Weinstein Company ricorre alla bancarotta

Mossa richiesta da Lantern Capital, società di investimento che ha siglato un accordo per comprare asset dello studio cinematografico travolto dagli scandali sessuali del suo cofondatore

Weinstein Company non è riuscita a evitare la bancarotta. La casa di distribuzione e produzione cinematografica messa in ginocchio dallo scandalo che lo scorso ottobre ha travolto il cofondatore Harvey Weinstein, accusato di molestie sessuali da oltre cento donne, ha fatto ricorso al Chapter 11.

Il ricorso all'amministrazione controllata che dà all'azienda tempo di ristrutturarsi è avvenuto su richiesta di Lantern Capital, società di investimento texana che ha siglato un accordo per comprare asset dell'azienda. L'intesa deve essere approvata da un giudice e non esclude che offerte più alte possano essere presentate nel tribunale fallimentare competente.

In una nota, Weinstein Company ha detto che Lantern è stato scelto per via del suo "impegno" a tenere conto degli asset e dei dipendenti dell'azienda. In aggiunta, lo studio cinematografico ha spiegato di avere messo fine a tutti gli accordi confindenziali che il signor Weinstein aveva apparentemente usato come arma segreta per fare tacere le sue vittime. "Con effetto immediato, quegli accordi giungono a termine", ha dichiarato l'azienda dando di fatto il via libera di parlare alle persone "che hanno sofferto o testimoniato ogni forma di cattiva condotta sessuale da parte di Harvey Weinstein". Nella nota si spiega che "nessuno dovrebbe avere paura di parlare o essere forzato a stare zitto. L'azienda ringrazia gli individui coraggiosi che si sono già fatti avanti. Le vostre voci hanno ispirato un movimento (il #MeToo, ndr) per un cambiamento nel Paese e nel mondo".

Il ricorso alla bancarotta ferma le cause legali lanciate contro lo studio cinematografico ma non le azioni legali mosse contro il produttore cinematografico al centro dello scandalo. Lantern era tra gli investitori che lo scorso febbraio avevano appioggiato il tentativo di acquisto di Weinstein Company capitanato dall'imprenditrice Maria Contreras-Sweet. Quel tentativo, tuttavia, andò in fumo dopo la causa legala lanciata contro l'azienda dalla procura di New York. Gli acquirenti si sarebbero fatti carico di 225 milioni di dollari di debito di Weinstein Company e si sarebbero impegnati a investire 275 milioni circa per rilanciarla.

Andy Mitchell e Milos Brajovic, cofondatori di Lantern, hanno spiegato che "negli ultimi mesi" la loro società di investimento ha "valutato l'azienda ed è orgogliosa di fornire una soluzione al suo cda. Come con tutte le nostre aziende, Lantern migliorerà la performance delle attività del gruppo con il rispetto totale di tutti i dipendenti e promuoverà un ambiente trasparente".

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