Walt Disney: i conti deludono, annuncia nuova trilogia di Guerre Stellari

Ricavi sotto le stime. Pesa un forte calo della divisione cinematografica; si salva quella dei parchi e dei resort nonostante l'effetto negativo sulle attività in Florida dato dall'uragano Irma. No comment su trattative con 21st Century Fox
AP

Oltre a pubblicare una trimestrale con utili e ricavi deludenti, a mercati Usa ormai chiusi Walt Disney ha dovuto fare i conti con indiscrezioni secondo cui il suo canale sportivo Espn si prepara a un altro round di licenziamenti; stando a Sports Illustrated l'ultima tornata prevedrebbe l'uscita di oltre 100 persone entro il Giorno del Ringraziamento che quest'anno sarà il 23 novembre. Come fatto 24 ore prima da 21st Century Fox, anche Walt Disney non ha voluto commentare voci secondo cui il gruppo avrebbe negoziato l'acquisto di asset del colosso di Rupert Murdoch: "Ho una cattiva notizia: non accettiamo domande su questo argomento", ha detto il Ceo Robert A. Iger durante la call con gli analisti. Il top manager ha però annunciato una nuova trilogia di "Guerre Stellari"; per scriverla e dirigerla ha reclutato Rian Johnson, il regista di "Guerra Stellari: gli ultimi Jedi" in uscita a dicembre. Il gruppo ha detto che verranno introdotti nuovi personaggi "da angoli della galassia che la tradizione di Guerre Stellari non ha mai esplorato".

Nonostante conti deludenti, il mercato sembra avere fiducia nelle prospettive dell'azienda nel mercato streaming. Il servizio che verrà lanciato su questo fronte nel 2019 "costerà meno di Netflix", ha detto Iger nella call, e questo perché i contenuti a disposizione saranno inferiori rispetto a quelli sul sito rivale (il cui abbonamento costa dagli 8 ai 12 dollari al mese). Con l'aumentare dei contenuti, anche i prezzi potrebbero salire.

Quanto ai conti, nei tre mesi chiusi il 30 settembre scorso Walt Disney ha registrato utili netti pari a 1,747 miliardi di dollari, in calo dell'1% da 1,771 miliardi dello stesso periodo del 2016. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono scesi del 3% a 1,07 dollari da 1,10 ossia cinque centesimi sotto le previsioni degli analisti. In quello che per il gruppo è stato il quarto trimestre fiscale, i ricavi sono calati del 3% a 12,78 miliardi dai 13,14 miliardi dell'anno precedente; il mercato si aspettava un risultato di 13,23 miliardi. Per l'intero esercizio fiscale, i profitti sono scesi del 4% a 8,98 miliardi; il fatturato è calato dell'1% a 55,137 miliardi.

L'unica divisione a registrare vendite in aumento nell'ultimo trimestre dell'esercizio 2017 è stata quella dei parchi e resort, con un +6% annuo a 4,667 miliardi di dollari grazie ancora una volta a Disneyland a Parigi e al Disney Resort a Shanghai (giunto al primo anno pieno di attività); le attività Usa sono state condizionate negativamente dall'uragano Irma che a settembre colp" la Florida costrigendo cancellazioni di crociere e la chiusura per due giorni di Walt Disney World Resort. In una call a commento dei conti è stato spiegato che l'impatto sugli utili operativi è stato di 100 milioni di dollari (nel trimestre sono stati pari a 746 milioni, +7%).

La divisione delle reti tv è quella che continua a generare più fatturato, che però è sceso del 3% a 5,5 miliardi. Nel dettaglio le reti via cavo hanno generato ricavi per 3,9 miliardi (dato invariato sull'anno prima); i risultati di Espn sono stati comparabili a quelli dello stesso trimestre del 2016; costi più alti di programmazione e introiti pubblicitari in calo hanno pesato; le attività di broadcasting hanno subito un calo del fatturato dell'11% a 1,51 miliardi.

La divisione cinematografica ha visto le vendite scendere del 21% a 1,432 miliardi; hanno pesato entrate ai botteghini in calo per via della performance di "Cars 3" nel trimestre considerato contro "Alla ricerca di Dory", nelle sale tra luglio e settembre del 2016.

Le attività legate ai prodotti al consumo e ai media interattivi hanno subito una flessione del 6% a 1,215 miliardi di dollari. C'è stato un calo delle vendite di merchandise legate a "Guerre stellari", "Frozen" e "Alla ricerca di Dory"; quel calo è stato in parte controbilanciato da un aumento nelle vendite di merchandise associate a "Cars" e "Spider-Man".

In una nota a commento dei conti, il Ceo Iger ha spiegato che "nessuna azienda dell'intrattenimento è meglio equipaggiata per navigare attraverso un settore media in costante cambiamento, grazie alla nostra collezione senza eguali di marchi". Come aveva anticipato nel trimestre precedente, quando annunciò il divorzio futuro da Netflix, Iger si è detto "impaziente di lanciare il nostro primo servizio di streaming nel nuovo anno". Il Ceo ha garantito che Disney "continuerà a investire nel futuro e ad assumersi i rischi giusti che sono richiesti per garantire creazione di valore ai soci".

In attesa della trimestrale, arrivata a mercati Usa chiusi, il titolo Walt Disney aveva guadagnato l'1,5% a 102,68 dollari. Nel dopo mercato ha ceduto oltre il 3% per poi invertire rotta e salire dell'1,5%. Da inizio anno ha perso l'1,48% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato l'8,5%.

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