I Warriors contro Trump? Curry non vuole andare alla Casa Bianca

Golden State potrebbe decidere di rifiutare il consueto invito del presidente, che non è stato ancora formulato. Il leader della squadra ha le idee molto chiare

I Golden State Warriors, che hanno vinto il campionato Nba - la lega professionistica nordamericana di pallacanestro - hanno reso noto, martedì, che non è stata presa alcuna decisione sulla possibilità di andare alla Casa Bianca, se invitati dal presidente Donald Trump, come di solito avviene per le squadre vincitrici dei maggiori campionati professionistici e universitari. Nelle ore precedenti, alcuni media statunitensi avevano annunciato la volontà della squadra di non accettare l'eventuale invito, espressa con un voto all'unanimità.

Ieri, però, il giocatore più rappresentativo della squadra che ha vinto due degli ultimi tre campionati, Stephen Curry, ha detto che, anche se la squadra non ha deciso come comportarsi, lui non ha cambiato idea: "Qualcuno me lo ha chiesto un paio di mesi fa, in via ipotetica, e io ho risposto che non sarei andato [alla Casa Bianca], in caso di vittoria. Lo penso ancora oggi". "Ma come squadra, certamente, dovremo parlarne" ha aggiunto, secondo quanto riportato da Usa Today. "Gestiremo questa situazione con responsabilità e faremo la cosa giusta per noi, individualmente e come gruppo" ha concluso.

Curry non sembra l'unico a pensarla in questo modo. Andre Iguodala ha detto di non voler prendere parte alle eventuali celebrazioni alla Casa Bianca, aggiungendo però: "Faremo quello che il nostro leader (Curry) farà. Gestiremo la situazione quando si presenterà. Voglio dire, potrebbe essere diverso. Potrebbe esserci qualcun altro in carica. È realistico da dire, no? Non si sa quello che può succedere". L'allenare della squadra, Steve Kerr, ha più volte criticato Trump: l'ultima volta lo ha definito un "pallone gonfiato".

Questo dilemma ha già spaccato il mondo dello sport statunitense, da quando c'è Trump alla Casa Bianca. Ad aprile, il presidente ha ricevuto alla Casa Bianca i New England Patriots, la squadra di football americano che ha vinto l'ultimo campionato Nfl. Un incontro a cui non hanno partecipato molti giocatori, quasi tutti in segno di protesta verso Trump. "Non mi sento accettato alla Casa Bianca. Con un presidente con opinioni e pregiudizi cos" forti, credo che certe persone potrebbero sentirsi accettate e altre no" aveva commentato Devin McCourty, uno dei giocatori assenti, che aveva deciso di non andare alla Casa Bianca "prima ancora di vincere". Assente anche il quarterback Tom Brady, la superstar della squadra, ma per motivi personali (la malattia della madre); lui è stato spesso definito "amico" e "sostenitore" del presidente, ma non ha mai parlato apertamente del suo rapporto con Trump; sua moglie, la modella Gisele Bundchen, ha invece apertamente detto di non essere una sostenitrice del miliardario. Brady aveva già rinunciato, in passato, alla cerimonia alla Casa Bianca con il presidente Barack Obama, citando "problemi di agenda". Brady, 40 anni ad agosto, ha vinto cinque campionati Nfl.

A far riflettere sulla situazione negli Stati Uniti è però la semplice domanda sulla possibilità di rinunciare alle celebrazioni. Coach Luigi 'Geno' Auriemma, l'allenatore italoamericano che ha fatto vincere alla UConn undici titoli femminili Ncaa - il campionato di basket universitario - e ha portato al successo la nazionale statunitense femminile in tre Olimpiadi e due Mondiali, ha ricevuto una domanda a cui non aveva mai dovuto rispondere negli anni precedenti: qualche componente della squadra si rifiuterebbe di incontrare il presidente, in caso di conquista del dodicesimo titolo? "Il fatto che nessuno mi avesse posto questa domanda dice qualcosa di dove siamo finiti" come Paese, aveva detto Auriemma al New York Times, lo scorso gennaio. "Lascia perdere la risposta. Il fatto stesso che non me l'avessero mai posta significa che sta succedendo qualcosa che non è normale". Il dilemma, alla fine, non si è nemmeno posto per la sua squadra: a sorpresa, quest'anno UConn non ha vinto il titolo.

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