Wells Fargo regge il peso dello scandalo conti fantasma (per ora): utile cala, ma batte stime

Nei tre mesi a settembre, l'istituto ha riportato profitti per 5,64 miliardi di dollari. Il fatturato è salito a 22,33 miliardi, anche in questo caso meglio dei 22,21 miliardi previsti
Wells Fargo

Nel terzo trimestre Wells Fargo, la banca di San Francisco travolta dallo scandalo per i 2 milioni di conti fantasma che ha portato alle dimissioni dell'amministratore delegato John Stumpf, ha visto calare i profitti, ma ha comunque superato le previsioni degli analisti. Nei tre mesi a settembre, l'istituto ha riportato profitti per 5,64 miliardi di dollari, 1,03 dollari per azione, contro i 5,8 miliardi, 1,05 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso, ma comunque meglio degli 1,01 dollari attesi dagli analisti.

Il fatturato è salito a 22,33 miliardi, anche in questo caso meglio dei 22,21 miliardi previsti. La banca, ora guidata da Timothy Sloan, ha acconsentito a pagare una multa da 185 milioni di dollari per avere apparentemente cosentito ai propri dipendenti di aprire 2 milioni di conti di deposito e carte di credito senza l'autorizzazione dei clienti, per raggiungere gli obiettivi sulle vendite. Per il momento, l'impatto della vicenda sui conti non appare rilevante, ma potrà incidere sui bilanci dei prossimi trimestri.

A mettere sotto pressione i profitti di Wells Fargo, ma anche quelli delle altre maggiori rivali, sono le turbolenze di mercato e il contesto di bassi tassi di interesse, che non consente agli istituti di guadagnare molto sul denaro prestato. Tornando ai conti, come si legge nella nota della banca, i costi sono aumentati del 7% a 13,27 miliardi di dollari, dai 12,4 miliardi dello stesso periodo del'anno scorso.

Le spese come quota del fatturato sono state pari al 59,4%, sopra la media tra il 55 e il 59% che la banca considera efficiente. Wells Fargo ritiene che il cosidetto "rapporto di efficienza" continuerà "a restare a livelli elevati" per un certo periodo. L'istituto ha segnalato un miglioramento delle attività legate al credito, grazie all'immobiliare consumer e alla performance del portafoglio energetico.

I prestiti totali sono saliti di 4,2 miliardi dai tre mesi precedenti a 961,3 miliardi, grazie al credito commerciale e consumer (questi prestitit sono saliti dell'11% a 324,02 miliardi). I depositi totali medi sono aumetnati del 2% dal secondo trimestre a 1.300 miliardi. Il margine di interesse netto è calto dal 2,86 al 2,82% di fine giugno e dal 2,96% di un anno fa. Gli accantonamenti per prestiti che potrebbero finire in sofferenza sono stati pari a 805 milioni di dollari, contro i 703 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso e gli 1,07 miliardi del secondo trimestre.