei democratici e di alcuni repubblicani. Leggi l'articolo sullo shutdown.

Usa
Sondaggio Wsj, approvazione Trump in calo, ma piace lavoro fatto su economia

Nel suo primo anno alla Casa Bianca, la popolarità di Donald Trump è colata a picco e gli americani si mostrano ora meno fiduciosi sul futuro del Paese, ma apprezzano il lavoro fatto dal presidente sull'economia. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Wall Street Journal/Nbc, secondo cui il 39% degli americani approva l'operato di Trump, mentre il 57% lo disapprova (di questi il 51% lo "disapprova fortemente").

A febbraio 2017, subito dopo il giuramento che ha segnato l'inizio del suo primo mandato da presidente, il 44% era dalla sua parte e il 48% lo disapprovava. Detto questo, c'è generale convinzione che il presidente abbia contribuito al miglioramento delle condizioni dell'economia, in particolare all'abbassamento del tasso di disoccupazione e al rally dei mercati, con Wall Street arrivata a livelli record. Gli americani sono comunque meno ottimisti sul futuro del Paese: il 23% degli intervistati si è detto "fiducioso", meno del 32% di dicembre 2016, poco dopo le elezioni, mentre il 38% si è detto "disgustato", contro il 25% precedente.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Dato preliminare sulla fiducia dei consumatori calcolata dall'Università del Michigan per il mese di gennaio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 96,8. Consensus: 97.

Numero delle trivelle petrolifere attive per la settimana chiusa oggi alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: +10 unità a quota 752.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Schlumberger alle 7 (le 13 in Italia).


Altri appuntamenti

Randal Quarles, vicepresidente per la supervisione della Federal Reserve, parla a Washington alle 13 (le 19 in Italia).

Wall Street
Euro in rialzo a 1,2267 dollari, biglietto verde in ribasso a 110,67 yen

Euro in rialzo dello 0,23% a 1,2267 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata ra 1,0494 e 1,2324 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,40% a 110,67 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 115,51 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.335,60 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,60% a 1.335,20 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.199,70 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 63,69 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,41% a 63,69 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,76 e i 64,89 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones sale dello 0,38%, lo S&P sale dello 0,30%, il Nasdaq cresce dello 0,50%.

Gli indici a Wall Street hanno chiuso in calo, sotto i record raggiunti nella seduta precedente. Ha pesato il rischio di uno shutdown. Arrivato a cedere 168 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 97,84, lo 0,37%, a 26.017,81; a inizio seduta si era spinto a 26.153,42, nuovo record intraday ma poi era sceso sotto quota 26.000, poi recuperata. Quella odierna è stata la seconda seduta di fila finita sopra quella soglia ma è stata la giornata peggiore dal 29 settembre. L'S&P 500 ha perso 4,53 punti, lo 0,16%, a quota 2.798,03, scivolando sotto quota 2.800 conquistata nella seduta precedente. Il Nasdaq Composite ha registrato un -2,23 punti, lo 0,03%, a quota 7.296,05. Il petrolio a febbraio al Nymex è scivolato di 2 centesimi a 63,97 dollari al barile.